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Budapest, città dalle molte atmosfere  

Community: Diari di viaggio e Racconti Budapest, città dalle molte atmosfere

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Ester
Scritto da: Ester
Località: Budapest
Durata: 2 notti
Data partenza: dal 18/04/2009 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Alberto ed Ester

Introduzione

Breve visita della più occidentale delle città dell'est Europa, a cavallo tra la sua storia travagliata e la sua voglia di modernità.

Descrizione

Budapest è una città davvero particolare, ricca di contrasti tra modernità e tradizione, devastanti tragedie storiche e periodi di grande ricchezza. Saccheggiata e distrutta innumerevoli volte nel corso della sua storia è riuscita comunque a riemergere dalla sue ceneri grazie anche alla determinazione e al carattere dei suoi abitanti. Un forte contrasto è insito persino nella sua stessa struttura urbana, dove il nuovo si scontra ad ogni angolo con l’antico e dove la commerciale e vivace Pest si unisce all’antica e suggestiva Buda grazie ai diversi ponti che solcano le acque del “Danubio Blu”.

Atterriamo all’aeroporto quasi a mezzogiorno in una bella giornata primaverile. E' stato un volo breve, tranquillo e soprattutto decisamente low cost grazie alle tariffe della Malev: 95,00 euro in due andata e ritorno, tutto incluso. Per arrivare al nostro albergo che si trova in una deliziosa piazzetta del centro di Pest, decidiamo di optare per lo Shuttle che dall’aeroporto ci conduce direttamente in Hotel al costo di 8450 fiorini (circa 30 euro) in due, andata e ritorno.

L’Hotel Palazzo Zichy, dove alloggeremo per due notti, è uno splendido quattro stelle appena inaugurato ed è un vero gioiello architettonico del 1800 magistralmente restaurato.

Originariamente dimora del conte Zichy, risulta ora una struttura elegante e sapientemente rimodernata ed adattata alle esigenze di ogni tipo di clientela. Internet gratuito, centro wellness, e abitazioni dotate di ogni confort sono al momento in offerta da 59 euro a notte (colazione compresa), anche se, ci sembra di capire, presto i prezzi aumenteranno parecchio.

Dopo aver posato la valigia, ci sediamo in un caffè-ristorante poco lontano per il nostro primo approccio con la cucina magiara. Il sole splende ed è piacevole pranzare all’aperto. Ordiniamo subito la zuppa di gulasch, veramente il leit-motiv di ogni menù ungherese, uno spezzatino di carne e per me un piatto di pesce che mi viene servito letteralmente sommerso da una valanga di salsa al limone. Il conto alla fine è molto onesto (20 euro), decisamente al di sotto della media delle altre città europee che abbiamo visitato e questo resterà una costante per tutti i nostri pasti a Budapest.

Il sabato pomeriggio la città è quasi del tutto spopolata dei suoi abitanti ed i negozi sono quasi tutti chiusi. In compenso ci sono parecchi turisti che, mappa alla mano come noi, cercano di orientarsi tra grandi viali alberati e vicoli dai nomi impronunciabili. Iniziamo la visita della città da piazza Kalvin Ter da dove parte un grande viale che dal Museo Nazionale ci conduce fino al cuore di Pest, alla piazza dedicata all’Imperatrice Elisabetta (la famosa Sissi) e all’inizio del famoso Viale Andrassy che dista solo poche centinaia di metri dalla basilica di Santo Stefano. Purtroppo, questo pomeriggio non è possibile visitarla perché è in corso la celebrazione di un matrimonio (ed infatti vediamo entrare dal retro una splendida sposa) ma, in un altro momento sarebbe possibile anche salire sulla torre panoramica dalla quale si gode la visione di tutta la città.

Santo Stefano è la più grande chiesa di Budapest, dalla cupola alta 96 metri, ed è stata costruita dal 1851 al 1867 in stile classicheggiante e conserva la più importante reliquia degli ungheresi, la Sacra Destra mummificata del primo re d’Ungheria Santo Stefano, dal quale prende il nome.

Di fronte alla Basilica si apre un lungo viale pieno di negozi, purtroppo tutti tristemente chiusi, che ci conduce fino alla riva del Danubio, sulla piazza Roosvelt. Qui ci sono alcuni dei più lussuosi alberghi della città tra i quali spicca per bellezza quello liberty del Four Seasons. Siamo di fronte all’antica Buda e ci basterebbe attraversare il Ponte delle Catene per raggiungerla, ma lasciamo questa visita per la giornata di domani e, proseguendo lungo il fiume, ci dirigiamo invece verso il Parlamento che è il più grande d’Europa.

Mancano pochi minuti alle 18,00 e l’orario di chiusura sta per scattare, ci accontentiamo quindi di ammirarlo dall’esterno, dalla Piazza Kossuth dove si apre l’entrata principale. è un edificio imponente, di stile neogotico, eretto dal 1884 al 1904, composto da 691 locali e lungo 268 metri. La bella cupola è alta come quella dalle Basilica, 96 metri. Internamente è decorato dagli affreschi di Karoly Lotz e dalle statue di Gyorgy Kiss.

Tristemente adagiata sui coloratissimi giardini della Piazza, si trova anche la lapide in memoria dei Martiri della rivolta del 1956 contro i sovietici. Altri monumenti presenti nella piazza, dedicata alla memoria di Lajos Kossuth che condusse la rivolta contro gli Asburgo, sono stati eretti per ricordare tutte le vittime delle oppressioni straniere. Tutta l’aerea intorno al Parlamento è abbellita da grandi boulevard sullo stile di quelli parigini, da grandi piazze alcune ricche di verde altre decorate da statue, da palazzi ottocenteschi e in stile liberty ungherese, nonché da numerosi caffè, ristoranti e hotel di lusso.

Il forte contrasto di Pest risiede proprio nel suo essere stata sfondo di orrori ed eccidi come poche città nel XX secolo (ancora sui muri sono visibili i buchi delle pallottole e molte case non sono ancora state restaurate e si presentano con le facciate scrostate e decadenti) e nel suo voler essere ora, pur non dimenticando il passato, una metropoli moderna alla pari con le altre capitali europee.

Ritornando indietro verso l’albergo, percorriamo l’immensa piazza della Libertà, simbolo della lotta ungherese per l’indipendenza dagli Asburgo (proprio qui sorgeva una caserma di soldati austriaci).

Il monumento però che si staglia imponente tra i verdi giardini è un ricordo dei sacrifici fatti dalle truppe dell’Armata Rossa nella liberazione della città durante la seconda guerra mondiale ed è uno dei pochi monumenti sovietici rimasti ancora in piedi. Arriviamo poi, finalmente, in Piazza Vorosmarty, nel vero tempio della golosità ungherese, la Pasticceria Gerbeaud dove non si può non comprare e riportare a casa le meravigliose torte simbolo della gastronomia dolciaria locale: la torta Esterhazy e la torta Gerbeaud. Nel frattempo, si possono gustare qui specialità come la Torta Dobos, composta da sottilissime sfoglie di pasta caramellata riempite di crema al burro. Accanto alla pasticceria avvistiamo un ristorante molto carino e raffinato, l’Onyx e ci facciamo un pensierino per questa sera in cui, tra l’altro, festeggio i miei (sigh) 43 anni…

Percorriamo quindi la famosa Via Vacy dove i negozi sono finalmente aperti e si susseguono le grandi firme della moda mondiale accanto alle classiche botteghe di souvenir magiari.

Rientriamo in hotel per un breve riposo che sono oramai passate le sette. Il raffreddore che mi era scoppiato in aereo sta diventando influenza e preferisco scegliere per la cena un ristorante il più possibile vicino. Il portiere dell’hotel ci consiglia il ristorante Muzeum, proprio accanto, come suggerisce il nome, al Museo nazionale. L’ambiente del Muzeum è molto classico, elegante e con un tocco piacevole di decadentismo est-europeo, con musica dal vivo di sottofondo e servizio impeccabile. Abbiamo preferito sfuggire i soliti ristoranti per turisti con i violini tzigani ed i menù “tipici” e siamo molto soddisfatti della nostra scelta.

Ceniamo con la solita zuppa di gulasch, filetto con contorno di verdure e pesce arrosto con insalata di mandorle accompagnati da un buon roseè; alla fine il conto è di 60,00 euro, decisamente onesto un’altra volta!!!

La mattina dopo mi alzo con la febbre ma decisa a non perdermi nulla ugualmente sia di Buda che di Pest. Dopo una buona prima colazione e visto il mio stato ed il poco tempo a disposizione, pensiamo che la cosa migliore sia prendere il Bus Turistico all’inizio di Viale Andrassy.

Vi consigliamo senza dubbio il City Tour Hop on Hop off, molto meglio organizzato del quasi omonimo Sightseeing Tour. Per 8000 fiorini saliamo sul Bus scoperto approfittando di una giornata di sole calda e meravigliosa. Il giro parte da Viale Andrassy e ci mostra subito il Teatro dell’Opera progettato dallo stesso architetto che aveva partecipato ai lavori della Basilica di Santo Stefano e sulla cui facciata sono rappresentati 16 tra i più importanti compositori mondiali tra i quali Monteverdi, Mozart, Beethoven, Verdi, Bizet e Tchaikovsky.

Proseguiamo poi raggiungendo Piazza degli eroi, enorme spazio una volta ritrovo per le manifestazioni anticomuniste e ornata da un monumento costruito nel 1896 per commemorare il millesimo anniversario dell’insediamento degli ungheresi nel bacino dei Carpazi. In cima alla colonna è raffigurato l’Angelo Gabriele apparso in sogno a santo Stefano per offrirgli la corona di re d’Ungheria.

La giornata è davvero splendida e, quando il nostro giro raggiunge il parco della città, le strade ed i giardini pullulano di famiglie alla ricerca di un po’ di svago domenicale. Qui, d’altronde se ne trova in abbondanza. Oltre al giardino zoologico e botanico infatti, sfiliamo davanti ad un grande parco di divertimenti dove si trovano le montagne russe più antiche d’Europa. Vediamo l’ingresso del famoso ristorante Gundel, il più famoso della città.

Ci sono anche i Bagni Termali (in tutta Budapest ne contiamo ben 12 e centinaia di sorgenti!) ed altri edifici dove si tengono concerti e rappresentazioni. Alla fine del parco, mentre ritorniamo verso il centro di Pest, vediamo i basamenti di quelle che erano alcune statue della dominazione sovietica, come quella su cui una volta poggiavano gli stivali di Stalin (la sua statua fu fatta esplodere alla fine della dominazione russa) sulla piazza delle Sfilate, luogo delle solenni parate comuniste, e che ora si trovano nel Parco del Memento, anche detto Parco delle Statue, parco tematico che presenta ancora i ricordi dell’era comunista con le sue enormi ed inquietanti statue simboli di un’epoca difficile e finalmente passata.

Prima di passare il Ponte di Elisabetta, che prende il nome dall’imperatrice Sissi e che, come gli altri ponti della città, fu fatto esplodere dai tedeschi durante la II Guerra mondiale, passiamo davanti alla Sinagoga (la più grande d’Europa), magnifico edificio di stile bizantino-moresco, realizzata alla metà dell’ottocento dall’architetto viennese Ludwig Forster. La sua particolarità sono le belle cupole a cipolla.

Appena il bus turistico arriva a Buda, inizia il suo percorso salendo la collina di Gellert che prende il nome dal vescovo che nel 1046 fu inviato dal Papa per supervisionare l’incoronazione di re Stefano e per convertire i gruppi magiari ma che non fu accolto bene dalla popolazione che si vendicò spingendolo giù dalla collina in una botte chiodata. In cima alla collina, a dominare la riva più antica del Danubio, troneggia il monumento in onore dei soldati sovietici che “liberarono” l’Ungheria dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale.

Saliamo ancora fino a raggiungere uno dei panorami più belli della città da dove è possibile scattare foto molto suggestive, mangiare sulla terrazza del ristorante oppure comprare i souvenir locali nelle bancarelle lungo la strada (fantastiche le cascate rosso scuro di peperoncini). Compriamo infatti una maglietta ricordo per 1500 fiorini, praticamente 5 euro.

Il percorso prosegue fino a raggiungere i piedi della cittadella del castello di Buda, conosciuto anche come palazzo reale, che raggruppa varie strutture costruite e ricostruite nel corso dei secoli, a causa dei continui conflitti con i turchi, gli Asburgo e i tedeschi. Scendiamo dal bus e vorremmo prendere la funicolare per salire in cima ma purtroppo questa settimana è chiusa, quindi decidiamo di proseguire a piedi. Tutta questa zona, che fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, fu abitata già nel corso del XIII secolo quando re Adalberto, dopo l’invasione mongola, costruì qui il suo Palazzo e trasferì a Buda la sede reale. Siamo a 180 metri sopra il livello dell’Adriatico, in un complesso lungo 1500 metri e largo 500, nel quale sono riuniti tre chiese, cinque musei, vari edifici, monumenti e piazze, tutte di notevole importanza storica. In questa zona si trovano anche diversi alberghi importanti (l’Hilton per esempio), alcuni teatri, negozi (quasi tutti di souvenirs) e ristoranti, di cui uno proprio sotto la Galleria Nazionale all’interno del Palazzo Reale, dove ci fermiamo per fare uno spuntino a base di Gulasch (ancora…), formaggio alla piastra con verdure e Strudel in salsa di vaniglia.

Dopo aver pranzato gironzoliamo per i vasti spazi del Quartiere Reale, aggirandoci tra le rovine del Palazzo, tre volte distrutto nel corso dei secoli (dai turchi, dagli asburgo e dai tedeschi) ed ora ricostruito in stile classicheggiante. Dall’alto avvistiamo una corsa di biciclette che si sta snodando lungo le vie principali della città paralizzando il traffico. Proseguendo lungo le mura arriviamo ai Bastioni dei Pescatori, vicino alla Chiesa di San Mattia (costruita nel 1470 e poi convertita in Moschea dai turchi prima di essere riconquistata dagli Asburgo) al momento in restauro.

I bastioni invece furono edificati dall’architetto Schulek nel 1895, al posto del mercato del pesce, in stile neoromanico. In questo punto, in tempo di pericolo, le mura della cittadella furono difese dalla corporazione dei pescatori e da qui viene il nome. In realtà non hanno nessuna funzione pratica ma sono solo un elemento decorativo dal quale si gode una splendida vista del Danubio e della prospiciente Pest. Mentre aspettiamo che il bus turistico ci riporti indietro, alcuni ragazzi italiani ci danno la ferale notizia del blocco di tutte le vie intorno al centro per via della corsa ciclistica. Morale, dobbiamo rassegnarci a tornare in albergo a piedi, attraversando il Ponte delle Catene insieme a centinaia di biciclette colorate e strombazzanti. Lo spettacolo è suggestivo ma siamo veramente distrutti.

Vorrei aggiungere al racconto di questa giornata un consiglio per tutti coloro che visitano Budapest e che non hanno la sventura, come la sottoscritta, di ammalarsi. Non perdetevi un paio d’ore alle Terme, ne vale davvero la pena. In particolare, andate ai Bagni Szecheny nel Varosliget (parco della città) e ai Bagni Gellert, i più famosi in città ed anche i più lussuosi. Provate i massaggi e le piscine calde e fredde dove potrete rilassarvi. Alla fine, se ci starete meno di due ore potrete anche richiedere il rimborso parziale del biglietto!

Altro luogo da visitare per coloro che amano la natura è l’isola di Margaret che si adagia proprio tra Buda e Pest e che prese il nome dalla principessa Margaret figlia del re Bela (XIII sec.), che qui fu rinchiusa in un convento dal padre stesso come voto a Dio in cambio di protezione contro i Mongoli. Qui si trovano una torre d’acqua, una fontana musicale protetta dall’Unesco, le terme, un teatro all’aperto e poi caffè, hotel e ristoranti vari e, nelle belle giornate di sole si possono fare escursioni e pic nic immersi nel verde dei suoi 2,5 km di parchi .

Tutta Budapest è un susseguirsi di caffè, locali e ristoranti più o meno turistici, c’è veramente solo l’imbarazzo della scelta anche se è bene stare attenti alla cucina ungherese, gustosa ma decisamente speziata e pesante…..

Per cena quindi, scegliamo un ristorante vicino all’hotel ma molto carino e dal menù vario, con menù persino per vegetariani (finalmente!!!) Si chiama Fulemule, la cucina è ungherese ed ebrea ed i tavoli sono quasi tutti occupati da turisti italiani molto soddisfatti della scelta.

Io ordino un cous cous vegetariano con feta (la cucina ungherese è un vero crocevia di gusti e sapori) ed il mio compagno una zuppa di carne ed un filetto di Angus argentino che viene servito con contorni di fagioli e verza. Assaggiamo anche il famoso vino locale, il Tocaj, nella sua versione dry (di solito è un vino dolce e di elevata gradazione) e finiamo la cena con l’altrettanto famoso digestivo ungherese: l’Unicum. Anche questa volta il conto è più che accettabile: 37 euro.

Purtroppo per noi, la nostra due giorni a Budapest finisce qui. Domattina lo shuttle ci verrà a prendere alle quattro e venti per portarci in aeroporto a prendere il nostro volo delle sette. Riflettiamo che forse, con il taxi avremmo potuto lasciare l’albergo una mezz’oretta più tardi ma è veramente un dettaglio. In aeroporto compriamo una confezione di vini rossi ungheresi, che ancora non avevamo potuto assaggiare. Effettivamente avremmo voluto avere ancora un giorno di tempo per conoscere meglio Budapest ma siamo ugualmente soddisfatti di quanto abbiamo visto e dell’accoglienza ricevuta.

Aveva proprio ragione un mio amico quando, prima della partenza, mi ha raccomandato di non soffermarmi in superficie ma di guardare Budapest sotto i suoi diversi aspetti e punti di vista; solo allora infatti avrei potuto godere appieno delle sue molte, tutte affascinanti, atmosfere.

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Commenti

Katysa
Livello 2    
Grazie Ester per i tuoi consigli! Siamo appena tornati da un weekend a Budapest e grazie ai tuoi consigli abbiamo visitato la città in breve tempo...ah ottimi anche i ristoranti che hanno completato in bellezza il nostro stupendo viaggio. Katysa
maria tarozzi
Livello 2    
veramente molto dettagliato il diario. A maggio andro' a Budapest e lo terro' come promemoria per muovermi in questa citta'.Grazie
rino perone
Livello 7    
Brava! Bel diario molto ben fatto e dettagliato. Visto che a Budapest (salvo imprevisti) andro' ad agosto, utilizzer' tutti i tuoi consigli. Ciao Rino
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