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Un week end lungo a Biella e dintorni  

Community: Diari di viaggio e Racconti Un week end lungo a Biella e dintorni

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Andrea
Scritto da: Andrea
Località: Biella, Gattinara
Durata: 3
Data partenza: dal 01/05/2021 00:00:00 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Andrea, Gabriele

Introduzione

Un piacevole week end di relax (ma non solo) tra paesi incantevoli e natura incontaminata.

Le Tappe del Viaggio

Approfittiamo di questo weekend per farci un piccolo viaggio in camper. La nostra meta è Biella e dintorni. Innanzitutto raggiungiamo il santuario di Oropa. Costeggiando il santuario alla sinistra, arriviamo ad alcuni enormi parcheggi. Per fortuna oggi non c’è praticamente nessuno quindi sono tutti liberi. Lasciamo il camper e andiamo all’ingresso della chiesa. Devo ammettere che è molto bella, imponente e d’impatto. Oltre alla chiesa in sé vi consiglio di visitare anche i presepi collocati in un corridoio sempre al suo interno: ce ne sono da tutto il mondo e di questi alcuni sono molto particolari e meritevoli di essere immortalati, in quanto ricalcano i costumi della nazione da cui provengono. Altri invece sono più moderni ma non per questo meno interessanti. In questo corridoio si trovano anche delle teche dove vengono rappresentati gli episodi salienti della vita di Gesù, sempre sotto forma di presepe. Foto a go go e poi usciamo. Attraversiamo il cortile della chiesa per visitare anche il resto del santuario, ovvero quella struttura che contiene il “piazzale sacro”, la “seconda piazza” e la “prima piazza”, le quale sono circondate da edifici che le contengono. Qui troviamo anche svariati negozi, locali e ristoranti (tutti chiusi). Attraversiamo tutte le piazze fino a giungere al “prato grande”. In tutto questo nostro visitare, ci godiamo e fotografiamo il paesaggio, prima immerso nella nebbia (surreale e fiabesco) e poi con qualche accenno di sereno.

Soddisfatti della visita, torniamo al camper e poi ripartiamo, direzione Ricetto di Candelo. Qui si trova un'area di sosta per i camper immersa nel verde e nelle colline (è decisamente il posto ideale per soggiornarvi). Appurato che il luogo rispecchia le nostre esigenze, partiamo in direzione Biella. Troviamo un parcheggio in piazza Pertini. È ottimo per il camper però scopriamo che è decisamente lontano dal centro; infatti ci vuole una mezz'oretta a piedi per giungere in piazza Duomo. Senza contare che la pioggia non ci aiuta a rendere più facile la nostra passeggiata. Comunque, c’incamminiamo e percorriamo via Torino fino a via Italia (piena di negozi). Da qui proseguiamo fino a che non troviamo alla nostra sinistra piazza Duomo, dove si trova il municipio, il battistero, la chiesa della Santa Trinità e la cattedrale di Santo Stefano.

Entriamo subito a visitare la cattedrale: bella ma troppo tetra per i miei gusti. Invece il battistero sfortunatamente è chiuso ma anche solo fare una foto all’esterno merita. Dopo le foto di rito, prendiamo via Amendola fino a giungere alla funicolare che ci porterà nella città vecchia. La funicolare è gratuita, aperta da domenica a giovedì dalle 7 alle 24 e venerdì e sabato dalle 7 alle 2 del mattino. In pochi minuti ci conduce fino in cima. Qui si trova piazza Cucco. Da qui prendiamo la strada a destra, ovvero via Amedeo Avogadro di Quaregna ma appuriamo subito che, a parte la Porta della Torrazza e il panorama di Biella dall’alto, non c’è nient’altro da vedere. Poi torniamo sui nostri passi fino a piazza Cucco e proseguiamo, incontrando la “casa su travi di legno”, il “palazzo Cisterna”, la “piazza Cisterna” (dove ci sono i portici) e la chiesa di San Giacomo. Proseguiamo per la strada fino a raggiungere il “palazzo La Marmora”, il “palazzo Ferrero” e il “palazzo Gromo Losa di Prarolo”. Andiamo oltre e decidiamo di scendere a piedi dalla città vecchia prendendo per via Costa del Vernato (peccato che questa ci allontani ancora di più dal parcheggio dove abbiamo lasciato il camper. E anche adesso, la pioggia non aiuta). Infine raggiungiamo il nostro mezzo.

Il tempo non è dei migliori neppure oggi ma almeno c’è un po’ di sole e tante nuvole, quindi decidiamo in primis di andare al parco della Burcina. Il modo migliore per arrivarci è passando dal paese di Pollone. Qui c'è un parcheggio molto grande; costa 1,50€ all’ora per le prime quattro ore. A destra del parcheggio c’è l’entrata del parco (non potete sbagliarvi perché ci sono anche un paio di bancarelle oltre a un cartello che mostra la planimetria del parco. Da questa si evince che è enorme, pieno di sentieri e di cose da vedere). Appena entrati nel parco prendiamo il sentiero a destra e raggiungiamo un laghetto. Da qui proseguiamo la passeggiata, passando vicino a un bar e una casa rossa, fino a che giungiamo a un bivio; andando a destra si prende viale dei Rododendri mentre a sinistra si prosegue verso il punto panoramico. Optiamo per quest’ultimo in quanto il tempo ci è tiranno. Dopo aver passato accanto a un paio di cascine, giungiamo al punto panoramico dove c’è una splendida vista del'ambiente circostante.

Per la cronaca, considerate che dall’ingresso fino alla cima ci abbiamo messo circa un’ora e un quarto ma ne è valsa veramente la pena: il panorama è mozzafiato, specialmente con i colori della primavera. Foto a iosa e poi torniamo all’ingresso del parco. Essendo adesso tutto in discesa, riusciamo a percorrere l’intero percorso a ritroso in quarantacinque minuti (anche perché in certi punti si può tagliarlo, accorciandolo).

Dato che è ancora presto, decidiamo di andare al paese di Graglia, il quale dista solo una decina di minuti da qui. Il paesino è piccolo ma è famoso per il suo santuario. Lasciamo il camper in un parcheggio all'inizio di Graglia e poi iniziamo a salire. Dopo una decina di minuti raggiungiamo il santuario della Madonna di Loreto, il quale esternamente è molto imponente mentre l’interno è molto carino in quanto realizzato con colori vivi e attuali. Ma Graglia è famosa anche per “l’eco endecasillabo”, ovvero un balcone panoramico da cui, gridando qualcosa, si sente un eco insolito nella valle. Per raggiungerlo basta tenere l'ingresso della chiesa alle proprie spalle, attraversare il piccolo parcheggio e scendere per qualche minuto da una scalinata sterrata. Giunti sulla strada asfaltata si trova una stradina in salita. Prendendola, dopo un paio di minuti si arriva a queste due panchine con la balconata che dà sulla pianura biellese e sul santuario. Da qui appunto se si grida qualcosa si sentono due, o addirittura tre, echi in rapida successione con tanto di voce deformata (al punto che sembra persino sia un’altra persona ad aver pronunciato la parola). Veramente curioso e divertente: merita una visita, anche solo per farsi quattro risate a gridare parole a caso.

Ormai si è fatta sera, quindi decidiamo di tornare a Ricetto di Candelo per passare la nostra seconda nottata di vacanza.

Dopo aver fatto colazione decidiamo in primis di visitare il paese che ci ha ospitati per la notte, in quanto presenta una piccola ma adorabile città vecchia (è una struttura fortificata con tante vie e case medievali). Per accedervi bisogna raggiungere la piazza del paese; qui si trova l'ingresso al Ricetto, il quale è una torre con un passaggio sottostante. La visita è molto veloce, in quanto oltre alle vie, a un paio di scorci del panorama e ad alcuni negozietti, non c’è altro da vedere.

Dato che è una bella giornata, decidiamo di tornare a Biella per ammirare tutti i monumenti visti sabato ma alla luce del sole. Rispetto a due giorni fa, prima di visitare la città ci dirigiamo all’infopoint (si chiama “ATL Biella” e si trova in piazza Vittorio n.23, proprio accanto ai giardini Zumaglini). Qui recuperiamo varie cartine sia di Biella che dei dintorni. In più la ragazza dell’infopoint ci consiglia di parcheggiare in via Carlo Fecia di Cossato dove si trova un grande parcheggio distante pochi minuti dal Duomo. Infatti parcheggiamo proprio lì e poi andiamo verso il centro prendendo via Alfonso Lamarmora fino a giungere in via Italia. Da qui, in pochi minuti siamo in piazza del Duomo. Visitiamo qualche via limitrofe e poi riprendiamo la funicolare per tornare alla città vecchia. Dall’alto, la città illuminata dal sole è uno spettacolo. Poi andiamo a sinistra in quanto il nostro obiettivo è visitare il palazzo Lamarmora. L'ingresso costa 8€ ma sfortunatamente bisogna prenotare almeno due giorni prima per accedervi. Ci piacerebbe anche entrare al palazzo Gromo Losa (soprattutto per ammirare il suo giardino) ma oggi è chiuso ai visitatori.

Così zigzaghiamo di nuovo per la città vecchia e poi torniamo al nostro camper. Prima di concludere la vacanza però vogliamo andare a Gattinara (tanto siamo di strada), famosa per essere la città del vino. Raggiuntala, parcheggiamo il camper e poi iniziamo a visitarla, apprezzando le panchine con i grappoli di vino in ferro e la rotonda a un incrocio con una scultura enorme raffigurante un grappolo. Arriviamo poi al centro del paese (che è in realtà una strada di negozi) dove si trova anche l’enoteca regionale (siamo venuti apposta per la degustazione) ma sfortunatamente oggi, essendo lunedì, è chiusa. Al che facciamo un giro per il paese e poi torniamo al camper. Ripartiamo. Direzione casa.

Questa mini vacanza è stata piacevole. Oropa merita decisamente una visita. Anche il parco Burcina è una meta obbligatoria per chi ama la natura. Infine, pensavamo che Biella fosse una città con poche attrattive ma nel suo piccolo l’abbiamo trovata interessante, sia per quanto riguardava la città vecchia che il Duomo e i palazzi limitrofi. Se avete più giorni a disposizione vi consiglio di visitare anche il Lago di Viverone, il castello di Roppolo e l’Oasi Zegna, i quali distano tutti una mezz’oretta da Biella.

Approfittiamo di questo weekend per farci un piccolo viaggio in camper. La nostra meta è Biella e dintorni. Innanzitutto raggiungiamo il santuario di Oropa. Costeggiando il santuario alla sinistra, arriviamo ad alcuni enormi parcheggi. Per fortuna oggi non c’è praticamente nessuno quindi sono tutti liberi. Lasciamo il camper e andiamo all’ingresso della chiesa. Devo ammettere che è molto bella, imponente e d’impatto. Oltre alla chiesa in sé vi consiglio di visitare anche i presepi collocati in un corridoio sempre al suo interno: ce ne sono da tutto il mondo e di questi alcuni sono molto particolari e meritevoli di essere immortalati, in quanto ricalcano i costumi della nazione da cui provengono. Altri invece sono più moderni ma non per questo meno interessanti. In questo corridoio si trovano anche delle teche dove vengono rappresentati gli episodi salienti della vita di Gesù, sempre sotto forma di presepe. Foto a go go e poi usciamo. Attraversiamo il cortile della chiesa per visitare anche il resto del santuario, ovvero quella struttura che contiene il “piazzale sacro”, la “seconda piazza” e la “prima piazza”, le quale sono circondate da edifici che le contengono. Qui troviamo anche svariati negozi, locali e ristoranti (tutti chiusi). Attraversiamo tutte le piazze fino a giungere al “prato grande”. In tutto questo nostro visitare, ci godiamo e fotografiamo il paesaggio, prima immerso nella nebbia (surreale e fiabesco) e poi con qualche accenno di sereno.

Soddisfatti della visita, torniamo al camper e poi ripartiamo, direzione Ricetto di Candelo. Qui si trova un'area di sosta per i camper immersa nel verde e nelle colline (è decisamente il posto ideale per soggiornarvi). Appurato che il luogo rispecchia le nostre esigenze, partiamo in direzione Biella. Troviamo un parcheggio in piazza Pertini. È ottimo per il camper però scopriamo che è decisamente lontano dal centro; infatti ci vuole una mezz'oretta a piedi per giungere in piazza Duomo. Senza contare che la pioggia non ci aiuta a rendere più facile la nostra passeggiata. Comunque, c’incamminiamo e percorriamo via Torino fino a via Italia (piena di negozi). Da qui proseguiamo fino a che non troviamo alla nostra sinistra piazza Duomo, dove si trova il municipio, il battistero, la chiesa della Santa Trinità e la cattedrale di Santo Stefano.

Entriamo subito a visitare la cattedrale: bella ma troppo tetra per i miei gusti. Invece il battistero sfortunatamente è chiuso ma anche solo fare una foto all’esterno merita. Dopo le foto di rito, prendiamo via Amendola fino a giungere alla funicolare che ci porterà nella città vecchia. La funicolare è gratuita, aperta da domenica a giovedì dalle 7 alle 24 e venerdì e sabato dalle 7 alle 2 del mattino. In pochi minuti ci conduce fino in cima. Qui si trova piazza Cucco. Da qui prendiamo la strada a destra, ovvero via Amedeo Avogadro di Quaregna ma appuriamo subito che, a parte la Porta della Torrazza e il panorama di Biella dall’alto, non c’è nient’altro da vedere. Poi torniamo sui nostri passi fino a piazza Cucco e proseguiamo, incontrando la “casa su travi di legno”, il “palazzo Cisterna”, la “piazza Cisterna” (dove ci sono i portici) e la chiesa di San Giacomo. Proseguiamo per la strada fino a raggiungere il “palazzo La Marmora”, il “palazzo Ferrero” e il “palazzo Gromo Losa di Prarolo”. Andiamo oltre e decidiamo di scendere a piedi dalla città vecchia prendendo per via Costa del Vernato (peccato che questa ci allontani ancora di più dal parcheggio dove abbiamo lasciato il camper. E anche adesso, la pioggia non aiuta). Infine raggiungiamo il nostro mezzo.

Il tempo non è dei migliori neppure oggi ma almeno c’è un po’ di sole e tante nuvole, quindi decidiamo in primis di andare al parco della Burcina. Il modo migliore per arrivarci è passando dal paese di Pollone. Qui c'è un parcheggio molto grande; costa 1,50€ all’ora per le prime quattro ore. A destra del parcheggio c’è l’entrata del parco (non potete sbagliarvi perché ci sono anche un paio di bancarelle oltre a un cartello che mostra la planimetria del parco. Da questa si evince che è enorme, pieno di sentieri e di cose da vedere). Appena entrati nel parco prendiamo il sentiero a destra e raggiungiamo un laghetto. Da qui proseguiamo la passeggiata, passando vicino a un bar e una casa rossa, fino a che giungiamo a un bivio; andando a destra si prende viale dei Rododendri mentre a sinistra si prosegue verso il punto panoramico. Optiamo per quest’ultimo in quanto il tempo ci è tiranno. Dopo aver passato accanto a un paio di cascine, giungiamo al punto panoramico dove c’è una splendida vista del'ambiente circostante.

Per la cronaca, considerate che dall’ingresso fino alla cima ci abbiamo messo circa un’ora e un quarto ma ne è valsa veramente la pena: il panorama è mozzafiato, specialmente con i colori della primavera. Foto a iosa e poi torniamo all’ingresso del parco. Essendo adesso tutto in discesa, riusciamo a percorrere l’intero percorso a ritroso in quarantacinque minuti (anche perché in certi punti si può tagliarlo, accorciandolo).

Dato che è ancora presto, decidiamo di andare al paese di Graglia, il quale dista solo una decina di minuti da qui. Il paesino è piccolo ma è famoso per il suo santuario. Lasciamo il camper in un parcheggio all'inizio di Graglia e poi iniziamo a salire. Dopo una decina di minuti raggiungiamo il santuario della Madonna di Loreto, il quale esternamente è molto imponente mentre l’interno è molto carino in quanto realizzato con colori vivi e attuali. Ma Graglia è famosa anche per “l’eco endecasillabo”, ovvero un balcone panoramico da cui, gridando qualcosa, si sente un eco insolito nella valle. Per raggiungerlo basta tenere l'ingresso della chiesa alle proprie spalle, attraversare il piccolo parcheggio e scendere per qualche minuto da una scalinata sterrata. Giunti sulla strada asfaltata si trova una stradina in salita. Prendendola, dopo un paio di minuti si arriva a queste due panchine con la balconata che dà sulla pianura biellese e sul santuario. Da qui appunto se si grida qualcosa si sentono due, o addirittura tre, echi in rapida successione con tanto di voce deformata (al punto che sembra persino sia un’altra persona ad aver pronunciato la parola). Veramente curioso e divertente: merita una visita, anche solo per farsi quattro risate a gridare parole a caso.

Ormai si è fatta sera, quindi decidiamo di tornare a Ricetto di Candelo per passare la nostra seconda nottata di vacanza.

Dopo aver fatto colazione decidiamo in primis di visitare il paese che ci ha ospitati per la notte, in quanto presenta una piccola ma adorabile città vecchia (è una struttura fortificata con tante vie e case medievali). Per accedervi bisogna raggiungere la piazza del paese; qui si trova l'ingresso al Ricetto, il quale è una torre con un passaggio sottostante. La visita è molto veloce, in quanto oltre alle vie, a un paio di scorci del panorama e ad alcuni negozietti, non c’è altro da vedere.

Dato che è una bella giornata, decidiamo di tornare a Biella per ammirare tutti i monumenti visti sabato ma alla luce del sole. Rispetto a due giorni fa, prima di visitare la città ci dirigiamo all’infopoint (si chiama “ATL Biella” e si trova in piazza Vittorio n.23, proprio accanto ai giardini Zumaglini). Qui recuperiamo varie cartine sia di Biella che dei dintorni. In più la ragazza dell’infopoint ci consiglia di parcheggiare in via Carlo Fecia di Cossato dove si trova un grande parcheggio distante pochi minuti dal Duomo. Infatti parcheggiamo proprio lì e poi andiamo verso il centro prendendo via Alfonso Lamarmora fino a giungere in via Italia. Da qui, in pochi minuti siamo in piazza del Duomo. Visitiamo qualche via limitrofe e poi riprendiamo la funicolare per tornare alla città vecchia. Dall’alto, la città illuminata dal sole è uno spettacolo. Poi andiamo a sinistra in quanto il nostro obiettivo è visitare il palazzo Lamarmora. L'ingresso costa 8€ ma sfortunatamente bisogna prenotare almeno due giorni prima per accedervi. Ci piacerebbe anche entrare al palazzo Gromo Losa (soprattutto per ammirare il suo giardino) ma oggi è chiuso ai visitatori.

Così zigzaghiamo di nuovo per la città vecchia e poi torniamo al nostro camper. Prima di concludere la vacanza però vogliamo andare a Gattinara (tanto siamo di strada), famosa per essere la città del vino. Raggiuntala, parcheggiamo il camper e poi iniziamo a visitarla, apprezzando le panchine con i grappoli di vino in ferro e la rotonda a un incrocio con una scultura enorme raffigurante un grappolo. Arriviamo poi al centro del paese (che è in realtà una strada di negozi) dove si trova anche l’enoteca regionale (siamo venuti apposta per la degustazione) ma sfortunatamente oggi, essendo lunedì, è chiusa. Al che facciamo un giro per il paese e poi torniamo al camper. Ripartiamo. Direzione casa.

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Questa mini vacanza è stata piacevole. Oropa merita decisamente una visita. Anche il parco Burcina è una meta obbligatoria per chi ama la natura. Infine, pensavamo che Biella fosse una città con poche attrattive ma nel suo piccolo l’abbiamo trovata interessante, sia per quanto riguardava la città vecchia che il Duomo e i palazzi limitrofi. Se avete più giorni a disposizione vi consiglio di visitare anche il Lago di Viverone, il castello di Roppolo e l’Oasi Zegna, i quali distano tutti una mezz’oretta da Biella.

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