I viaggi di Gigi: POMPEI - seconda parte - Dall'Arco di Caligola a Porta Ercolano
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Introduzione
Il nostro percorso alla scoperta di Pompei prosegue.
Descrizione
I viaggi di Gigi: POMPEI - Seconda parte - Dall’Arco di Caligola a Porta Ercolano
Riprendiamo la nostra visita a Pompei, con un itinerario che, partendo dall’Arco di Caligola, ci farà visitare le prime, importanti case, per concludersi nella più importante necropoli della città, quella di Porta Ercolano.
CASA DELLA FONTANA PICCOLA
Poco dopo l’Arco di Caligola entriamo nella Casa della Fontana Piccola, una delle due (l’altra è quella “della Fontana Grande”) che prendono il loro nome da due belle fontane situate nel peristilio, cioè il giardino della casa. L’impianto originario di quest’abitazione risale agli inizi del I sec. a.C. Dopo il corridoio d’ingresso troviamo l’atrio, sul quale si aprono quasi tutte le stanze, e poi il tablìno che lascia vedere il giardino. Lo sguardo di chi entra è indirizzato, attraverso l’atrio e il tablìno, alla piccola fontana che scorgiamo sul fondo e che ha dato il nome all’abitazione. È a forma di edicola, rivestita di mosaici in pasta vitrea e conchiglie e racchiusa da un piccolo colonnato.
CASA DEL POETA TRAGICO
Poco più avanti visitiamo la prima, celebre casa della città, quella detta “del Poeta Tragico” per uno splendido mosaico raffigurante una scena teatrale situato sul pavimento del tablino e oggi, come tante altre opere d’arte rinvenute in città, conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La casa è nota anche per un altro mosaico, posto all’ingresso, con la scritta “Cave canem”, cioè “Attenti al cane!”. Nell’atrio, il classico impluvium, attorno al quale erano disposte le stanze di servizio. Più in là, un piccolo giardino, dove spicca un larario, cioè un tempietto dedicato ai Lari, i protettori della famiglia. Nel triclinium, la sala da pranzo, si possono ammirare due affreschi: una Venere con amorini e Arianna abbandonata da Teseo nell’isola di Nasso. Un altro bell’affresco è conservato al Museo Archeologico di Napoli e rappresenta il Sacrificio di Ifigenia.
CASA DI PANSA
Di fronte alla Casa della Fontana Grande si apre poi la Casa di Pansa, il cui impianto ci ricorda la perfezione della struttura abitativa romana. Questa grande casa risale alla metà del II secolo a.C. e al momento dell’eruzione era in ristrutturazione. All'ingresso il classico impluvium, destinato a raccogliere in una cisterna l’acqua piovana, ai cui lati si dispongono simmetricamente tre stanze da letto, i cubìcula, e un ambiente di servizio, mentre in asse con l’ingresso troviamo il tablìno, la sala di rappresentanza. Seguendo il corridoio a destra del tablìno si raggiunge il peristilio, cioè il giardino circondato da un portico colonnato e arricchito da una grande vasca d’acqua. Un giardino che ritroveremo in altre, ricche case e che spesso rendeva la dimora una vera villa di campagna in piena città. Sulla sinistra, passato uno stretto varco, troviamo la cucina, col banco di cottura in muratura; a sinistra è ancora riconoscibile una latrina.
CASA DI SALLUSTIO
Proseguendo per Via Consolare giungiamo a un bivio, dove una delle tante fontane della città ci permetterà una gradevole sosta. Oggi sembra scontato, ma anche duemila anni fa queste fontane riuscivano a fornire acqua potabile senza problemi, grazie ad un perfetto sistema di distribuzione idrica. Sulla destra potremo visitare la Casa di Sallustio. Il primo impianto di quest’abitazione risale al III sec. a.C. A sinistra dell'ingresso scopriamo un termopòlium, cioè una taverna in cui si vendevano bevande e vivande calde. Il bancone di vendita, a forma di ‘L’, era dotato di un piccolo focolare, collocato ad un’estremità, che permetteva di servire bevande calde o zuppe agli acquirenti. I sei vasi inseriti all’interno, contenevano vari alimenti: olive, legumi secchi, olio, vino. In asse con l’ingresso si trova il tablìno, mentre, più avanti, si scopre un giardino. La zona è organizzata attorno a un cortile porticato sulla cui parete è inserita una scena mitologica, la punizione di Atteòne, che viene trasformato in cervo e sbranato dai propri cani, per aver osato guardare Diana nuda, mentre faceva il bagno. All’interno dei due piccoli ambienti di riposo, ai lati del cortile, sono dipinte coppie mitiche di innamorati. A destra si trova l’ampia sala da pranzo e, a sinistra, la cucina.
CASA DEL CHIRURGO
Proseguendo giungiamo nei pressi di Porta Ercolano, dove troviamo la Casa del Chirurgo, una costruzione risalente al III sec. a.C., il cui nome deriva dal fatto che in essa sono stati rivenuti ben quattro strumenti chirurgici in ferro e bronzo. La forma molto attuale di questi strumenti testimonia una pratica chirurgica avanzata e sorretta anche dalla medicina che univa alle credenze popolari e alla sperimentazione empirica un uso sapiente di sostanze naturali.
NECROPOLI DI PORTA ERCOLANO
All’estremo angolo di nord-ovest della cinta muraria, sorge una delle sette porte della città, Porta Ercolano, cosiddetta perché da qui usciva la strada che collegava Pompei con Ercolano. Le mura che vediamo risalgono al III sec. a.C. Erano costruite con grossi blocchi di tufo e alte circa 7 metri. Lungo questo tratto sono ancora visibili i segni lasciati dai proiettili di pietra lanciati contro la città durante l’assedio di Silla. Da Porta Ercolano s’imbocca la Via dei Sepolcri, uno dei cimiteri della città che, per ragioni igieniche, erano tutti situati al di fuori delle mura. I sepolcri che incontriamo ai lati della strada risalgono al periodo che va dalla fondazione della colonia fino alla data dell’eruzione, cioè 79 d.C. Il rito funerario più diffuso qui a Pompei era quello dell’incinerazione. I defunti erano cremati e le ceneri raccolte in urne inserite poi in appositi loculi. La passeggiata ci permetterà di ammirare sepolcri di notevole importanza, segno evidente dello stato sociale e della ricchezza dei proprietari.
VILLA DI DIOMEDE
A metà della strada, sulla sinistra, si raggiungerà la Villa di Diomede, una sontuosa abitazione attribuita impropriamente ad Arrius Diomedes, di cui è stata rivenuta la tomba di fronte, sul lato opposto della Via. Costruita nel corso del II sec. a.C., la villa venne in parte tagliata dalla costruzione della strada. Dal monumentale ingresso entriamo nel peristilio. Sulla sinistra si può visitare il quartiere termale diviso nei soliti ambienti: lo spogliatoio, il frigidario, il tepidario e il calidario. Il giardino inferiore è circondato da un portico, ha al centro una splendida vasca-ninfeo e un pergolato che serviva da triclinio estivo, su cui si aprono gli ambienti di soggiorno.
Anche questa volta abbiamo finito. Nelle prossime chiacchierate, continueremo a visitare gli altri ambienti della città. Come il solito, se volete saperne subito di più, potrete andare su YOUTUBE (nel sito “FILMCARDS”), dove troverete bellissimi filmati sulla città. E addirittura, se avete l’iPhone o l’iPad, potrete visitarla standovene tranquillamente seduti a casa, scaricandovi un’applicazione presente su App Store e dedicata completamente a Pompei: cercate “Filmcards Pompei” o il link http://itunes.apple.com/it/app/pompei/id339147826?mt=8. La guida offre la visita a tutti i più importanti luoghi della città, oltre 500 foto originali, 80 minuti di filmati, la ricostruzione grafica 3D di 40 monumenti, la Pompei erotica, un’audioguida di 90 minuti, oltre a 12 approfondimenti del mondo romano, l’elenco di alberghi e ristoranti e tutte le informazioni turistiche. Il tutto supportato da precisi punti GPS e un comodo navigatore.
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