I viaggi di Gigi: POMPEI - La storia
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Introduzione
Inizia un altro straordinario viaggio alla scoperta di tutte le atrattive di Pompei, il più celebre luogo archeologico del mondo. Oggi parliamo della sua incredibile storia.
Descrizione
I viaggi di Gigi: POMPEI - La storia
Voglio iniziare oggi un meraviglioso viaggio nel tempo, alla riscoperta del più straordinario luogo antico che la Storia ci abbia conservato, Pompei. Conosco molto bene la città, perché vi ho dedicato due lavori molto importanti, un grande documentario filmato e la più importante applicazione turistica della mia serie “FILMCARDS”, consistente in numerose guide multimediali scaricabili (per chi possiede un iPhone o un iPad) da App Store, il celebre negozio virtuale della Apple. E (insieme alle tante foto, anche di ricostruzioni grafiche, che completeranno gli articoli) vi racconterò gli splendori dei suoi monumenti e delle sue case, e soprattutto cercherò di farvi capire l’”anima” di questa straordinaria città, e perché il Destino ne ha voluto fare il più celebre sito archeologico della Storia.
Quando il 24 agosto del 79 d.C. una fertile montagna della Campania, il Vesuvio, esplose all’improvviso, con una potenza devastante, cancellando dalla faccia della terra tutti i centri abitati sorti sulle sue pendici, nessuno avrebbe previsto che, duemila anni dopo, quell’evento si sarebbe trasformato in un luogo leggendario e avrebbe tramandato come nessun'altro la vita e le usanze di un popolo pure mitico. All’epoca della tragedia, Pompei era uno dei più fiorenti centri della Campania. Non era una città giovanissima, anzi… Era nata 800 anni prima e la sua splendida posizione geografica, situata ad anfiteatro sul mare, alla foce del fiume Sarno, che allora era navigabile, e all'incrocio di importanti strade, in un'area fertilissima, la resero sempre un luogo appetibile per innumerevoli invasori. Vi passarono così gli Etruschi, i Greci, i Sanniti, fino all’inarrestabile ciclone di Roma, che, con Silla, nell’89 a.C., l’aveva trasformata in colonia romana. Era iniziato il suo ultimo secolo di vita. Un secolo in cui la città, che si estendeva per 66 ettari e contava circa 20.000 abitanti, aumentò la sua vocazione commerciale, diventando un ricercato luogo di vacanza per ricchi personaggi romani (da Cicerone a Silla, da Nerone a Poppea), che vi costruirono favolose ville, arricchite con splendide opere d'arte.
Il primo segnale della fine arrivò nel 62 d.C., quando l’area vesuviana fu scossa da un terremoto terribile, che anche a Pompei causò vittime e distruzioni. Il resto è storia nota. I lavori di ricostruzione erano ancora in corso quando, 17 anni dopo, il Vesuvio (che all'epoca era una dolce e fertile montagna che non faceva certo prevedere di essere un vulcano in piena attività) scoppiò all’improvviso, trasformando quel meraviglioso golfo in un buio teatro di morte. Era un giovedì, il giorno dedicato a Giove. Ma il padre degli dei non fu generoso con la città che pure lo venerava come suo protettore. Una massa immensa di cenere e lapilli fu scagliata fino a 30 km d’altezza, per poi ricadere, come un mantello di morte, su tutta la regione. Gli effetti furono catastrofici. Milioni di pietre di pomice infuocate caddero sulla città, mettendo in fuga gli abitanti e distruggendo, col loro peso, i tetti delle abitazioni. Ma, a differenza di quel che comunemente si crede, la tragedia, in vite umane, non esplose al momento della prima eruzione. La pomice, infatti, sia pure abbondantissima, era relativamente leggera e non provocò in sé molte vittime, anzi, quando cessò di cadere, fece illudere la gente, che si era rifugiata per lo più sul mare alle porte della città, che il pericolo fosse passato. I più, allora, tornarono indietro, per valutare i danni e salvare il salvabile. E fu allora che il destino si dimostrò inesorabile. Il vulcano esplose di nuovo con una potenza inimmaginabile, scaraventando fin oltre 30 Km d'altezza una spaventosa nube piroclastica, formata di vapori bollenti di zolfo, che calò come un mantello di morte su uomini e cose, uccidendo ogni forma di vita. In meno di 48 ore, una città meravigliosa e i suoi nove secoli di vita erano stati cancellati dalla storia.
Nella spaventosa tragedia, il caso volle che l'immenso materiale caduto dal cielo, pur uccidendo praticamente all'istante gli esseri umani, ricoprisse la città di un'immensa coltre di ceneri, pomice e lapilli, senza distruggere però (come certamente avrebbe fatto la lava che scese verso Ercolano), le mura delle case, e soprattutto un'infinità di reperti e straordinarie opere d'arte che arricchivano templi e case dei ricchi. Un’incredibile casualità che, almeno dal punto di vista archeologico, ha permesso alla città di rimanere come "ibernata" per quasi diciotto secoli, riapparendo agli occhi dei primi scopritori, come una straordinaria "fotografia" della storia. Dopo tre giorni di terrore e morte il grande monte, oramai divenuto un terribile vulcano, placò la sua ira. Cominciarono a giungere i soccorsi da Roma, inviati dall'imperatore Tito, e i sopravvissuti tornarono in città per cercare di recuperare i corpi dei loro cari e qualcosa dei loro beni. Ma oramai una coltre di cenere e lapilli copriva tutto con uno strato di oltre sei metri, e così, lentamente, la popolazione decise di abbandonare quel luogo infausto, trasferendosi altrove. Quanti furono i morti, a Pompei? È difficile dirlo, sembra intorno ai 6.000, molti travolti anche dalla furia delle onde, il primo spaventoso “tsunami” della storia che si ricordi.
L'oblio calò lentamente sulla bellissima e sfortunata città, che rimase dimenticata per 18 secoli, fino al 1748, quando il re borbonico Carlo III fece iniziare i primi scavi regolari, dopo il casuale ritrovamento di alcuni reperti, e da allora l'attività di scavo non si è più interrotta. Solo nel 1860, con l’archeologo Giuseppe Fiorelli, si giunse finalmente alla razionalizzazione degli interventi. Questi divise Pompei in regiònes, cioè quartieri, e ìnsule, cioè isolati, assegnando a ciascun edificio un numero progressivo, secondo un criterio di individuazione e di orientamento tuttora usato. Fu sempre Fiorelli, inoltre, ad avere l'idea geniale di riempire con gesso liquido le cavità lasciate dai corpi decomposti, ricreando le celebri forme umane che danno, nella loro spaventosa e tragica posa, l'idea immediata di come la tragedia fosse stata improvvisa e devastante. Immagini sconvolgenti, che mostrano l’attimo della morte di centinaia di esseri umani, compresi bambini piccolissimi. Moltissimi furono trovati nelle loro case bloccati per sempre mentre cercavano di portar via oro e ricchezze. Nella Casa del Menandro furono persino scoperti gli scheletri di un gruppo di ladri (con la refurtiva addosso) che, sommersi dalla cenere, cercarono invano di scavarsi una via di fuga con gli stessi picconi con cui avevano sfondato il muro della casa.
Seguirono numerose scoperte e, tra il 1924 e il 1961, con l’archeologo Amedeo Maiuri direttore degli scavi, ebbe inizio l’era dell’archeologia scientifica nell’area vesuviana. Attualmente dei circa 66 ettari della città, meno dei due terzi sono stati riportati alla luce, restituita al suo popolo di manichini di gesso, che sembrano abitarla come tanti anni fa. Ombre silenziose e immobili nella loro attonita disperazione, che continuano a raccontarci la vita, l’arte e la sregolatezza di una civiltà che appartiene all’oblio, ma che mostra ancora la bellezza di una meravigliosa città, violentata da un destino beffardo e spietato, capace di uccidere un intero popolo per renderlo immortale.
Per ora è tutto. Nelle prossime chiacchierate vi porterò alla scoperta delle celebri case e monumenti della città, raccontandovi molti dei suoi misteri e delle sue curiosità. Se volete saperne subito di più, però,avete una splendida occasione.
Per realizzare infatti un nostro grande documentario dedicato a Pompei, abbiamo girato per molti giorni in città, pagando molto cari i permessi delle riprese, che ci hanno consentito, però, di riprendere tutte le case e i monumenti più celebri (compresi quelli chiusi al pubblico per anni) e tutti i più importanti affreschi della città. Potrete visionare questi filmati su YOUTUBE (nel sito “FILMCARDS”) e addirittura, se avete l’iPhone o l’iPad, potrete visitarla standovene tranquillamente seduti a casa, scaricandovi un’applicazione presente su App Store e dedicata completamente a Pompei: per trovarla cercate “Filmcards Pompei” o il link http://itunes.apple.com/it/app/pompei/id339147826?mt=8. La guida offre la visita a tutti i più importanti luoghi della città, oltre 500 foto originali, 80 minuti di filmati, la ricostruzione grafica 3D di 40 monumenti, la Pompei erotica, un’audioguida di 90 minuti, oltre a 12 approfondimenti del mondo romano, l’elenco di alberghi e ristoranti e tutte le informazioni turistiche. Il tutto supportato da precisi punti GPS e un comodo navigatore.
Sul sito www.filmcards.it inoltre potrete scoprire tutte le guide già disponibili (Todi, Orvieto, Capri, Ischia, Roma Antica, Assisi, Iran, Uzbekistan e Palermo). Aspetto i vostri giudizi e naturalmente anche i suggerimenti (critiche comprese…). Nelle prossime chiacchierate, infine, vi racconterò molti dei misteri e delle curiosità di questa meravigliosa città del passato. Ciao!
gigi.oliviero09@gmail.com - www.filmcards.it




































