Francia
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Introduzione
L’itinerario di quest’anno parte da Parigi per poi seguire le vie dei castelli della Loira (tra Orleans e Tours) e quindi risalire verso la Bretagna (Saint-Malo) e la Normandia (Mont Saint Michel, Deauville, Honfleur, Etretat e Rouen), il tutto in 14 giorni. L’organizzazione è ancora una volta fai da noi, ad eccezione per l’albergo prenotato a Parigi attraverso agenzia.
Descrizione
L’itinerario di quest’anno parte da Parigi per poi seguire le vie dei castelli della Loira (tra Orleans e Tours) e quindi risalire verso la Bretagna (Saint-Malo) e la Normandia (Mont Saint Michel, Deauville, Honfleur, Etretat e Rouen), il tutto in 14 giorni. L’organizzazione è ancora una volta fai da noi, ad eccezione per l’albergo prenotato a Parigi attraverso agenzia.
È stato difficile definire i tempi del viaggio: infatti Parigi da sola potrebbe richiedere una settimana, poi ci sono decine di castelli in Loira e infine c’è il Mont Saint Michel, le cui maree sono legate a un preciso calendario. È proprio la necessità di dover raggiungere il Mont Saint Michel in un giorno preciso per cercare di osservare l’innalzamento della marea (purtroppo non la vedremo comunque) che ha dettato i tempi da dedicare alle diverse tappe.
L’auto la prenotiamo via internet: l’offerta Europcar è la migliore, l’assistenza all’ufficio molto cordiale (tanto che l’operatore mi consiglia come risparmiare sulle assicurazioni facoltative) e l’auto è nuovissima, una Smart Forfour grigia e nera di un mese di vita, 1500km e aria condizionata (come extra, perché non l’avevo chiesta!): se volevamo passare inosservati (quante volte abbiamo lasciato le valigie in macchina), questa è proprio l’auto che non fa per noi! L’auto non è però dotata di carta stradale.
Come guida, seguiamo per Parigi, oltre ai miei ricordi, un’ottima guida del Touring Club (soprattutto per le notizie storiche e logistiche) e la GuidExpress uscita con Libero, mentre per la Valle della Loira ci lasciamo guidare dal numero di marzo 2004 della rivista Traveller. Su internet comunque abbondano i siti su cui trovare informazioni utili sui monumenti visitabili o eventi: www.monum.fr; http://it.franceguide.com; www.parispourvous.net; il sito www.ratp.fr fornisce notizie sui mezzi di trasporto in Francia; su www.hot-maps.de/europe/france/paris/homeen.html c’è una dettagliata mappa interattiva di Parigi.
Alla fine del viaggio, il contachilometri segnerà circa 1800 km percorsi. Per tutti gli spostamenti abbiamo privilegiato le autostrade senza pedaggio (quelle indicate sui segnali verdi), cercando per quanto possibile di evitare le costosissime autoroutes (segnaletica blu). In realtà anche alcune autostrade sono gratis: quelle a pagamento dovrebbero essere segnalate dalla scritta “peage” (pedaggio). In ogni caso le strade ad accesso libero offrono paesaggi sicuramente più suggestivi delle autostrade, il traffico è molto blando, ma i limiti talvolta sono molto restrittivi.
Un ultimo commento va dedicato ai francesi e alla lingua francese. Abbiamo trovato i francesi sempre disponibili, anche quando abbiamo chiesto informazioni “volanti” dall’automobile. Il problema semmai è trovarli, perché Parigi è affollatissima di turisti, moltissimi dei quali sono italiani, mentre nella Loira e al Mont Saint Michel gli italiani sono la schiacciante maggioranza! Questa circostanza però fa gioco a chi, come noi, il francese non lo conosce, visto che puoi chiedere informazioni anche in inglese (talvolta chiedi in inglese e ti rispondono in comprensibilissimo francese). Ma usciti da Parigi effettivamente si parla solo francese, anche se comunque basta avere nozioni di “quotidiana sopravvivenza” per poter conversare con i francesi. Devo però dare merito a Ivana che ha immediatamente imparato a comprendere la lingua, cosicché tutto è risultato più semplice.
Parigi
E son tre! Per me questa è la terza volta che visito la capitale francese, ma Parigi si può vedere dieci volte perché non perde mai di fascino. Anzi, se la prima volta sono rimasto quasi stordito dalla miriade di attrattive, oggi finalmente riesco a godermi l’atmosfera di Parigi e scoprire i mille lati nascosti e affascinanti della città. Per Ivana invece è la prima volta qui: anche per lei è amore a prima vista. Nonostante sia metropoli, Parigi sa ben offrirsi ai visitatori grazie all’eleganza dei suoi edifici (direi in tutti i suoi quartieri) e alle numerosissime aree verdi (2000 ettari in totale). La metrò raggiunge ogni parte della città e funziona dalle 5.30 fino all’una di notte. Il costo è moderato: un carnet di dieci biglietti per la città costa 10,50€. Gli interscambi con la RER consentono di raggiungere altre parti della Ile de France, quali Versailles o Eurodisney. La vita oggettivamente è cara, ma direi ormai in linea con quella nelle grandi città italiane: per cenare è difficile scendere sotto i 14€ a testa per antipasto e piatto principale (in genere carne o pesce sono serviti con contorno di patatine fritte e/o verdure). L’acqua in bottiglia è pure costosa: un metodo per risparmiare è comprarla nei supermarket, dove il prezzo è decisamente più basso.
Parigi, dicevo, ha tante attrattive: quattro giorni sono, secondo me, il tempo minimo di permanenza nella città per poterne avere una buona idea. Tante sono le cose che abbiamo visto (pur forzando molto i nostri ritmi), ma tante sono quelle che non siamo riusciti a vedere: il Jardin du Luxemburg e quello di Tuileries, il Pantheon, la chiesa de La Madaleine, Place de la Bastille (anche se della Bastiglia è rimasta solo una sagoma sulla piazza), la tomba di Napoleone a Les Invalides, solo per dirne alcuni. Per cui, chi decidesse di visitare Parigi per la prima volta, si armi di una buona guida e si lasci guidare dal proprio istinto: non rimarrà deluso.












