Isole Covid-free in Italia, l’idea antivirus greca arriva anche da noi
‘Liberi dal Covid 19’, è o non è un miraggio a cui tutti aspiriamo?
Il ‘Covid free’ sarà il tormentone dell’estate 2021 soprattutto in vista della ripartenza del turismo, settore che tanto ha patito a causa della pandemia. E allora perché non pensare alle isole libere dal virus e dal male?
A dirla tutta l’idea non è nostra ma della Grecia che già da qualche mese ha iniziato a immunizzare a tappeto la popolazione residente nelle sue isole-gioiello prese d’assalto dal turismo internazionale. Perché non farlo anche noi? L’Italia vanta luoghi incantevoli circondati dal mare dove, almeno concettualmente, l’arrivo dell’epidemia può essere considerato off limits. Dopo qualche tentennamento iniziale (soprattutto politico) il progetto è partito anche da noi grazie alla spinta dell’Associazione Nazionale Comuni Isole Minori (ANCIM) che ha pianificato la vaccinazione di massa per migliaia di residenti dislocati nei comuni isolani della propria rete.
Ad oggi sono numerose le isole italiane che hanno completato – o stanno completando – il piano vaccinale aspirando al certificato di isola ‘covid free’, e sono sparse su tutta la penisola: dalla Campania alla Toscana, dalla Sicilia alla Sardegna. Scopriamone insieme alcune.
Le isole covid free in Campania, è di Procida il primato nazionale
È la Campania ad essere stata la prima regione ad avviare il piano delle isole covid free a discapito della campagna vaccinale nazionale che, fino a poco tempo fa, dava priorità alle fasce d’età da mettere in sicurezza (vedi l’acceso confronto tra il Governatore De Luca e il commissario all’emergenza Figliuolo con il primo a spuntarla). Procida è stata la prima isola covid free italiana - seguita a ruota da Capri e da Ischia - con l’obiettivo di rilanciare il turismo nello splendido Golfo di Napoli.
Un doppio e prezioso primato se si considera che Procida è stata anche nominata Capitale della Cultura 2022: quattro chilometri di bellezza in una tavolozza di colori location di famosi film come ‘Il Postino’ e ‘Il talento di Mr Ripley’. Dalle incantevoli casette colorate sulla baia della Chiaia a Marina Corricella, il pittoresco villaggio di pescatori costruito nella roccia con il lungomare in cui enormi pile di reti da pesca si alternano a ristorantini tipici dove gustare un buon piatto di pesce con vista.
Nel punto più alto dell’isola si trova la cittadella fortificata di Terra Murata e il Palazzo d’Avalos, costruito nel Cinquecento e un tempo usato come carcere; e poi Marina Chiaiolella, il porto turistico con in fondo i faraglioni, e la spiaggia più bella di Procida, quella del Pozzo Vecchio.
Procida è raggiungibile via mare sia da Napoli, dai porti di Calata di Massa e Molo Beverello, sia da Pozzuoli che da Ischia.
Ponza e Ventotene, anche le isole pontine sono a prova di virus
Anche le sorelle pontine hanno completato l’immunizzazione dei residenti e quindi anche il Lazio può vantare le sue isole covid free. Da sempre meta prediletta per un weekend fuori porta dalla Capitale, l’arcipelago laziale vanta degli scorci naturali tutti da scoprire come le incantevoli spiagge di Ponza: Cala Fonte, Chiaia di Luna, Cala Feola, le spiagge di Frontone e delle grotte di Pilato quelle più belle da non perdere. E poi c’è la chicca della baia delle piscine naturali (vicino al villaggio Le Forna), un piccolo paradiso naturale super consigliato dalle famiglie.
Due sono le cose assolutamente da fare a Ponza: il tour dell’isola in barca per scoprire le calette più nascoste, e dedicarsi allo snorkeling per avventurarsi tra i meravigliosi fondali blu (per i meno esperti ci sono anche centri sportivi attrezzati).
È possibile raggiungere Ponza e Ventotene da Napoli e da Ischia o da Formia e Terracina, sia con traghetti che con aliscafi.
Direzione Puglia, anche le isole Tremiti sono ‘vaccinate’
Anche note come le perle dell’Adriatico, le Tremiti sono un arcipelago composto da sei isole: San Nicola, San Domino, Cretaccio, Caprara, Pianosa e La Vecchia, ma solo le prime due sono abitate. Storicamente luogo di confino qui vi furono deportati oppositori politici di tutti i tipi e in qualsiasi epoca, dal Medioevo al Fascismo. Oggi hanno ben altra reputazione essendo considerate un vero e proprio paradiso subacqueo con oltre cinquanta punti di immersione per andare alla scoperta degli splendidi fondali ricchi di relitti e di specie mediterranee. Da non perdere le escursioni vicino Caprara a Punta Secca, Scoglio del Corvo e Scoglio dell’Elefante dove fare un’immersione da favola.
I traghetti per le isole Tremiti partono da Termoli (Molise), Vasto (Abruzzo), Vieste e Rodi Garganico (Puglia) e arrivano nei due porti di San Nicola e San Domino.
Anche la Toscana ha le sue isole covid free, alla scoperta di Capraia
Dal Giglio all’Elba, le isole toscane possono vantare il patentino di sicurezza contro il virus. Tra le meno conosciute ma meritevole di una vacanza fuori dalla rotta classica c’è l’isola di Capraia, la terza isola più grande dell’arcipelago toscano posizionata nel Canale di Corsica.
Con i suoi trecento abitanti è quella più lontana dalla costa continentale e per questo anche la più selvaggia (ha iniziato ad attirare turisti solo verso la fine degli anni Ottanta). Capraia ha due centri abitati – il nucleo del porto e il borgo più antico a ridosso del forte di San Giorgio – ed è considerata un piccolo ma importante paradiso geologico vista la sua natura da isola vulcanica nata da una doppia eruzione. Il risultato è spettacolare con coste a picco sul mare, rocce erose dal vento e dal mare che testimoniano le stratificazioni laviche susseguitesi nel corso del tempo: vedi la famosa Cala Rossa tra le più belle dell’arcipelago con le sue pareti rocciose che sfumano dal rosso al nero.
L’isola di Capraia si può raggiungere tutto l’anno dal porto di Livorno mentre in estate si aggiungono partenze anche da San Vincenzo e dall’Isola d’Elba.
Poteva mancare la Sardegna? L’isola di San Pietro, l’arcipelago della Maddalena e Sant’Antioco a prova di tampone
E se l’estate scorsa la terra sarda non è stata molto fortunata (etichettata come ‘untrice’ dopo i focolai scoppiati ad agosto in Costa Smeralda) quest’anno ha tutta l’intenzione di rifarsi. Ma se volete boicottare i luoghi troppo modaioli e dirigervi verso destinazioni più selvagge provate con l’isola di San Pietro che insieme alla vicina Sant’Antioco forma l’arcipelago del Sulcis nel sud ovest della Sardegna. Anche qui il contesto naturale è vulcanico con coste alte e frastagliate che scendono a picco sul mare e calette sabbiose protette mentre all’interno, immerso in una fitta macchia mediterranea, c’è Carloforte, unico centro abitato fondato nel 1736.
Se camminando nel paese vi sembrerà di sentire un leggero accento ligure non sorprendetevi: il borgo nasce da una colonia di pescatori liguri e ancora oggi l’influenza si risente nel dialetto e nelle usanze di Carloforte.
Per raggiungere l’isola di San Pietro ci sono collegamenti da Portoscuso (frazione di Portovesme a settanta chilometri da Cagliari) e da Calasetta, sull’isola di Sant’Antioco.
Dulcis in fundo la Sicilia, scacco matto con le Eolie covid free
Ad aprire le danze contro il virus è stata Salina seguita poi da Stromboli, Vulcano, Alicudi, Filicudi, Panarea e Lipari, nel giro di un paio di settimane tutte le isole Eolie sono diventate covid free. Ci hanno messo un po’ di più le Egadi e, a seguire, Lampedusa e Linosa, più lontane e con una popolazione più numerosa.
Salina si trova al centro dell’arcipelago siciliano ed è la seconda per dimensione divisa in tre comuni: Santa Marina, Malfa e Leni. La prima è il porto principale con caffè e negozietti, la seconda è un borgo più esclusivo che ospita strutture di lusso, Leni è sicuramente la zona meno turistica. Anche detta ‘l’isola verde’ per la sua scenografia selvaggia con panorami mozzafiato e coste bellissime, tutto al riparo dalla mondanità (e per questo amata da famiglie e coppie in cerca di tranquillità). Suggestiva la spiaggia nera di Rinella con grotte scavate nella roccia e la baia di Pollara famosa per alcune scene del film ‘Il Postino’: fermatevi qui per un aperitivo al tramonto, vi rimarrà nel cuore.
Perché si chiama Salina? Per via di un laghetto salmastro dal quale veniva estratto il sale. Oggi è più nota per essere terra di malvasia superlativa e capperi di qualità.
È possibile raggiungere Salina sia in traghetto che in aliscafo da Napoli, Milazzo, Messina, Palermo e Reggio Calabria.
