Bali - Il paradiso perduto
Community: Diari di viaggio e Racconti Bali - Il paradiso perduto
Introduzione
Descrizione
Avete in mente quelle isole da sogno,…..quelle dove l'azzurro del cielo si specchia in un mare cristallino che dolcemente lambisce spiagge di sabbia dorata,…..quelle dove potreste starvene pigramente adagiati mentre i caldi raggi del sole vi circondano in un languido abbraccio, immemori di tutta una vita spesa a combattere contro qualcosa o qualcuno. Avete in mente un posto del genere? Bene, perché se avete fatto 16 ore di volo dall'Italia, cercando di ricordare più preghiere possibili in mezzo ad un vuoto d'aria più forte del solito, per precipitarvi sotto l'ombrellone dopo aver arraffato il primo cocktail a porta di mano, avete sbagliato isola. E si, perché la mitica Bali, perla incontaminata dei viaggiatori degli anni '60, i figli dei fiori di antesignana memoria, non esiste più. Il turismo di massa ( ahi come al solito, ma non ci sono andato anch'io ? ), il numero sempre crescente di alberghi, se no dove li mettono tutti, la progressiva distruzione della barriera corallina usata per farne materiale da costruzione, tutte queste cose sommate insieme hanno contribuito nel tempo a produrre danni tali all’ecosistema marino dell’isola a cui difficilmente si riuscirà più a porre rimedio. Eppure…, se saprete andare al di la delle apparenze, se saprete calarvi nell'atmosfera della loro quotidianità lontani dai clamori da cartolina preconfezionata, immersi in una natura che rimane sfolgorante, armonizzati a quel gusto del tempo vissuto lentamente, allora e solo allora un leggero turbinio di emozioni, in un fantastico crescendo di colori, suoni, profumi, sapori, vi penetrerà dentro indissolubilmente e farà del vostro viaggio a Bali un’esperienza magica che ricorderete per sempre. Quest'isola ha un fascino unico, gelosa delle sue antiche tradizioni, enclave Induista nella più grande nazione musulmana del mondo, l'Indonesia. Qui tutto è pervaso da un intimo senso spirituale, non c'è villaggio che non abbia il suo piccolo tempio, non c'è campo o risaia che non abbia il suo angolo per le offerte, non esiste arte, che sia pittura, scultura, musica, danza, che non ne tragga ispirazione, non c'è balinese che prima di compiere un qualunque atto, quotidiano o straordinario che sia, non si rivolga ad una suprema entità celeste ( impossibile fare un esame anche solo superficiale della loro complicata cosmologia ) per chiederne aiuto e protezione. Certo con questo non pensiate di essere capitati in una sorta di Paradiso in terra, perché comunque non vi saranno risparmiati tutti i "soliti" piccoli inconvenienti da turista occidentale, come dover tirare alla morte sul prezzo, chiedere al taxista di portarvi in posto ed essere lasciati in un altro, proporre alla guida una piccola deviazione al programma per sentirvi rispondere che quel posto è a 5 Km di distanza e scoprire poi che è appena dietro l'angolo, ( a questo proposito quando contrattate specificate in maniera pedante tutti i luoghi che volete visitare ), anche se poi alla fine tutto fa parte del viaggio e quel modo di fare, interpretato dai balinesi, finirà per strapparvi un sorriso invece che farvi arrabbiare fino in fondo.
Alla scoperta dell'Isola
Bene e ora siete pronti a partire
per la scoperta dell'isola. Noi ci siamo andati in Agosto ( culmine della stagione
asciutta ) ed abbiamo trovato tempo splendido, non è anche questo un segno quando in tutto il Sud-Est Asiatico è tempo di uragani ? Bali non è un isola particolarmente grande per cui è possibile soggiornare in una località muovendosi di giorno in giorno. La zona turistica più frequentata è quella a sud-ovest, troverete sistemazioni più economiche
nella zona di Kuta,
famosa per la sua lunga spiaggia e per gli australiani che ci vengono a fare
surf (occhio alle correnti), mentre se volete concedervi qualcosa di più avete
allora a disposizione la nuova zona di Nusa Dua,
( dove ci siamo ritrovati anche noi avendo prenotato dall'Italia ), un moderno
concentrato di grandi complessi di lusso. Mollate le valigie in camera, riprendetevi
dal fuso e organizzatevi. Accantonata l'idea di trascorrere tutto il tempo
in spiaggia ( come ho gia detto non essendoci più la barriera corallina la costa risente del flusso delle maree e l'acqua, lungi dall'essere cristallina, è biancastra carica com'è di sabbia in sospensione ) potete allora scegliere tra varie soluzioni, prenotare un tour organizzato, agganciare un simpatico taxista che vi farà da guida o muovervi autonomamente affittando una macchina ( ricordate che si guida a destra, esperienza molto divertente ); noi per non sbagliare le abbiamo provate tutte. Cosi il giorno successivo al nostro arrivo noleggiamo un’auto
in albergo e partiamo alla scoperta della piccola penisola di Bukit, nell’estremo
Sud, a poca distanza dalla zona di Nusa Dua .
Qui si trova uno dei principali templi dell'isola il Pura Ulu Watu, costruito
su uno strapiombo a picco sul mare con una vista mozzafiato sulla scogliera
sottostante. Fate però attenzione alle scimmie che vivono li vicino e che accogliendovi in cerca di cibo cercheranno di alleggerirvi di tutto quello che possono, a fatica siamo riusciti a recuperare gli occhiali da sole della nostra amica Alessandra, anche perché dopo
averne assaggiato le stanghette la simpatica scimmietta deve averli ritenuti
poco commestibili. Il Pura Ulu Watu è dedicato agli spiriti del mare e fa parte dei templi direzionali, cosi chiamati perché costruiti in luoghi rituali rispetto ai punti cardinali. La struttura dei templi balinesi è molto
articolata e come recita il termine sanscrito Pura (
spazio delimitato da un recinto ) è in realtà un insieme di più ambienti sacri, tra cui molto caratteristici sono i tempietti sormontati da tetti di paglia a più livelli il cui numero indica la divinità a
cui sono dedicati. Per entrare nei templi, non tutti accessibili ai turisti
per motivi religiosi, occorre indossare un telo o una cintura che cinga la
vita, per tenere a freno gli spiriti impuri, che secondo le loro credenze,
si anniderebbero negli esseri umani nella parte inferiore del corpo ( e qui
non hanno tutti i torti ).
Il periplo della penisola
Completata la visita del tempio proseguiamo nel
periplo della piccola penisola e poco lontano ci rilassiamo nella bella baia
di Jimbaran,
all'epoca poco frequentata anche perché priva di grandi alberghi, preparandoci
a godere di uno dei magnifici tramonti che giustamente hanno reso famosa l'isola
e mentre il sole si tuffa in un orizzonte multicolore iniziamo a capire di
non aver viaggiato invano. Dopo che vi sarete ripresi, come noi, da tanto incantato
stordimento non mancate di concludere la serata, sull'isola fa buio presto,
apprezzando la cucina locale in uno dei tanti Warung che
troverete sulla spiaggia. I Warung ( termine che indica una
bancarella che vende cibo ) qui sono invece dei grandi capannoni di legno aperti
sui lati dove è possibile gustare dell'ottimo pesce alla griglia a prezzi incredibili, anche perché sono principalmente frequentati da balinesi. Noi tanto per non tradire le origini optammo per quello che si chiamava "Roma", chissà se esiste ancora. Il giorno dopo, tramite l'operatore locale di Nouvelles Frontieres ( tour operator con cui siamo arrivati a Bali ), effettuiamo un'escursione in minibus. Soluzione non proprio economica, ma che ci ha permesso di entrare in confidenza con una simpatica guida locale di nome Tommy con cui in seguito siamo riusciti ad organizzare direttamente altre escursioni, risparmiando così parecchi
dollari. Partiamo quindi alla volta del villaggio di Kintamani per
ammirare lo splendido panorama del vulcano Gunung Batur con
il lago omonimo, peccato che per il tempo limitato e l'approssimarsi della
sosta per il pranzo non sia stato possibile compiere la discesa nell'enorme
cratere esterno. Ma quello che assolutamente non dovete perdervi è la possibilità di
ammirare le stupende risaie nei pressi di Tegalan, sostando
su uno dei numerosi tornati lungo la strada che si inerpica in salita. La coltivazione
del riso non è importante solo per l'economia dell'isola, ma anche perché diventa un motivo di forte aggregazione, all’interno delle piccole comunità dei villaggi, per la complicata organizzazione in cui si struttura. I balinesi, riuniti in cooperative, hanno sviluppato da secoli sistemi di irrigazione e tecniche di coltivazione tali da renderli in materia dei veri e propri maestri, tanto da consentirgli fino a due raccolti all'anno. Quello che però lascia stupefatti noi profani sono la grazia e l’armonia
delle terrazze adagiate sui fianchi delle colline, in un caleidoscopico armonico
di forme, linee, luci e colori, un mirabile insieme da cui traspare la cura
quasi religiosa che i balinesi vi profondono. Superate le risaie effettuiamo
una piccola deviazione per visitare il tempio di Tirta Empul e Penelokan ,
al cui interno in una grande vasca affiorano le acque sorgive del fiume Pekerisan, a
cui viene attribuito un potere miracoloso. Sulla via del ritorno, dopo la sfuggevole
vista panoramica del vulcano, visitiamo prima il caratteristico tempio di Goa Gajah (
Grotta degli Elefanti ), una caverna scavata nella roccia con l'ingresso scolpito
a forma di bocca di grande demone, per fermarci infine nei pressi del villaggio
di Sanur, dove in alcuni grandi bazar, oltre a fare acquisti, è possibile assistere ad alcune fasi della lavorazione del legno e dei batik. Il quarto giorno di permanenza sull'isola ci prendiamo una mattinata di riposo bighellonando in spiaggia e ritemprando cosi le forze, in attesa di effettuare nel pomeriggio una gita in Rafting . E' stata un’esperienza
divertente, circa 2 ore di discesa attraverso le rapide e i canyon dell' Ayung river (
senza particolari pericoli e con un timoniere locale sul gommone ) immersi
nella sfolgorante natura della foresta tropicale.
La costa sud-ovest dell'isola
Il giorno successivo affittiamo
una jeep e partiamo questa volta alla scoperta della costa sud-ovest dell'isola.
Dopo una fugace visita alla spiaggia nera di Katling ( che
potete tranquillamente evitare ) ci dirigiamo verso il tempio di Pura
Tanah Lot, uno
dei più visitati dell'isola. Ma prima della meta giornaliera breve sosta a Krambitan per
visitare alcune antiche residenze tra cui il Palazzo Reale,
i cui muri sono rivestiti con piccole maioliche. Il tempio di Tanah
Lot è costruito su una piccola isola che durante la bassa marea è raggiungibile
a piedi. I momenti migliori per visitarlo ( peccato che siano anche i più affollati
) sono l'alba ed il tramonto quando i raggi del sole, che fanno capolino dalla
linea dell’orizzonte, creano fantastici giochi di luce. La storia racconta
che un leggendario sacerdote di nome Nirartha ne abbia consigliato la costruzione
dopo essere rimasto affascinato dal luogo, sarà forse anche per questo che è uno
templi più venerati dai balinesi. Per motivi religiosi non è possibile accedere
all'interno, ma se appartenete alla schiatta dei "non ci credo, ma non si
sa mai" potete ristoravi alla fonte d'acqua che sorga in una grotta sottostante
e che si dice abbia proprietà miracolose.
Terminata la visita facciamo un salto ad ammirare Kuta e
la sua spiaggia, praticamente una Rimini locale nei periodi di alta stagione.
Arriviamo verso le 17.00, ora in cui probabilmente deve finire qualche turno
di lavoro, e subito siamo fagocitati dentro un autentico esodo di balinesi
in motorino. Mettetevi l'anima in pace perché se capiterà anche a voi non riuscirete
più a muovervi per almeno 30 minuti, impossibilitati a lottare contro un fiume
umano a due ruote che vi si riverserà addosso in cerca della più veloce via
di uscita ( che stiano tutti correndo a casa a prendere il tè ,
mah ? ). Essendo Kuta una
località molto turistica, il suo tramonto è probabilmente
uno tra i più inflazionati al mondo anche se rimane pur sempre molto bello,
per il resto non c'è molto da vedere a parte la miriade di negozi grandi e
piccoli dove potrete trovare di tutto per i vostri ricordi di viaggio. Il sesto
giorno sull'isola, di nuovo insieme alla nostra guida Tommy, partiamo per una
nuova escursione. La meta è il più grande
e importante complesso di templi dell'isola il Tempio madre di Besakit .
Lungo la strada ci fermiamo a visitare una tipica casa balinese, ( a detta
di Tommy con i Tour organizzati normalmente non ci si riesce ), certo che in
qualche modo sembra di violare la loro privacy andando in giro a curiosare
di qua e di là, ma quando spunta il piattino per le offerte le cose riprendono
la loro giusta dimensione e noi ritorniamo ad essere i soliti turisti che pagano
per respirare, anche solo per poco, un po’ di autentica atmosfera. E' sempre
il solito dilemma, quello di cercare di essere un po' più viaggiatori che semplici
turisti, ma forse è giusto così e a volte, anche se non è possibile compenetrare
tutto, basta una piccola emozione vissuta intensamente per avere qualcosa di
bello da riportare a casa, come quella volta che casualmente ci invitarono
ad assistere ad uno spettacolo di danze tipiche organizzato in onore dei proprietari
giapponesi di non so quale nuovo centro commerciale. Le abitazioni tipiche
dei balinesi, che su una piccola lavagnetta affissa sul portone riportano,
scritto con il gesso, il nome del padrone di casa ed il numero dei componenti
del nucleo familiare, sono circondate da un alto muro ed organizzate all’interno
in tanti piccoli padiglioni rialzati, senza pareti laterali data la temperatura
media, ognuno dei quali con una sua funzione specifica, un po’ come
da noi avviene per le varie stanze della casa. Le successive tappe di avvicinamento
a Besakit ci portano a visitare il Palazzo di Giustizia di Klungkung (
Klungkung fu uno dei centri più importanti dell'isola ai tempi della dinastia
Dewa Agung e ciò che si può vedere oggi è solo
una parte di quello che era il grande complesso reale ), affrescato con scene
pittoriche che rappresentano le varie punizioni comminate ai rei secondo il
tipo di reato, e la grotta di Goa Lawah (
grotta dei pipistrelli ) parte di un tempio più grande che si dice collegato
direttamente al tempio madre di Besakit. La grotta è effettivamente il rifugio
di una colonia di pipistrelli molto numerosa che un’antica leggenda racconta
essere il nutrimento di un mitico serpente di casa nella grotta stessa, difficile
verificarlo a meno di non temere, più che il serpente, la possibilità di
essere sommersi dai loro escrementi o soffocati dal forte odore.
Besakit, il paradiso dei templi
Finalmente
arriviamo a Besakit, il
più importante complesso di templi di tutta Bali situato a 1000 mt. di altitudine sulle pendici del vulcano Gunung Agung . Composto da più di 30 costruzioni disposte a terrazze comprende vari santuari, monumenti e templi dinastici, continuamente meta di pellegrinaggi e funzioni religiose. Antico di almeno un migliaio di anni è per dimensioni, posizione e stato di conservazione il più spettacolare e quello che più d’ogni
altro merita una visita. Dopo esserci presi una giornata di relax in spiaggia
il giorno successivo , sempre con Tommy, ci rechiamo a Mengwi per
visitare il grande tempio di Pura Taman Ayun, santuario principale
del regno omonimo. Costruito nel 1634 è interamente circondato da un fossato che racchiude un cortile , una grande distesa erbosa, ed un secondo cortile interno più piccolo
dove sono presenti numerosi tempietti. Nella stessa giornata, lasciato il paesaggio
collinare punteggiato da innumerevoli e belle risaie, iniziamo a salire verso
il lago Bratan immerso
in un ambiente tipicamente montano. Qui sulle rive del lago sorge il delizioso
tempio di Pura Ulu Danau. Il tempio, induista e buddista, è circondato da bei giardini con un cortile che si prolunga su una piccola isola sul lago. Lasciato il tempio proseguiamo sulla panoramica che conduce verso la costa nord dell’isola. Lungo la strada che taglia la foresta è facile
imbattersi in gruppi di scimmie, che abituate ormai alla presenza dell'uomo
si avvicinano in cerca di cibo. Nei pressi merita una sosta la visita della
cascata di Gitgit, subito
dopo il paese omonimo. E prima di arrivare a Singaraja ci
fermiamo un bagno ristoratore presso le sorgenti calde di Banjar Tega.
L'acqua solforosa proviene da una sorgente naturale della zona e viene fatta
confluire, sgorgando dalla bocca di sculture raffiguranti mitologici serpenti,
all’interno di 3 grandi vasche in cui è molto piacevole immergersi, a parte
l'odore, circondati da una vegetazione lussureggiante. Il giorno successivo
trascorriamo l'intera giornata nella visita della piccola isola di Nusa Lembongan, che
insieme ad altre due isole , Nusa Penida e Nusa Ceningan, è situata proprio di fronte a Bali sulla costa sud-orientale. In effetti se non siete interessati a fare snorkelling potete tranquillamente evitare di venirci anche perché non ci sono particolari attrattive e tra andata e ritorno occorre preventivare almeno 3 ore di viaggio in un braccio di mare non proprio tranquillo. E arriviamo così all'ultima
giornata del nostro soggiorno sull'isola di Bali prima del rientro in Italia
e per non lasciarci trasportare troppo dalla malinconia, guida alla mano, ingaggiamo
un simpatico taxista e partiamo alla scoperta di altri luoghi interessanti
. Prima sosta a Pejeng per
visitare il tempio di Pura Penataran Sasih dove è custodito
un enorme tamburo di bronzo a forma di clessidra lungo 3 mt. e fuso in un unico
pezzo. Seconda tappa, poco distante, per visitare il Pura Gunung Kawi, uno
dei più antichi templi dell'isola. Situato in fondo ad una piccola valle, circondata da verdeggianti colline punteggiate di risaie, si raggiunge utilizzando una ripida scalinata intagliata nella pietra. Il tempio è composto da 10 grandi sacrari scavati nella roccia lungo le pareti scoscese ed è simile ad altri grandi templi edificati in India. Si ritiene che ogni sacrario, a cui sono collegate alcune celle per i monaci, fosse dedicato ai membri della famiglia reale al potere nell’XI sec. Il tutto sarebbe stato realizzato, secondo una leggenda locale e con il lavoro di una sola notte, da una mitica divinità di nome Kebo Iwa, che con le sue poderose unghie avrebbe da solo intagliato la roccia, chissà cosa avrà dovuto
spendere poi di manicure. Sulla strada del ritorno sostiamo nuovamente a Pejeng per
visitare il tempio di Pura Kebo Edan ( tempio del Bufalo
Pazzo ), non senza aver dovuto prima ammorbidire il taxista, che non ne aveva
per la quale, con la promessa di un piccolo extra, ecco perché dicevo di specificare in anticipo e in maniera pedante tutto ciò che si vuole fare e vedere. Il Tempio custodisce una statua della divinità Bima, alta 4 mt., che presenta una curiosa anomalia nelle parti basse. Termina cosi il nostro viaggio a Bali. Certo dirà qualcuno, ma questi hanno visitato solo Templi e complessi religiosi, ma come raccontarvi di tutte le emozioni raccolte lungo la strada, della vita che ci scorreva affianco, dei bambini sorridenti incontrati all'uscita della scuola, dal colore dei mercatini locali, di quella volta che ci siamo persi con la macchina in un paesino immerso tra le risaie e sbucati in fondo ad una stradina, larga poco di più della jeep noleggiata, ci siamo ritrovati di fronte ad una distesa di riso messo ad asciugare, rimanendo più sorpresi noi dei contadini che ci invitarono tranquillamente a passarci sopra. Siamo tornati a casa, ma ancora oggi in certe occasioni mi sembra di percepire nuovamente quei dolci profumi, di risentire quelle delicate melodie che ci accompagnavano durante la giornata, di rivedere gli abbaglianti colori delle loro risaie,…. perché Bali è uno di quei posti magici dove ogni più piccola emozione può divenire
un incanto e rimanerti dentro per sempre.















