Firenze città d'arte
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Introduzione
Le Tappe del Viaggio
La città è piena di turisti da ogni parte e l’impatto è davvero forte, nel vedere tutti questi monumenti di grande storia e bellezza architettonica concentrati in poche centinaia di metri! Iniziamo a visitare il Campanile di Giotto, disegnato dallo stesso nel 1334 e completato dai successori nel 1359, ventidue anni dopo la sua morte. Saliamo i suoi 410 interminabili gradini resi ancora più faticosi dall’afa di oggi. Dalla sommità alta 85 metri si ammira uno splendido panorama di quasi tutta Firenze: bellissima la vista sul Duomo e della mastodontica cupola del Brunelleschi (alta appena sei metri di più), anche se purtroppo le sbarre danno un senso di prigionia e non permettono di scattare belle foto.
Una volta scesi seguiamo la lunga fila per la visita del Duomo, a fianco al campanile, dove entriamo dopo circa mezzora di attesa. Prima del Duomo di Firenze (o Cattedrale di Santa Maria del Fiore), l’area era occupata dalla chiesa di Santa Reparata, demolita nel 1296 per far posto a questo capolavoro. La costruzione è molto imponente e riflette la volontà fiorentina di primeggiare su tutto. I lavori iniziarono per conto di Arnolfo di Cambio, e vennero completati nel 1436; la sua facciata attuale venne completata però solo nel 1887. L’esterno lascia chi lo osserva estasiato e senza fiato, mentre l’interno è un po’ meno suggestivo. Colpisce in modo particolare l’immensa cupola del Brunelleschi con i dipinti e le decorazioni. Saliamo nuovamente un’interminabile gradinata di ben 463 gradini che compiono il giro a spirale della cupola, da dove si possono prima ammirare gli affreschi del Giudizio Universale del Vasari. Arriviamo alla sommità con altra vista spettacolare della città e finalmente senza inferriate. Da qua si osservano tutte le principali attrazioni che rendono famosa la magnifica Firenze: il campanile di Giotto, il Battistero, la Piazza Signoria e il Palazzo Vecchio, i giardini di Boboli e il Palazzo Pitti, le chiese di Santa Croce e di Santa Maria Novella.
Scesi dal Duomo terminiamo la visita della piazza con il Battistero, risalente al IV – V secolo, una delle costruzioni più antiche della città. Famose le sue porte, in particolare quella est chiamata del Paradiso, realizzate dal Ghiberti per festeggiare la fine della peste in Firenze nel 1401 e che fu scelto dopo un concorso dove parteciparono grandissimi artisti tra cui il Brunelleschi e il Donatello. All’interno ammiriamo i mosaici della magnifica volta del Battistero, che sovrastano il fronte ottagonale ove venne battezzato anche Dante Alighieri.
Sostiamo per il pranzo in un fast food a lato della piazza, dove si vendono panini e trance di pizza. Ne prendiamo qualcuna a caso, condite in maniera assai diverse dalle nostre pizze sarde, e scendiamo al piano di sotto trovando per fortuna un tavolino libero, nonostante l’enorme afflusso di gente dell’ora di punta.
Proseguiamo quindi verso Ponte Vecchio, uno dei simboli della città, caratteristico nelle sue antiche costruzioni divenute oggi preziosi ed importanti negozi di gioielleria. Lo attraversiamo per intero insieme ad una marea di turisti, provenienti dalle parti più disparate del pianeta, ed imbocchiamo la via verso i Giardini di Boboli.
I giardini furono creati per la famiglia Medici, dopo che acquistarono Palazzo Pitti, e fu aperto al pubblico nel 1766. Splendido esempio Rinascimentale, ci si perde dentro nel passeggiare liberamente, mentre ogni luogo dà una sensazione differente, tra cui quella ovvia di fare un profondo tuffo nel passato. Per primo incontriamo l’Anfiteatro, palcoscenico delle prime rappresentazioni d’opera, quindi saliamo per la Fontana di Nettuno del Lorenzi, costruita tra il 1565 e il 1568. Proseguiamo per lo splendido e lungo Vialottone di cipressi, risalenti al 1638, fiancheggiato da statue. Arrivati all’Isolotto, ammiriamo lo spettacolo degli uccelli e anatre che popolano il piccolo laghetto, le statue di contadini che circondano il giardino cinto da un fossato, nonché qualche gatto ruffiano che pare mettersi in posa apposta per farsi fotografare. Al centro troviamo infine la Fontana dell’Oceano (1576) del Gianbologna. Risalendo per il viale alberato giungiamo dapprima in un parco, quindi al Museo delle Porcellane, ormai chiuso visto il tardo orario. Il Forte Belvedere è chiuso per lavori, quindi scendiamo per il Kaffeehaus, un padiglione in stile Rococò costruito nel 1776 da Zanobbi del Rosso; di fronte si trova la Fontana di Ganimede. Infine giungiamo alla Grotta del Buon Talenti del 1583, dove troviamo il calco dei Prigioni di Michelangelo, Paride con Elena di Troia di Vincenzo de Rossi, e una fontana con Venere del Gianbologna. Verso l’uscita dei giardini incrociamo la Fontana di Bacco del 1560, copia dell’originale di Valerio Cioli, che ritrae Pietro Barbino, il nano di corte di Cosimo I, nelle sembianze di Bacco dio del vino che cavalca una tartaruga.
Usciamo dai giardini e rientriamo all’ostello a piedi camminando per un’altra oretta, stanchissimi dopo il lunghissimo giro, le scalinate dei monumenti e le salite e le discese del parco, ma allietati nell’ammirare il bel verde che caratterizza e colora questa città.
28/04/2001 - Visita al Palazzo Pitti; Piazza Signoria: visita agli Uffizi.
Torniamo al Palazzo Pitti, all’entrata dei Giardini di Boboli, che ieri per problemi di tempo non siamo riusciti a visitare. Il palazzo fu costruito per il banchiere Luca Pitti, probabilmente su progetto del Brunelleschi, e venne iniziato nel 1458 ca. Dopo il fallimento del banchiere, i lavori furono sospesi e ripresi un secolo dopo: da allora divenne residenza dei Medici e di tutti i governatori. Nel XVII secolo fu aggiunta la Galleria Palatina, con pareti affrescate, opere barocche e rinascimentali sistemate per volere dei medici stessi per le sensazioni che suscitavano. Stupende e affascinanti le sale di Saturno, Giove, Marte, Apollo e Venere dove si trova la magnifica “Venere Italica del Canava”, commissionata da Napoleone per sostituire la Venere Medici degli Uffizi che doveva essere portata a Parigi. Si distinguono poi alcuni dipinti del Viziano come La Bella e La Maddalena, e di Raffaello per La Velata. Durante la visita si nota lo sfarzo, il lusso e la ricchezza in cui viveva questa famiglia. Ogni stanza è di un colore differente: rossa, verde, gialla, bianca, etc. Molto bella la sala dei pappagalli con pareti ricoperte da tappezzeria rossa e disegnata di uccelli.
Terminata la visita prendiamo la strada verso Piazza Signoria, dove arriviamo all’ora di pranzo. Sostiamo a consumare un pasto veloce e verso le 15:00 proviamo raggiungere gli Uffizi, sperando di non trovare una lunghissima fila. In effetti da fuori non appare poi tanta, ma presto ci rendiamo conto che la parte più lunga prosegue dentro! Impieghiamo più di un’ora prima di iniziare ufficialmente la visita alla Galleria, sicuramente una delle mete più ambite e frequentate dai turisti che vengono qui ad ammirare le straordinarie opere d’arte. Fu costruita su progetto del Vasari per gli “Uffizi” delle magistrature delle nuove amministrazioni di Cosimo I. Dal 1581 gli eredi di Cosimo I, in particolare Francesco I, utilizzarono lo spazio per esporre quadri della collezione di famiglia. I suoi discendenti continuarono ad aggiungere le opere fino a quando, nel 1737, Anna Maria Luisa ultima dei Medici la donò al popolo fiorentino.
Visitare gli Uffizi è fare un vero e proprio viaggio nell’arte e nel passato misto tra fantasia e realtà; i quadri sono lì e parlano da soli mentre si osservano: ognuno ha una storia diversa e un proprio significato in cui è piacevole perdersi nell’immaginazione. E’ nell’immensa sala 10-14 che Botticcelli scocca la sua freccia e Stefania rimane innamorata e colpita dai suoi affreschi. Si incontrano uno dietro l’altro i maggiori pittori di tutti i tempi: Piero della Francesca, Michelangelo, Tiziano, Giotto, Filippo Lippi, Leonardo da Vinci. Suggestiva è poi la tribuna ottagonale con soffitto in madreperla, disegnata dal Buontalenti per consentire a Francesco I di esporre le opere della collezione. Bellissima e senza parole è la Venere d’Urbino di Tiziano del 1538. Le sale di Rubens, Remembrandt e del Caravaggio purtroppo in questi giorni sono chiuse al pubblico. Rimaniamo diverse ore a visitare la galleria, per poi finalmente desistere e poter rientrare, ormai sera tardi, al nostro ostello per riposare.
Usciamo verso le 21:00 con Davide e Ignazio, che praticamente sono sempre tutto il giorno all’I.L.P., per andare a cenare in una trattoria. Ne scegliamo una tra le tante in una piazzetta che incontriamo, salendo la via principale di Raffaele Sanzio. E’ molto caratteristica e con un ottimo rapporto qualità prezzo. Scelgo una enorme porzione di penne alla boscaiola, ricoperte da uno squisito sugo talmente complesso da non saper riconoscere neanche tutti gli ingredienti!
Terminata la visita, proseguiamo verso la piazza della Chiesa di Santa Croce (1294), basilica gotica dove si trovano le tombe degli uomini più illustri dei secoli scorsi. La visita all’interno chiude all’ora di pranzo e riapre alle 15:00, così sostiamo in un bar della piazza (dai prezzi carissimi!) per un pasto veloce. Verso le 15:00 comincia a riunirsi un folto gruppo di turisti sulle scalinate della chiesa, ma riusciamo ad entrare subito all’apertura delle porte. L’interno è ricco di affreschi dipinti nelle varie cappelle, come quelli di Giotto nella Cappella Bardi che traggono scene di vita di San Francesco, il crocifisso di Donatello e l’affresco di Gaddi nella Cappella Baroncelli. Si trovano inoltre la tomba di Michelangelo (disegnata dal Vasari), il cenofilo dedicato a Dante (che morì a Ravenna nel 1321), la tomba del Machiavelli sepolto nel 1527, quella di Leonardo Bruno e Galileo Galilei. Proseguiamo con la visita al Chiostro alla Cappella de’ Pazzi del Brunelleschi del 1430, che rappresenta il primo esempio rinascimentale italiano, semplice ma molto bello, per concludere con il museo dove si trova il Crocefisso del Cimabue. Santa Croce è un piacevole luogo di pace dove si respira un’aria di tranquillità che giova l’anima, una vera e propria musica di serenità che incita a rimanere tutto il giorno.
Rientriamo all’ostello abbastanza presto e decidiamo di sfruttare queste ultime ore di luce prendendo l’auto e uscendo nei dintorni raggiungendo Fiesole, una località molto turistica a qualche chilometro da Firenze. La strada alberata che vi arriva è molto bella e sale su per un colle dove sorge la cittadina. Parcheggiamo l’auto e camminiamo a piedi, raggiungendo un grande spiazzo panoramico dal quale si può ammirare una spettacolare vista di Firenze da togliere il fiato! Si scorge il Duomo e qualche monumento principale, ma soprattutto colpisce il verde della meravigliosa e rilassante campagna toscana. Proseguiamo salendo ancora più su fino ad arrivare ad una chiesetta immersa in un bel parco, per poi scendere facendo una passeggiata nel parco e tornare al centro. Purtroppo il Duomo e l’anfiteatro sono già chiusi per l’orario. Comincia a scurire e così, prima di buio, torniamo al nostro ostello.
L’ultima notte qui a Firenze andiamo a cena in un locale praticamente a fianco all’ostello, carino e caratteristico. E’ una sorta di ristorante pizzeria, con un ambiente suggestivo all’interno che evoca la foresta, con tanto di simulazione di cascate ed animali. Si mangia davvero bene, come del resto dappertutto in questa città!
Dopo il Bargello raggiungiamo la vicina Piazza della Signoria, per entrare in un altro dei monumenti simbolo di Firenze: il Palazzo Vecchio. Fu progettato da Arnolfo di Cambio e completato nel 1322, quando venne innalzata la campana sulla cima della torre. Nel 1540 Cosimo I si trasferì qui con la sua famiglia e gran parte dell’interno fu ristrutturato dal Vasari, il quale progettò anche il cortile Fu anche sede del Parlamento italiano dal 1865 al 1871. Sulla destra un’ampia scalinata porta al gran salone del 1500, decorato da statue e giganteschi affreschi: qui si incontravano i capi della Repubblica Fiorentina. Proseguendo si trovano altre stanze, come quella di Eleonora de Toledo, del Papa Leone X, il quartiere degli elementi con allegorie di terra, acqua, fuoco, aria a opera del Vasari; poi ancora il salone dei Gigli, che sono l’emblema di Firenze. Infine si sale all’ultimo piano, all’aperto, dove è possibile ammirare la splendida Piazza della Signoria nella sua interezza.
Prima di andare via è doveroso un ultimo giro in Piazza Duomo, dove veniamo catturati da due artisti che convincono me e Davide a fare un bel ritratto. In pochi minuti siamo immortalati in una curiosa e buffa caricatura: un interessante ricordo da portare a casa!
Il pomeriggio chiudiamo le valigie e lasciamo la città dirigendoci verso Livorno, dove attendiamo l’imbarco al porto per il traghetto della Moby Lines verso Olbia. La partenza è puntuale e la prima cosa che si nota sulla nave è la differenza abissale delle cabine rispetto a quelle delle vecchie navi della Tirrenia: la quadrupla è grande e spaziosa, con la moquette in terra, la radio sul tavolo, i servizi puliti all’interno della cabina, con letti comodi e belle rifiniture. E la differenza di prezzo non è neanche tanta!
Termina così il nostro viaggio volto alla bellissima Firenze, una città che parla da sola, così ricca di cultura ed arte che spingono a chi la osserva a voler sapere e scoprire sempre di più sulla sua storia segnata da grandissimi poeti, pittori e scultori: geni dell’arte che qui hanno saputo esprimere il meglio, e donare la propria preziosissima arte al popolo fiorentino e italiano
Una volta a Firenze, seguiamo le indicazioni per raggiungere lo Youth Hostel in via Raffaele Sanzio, un ostello trovato in internet e prenotato tramite fax. Ci viene assegnata una stanza pulita e confortevole, all’interno di una struttura dove stanno eseguendo dei lavori in corso di completamento all’ingresso. La camera è più che discreta per trattarsi di un alloggio di questo tipo. I servizi sono puliti e nuovi, all’esterno della camera ma condivisi solo con un’altra stanza del piano.
Lasciamo i bagagli e Davide e Ignazio, che devono andare all’ I.L.P. (Italian Lan Party, una mega manifestazione dove si incontrano gli incalliti giocatori di PC, che portano il proprio computer e lo collegano agli altri, creando una gigantesca rete per giocare ai giochi di ultima generazione del momento, quali Couner Strike, Quake 3 Arena e Unreal Tournament), accompagnano me e Ste in centro.
Scendiamo nei pressi della chiesa di Santa Maria Novella, che raggiungiamo dopo dieci minuti di camminata. La chiesa gotica fu edificata tra il 1279 e il 1357 dai frati domenicani, e la facciata venne rifatta dall’Alberti, di fronte ad un piccolo verde ritrovo con splendida fontana. Non entriamo dentro, anche se è un vero peccato, dal momento che vi si trovano opere molto importanti come la Cappella Strozzi, con gli affreschi di Nardo Di Cione, la Cappella Tornabuoni col famoso ciclo di affreschi del Ghirlandaio, la Cappella di Filippo Strozzi con gli affreschi di Filippino Lippi e il Cappellone degli spagnoli.
Sostiamo sulla piazza principale scattando qualche foto nei pressi della bella fontana, e proseguiamo la piacevole passeggiata per le vie di Firenze, fino a tornare all’appuntamento con Davide e Ignazio.
La città è piena di turisti da ogni parte e l’impatto è davvero forte, nel vedere tutti questi monumenti di grande storia e bellezza architettonica concentrati in poche centinaia di metri! Iniziamo a visitare il Campanile di Giotto, disegnato dallo stesso nel 1334 e completato dai successori nel 1359, ventidue anni dopo la sua morte. Saliamo i suoi 410 interminabili gradini resi ancora più faticosi dall’afa di oggi. Dalla sommità alta 85 metri si ammira uno splendido panorama di quasi tutta Firenze: bellissima la vista sul Duomo e della mastodontica cupola del Brunelleschi (alta appena sei metri di più), anche se purtroppo le sbarre danno un senso di prigionia e non permettono di scattare belle foto.
Una volta scesi seguiamo la lunga fila per la visita del Duomo, a fianco al campanile, dove entriamo dopo circa mezzora di attesa. Prima del Duomo di Firenze (o Cattedrale di Santa Maria del Fiore), l’area era occupata dalla chiesa di Santa Reparata, demolita nel 1296 per far posto a questo capolavoro. La costruzione è molto imponente e riflette la volontà fiorentina di primeggiare su tutto. I lavori iniziarono per conto di Arnolfo di Cambio, e vennero completati nel 1436; la sua facciata attuale venne completata però solo nel 1887. L’esterno lascia chi lo osserva estasiato e senza fiato, mentre l’interno è un po’ meno suggestivo. Colpisce in modo particolare l’immensa cupola del Brunelleschi con i dipinti e le decorazioni. Saliamo nuovamente un’interminabile gradinata di ben 463 gradini che compiono il giro a spirale della cupola, da dove si possono prima ammirare gli affreschi del Giudizio Universale del Vasari. Arriviamo alla sommità con altra vista spettacolare della città e finalmente senza inferriate. Da qua si osservano tutte le principali attrazioni che rendono famosa la magnifica Firenze: il campanile di Giotto, il Battistero, la Piazza Signoria e il Palazzo Vecchio, i giardini di Boboli e il Palazzo Pitti, le chiese di Santa Croce e di Santa Maria Novella.
Scesi dal Duomo terminiamo la visita della piazza con il Battistero, risalente al IV – V secolo, una delle costruzioni più antiche della città. Famose le sue porte, in particolare quella est chiamata del Paradiso, realizzate dal Ghiberti per festeggiare la fine della peste in Firenze nel 1401 e che fu scelto dopo un concorso dove parteciparono grandissimi artisti tra cui il Brunelleschi e il Donatello. All’interno ammiriamo i mosaici della magnifica volta del Battistero, che sovrastano il fronte ottagonale ove venne battezzato anche Dante Alighieri.
Sostiamo per il pranzo in un fast food a lato della piazza, dove si vendono panini e trance di pizza. Ne prendiamo qualcuna a caso, condite in maniera assai diverse dalle nostre pizze sarde, e scendiamo al piano di sotto trovando per fortuna un tavolino libero, nonostante l’enorme afflusso di gente dell’ora di punta.
Proseguiamo quindi verso Ponte Vecchio, uno dei simboli della città, caratteristico nelle sue antiche costruzioni divenute oggi preziosi ed importanti negozi di gioielleria. Lo attraversiamo per intero insieme ad una marea di turisti, provenienti dalle parti più disparate del pianeta, ed imbocchiamo la via verso i Giardini di Boboli.
I giardini furono creati per la famiglia Medici, dopo che acquistarono Palazzo Pitti, e fu aperto al pubblico nel 1766. Splendido esempio Rinascimentale, ci si perde dentro nel passeggiare liberamente, mentre ogni luogo dà una sensazione differente, tra cui quella ovvia di fare un profondo tuffo nel passato. Per primo incontriamo l’Anfiteatro, palcoscenico delle prime rappresentazioni d’opera, quindi saliamo per la Fontana di Nettuno del Lorenzi, costruita tra il 1565 e il 1568. Proseguiamo per lo splendido e lungo Vialottone di cipressi, risalenti al 1638, fiancheggiato da statue. Arrivati all’Isolotto, ammiriamo lo spettacolo degli uccelli e anatre che popolano il piccolo laghetto, le statue di contadini che circondano il giardino cinto da un fossato, nonché qualche gatto ruffiano che pare mettersi in posa apposta per farsi fotografare. Al centro troviamo infine la Fontana dell’Oceano (1576) del Gianbologna. Risalendo per il viale alberato giungiamo dapprima in un parco, quindi al Museo delle Porcellane, ormai chiuso visto il tardo orario. Il Forte Belvedere è chiuso per lavori, quindi scendiamo per il Kaffeehaus, un padiglione in stile Rococò costruito nel 1776 da Zanobbi del Rosso; di fronte si trova la Fontana di Ganimede. Infine giungiamo alla Grotta del Buon Talenti del 1583, dove troviamo il calco dei Prigioni di Michelangelo, Paride con Elena di Troia di Vincenzo de Rossi, e una fontana con Venere del Gianbologna. Verso l’uscita dei giardini incrociamo la Fontana di Bacco del 1560, copia dell’originale di Valerio Cioli, che ritrae Pietro Barbino, il nano di corte di Cosimo I, nelle sembianze di Bacco dio del vino che cavalca una tartaruga.
Usciamo dai giardini e rientriamo all’ostello a piedi camminando per un’altra oretta, stanchissimi dopo il lunghissimo giro, le scalinate dei monumenti e le salite e le discese del parco, ma allietati nell’ammirare il bel verde che caratterizza e colora questa città.
28/04/2001 - Visita al Palazzo Pitti; Piazza Signoria: visita agli Uffizi.
Torniamo al Palazzo Pitti, all’entrata dei Giardini di Boboli, che ieri per problemi di tempo non siamo riusciti a visitare. Il palazzo fu costruito per il banchiere Luca Pitti, probabilmente su progetto del Brunelleschi, e venne iniziato nel 1458 ca. Dopo il fallimento del banchiere, i lavori furono sospesi e ripresi un secolo dopo: da allora divenne residenza dei Medici e di tutti i governatori. Nel XVII secolo fu aggiunta la Galleria Palatina, con pareti affrescate, opere barocche e rinascimentali sistemate per volere dei medici stessi per le sensazioni che suscitavano. Stupende e affascinanti le sale di Saturno, Giove, Marte, Apollo e Venere dove si trova la magnifica “Venere Italica del Canava”, commissionata da Napoleone per sostituire la Venere Medici degli Uffizi che doveva essere portata a Parigi. Si distinguono poi alcuni dipinti del Viziano come La Bella e La Maddalena, e di Raffaello per La Velata. Durante la visita si nota lo sfarzo, il lusso e la ricchezza in cui viveva questa famiglia. Ogni stanza è di un colore differente: rossa, verde, gialla, bianca, etc. Molto bella la sala dei pappagalli con pareti ricoperte da tappezzeria rossa e disegnata di uccelli.
Terminata la visita prendiamo la strada verso Piazza Signoria, dove arriviamo all’ora di pranzo. Sostiamo a consumare un pasto veloce e verso le 15:00 proviamo raggiungere gli Uffizi, sperando di non trovare una lunghissima fila. In effetti da fuori non appare poi tanta, ma presto ci rendiamo conto che la parte più lunga prosegue dentro! Impieghiamo più di un’ora prima di iniziare ufficialmente la visita alla Galleria, sicuramente una delle mete più ambite e frequentate dai turisti che vengono qui ad ammirare le straordinarie opere d’arte. Fu costruita su progetto del Vasari per gli “Uffizi” delle magistrature delle nuove amministrazioni di Cosimo I. Dal 1581 gli eredi di Cosimo I, in particolare Francesco I, utilizzarono lo spazio per esporre quadri della collezione di famiglia. I suoi discendenti continuarono ad aggiungere le opere fino a quando, nel 1737, Anna Maria Luisa ultima dei Medici la donò al popolo fiorentino.
Visitare gli Uffizi è fare un vero e proprio viaggio nell’arte e nel passato misto tra fantasia e realtà; i quadri sono lì e parlano da soli mentre si osservano: ognuno ha una storia diversa e un proprio significato in cui è piacevole perdersi nell’immaginazione. E’ nell’immensa sala 10-14 che Botticcelli scocca la sua freccia e Stefania rimane innamorata e colpita dai suoi affreschi. Si incontrano uno dietro l’altro i maggiori pittori di tutti i tempi: Piero della Francesca, Michelangelo, Tiziano, Giotto, Filippo Lippi, Leonardo da Vinci. Suggestiva è poi la tribuna ottagonale con soffitto in madreperla, disegnata dal Buontalenti per consentire a Francesco I di esporre le opere della collezione. Bellissima e senza parole è la Venere d’Urbino di Tiziano del 1538. Le sale di Rubens, Remembrandt e del Caravaggio purtroppo in questi giorni sono chiuse al pubblico. Rimaniamo diverse ore a visitare la galleria, per poi finalmente desistere e poter rientrare, ormai sera tardi, al nostro ostello per riposare.
Usciamo verso le 21:00 con Davide e Ignazio, che praticamente sono sempre tutto il giorno all’I.L.P., per andare a cenare in una trattoria. Ne scegliamo una tra le tante in una piazzetta che incontriamo, salendo la via principale di Raffaele Sanzio. E’ molto caratteristica e con un ottimo rapporto qualità prezzo. Scelgo una enorme porzione di penne alla boscaiola, ricoperte da uno squisito sugo talmente complesso da non saper riconoscere neanche tutti gli ingredienti!
Terminata la visita, proseguiamo verso la piazza della Chiesa di Santa Croce (1294), basilica gotica dove si trovano le tombe degli uomini più illustri dei secoli scorsi. La visita all’interno chiude all’ora di pranzo e riapre alle 15:00, così sostiamo in un bar della piazza (dai prezzi carissimi!) per un pasto veloce. Verso le 15:00 comincia a riunirsi un folto gruppo di turisti sulle scalinate della chiesa, ma riusciamo ad entrare subito all’apertura delle porte. L’interno è ricco di affreschi dipinti nelle varie cappelle, come quelli di Giotto nella Cappella Bardi che traggono scene di vita di San Francesco, il crocifisso di Donatello e l’affresco di Gaddi nella Cappella Baroncelli. Si trovano inoltre la tomba di Michelangelo (disegnata dal Vasari), il cenofilo dedicato a Dante (che morì a Ravenna nel 1321), la tomba del Machiavelli sepolto nel 1527, quella di Leonardo Bruno e Galileo Galilei. Proseguiamo con la visita al Chiostro alla Cappella de’ Pazzi del Brunelleschi del 1430, che rappresenta il primo esempio rinascimentale italiano, semplice ma molto bello, per concludere con il museo dove si trova il Crocefisso del Cimabue. Santa Croce è un piacevole luogo di pace dove si respira un’aria di tranquillità che giova l’anima, una vera e propria musica di serenità che incita a rimanere tutto il giorno.
Rientriamo all’ostello abbastanza presto e decidiamo di sfruttare queste ultime ore di luce prendendo l’auto e uscendo nei dintorni raggiungendo Fiesole, una località molto turistica a qualche chilometro da Firenze. La strada alberata che vi arriva è molto bella e sale su per un colle dove sorge la cittadina. Parcheggiamo l’auto e camminiamo a piedi, raggiungendo un grande spiazzo panoramico dal quale si può ammirare una spettacolare vista di Firenze da togliere il fiato! Si scorge il Duomo e qualche monumento principale, ma soprattutto colpisce il verde della meravigliosa e rilassante campagna toscana. Proseguiamo salendo ancora più su fino ad arrivare ad una chiesetta immersa in un bel parco, per poi scendere facendo una passeggiata nel parco e tornare al centro. Purtroppo il Duomo e l’anfiteatro sono già chiusi per l’orario. Comincia a scurire e così, prima di buio, torniamo al nostro ostello.
L’ultima notte qui a Firenze andiamo a cena in un locale praticamente a fianco all’ostello, carino e caratteristico. E’ una sorta di ristorante pizzeria, con un ambiente suggestivo all’interno che evoca la foresta, con tanto di simulazione di cascate ed animali. Si mangia davvero bene, come del resto dappertutto in questa città!
Dopo il Bargello raggiungiamo la vicina Piazza della Signoria, per entrare in un altro dei monumenti simbolo di Firenze: il Palazzo Vecchio. Fu progettato da Arnolfo di Cambio e completato nel 1322, quando venne innalzata la campana sulla cima della torre. Nel 1540 Cosimo I si trasferì qui con la sua famiglia e gran parte dell’interno fu ristrutturato dal Vasari, il quale progettò anche il cortile Fu anche sede del Parlamento italiano dal 1865 al 1871. Sulla destra un’ampia scalinata porta al gran salone del 1500, decorato da statue e giganteschi affreschi: qui si incontravano i capi della Repubblica Fiorentina. Proseguendo si trovano altre stanze, come quella di Eleonora de Toledo, del Papa Leone X, il quartiere degli elementi con allegorie di terra, acqua, fuoco, aria a opera del Vasari; poi ancora il salone dei Gigli, che sono l’emblema di Firenze. Infine si sale all’ultimo piano, all’aperto, dove è possibile ammirare la splendida Piazza della Signoria nella sua interezza.
Prima di andare via è doveroso un ultimo giro in Piazza Duomo, dove veniamo catturati da due artisti che convincono me e Davide a fare un bel ritratto. In pochi minuti siamo immortalati in una curiosa e buffa caricatura: un interessante ricordo da portare a casa!
Il pomeriggio chiudiamo le valigie e lasciamo la città dirigendoci verso Livorno, dove attendiamo l’imbarco al porto per il traghetto della Moby Lines verso Olbia. La partenza è puntuale e la prima cosa che si nota sulla nave è la differenza abissale delle cabine rispetto a quelle delle vecchie navi della Tirrenia: la quadrupla è grande e spaziosa, con la moquette in terra, la radio sul tavolo, i servizi puliti all’interno della cabina, con letti comodi e belle rifiniture. E la differenza di prezzo non è neanche tanta!
Termina così il nostro viaggio volto alla bellissima Firenze, una città che parla da sola, così ricca di cultura ed arte che spingono a chi la osserva a voler sapere e scoprire sempre di più sulla sua storia segnata da grandissimi poeti, pittori e scultori: geni dell’arte che qui hanno saputo esprimere il meglio, e donare la propria preziosissima arte al popolo fiorentino e italiano
Una volta a Firenze, seguiamo le indicazioni per raggiungere lo Youth Hostel in via Raffaele Sanzio, un ostello trovato in internet e prenotato tramite fax. Ci viene assegnata una stanza pulita e confortevole, all’interno di una struttura dove stanno eseguendo dei lavori in corso di completamento all’ingresso. La camera è più che discreta per trattarsi di un alloggio di questo tipo. I servizi sono puliti e nuovi, all’esterno della camera ma condivisi solo con un’altra stanza del piano.
Lasciamo i bagagli e Davide e Ignazio, che devono andare all’ I.L.P. (Italian Lan Party, una mega manifestazione dove si incontrano gli incalliti giocatori di PC, che portano il proprio computer e lo collegano agli altri, creando una gigantesca rete per giocare ai giochi di ultima generazione del momento, quali Couner Strike, Quake 3 Arena e Unreal Tournament), accompagnano me e Ste in centro.
Scendiamo nei pressi della chiesa di Santa Maria Novella, che raggiungiamo dopo dieci minuti di camminata. La chiesa gotica fu edificata tra il 1279 e il 1357 dai frati domenicani, e la facciata venne rifatta dall’Alberti, di fronte ad un piccolo verde ritrovo con splendida fontana. Non entriamo dentro, anche se è un vero peccato, dal momento che vi si trovano opere molto importanti come la Cappella Strozzi, con gli affreschi di Nardo Di Cione, la Cappella Tornabuoni col famoso ciclo di affreschi del Ghirlandaio, la Cappella di Filippo Strozzi con gli affreschi di Filippino Lippi e il Cappellone degli spagnoli.
Sostiamo sulla piazza principale scattando qualche foto nei pressi della bella fontana, e proseguiamo la piacevole passeggiata per le vie di Firenze, fino a tornare all’appuntamento con Davide e Ignazio.
La città è piena di turisti da ogni parte e l’impatto è davvero forte, nel vedere tutti questi monumenti di grande storia e bellezza architettonica concentrati in poche centinaia di metri! Iniziamo a visitare il Campanile di Giotto, disegnato dallo stesso nel 1334 e completato dai successori nel 1359, ventidue anni dopo la sua morte. Saliamo i suoi 410 interminabili gradini resi ancora più faticosi dall’afa di oggi. Dalla sommità alta 85 metri si ammira uno splendido panorama di quasi tutta Firenze: bellissima la vista sul Duomo e della mastodontica cupola del Brunelleschi (alta appena sei metri di più), anche se purtroppo le sbarre danno un senso di prigionia e non permettono di scattare belle foto.
Una volta scesi seguiamo la lunga fila per la visita del Duomo, a fianco al campanile, dove entriamo dopo circa mezzora di attesa. Prima del Duomo di Firenze (o Cattedrale di Santa Maria del Fiore), l’area era occupata dalla chiesa di Santa Reparata, demolita nel 1296 per far posto a questo capolavoro. La costruzione è molto imponente e riflette la volontà fiorentina di primeggiare su tutto. I lavori iniziarono per conto di Arnolfo di Cambio, e vennero completati nel 1436; la sua facciata attuale venne completata però solo nel 1887. L’esterno lascia chi lo osserva estasiato e senza fiato, mentre l’interno è un po’ meno suggestivo. Colpisce in modo particolare l’immensa cupola del Brunelleschi con i dipinti e le decorazioni. Saliamo nuovamente un’interminabile gradinata di ben 463 gradini che compiono il giro a spirale della cupola, da dove si possono prima ammirare gli affreschi del Giudizio Universale del Vasari. Arriviamo alla sommità con altra vista spettacolare della città e finalmente senza inferriate. Da qua si osservano tutte le principali attrazioni che rendono famosa la magnifica Firenze: il campanile di Giotto, il Battistero, la Piazza Signoria e il Palazzo Vecchio, i giardini di Boboli e il Palazzo Pitti, le chiese di Santa Croce e di Santa Maria Novella.
Scesi dal Duomo terminiamo la visita della piazza con il Battistero, risalente al IV – V secolo, una delle costruzioni più antiche della città. Famose le sue porte, in particolare quella est chiamata del Paradiso, realizzate dal Ghiberti per festeggiare la fine della peste in Firenze nel 1401 e che fu scelto dopo un concorso dove parteciparono grandissimi artisti tra cui il Brunelleschi e il Donatello. All’interno ammiriamo i mosaici della magnifica volta del Battistero, che sovrastano il fronte ottagonale ove venne battezzato anche Dante Alighieri.
Sostiamo per il pranzo in un fast food a lato della piazza, dove si vendono panini e trance di pizza. Ne prendiamo qualcuna a caso, condite in maniera assai diverse dalle nostre pizze sarde, e scendiamo al piano di sotto trovando per fortuna un tavolino libero, nonostante l’enorme afflusso di gente dell’ora di punta.
Proseguiamo quindi verso Ponte Vecchio, uno dei simboli della città, caratteristico nelle sue antiche costruzioni divenute oggi preziosi ed importanti negozi di gioielleria. Lo attraversiamo per intero insieme ad una marea di turisti, provenienti dalle parti più disparate del pianeta, ed imbocchiamo la via verso i Giardini di Boboli.
I giardini furono creati per la famiglia Medici, dopo che acquistarono Palazzo Pitti, e fu aperto al pubblico nel 1766. Splendido esempio Rinascimentale, ci si perde dentro nel passeggiare liberamente, mentre ogni luogo dà una sensazione differente, tra cui quella ovvia di fare un profondo tuffo nel passato. Per primo incontriamo l’Anfiteatro, palcoscenico delle prime rappresentazioni d’opera, quindi saliamo per la Fontana di Nettuno del Lorenzi, costruita tra il 1565 e il 1568. Proseguiamo per lo splendido e lungo Vialottone di cipressi, risalenti al 1638, fiancheggiato da statue. Arrivati all’Isolotto, ammiriamo lo spettacolo degli uccelli e anatre che popolano il piccolo laghetto, le statue di contadini che circondano il giardino cinto da un fossato, nonché qualche gatto ruffiano che pare mettersi in posa apposta per farsi fotografare. Al centro troviamo infine la Fontana dell’Oceano (1576) del Gianbologna. Risalendo per il viale alberato giungiamo dapprima in un parco, quindi al Museo delle Porcellane, ormai chiuso visto il tardo orario. Il Forte Belvedere è chiuso per lavori, quindi scendiamo per il Kaffeehaus, un padiglione in stile Rococò costruito nel 1776 da Zanobbi del Rosso; di fronte si trova la Fontana di Ganimede. Infine giungiamo alla Grotta del Buon Talenti del 1583, dove troviamo il calco dei Prigioni di Michelangelo, Paride con Elena di Troia di Vincenzo de Rossi, e una fontana con Venere del Gianbologna. Verso l’uscita dei giardini incrociamo la Fontana di Bacco del 1560, copia dell’originale di Valerio Cioli, che ritrae Pietro Barbino, il nano di corte di Cosimo I, nelle sembianze di Bacco dio del vino che cavalca una tartaruga.
Usciamo dai giardini e rientriamo all’ostello a piedi camminando per un’altra oretta, stanchissimi dopo il lunghissimo giro, le scalinate dei monumenti e le salite e le discese del parco, ma allietati nell’ammirare il bel verde che caratterizza e colora questa città.
28/04/2001 - Visita al Palazzo Pitti; Piazza Signoria: visita agli Uffizi.
Torniamo al Palazzo Pitti, all’entrata dei Giardini di Boboli, che ieri per problemi di tempo non siamo riusciti a visitare. Il palazzo fu costruito per il banchiere Luca Pitti, probabilmente su progetto del Brunelleschi, e venne iniziato nel 1458 ca. Dopo il fallimento del banchiere, i lavori furono sospesi e ripresi un secolo dopo: da allora divenne residenza dei Medici e di tutti i governatori. Nel XVII secolo fu aggiunta la Galleria Palatina, con pareti affrescate, opere barocche e rinascimentali sistemate per volere dei medici stessi per le sensazioni che suscitavano. Stupende e affascinanti le sale di Saturno, Giove, Marte, Apollo e Venere dove si trova la magnifica “Venere Italica del Canava”, commissionata da Napoleone per sostituire la Venere Medici degli Uffizi che doveva essere portata a Parigi. Si distinguono poi alcuni dipinti del Viziano come La Bella e La Maddalena, e di Raffaello per La Velata. Durante la visita si nota lo sfarzo, il lusso e la ricchezza in cui viveva questa famiglia. Ogni stanza è di un colore differente: rossa, verde, gialla, bianca, etc. Molto bella la sala dei pappagalli con pareti ricoperte da tappezzeria rossa e disegnata di uccelli.
Terminata la visita prendiamo la strada verso Piazza Signoria, dove arriviamo all’ora di pranzo. Sostiamo a consumare un pasto veloce e verso le 15:00 proviamo raggiungere gli Uffizi, sperando di non trovare una lunghissima fila. In effetti da fuori non appare poi tanta, ma presto ci rendiamo conto che la parte più lunga prosegue dentro! Impieghiamo più di un’ora prima di iniziare ufficialmente la visita alla Galleria, sicuramente una delle mete più ambite e frequentate dai turisti che vengono qui ad ammirare le straordinarie opere d’arte. Fu costruita su progetto del Vasari per gli “Uffizi” delle magistrature delle nuove amministrazioni di Cosimo I. Dal 1581 gli eredi di Cosimo I, in particolare Francesco I, utilizzarono lo spazio per esporre quadri della collezione di famiglia. I suoi discendenti continuarono ad aggiungere le opere fino a quando, nel 1737, Anna Maria Luisa ultima dei Medici la donò al popolo fiorentino.
Visitare gli Uffizi è fare un vero e proprio viaggio nell’arte e nel passato misto tra fantasia e realtà; i quadri sono lì e parlano da soli mentre si osservano: ognuno ha una storia diversa e un proprio significato in cui è piacevole perdersi nell’immaginazione. E’ nell’immensa sala 10-14 che Botticcelli scocca la sua freccia e Stefania rimane innamorata e colpita dai suoi affreschi. Si incontrano uno dietro l’altro i maggiori pittori di tutti i tempi: Piero della Francesca, Michelangelo, Tiziano, Giotto, Filippo Lippi, Leonardo da Vinci. Suggestiva è poi la tribuna ottagonale con soffitto in madreperla, disegnata dal Buontalenti per consentire a Francesco I di esporre le opere della collezione. Bellissima e senza parole è la Venere d’Urbino di Tiziano del 1538. Le sale di Rubens, Remembrandt e del Caravaggio purtroppo in questi giorni sono chiuse al pubblico. Rimaniamo diverse ore a visitare la galleria, per poi finalmente desistere e poter rientrare, ormai sera tardi, al nostro ostello per riposare.
Usciamo verso le 21:00 con Davide e Ignazio, che praticamente sono sempre tutto il giorno all’I.L.P., per andare a cenare in una trattoria. Ne scegliamo una tra le tante in una piazzetta che incontriamo, salendo la via principale di Raffaele Sanzio. E’ molto caratteristica e con un ottimo rapporto qualità prezzo. Scelgo una enorme porzione di penne alla boscaiola, ricoperte da uno squisito sugo talmente complesso da non saper riconoscere neanche tutti gli ingredienti!
Terminata la visita, proseguiamo verso la piazza della Chiesa di Santa Croce (1294), basilica gotica dove si trovano le tombe degli uomini più illustri dei secoli scorsi. La visita all’interno chiude all’ora di pranzo e riapre alle 15:00, così sostiamo in un bar della piazza (dai prezzi carissimi!) per un pasto veloce. Verso le 15:00 comincia a riunirsi un folto gruppo di turisti sulle scalinate della chiesa, ma riusciamo ad entrare subito all’apertura delle porte. L’interno è ricco di affreschi dipinti nelle varie cappelle, come quelli di Giotto nella Cappella Bardi che traggono scene di vita di San Francesco, il crocifisso di Donatello e l’affresco di Gaddi nella Cappella Baroncelli. Si trovano inoltre la tomba di Michelangelo (disegnata dal Vasari), il cenofilo dedicato a Dante (che morì a Ravenna nel 1321), la tomba del Machiavelli sepolto nel 1527, quella di Leonardo Bruno e Galileo Galilei. Proseguiamo con la visita al Chiostro alla Cappella de’ Pazzi del Brunelleschi del 1430, che rappresenta il primo esempio rinascimentale italiano, semplice ma molto bello, per concludere con il museo dove si trova il Crocefisso del Cimabue. Santa Croce è un piacevole luogo di pace dove si respira un’aria di tranquillità che giova l’anima, una vera e propria musica di serenità che incita a rimanere tutto il giorno.
Rientriamo all’ostello abbastanza presto e decidiamo di sfruttare queste ultime ore di luce prendendo l’auto e uscendo nei dintorni raggiungendo Fiesole, una località molto turistica a qualche chilometro da Firenze. La strada alberata che vi arriva è molto bella e sale su per un colle dove sorge la cittadina. Parcheggiamo l’auto e camminiamo a piedi, raggiungendo un grande spiazzo panoramico dal quale si può ammirare una spettacolare vista di Firenze da togliere il fiato! Si scorge il Duomo e qualche monumento principale, ma soprattutto colpisce il verde della meravigliosa e rilassante campagna toscana. Proseguiamo salendo ancora più su fino ad arrivare ad una chiesetta immersa in un bel parco, per poi scendere facendo una passeggiata nel parco e tornare al centro. Purtroppo il Duomo e l’anfiteatro sono già chiusi per l’orario. Comincia a scurire e così, prima di buio, torniamo al nostro ostello.
L’ultima notte qui a Firenze andiamo a cena in un locale praticamente a fianco all’ostello, carino e caratteristico. E’ una sorta di ristorante pizzeria, con un ambiente suggestivo all’interno che evoca la foresta, con tanto di simulazione di cascate ed animali. Si mangia davvero bene, come del resto dappertutto in questa città!
Dopo il Bargello raggiungiamo la vicina Piazza della Signoria, per entrare in un altro dei monumenti simbolo di Firenze: il Palazzo Vecchio. Fu progettato da Arnolfo di Cambio e completato nel 1322, quando venne innalzata la campana sulla cima della torre. Nel 1540 Cosimo I si trasferì qui con la sua famiglia e gran parte dell’interno fu ristrutturato dal Vasari, il quale progettò anche il cortile Fu anche sede del Parlamento italiano dal 1865 al 1871. Sulla destra un’ampia scalinata porta al gran salone del 1500, decorato da statue e giganteschi affreschi: qui si incontravano i capi della Repubblica Fiorentina. Proseguendo si trovano altre stanze, come quella di Eleonora de Toledo, del Papa Leone X, il quartiere degli elementi con allegorie di terra, acqua, fuoco, aria a opera del Vasari; poi ancora il salone dei Gigli, che sono l’emblema di Firenze. Infine si sale all’ultimo piano, all’aperto, dove è possibile ammirare la splendida Piazza della Signoria nella sua interezza.
Prima di andare via è doveroso un ultimo giro in Piazza Duomo, dove veniamo catturati da due artisti che convincono me e Davide a fare un bel ritratto. In pochi minuti siamo immortalati in una curiosa e buffa caricatura: un interessante ricordo da portare a casa!
Il pomeriggio chiudiamo le valigie e lasciamo la città dirigendoci verso Livorno, dove attendiamo l’imbarco al porto per il traghetto della Moby Lines verso Olbia. La partenza è puntuale e la prima cosa che si nota sulla nave è la differenza abissale delle cabine rispetto a quelle delle vecchie navi della Tirrenia: la quadrupla è grande e spaziosa, con la moquette in terra, la radio sul tavolo, i servizi puliti all’interno della cabina, con letti comodi e belle rifiniture. E la differenza di prezzo non è neanche tanta!
Termina così il nostro viaggio volto alla bellissima Firenze, una città che parla da sola, così ricca di cultura ed arte che spingono a chi la osserva a voler sapere e scoprire sempre di più sulla sua storia segnata da grandissimi poeti, pittori e scultori: geni dell’arte che qui hanno saputo esprimere il meglio, e donare la propria preziosissima arte al popolo fiorentino e italiano
Una volta a Firenze, seguiamo le indicazioni per raggiungere lo Youth Hostel in via Raffaele Sanzio, un ostello trovato in internet e prenotato tramite fax. Ci viene assegnata una stanza pulita e confortevole, all’interno di una struttura dove stanno eseguendo dei lavori in corso di completamento all’ingresso. La camera è più che discreta per trattarsi di un alloggio di questo tipo. I servizi sono puliti e nuovi, all’esterno della camera ma condivisi solo con un’altra stanza del piano.
Lasciamo i bagagli e Davide e Ignazio, che devono andare all’ I.L.P. (Italian Lan Party, una mega manifestazione dove si incontrano gli incalliti giocatori di PC, che portano il proprio computer e lo collegano agli altri, creando una gigantesca rete per giocare ai giochi di ultima generazione del momento, quali Couner Strike, Quake 3 Arena e Unreal Tournament), accompagnano me e Ste in centro.
Scendiamo nei pressi della chiesa di Santa Maria Novella, che raggiungiamo dopo dieci minuti di camminata. La chiesa gotica fu edificata tra il 1279 e il 1357 dai frati domenicani, e la facciata venne rifatta dall’Alberti, di fronte ad un piccolo verde ritrovo con splendida fontana. Non entriamo dentro, anche se è un vero peccato, dal momento che vi si trovano opere molto importanti come la Cappella Strozzi, con gli affreschi di Nardo Di Cione, la Cappella Tornabuoni col famoso ciclo di affreschi del Ghirlandaio, la Cappella di Filippo Strozzi con gli affreschi di Filippino Lippi e il Cappellone degli spagnoli.
Sostiamo sulla piazza principale scattando qualche foto nei pressi della bella fontana, e proseguiamo la piacevole passeggiata per le vie di Firenze, fino a tornare all’appuntamento con Davide e Ignazio.
La città è piena di turisti da ogni parte e l’impatto è davvero forte, nel vedere tutti questi monumenti di grande storia e bellezza architettonica concentrati in poche centinaia di metri! Iniziamo a visitare il Campanile di Giotto, disegnato dallo stesso nel 1334 e completato dai successori nel 1359, ventidue anni dopo la sua morte. Saliamo i suoi 410 interminabili gradini resi ancora più faticosi dall’afa di oggi. Dalla sommità alta 85 metri si ammira uno splendido panorama di quasi tutta Firenze: bellissima la vista sul Duomo e della mastodontica cupola del Brunelleschi (alta appena sei metri di più), anche se purtroppo le sbarre danno un senso di prigionia e non permettono di scattare belle foto.
Una volta scesi seguiamo la lunga fila per la visita del Duomo, a fianco al campanile, dove entriamo dopo circa mezzora di attesa. Prima del Duomo di Firenze (o Cattedrale di Santa Maria del Fiore), l’area era occupata dalla chiesa di Santa Reparata, demolita nel 1296 per far posto a questo capolavoro. La costruzione è molto imponente e riflette la volontà fiorentina di primeggiare su tutto. I lavori iniziarono per conto di Arnolfo di Cambio, e vennero completati nel 1436; la sua facciata attuale venne completata però solo nel 1887. L’esterno lascia chi lo osserva estasiato e senza fiato, mentre l’interno è un po’ meno suggestivo. Colpisce in modo particolare l’immensa cupola del Brunelleschi con i dipinti e le decorazioni. Saliamo nuovamente un’interminabile gradinata di ben 463 gradini che compiono il giro a spirale della cupola, da dove si possono prima ammirare gli affreschi del Giudizio Universale del Vasari. Arriviamo alla sommità con altra vista spettacolare della città e finalmente senza inferriate. Da qua si osservano tutte le principali attrazioni che rendono famosa la magnifica Firenze: il campanile di Giotto, il Battistero, la Piazza Signoria e il Palazzo Vecchio, i giardini di Boboli e il Palazzo Pitti, le chiese di Santa Croce e di Santa Maria Novella.
Scesi dal Duomo terminiamo la visita della piazza con il Battistero, risalente al IV – V secolo, una delle costruzioni più antiche della città. Famose le sue porte, in particolare quella est chiamata del Paradiso, realizzate dal Ghiberti per festeggiare la fine della peste in Firenze nel 1401 e che fu scelto dopo un concorso dove parteciparono grandissimi artisti tra cui il Brunelleschi e il Donatello. All’interno ammiriamo i mosaici della magnifica volta del Battistero, che sovrastano il fronte ottagonale ove venne battezzato anche Dante Alighieri.
Sostiamo per il pranzo in un fast food a lato della piazza, dove si vendono panini e trance di pizza. Ne prendiamo qualcuna a caso, condite in maniera assai diverse dalle nostre pizze sarde, e scendiamo al piano di sotto trovando per fortuna un tavolino libero, nonostante l’enorme afflusso di gente dell’ora di punta.
Proseguiamo quindi verso Ponte Vecchio, uno dei simboli della città, caratteristico nelle sue antiche costruzioni divenute oggi preziosi ed importanti negozi di gioielleria. Lo attraversiamo per intero insieme ad una marea di turisti, provenienti dalle parti più disparate del pianeta, ed imbocchiamo la via verso i Giardini di Boboli.
I giardini furono creati per la famiglia Medici, dopo che acquistarono Palazzo Pitti, e fu aperto al pubblico nel 1766. Splendido esempio Rinascimentale, ci si perde dentro nel passeggiare liberamente, mentre ogni luogo dà una sensazione differente, tra cui quella ovvia di fare un profondo tuffo nel passato. Per primo incontriamo l’Anfiteatro, palcoscenico delle prime rappresentazioni d’opera, quindi saliamo per la Fontana di Nettuno del Lorenzi, costruita tra il 1565 e il 1568. Proseguiamo per lo splendido e lungo Vialottone di cipressi, risalenti al 1638, fiancheggiato da statue. Arrivati all’Isolotto, ammiriamo lo spettacolo degli uccelli e anatre che popolano il piccolo laghetto, le statue di contadini che circondano il giardino cinto da un fossato, nonché qualche gatto ruffiano che pare mettersi in posa apposta per farsi fotografare. Al centro troviamo infine la Fontana dell’Oceano (1576) del Gianbologna. Risalendo per il viale alberato giungiamo dapprima in un parco, quindi al Museo delle Porcellane, ormai chiuso visto il tardo orario. Il Forte Belvedere è chiuso per lavori, quindi scendiamo per il Kaffeehaus, un padiglione in stile Rococò costruito nel 1776 da Zanobbi del Rosso; di fronte si trova la Fontana di Ganimede. Infine giungiamo alla Grotta del Buon Talenti del 1583, dove troviamo il calco dei Prigioni di Michelangelo, Paride con Elena di Troia di Vincenzo de Rossi, e una fontana con Venere del Gianbologna. Verso l’uscita dei giardini incrociamo la Fontana di Bacco del 1560, copia dell’originale di Valerio Cioli, che ritrae Pietro Barbino, il nano di corte di Cosimo I, nelle sembianze di Bacco dio del vino che cavalca una tartaruga.
Usciamo dai giardini e rientriamo all’ostello a piedi camminando per un’altra oretta, stanchissimi dopo il lunghissimo giro, le scalinate dei monumenti e le salite e le discese del parco, ma allietati nell’ammirare il bel verde che caratterizza e colora questa città.
28/04/2001 - Visita al Palazzo Pitti; Piazza Signoria: visita agli Uffizi.
Torniamo al Palazzo Pitti, all’entrata dei Giardini di Boboli, che ieri per problemi di tempo non siamo riusciti a visitare. Il palazzo fu costruito per il banchiere Luca Pitti, probabilmente su progetto del Brunelleschi, e venne iniziato nel 1458 ca. Dopo il fallimento del banchiere, i lavori furono sospesi e ripresi un secolo dopo: da allora divenne residenza dei Medici e di tutti i governatori. Nel XVII secolo fu aggiunta la Galleria Palatina, con pareti affrescate, opere barocche e rinascimentali sistemate per volere dei medici stessi per le sensazioni che suscitavano. Stupende e affascinanti le sale di Saturno, Giove, Marte, Apollo e Venere dove si trova la magnifica “Venere Italica del Canava”, commissionata da Napoleone per sostituire la Venere Medici degli Uffizi che doveva essere portata a Parigi. Si distinguono poi alcuni dipinti del Viziano come La Bella e La Maddalena, e di Raffaello per La Velata. Durante la visita si nota lo sfarzo, il lusso e la ricchezza in cui viveva questa famiglia. Ogni stanza è di un colore differente: rossa, verde, gialla, bianca, etc. Molto bella la sala dei pappagalli con pareti ricoperte da tappezzeria rossa e disegnata di uccelli.
Terminata la visita prendiamo la strada verso Piazza Signoria, dove arriviamo all’ora di pranzo. Sostiamo a consumare un pasto veloce e verso le 15:00 proviamo raggiungere gli Uffizi, sperando di non trovare una lunghissima fila. In effetti da fuori non appare poi tanta, ma presto ci rendiamo conto che la parte più lunga prosegue dentro! Impieghiamo più di un’ora prima di iniziare ufficialmente la visita alla Galleria, sicuramente una delle mete più ambite e frequentate dai turisti che vengono qui ad ammirare le straordinarie opere d’arte. Fu costruita su progetto del Vasari per gli “Uffizi” delle magistrature delle nuove amministrazioni di Cosimo I. Dal 1581 gli eredi di Cosimo I, in particolare Francesco I, utilizzarono lo spazio per esporre quadri della collezione di famiglia. I suoi discendenti continuarono ad aggiungere le opere fino a quando, nel 1737, Anna Maria Luisa ultima dei Medici la donò al popolo fiorentino.
Visitare gli Uffizi è fare un vero e proprio viaggio nell’arte e nel passato misto tra fantasia e realtà; i quadri sono lì e parlano da soli mentre si osservano: ognuno ha una storia diversa e un proprio significato in cui è piacevole perdersi nell’immaginazione. E’ nell’immensa sala 10-14 che Botticcelli scocca la sua freccia e Stefania rimane innamorata e colpita dai suoi affreschi. Si incontrano uno dietro l’altro i maggiori pittori di tutti i tempi: Piero della Francesca, Michelangelo, Tiziano, Giotto, Filippo Lippi, Leonardo da Vinci. Suggestiva è poi la tribuna ottagonale con soffitto in madreperla, disegnata dal Buontalenti per consentire a Francesco I di esporre le opere della collezione. Bellissima e senza parole è la Venere d’Urbino di Tiziano del 1538. Le sale di Rubens, Remembrandt e del Caravaggio purtroppo in questi giorni sono chiuse al pubblico. Rimaniamo diverse ore a visitare la galleria, per poi finalmente desistere e poter rientrare, ormai sera tardi, al nostro ostello per riposare.
Usciamo verso le 21:00 con Davide e Ignazio, che praticamente sono sempre tutto il giorno all’I.L.P., per andare a cenare in una trattoria. Ne scegliamo una tra le tante in una piazzetta che incontriamo, salendo la via principale di Raffaele Sanzio. E’ molto caratteristica e con un ottimo rapporto qualità prezzo. Scelgo una enorme porzione di penne alla boscaiola, ricoperte da uno squisito sugo talmente complesso da non saper riconoscere neanche tutti gli ingredienti!
Terminata la visita, proseguiamo verso la piazza della Chiesa di Santa Croce (1294), basilica gotica dove si trovano le tombe degli uomini più illustri dei secoli scorsi. La visita all’interno chiude all’ora di pranzo e riapre alle 15:00, così sostiamo in un bar della piazza (dai prezzi carissimi!) per un pasto veloce. Verso le 15:00 comincia a riunirsi un folto gruppo di turisti sulle scalinate della chiesa, ma riusciamo ad entrare subito all’apertura delle porte. L’interno è ricco di affreschi dipinti nelle varie cappelle, come quelli di Giotto nella Cappella Bardi che traggono scene di vita di San Francesco, il crocifisso di Donatello e l’affresco di Gaddi nella Cappella Baroncelli. Si trovano inoltre la tomba di Michelangelo (disegnata dal Vasari), il cenofilo dedicato a Dante (che morì a Ravenna nel 1321), la tomba del Machiavelli sepolto nel 1527, quella di Leonardo Bruno e Galileo Galilei. Proseguiamo con la visita al Chiostro alla Cappella de’ Pazzi del Brunelleschi del 1430, che rappresenta il primo esempio rinascimentale italiano, semplice ma molto bello, per concludere con il museo dove si trova il Crocefisso del Cimabue. Santa Croce è un piacevole luogo di pace dove si respira un’aria di tranquillità che giova l’anima, una vera e propria musica di serenità che incita a rimanere tutto il giorno.
Rientriamo all’ostello abbastanza presto e decidiamo di sfruttare queste ultime ore di luce prendendo l’auto e uscendo nei dintorni raggiungendo Fiesole, una località molto turistica a qualche chilometro da Firenze. La strada alberata che vi arriva è molto bella e sale su per un colle dove sorge la cittadina. Parcheggiamo l’auto e camminiamo a piedi, raggiungendo un grande spiazzo panoramico dal quale si può ammirare una spettacolare vista di Firenze da togliere il fiato! Si scorge il Duomo e qualche monumento principale, ma soprattutto colpisce il verde della meravigliosa e rilassante campagna toscana. Proseguiamo salendo ancora più su fino ad arrivare ad una chiesetta immersa in un bel parco, per poi scendere facendo una passeggiata nel parco e tornare al centro. Purtroppo il Duomo e l’anfiteatro sono già chiusi per l’orario. Comincia a scurire e così, prima di buio, torniamo al nostro ostello.
L’ultima notte qui a Firenze andiamo a cena in un locale praticamente a fianco all’ostello, carino e caratteristico. E’ una sorta di ristorante pizzeria, con un ambiente suggestivo all’interno che evoca la foresta, con tanto di simulazione di cascate ed animali. Si mangia davvero bene, come del resto dappertutto in questa città!
Dopo il Bargello raggiungiamo la vicina Piazza della Signoria, per entrare in un altro dei monumenti simbolo di Firenze: il Palazzo Vecchio. Fu progettato da Arnolfo di Cambio e completato nel 1322, quando venne innalzata la campana sulla cima della torre. Nel 1540 Cosimo I si trasferì qui con la sua famiglia e gran parte dell’interno fu ristrutturato dal Vasari, il quale progettò anche il cortile Fu anche sede del Parlamento italiano dal 1865 al 1871. Sulla destra un’ampia scalinata porta al gran salone del 1500, decorato da statue e giganteschi affreschi: qui si incontravano i capi della Repubblica Fiorentina. Proseguendo si trovano altre stanze, come quella di Eleonora de Toledo, del Papa Leone X, il quartiere degli elementi con allegorie di terra, acqua, fuoco, aria a opera del Vasari; poi ancora il salone dei Gigli, che sono l’emblema di Firenze. Infine si sale all’ultimo piano, all’aperto, dove è possibile ammirare la splendida Piazza della Signoria nella sua interezza.
Prima di andare via è doveroso un ultimo giro in Piazza Duomo, dove veniamo catturati da due artisti che convincono me e Davide a fare un bel ritratto. In pochi minuti siamo immortalati in una curiosa e buffa caricatura: un interessante ricordo da portare a casa!
Il pomeriggio chiudiamo le valigie e lasciamo la città dirigendoci verso Livorno, dove attendiamo l’imbarco al porto per il traghetto della Moby Lines verso Olbia. La partenza è puntuale e la prima cosa che si nota sulla nave è la differenza abissale delle cabine rispetto a quelle delle vecchie navi della Tirrenia: la quadrupla è grande e spaziosa, con la moquette in terra, la radio sul tavolo, i servizi puliti all’interno della cabina, con letti comodi e belle rifiniture. E la differenza di prezzo non è neanche tanta!
Termina così il nostro viaggio volto alla bellissima Firenze, una città che parla da sola, così ricca di cultura ed arte che spingono a chi la osserva a voler sapere e scoprire sempre di più sulla sua storia segnata da grandissimi poeti, pittori e scultori: geni dell’arte che qui hanno saputo esprimere il meglio, e donare la propria preziosissima arte al popolo fiorentino e italiano
Una volta a Firenze, seguiamo le indicazioni per raggiungere lo Youth Hostel in via Raffaele Sanzio, un ostello trovato in internet e prenotato tramite fax. Ci viene assegnata una stanza pulita e confortevole, all’interno di una struttura dove stanno eseguendo dei lavori in corso di completamento all’ingresso. La camera è più che discreta per trattarsi di un alloggio di questo tipo. I servizi sono puliti e nuovi, all’esterno della camera ma condivisi solo con un’altra stanza del piano.
Lasciamo i bagagli e Davide e Ignazio, che devono andare all’ I.L.P. (Italian Lan Party, una mega manifestazione dove si incontrano gli incalliti giocatori di PC, che portano il proprio computer e lo collegano agli altri, creando una gigantesca rete per giocare ai giochi di ultima generazione del momento, quali Couner Strike, Quake 3 Arena e Unreal Tournament), accompagnano me e Ste in centro.
Scendiamo nei pressi della chiesa di Santa Maria Novella, che raggiungiamo dopo dieci minuti di camminata. La chiesa gotica fu edificata tra il 1279 e il 1357 dai frati domenicani, e la facciata venne rifatta dall’Alberti, di fronte ad un piccolo verde ritrovo con splendida fontana. Non entriamo dentro, anche se è un vero peccato, dal momento che vi si trovano opere molto importanti come la Cappella Strozzi, con gli affreschi di Nardo Di Cione, la Cappella Tornabuoni col famoso ciclo di affreschi del Ghirlandaio, la Cappella di Filippo Strozzi con gli affreschi di Filippino Lippi e il Cappellone degli spagnoli.
Sostiamo sulla piazza principale scattando qualche foto nei pressi della bella fontana, e proseguiamo la piacevole passeggiata per le vie di Firenze, fino a tornare all’appuntamento con Davide e Ignazio.
La città è piena di turisti da ogni parte e l’impatto è davvero forte, nel vedere tutti questi monumenti di grande storia e bellezza architettonica concentrati in poche centinaia di metri! Iniziamo a visitare il Campanile di Giotto, disegnato dallo stesso nel 1334 e completato dai successori nel 1359, ventidue anni dopo la sua morte. Saliamo i suoi 410 interminabili gradini resi ancora più faticosi dall’afa di oggi. Dalla sommità alta 85 metri si ammira uno splendido panorama di quasi tutta Firenze: bellissima la vista sul Duomo e della mastodontica cupola del Brunelleschi (alta appena sei metri di più), anche se purtroppo le sbarre danno un senso di prigionia e non permettono di scattare belle foto.
Una volta scesi seguiamo la lunga fila per la visita del Duomo, a fianco al campanile, dove entriamo dopo circa mezzora di attesa. Prima del Duomo di Firenze (o Cattedrale di Santa Maria del Fiore), l’area era occupata dalla chiesa di Santa Reparata, demolita nel 1296 per far posto a questo capolavoro. La costruzione è molto imponente e riflette la volontà fiorentina di primeggiare su tutto. I lavori iniziarono per conto di Arnolfo di Cambio, e vennero completati nel 1436; la sua facciata attuale venne completata però solo nel 1887. L’esterno lascia chi lo osserva estasiato e senza fiato, mentre l’interno è un po’ meno suggestivo. Colpisce in modo particolare l’immensa cupola del Brunelleschi con i dipinti e le decorazioni. Saliamo nuovamente un’interminabile gradinata di ben 463 gradini che compiono il giro a spirale della cupola, da dove si possono prima ammirare gli affreschi del Giudizio Universale del Vasari. Arriviamo alla sommità con altra vista spettacolare della città e finalmente senza inferriate. Da qua si osservano tutte le principali attrazioni che rendono famosa la magnifica Firenze: il campanile di Giotto, il Battistero, la Piazza Signoria e il Palazzo Vecchio, i giardini di Boboli e il Palazzo Pitti, le chiese di Santa Croce e di Santa Maria Novella.
Scesi dal Duomo terminiamo la visita della piazza con il Battistero, risalente al IV – V secolo, una delle costruzioni più antiche della città. Famose le sue porte, in particolare quella est chiamata del Paradiso, realizzate dal Ghiberti per festeggiare la fine della peste in Firenze nel 1401 e che fu scelto dopo un concorso dove parteciparono grandissimi artisti tra cui il Brunelleschi e il Donatello. All’interno ammiriamo i mosaici della magnifica volta del Battistero, che sovrastano il fronte ottagonale ove venne battezzato anche Dante Alighieri.
Sostiamo per il pranzo in un fast food a lato della piazza, dove si vendono panini e trance di pizza. Ne prendiamo qualcuna a caso, condite in maniera assai diverse dalle nostre pizze sarde, e scendiamo al piano di sotto trovando per fortuna un tavolino libero, nonostante l’enorme afflusso di gente dell’ora di punta.
Proseguiamo quindi verso Ponte Vecchio, uno dei simboli della città, caratteristico nelle sue antiche costruzioni divenute oggi preziosi ed importanti negozi di gioielleria. Lo attraversiamo per intero insieme ad una marea di turisti, provenienti dalle parti più disparate del pianeta, ed imbocchiamo la via verso i Giardini di Boboli.
I giardini furono creati per la famiglia Medici, dopo che acquistarono Palazzo Pitti, e fu aperto al pubblico nel 1766. Splendido esempio Rinascimentale, ci si perde dentro nel passeggiare liberamente, mentre ogni luogo dà una sensazione differente, tra cui quella ovvia di fare un profondo tuffo nel passato. Per primo incontriamo l’Anfiteatro, palcoscenico delle prime rappresentazioni d’opera, quindi saliamo per la Fontana di Nettuno del Lorenzi, costruita tra il 1565 e il 1568. Proseguiamo per lo splendido e lungo Vialottone di cipressi, risalenti al 1638, fiancheggiato da statue. Arrivati all’Isolotto, ammiriamo lo spettacolo degli uccelli e anatre che popolano il piccolo laghetto, le statue di contadini che circondano il giardino cinto da un fossato, nonché qualche gatto ruffiano che pare mettersi in posa apposta per farsi fotografare. Al centro troviamo infine la Fontana dell’Oceano (1576) del Gianbologna. Risalendo per il viale alberato giungiamo dapprima in un parco, quindi al Museo delle Porcellane, ormai chiuso visto il tardo orario. Il Forte Belvedere è chiuso per lavori, quindi scendiamo per il Kaffeehaus, un padiglione in stile Rococò costruito nel 1776 da Zanobbi del Rosso; di fronte si trova la Fontana di Ganimede. Infine giungiamo alla Grotta del Buon Talenti del 1583, dove troviamo il calco dei Prigioni di Michelangelo, Paride con Elena di Troia di Vincenzo de Rossi, e una fontana con Venere del Gianbologna. Verso l’uscita dei giardini incrociamo la Fontana di Bacco del 1560, copia dell’originale di Valerio Cioli, che ritrae Pietro Barbino, il nano di corte di Cosimo I, nelle sembianze di Bacco dio del vino che cavalca una tartaruga.
Usciamo dai giardini e rientriamo all’ostello a piedi camminando per un’altra oretta, stanchissimi dopo il lunghissimo giro, le scalinate dei monumenti e le salite e le discese del parco, ma allietati nell’ammirare il bel verde che caratterizza e colora questa città.
28/04/2001 - Visita al Palazzo Pitti; Piazza Signoria: visita agli Uffizi.
Torniamo al Palazzo Pitti, all’entrata dei Giardini di Boboli, che ieri per problemi di tempo non siamo riusciti a visitare. Il palazzo fu costruito per il banchiere Luca Pitti, probabilmente su progetto del Brunelleschi, e venne iniziato nel 1458 ca. Dopo il fallimento del banchiere, i lavori furono sospesi e ripresi un secolo dopo: da allora divenne residenza dei Medici e di tutti i governatori. Nel XVII secolo fu aggiunta la Galleria Palatina, con pareti affrescate, opere barocche e rinascimentali sistemate per volere dei medici stessi per le sensazioni che suscitavano. Stupende e affascinanti le sale di Saturno, Giove, Marte, Apollo e Venere dove si trova la magnifica “Venere Italica del Canava”, commissionata da Napoleone per sostituire la Venere Medici degli Uffizi che doveva essere portata a Parigi. Si distinguono poi alcuni dipinti del Viziano come La Bella e La Maddalena, e di Raffaello per La Velata. Durante la visita si nota lo sfarzo, il lusso e la ricchezza in cui viveva questa famiglia. Ogni stanza è di un colore differente: rossa, verde, gialla, bianca, etc. Molto bella la sala dei pappagalli con pareti ricoperte da tappezzeria rossa e disegnata di uccelli.
Terminata la visita prendiamo la strada verso Piazza Signoria, dove arriviamo all’ora di pranzo. Sostiamo a consumare un pasto veloce e verso le 15:00 proviamo raggiungere gli Uffizi, sperando di non trovare una lunghissima fila. In effetti da fuori non appare poi tanta, ma presto ci rendiamo conto che la parte più lunga prosegue dentro! Impieghiamo più di un’ora prima di iniziare ufficialmente la visita alla Galleria, sicuramente una delle mete più ambite e frequentate dai turisti che vengono qui ad ammirare le straordinarie opere d’arte. Fu costruita su progetto del Vasari per gli “Uffizi” delle magistrature delle nuove amministrazioni di Cosimo I. Dal 1581 gli eredi di Cosimo I, in particolare Francesco I, utilizzarono lo spazio per esporre quadri della collezione di famiglia. I suoi discendenti continuarono ad aggiungere le opere fino a quando, nel 1737, Anna Maria Luisa ultima dei Medici la donò al popolo fiorentino.
Visitare gli Uffizi è fare un vero e proprio viaggio nell’arte e nel passato misto tra fantasia e realtà; i quadri sono lì e parlano da soli mentre si osservano: ognuno ha una storia diversa e un proprio significato in cui è piacevole perdersi nell’immaginazione. E’ nell’immensa sala 10-14 che Botticcelli scocca la sua freccia e Stefania rimane innamorata e colpita dai suoi affreschi. Si incontrano uno dietro l’altro i maggiori pittori di tutti i tempi: Piero della Francesca, Michelangelo, Tiziano, Giotto, Filippo Lippi, Leonardo da Vinci. Suggestiva è poi la tribuna ottagonale con soffitto in madreperla, disegnata dal Buontalenti per consentire a Francesco I di esporre le opere della collezione. Bellissima e senza parole è la Venere d’Urbino di Tiziano del 1538. Le sale di Rubens, Remembrandt e del Caravaggio purtroppo in questi giorni sono chiuse al pubblico. Rimaniamo diverse ore a visitare la galleria, per poi finalmente desistere e poter rientrare, ormai sera tardi, al nostro ostello per riposare.
Usciamo verso le 21:00 con Davide e Ignazio, che praticamente sono sempre tutto il giorno all’I.L.P., per andare a cenare in una trattoria. Ne scegliamo una tra le tante in una piazzetta che incontriamo, salendo la via principale di Raffaele Sanzio. E’ molto caratteristica e con un ottimo rapporto qualità prezzo. Scelgo una enorme porzione di penne alla boscaiola, ricoperte da uno squisito sugo talmente complesso da non saper riconoscere neanche tutti gli ingredienti!
Terminata la visita, proseguiamo verso la piazza della Chiesa di Santa Croce (1294), basilica gotica dove si trovano le tombe degli uomini più illustri dei secoli scorsi. La visita all’interno chiude all’ora di pranzo e riapre alle 15:00, così sostiamo in un bar della piazza (dai prezzi carissimi!) per un pasto veloce. Verso le 15:00 comincia a riunirsi un folto gruppo di turisti sulle scalinate della chiesa, ma riusciamo ad entrare subito all’apertura delle porte. L’interno è ricco di affreschi dipinti nelle varie cappelle, come quelli di Giotto nella Cappella Bardi che traggono scene di vita di San Francesco, il crocifisso di Donatello e l’affresco di Gaddi nella Cappella Baroncelli. Si trovano inoltre la tomba di Michelangelo (disegnata dal Vasari), il cenofilo dedicato a Dante (che morì a Ravenna nel 1321), la tomba del Machiavelli sepolto nel 1527, quella di Leonardo Bruno e Galileo Galilei. Proseguiamo con la visita al Chiostro alla Cappella de’ Pazzi del Brunelleschi del 1430, che rappresenta il primo esempio rinascimentale italiano, semplice ma molto bello, per concludere con il museo dove si trova il Crocefisso del Cimabue. Santa Croce è un piacevole luogo di pace dove si respira un’aria di tranquillità che giova l’anima, una vera e propria musica di serenità che incita a rimanere tutto il giorno.
Rientriamo all’ostello abbastanza presto e decidiamo di sfruttare queste ultime ore di luce prendendo l’auto e uscendo nei dintorni raggiungendo Fiesole, una località molto turistica a qualche chilometro da Firenze. La strada alberata che vi arriva è molto bella e sale su per un colle dove sorge la cittadina. Parcheggiamo l’auto e camminiamo a piedi, raggiungendo un grande spiazzo panoramico dal quale si può ammirare una spettacolare vista di Firenze da togliere il fiato! Si scorge il Duomo e qualche monumento principale, ma soprattutto colpisce il verde della meravigliosa e rilassante campagna toscana. Proseguiamo salendo ancora più su fino ad arrivare ad una chiesetta immersa in un bel parco, per poi scendere facendo una passeggiata nel parco e tornare al centro. Purtroppo il Duomo e l’anfiteatro sono già chiusi per l’orario. Comincia a scurire e così, prima di buio, torniamo al nostro ostello.
L’ultima notte qui a Firenze andiamo a cena in un locale praticamente a fianco all’ostello, carino e caratteristico. E’ una sorta di ristorante pizzeria, con un ambiente suggestivo all’interno che evoca la foresta, con tanto di simulazione di cascate ed animali. Si mangia davvero bene, come del resto dappertutto in questa città!
Dopo il Bargello raggiungiamo la vicina Piazza della Signoria, per entrare in un altro dei monumenti simbolo di Firenze: il Palazzo Vecchio. Fu progettato da Arnolfo di Cambio e completato nel 1322, quando venne innalzata la campana sulla cima della torre. Nel 1540 Cosimo I si trasferì qui con la sua famiglia e gran parte dell’interno fu ristrutturato dal Vasari, il quale progettò anche il cortile Fu anche sede del Parlamento italiano dal 1865 al 1871. Sulla destra un’ampia scalinata porta al gran salone del 1500, decorato da statue e giganteschi affreschi: qui si incontravano i capi della Repubblica Fiorentina. Proseguendo si trovano altre stanze, come quella di Eleonora de Toledo, del Papa Leone X, il quartiere degli elementi con allegorie di terra, acqua, fuoco, aria a opera del Vasari; poi ancora il salone dei Gigli, che sono l’emblema di Firenze. Infine si sale all’ultimo piano, all’aperto, dove è possibile ammirare la splendida Piazza della Signoria nella sua interezza.
Prima di andare via è doveroso un ultimo giro in Piazza Duomo, dove veniamo catturati da due artisti che convincono me e Davide a fare un bel ritratto. In pochi minuti siamo immortalati in una curiosa e buffa caricatura: un interessante ricordo da portare a casa!
Il pomeriggio chiudiamo le valigie e lasciamo la città dirigendoci verso Livorno, dove attendiamo l’imbarco al porto per il traghetto della Moby Lines verso Olbia. La partenza è puntuale e la prima cosa che si nota sulla nave è la differenza abissale delle cabine rispetto a quelle delle vecchie navi della Tirrenia: la quadrupla è grande e spaziosa, con la moquette in terra, la radio sul tavolo, i servizi puliti all’interno della cabina, con letti comodi e belle rifiniture. E la differenza di prezzo non è neanche tanta!
Termina così il nostro viaggio volto alla bellissima Firenze, una città che parla da sola, così ricca di cultura ed arte che spingono a chi la osserva a voler sapere e scoprire sempre di più sulla sua storia segnata da grandissimi poeti, pittori e scultori: geni dell’arte che qui hanno saputo esprimere il meglio, e donare la propria preziosissima arte al popolo fiorentino e italiano
Una volta a Firenze, seguiamo le indicazioni per raggiungere lo Youth Hostel in via Raffaele Sanzio, un ostello trovato in internet e prenotato tramite fax. Ci viene assegnata una stanza pulita e confortevole, all’interno di una struttura dove stanno eseguendo dei lavori in corso di completamento all’ingresso. La camera è più che discreta per trattarsi di un alloggio di questo tipo. I servizi sono puliti e nuovi, all’esterno della camera ma condivisi solo con un’altra stanza del piano.
Lasciamo i bagagli e Davide e Ignazio, che devono andare all’ I.L.P. (Italian Lan Party, una mega manifestazione dove si incontrano gli incalliti giocatori di PC, che portano il proprio computer e lo collegano agli altri, creando una gigantesca rete per giocare ai giochi di ultima generazione del momento, quali Couner Strike, Quake 3 Arena e Unreal Tournament), accompagnano me e Ste in centro.
Scendiamo nei pressi della chiesa di Santa Maria Novella, che raggiungiamo dopo dieci minuti di camminata. La chiesa gotica fu edificata tra il 1279 e il 1357 dai frati domenicani, e la facciata venne rifatta dall’Alberti, di fronte ad un piccolo verde ritrovo con splendida fontana. Non entriamo dentro, anche se è un vero peccato, dal momento che vi si trovano opere molto importanti come la Cappella Strozzi, con gli affreschi di Nardo Di Cione, la Cappella Tornabuoni col famoso ciclo di affreschi del Ghirlandaio, la Cappella di Filippo Strozzi con gli affreschi di Filippino Lippi e il Cappellone degli spagnoli.
Sostiamo sulla piazza principale scattando qualche foto nei pressi della bella fontana, e proseguiamo la piacevole passeggiata per le vie di Firenze, fino a tornare all’appuntamento con Davide e Ignazio.
La città è piena di turisti da ogni parte e l’impatto è davvero forte, nel vedere tutti questi monumenti di grande storia e bellezza architettonica concentrati in poche centinaia di metri! Iniziamo a visitare il Campanile di Giotto, disegnato dallo stesso nel 1334 e completato dai successori nel 1359, ventidue anni dopo la sua morte. Saliamo i suoi 410 interminabili gradini resi ancora più faticosi dall’afa di oggi. Dalla sommità alta 85 metri si ammira uno splendido panorama di quasi tutta Firenze: bellissima la vista sul Duomo e della mastodontica cupola del Brunelleschi (alta appena sei metri di più), anche se purtroppo le sbarre danno un senso di prigionia e non permettono di scattare belle foto.
Una volta scesi seguiamo la lunga fila per la visita del Duomo, a fianco al campanile, dove entriamo dopo circa mezzora di attesa. Prima del Duomo di Firenze (o Cattedrale di Santa Maria del Fiore), l’area era occupata dalla chiesa di Santa Reparata, demolita nel 1296 per far posto a questo capolavoro. La costruzione è molto imponente e riflette la volontà fiorentina di primeggiare su tutto. I lavori iniziarono per conto di Arnolfo di Cambio, e vennero completati nel 1436; la sua facciata attuale venne completata però solo nel 1887. L’esterno lascia chi lo osserva estasiato e senza fiato, mentre l’interno è un po’ meno suggestivo. Colpisce in modo particolare l’immensa cupola del Brunelleschi con i dipinti e le decorazioni. Saliamo nuovamente un’interminabile gradinata di ben 463 gradini che compiono il giro a spirale della cupola, da dove si possono prima ammirare gli affreschi del Giudizio Universale del Vasari. Arriviamo alla sommità con altra vista spettacolare della città e finalmente senza inferriate. Da qua si osservano tutte le principali attrazioni che rendono famosa la magnifica Firenze: il campanile di Giotto, il Battistero, la Piazza Signoria e il Palazzo Vecchio, i giardini di Boboli e il Palazzo Pitti, le chiese di Santa Croce e di Santa Maria Novella.
Scesi dal Duomo terminiamo la visita della piazza con il Battistero, risalente al IV – V secolo, una delle costruzioni più antiche della città. Famose le sue porte, in particolare quella est chiamata del Paradiso, realizzate dal Ghiberti per festeggiare la fine della peste in Firenze nel 1401 e che fu scelto dopo un concorso dove parteciparono grandissimi artisti tra cui il Brunelleschi e il Donatello. All’interno ammiriamo i mosaici della magnifica volta del Battistero, che sovrastano il fronte ottagonale ove venne battezzato anche Dante Alighieri.
Sostiamo per il pranzo in un fast food a lato della piazza, dove si vendono panini e trance di pizza. Ne prendiamo qualcuna a caso, condite in maniera assai diverse dalle nostre pizze sarde, e scendiamo al piano di sotto trovando per fortuna un tavolino libero, nonostante l’enorme afflusso di gente dell’ora di punta.
Proseguiamo quindi verso Ponte Vecchio, uno dei simboli della città, caratteristico nelle sue antiche costruzioni divenute oggi preziosi ed importanti negozi di gioielleria. Lo attraversiamo per intero insieme ad una marea di turisti, provenienti dalle parti più disparate del pianeta, ed imbocchiamo la via verso i Giardini di Boboli.
I giardini furono creati per la famiglia Medici, dopo che acquistarono Palazzo Pitti, e fu aperto al pubblico nel 1766. Splendido esempio Rinascimentale, ci si perde dentro nel passeggiare liberamente, mentre ogni luogo dà una sensazione differente, tra cui quella ovvia di fare un profondo tuffo nel passato. Per primo incontriamo l’Anfiteatro, palcoscenico delle prime rappresentazioni d’opera, quindi saliamo per la Fontana di Nettuno del Lorenzi, costruita tra il 1565 e il 1568. Proseguiamo per lo splendido e lungo Vialottone di cipressi, risalenti al 1638, fiancheggiato da statue. Arrivati all’Isolotto, ammiriamo lo spettacolo degli uccelli e anatre che popolano il piccolo laghetto, le statue di contadini che circondano il giardino cinto da un fossato, nonché qualche gatto ruffiano che pare mettersi in posa apposta per farsi fotografare. Al centro troviamo infine la Fontana dell’Oceano (1576) del Gianbologna. Risalendo per il viale alberato giungiamo dapprima in un parco, quindi al Museo delle Porcellane, ormai chiuso visto il tardo orario. Il Forte Belvedere è chiuso per lavori, quindi scendiamo per il Kaffeehaus, un padiglione in stile Rococò costruito nel 1776 da Zanobbi del Rosso; di fronte si trova la Fontana di Ganimede. Infine giungiamo alla Grotta del Buon Talenti del 1583, dove troviamo il calco dei Prigioni di Michelangelo, Paride con Elena di Troia di Vincenzo de Rossi, e una fontana con Venere del Gianbologna. Verso l’uscita dei giardini incrociamo la Fontana di Bacco del 1560, copia dell’originale di Valerio Cioli, che ritrae Pietro Barbino, il nano di corte di Cosimo I, nelle sembianze di Bacco dio del vino che cavalca una tartaruga.
Usciamo dai giardini e rientriamo all’ostello a piedi camminando per un’altra oretta, stanchissimi dopo il lunghissimo giro, le scalinate dei monumenti e le salite e le discese del parco, ma allietati nell’ammirare il bel verde che caratterizza e colora questa città.
28/04/2001 - Visita al Palazzo Pitti; Piazza Signoria: visita agli Uffizi.
Torniamo al Palazzo Pitti, all’entrata dei Giardini di Boboli, che ieri per problemi di tempo non siamo riusciti a visitare. Il palazzo fu costruito per il banchiere Luca Pitti, probabilmente su progetto del Brunelleschi, e venne iniziato nel 1458 ca. Dopo il fallimento del banchiere, i lavori furono sospesi e ripresi un secolo dopo: da allora divenne residenza dei Medici e di tutti i governatori. Nel XVII secolo fu aggiunta la Galleria Palatina, con pareti affrescate, opere barocche e rinascimentali sistemate per volere dei medici stessi per le sensazioni che suscitavano. Stupende e affascinanti le sale di Saturno, Giove, Marte, Apollo e Venere dove si trova la magnifica “Venere Italica del Canava”, commissionata da Napoleone per sostituire la Venere Medici degli Uffizi che doveva essere portata a Parigi. Si distinguono poi alcuni dipinti del Viziano come La Bella e La Maddalena, e di Raffaello per La Velata. Durante la visita si nota lo sfarzo, il lusso e la ricchezza in cui viveva questa famiglia. Ogni stanza è di un colore differente: rossa, verde, gialla, bianca, etc. Molto bella la sala dei pappagalli con pareti ricoperte da tappezzeria rossa e disegnata di uccelli.
Terminata la visita prendiamo la strada verso Piazza Signoria, dove arriviamo all’ora di pranzo. Sostiamo a consumare un pasto veloce e verso le 15:00 proviamo raggiungere gli Uffizi, sperando di non trovare una lunghissima fila. In effetti da fuori non appare poi tanta, ma presto ci rendiamo conto che la parte più lunga prosegue dentro! Impieghiamo più di un’ora prima di iniziare ufficialmente la visita alla Galleria, sicuramente una delle mete più ambite e frequentate dai turisti che vengono qui ad ammirare le straordinarie opere d’arte. Fu costruita su progetto del Vasari per gli “Uffizi” delle magistrature delle nuove amministrazioni di Cosimo I. Dal 1581 gli eredi di Cosimo I, in particolare Francesco I, utilizzarono lo spazio per esporre quadri della collezione di famiglia. I suoi discendenti continuarono ad aggiungere le opere fino a quando, nel 1737, Anna Maria Luisa ultima dei Medici la donò al popolo fiorentino.
Visitare gli Uffizi è fare un vero e proprio viaggio nell’arte e nel passato misto tra fantasia e realtà; i quadri sono lì e parlano da soli mentre si osservano: ognuno ha una storia diversa e un proprio significato in cui è piacevole perdersi nell’immaginazione. E’ nell’immensa sala 10-14 che Botticcelli scocca la sua freccia e Stefania rimane innamorata e colpita dai suoi affreschi. Si incontrano uno dietro l’altro i maggiori pittori di tutti i tempi: Piero della Francesca, Michelangelo, Tiziano, Giotto, Filippo Lippi, Leonardo da Vinci. Suggestiva è poi la tribuna ottagonale con soffitto in madreperla, disegnata dal Buontalenti per consentire a Francesco I di esporre le opere della collezione. Bellissima e senza parole è la Venere d’Urbino di Tiziano del 1538. Le sale di Rubens, Remembrandt e del Caravaggio purtroppo in questi giorni sono chiuse al pubblico. Rimaniamo diverse ore a visitare la galleria, per poi finalmente desistere e poter rientrare, ormai sera tardi, al nostro ostello per riposare.
Usciamo verso le 21:00 con Davide e Ignazio, che praticamente sono sempre tutto il giorno all’I.L.P., per andare a cenare in una trattoria. Ne scegliamo una tra le tante in una piazzetta che incontriamo, salendo la via principale di Raffaele Sanzio. E’ molto caratteristica e con un ottimo rapporto qualità prezzo. Scelgo una enorme porzione di penne alla boscaiola, ricoperte da uno squisito sugo talmente complesso da non saper riconoscere neanche tutti gli ingredienti!
Terminata la visita, proseguiamo verso la piazza della Chiesa di Santa Croce (1294), basilica gotica dove si trovano le tombe degli uomini più illustri dei secoli scorsi. La visita all’interno chiude all’ora di pranzo e riapre alle 15:00, così sostiamo in un bar della piazza (dai prezzi carissimi!) per un pasto veloce. Verso le 15:00 comincia a riunirsi un folto gruppo di turisti sulle scalinate della chiesa, ma riusciamo ad entrare subito all’apertura delle porte. L’interno è ricco di affreschi dipinti nelle varie cappelle, come quelli di Giotto nella Cappella Bardi che traggono scene di vita di San Francesco, il crocifisso di Donatello e l’affresco di Gaddi nella Cappella Baroncelli. Si trovano inoltre la tomba di Michelangelo (disegnata dal Vasari), il cenofilo dedicato a Dante (che morì a Ravenna nel 1321), la tomba del Machiavelli sepolto nel 1527, quella di Leonardo Bruno e Galileo Galilei. Proseguiamo con la visita al Chiostro alla Cappella de’ Pazzi del Brunelleschi del 1430, che rappresenta il primo esempio rinascimentale italiano, semplice ma molto bello, per concludere con il museo dove si trova il Crocefisso del Cimabue. Santa Croce è un piacevole luogo di pace dove si respira un’aria di tranquillità che giova l’anima, una vera e propria musica di serenità che incita a rimanere tutto il giorno.
Rientriamo all’ostello abbastanza presto e decidiamo di sfruttare queste ultime ore di luce prendendo l’auto e uscendo nei dintorni raggiungendo Fiesole, una località molto turistica a qualche chilometro da Firenze. La strada alberata che vi arriva è molto bella e sale su per un colle dove sorge la cittadina. Parcheggiamo l’auto e camminiamo a piedi, raggiungendo un grande spiazzo panoramico dal quale si può ammirare una spettacolare vista di Firenze da togliere il fiato! Si scorge il Duomo e qualche monumento principale, ma soprattutto colpisce il verde della meravigliosa e rilassante campagna toscana. Proseguiamo salendo ancora più su fino ad arrivare ad una chiesetta immersa in un bel parco, per poi scendere facendo una passeggiata nel parco e tornare al centro. Purtroppo il Duomo e l’anfiteatro sono già chiusi per l’orario. Comincia a scurire e così, prima di buio, torniamo al nostro ostello.
L’ultima notte qui a Firenze andiamo a cena in un locale praticamente a fianco all’ostello, carino e caratteristico. E’ una sorta di ristorante pizzeria, con un ambiente suggestivo all’interno che evoca la foresta, con tanto di simulazione di cascate ed animali. Si mangia davvero bene, come del resto dappertutto in questa città!
Dopo il Bargello raggiungiamo la vicina Piazza della Signoria, per entrare in un altro dei monumenti simbolo di Firenze: il Palazzo Vecchio. Fu progettato da Arnolfo di Cambio e completato nel 1322, quando venne innalzata la campana sulla cima della torre. Nel 1540 Cosimo I si trasferì qui con la sua famiglia e gran parte dell’interno fu ristrutturato dal Vasari, il quale progettò anche il cortile Fu anche sede del Parlamento italiano dal 1865 al 1871. Sulla destra un’ampia scalinata porta al gran salone del 1500, decorato da statue e giganteschi affreschi: qui si incontravano i capi della Repubblica Fiorentina. Proseguendo si trovano altre stanze, come quella di Eleonora de Toledo, del Papa Leone X, il quartiere degli elementi con allegorie di terra, acqua, fuoco, aria a opera del Vasari; poi ancora il salone dei Gigli, che sono l’emblema di Firenze. Infine si sale all’ultimo piano, all’aperto, dove è possibile ammirare la splendida Piazza della Signoria nella sua interezza.
Prima di andare via è doveroso un ultimo giro in Piazza Duomo, dove veniamo catturati da due artisti che convincono me e Davide a fare un bel ritratto. In pochi minuti siamo immortalati in una curiosa e buffa caricatura: un interessante ricordo da portare a casa!
Il pomeriggio chiudiamo le valigie e lasciamo la città dirigendoci verso Livorno, dove attendiamo l’imbarco al porto per il traghetto della Moby Lines verso Olbia. La partenza è puntuale e la prima cosa che si nota sulla nave è la differenza abissale delle cabine rispetto a quelle delle vecchie navi della Tirrenia: la quadrupla è grande e spaziosa, con la moquette in terra, la radio sul tavolo, i servizi puliti all’interno della cabina, con letti comodi e belle rifiniture. E la differenza di prezzo non è neanche tanta!
Termina così il nostro viaggio volto alla bellissima Firenze, una città che parla da sola, così ricca di cultura ed arte che spingono a chi la osserva a voler sapere e scoprire sempre di più sulla sua storia segnata da grandissimi poeti, pittori e scultori: geni dell’arte che qui hanno saputo esprimere il meglio, e donare la propria preziosissima arte al popolo fiorentino e italiano
Una volta a Firenze, seguiamo le indicazioni per raggiungere lo Youth Hostel in via Raffaele Sanzio, un ostello trovato in internet e prenotato tramite fax. Ci viene assegnata una stanza pulita e confortevole, all’interno di una struttura dove stanno eseguendo dei lavori in corso di completamento all’ingresso. La camera è più che discreta per trattarsi di un alloggio di questo tipo. I servizi sono puliti e nuovi, all’esterno della camera ma condivisi solo con un’altra stanza del piano.
Lasciamo i bagagli e Davide e Ignazio, che devono andare all’ I.L.P. (Italian Lan Party, una mega manifestazione dove si incontrano gli incalliti giocatori di PC, che portano il proprio computer e lo collegano agli altri, creando una gigantesca rete per giocare ai giochi di ultima generazione del momento, quali Couner Strike, Quake 3 Arena e Unreal Tournament), accompagnano me e Ste in centro.
Scendiamo nei pressi della chiesa di Santa Maria Novella, che raggiungiamo dopo dieci minuti di camminata. La chiesa gotica fu edificata tra il 1279 e il 1357 dai frati domenicani, e la facciata venne rifatta dall’Alberti, di fronte ad un piccolo verde ritrovo con splendida fontana. Non entriamo dentro, anche se è un vero peccato, dal momento che vi si trovano opere molto importanti come la Cappella Strozzi, con gli affreschi di Nardo Di Cione, la Cappella Tornabuoni col famoso ciclo di affreschi del Ghirlandaio, la Cappella di Filippo Strozzi con gli affreschi di Filippino Lippi e il Cappellone degli spagnoli.
Sostiamo sulla piazza principale scattando qualche foto nei pressi della bella fontana, e proseguiamo la piacevole passeggiata per le vie di Firenze, fino a tornare all’appuntamento con Davide e Ignazio.
La città è piena di turisti da ogni parte e l’impatto è davvero forte, nel vedere tutti questi monumenti di grande storia e bellezza architettonica concentrati in poche centinaia di metri! Iniziamo a visitare il Campanile di Giotto, disegnato dallo stesso nel 1334 e completato dai successori nel 1359, ventidue anni dopo la sua morte. Saliamo i suoi 410 interminabili gradini resi ancora più faticosi dall’afa di oggi. Dalla sommità alta 85 metri si ammira uno splendido panorama di quasi tutta Firenze: bellissima la vista sul Duomo e della mastodontica cupola del Brunelleschi (alta appena sei metri di più), anche se purtroppo le sbarre danno un senso di prigionia e non permettono di scattare belle foto.
Una volta scesi seguiamo la lunga fila per la visita del Duomo, a fianco al campanile, dove entriamo dopo circa mezzora di attesa. Prima del Duomo di Firenze (o Cattedrale di Santa Maria del Fiore), l’area era occupata dalla chiesa di Santa Reparata, demolita nel 1296 per far posto a questo capolavoro. La costruzione è molto imponente e riflette la volontà fiorentina di primeggiare su tutto. I lavori iniziarono per conto di Arnolfo di Cambio, e vennero completati nel 1436; la sua facciata attuale venne completata però solo nel 1887. L’esterno lascia chi lo osserva estasiato e senza fiato, mentre l’interno è un po’ meno suggestivo. Colpisce in modo particolare l’immensa cupola del Brunelleschi con i dipinti e le decorazioni. Saliamo nuovamente un’interminabile gradinata di ben 463 gradini che compiono il giro a spirale della cupola, da dove si possono prima ammirare gli affreschi del Giudizio Universale del Vasari. Arriviamo alla sommità con altra vista spettacolare della città e finalmente senza inferriate. Da qua si osservano tutte le principali attrazioni che rendono famosa la magnifica Firenze: il campanile di Giotto, il Battistero, la Piazza Signoria e il Palazzo Vecchio, i giardini di Boboli e il Palazzo Pitti, le chiese di Santa Croce e di Santa Maria Novella.
Scesi dal Duomo terminiamo la visita della piazza con il Battistero, risalente al IV – V secolo, una delle costruzioni più antiche della città. Famose le sue porte, in particolare quella est chiamata del Paradiso, realizzate dal Ghiberti per festeggiare la fine della peste in Firenze nel 1401 e che fu scelto dopo un concorso dove parteciparono grandissimi artisti tra cui il Brunelleschi e il Donatello. All’interno ammiriamo i mosaici della magnifica volta del Battistero, che sovrastano il fronte ottagonale ove venne battezzato anche Dante Alighieri.
Sostiamo per il pranzo in un fast food a lato della piazza, dove si vendono panini e trance di pizza. Ne prendiamo qualcuna a caso, condite in maniera assai diverse dalle nostre pizze sarde, e scendiamo al piano di sotto trovando per fortuna un tavolino libero, nonostante l’enorme afflusso di gente dell’ora di punta.
Proseguiamo quindi verso Ponte Vecchio, uno dei simboli della città, caratteristico nelle sue antiche costruzioni divenute oggi preziosi ed importanti negozi di gioielleria. Lo attraversiamo per intero insieme ad una marea di turisti, provenienti dalle parti più disparate del pianeta, ed imbocchiamo la via verso i Giardini di Boboli.
I giardini furono creati per la famiglia Medici, dopo che acquistarono Palazzo Pitti, e fu aperto al pubblico nel 1766. Splendido esempio Rinascimentale, ci si perde dentro nel passeggiare liberamente, mentre ogni luogo dà una sensazione differente, tra cui quella ovvia di fare un profondo tuffo nel passato. Per primo incontriamo l’Anfiteatro, palcoscenico delle prime rappresentazioni d’opera, quindi saliamo per la Fontana di Nettuno del Lorenzi, costruita tra il 1565 e il 1568. Proseguiamo per lo splendido e lungo Vialottone di cipressi, risalenti al 1638, fiancheggiato da statue. Arrivati all’Isolotto, ammiriamo lo spettacolo degli uccelli e anatre che popolano il piccolo laghetto, le statue di contadini che circondano il giardino cinto da un fossato, nonché qualche gatto ruffiano che pare mettersi in posa apposta per farsi fotografare. Al centro troviamo infine la Fontana dell’Oceano (1576) del Gianbologna. Risalendo per il viale alberato giungiamo dapprima in un parco, quindi al Museo delle Porcellane, ormai chiuso visto il tardo orario. Il Forte Belvedere è chiuso per lavori, quindi scendiamo per il Kaffeehaus, un padiglione in stile Rococò costruito nel 1776 da Zanobbi del Rosso; di fronte si trova la Fontana di Ganimede. Infine giungiamo alla Grotta del Buon Talenti del 1583, dove troviamo il calco dei Prigioni di Michelangelo, Paride con Elena di Troia di Vincenzo de Rossi, e una fontana con Venere del Gianbologna. Verso l’uscita dei giardini incrociamo la Fontana di Bacco del 1560, copia dell’originale di Valerio Cioli, che ritrae Pietro Barbino, il nano di corte di Cosimo I, nelle sembianze di Bacco dio del vino che cavalca una tartaruga.
Usciamo dai giardini e rientriamo all’ostello a piedi camminando per un’altra oretta, stanchissimi dopo il lunghissimo giro, le scalinate dei monumenti e le salite e le discese del parco, ma allietati nell’ammirare il bel verde che caratterizza e colora questa città.
28/04/2001 - Visita al Palazzo Pitti; Piazza Signoria: visita agli Uffizi.
Torniamo al Palazzo Pitti, all’entrata dei Giardini di Boboli, che ieri per problemi di tempo non siamo riusciti a visitare. Il palazzo fu costruito per il banchiere Luca Pitti, probabilmente su progetto del Brunelleschi, e venne iniziato nel 1458 ca. Dopo il fallimento del banchiere, i lavori furono sospesi e ripresi un secolo dopo: da allora divenne residenza dei Medici e di tutti i governatori. Nel XVII secolo fu aggiunta la Galleria Palatina, con pareti affrescate, opere barocche e rinascimentali sistemate per volere dei medici stessi per le sensazioni che suscitavano. Stupende e affascinanti le sale di Saturno, Giove, Marte, Apollo e Venere dove si trova la magnifica “Venere Italica del Canava”, commissionata da Napoleone per sostituire la Venere Medici degli Uffizi che doveva essere portata a Parigi. Si distinguono poi alcuni dipinti del Viziano come La Bella e La Maddalena, e di Raffaello per La Velata. Durante la visita si nota lo sfarzo, il lusso e la ricchezza in cui viveva questa famiglia. Ogni stanza è di un colore differente: rossa, verde, gialla, bianca, etc. Molto bella la sala dei pappagalli con pareti ricoperte da tappezzeria rossa e disegnata di uccelli.
Terminata la visita prendiamo la strada verso Piazza Signoria, dove arriviamo all’ora di pranzo. Sostiamo a consumare un pasto veloce e verso le 15:00 proviamo raggiungere gli Uffizi, sperando di non trovare una lunghissima fila. In effetti da fuori non appare poi tanta, ma presto ci rendiamo conto che la parte più lunga prosegue dentro! Impieghiamo più di un’ora prima di iniziare ufficialmente la visita alla Galleria, sicuramente una delle mete più ambite e frequentate dai turisti che vengono qui ad ammirare le straordinarie opere d’arte. Fu costruita su progetto del Vasari per gli “Uffizi” delle magistrature delle nuove amministrazioni di Cosimo I. Dal 1581 gli eredi di Cosimo I, in particolare Francesco I, utilizzarono lo spazio per esporre quadri della collezione di famiglia. I suoi discendenti continuarono ad aggiungere le opere fino a quando, nel 1737, Anna Maria Luisa ultima dei Medici la donò al popolo fiorentino.
Visitare gli Uffizi è fare un vero e proprio viaggio nell’arte e nel passato misto tra fantasia e realtà; i quadri sono lì e parlano da soli mentre si osservano: ognuno ha una storia diversa e un proprio significato in cui è piacevole perdersi nell’immaginazione. E’ nell’immensa sala 10-14 che Botticcelli scocca la sua freccia e Stefania rimane innamorata e colpita dai suoi affreschi. Si incontrano uno dietro l’altro i maggiori pittori di tutti i tempi: Piero della Francesca, Michelangelo, Tiziano, Giotto, Filippo Lippi, Leonardo da Vinci. Suggestiva è poi la tribuna ottagonale con soffitto in madreperla, disegnata dal Buontalenti per consentire a Francesco I di esporre le opere della collezione. Bellissima e senza parole è la Venere d’Urbino di Tiziano del 1538. Le sale di Rubens, Remembrandt e del Caravaggio purtroppo in questi giorni sono chiuse al pubblico. Rimaniamo diverse ore a visitare la galleria, per poi finalmente desistere e poter rientrare, ormai sera tardi, al nostro ostello per riposare.
Usciamo verso le 21:00 con Davide e Ignazio, che praticamente sono sempre tutto il giorno all’I.L.P., per andare a cenare in una trattoria. Ne scegliamo una tra le tante in una piazzetta che incontriamo, salendo la via principale di Raffaele Sanzio. E’ molto caratteristica e con un ottimo rapporto qualità prezzo. Scelgo una enorme porzione di penne alla boscaiola, ricoperte da uno squisito sugo talmente complesso da non saper riconoscere neanche tutti gli ingredienti!
Terminata la visita, proseguiamo verso la piazza della Chiesa di Santa Croce (1294), basilica gotica dove si trovano le tombe degli uomini più illustri dei secoli scorsi. La visita all’interno chiude all’ora di pranzo e riapre alle 15:00, così sostiamo in un bar della piazza (dai prezzi carissimi!) per un pasto veloce. Verso le 15:00 comincia a riunirsi un folto gruppo di turisti sulle scalinate della chiesa, ma riusciamo ad entrare subito all’apertura delle porte. L’interno è ricco di affreschi dipinti nelle varie cappelle, come quelli di Giotto nella Cappella Bardi che traggono scene di vita di San Francesco, il crocifisso di Donatello e l’affresco di Gaddi nella Cappella Baroncelli. Si trovano inoltre la tomba di Michelangelo (disegnata dal Vasari), il cenofilo dedicato a Dante (che morì a Ravenna nel 1321), la tomba del Machiavelli sepolto nel 1527, quella di Leonardo Bruno e Galileo Galilei. Proseguiamo con la visita al Chiostro alla Cappella de’ Pazzi del Brunelleschi del 1430, che rappresenta il primo esempio rinascimentale italiano, semplice ma molto bello, per concludere con il museo dove si trova il Crocefisso del Cimabue. Santa Croce è un piacevole luogo di pace dove si respira un’aria di tranquillità che giova l’anima, una vera e propria musica di serenità che incita a rimanere tutto il giorno.
Rientriamo all’ostello abbastanza presto e decidiamo di sfruttare queste ultime ore di luce prendendo l’auto e uscendo nei dintorni raggiungendo Fiesole, una località molto turistica a qualche chilometro da Firenze. La strada alberata che vi arriva è molto bella e sale su per un colle dove sorge la cittadina. Parcheggiamo l’auto e camminiamo a piedi, raggiungendo un grande spiazzo panoramico dal quale si può ammirare una spettacolare vista di Firenze da togliere il fiato! Si scorge il Duomo e qualche monumento principale, ma soprattutto colpisce il verde della meravigliosa e rilassante campagna toscana. Proseguiamo salendo ancora più su fino ad arrivare ad una chiesetta immersa in un bel parco, per poi scendere facendo una passeggiata nel parco e tornare al centro. Purtroppo il Duomo e l’anfiteatro sono già chiusi per l’orario. Comincia a scurire e così, prima di buio, torniamo al nostro ostello.
L’ultima notte qui a Firenze andiamo a cena in un locale praticamente a fianco all’ostello, carino e caratteristico. E’ una sorta di ristorante pizzeria, con un ambiente suggestivo all’interno che evoca la foresta, con tanto di simulazione di cascate ed animali. Si mangia davvero bene, come del resto dappertutto in questa città!
Dopo il Bargello raggiungiamo la vicina Piazza della Signoria, per entrare in un altro dei monumenti simbolo di Firenze: il Palazzo Vecchio. Fu progettato da Arnolfo di Cambio e completato nel 1322, quando venne innalzata la campana sulla cima della torre. Nel 1540 Cosimo I si trasferì qui con la sua famiglia e gran parte dell’interno fu ristrutturato dal Vasari, il quale progettò anche il cortile Fu anche sede del Parlamento italiano dal 1865 al 1871. Sulla destra un’ampia scalinata porta al gran salone del 1500, decorato da statue e giganteschi affreschi: qui si incontravano i capi della Repubblica Fiorentina. Proseguendo si trovano altre stanze, come quella di Eleonora de Toledo, del Papa Leone X, il quartiere degli elementi con allegorie di terra, acqua, fuoco, aria a opera del Vasari; poi ancora il salone dei Gigli, che sono l’emblema di Firenze. Infine si sale all’ultimo piano, all’aperto, dove è possibile ammirare la splendida Piazza della Signoria nella sua interezza.
Prima di andare via è doveroso un ultimo giro in Piazza Duomo, dove veniamo catturati da due artisti che convincono me e Davide a fare un bel ritratto. In pochi minuti siamo immortalati in una curiosa e buffa caricatura: un interessante ricordo da portare a casa!
Il pomeriggio chiudiamo le valigie e lasciamo la città dirigendoci verso Livorno, dove attendiamo l’imbarco al porto per il traghetto della Moby Lines verso Olbia. La partenza è puntuale e la prima cosa che si nota sulla nave è la differenza abissale delle cabine rispetto a quelle delle vecchie navi della Tirrenia: la quadrupla è grande e spaziosa, con la moquette in terra, la radio sul tavolo, i servizi puliti all’interno della cabina, con letti comodi e belle rifiniture. E la differenza di prezzo non è neanche tanta!
Termina così il nostro viaggio volto alla bellissima Firenze, una città che parla da sola, così ricca di cultura ed arte che spingono a chi la osserva a voler sapere e scoprire sempre di più sulla sua storia segnata da grandissimi poeti, pittori e scultori: geni dell’arte che qui hanno saputo esprimere il meglio, e donare la propria preziosissima arte al popolo fiorentino e italiano
Una volta a Firenze, seguiamo le indicazioni per raggiungere lo Youth Hostel in via Raffaele Sanzio, un ostello trovato in internet e prenotato tramite fax. Ci viene assegnata una stanza pulita e confortevole, all’interno di una struttura dove stanno eseguendo dei lavori in corso di completamento all’ingresso. La camera è più che discreta per trattarsi di un alloggio di questo tipo. I servizi sono puliti e nuovi, all’esterno della camera ma condivisi solo con un’altra stanza del piano.
Lasciamo i bagagli e Davide e Ignazio, che devono andare all’ I.L.P. (Italian Lan Party, una mega manifestazione dove si incontrano gli incalliti giocatori di PC, che portano il proprio computer e lo collegano agli altri, creando una gigantesca rete per giocare ai giochi di ultima generazione del momento, quali Couner Strike, Quake 3 Arena e Unreal Tournament), accompagnano me e Ste in centro.
Scendiamo nei pressi della chiesa di Santa Maria Novella, che raggiungiamo dopo dieci minuti di camminata. La chiesa gotica fu edificata tra il 1279 e il 1357 dai frati domenicani, e la facciata venne rifatta dall’Alberti, di fronte ad un piccolo verde ritrovo con splendida fontana. Non entriamo dentro, anche se è un vero peccato, dal momento che vi si trovano opere molto importanti come la Cappella Strozzi, con gli affreschi di Nardo Di Cione, la Cappella Tornabuoni col famoso ciclo di affreschi del Ghirlandaio, la Cappella di Filippo Strozzi con gli affreschi di Filippino Lippi e il Cappellone degli spagnoli.
Sostiamo sulla piazza principale scattando qualche foto nei pressi della bella fontana, e proseguiamo la piacevole passeggiata per le vie di Firenze, fino a tornare all’appuntamento con Davide e Ignazio.
La città è piena di turisti da ogni parte e l’impatto è davvero forte, nel vedere tutti questi monumenti di grande storia e bellezza architettonica concentrati in poche centinaia di metri! Iniziamo a visitare il Campanile di Giotto, disegnato dallo stesso nel 1334 e completato dai successori nel 1359, ventidue anni dopo la sua morte. Saliamo i suoi 410 interminabili gradini resi ancora più faticosi dall’afa di oggi. Dalla sommità alta 85 metri si ammira uno splendido panorama di quasi tutta Firenze: bellissima la vista sul Duomo e della mastodontica cupola del Brunelleschi (alta appena sei metri di più), anche se purtroppo le sbarre danno un senso di prigionia e non permettono di scattare belle foto.
Una volta scesi seguiamo la lunga fila per la visita del Duomo, a fianco al campanile, dove entriamo dopo circa mezzora di attesa. Prima del Duomo di Firenze (o Cattedrale di Santa Maria del Fiore), l’area era occupata dalla chiesa di Santa Reparata, demolita nel 1296 per far posto a questo capolavoro. La costruzione è molto imponente e riflette la volontà fiorentina di primeggiare su tutto. I lavori iniziarono per conto di Arnolfo di Cambio, e vennero completati nel 1436; la sua facciata attuale venne completata però solo nel 1887. L’esterno lascia chi lo osserva estasiato e senza fiato, mentre l’interno è un po’ meno suggestivo. Colpisce in modo particolare l’immensa cupola del Brunelleschi con i dipinti e le decorazioni. Saliamo nuovamente un’interminabile gradinata di ben 463 gradini che compiono il giro a spirale della cupola, da dove si possono prima ammirare gli affreschi del Giudizio Universale del Vasari. Arriviamo alla sommità con altra vista spettacolare della città e finalmente senza inferriate. Da qua si osservano tutte le principali attrazioni che rendono famosa la magnifica Firenze: il campanile di Giotto, il Battistero, la Piazza Signoria e il Palazzo Vecchio, i giardini di Boboli e il Palazzo Pitti, le chiese di Santa Croce e di Santa Maria Novella.
Scesi dal Duomo terminiamo la visita della piazza con il Battistero, risalente al IV – V secolo, una delle costruzioni più antiche della città. Famose le sue porte, in particolare quella est chiamata del Paradiso, realizzate dal Ghiberti per festeggiare la fine della peste in Firenze nel 1401 e che fu scelto dopo un concorso dove parteciparono grandissimi artisti tra cui il Brunelleschi e il Donatello. All’interno ammiriamo i mosaici della magnifica volta del Battistero, che sovrastano il fronte ottagonale ove venne battezzato anche Dante Alighieri.
Sostiamo per il pranzo in un fast food a lato della piazza, dove si vendono panini e trance di pizza. Ne prendiamo qualcuna a caso, condite in maniera assai diverse dalle nostre pizze sarde, e scendiamo al piano di sotto trovando per fortuna un tavolino libero, nonostante l’enorme afflusso di gente dell’ora di punta.
Proseguiamo quindi verso Ponte Vecchio, uno dei simboli della città, caratteristico nelle sue antiche costruzioni divenute oggi preziosi ed importanti negozi di gioielleria. Lo attraversiamo per intero insieme ad una marea di turisti, provenienti dalle parti più disparate del pianeta, ed imbocchiamo la via verso i Giardini di Boboli.
I giardini furono creati per la famiglia Medici, dopo che acquistarono Palazzo Pitti, e fu aperto al pubblico nel 1766. Splendido esempio Rinascimentale, ci si perde dentro nel passeggiare liberamente, mentre ogni luogo dà una sensazione differente, tra cui quella ovvia di fare un profondo tuffo nel passato. Per primo incontriamo l’Anfiteatro, palcoscenico delle prime rappresentazioni d’opera, quindi saliamo per la Fontana di Nettuno del Lorenzi, costruita tra il 1565 e il 1568. Proseguiamo per lo splendido e lungo Vialottone di cipressi, risalenti al 1638, fiancheggiato da statue. Arrivati all’Isolotto, ammiriamo lo spettacolo degli uccelli e anatre che popolano il piccolo laghetto, le statue di contadini che circondano il giardino cinto da un fossato, nonché qualche gatto ruffiano che pare mettersi in posa apposta per farsi fotografare. Al centro troviamo infine la Fontana dell’Oceano (1576) del Gianbologna. Risalendo per il viale alberato giungiamo dapprima in un parco, quindi al Museo delle Porcellane, ormai chiuso visto il tardo orario. Il Forte Belvedere è chiuso per lavori, quindi scendiamo per il Kaffeehaus, un padiglione in stile Rococò costruito nel 1776 da Zanobbi del Rosso; di fronte si trova la Fontana di Ganimede. Infine giungiamo alla Grotta del Buon Talenti del 1583, dove troviamo il calco dei Prigioni di Michelangelo, Paride con Elena di Troia di Vincenzo de Rossi, e una fontana con Venere del Gianbologna. Verso l’uscita dei giardini incrociamo la Fontana di Bacco del 1560, copia dell’originale di Valerio Cioli, che ritrae Pietro Barbino, il nano di corte di Cosimo I, nelle sembianze di Bacco dio del vino che cavalca una tartaruga.
Usciamo dai giardini e rientriamo all’ostello a piedi camminando per un’altra oretta, stanchissimi dopo il lunghissimo giro, le scalinate dei monumenti e le salite e le discese del parco, ma allietati nell’ammirare il bel verde che caratterizza e colora questa città.
28/04/2001 - Visita al Palazzo Pitti; Piazza Signoria: visita agli Uffizi.
Torniamo al Palazzo Pitti, all’entrata dei Giardini di Boboli, che ieri per problemi di tempo non siamo riusciti a visitare. Il palazzo fu costruito per il banchiere Luca Pitti, probabilmente su progetto del Brunelleschi, e venne iniziato nel 1458 ca. Dopo il fallimento del banchiere, i lavori furono sospesi e ripresi un secolo dopo: da allora divenne residenza dei Medici e di tutti i governatori. Nel XVII secolo fu aggiunta la Galleria Palatina, con pareti affrescate, opere barocche e rinascimentali sistemate per volere dei medici stessi per le sensazioni che suscitavano. Stupende e affascinanti le sale di Saturno, Giove, Marte, Apollo e Venere dove si trova la magnifica “Venere Italica del Canava”, commissionata da Napoleone per sostituire la Venere Medici degli Uffizi che doveva essere portata a Parigi. Si distinguono poi alcuni dipinti del Viziano come La Bella e La Maddalena, e di Raffaello per La Velata. Durante la visita si nota lo sfarzo, il lusso e la ricchezza in cui viveva questa famiglia. Ogni stanza è di un colore differente: rossa, verde, gialla, bianca, etc. Molto bella la sala dei pappagalli con pareti ricoperte da tappezzeria rossa e disegnata di uccelli.
Terminata la visita prendiamo la strada verso Piazza Signoria, dove arriviamo all’ora di pranzo. Sostiamo a consumare un pasto veloce e verso le 15:00 proviamo raggiungere gli Uffizi, sperando di non trovare una lunghissima fila. In effetti da fuori non appare poi tanta, ma presto ci rendiamo conto che la parte più lunga prosegue dentro! Impieghiamo più di un’ora prima di iniziare ufficialmente la visita alla Galleria, sicuramente una delle mete più ambite e frequentate dai turisti che vengono qui ad ammirare le straordinarie opere d’arte. Fu costruita su progetto del Vasari per gli “Uffizi” delle magistrature delle nuove amministrazioni di Cosimo I. Dal 1581 gli eredi di Cosimo I, in particolare Francesco I, utilizzarono lo spazio per esporre quadri della collezione di famiglia. I suoi discendenti continuarono ad aggiungere le opere fino a quando, nel 1737, Anna Maria Luisa ultima dei Medici la donò al popolo fiorentino.
Visitare gli Uffizi è fare un vero e proprio viaggio nell’arte e nel passato misto tra fantasia e realtà; i quadri sono lì e parlano da soli mentre si osservano: ognuno ha una storia diversa e un proprio significato in cui è piacevole perdersi nell’immaginazione. E’ nell’immensa sala 10-14 che Botticcelli scocca la sua freccia e Stefania rimane innamorata e colpita dai suoi affreschi. Si incontrano uno dietro l’altro i maggiori pittori di tutti i tempi: Piero della Francesca, Michelangelo, Tiziano, Giotto, Filippo Lippi, Leonardo da Vinci. Suggestiva è poi la tribuna ottagonale con soffitto in madreperla, disegnata dal Buontalenti per consentire a Francesco I di esporre le opere della collezione. Bellissima e senza parole è la Venere d’Urbino di Tiziano del 1538. Le sale di Rubens, Remembrandt e del Caravaggio purtroppo in questi giorni sono chiuse al pubblico. Rimaniamo diverse ore a visitare la galleria, per poi finalmente desistere e poter rientrare, ormai sera tardi, al nostro ostello per riposare.
Usciamo verso le 21:00 con Davide e Ignazio, che praticamente sono sempre tutto il giorno all’I.L.P., per andare a cenare in una trattoria. Ne scegliamo una tra le tante in una piazzetta che incontriamo, salendo la via principale di Raffaele Sanzio. E’ molto caratteristica e con un ottimo rapporto qualità prezzo. Scelgo una enorme porzione di penne alla boscaiola, ricoperte da uno squisito sugo talmente complesso da non saper riconoscere neanche tutti gli ingredienti!
Terminata la visita, proseguiamo verso la piazza della Chiesa di Santa Croce (1294), basilica gotica dove si trovano le tombe degli uomini più illustri dei secoli scorsi. La visita all’interno chiude all’ora di pranzo e riapre alle 15:00, così sostiamo in un bar della piazza (dai prezzi carissimi!) per un pasto veloce. Verso le 15:00 comincia a riunirsi un folto gruppo di turisti sulle scalinate della chiesa, ma riusciamo ad entrare subito all’apertura delle porte. L’interno è ricco di affreschi dipinti nelle varie cappelle, come quelli di Giotto nella Cappella Bardi che traggono scene di vita di San Francesco, il crocifisso di Donatello e l’affresco di Gaddi nella Cappella Baroncelli. Si trovano inoltre la tomba di Michelangelo (disegnata dal Vasari), il cenofilo dedicato a Dante (che morì a Ravenna nel 1321), la tomba del Machiavelli sepolto nel 1527, quella di Leonardo Bruno e Galileo Galilei. Proseguiamo con la visita al Chiostro alla Cappella de’ Pazzi del Brunelleschi del 1430, che rappresenta il primo esempio rinascimentale italiano, semplice ma molto bello, per concludere con il museo dove si trova il Crocefisso del Cimabue. Santa Croce è un piacevole luogo di pace dove si respira un’aria di tranquillità che giova l’anima, una vera e propria musica di serenità che incita a rimanere tutto il giorno.
Rientriamo all’ostello abbastanza presto e decidiamo di sfruttare queste ultime ore di luce prendendo l’auto e uscendo nei dintorni raggiungendo Fiesole, una località molto turistica a qualche chilometro da Firenze. La strada alberata che vi arriva è molto bella e sale su per un colle dove sorge la cittadina. Parcheggiamo l’auto e camminiamo a piedi, raggiungendo un grande spiazzo panoramico dal quale si può ammirare una spettacolare vista di Firenze da togliere il fiato! Si scorge il Duomo e qualche monumento principale, ma soprattutto colpisce il verde della meravigliosa e rilassante campagna toscana. Proseguiamo salendo ancora più su fino ad arrivare ad una chiesetta immersa in un bel parco, per poi scendere facendo una passeggiata nel parco e tornare al centro. Purtroppo il Duomo e l’anfiteatro sono già chiusi per l’orario. Comincia a scurire e così, prima di buio, torniamo al nostro ostello.
L’ultima notte qui a Firenze andiamo a cena in un locale praticamente a fianco all’ostello, carino e caratteristico. E’ una sorta di ristorante pizzeria, con un ambiente suggestivo all’interno che evoca la foresta, con tanto di simulazione di cascate ed animali. Si mangia davvero bene, come del resto dappertutto in questa città!
Dopo il Bargello raggiungiamo la vicina Piazza della Signoria, per entrare in un altro dei monumenti simbolo di Firenze: il Palazzo Vecchio. Fu progettato da Arnolfo di Cambio e completato nel 1322, quando venne innalzata la campana sulla cima della torre. Nel 1540 Cosimo I si trasferì qui con la sua famiglia e gran parte dell’interno fu ristrutturato dal Vasari, il quale progettò anche il cortile Fu anche sede del Parlamento italiano dal 1865 al 1871. Sulla destra un’ampia scalinata porta al gran salone del 1500, decorato da statue e giganteschi affreschi: qui si incontravano i capi della Repubblica Fiorentina. Proseguendo si trovano altre stanze, come quella di Eleonora de Toledo, del Papa Leone X, il quartiere degli elementi con allegorie di terra, acqua, fuoco, aria a opera del Vasari; poi ancora il salone dei Gigli, che sono l’emblema di Firenze. Infine si sale all’ultimo piano, all’aperto, dove è possibile ammirare la splendida Piazza della Signoria nella sua interezza.
Prima di andare via è doveroso un ultimo giro in Piazza Duomo, dove veniamo catturati da due artisti che convincono me e Davide a fare un bel ritratto. In pochi minuti siamo immortalati in una curiosa e buffa caricatura: un interessante ricordo da portare a casa!
Il pomeriggio chiudiamo le valigie e lasciamo la città dirigendoci verso Livorno, dove attendiamo l’imbarco al porto per il traghetto della Moby Lines verso Olbia. La partenza è puntuale e la prima cosa che si nota sulla nave è la differenza abissale delle cabine rispetto a quelle delle vecchie navi della Tirrenia: la quadrupla è grande e spaziosa, con la moquette in terra, la radio sul tavolo, i servizi puliti all’interno della cabina, con letti comodi e belle rifiniture. E la differenza di prezzo non è neanche tanta!
Termina così il nostro viaggio volto alla bellissima Firenze, una città che parla da sola, così ricca di cultura ed arte che spingono a chi la osserva a voler sapere e scoprire sempre di più sulla sua storia segnata da grandissimi poeti, pittori e scultori: geni dell’arte che qui hanno saputo esprimere il meglio, e donare la propria preziosissima arte al popolo fiorentino e italiano
Una volta a Firenze, seguiamo le indicazioni per raggiungere lo Youth Hostel in via Raffaele Sanzio, un ostello trovato in internet e prenotato tramite fax. Ci viene assegnata una stanza pulita e confortevole, all’interno di una struttura dove stanno eseguendo dei lavori in corso di completamento all’ingresso. La camera è più che discreta per trattarsi di un alloggio di questo tipo. I servizi sono puliti e nuovi, all’esterno della camera ma condivisi solo con un’altra stanza del piano.
Lasciamo i bagagli e Davide e Ignazio, che devono andare all’ I.L.P. (Italian Lan Party, una mega manifestazione dove si incontrano gli incalliti giocatori di PC, che portano il proprio computer e lo collegano agli altri, creando una gigantesca rete per giocare ai giochi di ultima generazione del momento, quali Couner Strike, Quake 3 Arena e Unreal Tournament), accompagnano me e Ste in centro.
Scendiamo nei pressi della chiesa di Santa Maria Novella, che raggiungiamo dopo dieci minuti di camminata. La chiesa gotica fu edificata tra il 1279 e il 1357 dai frati domenicani, e la facciata venne rifatta dall’Alberti, di fronte ad un piccolo verde ritrovo con splendida fontana. Non entriamo dentro, anche se è un vero peccato, dal momento che vi si trovano opere molto importanti come la Cappella Strozzi, con gli affreschi di Nardo Di Cione, la Cappella Tornabuoni col famoso ciclo di affreschi del Ghirlandaio, la Cappella di Filippo Strozzi con gli affreschi di Filippino Lippi e il Cappellone degli spagnoli.
Sostiamo sulla piazza principale scattando qualche foto nei pressi della bella fontana, e proseguiamo la piacevole passeggiata per le vie di Firenze, fino a tornare all’appuntamento con Davide e Ignazio.















