I viaggi di Gigi: CAPRI - Verso Anacapri
Community: Diari di viaggio e Racconti I viaggi di Gigi: CAPRI - Verso Anacapri
Introduzione
Nel nostro viaggio a Capri oggi saliamo nel suo secondo comune, Anacapri.
Descrizione
I viaggi di Gigi: CAPRI - Anacapri
Continuiamo il nostro suggestivo viaggio a Capri salendo nel secondo comune dell’isola: è Anacapri. Arroccato a 500 metri di altitudine sul monte Santa Maria il paese è oggi un centro delizioso e ricco di attività culturali, servito da splendidi alberghi e da un turismo molto raffinato, ma nel passato soffrì non poco del suo totale isolamento. Fino alla costruzione dell'attuale strada asfaltata, realizzata nel 1874 da Emilio Mayer (lo stesso ingegnere della Via Krupp), l'unica via di accesso al paese era l'antichissima Strada Fenicia, un'infinita scalinata scavata nella roccia migliaia di anni fa e, per i più coraggiosi, ancora perfettamente agibile. Oggi, molto più comodamente, vi si può giungere in pochi minuti in taxi o con i piccoli pulmini pubblici che partono dal capolinea vicino alla Piazzetta. La cittadina è un raffinato centro turistico, ricco di splendidi alberghi, ma continua a conservare un'aria più riservata e molto meno mondana del comune di Capri. L’antica vocazione degli abitanti che, pur vivendo in un'isola, hanno sempre avuto un inconsueto isolamento "montano", è stata sempre quella agricola e qui, per secoli, il mare è stato visto solo come panorama. Anche se l’ingegnosità degli abitanti, col tempo, li spinse anche ad occuparsi di mare. E proprio nel settore della pesca, pure se con grandi conflittualità con i capresi, essi riuscirono ad ottenere il diritto della “pesca all’aguglia”, concessagli da un decreto reale. E furono persino famosi come artigiani navali, soprattutto come calafati, tanto da rappresentare una notevole forza degli arsenali regi di Napoli.
Sarà gradevole passeggiare per le strade del paesino, certo molto meno caotico del comune di Capri. Anche qui le sorprese non mancheranno. Come la Casa Rossa, situata nel cuore della cittadina. La dobbiamo ad un ennesimo straniero innamoratosi dell'isola, J. C. MacKowen, un ex soldato sudista della Guerra di Secessione, che dopo la sconfitta, vi giunse nel 1876, restandovi per oltre 20 anni. Si innamorò talmente del luogo che vi si immerse completamente, diventando un grande esperto di archeologia e storia caprese e scrivendo addirittura, nel 1884, una guida celebre per il tempo, chiamata appunto "Capri". La sua vita si concluse tragicamente, dal momento che fu ucciso da un colpo d’arma da fuoco nel 1901. Il suo ricordo più vistoso è legato appunto alla “Casa Rossa”, sul cui ingresso si legge “Apragòpoli”, la città del dolce far niente di invenzione augustana. La casa fu costruita inglobando una torre cinquecentesca dove la tradizione vuole fossero rinchiuse le donne anacapresi nei lunghi periodi in cui i mariti andavano a lavorare sulla terraferma, per sottrarle ai desideri degli avversari capresi. La casa, abbastanza confusionaria nella sua struttura, proprio come il suo ideatore, è oggi un piccolo, interessante museo ricco di reperti archeologici.
Non si può, inoltre, mancare la visita a due chiese del paese, quella di Santa Sofia, di origine medievale, e soprattutto la chiesa di San Michele Arcangelo, eretta nel 1719 su disegno di Domenico Antonio Vaccaro, che conserva all'interno numerosi capolavori, a cominciare da un meraviglioso pavimento maiolicato, rappresentante il Paradiso Terrestre e realizzato nel 1761 su disegno di Francesco Solimena. Sugli altari vi sono tele di Paolo De Matteis e Giacomo del Po, mentre nell'abside vi è un San Michele di Nicola Malinconico.
VILLA SAN MICHELE
La costruzione più celebre di Anacapri è Villa San Michele, voluta da un altro illustre frequentatore dell'isola, il medico scrittore svedese Axel Munthe, autore di un libro di successo negli anni '40, La storia di san Michele. Munthe, che era anche il medico personale della regina Vittoria di Svezia, scoprì l’isola nel 1880 e ne rimase fulminato. Acquistò così da mastro Vincenzo, un contadino del posto, una piccola cappella dedicata a San Michele e successivamente anche il sovrastante castello di Barbarossa. Quindi iniziò a edificare una grande villa, inglobando la cappellina e facendo del luogo un vero santuario della natura. Alla sua morte, avvenuta nel 1949, tutta la proprietà fu donata allo Stato svedese ed è oggi gestita da una fondazione. La splendida villa, oggi destinata a prezioso museo, si raggiunge con una breve passeggiata che parte dal centro della cittadina. È circondata da un meraviglioso parco e contiene mobili del '600 e oggetti d'antiquariato, oltre a tutti i reperti che il medico svedese ritrovò nel terreno durante la costruzione. Dal pergolato che la circonda è possibile ammirare un panorama fra i più straordinari d’Italia, il tutto in una quiete che, in un’isola frenetica e mondana come Capri, ha veramente dell’incredibile.
Fra i tanti oggetti da ammirare, una Sfinge, una testa marmorea di medusa, rinvenuta in mare, un busto di Tiberio e, nella cappella, un fonte battesimale trecentesco e una statua lignea rinascimentale. Degno di ammirazione è anche il pregevolissimo pavimento maiolicato di Leonardo Chiaiese, raffigurante Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre. Al di sopra della Villa San Michele si possono ammirare i resti del poderoso Castello di Barbarossa, una monumentale fortezza edificata tra il X e il XII secolo e che, malgrado la sua massiccia mole, fu conquistata e messa a ferro e fuoco, dal pirata africano Khair-el-Din, detto appunto Barbarossa. Nei pressi del castello si può visitare la piccola cappella di Sant’Antonio, detta anche dei Marinai. Costruita nel ‘600, venne restaurata nel 1899 e un tempo era il primo saluto che offriva Anacapri a chi percorreva in salita la Scala Fenicia. Oggi è un dolce luogo di riposo affacciato su uno dei più straordinari panorami dell’isola.
MONTE SOLARO
Una passeggiata obbligata che parte da Anacapri è quella a Monte Solaro, la cima più alta dell'isola con i suoi 589 metri. Si può agevolmente raggiungere con una comoda seggiovia che ci porterà in cima in meno di mezz'ora, offrendoci uno dei più celebri e straordinari panorami d'Italia, affacciato praticamente su tutta l’isola e chiuso, sullo sfondo, dalla mitica immagine dei Faraglioni. Al ritorno da Monte Solaro si potrà scegliere di scendere a piedi, con una bellissima passeggiata nella natura, a metà della quale potremo riposarci all’Eremo di Santa Maria a Cetrella, così chiamato per un antico luogo di culto dedicato a Venere Citerea o, più semplicemente, in ricordo della profumata erba cedrina che abbonda nella zona. La piccola costruzione è affacciata su un panorama mozzafiato, e comprende, oltre alla chiesa, un convento e una sacrestia. Il complesso risale alla fine del XIV secolo e fu a lungo abitato da eremiti domenicani. A settembre la chiesa è invasa dal corteo della processione con banda cui partecipano con entusiasmo gli abitanti dell’isola.
VERSO PUNTA CARENA
Molte altre passeggiate si possono fare partendo da Anacapri. Una comoda strada, ad esempio, conduce verso Punta Carena, l’estremità ovest dell’isola. A metà strada si incontra una grande costruzione bianca merlata, la Torre Matèrita, eretta dai certosini a difesa dei loro insediamenti nella zona. La torre fu acquistata da Axel Munthe, il medico svedese costruttore di Villa San Michele, che la donò allo Stato italiano. E proprio qui, il medico-scrittore scrisse il suo libro più famoso, "La Storia di San Michele", il cui manoscritto, insieme ad altri suoi ricordi personali, sono contenuti all’interno della torre. Proseguendo per la strada giungiamo a Punta Carena, dominata da un grande faro bianco, dove la roccia che digrada a mare è stata conquistata da stabilimenti che, oltre a splendidi bagni a mare, permettono di osservare il più bel tramonto dell’isola. Poco a est della punta si apre un altro dei belvedere storici dell’isola, quello di Migliara, raggiungibile, sempre da Anacapri, con un’agevole stradina.
Abbiamo finito. La prossima volta termineremo il nostro viaggio a Capri visitandola dal suo elemento, il mare. Se però volete saperne di più, potrete andare su YOUTUBE (nel sito “FILMCARDS”), dove troverete bellissimi filmati sull’isola. E addirittura, se avete l’iPhone o l’iPad, potrete visitarla standovene tranquillamente seduti a casa, scaricandovi l’applicazione presente su App Store e dedicata completamente a Capri: cercate “Filmcards Capri” o il link http://itunes.apple.com/it/app/capri/id339147891?mt=8. La guida offre la visita a tutti i più importanti luoghi dell’isola, oltre 300 foto originali, 60 minuti di filmati, l’elenco di alberghi e ristoranti, le tradizioni (comprese musica e gastronomia) e tutte le informazioni turistiche. Il tutto supportato da precisi punti GPS e un comodo navigatore.
Sul sito www.filmcards.it potrete scoprire tutte altre le guide già disponibili (Todi, Orvieto, Pompei, Ischia, Roma Antica, Assisi, Iran, Uzbekistan e Palermo). A presto!
gigi.oliviero09@gmail.com - www.filmcards.it




































