I viaggi di Gigi: CAPRI - Villa Jovis e Villa Lysis
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Introduzione
Nella nostra scoperta di Capri, oggi visitiamo due splendide ville: Villa Jovis e Villa Lysis.
Descrizione
I viaggi di Gigi: CAPRI - Villa Jovis e Villa Lysis
Un'altra delle passeggiate da non perdere a Capri è quella a Villa Jovis, la mitica residenza dell'imperatore Tiberio. Si trova sul punto più alto del monte Tiberio, quello che fronteggia Punta Campanella. Come abbiamo più volte visto, Capri è in pratica un'immensa isola pedonale, e anche in questo caso il luogo si può raggiungere solo a piedi, con una bella stradina che parte dalla Piazzetta. La passeggiata (di circa un'ora) non è certo breve, e per di più in continua salita, quindi consigliamo di affrontarla con tutta calma. Si imbocca Via delle Botteghe, che si apre in via Fuorlovado, quindi, al bivio verso l'Arco Naturale, prendiamo la stradina di sinistra che, in circa 40 minuti di cammino, ci porterà verso la celebre residenza imperiale di Tiberio.
Poco dopo l'incrocio, sulla sinistra, si incontra la cappellina di San Michele, elevata su un rialzo del terreno. Si tratta di un antico complesso conventuale francescano, eretto alla fine del XIV secolo e accentrato su una chiesa rettangolare coperta da una volta a crociera. La parte più interessante è l'esterno, nel quale si riconoscono evidenti influssi bizantini. Riprendiamo a salire, magari lentamente perché la strada è in continua salita. Un'altra gradita sosta potremo farla al Parco Astarita, che offre meravigliosi panorami della costa sud. E infine, al termine della salita, ci accoglie la visione maestosa dei ruderi di Villa Jovis. Si tratta della più imponente costruzione di tutta l'isola, che occupa quasi 20.000 metri quadrati e che, nel I secolo d.C. doveva apparire di uno sfarzo senza pari. L'immensa costruzione, una delle 12 volute sull’isola dall’imperatore Tiberio, fu realizzata su un dislivello di circa 60 metri, sul punto più alto del monte Tiberio, a 335 metri di quota, da dove lo spazio si apre su un panorama infinito, che spazia dalla lontana Napoli alla vicinissima Punta Campanella, fino agli scogli dei Galli.
Tiberio vi si rifugiò nel 27 d.C., passandovi gli ultimi dieci anni della sua vita. Un isolamento difficile da capire per un uomo che all’epoca era praticamente il padrone del mondo e che dovette certo incontrare molte difficoltà a mandare avanti l’impero da un luogo praticamente isolato dal mondo. Questo incredibile comportamento gli provocò le critiche feroci di scrittori come Svetonio e Tacito, che costruirono la leggenda di un Tiberio sadico e feroce, che si divertiva a torturare le sue vittime facendole precipitare dall'alto della rupe di Villa Jovis, consumando la sua vecchiaia in stravizi senza fine. Ma, probabilmente, si tratta di esagerazioni storiche, mentre forse il vecchio imperatore, disgustato dalla dissoluzione dell'epoca, fu solo un vecchio misantropo, che volle finire la sua vita rifiutando un mondo che non gli apparteneva più. Il palazzo, che destò l'ammirazione sconfinata del grande archeologo Amedeo Maiuri (uno degli scopritori di Pompei), aveva tutto ciò che poteva servire a farne una dimora imperiale. Immense cisterne per l'acqua, grandi cucine, camere di ogni tipo per infiniti ospiti, un meraviglioso complesso termale e soprattutto gli straordinari ambienti destinati alla rappresentanza, costituiti di terrazze affacciate sull'azzurro e dotate di ogni confort.
Da Villa Jovis si potrà, attraverso un sentiero attrezzato da poco (e non proprio agevole, quindi da affrontare con molta prudenza), raggiungere un'altra villa mitica dell'isola, poco conosciuta proprio per la sua posizione non certo agevole da raggiungere. Si tratta di Villa Lysis, che fu progettata nel 1905 da Edouard Chimot in stile liberty, su incarico del poeta francese, il conte Jacques d'Adelsward-Fersen, e che oggi appartiene al patrimonio immobiliare del Comune di Capri. Il conte la chiamò Lysis in riferimento al dialogo di Platone, Liside, sul tema dell'amicizia e, secondo i critici moderni, dell'amore omosessuale. Roger Peyrefitte la descrisse come il simbolo vivente dell'alta Capri, raffinata e sottilmente negativa, eversiva e pagana. La bellissima dimora possedeva un'ampia biblioteca, una fumeria di oppio, altari, in un misto di gusto neo-gotico e neo-classico. Alla morte di Fersen, nel 1923 (forse suicidatosi con un'overdose), la villa passò in usufrutto al suo compagno, Nino. Caduta in decadenza essa è stata splendidamente restaurata dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e dal comune di Capri e oggi è di nuovo visitabile. Nel giardino della villa vi è ancora un tempietto neoclassico circolare, caratterizzato da colonne ioniche, dal quale si gode di una visione spettacolare su Marina Grande e il monte Solaro. Una piacevole strada in discesa ci riporterà, quindi, in meno di mezz'ora, alla Piazzetta.
Anche per oggi ci fermiamo qui. Come il solito, se volete saperne di più, potrete andare su YOUTUBE (nel sito “FILMCARDS”), dove troverete bellissimi filmati sull’isola. E addirittura, se avete l’iPhone o l’iPad, potrete visitarla standovene tranquillamente seduti a casa, scaricandovi l’applicazione presente su App Store e dedicata completamente a Capri: cercate “Filmcards Capri” o il link http://itunes.apple.com/it/app/capri/id339147891?mt=8. La guida offre la visita a tutti i più importanti luoghi dell’isola, oltre 300 foto originali, 60 minuti di filmati, l’elenco di alberghi e ristoranti, le tradizioni (comprese musica e gastronomia) e tutte le informazioni turistiche. Il tutto supportato da precisi punti GPS e un comodo navigatore.
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gigi.oliviero09@gmail.com - www.filmcards.it



























