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Namibia + Harare e Lusaka  

Community: Diari di viaggio e Racconti Namibia + Harare e Lusaka

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Andrea
Scritto da: Andrea
Durata: 7 Giorni
Data partenza: dal Giugno 2001 al
Viaggiatori: 3
Nomi dei viaggiatori:

Introduzione

Si dice che il viaggio debba essere anche relax e riposo. Ecco, in questo viaggio non ho trovato nulla che somigliasse a questo! Ma proprio per questo forse è quello che ricordo più volentieri. È stato breve, solo una settimana, ma di sicuro la settimana più intensa della mia vita!

Le Tappe del Viaggio

La mattina sveglia alle 4 e via a prendere l´aereo per Johannesburg e poi per Harare, capitale dello Zimbabwe (ci siamo dovuti passare perchè non c´era un posto libero sul volo per Lusaka). All´aereoporto fanno bella mostra di sè le foto del presidente Mugabe, che l´anno prima ha fatto ammazzare un bel po´ di bianchi perchè erano ricchi e lo contrastavano, ne sono rimasti proprio pochi.

Harare è una città caotica e popolata da neri e solo neri! Non sono abituato a vedere intorno a me solo persone di colore, mi sento un po´ a disagio.

La mattina dopo sveglia nuovamente alle 4 perchè abbiamo l´aereo per Lusaka, capitale dello Zambia. Mentre siamo in attesa dell´imbarco l´altoparlante dice che Luciano Sabatini (mio padre) deve presentarsi alla polizia doganale! Lui quasi sviene. Per fortuna volevano solo sapere cos´era quel tubo (il telescopio) che si vedeva nella valigia con i raggi x.

Attendiamo l´aereo e penso che deve essere quasi vuoto visto che siamo solo in dieci passeggeri. Non è vuoto, è un aereo minuscolo! È un bimotore made in Cecoslovacchia (!), compagnia Air Zambesi! Fortuna passiamo anche questa

e dopo 2 ore di volo tranquillissimo e a bassa quota atterriamo a Lusaka. È il 21 Giugno, non c´è una nuvola e mancano 4 ore alla tanto attesa eclisse totale di sole.

Il governo dello Zambia ha organizzato un campo a 300 metri dall´aereoporto, è presente il presidente dello Zambia e a guardia dei nostri strumenti c´è l´esercito, armato di mitra e fucili.

Senza capire ogni tanto vediamo passare e dirigersi all´aeroporto dei camion pieni di persone pigiate all´inverosimile, cantanti e festanti. Dove andranno così contenti? Più tardi scopriremo che andavano a vedere atterrare e partire gli aerei e facevano la hola ad ogni decollo e atterraggio!

Mi stupisce la cordialità dei locali, mentre trasporto con fatica le valige e l´attrezzatura sul carrello nell´erba, più volte vengo aiutato in maniera disinteressata dalle persone che mi passano accanto. È una cosa che mi fa piacere e che non succederebbe mai in Italia.

Ci sistemiamo e finalmente inizia la fase parziale dell´eclisse, è la mia seconda esclissi totale. Inizia a calare la temperatura e la luce pian piano si affievolisce. Quando la luna ha coperto più del 95% del sole i colori si fanno assurdi, di tonalità violacea. Al 99% della fase le circa 3000 persone iniziano ad urlare e a fremere.

Non è possibile descrivere cosa succede da lì in poi. È già possibile vedere senza filtro e senza fastidio il sole che si riduce ad una falce minuscola che si rimpicciolisce a vista d´occhio, l´ombra della luna sulla terra corre verso di noi. Ci sta per investire. In un secondo la falce minuscola di sole scompare, l´ombra ci avvolge e si fa buio, compaiono le stelle e il sole è ridotto ad un cerchio nero circondato dalla corona e da rosse lingue di fuoco. All´orizzonte, a 360 gradi, il cielo è rossastro e più che si sale più è nero. È un crepuscolo a 360 gradi.

Per capire l´agitazione vi dico che ho fatto le riprese con la telecamera digitale spenta (non ho guardato del mirino) e ho scattato 20 fotografie con il tappo sull´obiettivo (fotuna avevamo 4 macchine fotografiche e due telecamere). Ed era la mia seconda eclisse totale!

Poi d´improvviso dopo tre minuti e mezzo di questo scenario un raggio di sole sbuca dal cerchio nero, esattamente dalla parte opposta da dove era scomparso. È il momento più bello, sembra un ritorno alla vita, in attesa della prossima eclisse!

Nota: Questo viaggio è stato molto proficuo dal punto di vista fotografico-astronomico. Le foto dell´Eclisse e della Cometa sono state pubblicate su tutte e tre le riviste di astronomia presenti all´epoca nel mercato italiano (Astronomia, Coelum e Nuovo Orione).

Atterriamo a Windhoek, capitale della Namibia alle 12 e prendiamo la macchina. All´autonoleggio hanno fatto però i furbi, abbiamo prenotato un fuoristrada fornito di tenda, sacco a pelo, fornelli ecc e ce lo danno senza nulla. Pace, non abbiamo voglia di discutere, dormiremo invece che in tenda in macchina! Faremo due notti in hotel e due in macchina (là dove non c´era l´hotel). Questo primo giorno è stato un po´ turbolento...

Usciamo dall´aeroporto e siamo salutati da un branco di 200 babbuini che ci guardano dal bordo della strada e fuggono impauriti quando ci fermiamo per vederli meglio.

Andiamo a far spesa nella capitale e subito via a Swakopmund sulla Skeleton coast, 350 km di paesaggio bellissimo, tipica vegetazione africana a perdita d´occhio, vista fino a quel momento solo nei film, termitai altri 3 metri, di tutto un po´. Il nostro primo tramonto africano ci fa scordare in un colpo la fatica del viaggio.

Arriviamo e scegliamo un hotel, gestito da tedeschi, probabilmente ex nazisti fuggiti dopo la guerra, tutto là dentro è impeccabile non pare neppure Africa!
La mattina sveglia alle sei, prima dell´alba, indescrivibile, e via verso la Welviskia drive, il paesaggio è desertico ma dove passa un po´ d´acqua esplode la vegetazione, passiamo accanto a dei licheni che innaffiati dovrebbero fiorire istantaneamente, ci proviamo ma non succede nulla. Passiamo dalla valle della Luna fino a raggiungere la grossa Welviskia che dà il nome alla strada, una pianta preistorica che vive solo là nata più di 1500 anni fa. Sembra in effetti una pianta contemporanea ai dinosauri tanto è strana.

Sulla via del ritorno il nostro potente mezzo (davvero potente!) tira fuori dalla sabbia un furgoncino di una coppia di Sudafricani (che avrebbero fatto se non fossimo passati di lì? Mi sa che ci stanno ancora ringraziando).

Ritorniamo sulla costa verso Walvis Bay, le dune finiscono nell´oceano, il paesaggio è molto suggestivo, gente fa snowboard sulle dune, altri si gettano con il parapendio, altri con le moto da sabbia. Proseguiamo fino ad arrivare alla laguna di Walvis Bay dove migliaia di fenicotteri rosa e bianchi pasteggiano tranquillamente ad alghe e molluschi. Dopo un bel po´ di foto ci avviamo verso l´interno, verso Sesriem, nel bel mezzo del Namib desert.

La strada si farà sterrata e così rimarrà sempre per i successivi mille km fatti, da lì fino alla fine del viaggio.
Il paesaggio cambia, siamo nella savana, la monotonia di un distesa infinita pianeggiante di erba alta e gialla è interrotta da qualche albero sparso, e poi all´orizzonte ogni tanto compare un monte solitario, lontanissimo.

Improvvisamente avvistiamo degli struzzi, ci vedono e fuggono rapidissimimante, sono 5 e corrono in fila indiana a circa 20 metri l´uno dall´altro. Immagine indimenticabile.

Continuiamo in questo paesaggio infinito per un paio d´ore, poi arrivano improvvisi i monti e il paesaggio cambia, sembra di essere nella preistoria, da 4 ore viaggiamo in macchina e da Walvis Bay non abbiamo trovato nessuno, penso a cosa succederebbe se la macchina si rompesse. Un branco di circa 300 antilopi fugge all´impazzata non appena ci vede, mentre poco dopo, quasi al tramonto ne scorgiamo due, che rimangono tranquille vicine ad un albero non lontane da noi.
Arriviamo a Sesriem, la località turistica più famosa della Namibia. Mi sconvolge pensare che Sesriem è solo un campeggio con 20 alberi distanziati di circa 70 metri l´uno dall´altro e sotto ognuno di questi ci può stare una sola tenda (o per dirla meglio ogni albero corrisponde ad una piazzola!). Alla faccia del turismo di massa!

Non montiamo la tenda perchè non l´abbiamo e mangiamo una bella scatoletta di schifosissimi fagioli (mangeremo sempre così!) direttamente dalla scatola, avevamo la pasta ma senza fornello non si può cuocere. Ci aspetta la prima vera notte africana all´aperto. Montiamo il telescopio e fino all´alba fotografiamo il cielo australe (la Via Lattea è meglio che in Cile, è impressionante, la Croce del Sud è luminosissima ed è affiancata dal Sacco di Carbone, una zona oscura di polveri e gas, che la fa risaltare maggiormente). Per nostra fortuna c´è anche una cometa molto luminosa nel cielo australe, facciamo anche quella.

Dopo l´alba ci distendiamo in macchina e dormiamo scomodissimi per un paio d´ore.
Ci alziamo e andiamo a fare un giro nelle immediate vicinanze di Sesriem, in un Canyon lì vicino. Poi verso le 12 ci decidiamo finalmente di andare verso le dune rosse di Sossousvlei (c´è solo una strada che porta là ed è quella che parte dal nostro campeggio) per arrivarci dobbiamo fare 70 km di strada normale e 10 km di pista sabbiosa. In quest'ultimo tratto guido io, non mi sono mai divertito tanto a guidare! La macchina, potentissima, si insabbiava e si liberava, sbandava e si riprendeva, purtroppo arriviamo troppo presto, avrei continuato per ore.

Sossosvlei è un lago in mezzo al deserto, circondato da dune di un rosso incredibile stagliate contro il cielo azzurrissimo e interrotte di tanto in tanto dal verde di qualche albero. Ci fermiamo e mangiamo un po'. Poi gironzoliamo nei dintorni.

Vediamo un serpente, che supponiamo velenosissimo, e insetti delle dimensioni di un topo.

Poi prendiamo il sentiero per andare a Deadvlei, un lago prosciugato sfondo per decine di film e spot pubblicitari. Camminiamo un po´ nella sabbia, però fa troppo caldo e decidiamo di desistere, torneremo domattina all´alba con il fresco.

Rientriamo al camping per il tramonto e prepariamo la macchina per dormire. Alle tre sveglia, altre foto astronomiche e partenza alle 5 di nuovo per sossoslvlei. Rifaccio il percorso nella sabbia dando un passaggio a due ragazzi che avevano una berlina e non potevano certo arrivare fin là in macchina.

L´alba è incredibile, la luce radente crea delle ombre sulle dune che sembrano dipinte da un pennello. Rimaniamo incantati di fronte a tanto spettacolo.

Poi andiamo alla Deadvlei. Quando arriviamo ci si presenta davanti l'immagine di un lago prosciugato bianco in mezzo alle dune rosse con in mezzo tanti alberi morti. Ci finisco 2 rullini. Si alza però il vento... la tempesta di sabbia! Il paesaggio è surreale.

Alle 11 ripartiamo, ripassiamo da Sesriem e ci dirigiamo verso Windhoek. Passiamo per una strada secondaria che sale sull´altopiano. Se possibile è più solitaria della precedente. Arrivati a Windhoeck visitiamo un parco lì vicino, è tardi ma vediamo ugualmente un babbuino, degli gnù, un animale strano che sembrava una volpe, e un branco di zebre.

La sera troviamo posto in un lodge vicino all´aereoporto. Quando sto per andare a letto alzo la coperta e trovo un bello scarafaggione proprio sul cuscino! Che schifo! Però ho troppo sonno, ributto la coperta sopra lo scarafaggio e mi distendo sopra.

La mattina sveglia alle 4 e via a prendere l´aereo per Johannesburg e poi per Harare, capitale dello Zimbabwe (ci siamo dovuti passare perchè non c´era un posto libero sul volo per Lusaka). All´aereoporto fanno bella mostra di sè le foto del presidente Mugabe, che l´anno prima ha fatto ammazzare un bel po´ di bianchi perchè erano ricchi e lo contrastavano, ne sono rimasti proprio pochi.

Harare è una città caotica e popolata da neri e solo neri! Non sono abituato a vedere intorno a me solo persone di colore, mi sento un po´ a disagio.

La mattina dopo sveglia nuovamente alle 4 perchè abbiamo l´aereo per Lusaka, capitale dello Zambia. Mentre siamo in attesa dell´imbarco l´altoparlante dice che Luciano Sabatini (mio padre) deve presentarsi alla polizia doganale! Lui quasi sviene. Per fortuna volevano solo sapere cos´era quel tubo (il telescopio) che si vedeva nella valigia con i raggi x.

Attendiamo l´aereo e penso che deve essere quasi vuoto visto che siamo solo in dieci passeggeri. Non è vuoto, è un aereo minuscolo! È un bimotore made in Cecoslovacchia (!), compagnia Air Zambesi! Fortuna passiamo anche questa

e dopo 2 ore di volo tranquillissimo e a bassa quota atterriamo a Lusaka. È il 21 Giugno, non c´è una nuvola e mancano 4 ore alla tanto attesa eclisse totale di sole.

Il governo dello Zambia ha organizzato un campo a 300 metri dall´aereoporto, è presente il presidente dello Zambia e a guardia dei nostri strumenti c´è l´esercito, armato di mitra e fucili.

Senza capire ogni tanto vediamo passare e dirigersi all´aeroporto dei camion pieni di persone pigiate all´inverosimile, cantanti e festanti. Dove andranno così contenti? Più tardi scopriremo che andavano a vedere atterrare e partire gli aerei e facevano la hola ad ogni decollo e atterraggio!

Mi stupisce la cordialità dei locali, mentre trasporto con fatica le valige e l´attrezzatura sul carrello nell´erba, più volte vengo aiutato in maniera disinteressata dalle persone che mi passano accanto. È una cosa che mi fa piacere e che non succederebbe mai in Italia.

Ci sistemiamo e finalmente inizia la fase parziale dell´eclisse, è la mia seconda esclissi totale. Inizia a calare la temperatura e la luce pian piano si affievolisce. Quando la luna ha coperto più del 95% del sole i colori si fanno assurdi, di tonalità violacea. Al 99% della fase le circa 3000 persone iniziano ad urlare e a fremere.

Non è possibile descrivere cosa succede da lì in poi. È già possibile vedere senza filtro e senza fastidio il sole che si riduce ad una falce minuscola che si rimpicciolisce a vista d´occhio, l´ombra della luna sulla terra corre verso di noi. Ci sta per investire. In un secondo la falce minuscola di sole scompare, l´ombra ci avvolge e si fa buio, compaiono le stelle e il sole è ridotto ad un cerchio nero circondato dalla corona e da rosse lingue di fuoco. All´orizzonte, a 360 gradi, il cielo è rossastro e più che si sale più è nero. È un crepuscolo a 360 gradi.

Per capire l´agitazione vi dico che ho fatto le riprese con la telecamera digitale spenta (non ho guardato del mirino) e ho scattato 20 fotografie con il tappo sull´obiettivo (fotuna avevamo 4 macchine fotografiche e due telecamere). Ed era la mia seconda eclisse totale!

Poi d´improvviso dopo tre minuti e mezzo di questo scenario un raggio di sole sbuca dal cerchio nero, esattamente dalla parte opposta da dove era scomparso. È il momento più bello, sembra un ritorno alla vita, in attesa della prossima eclisse!

Nota: Questo viaggio è stato molto proficuo dal punto di vista fotografico-astronomico. Le foto dell´Eclisse e della Cometa sono state pubblicate su tutte e tre le riviste di astronomia presenti all´epoca nel mercato italiano (Astronomia, Coelum e Nuovo Orione).

Atterriamo a Windhoek, capitale della Namibia alle 12 e prendiamo la macchina. All´autonoleggio hanno fatto però i furbi, abbiamo prenotato un fuoristrada fornito di tenda, sacco a pelo, fornelli ecc e ce lo danno senza nulla. Pace, non abbiamo voglia di discutere, dormiremo invece che in tenda in macchina! Faremo due notti in hotel e due in macchina (là dove non c´era l´hotel). Questo primo giorno è stato un po´ turbolento...

Usciamo dall´aeroporto e siamo salutati da un branco di 200 babbuini che ci guardano dal bordo della strada e fuggono impauriti quando ci fermiamo per vederli meglio.

Andiamo a far spesa nella capitale e subito via a Swakopmund sulla Skeleton coast, 350 km di paesaggio bellissimo, tipica vegetazione africana a perdita d´occhio, vista fino a quel momento solo nei film, termitai altri 3 metri, di tutto un po´. Il nostro primo tramonto africano ci fa scordare in un colpo la fatica del viaggio.

Arriviamo e scegliamo un hotel, gestito da tedeschi, probabilmente ex nazisti fuggiti dopo la guerra, tutto là dentro è impeccabile non pare neppure Africa!
La mattina sveglia alle sei, prima dell´alba, indescrivibile, e via verso la Welviskia drive, il paesaggio è desertico ma dove passa un po´ d´acqua esplode la vegetazione, passiamo accanto a dei licheni che innaffiati dovrebbero fiorire istantaneamente, ci proviamo ma non succede nulla. Passiamo dalla valle della Luna fino a raggiungere la grossa Welviskia che dà il nome alla strada, una pianta preistorica che vive solo là nata più di 1500 anni fa. Sembra in effetti una pianta contemporanea ai dinosauri tanto è strana.

Sulla via del ritorno il nostro potente mezzo (davvero potente!) tira fuori dalla sabbia un furgoncino di una coppia di Sudafricani (che avrebbero fatto se non fossimo passati di lì? Mi sa che ci stanno ancora ringraziando).

Ritorniamo sulla costa verso Walvis Bay, le dune finiscono nell´oceano, il paesaggio è molto suggestivo, gente fa snowboard sulle dune, altri si gettano con il parapendio, altri con le moto da sabbia. Proseguiamo fino ad arrivare alla laguna di Walvis Bay dove migliaia di fenicotteri rosa e bianchi pasteggiano tranquillamente ad alghe e molluschi. Dopo un bel po´ di foto ci avviamo verso l´interno, verso Sesriem, nel bel mezzo del Namib desert.

La strada si farà sterrata e così rimarrà sempre per i successivi mille km fatti, da lì fino alla fine del viaggio.
Il paesaggio cambia, siamo nella savana, la monotonia di un distesa infinita pianeggiante di erba alta e gialla è interrotta da qualche albero sparso, e poi all´orizzonte ogni tanto compare un monte solitario, lontanissimo.

Improvvisamente avvistiamo degli struzzi, ci vedono e fuggono rapidissimimante, sono 5 e corrono in fila indiana a circa 20 metri l´uno dall´altro. Immagine indimenticabile.

Continuiamo in questo paesaggio infinito per un paio d´ore, poi arrivano improvvisi i monti e il paesaggio cambia, sembra di essere nella preistoria, da 4 ore viaggiamo in macchina e da Walvis Bay non abbiamo trovato nessuno, penso a cosa succederebbe se la macchina si rompesse. Un branco di circa 300 antilopi fugge all´impazzata non appena ci vede, mentre poco dopo, quasi al tramonto ne scorgiamo due, che rimangono tranquille vicine ad un albero non lontane da noi.
Arriviamo a Sesriem, la località turistica più famosa della Namibia. Mi sconvolge pensare che Sesriem è solo un campeggio con 20 alberi distanziati di circa 70 metri l´uno dall´altro e sotto ognuno di questi ci può stare una sola tenda (o per dirla meglio ogni albero corrisponde ad una piazzola!). Alla faccia del turismo di massa!

Non montiamo la tenda perchè non l´abbiamo e mangiamo una bella scatoletta di schifosissimi fagioli (mangeremo sempre così!) direttamente dalla scatola, avevamo la pasta ma senza fornello non si può cuocere. Ci aspetta la prima vera notte africana all´aperto. Montiamo il telescopio e fino all´alba fotografiamo il cielo australe (la Via Lattea è meglio che in Cile, è impressionante, la Croce del Sud è luminosissima ed è affiancata dal Sacco di Carbone, una zona oscura di polveri e gas, che la fa risaltare maggiormente). Per nostra fortuna c´è anche una cometa molto luminosa nel cielo australe, facciamo anche quella.

Dopo l´alba ci distendiamo in macchina e dormiamo scomodissimi per un paio d´ore.
Ci alziamo e andiamo a fare un giro nelle immediate vicinanze di Sesriem, in un Canyon lì vicino. Poi verso le 12 ci decidiamo finalmente di andare verso le dune rosse di Sossousvlei (c´è solo una strada che porta là ed è quella che parte dal nostro campeggio) per arrivarci dobbiamo fare 70 km di strada normale e 10 km di pista sabbiosa. In quest'ultimo tratto guido io, non mi sono mai divertito tanto a guidare! La macchina, potentissima, si insabbiava e si liberava, sbandava e si riprendeva, purtroppo arriviamo troppo presto, avrei continuato per ore.

Sossosvlei è un lago in mezzo al deserto, circondato da dune di un rosso incredibile stagliate contro il cielo azzurrissimo e interrotte di tanto in tanto dal verde di qualche albero. Ci fermiamo e mangiamo un po'. Poi gironzoliamo nei dintorni.

Vediamo un serpente, che supponiamo velenosissimo, e insetti delle dimensioni di un topo.

Poi prendiamo il sentiero per andare a Deadvlei, un lago prosciugato sfondo per decine di film e spot pubblicitari. Camminiamo un po´ nella sabbia, però fa troppo caldo e decidiamo di desistere, torneremo domattina all´alba con il fresco.

Rientriamo al camping per il tramonto e prepariamo la macchina per dormire. Alle tre sveglia, altre foto astronomiche e partenza alle 5 di nuovo per sossoslvlei. Rifaccio il percorso nella sabbia dando un passaggio a due ragazzi che avevano una berlina e non potevano certo arrivare fin là in macchina.

L´alba è incredibile, la luce radente crea delle ombre sulle dune che sembrano dipinte da un pennello. Rimaniamo incantati di fronte a tanto spettacolo.

Poi andiamo alla Deadvlei. Quando arriviamo ci si presenta davanti l'immagine di un lago prosciugato bianco in mezzo alle dune rosse con in mezzo tanti alberi morti. Ci finisco 2 rullini. Si alza però il vento... la tempesta di sabbia! Il paesaggio è surreale.

Alle 11 ripartiamo, ripassiamo da Sesriem e ci dirigiamo verso Windhoek. Passiamo per una strada secondaria che sale sull´altopiano. Se possibile è più solitaria della precedente. Arrivati a Windhoeck visitiamo un parco lì vicino, è tardi ma vediamo ugualmente un babbuino, degli gnù, un animale strano che sembrava una volpe, e un branco di zebre.

La sera troviamo posto in un lodge vicino all´aereoporto. Quando sto per andare a letto alzo la coperta e trovo un bello scarafaggione proprio sul cuscino! Che schifo! Però ho troppo sonno, ributto la coperta sopra lo scarafaggio e mi distendo sopra.

La mattina sveglia alle 4 e via a prendere l´aereo per Johannesburg e poi per Harare, capitale dello Zimbabwe (ci siamo dovuti passare perchè non c´era un posto libero sul volo per Lusaka). All´aereoporto fanno bella mostra di sè le foto del presidente Mugabe, che l´anno prima ha fatto ammazzare un bel po´ di bianchi perchè erano ricchi e lo contrastavano, ne sono rimasti proprio pochi.

Harare è una città caotica e popolata da neri e solo neri! Non sono abituato a vedere intorno a me solo persone di colore, mi sento un po´ a disagio.

La mattina dopo sveglia nuovamente alle 4 perchè abbiamo l´aereo per Lusaka, capitale dello Zambia. Mentre siamo in attesa dell´imbarco l´altoparlante dice che Luciano Sabatini (mio padre) deve presentarsi alla polizia doganale! Lui quasi sviene. Per fortuna volevano solo sapere cos´era quel tubo (il telescopio) che si vedeva nella valigia con i raggi x.

Attendiamo l´aereo e penso che deve essere quasi vuoto visto che siamo solo in dieci passeggeri. Non è vuoto, è un aereo minuscolo! È un bimotore made in Cecoslovacchia (!), compagnia Air Zambesi! Fortuna passiamo anche questa

e dopo 2 ore di volo tranquillissimo e a bassa quota atterriamo a Lusaka. È il 21 Giugno, non c´è una nuvola e mancano 4 ore alla tanto attesa eclisse totale di sole.

Il governo dello Zambia ha organizzato un campo a 300 metri dall´aereoporto, è presente il presidente dello Zambia e a guardia dei nostri strumenti c´è l´esercito, armato di mitra e fucili.

Senza capire ogni tanto vediamo passare e dirigersi all´aeroporto dei camion pieni di persone pigiate all´inverosimile, cantanti e festanti. Dove andranno così contenti? Più tardi scopriremo che andavano a vedere atterrare e partire gli aerei e facevano la hola ad ogni decollo e atterraggio!

Mi stupisce la cordialità dei locali, mentre trasporto con fatica le valige e l´attrezzatura sul carrello nell´erba, più volte vengo aiutato in maniera disinteressata dalle persone che mi passano accanto. È una cosa che mi fa piacere e che non succederebbe mai in Italia.

Ci sistemiamo e finalmente inizia la fase parziale dell´eclisse, è la mia seconda esclissi totale. Inizia a calare la temperatura e la luce pian piano si affievolisce. Quando la luna ha coperto più del 95% del sole i colori si fanno assurdi, di tonalità violacea. Al 99% della fase le circa 3000 persone iniziano ad urlare e a fremere.

Non è possibile descrivere cosa succede da lì in poi. È già possibile vedere senza filtro e senza fastidio il sole che si riduce ad una falce minuscola che si rimpicciolisce a vista d´occhio, l´ombra della luna sulla terra corre verso di noi. Ci sta per investire. In un secondo la falce minuscola di sole scompare, l´ombra ci avvolge e si fa buio, compaiono le stelle e il sole è ridotto ad un cerchio nero circondato dalla corona e da rosse lingue di fuoco. All´orizzonte, a 360 gradi, il cielo è rossastro e più che si sale più è nero. È un crepuscolo a 360 gradi.

Per capire l´agitazione vi dico che ho fatto le riprese con la telecamera digitale spenta (non ho guardato del mirino) e ho scattato 20 fotografie con il tappo sull´obiettivo (fotuna avevamo 4 macchine fotografiche e due telecamere). Ed era la mia seconda eclisse totale!

Poi d´improvviso dopo tre minuti e mezzo di questo scenario un raggio di sole sbuca dal cerchio nero, esattamente dalla parte opposta da dove era scomparso. È il momento più bello, sembra un ritorno alla vita, in attesa della prossima eclisse!

Nota: Questo viaggio è stato molto proficuo dal punto di vista fotografico-astronomico. Le foto dell´Eclisse e della Cometa sono state pubblicate su tutte e tre le riviste di astronomia presenti all´epoca nel mercato italiano (Astronomia, Coelum e Nuovo Orione).

Atterriamo a Windhoek, capitale della Namibia alle 12 e prendiamo la macchina. All´autonoleggio hanno fatto però i furbi, abbiamo prenotato un fuoristrada fornito di tenda, sacco a pelo, fornelli ecc e ce lo danno senza nulla. Pace, non abbiamo voglia di discutere, dormiremo invece che in tenda in macchina! Faremo due notti in hotel e due in macchina (là dove non c´era l´hotel). Questo primo giorno è stato un po´ turbolento...

Usciamo dall´aeroporto e siamo salutati da un branco di 200 babbuini che ci guardano dal bordo della strada e fuggono impauriti quando ci fermiamo per vederli meglio.

Andiamo a far spesa nella capitale e subito via a Swakopmund sulla Skeleton coast, 350 km di paesaggio bellissimo, tipica vegetazione africana a perdita d´occhio, vista fino a quel momento solo nei film, termitai altri 3 metri, di tutto un po´. Il nostro primo tramonto africano ci fa scordare in un colpo la fatica del viaggio.

Arriviamo e scegliamo un hotel, gestito da tedeschi, probabilmente ex nazisti fuggiti dopo la guerra, tutto là dentro è impeccabile non pare neppure Africa!
La mattina sveglia alle sei, prima dell´alba, indescrivibile, e via verso la Welviskia drive, il paesaggio è desertico ma dove passa un po´ d´acqua esplode la vegetazione, passiamo accanto a dei licheni che innaffiati dovrebbero fiorire istantaneamente, ci proviamo ma non succede nulla. Passiamo dalla valle della Luna fino a raggiungere la grossa Welviskia che dà il nome alla strada, una pianta preistorica che vive solo là nata più di 1500 anni fa. Sembra in effetti una pianta contemporanea ai dinosauri tanto è strana.

Sulla via del ritorno il nostro potente mezzo (davvero potente!) tira fuori dalla sabbia un furgoncino di una coppia di Sudafricani (che avrebbero fatto se non fossimo passati di lì? Mi sa che ci stanno ancora ringraziando).

Ritorniamo sulla costa verso Walvis Bay, le dune finiscono nell´oceano, il paesaggio è molto suggestivo, gente fa snowboard sulle dune, altri si gettano con il parapendio, altri con le moto da sabbia. Proseguiamo fino ad arrivare alla laguna di Walvis Bay dove migliaia di fenicotteri rosa e bianchi pasteggiano tranquillamente ad alghe e molluschi. Dopo un bel po´ di foto ci avviamo verso l´interno, verso Sesriem, nel bel mezzo del Namib desert.

La strada si farà sterrata e così rimarrà sempre per i successivi mille km fatti, da lì fino alla fine del viaggio.
Il paesaggio cambia, siamo nella savana, la monotonia di un distesa infinita pianeggiante di erba alta e gialla è interrotta da qualche albero sparso, e poi all´orizzonte ogni tanto compare un monte solitario, lontanissimo.

Improvvisamente avvistiamo degli struzzi, ci vedono e fuggono rapidissimimante, sono 5 e corrono in fila indiana a circa 20 metri l´uno dall´altro. Immagine indimenticabile.

Continuiamo in questo paesaggio infinito per un paio d´ore, poi arrivano improvvisi i monti e il paesaggio cambia, sembra di essere nella preistoria, da 4 ore viaggiamo in macchina e da Walvis Bay non abbiamo trovato nessuno, penso a cosa succederebbe se la macchina si rompesse. Un branco di circa 300 antilopi fugge all´impazzata non appena ci vede, mentre poco dopo, quasi al tramonto ne scorgiamo due, che rimangono tranquille vicine ad un albero non lontane da noi.
Arriviamo a Sesriem, la località turistica più famosa della Namibia. Mi sconvolge pensare che Sesriem è solo un campeggio con 20 alberi distanziati di circa 70 metri l´uno dall´altro e sotto ognuno di questi ci può stare una sola tenda (o per dirla meglio ogni albero corrisponde ad una piazzola!). Alla faccia del turismo di massa!

Non montiamo la tenda perchè non l´abbiamo e mangiamo una bella scatoletta di schifosissimi fagioli (mangeremo sempre così!) direttamente dalla scatola, avevamo la pasta ma senza fornello non si può cuocere. Ci aspetta la prima vera notte africana all´aperto. Montiamo il telescopio e fino all´alba fotografiamo il cielo australe (la Via Lattea è meglio che in Cile, è impressionante, la Croce del Sud è luminosissima ed è affiancata dal Sacco di Carbone, una zona oscura di polveri e gas, che la fa risaltare maggiormente). Per nostra fortuna c´è anche una cometa molto luminosa nel cielo australe, facciamo anche quella.

Dopo l´alba ci distendiamo in macchina e dormiamo scomodissimi per un paio d´ore.
Ci alziamo e andiamo a fare un giro nelle immediate vicinanze di Sesriem, in un Canyon lì vicino. Poi verso le 12 ci decidiamo finalmente di andare verso le dune rosse di Sossousvlei (c´è solo una strada che porta là ed è quella che parte dal nostro campeggio) per arrivarci dobbiamo fare 70 km di strada normale e 10 km di pista sabbiosa. In quest'ultimo tratto guido io, non mi sono mai divertito tanto a guidare! La macchina, potentissima, si insabbiava e si liberava, sbandava e si riprendeva, purtroppo arriviamo troppo presto, avrei continuato per ore.

Sossosvlei è un lago in mezzo al deserto, circondato da dune di un rosso incredibile stagliate contro il cielo azzurrissimo e interrotte di tanto in tanto dal verde di qualche albero. Ci fermiamo e mangiamo un po'. Poi gironzoliamo nei dintorni.

Vediamo un serpente, che supponiamo velenosissimo, e insetti delle dimensioni di un topo.

Poi prendiamo il sentiero per andare a Deadvlei, un lago prosciugato sfondo per decine di film e spot pubblicitari. Camminiamo un po´ nella sabbia, però fa troppo caldo e decidiamo di desistere, torneremo domattina all´alba con il fresco.

Rientriamo al camping per il tramonto e prepariamo la macchina per dormire. Alle tre sveglia, altre foto astronomiche e partenza alle 5 di nuovo per sossoslvlei. Rifaccio il percorso nella sabbia dando un passaggio a due ragazzi che avevano una berlina e non potevano certo arrivare fin là in macchina.

L´alba è incredibile, la luce radente crea delle ombre sulle dune che sembrano dipinte da un pennello. Rimaniamo incantati di fronte a tanto spettacolo.

Poi andiamo alla Deadvlei. Quando arriviamo ci si presenta davanti l'immagine di un lago prosciugato bianco in mezzo alle dune rosse con in mezzo tanti alberi morti. Ci finisco 2 rullini. Si alza però il vento... la tempesta di sabbia! Il paesaggio è surreale.

Alle 11 ripartiamo, ripassiamo da Sesriem e ci dirigiamo verso Windhoek. Passiamo per una strada secondaria che sale sull´altopiano. Se possibile è più solitaria della precedente. Arrivati a Windhoeck visitiamo un parco lì vicino, è tardi ma vediamo ugualmente un babbuino, degli gnù, un animale strano che sembrava una volpe, e un branco di zebre.

La sera troviamo posto in un lodge vicino all´aereoporto. Quando sto per andare a letto alzo la coperta e trovo un bello scarafaggione proprio sul cuscino! Che schifo! Però ho troppo sonno, ributto la coperta sopra lo scarafaggio e mi distendo sopra.

La mattina sveglia alle 4 e via a prendere l´aereo per Johannesburg e poi per Harare, capitale dello Zimbabwe (ci siamo dovuti passare perchè non c´era un posto libero sul volo per Lusaka). All´aereoporto fanno bella mostra di sè le foto del presidente Mugabe, che l´anno prima ha fatto ammazzare un bel po´ di bianchi perchè erano ricchi e lo contrastavano, ne sono rimasti proprio pochi.

Harare è una città caotica e popolata da neri e solo neri! Non sono abituato a vedere intorno a me solo persone di colore, mi sento un po´ a disagio.

La mattina dopo sveglia nuovamente alle 4 perchè abbiamo l´aereo per Lusaka, capitale dello Zambia. Mentre siamo in attesa dell´imbarco l´altoparlante dice che Luciano Sabatini (mio padre) deve presentarsi alla polizia doganale! Lui quasi sviene. Per fortuna volevano solo sapere cos´era quel tubo (il telescopio) che si vedeva nella valigia con i raggi x.

Attendiamo l´aereo e penso che deve essere quasi vuoto visto che siamo solo in dieci passeggeri. Non è vuoto, è un aereo minuscolo! È un bimotore made in Cecoslovacchia (!), compagnia Air Zambesi! Fortuna passiamo anche questa

e dopo 2 ore di volo tranquillissimo e a bassa quota atterriamo a Lusaka. È il 21 Giugno, non c´è una nuvola e mancano 4 ore alla tanto attesa eclisse totale di sole.

Il governo dello Zambia ha organizzato un campo a 300 metri dall´aereoporto, è presente il presidente dello Zambia e a guardia dei nostri strumenti c´è l´esercito, armato di mitra e fucili.

Senza capire ogni tanto vediamo passare e dirigersi all´aeroporto dei camion pieni di persone pigiate all´inverosimile, cantanti e festanti. Dove andranno così contenti? Più tardi scopriremo che andavano a vedere atterrare e partire gli aerei e facevano la hola ad ogni decollo e atterraggio!

Mi stupisce la cordialità dei locali, mentre trasporto con fatica le valige e l´attrezzatura sul carrello nell´erba, più volte vengo aiutato in maniera disinteressata dalle persone che mi passano accanto. È una cosa che mi fa piacere e che non succederebbe mai in Italia.

Ci sistemiamo e finalmente inizia la fase parziale dell´eclisse, è la mia seconda esclissi totale. Inizia a calare la temperatura e la luce pian piano si affievolisce. Quando la luna ha coperto più del 95% del sole i colori si fanno assurdi, di tonalità violacea. Al 99% della fase le circa 3000 persone iniziano ad urlare e a fremere.

Non è possibile descrivere cosa succede da lì in poi. È già possibile vedere senza filtro e senza fastidio il sole che si riduce ad una falce minuscola che si rimpicciolisce a vista d´occhio, l´ombra della luna sulla terra corre verso di noi. Ci sta per investire. In un secondo la falce minuscola di sole scompare, l´ombra ci avvolge e si fa buio, compaiono le stelle e il sole è ridotto ad un cerchio nero circondato dalla corona e da rosse lingue di fuoco. All´orizzonte, a 360 gradi, il cielo è rossastro e più che si sale più è nero. È un crepuscolo a 360 gradi.

Per capire l´agitazione vi dico che ho fatto le riprese con la telecamera digitale spenta (non ho guardato del mirino) e ho scattato 20 fotografie con il tappo sull´obiettivo (fotuna avevamo 4 macchine fotografiche e due telecamere). Ed era la mia seconda eclisse totale!

Poi d´improvviso dopo tre minuti e mezzo di questo scenario un raggio di sole sbuca dal cerchio nero, esattamente dalla parte opposta da dove era scomparso. È il momento più bello, sembra un ritorno alla vita, in attesa della prossima eclisse!

Nota: Questo viaggio è stato molto proficuo dal punto di vista fotografico-astronomico. Le foto dell´Eclisse e della Cometa sono state pubblicate su tutte e tre le riviste di astronomia presenti all´epoca nel mercato italiano (Astronomia, Coelum e Nuovo Orione).

Atterriamo a Windhoek, capitale della Namibia alle 12 e prendiamo la macchina. All´autonoleggio hanno fatto però i furbi, abbiamo prenotato un fuoristrada fornito di tenda, sacco a pelo, fornelli ecc e ce lo danno senza nulla. Pace, non abbiamo voglia di discutere, dormiremo invece che in tenda in macchina! Faremo due notti in hotel e due in macchina (là dove non c´era l´hotel). Questo primo giorno è stato un po´ turbolento...

Usciamo dall´aeroporto e siamo salutati da un branco di 200 babbuini che ci guardano dal bordo della strada e fuggono impauriti quando ci fermiamo per vederli meglio.

Andiamo a far spesa nella capitale e subito via a Swakopmund sulla Skeleton coast, 350 km di paesaggio bellissimo, tipica vegetazione africana a perdita d´occhio, vista fino a quel momento solo nei film, termitai altri 3 metri, di tutto un po´. Il nostro primo tramonto africano ci fa scordare in un colpo la fatica del viaggio.

Arriviamo e scegliamo un hotel, gestito da tedeschi, probabilmente ex nazisti fuggiti dopo la guerra, tutto là dentro è impeccabile non pare neppure Africa!
La mattina sveglia alle sei, prima dell´alba, indescrivibile, e via verso la Welviskia drive, il paesaggio è desertico ma dove passa un po´ d´acqua esplode la vegetazione, passiamo accanto a dei licheni che innaffiati dovrebbero fiorire istantaneamente, ci proviamo ma non succede nulla. Passiamo dalla valle della Luna fino a raggiungere la grossa Welviskia che dà il nome alla strada, una pianta preistorica che vive solo là nata più di 1500 anni fa. Sembra in effetti una pianta contemporanea ai dinosauri tanto è strana.

Sulla via del ritorno il nostro potente mezzo (davvero potente!) tira fuori dalla sabbia un furgoncino di una coppia di Sudafricani (che avrebbero fatto se non fossimo passati di lì? Mi sa che ci stanno ancora ringraziando).

Ritorniamo sulla costa verso Walvis Bay, le dune finiscono nell´oceano, il paesaggio è molto suggestivo, gente fa snowboard sulle dune, altri si gettano con il parapendio, altri con le moto da sabbia. Proseguiamo fino ad arrivare alla laguna di Walvis Bay dove migliaia di fenicotteri rosa e bianchi pasteggiano tranquillamente ad alghe e molluschi. Dopo un bel po´ di foto ci avviamo verso l´interno, verso Sesriem, nel bel mezzo del Namib desert.

La strada si farà sterrata e così rimarrà sempre per i successivi mille km fatti, da lì fino alla fine del viaggio.
Il paesaggio cambia, siamo nella savana, la monotonia di un distesa infinita pianeggiante di erba alta e gialla è interrotta da qualche albero sparso, e poi all´orizzonte ogni tanto compare un monte solitario, lontanissimo.

Improvvisamente avvistiamo degli struzzi, ci vedono e fuggono rapidissimimante, sono 5 e corrono in fila indiana a circa 20 metri l´uno dall´altro. Immagine indimenticabile.

Continuiamo in questo paesaggio infinito per un paio d´ore, poi arrivano improvvisi i monti e il paesaggio cambia, sembra di essere nella preistoria, da 4 ore viaggiamo in macchina e da Walvis Bay non abbiamo trovato nessuno, penso a cosa succederebbe se la macchina si rompesse. Un branco di circa 300 antilopi fugge all´impazzata non appena ci vede, mentre poco dopo, quasi al tramonto ne scorgiamo due, che rimangono tranquille vicine ad un albero non lontane da noi.
Arriviamo a Sesriem, la località turistica più famosa della Namibia. Mi sconvolge pensare che Sesriem è solo un campeggio con 20 alberi distanziati di circa 70 metri l´uno dall´altro e sotto ognuno di questi ci può stare una sola tenda (o per dirla meglio ogni albero corrisponde ad una piazzola!). Alla faccia del turismo di massa!

Non montiamo la tenda perchè non l´abbiamo e mangiamo una bella scatoletta di schifosissimi fagioli (mangeremo sempre così!) direttamente dalla scatola, avevamo la pasta ma senza fornello non si può cuocere. Ci aspetta la prima vera notte africana all´aperto. Montiamo il telescopio e fino all´alba fotografiamo il cielo australe (la Via Lattea è meglio che in Cile, è impressionante, la Croce del Sud è luminosissima ed è affiancata dal Sacco di Carbone, una zona oscura di polveri e gas, che la fa risaltare maggiormente). Per nostra fortuna c´è anche una cometa molto luminosa nel cielo australe, facciamo anche quella.

Dopo l´alba ci distendiamo in macchina e dormiamo scomodissimi per un paio d´ore.
Ci alziamo e andiamo a fare un giro nelle immediate vicinanze di Sesriem, in un Canyon lì vicino. Poi verso le 12 ci decidiamo finalmente di andare verso le dune rosse di Sossousvlei (c´è solo una strada che porta là ed è quella che parte dal nostro campeggio) per arrivarci dobbiamo fare 70 km di strada normale e 10 km di pista sabbiosa. In quest'ultimo tratto guido io, non mi sono mai divertito tanto a guidare! La macchina, potentissima, si insabbiava e si liberava, sbandava e si riprendeva, purtroppo arriviamo troppo presto, avrei continuato per ore.

Sossosvlei è un lago in mezzo al deserto, circondato da dune di un rosso incredibile stagliate contro il cielo azzurrissimo e interrotte di tanto in tanto dal verde di qualche albero. Ci fermiamo e mangiamo un po'. Poi gironzoliamo nei dintorni.

Vediamo un serpente, che supponiamo velenosissimo, e insetti delle dimensioni di un topo.

Poi prendiamo il sentiero per andare a Deadvlei, un lago prosciugato sfondo per decine di film e spot pubblicitari. Camminiamo un po´ nella sabbia, però fa troppo caldo e decidiamo di desistere, torneremo domattina all´alba con il fresco.

Rientriamo al camping per il tramonto e prepariamo la macchina per dormire. Alle tre sveglia, altre foto astronomiche e partenza alle 5 di nuovo per sossoslvlei. Rifaccio il percorso nella sabbia dando un passaggio a due ragazzi che avevano una berlina e non potevano certo arrivare fin là in macchina.

L´alba è incredibile, la luce radente crea delle ombre sulle dune che sembrano dipinte da un pennello. Rimaniamo incantati di fronte a tanto spettacolo.

Poi andiamo alla Deadvlei. Quando arriviamo ci si presenta davanti l'immagine di un lago prosciugato bianco in mezzo alle dune rosse con in mezzo tanti alberi morti. Ci finisco 2 rullini. Si alza però il vento... la tempesta di sabbia! Il paesaggio è surreale.

Alle 11 ripartiamo, ripassiamo da Sesriem e ci dirigiamo verso Windhoek. Passiamo per una strada secondaria che sale sull´altopiano. Se possibile è più solitaria della precedente. Arrivati a Windhoeck visitiamo un parco lì vicino, è tardi ma vediamo ugualmente un babbuino, degli gnù, un animale strano che sembrava una volpe, e un branco di zebre.

La sera troviamo posto in un lodge vicino all´aereoporto. Quando sto per andare a letto alzo la coperta e trovo un bello scarafaggione proprio sul cuscino! Che schifo! Però ho troppo sonno, ributto la coperta sopra lo scarafaggio e mi distendo sopra.

La mattina sveglia alle 4 e via a prendere l´aereo per Johannesburg e poi per Harare, capitale dello Zimbabwe (ci siamo dovuti passare perchè non c´era un posto libero sul volo per Lusaka). All´aereoporto fanno bella mostra di sè le foto del presidente Mugabe, che l´anno prima ha fatto ammazzare un bel po´ di bianchi perchè erano ricchi e lo contrastavano, ne sono rimasti proprio pochi.

Harare è una città caotica e popolata da neri e solo neri! Non sono abituato a vedere intorno a me solo persone di colore, mi sento un po´ a disagio.

La mattina dopo sveglia nuovamente alle 4 perchè abbiamo l´aereo per Lusaka, capitale dello Zambia. Mentre siamo in attesa dell´imbarco l´altoparlante dice che Luciano Sabatini (mio padre) deve presentarsi alla polizia doganale! Lui quasi sviene. Per fortuna volevano solo sapere cos´era quel tubo (il telescopio) che si vedeva nella valigia con i raggi x.

Attendiamo l´aereo e penso che deve essere quasi vuoto visto che siamo solo in dieci passeggeri. Non è vuoto, è un aereo minuscolo! È un bimotore made in Cecoslovacchia (!), compagnia Air Zambesi! Fortuna passiamo anche questa

e dopo 2 ore di volo tranquillissimo e a bassa quota atterriamo a Lusaka. È il 21 Giugno, non c´è una nuvola e mancano 4 ore alla tanto attesa eclisse totale di sole.

Il governo dello Zambia ha organizzato un campo a 300 metri dall´aereoporto, è presente il presidente dello Zambia e a guardia dei nostri strumenti c´è l´esercito, armato di mitra e fucili.

Senza capire ogni tanto vediamo passare e dirigersi all´aeroporto dei camion pieni di persone pigiate all´inverosimile, cantanti e festanti. Dove andranno così contenti? Più tardi scopriremo che andavano a vedere atterrare e partire gli aerei e facevano la hola ad ogni decollo e atterraggio!

Mi stupisce la cordialità dei locali, mentre trasporto con fatica le valige e l´attrezzatura sul carrello nell´erba, più volte vengo aiutato in maniera disinteressata dalle persone che mi passano accanto. È una cosa che mi fa piacere e che non succederebbe mai in Italia.

Ci sistemiamo e finalmente inizia la fase parziale dell´eclisse, è la mia seconda esclissi totale. Inizia a calare la temperatura e la luce pian piano si affievolisce. Quando la luna ha coperto più del 95% del sole i colori si fanno assurdi, di tonalità violacea. Al 99% della fase le circa 3000 persone iniziano ad urlare e a fremere.

Non è possibile descrivere cosa succede da lì in poi. È già possibile vedere senza filtro e senza fastidio il sole che si riduce ad una falce minuscola che si rimpicciolisce a vista d´occhio, l´ombra della luna sulla terra corre verso di noi. Ci sta per investire. In un secondo la falce minuscola di sole scompare, l´ombra ci avvolge e si fa buio, compaiono le stelle e il sole è ridotto ad un cerchio nero circondato dalla corona e da rosse lingue di fuoco. All´orizzonte, a 360 gradi, il cielo è rossastro e più che si sale più è nero. È un crepuscolo a 360 gradi.

Per capire l´agitazione vi dico che ho fatto le riprese con la telecamera digitale spenta (non ho guardato del mirino) e ho scattato 20 fotografie con il tappo sull´obiettivo (fotuna avevamo 4 macchine fotografiche e due telecamere). Ed era la mia seconda eclisse totale!

Poi d´improvviso dopo tre minuti e mezzo di questo scenario un raggio di sole sbuca dal cerchio nero, esattamente dalla parte opposta da dove era scomparso. È il momento più bello, sembra un ritorno alla vita, in attesa della prossima eclisse!

Nota: Questo viaggio è stato molto proficuo dal punto di vista fotografico-astronomico. Le foto dell´Eclisse e della Cometa sono state pubblicate su tutte e tre le riviste di astronomia presenti all´epoca nel mercato italiano (Astronomia, Coelum e Nuovo Orione).

Atterriamo a Windhoek, capitale della Namibia alle 12 e prendiamo la macchina. All´autonoleggio hanno fatto però i furbi, abbiamo prenotato un fuoristrada fornito di tenda, sacco a pelo, fornelli ecc e ce lo danno senza nulla. Pace, non abbiamo voglia di discutere, dormiremo invece che in tenda in macchina! Faremo due notti in hotel e due in macchina (là dove non c´era l´hotel). Questo primo giorno è stato un po´ turbolento...

Usciamo dall´aeroporto e siamo salutati da un branco di 200 babbuini che ci guardano dal bordo della strada e fuggono impauriti quando ci fermiamo per vederli meglio.

Andiamo a far spesa nella capitale e subito via a Swakopmund sulla Skeleton coast, 350 km di paesaggio bellissimo, tipica vegetazione africana a perdita d´occhio, vista fino a quel momento solo nei film, termitai altri 3 metri, di tutto un po´. Il nostro primo tramonto africano ci fa scordare in un colpo la fatica del viaggio.

Arriviamo e scegliamo un hotel, gestito da tedeschi, probabilmente ex nazisti fuggiti dopo la guerra, tutto là dentro è impeccabile non pare neppure Africa!
La mattina sveglia alle sei, prima dell´alba, indescrivibile, e via verso la Welviskia drive, il paesaggio è desertico ma dove passa un po´ d´acqua esplode la vegetazione, passiamo accanto a dei licheni che innaffiati dovrebbero fiorire istantaneamente, ci proviamo ma non succede nulla. Passiamo dalla valle della Luna fino a raggiungere la grossa Welviskia che dà il nome alla strada, una pianta preistorica che vive solo là nata più di 1500 anni fa. Sembra in effetti una pianta contemporanea ai dinosauri tanto è strana.

Sulla via del ritorno il nostro potente mezzo (davvero potente!) tira fuori dalla sabbia un furgoncino di una coppia di Sudafricani (che avrebbero fatto se non fossimo passati di lì? Mi sa che ci stanno ancora ringraziando).

Ritorniamo sulla costa verso Walvis Bay, le dune finiscono nell´oceano, il paesaggio è molto suggestivo, gente fa snowboard sulle dune, altri si gettano con il parapendio, altri con le moto da sabbia. Proseguiamo fino ad arrivare alla laguna di Walvis Bay dove migliaia di fenicotteri rosa e bianchi pasteggiano tranquillamente ad alghe e molluschi. Dopo un bel po´ di foto ci avviamo verso l´interno, verso Sesriem, nel bel mezzo del Namib desert.

La strada si farà sterrata e così rimarrà sempre per i successivi mille km fatti, da lì fino alla fine del viaggio.
Il paesaggio cambia, siamo nella savana, la monotonia di un distesa infinita pianeggiante di erba alta e gialla è interrotta da qualche albero sparso, e poi all´orizzonte ogni tanto compare un monte solitario, lontanissimo.

Improvvisamente avvistiamo degli struzzi, ci vedono e fuggono rapidissimimante, sono 5 e corrono in fila indiana a circa 20 metri l´uno dall´altro. Immagine indimenticabile.

Continuiamo in questo paesaggio infinito per un paio d´ore, poi arrivano improvvisi i monti e il paesaggio cambia, sembra di essere nella preistoria, da 4 ore viaggiamo in macchina e da Walvis Bay non abbiamo trovato nessuno, penso a cosa succederebbe se la macchina si rompesse. Un branco di circa 300 antilopi fugge all´impazzata non appena ci vede, mentre poco dopo, quasi al tramonto ne scorgiamo due, che rimangono tranquille vicine ad un albero non lontane da noi.
Arriviamo a Sesriem, la località turistica più famosa della Namibia. Mi sconvolge pensare che Sesriem è solo un campeggio con 20 alberi distanziati di circa 70 metri l´uno dall´altro e sotto ognuno di questi ci può stare una sola tenda (o per dirla meglio ogni albero corrisponde ad una piazzola!). Alla faccia del turismo di massa!

Non montiamo la tenda perchè non l´abbiamo e mangiamo una bella scatoletta di schifosissimi fagioli (mangeremo sempre così!) direttamente dalla scatola, avevamo la pasta ma senza fornello non si può cuocere. Ci aspetta la prima vera notte africana all´aperto. Montiamo il telescopio e fino all´alba fotografiamo il cielo australe (la Via Lattea è meglio che in Cile, è impressionante, la Croce del Sud è luminosissima ed è affiancata dal Sacco di Carbone, una zona oscura di polveri e gas, che la fa risaltare maggiormente). Per nostra fortuna c´è anche una cometa molto luminosa nel cielo australe, facciamo anche quella.

Dopo l´alba ci distendiamo in macchina e dormiamo scomodissimi per un paio d´ore.
Ci alziamo e andiamo a fare un giro nelle immediate vicinanze di Sesriem, in un Canyon lì vicino. Poi verso le 12 ci decidiamo finalmente di andare verso le dune rosse di Sossousvlei (c´è solo una strada che porta là ed è quella che parte dal nostro campeggio) per arrivarci dobbiamo fare 70 km di strada normale e 10 km di pista sabbiosa. In quest'ultimo tratto guido io, non mi sono mai divertito tanto a guidare! La macchina, potentissima, si insabbiava e si liberava, sbandava e si riprendeva, purtroppo arriviamo troppo presto, avrei continuato per ore.

Sossosvlei è un lago in mezzo al deserto, circondato da dune di un rosso incredibile stagliate contro il cielo azzurrissimo e interrotte di tanto in tanto dal verde di qualche albero. Ci fermiamo e mangiamo un po'. Poi gironzoliamo nei dintorni.

Vediamo un serpente, che supponiamo velenosissimo, e insetti delle dimensioni di un topo.

Poi prendiamo il sentiero per andare a Deadvlei, un lago prosciugato sfondo per decine di film e spot pubblicitari. Camminiamo un po´ nella sabbia, però fa troppo caldo e decidiamo di desistere, torneremo domattina all´alba con il fresco.

Rientriamo al camping per il tramonto e prepariamo la macchina per dormire. Alle tre sveglia, altre foto astronomiche e partenza alle 5 di nuovo per sossoslvlei. Rifaccio il percorso nella sabbia dando un passaggio a due ragazzi che avevano una berlina e non potevano certo arrivare fin là in macchina.

L´alba è incredibile, la luce radente crea delle ombre sulle dune che sembrano dipinte da un pennello. Rimaniamo incantati di fronte a tanto spettacolo.

Poi andiamo alla Deadvlei. Quando arriviamo ci si presenta davanti l'immagine di un lago prosciugato bianco in mezzo alle dune rosse con in mezzo tanti alberi morti. Ci finisco 2 rullini. Si alza però il vento... la tempesta di sabbia! Il paesaggio è surreale.

Alle 11 ripartiamo, ripassiamo da Sesriem e ci dirigiamo verso Windhoek. Passiamo per una strada secondaria che sale sull´altopiano. Se possibile è più solitaria della precedente. Arrivati a Windhoeck visitiamo un parco lì vicino, è tardi ma vediamo ugualmente un babbuino, degli gnù, un animale strano che sembrava una volpe, e un branco di zebre.

La sera troviamo posto in un lodge vicino all´aereoporto. Quando sto per andare a letto alzo la coperta e trovo un bello scarafaggione proprio sul cuscino! Che schifo! Però ho troppo sonno, ributto la coperta sopra lo scarafaggio e mi distendo sopra.

La mattina sveglia alle 4 e via a prendere l´aereo per Johannesburg e poi per Harare, capitale dello Zimbabwe (ci siamo dovuti passare perchè non c´era un posto libero sul volo per Lusaka). All´aereoporto fanno bella mostra di sè le foto del presidente Mugabe, che l´anno prima ha fatto ammazzare un bel po´ di bianchi perchè erano ricchi e lo contrastavano, ne sono rimasti proprio pochi.

Harare è una città caotica e popolata da neri e solo neri! Non sono abituato a vedere intorno a me solo persone di colore, mi sento un po´ a disagio.

La mattina dopo sveglia nuovamente alle 4 perchè abbiamo l´aereo per Lusaka, capitale dello Zambia. Mentre siamo in attesa dell´imbarco l´altoparlante dice che Luciano Sabatini (mio padre) deve presentarsi alla polizia doganale! Lui quasi sviene. Per fortuna volevano solo sapere cos´era quel tubo (il telescopio) che si vedeva nella valigia con i raggi x.

Attendiamo l´aereo e penso che deve essere quasi vuoto visto che siamo solo in dieci passeggeri. Non è vuoto, è un aereo minuscolo! È un bimotore made in Cecoslovacchia (!), compagnia Air Zambesi! Fortuna passiamo anche questa

e dopo 2 ore di volo tranquillissimo e a bassa quota atterriamo a Lusaka. È il 21 Giugno, non c´è una nuvola e mancano 4 ore alla tanto attesa eclisse totale di sole.

Il governo dello Zambia ha organizzato un campo a 300 metri dall´aereoporto, è presente il presidente dello Zambia e a guardia dei nostri strumenti c´è l´esercito, armato di mitra e fucili.

Senza capire ogni tanto vediamo passare e dirigersi all´aeroporto dei camion pieni di persone pigiate all´inverosimile, cantanti e festanti. Dove andranno così contenti? Più tardi scopriremo che andavano a vedere atterrare e partire gli aerei e facevano la hola ad ogni decollo e atterraggio!

Mi stupisce la cordialità dei locali, mentre trasporto con fatica le valige e l´attrezzatura sul carrello nell´erba, più volte vengo aiutato in maniera disinteressata dalle persone che mi passano accanto. È una cosa che mi fa piacere e che non succederebbe mai in Italia.

Ci sistemiamo e finalmente inizia la fase parziale dell´eclisse, è la mia seconda esclissi totale. Inizia a calare la temperatura e la luce pian piano si affievolisce. Quando la luna ha coperto più del 95% del sole i colori si fanno assurdi, di tonalità violacea. Al 99% della fase le circa 3000 persone iniziano ad urlare e a fremere.

Non è possibile descrivere cosa succede da lì in poi. È già possibile vedere senza filtro e senza fastidio il sole che si riduce ad una falce minuscola che si rimpicciolisce a vista d´occhio, l´ombra della luna sulla terra corre verso di noi. Ci sta per investire. In un secondo la falce minuscola di sole scompare, l´ombra ci avvolge e si fa buio, compaiono le stelle e il sole è ridotto ad un cerchio nero circondato dalla corona e da rosse lingue di fuoco. All´orizzonte, a 360 gradi, il cielo è rossastro e più che si sale più è nero. È un crepuscolo a 360 gradi.

Per capire l´agitazione vi dico che ho fatto le riprese con la telecamera digitale spenta (non ho guardato del mirino) e ho scattato 20 fotografie con il tappo sull´obiettivo (fotuna avevamo 4 macchine fotografiche e due telecamere). Ed era la mia seconda eclisse totale!

Poi d´improvviso dopo tre minuti e mezzo di questo scenario un raggio di sole sbuca dal cerchio nero, esattamente dalla parte opposta da dove era scomparso. È il momento più bello, sembra un ritorno alla vita, in attesa della prossima eclisse!

Nota: Questo viaggio è stato molto proficuo dal punto di vista fotografico-astronomico. Le foto dell´Eclisse e della Cometa sono state pubblicate su tutte e tre le riviste di astronomia presenti all´epoca nel mercato italiano (Astronomia, Coelum e Nuovo Orione).

Atterriamo a Windhoek, capitale della Namibia alle 12 e prendiamo la macchina. All´autonoleggio hanno fatto però i furbi, abbiamo prenotato un fuoristrada fornito di tenda, sacco a pelo, fornelli ecc e ce lo danno senza nulla. Pace, non abbiamo voglia di discutere, dormiremo invece che in tenda in macchina! Faremo due notti in hotel e due in macchina (là dove non c´era l´hotel). Questo primo giorno è stato un po´ turbolento...

Usciamo dall´aeroporto e siamo salutati da un branco di 200 babbuini che ci guardano dal bordo della strada e fuggono impauriti quando ci fermiamo per vederli meglio.

Andiamo a far spesa nella capitale e subito via a Swakopmund sulla Skeleton coast, 350 km di paesaggio bellissimo, tipica vegetazione africana a perdita d´occhio, vista fino a quel momento solo nei film, termitai altri 3 metri, di tutto un po´. Il nostro primo tramonto africano ci fa scordare in un colpo la fatica del viaggio.

Arriviamo e scegliamo un hotel, gestito da tedeschi, probabilmente ex nazisti fuggiti dopo la guerra, tutto là dentro è impeccabile non pare neppure Africa!
La mattina sveglia alle sei, prima dell´alba, indescrivibile, e via verso la Welviskia drive, il paesaggio è desertico ma dove passa un po´ d´acqua esplode la vegetazione, passiamo accanto a dei licheni che innaffiati dovrebbero fiorire istantaneamente, ci proviamo ma non succede nulla. Passiamo dalla valle della Luna fino a raggiungere la grossa Welviskia che dà il nome alla strada, una pianta preistorica che vive solo là nata più di 1500 anni fa. Sembra in effetti una pianta contemporanea ai dinosauri tanto è strana.

Sulla via del ritorno il nostro potente mezzo (davvero potente!) tira fuori dalla sabbia un furgoncino di una coppia di Sudafricani (che avrebbero fatto se non fossimo passati di lì? Mi sa che ci stanno ancora ringraziando).

Ritorniamo sulla costa verso Walvis Bay, le dune finiscono nell´oceano, il paesaggio è molto suggestivo, gente fa snowboard sulle dune, altri si gettano con il parapendio, altri con le moto da sabbia. Proseguiamo fino ad arrivare alla laguna di Walvis Bay dove migliaia di fenicotteri rosa e bianchi pasteggiano tranquillamente ad alghe e molluschi. Dopo un bel po´ di foto ci avviamo verso l´interno, verso Sesriem, nel bel mezzo del Namib desert.

La strada si farà sterrata e così rimarrà sempre per i successivi mille km fatti, da lì fino alla fine del viaggio.
Il paesaggio cambia, siamo nella savana, la monotonia di un distesa infinita pianeggiante di erba alta e gialla è interrotta da qualche albero sparso, e poi all´orizzonte ogni tanto compare un monte solitario, lontanissimo.

Improvvisamente avvistiamo degli struzzi, ci vedono e fuggono rapidissimimante, sono 5 e corrono in fila indiana a circa 20 metri l´uno dall´altro. Immagine indimenticabile.

Continuiamo in questo paesaggio infinito per un paio d´ore, poi arrivano improvvisi i monti e il paesaggio cambia, sembra di essere nella preistoria, da 4 ore viaggiamo in macchina e da Walvis Bay non abbiamo trovato nessuno, penso a cosa succederebbe se la macchina si rompesse. Un branco di circa 300 antilopi fugge all´impazzata non appena ci vede, mentre poco dopo, quasi al tramonto ne scorgiamo due, che rimangono tranquille vicine ad un albero non lontane da noi.
Arriviamo a Sesriem, la località turistica più famosa della Namibia. Mi sconvolge pensare che Sesriem è solo un campeggio con 20 alberi distanziati di circa 70 metri l´uno dall´altro e sotto ognuno di questi ci può stare una sola tenda (o per dirla meglio ogni albero corrisponde ad una piazzola!). Alla faccia del turismo di massa!

Non montiamo la tenda perchè non l´abbiamo e mangiamo una bella scatoletta di schifosissimi fagioli (mangeremo sempre così!) direttamente dalla scatola, avevamo la pasta ma senza fornello non si può cuocere. Ci aspetta la prima vera notte africana all´aperto. Montiamo il telescopio e fino all´alba fotografiamo il cielo australe (la Via Lattea è meglio che in Cile, è impressionante, la Croce del Sud è luminosissima ed è affiancata dal Sacco di Carbone, una zona oscura di polveri e gas, che la fa risaltare maggiormente). Per nostra fortuna c´è anche una cometa molto luminosa nel cielo australe, facciamo anche quella.

Dopo l´alba ci distendiamo in macchina e dormiamo scomodissimi per un paio d´ore.
Ci alziamo e andiamo a fare un giro nelle immediate vicinanze di Sesriem, in un Canyon lì vicino. Poi verso le 12 ci decidiamo finalmente di andare verso le dune rosse di Sossousvlei (c´è solo una strada che porta là ed è quella che parte dal nostro campeggio) per arrivarci dobbiamo fare 70 km di strada normale e 10 km di pista sabbiosa. In quest'ultimo tratto guido io, non mi sono mai divertito tanto a guidare! La macchina, potentissima, si insabbiava e si liberava, sbandava e si riprendeva, purtroppo arriviamo troppo presto, avrei continuato per ore.

Sossosvlei è un lago in mezzo al deserto, circondato da dune di un rosso incredibile stagliate contro il cielo azzurrissimo e interrotte di tanto in tanto dal verde di qualche albero. Ci fermiamo e mangiamo un po'. Poi gironzoliamo nei dintorni.

Vediamo un serpente, che supponiamo velenosissimo, e insetti delle dimensioni di un topo.

Poi prendiamo il sentiero per andare a Deadvlei, un lago prosciugato sfondo per decine di film e spot pubblicitari. Camminiamo un po´ nella sabbia, però fa troppo caldo e decidiamo di desistere, torneremo domattina all´alba con il fresco.

Rientriamo al camping per il tramonto e prepariamo la macchina per dormire. Alle tre sveglia, altre foto astronomiche e partenza alle 5 di nuovo per sossoslvlei. Rifaccio il percorso nella sabbia dando un passaggio a due ragazzi che avevano una berlina e non potevano certo arrivare fin là in macchina.

L´alba è incredibile, la luce radente crea delle ombre sulle dune che sembrano dipinte da un pennello. Rimaniamo incantati di fronte a tanto spettacolo.

Poi andiamo alla Deadvlei. Quando arriviamo ci si presenta davanti l'immagine di un lago prosciugato bianco in mezzo alle dune rosse con in mezzo tanti alberi morti. Ci finisco 2 rullini. Si alza però il vento... la tempesta di sabbia! Il paesaggio è surreale.

Alle 11 ripartiamo, ripassiamo da Sesriem e ci dirigiamo verso Windhoek. Passiamo per una strada secondaria che sale sull´altopiano. Se possibile è più solitaria della precedente. Arrivati a Windhoeck visitiamo un parco lì vicino, è tardi ma vediamo ugualmente un babbuino, degli gnù, un animale strano che sembrava una volpe, e un branco di zebre.

La sera troviamo posto in un lodge vicino all´aereoporto. Quando sto per andare a letto alzo la coperta e trovo un bello scarafaggione proprio sul cuscino! Che schifo! Però ho troppo sonno, ributto la coperta sopra lo scarafaggio e mi distendo sopra.

La mattina sveglia alle 4 e via a prendere l´aereo per Johannesburg e poi per Harare, capitale dello Zimbabwe (ci siamo dovuti passare perchè non c´era un posto libero sul volo per Lusaka). All´aereoporto fanno bella mostra di sè le foto del presidente Mugabe, che l´anno prima ha fatto ammazzare un bel po´ di bianchi perchè erano ricchi e lo contrastavano, ne sono rimasti proprio pochi.

Harare è una città caotica e popolata da neri e solo neri! Non sono abituato a vedere intorno a me solo persone di colore, mi sento un po´ a disagio.

La mattina dopo sveglia nuovamente alle 4 perchè abbiamo l´aereo per Lusaka, capitale dello Zambia. Mentre siamo in attesa dell´imbarco l´altoparlante dice che Luciano Sabatini (mio padre) deve presentarsi alla polizia doganale! Lui quasi sviene. Per fortuna volevano solo sapere cos´era quel tubo (il telescopio) che si vedeva nella valigia con i raggi x.

Attendiamo l´aereo e penso che deve essere quasi vuoto visto che siamo solo in dieci passeggeri. Non è vuoto, è un aereo minuscolo! È un bimotore made in Cecoslovacchia (!), compagnia Air Zambesi! Fortuna passiamo anche questa

e dopo 2 ore di volo tranquillissimo e a bassa quota atterriamo a Lusaka. È il 21 Giugno, non c´è una nuvola e mancano 4 ore alla tanto attesa eclisse totale di sole.

Il governo dello Zambia ha organizzato un campo a 300 metri dall´aereoporto, è presente il presidente dello Zambia e a guardia dei nostri strumenti c´è l´esercito, armato di mitra e fucili.

Senza capire ogni tanto vediamo passare e dirigersi all´aeroporto dei camion pieni di persone pigiate all´inverosimile, cantanti e festanti. Dove andranno così contenti? Più tardi scopriremo che andavano a vedere atterrare e partire gli aerei e facevano la hola ad ogni decollo e atterraggio!

Mi stupisce la cordialità dei locali, mentre trasporto con fatica le valige e l´attrezzatura sul carrello nell´erba, più volte vengo aiutato in maniera disinteressata dalle persone che mi passano accanto. È una cosa che mi fa piacere e che non succederebbe mai in Italia.

Ci sistemiamo e finalmente inizia la fase parziale dell´eclisse, è la mia seconda esclissi totale. Inizia a calare la temperatura e la luce pian piano si affievolisce. Quando la luna ha coperto più del 95% del sole i colori si fanno assurdi, di tonalità violacea. Al 99% della fase le circa 3000 persone iniziano ad urlare e a fremere.

Non è possibile descrivere cosa succede da lì in poi. È già possibile vedere senza filtro e senza fastidio il sole che si riduce ad una falce minuscola che si rimpicciolisce a vista d´occhio, l´ombra della luna sulla terra corre verso di noi. Ci sta per investire. In un secondo la falce minuscola di sole scompare, l´ombra ci avvolge e si fa buio, compaiono le stelle e il sole è ridotto ad un cerchio nero circondato dalla corona e da rosse lingue di fuoco. All´orizzonte, a 360 gradi, il cielo è rossastro e più che si sale più è nero. È un crepuscolo a 360 gradi.

Per capire l´agitazione vi dico che ho fatto le riprese con la telecamera digitale spenta (non ho guardato del mirino) e ho scattato 20 fotografie con il tappo sull´obiettivo (fotuna avevamo 4 macchine fotografiche e due telecamere). Ed era la mia seconda eclisse totale!

Poi d´improvviso dopo tre minuti e mezzo di questo scenario un raggio di sole sbuca dal cerchio nero, esattamente dalla parte opposta da dove era scomparso. È il momento più bello, sembra un ritorno alla vita, in attesa della prossima eclisse!

Nota: Questo viaggio è stato molto proficuo dal punto di vista fotografico-astronomico. Le foto dell´Eclisse e della Cometa sono state pubblicate su tutte e tre le riviste di astronomia presenti all´epoca nel mercato italiano (Astronomia, Coelum e Nuovo Orione).

Atterriamo a Windhoek, capitale della Namibia alle 12 e prendiamo la macchina. All´autonoleggio hanno fatto però i furbi, abbiamo prenotato un fuoristrada fornito di tenda, sacco a pelo, fornelli ecc e ce lo danno senza nulla. Pace, non abbiamo voglia di discutere, dormiremo invece che in tenda in macchina! Faremo due notti in hotel e due in macchina (là dove non c´era l´hotel). Questo primo giorno è stato un po´ turbolento...

Usciamo dall´aeroporto e siamo salutati da un branco di 200 babbuini che ci guardano dal bordo della strada e fuggono impauriti quando ci fermiamo per vederli meglio.

Andiamo a far spesa nella capitale e subito via a Swakopmund sulla Skeleton coast, 350 km di paesaggio bellissimo, tipica vegetazione africana a perdita d´occhio, vista fino a quel momento solo nei film, termitai altri 3 metri, di tutto un po´. Il nostro primo tramonto africano ci fa scordare in un colpo la fatica del viaggio.

Arriviamo e scegliamo un hotel, gestito da tedeschi, probabilmente ex nazisti fuggiti dopo la guerra, tutto là dentro è impeccabile non pare neppure Africa!
La mattina sveglia alle sei, prima dell´alba, indescrivibile, e via verso la Welviskia drive, il paesaggio è desertico ma dove passa un po´ d´acqua esplode la vegetazione, passiamo accanto a dei licheni che innaffiati dovrebbero fiorire istantaneamente, ci proviamo ma non succede nulla. Passiamo dalla valle della Luna fino a raggiungere la grossa Welviskia che dà il nome alla strada, una pianta preistorica che vive solo là nata più di 1500 anni fa. Sembra in effetti una pianta contemporanea ai dinosauri tanto è strana.

Sulla via del ritorno il nostro potente mezzo (davvero potente!) tira fuori dalla sabbia un furgoncino di una coppia di Sudafricani (che avrebbero fatto se non fossimo passati di lì? Mi sa che ci stanno ancora ringraziando).

Ritorniamo sulla costa verso Walvis Bay, le dune finiscono nell´oceano, il paesaggio è molto suggestivo, gente fa snowboard sulle dune, altri si gettano con il parapendio, altri con le moto da sabbia. Proseguiamo fino ad arrivare alla laguna di Walvis Bay dove migliaia di fenicotteri rosa e bianchi pasteggiano tranquillamente ad alghe e molluschi. Dopo un bel po´ di foto ci avviamo verso l´interno, verso Sesriem, nel bel mezzo del Namib desert.

La strada si farà sterrata e così rimarrà sempre per i successivi mille km fatti, da lì fino alla fine del viaggio.
Il paesaggio cambia, siamo nella savana, la monotonia di un distesa infinita pianeggiante di erba alta e gialla è interrotta da qualche albero sparso, e poi all´orizzonte ogni tanto compare un monte solitario, lontanissimo.

Improvvisamente avvistiamo degli struzzi, ci vedono e fuggono rapidissimimante, sono 5 e corrono in fila indiana a circa 20 metri l´uno dall´altro. Immagine indimenticabile.

Continuiamo in questo paesaggio infinito per un paio d´ore, poi arrivano improvvisi i monti e il paesaggio cambia, sembra di essere nella preistoria, da 4 ore viaggiamo in macchina e da Walvis Bay non abbiamo trovato nessuno, penso a cosa succederebbe se la macchina si rompesse. Un branco di circa 300 antilopi fugge all´impazzata non appena ci vede, mentre poco dopo, quasi al tramonto ne scorgiamo due, che rimangono tranquille vicine ad un albero non lontane da noi.
Arriviamo a Sesriem, la località turistica più famosa della Namibia. Mi sconvolge pensare che Sesriem è solo un campeggio con 20 alberi distanziati di circa 70 metri l´uno dall´altro e sotto ognuno di questi ci può stare una sola tenda (o per dirla meglio ogni albero corrisponde ad una piazzola!). Alla faccia del turismo di massa!

Non montiamo la tenda perchè non l´abbiamo e mangiamo una bella scatoletta di schifosissimi fagioli (mangeremo sempre così!) direttamente dalla scatola, avevamo la pasta ma senza fornello non si può cuocere. Ci aspetta la prima vera notte africana all´aperto. Montiamo il telescopio e fino all´alba fotografiamo il cielo australe (la Via Lattea è meglio che in Cile, è impressionante, la Croce del Sud è luminosissima ed è affiancata dal Sacco di Carbone, una zona oscura di polveri e gas, che la fa risaltare maggiormente). Per nostra fortuna c´è anche una cometa molto luminosa nel cielo australe, facciamo anche quella.

Dopo l´alba ci distendiamo in macchina e dormiamo scomodissimi per un paio d´ore.
Ci alziamo e andiamo a fare un giro nelle immediate vicinanze di Sesriem, in un Canyon lì vicino. Poi verso le 12 ci decidiamo finalmente di andare verso le dune rosse di Sossousvlei (c´è solo una strada che porta là ed è quella che parte dal nostro campeggio) per arrivarci dobbiamo fare 70 km di strada normale e 10 km di pista sabbiosa. In quest'ultimo tratto guido io, non mi sono mai divertito tanto a guidare! La macchina, potentissima, si insabbiava e si liberava, sbandava e si riprendeva, purtroppo arriviamo troppo presto, avrei continuato per ore.

Sossosvlei è un lago in mezzo al deserto, circondato da dune di un rosso incredibile stagliate contro il cielo azzurrissimo e interrotte di tanto in tanto dal verde di qualche albero. Ci fermiamo e mangiamo un po'. Poi gironzoliamo nei dintorni.

Vediamo un serpente, che supponiamo velenosissimo, e insetti delle dimensioni di un topo.

Poi prendiamo il sentiero per andare a Deadvlei, un lago prosciugato sfondo per decine di film e spot pubblicitari. Camminiamo un po´ nella sabbia, però fa troppo caldo e decidiamo di desistere, torneremo domattina all´alba con il fresco.

Rientriamo al camping per il tramonto e prepariamo la macchina per dormire. Alle tre sveglia, altre foto astronomiche e partenza alle 5 di nuovo per sossoslvlei. Rifaccio il percorso nella sabbia dando un passaggio a due ragazzi che avevano una berlina e non potevano certo arrivare fin là in macchina.

L´alba è incredibile, la luce radente crea delle ombre sulle dune che sembrano dipinte da un pennello. Rimaniamo incantati di fronte a tanto spettacolo.

Poi andiamo alla Deadvlei. Quando arriviamo ci si presenta davanti l'immagine di un lago prosciugato bianco in mezzo alle dune rosse con in mezzo tanti alberi morti. Ci finisco 2 rullini. Si alza però il vento... la tempesta di sabbia! Il paesaggio è surreale.

Alle 11 ripartiamo, ripassiamo da Sesriem e ci dirigiamo verso Windhoek. Passiamo per una strada secondaria che sale sull´altopiano. Se possibile è più solitaria della precedente. Arrivati a Windhoeck visitiamo un parco lì vicino, è tardi ma vediamo ugualmente un babbuino, degli gnù, un animale strano che sembrava una volpe, e un branco di zebre.

La sera troviamo posto in un lodge vicino all´aereoporto. Quando sto per andare a letto alzo la coperta e trovo un bello scarafaggione proprio sul cuscino! Che schifo! Però ho troppo sonno, ributto la coperta sopra lo scarafaggio e mi distendo sopra.

La mattina sveglia alle 4 e via a prendere l´aereo per Johannesburg e poi per Harare, capitale dello Zimbabwe (ci siamo dovuti passare perchè non c´era un posto libero sul volo per Lusaka). All´aereoporto fanno bella mostra di sè le foto del presidente Mugabe, che l´anno prima ha fatto ammazzare un bel po´ di bianchi perchè erano ricchi e lo contrastavano, ne sono rimasti proprio pochi.

Harare è una città caotica e popolata da neri e solo neri! Non sono abituato a vedere intorno a me solo persone di colore, mi sento un po´ a disagio.

La mattina dopo sveglia nuovamente alle 4 perchè abbiamo l´aereo per Lusaka, capitale dello Zambia. Mentre siamo in attesa dell´imbarco l´altoparlante dice che Luciano Sabatini (mio padre) deve presentarsi alla polizia doganale! Lui quasi sviene. Per fortuna volevano solo sapere cos´era quel tubo (il telescopio) che si vedeva nella valigia con i raggi x.

Attendiamo l´aereo e penso che deve essere quasi vuoto visto che siamo solo in dieci passeggeri. Non è vuoto, è un aereo minuscolo! È un bimotore made in Cecoslovacchia (!), compagnia Air Zambesi! Fortuna passiamo anche questa

e dopo 2 ore di volo tranquillissimo e a bassa quota atterriamo a Lusaka. È il 21 Giugno, non c´è una nuvola e mancano 4 ore alla tanto attesa eclisse totale di sole.

Il governo dello Zambia ha organizzato un campo a 300 metri dall´aereoporto, è presente il presidente dello Zambia e a guardia dei nostri strumenti c´è l´esercito, armato di mitra e fucili.

Senza capire ogni tanto vediamo passare e dirigersi all´aeroporto dei camion pieni di persone pigiate all´inverosimile, cantanti e festanti. Dove andranno così contenti? Più tardi scopriremo che andavano a vedere atterrare e partire gli aerei e facevano la hola ad ogni decollo e atterraggio!

Mi stupisce la cordialità dei locali, mentre trasporto con fatica le valige e l´attrezzatura sul carrello nell´erba, più volte vengo aiutato in maniera disinteressata dalle persone che mi passano accanto. È una cosa che mi fa piacere e che non succederebbe mai in Italia.

Ci sistemiamo e finalmente inizia la fase parziale dell´eclisse, è la mia seconda esclissi totale. Inizia a calare la temperatura e la luce pian piano si affievolisce. Quando la luna ha coperto più del 95% del sole i colori si fanno assurdi, di tonalità violacea. Al 99% della fase le circa 3000 persone iniziano ad urlare e a fremere.

Non è possibile descrivere cosa succede da lì in poi. È già possibile vedere senza filtro e senza fastidio il sole che si riduce ad una falce minuscola che si rimpicciolisce a vista d´occhio, l´ombra della luna sulla terra corre verso di noi. Ci sta per investire. In un secondo la falce minuscola di sole scompare, l´ombra ci avvolge e si fa buio, compaiono le stelle e il sole è ridotto ad un cerchio nero circondato dalla corona e da rosse lingue di fuoco. All´orizzonte, a 360 gradi, il cielo è rossastro e più che si sale più è nero. È un crepuscolo a 360 gradi.

Per capire l´agitazione vi dico che ho fatto le riprese con la telecamera digitale spenta (non ho guardato del mirino) e ho scattato 20 fotografie con il tappo sull´obiettivo (fotuna avevamo 4 macchine fotografiche e due telecamere). Ed era la mia seconda eclisse totale!

Poi d´improvviso dopo tre minuti e mezzo di questo scenario un raggio di sole sbuca dal cerchio nero, esattamente dalla parte opposta da dove era scomparso. È il momento più bello, sembra un ritorno alla vita, in attesa della prossima eclisse!

Nota: Questo viaggio è stato molto proficuo dal punto di vista fotografico-astronomico. Le foto dell´Eclisse e della Cometa sono state pubblicate su tutte e tre le riviste di astronomia presenti all´epoca nel mercato italiano (Astronomia, Coelum e Nuovo Orione).

Atterriamo a Windhoek, capitale della Namibia alle 12 e prendiamo la macchina. All´autonoleggio hanno fatto però i furbi, abbiamo prenotato un fuoristrada fornito di tenda, sacco a pelo, fornelli ecc e ce lo danno senza nulla. Pace, non abbiamo voglia di discutere, dormiremo invece che in tenda in macchina! Faremo due notti in hotel e due in macchina (là dove non c´era l´hotel). Questo primo giorno è stato un po´ turbolento...

Usciamo dall´aeroporto e siamo salutati da un branco di 200 babbuini che ci guardano dal bordo della strada e fuggono impauriti quando ci fermiamo per vederli meglio.

Andiamo a far spesa nella capitale e subito via a Swakopmund sulla Skeleton coast, 350 km di paesaggio bellissimo, tipica vegetazione africana a perdita d´occhio, vista fino a quel momento solo nei film, termitai altri 3 metri, di tutto un po´. Il nostro primo tramonto africano ci fa scordare in un colpo la fatica del viaggio.

Arriviamo e scegliamo un hotel, gestito da tedeschi, probabilmente ex nazisti fuggiti dopo la guerra, tutto là dentro è impeccabile non pare neppure Africa!
La mattina sveglia alle sei, prima dell´alba, indescrivibile, e via verso la Welviskia drive, il paesaggio è desertico ma dove passa un po´ d´acqua esplode la vegetazione, passiamo accanto a dei licheni che innaffiati dovrebbero fiorire istantaneamente, ci proviamo ma non succede nulla. Passiamo dalla valle della Luna fino a raggiungere la grossa Welviskia che dà il nome alla strada, una pianta preistorica che vive solo là nata più di 1500 anni fa. Sembra in effetti una pianta contemporanea ai dinosauri tanto è strana.

Sulla via del ritorno il nostro potente mezzo (davvero potente!) tira fuori dalla sabbia un furgoncino di una coppia di Sudafricani (che avrebbero fatto se non fossimo passati di lì? Mi sa che ci stanno ancora ringraziando).

Ritorniamo sulla costa verso Walvis Bay, le dune finiscono nell´oceano, il paesaggio è molto suggestivo, gente fa snowboard sulle dune, altri si gettano con il parapendio, altri con le moto da sabbia. Proseguiamo fino ad arrivare alla laguna di Walvis Bay dove migliaia di fenicotteri rosa e bianchi pasteggiano tranquillamente ad alghe e molluschi. Dopo un bel po´ di foto ci avviamo verso l´interno, verso Sesriem, nel bel mezzo del Namib desert.

La strada si farà sterrata e così rimarrà sempre per i successivi mille km fatti, da lì fino alla fine del viaggio.
Il paesaggio cambia, siamo nella savana, la monotonia di un distesa infinita pianeggiante di erba alta e gialla è interrotta da qualche albero sparso, e poi all´orizzonte ogni tanto compare un monte solitario, lontanissimo.

Improvvisamente avvistiamo degli struzzi, ci vedono e fuggono rapidissimimante, sono 5 e corrono in fila indiana a circa 20 metri l´uno dall´altro. Immagine indimenticabile.

Continuiamo in questo paesaggio infinito per un paio d´ore, poi arrivano improvvisi i monti e il paesaggio cambia, sembra di essere nella preistoria, da 4 ore viaggiamo in macchina e da Walvis Bay non abbiamo trovato nessuno, penso a cosa succederebbe se la macchina si rompesse. Un branco di circa 300 antilopi fugge all´impazzata non appena ci vede, mentre poco dopo, quasi al tramonto ne scorgiamo due, che rimangono tranquille vicine ad un albero non lontane da noi.
Arriviamo a Sesriem, la località turistica più famosa della Namibia. Mi sconvolge pensare che Sesriem è solo un campeggio con 20 alberi distanziati di circa 70 metri l´uno dall´altro e sotto ognuno di questi ci può stare una sola tenda (o per dirla meglio ogni albero corrisponde ad una piazzola!). Alla faccia del turismo di massa!

Non montiamo la tenda perchè non l´abbiamo e mangiamo una bella scatoletta di schifosissimi fagioli (mangeremo sempre così!) direttamente dalla scatola, avevamo la pasta ma senza fornello non si può cuocere. Ci aspetta la prima vera notte africana all´aperto. Montiamo il telescopio e fino all´alba fotografiamo il cielo australe (la Via Lattea è meglio che in Cile, è impressionante, la Croce del Sud è luminosissima ed è affiancata dal Sacco di Carbone, una zona oscura di polveri e gas, che la fa risaltare maggiormente). Per nostra fortuna c´è anche una cometa molto luminosa nel cielo australe, facciamo anche quella.

Dopo l´alba ci distendiamo in macchina e dormiamo scomodissimi per un paio d´ore.
Ci alziamo e andiamo a fare un giro nelle immediate vicinanze di Sesriem, in un Canyon lì vicino. Poi verso le 12 ci decidiamo finalmente di andare verso le dune rosse di Sossousvlei (c´è solo una strada che porta là ed è quella che parte dal nostro campeggio) per arrivarci dobbiamo fare 70 km di strada normale e 10 km di pista sabbiosa. In quest'ultimo tratto guido io, non mi sono mai divertito tanto a guidare! La macchina, potentissima, si insabbiava e si liberava, sbandava e si riprendeva, purtroppo arriviamo troppo presto, avrei continuato per ore.

Sossosvlei è un lago in mezzo al deserto, circondato da dune di un rosso incredibile stagliate contro il cielo azzurrissimo e interrotte di tanto in tanto dal verde di qualche albero. Ci fermiamo e mangiamo un po'. Poi gironzoliamo nei dintorni.

Vediamo un serpente, che supponiamo velenosissimo, e insetti delle dimensioni di un topo.

Poi prendiamo il sentiero per andare a Deadvlei, un lago prosciugato sfondo per decine di film e spot pubblicitari. Camminiamo un po´ nella sabbia, però fa troppo caldo e decidiamo di desistere, torneremo domattina all´alba con il fresco.

Rientriamo al camping per il tramonto e prepariamo la macchina per dormire. Alle tre sveglia, altre foto astronomiche e partenza alle 5 di nuovo per sossoslvlei. Rifaccio il percorso nella sabbia dando un passaggio a due ragazzi che avevano una berlina e non potevano certo arrivare fin là in macchina.

L´alba è incredibile, la luce radente crea delle ombre sulle dune che sembrano dipinte da un pennello. Rimaniamo incantati di fronte a tanto spettacolo.

Poi andiamo alla Deadvlei. Quando arriviamo ci si presenta davanti l'immagine di un lago prosciugato bianco in mezzo alle dune rosse con in mezzo tanti alberi morti. Ci finisco 2 rullini. Si alza però il vento... la tempesta di sabbia! Il paesaggio è surreale.

Alle 11 ripartiamo, ripassiamo da Sesriem e ci dirigiamo verso Windhoek. Passiamo per una strada secondaria che sale sull´altopiano. Se possibile è più solitaria della precedente. Arrivati a Windhoeck visitiamo un parco lì vicino, è tardi ma vediamo ugualmente un babbuino, degli gnù, un animale strano che sembrava una volpe, e un branco di zebre.

La sera troviamo posto in un lodge vicino all´aereoporto. Quando sto per andare a letto alzo la coperta e trovo un bello scarafaggione proprio sul cuscino! Che schifo! Però ho troppo sonno, ributto la coperta sopra lo scarafaggio e mi distendo sopra.
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Commenti

Emiliano
Livello 2    
Un vero paradiso per gli amanti d'avventura. E chi dice Vacanze a Namibia dice l'Etosha Parc e le cascate Vittoria; vi raccomando anche viagginamibia.com per avere più informazione e itinerari sul paese ;)
graziella  bello
Livello 1    
grazie x le belle foto. Un sorriso
alessandro blando
Livello 1    
Ciao Andrea, sono incuriosito dall'arte scultoria africana e in special modo, dalle sculture in legno di tipo minimalismo (moderno) prodotte dalle tribu' dei makonde. Sapresti dirmi se hai avuto modo di visitare questa zona.... vedi tutto
eli zazza
Livello 1    
ciao, per la zambia... mi dareste info su abbigliamento, insetti, malattie? sandali comodi da camminata o scarpe chiuse? sono in panico! grazie!!
olivera ristic
Livello 1    
Be Andrea ti credo quando dici intensa esperienza!! Io mi trovo in Sud Africa e un paio di mesi fa ho visitato la Namibia!!Ma anche tu hai avuto inpresione che razismo in africa tra colonisti e africani non e cambiata ne... vedi tutto anche un po!!!???
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paesionline.live è una testata giornalistica iscritta al Tribunale di Velletri al N. 1674 / 2018 | Direttore responsabile Filippo Massimo

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