Campitello di Fassa: sport, Dolomiti e buona cucina
La guida completa della splendida località della Val di Fassa, una delle mete trentine più amate: scopriamo Campitello e tutto quello che c'è da sapere sul suo territorio
Scenari incantati sotto gli occhi ‘impietriti’ delle Dolomiti, patrimonio dell’umanità: un salto in uno dei panorami più belli del mondo.
Ecco Campitello di Fassa, a 1448 metri di altitudine e nemmeno 800 abitanti, non considerando ovviamente tutti quelli che in ogni stagione dell’anno vengono a soggiornare qui, piacevolmente ospitati nelle diverse strutture alberghiere ed extra alberghiere, che offrono oltre seimila posti letto.
Una delle perle della Val di Fassa, insieme a Moena e Canazei, e del Trentino tutto. Pronti a partire per Campitello di Fassa? Scopriamo il borgo e tutto quello che c'è da sapere.
Andateci se vi piace: sport di montagna, natura e relax, scorci paesaggistici.
Per quanto tempo: una settimana o più giorni.
Il periodo migliore: estate e inverno.
Da sapere
- Cosa sapere: le dritte per non perdersi il meglio
- Dove si trova: geografia, territorio e un po' storia
- Come si vive a Campitello di Fassa: clima, qualità della vita e quando andare
Pianificare il viaggio
Cosa sapere su Campitello di Fassa
Spettacolare la sua posizione, allo sbocco della Val Duron, su un terrazzo naturale ai piedi del Col Rodella, apprezzata zona di decollo per deltaplano e parapendio. Si tratta del primo centro turistico - alpinistico di tutta la Val di Fassa, punto di partenza di escursioni appassionanti sia d’inverno sia d’estate, e gli antesignani del soggiorno in questo senso furono gli alberghi Mulino e Agnello d’oro.

Perché Campitello si chiama così? Evidentemente è diminutivo di campo e probabilmente in passato aveva anche il significato, vista la posizione, di luogo aperto o anche di superficie agraria. Fassa invece, l’altro nome aggiuntivo che lo identifica, significa fascia e si riferisce proprio alla forma stretta e allungata che caratterizza la valle in cui è posizionato.
Fin dalla passeggiata nel centro paese, Campitello mostra le sue anime, tra natura, sport, arte e tradizione, a cominciare da quella antica, con le sue strette vie, i vicoli, gli edifici storici e le caratteristiche abitazioni dette tobiè, di legno e sassi. Con una capiente funivia si giunge nel paese di Plan, abbarbicato alle rocce, da cui il panorama è straordinario.
Un posto in prima fila per lasciarsi rapire (tra l’altro) dalle spettacolari guglie del Sassolungo che sovrasta la località. E poi, piste innevate con impianti che sfiorano le cime dolomitiche, tanti tipi di escursioni per assaporare in pieno la meraviglia dei luoghi, quando la temperatura scende sotto zero o sotto la carezza del sole.
Come arrivare a Campitello in treno, bus e auto
Per arrivare a Campitello di Fassa, le autostrade sono A22, uscita Egna-Ora o Bolzano Nord, dirigendosi poi verso la SS 48, la strada statale delle Dolomiti, che attraversa anche Cavalese e Moena. Dalla A27, uscita Belluno, SS 346, Agordo, Passo San Pellegrino, Moena. La mobilità attraverso i bus è molto efficiente e mette in contatto i vari paesi: ci sono le linee degli Autobus Trentino trasporti e della SAD dell’Alto Adige. La stazione ferroviaria più vicina è Bolzano, 38 chilometri, l’aeroporto quello di Innsbruck, 141 chilometri, e Treviso, 158. Per muoversi nel comprensorio sciistico, infine, esiste un unico skipass, il Dolomiti Superski.
Fitto il programma degli eventi di intrattenimento cui si può partecipare, all’insegna della tradizione e del divertimento e anche delle innovazioni.
Cosa fare a Campitello di Fassa in inverno?
Con dicembre, la magia del Natale si spande per vicoli e strade: Campitello, così come gli altri paesi, diventa la location ideale per presepi, mercatini, decori di grande appeal, tra fiaccolate e show acrobatici sulla neve. Insomma, tutto l'anno si ha qualcosa da fare a Campitello.
A gennaio, la Marcialonga sugli sci tra Val di Fiemme e Val di Fassa, ma da ricordare che a giugno se ne organizza una per le bici. Famoso il Carnevale ladino, con sfilate in maschera, carri allegorici, spettacoli musicali, mercatini, che si svolge in tutti i paesi. L’11 maggio si celebra la Festa patronale dei Santi Filippo e Giacomo, con processione e mercatini.
Cosa fare a Campitello di Fassa in autunno?
Tra settembre e ottobre c’è Fassa Sky Expo, esposizione di prodotti per il volo libero. A settembre, c’è il Festival del Puzzone di Moena. D’inverno, ecco particolari competizioni, cioè la ‘Polartec Pizolada delle Dolomiti’ e la ‘Sellaronda Skimarathon’, il giro dei quattro passi che caratterizzano questi circuiti, però in notturna con le pelli di foca e una luce sulla fronte per rischiarare la neve.
I sapori d’autunno o I rifugi del gusto sono manifestazioni che per tutto l’autunno permettono ai visitatori di assaggiare i piatti della migliore tradizione in giro per rifugi e baite.
Cosa fare a Campitello di Fassa in estate?
In tempo di Pasqua, c’è la Festa delle Bàtoles, cioè raganelle, strumenti di legno suonati dai ragazzi del paese. Per tutta l’estate, ‘I Suoni delle Dolomiti’, portano musica e artisti sulle cime più alte, mentre già dalla primavera gli amanti di deltaplano e parapendio sono pronti a ‘svolazzare’ tra gli splendidi dirupi & co. A ferragosto, tutti a partecipare alla festa Omegn da mont, durante la quale si omaggiano le guide alpine, con processione fino al monumento in piaz de Ciampedèl.
Cosa mangiare in Val di Fassa

Tipici sapori di montagna garantiscono un valore aggiunto alla vacanza. Prima di tutto, tra i prodotti d’eccellenza, ecco lo speck dell’Alto Adige IGP, da gustare in fettine sottili come antipasto, in pezzetti tagliati grossi assieme a cetriolini in agrodolce e pane nero, o come base importantissima per dare sapore a tante ricette, dai canederli alla zuppa d’orzo.
Altri prodotti derivati dal maiale, le saporite luganighe, le salsicce che, assieme a costine e carrè, si servono con i crauti o con la polenta. Tra i formaggi, altro fiore all’occhiello della gastronomia valligiana, il Nostrano della Val di Fassa cioè il Ciampidel de Fascia, il Chér de Fassa cioè il cuore di Fassa, il celebre Puzzone di Moena cioè Spretz Tsaorì, profumati e aromatizzati dalle erbe di cui si nutrono le mucche libere nei pascoli.
Da ricordare anche miele, marmellate, funghi. Da provare i cajonciè, ravioli con un ripieno di ricotta e spinaci, che vengono serviti cosparsi di grana grattugiato, erba cipollina e burro fuso dorato. Stesso condimento per un altro piatto tradizionale, gli gnoches da formài, preparati con farina, formaggio, uova e un po’ di latte. Per i dolci immancabile lo strudel con un ripieno a base di mele e pinoli, le frittelle di mele, le fortaes, ovvero dolci fritti con una particolare forma a chiocciola. Buon appetito e buona vacanza!
Dove si trova Campitello di Fassa
Campitello, fino agli anni cinquanta del secolo scorso, faceva parte del comune di Canazèi. Dopo il distacco, nel 1956, venne indicato come Campitello di Fassa. Testimonianze indicano che qui gli esseri umani sono arrivati in tempi preistorici.

Reperti archeologici ne hanno dimostrato la presenza già tra 8000 e 5000 anni a.C.. Scavi effettuati a Mazzin e Campitello hanno confermato l’esistenza di insediamenti umani organizzati e dediti all’agricoltura e all’allevamento fin dall’età del bronzo, tra il 1800 e il 900 a.C.. Rilevante il grosso ritrovamento di resti di un castelliere retico sul Dos dei Pigui a Mazzin.
Le popolazioni retiche vengono poi sottomesse ai Romani, attorno al primo secolo avanti Cristo. Dall’anno 1000, la zona passa sotto il dominio dei vescovi principi di Bressanone; più volte i valliggiani si ribellano senza grande successo.
Durante questi secoli la popolazione della valle si organizza nella Comunità di Fassa, dividendola in 7 Regole, corrispondenti ai 7 comuni attuali. Nell’800, il passaggio al Tirolo e all’Austria. Dopo la tragedia della Prima Guerra Mondiale, durante la quale la linea del fronte passava proprio in val di Fassa, il territorio entra nel Regno d'Italia.
Come si vive
Qui il clima è tipicamente alpino, estati fresche e inverni rigidi. Resistono bene le attività legate all’allevamento e alla produzione di latte e formaggio, e l’artigianato, soprattutto quello dell’intaglio del legno e dei tessuti di lana e cotone lavorati a mano, ma Campitello e tutta la valle vivono soprattutto di turismo.















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