Pomezia, tra il mito di Enea e la "Spiaggia di Roma"
Fondata dal mitico condottiero greco, l'antica Lavinium è oggi Pomezia, città industriale e dalle ricche identità a pochi chilometri dalla Capitale
Immersa nella Campagna Romana, a pochi chilometri dal mar Tirreno e a una mezz’ora dalla capitale, Pomezia conta su poco più di 60mila abitanti.
Il suo paesaggio, alle propaggini sud-occidentali dei Colli Albani, può contare su radi boschi misti, in cui predomina la sughera, che nel corso del tempo hanno lasciato posto a intense coltivazioni le quali resistono ancora nonostante l’intensa urbanizzazione. Sono presenti aree paludose e formazioni vulcaniche, nonché una lunga spiaggia in località Torvaianica.
Il clima mediterraneo, in genere più soleggiato che piovoso nei diversi mesi dell’anno; la sua mitezza in ogni stagione dipende dalla vicinanza del mare che appare in lontananza percorrendo la via del mare. Anche se la zona, attorno alla località del Borgo di Pratica di Mare, dove si estendeva l’antica città di Lavinium, era abitata fin dall’antichità da Volsci e Aurunci, secondo la tradizione, luogo eletto come patria da Enea, transfugo dalla sua natia Troia, nonché fondatore di Roma, la storia ufficiale di Pomezia nasce durante il fascismo, in seguito alla grande opera di bonifica dell’Agro Pontino-Romano, che trasformò questa vasta area a ridosso del mar Tirreno.
Quinta città di fondazione, come Latina (ex Littoria), Pontinia, Aprilia e Sabaudia, confina con i comuni di Roma, Albano Laziale, Ariccia, Aprilia ed Anzio: Pomezia fu fondata il 25 aprile 1938 con la posa della prima pietra il 29 ottobre 1939. A bonificare la zona arrivarono popolazioni soprattutto dall’Emilia Romagna, Veneto, Marche.
Dal punto di vista architettonico, il nuovo nucleo urbano rientrò nello stile razionalista dell’epoca, grazie a un gruppo di ingegneri e architetti, già autori e vincitori del concorso bandito per la realizzazione di Aprilia, con semplicità delle linee e utilizzo di materiali costruttivi italiani e locali, come selce, tufo, pomice, pozzolana, travertino.
Il centro storico di Pomezia è stato realizzato in 18 mesi, in modo da accogliere circa 3mila abitanti. Nella II guerra mondiale il territorio è stato parecchio interessato dagli eventi bellici, considerando che Anzio, scenario dello sbarco degli Alleati, è piuttosto vicino. Nella zona del comune si tra l’altro un cimitero di soldati tedeschi. Tra l’altro i nazisti, durante la ritirata, fanno saltare in aria la cinquecentesca Torre del Vajanico, che diede il nome a Torvaianica.
Nel dopoguerra, Pomezia diventa sede di tante industrie soprattutto farmaceutiche e la sua espansione urbana diventa notevole, spingendosi verso il litorale. Anche se resiste una certa attività agricola nella campagna attorno a Pomezia, il comune oggi vive soprattutto della presenza di industrie (farmaci e mobili) e del turismo balneare.
Tra gli eventi di Pomezia, da segnalare l’11 luglio con la festa del patrono, San Benedetto da Norcia, con mercatino, lotteria, spettacoli, fuochi d’artificio.
Tanti appuntamenti si svolgono a Torvaianica, il mare di Pomezia. Il 15 agosto si festeggia l’Assunta, con tanto di processione di barche in mare. Sempre a Torvaianica si organizza per Carnevale una apprezzata sfilata di carri in maschera. A giugno, si celebra un frutto di mare molto gettonato, la Sagra della Tellina.
I piatti di Pomezia mostrano uno speciale connubio, tra ricette di terra e di mare, che risentono molto della vicinanza di Roma. Così, nei ristoranti del centro si possono trovare bucatini alla carbonara o all’amatriciana, carciofi alla Giudia o alla romana (appunto). Apprezzata la mozzarella di bufala: anche Pomezia rientra nell’area di produzione. Veloce e gustosa l’insalata Caprese, fette di mozzarella e pomodori, qualche oliva di Gaeta, un filino di olio extravergine, una spruzzata di pepe. Sul litorale, via libera alle pietanze di mare. Un must da non lasciarsi sfuggire: gli spaghetti con le vongole in bianco o con le telline, insieme a un pizzico di peperoncino. Da assaggiare anche le linguine alla pescatora o il risotto alla marinara, in cui vengono miscelati diversi frutti di mare. Via libera anche alla frittura di paranza, pescetti di piccole dimensioni, e al sauté di cozze che qui si presentano pure sotto versione impepata, ovvero ricoperte da pepe dopo la cottura. Per digerire, sorbetto al limone.
Non si conosce la vera origine del termine Pomezia, alcuni lo legano alla città dove si producono pomi, cioè mele, altri lo fanno risalire a Suessa Pometia, nome di un’antica città dei Volsci. Pomezia, luogo relativamente giovane, visto che risale agli anni Trenta del secolo scorso, è un centro che offre al visitatore diverse ‘suggestioni’ grazie alla storia della sua fondazione e per via delle diverse testimonianze, archeologiche e paesaggistiche, che caratterizzano il suo ampio territorio.





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