Carfizzi, Pallagorio, San Nicola dell'Alto: i tre paesi albanesi della provincia di Crotone
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Introduzione
Viaggio alla scoperta delle tre cittadine albanesi nella provincia di Crotone
Descrizione
Nel corso della sua millenaria storia, la Calabria non fu solo patria di Emigranti. Dall’età della Magna Grecia ad oggi, furono numerose le Etnie che vennero ad insediarsi nel suo territorio, lasciandovi numerose tracce della propria lingua e delle proprie tradizioni.
Fra queste etnie, una ancora oggi presente è quella degli Albanesi che, a partire dal XV secolo, giunsero in Italia meridionale come soldati in sostegno degli Angioini e vi rimasero sino ai nostri giorni. Decisero, infatti, di rimanervi dopo la conquista della loro Patria da parte dei Turchi che il 29 maggio 1453 riuscirono ad occupare anche Bisanzio, sancendo la fine dell’Impero Romano d’Oriente. Capita così che ancora oggi una numerosa comunità albaese sia presente nell’intera Italia meridionale, dall’Abruzzo alla Sicilia, passando dalla Puglia e dalla Basilicata. In Calabria, se la maggior parte dei paesi albanofoni è situata nella Sibaritide, una discreta presenza è attestata anche nella provincia di Crotone all’interno della quale proponiamo un viaggio alla riscoperta di tutte le tradizioni albanesi ancora oggi presenti nelle cittadine di Carfizzi, Pallagorio, San Nicola dell’Alto.
A 42 km da Crotone, con un’altitudine di 510 metri sul livello del mare, e una popolazione di poco più di 1000 abitanti, la cittadina di Carfizzi è da anni impegnata nella rivalutazione delle proprie peculiarità storiche, linguistiche e antropologiche. Il suo centro storico rappresenta un amalgama di viuzze lastricate in pietra e case dallo stile rurale. Nel suo centro abitato, la chiesa madre è dedicata alla patrona santa Veneranda. Al suo interno, fra le varie opere d’arte, sono artisticamente interessanti la statua della Santa patrona ed il prezioso Reliquiario ligneo ricoperto in oro zecchino. Fuori dal centro abitato della cittadina, invece, si possono gustare, fra i verdi querceti, i resti di alcuni mulini a vento collegati a quella agricoltura che a lungo fu la maggiore fonte economica per l’intero Crotonese.
Altra cittadina dell’Arberia crotonese è Pallagorio che dista 48 Km da Crotone e vanta un’antichissima storia, di gran lunga precedente all’avvento degli Albanesi. Nei suoi pressi, secondo una tradizione avvalorata dal ritrovamento di alcuni reperti archeologici, abitarono dapprima dei Choni e, quindi, una rappresentanza dei Coloni magno greci che, fra lo VIII ed il VII secolo a.C., lasciò numerose tracce a sud est della cittadina nei pressi della cosiddetta “Porta scea”. Se nel medioevo Pallagorio era un semplice casale della vicina Umbriatico, è nel 1.500 che, storicamente, il centro vide aumentare notevolmente la propria popolazione grazie all’avvento di genti provenienti dall’Epiro, dalla Morrea e dalla Schiavonea. Censendo le chiese di Pallagorio, la studiosa Anna Russano Cuttone ha notato nel centro storico di Pallagorio varie torri, descritte per il loro stile come “toscaneggianti”. Fra queste chiese ha un certo fascino per gli archetti a mensola, il campanile della chiesa della Madonna del Carmine.
La terza cittadina albanofona del Crotonese è San Nicola dell’Alto, in cui fino alla seconda metà dl Novecento furono lungamente utilizzate alcune saline. Dista circa 45 Km da Crotone, ha un’altitudine di 600 metri sul livello del mare e conta circa 1500 abitanti. Le sue tradizioni folkloristiche sono simili a quelle dell’intera area albanofona calabrese, riprese fin dagli anni ’80 dello scorso secolo da Oreste Vetrice. Grazie alla sua stupenda posizione fra la Sila piccola e lo Jonio, San Nicola dell’Alto è stata scelta dai tecnici della Rai per ospitare alcuni ripetitori che consentono le trasmissioni nell’intero Crotonese.
Francesco Rizza






