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I viaggi di Gigi: POMPEI - Visita alla città, prima parte - Da Porta Marina all'arco di Caligola  

Community: Diari di viaggio e Racconti I viaggi di Gigi: POMPEI - Visita alla città, prima parte - Da Porta Marina all'arco di Caligola

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Gigi
Scritto da: Gigi
Località: Pompei
Durata: 10 giorni
Data partenza: dal 02/02/2011 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Gigi Oliviero - Stefano Carbone

Introduzione

Inizia la nostra visita a Pompei, proposta con un itinerario molto logico e pratico che parte da Porta Marina.

Descrizione

I VIAGGI DI GIGI: Pompei - Prima parte - Da Porta Marina all’Arco di Caligola 

Vorrei riprendere a visitare la mitica Pompei, accompagnandovi per mano alla scoperta delle maggiori attrattive della città che, essendo molto vasta, rischia non solo di far perdere l’orientamento al turista che non la conosca, ma addirittura di fargli perdere la visita anche a luoghi molto importanti. Purtroppo una delle grandi carenze di questo sito è la quasi totale mancanza di informazioni in loco. Si può solo prendere una piccola cartina all’ingresso con la pianta e l’indicazione schematica dei principali monumenti. Anche le pochissime indicazioni dentro case e templi sono sbiadite e molto generiche.

Noi abbiamo realizzato una grande lavoro dedicato alla città, consistente in un lungo documentario in DVD e soprattutto un’importantissima applicazione, scaricabile su App Store (per chi possiede iPhone e  iPad) cercando “FILMCARDS POMPEI” o il link http://itunes.apple.com/it/app/pompei/id339147826?mt=8

Per farla abbiamo visitato (in settimane di lavoro e pagando salati permessi) tutte le case e i monumenti più importanti, anche quelli chiusi al pubblico per restauri, realizzando una guida che vi permetterà, anche in un giorno, di visitare tutti i luoghi più importanti. In dettaglio l’applicazione offre la visita a tutti i più importanti luoghi della città, oltre 500 foto originali, 80 minuti di filmati, la ricostruzione grafica 3D di 40 monumenti, la Pompei erotica, un’audioguida di 90 minuti, oltre a 12 approfondimenti del mondo romano, l’elenco di alberghi e ristoranti e tutte le informazioni turistiche. Il tutto supportato da precisi punti GPS e un comodo navigatore.

Tornando ai nostri articoli, abbiamo diviso la città in sei itinerari, che partono e si concludono a Porta Marina, l’ingresso principale. Stampandoli e portandoli con voi disporrete di una pratica guida organizzata con molta logica per essere certi di non perdere davvero le case e i monumenti più importanti. Ma prima ecco alcuni utili consigli per la visita: la città è un’immensa isola pedonale (la parte visitabile supera i 12 ettari!), e per di più è attraversata da strade non proprio agevoli. È consigliabile un abbigliamento comodo e leggero, soprattutto si raccomanda l’uso di scarpe comode e con tacco basso. All’interno esiste solo un bar tavola calda (subito dopo il Foro Grande). Numerose delle antiche fontane pubbliche sono state restaurate ed erogano acqua potabile. Gli ingressi agli scavi sono tre. Il principale è quello di Porta Marina, raggiungibile facilmente anche con la Ferrovia Circumvesuviana, che parte dalla stazione centrale di Napoli e raggiunge la stazione di Pompei Scavi (posta di fronte all’ingresso) in circa 30 minuti. Un altro ingresso è Porta Stabia, con accesso da Piazza Esedra, all’uscita di Pompei ovest dell’autostrada Napoli - Salerno. L’altro ingresso è nei pressi di Porta Nocera, con accesso da Piazza Anfiteatro, nella città nuova, accanto al celebre Santuario moderno. L’orario di visita dal 1° novembre al 31 marzo va dalle ore 8.30 alle ore 17.00. Dal 1° aprile al 31 ottobre, dalle ore 8.30 alle ore 19.30.

Nel corso di secoli di scavo, Pompei ha restituito tesori inestimabili per valore storico e artistico. A parte le inevitabili depredazioni subite, l’immenso patrimonio trovato nelle case e nei monumenti (oggetti d’uso comune, ma anche infiniti oggetti preziosi e artistici) è stato naturalmente asportato e conservato in vari luoghi. I più importanti sono stati trasferiti al Museo Archeologico di Napoli, uno dei più importanti del mondo.

PORTA MARINA

Iniziamo allora la nostra visita da Porta Marina, l’ingresso più importante. È situata all'uscita del casello Pompei Nord dell'autostrada Napoli-Salerno e di fronte alla fermata della ferrovia Cumana, che la collega alla stazione centrale di Napoli.

Appena entrati potrete ammirare, sulla destra, le mura della città che risale dolcemente il colle. Fatto il biglietto vi incamminerete verso una delle principali porte della città, detta appunto Porta Marina, perché era quella che si affacciava direttamente sul mare, che all'epoca era alle soglie della città. Era questa la più celebre delle sette porte della città. Si apre nelle antiche mura, lunghe oltre 3 Km, ed è composta di due fornici: uno per i pedoni, l’altro, più grande, per i carriaggi, che portavano pesce e sale dal porto fluviale posto alla foce del fiume Sarno.

TERME SUBURBANE

Prima di entrare a Porta Marina facciamo un salto a visitare le Terme Suburbane, risalenti al I sec. d.C., situate fuori delle mura, sulla sinistra della porta. Il mondo romano adorava le terme, luoghi adatti alla cura del corpo, ma in cui si andava anche per perfezionare incontri e amicizie, favoriti dalla gradevolezza e dall’intimità del luogo. La localizzazione di questo impianto, posto al di fuori delle mura, fa pensare che esso fosse per lo più destinato ai viaggiatori di passaggio, per garantire loro qualche ora di relax durante il viaggio. Entriamo nello spogliatoio (l'apoditèrium) dove ci colpiscono subito alcuni quadri raffiguranti scene erotiche, una vista che incontreremo più volte nella visita alla città. Si tratta di un campionario di posizioni amorose particolarmente audaci, in cui, caso forse unico nella pittura romana, appaiono due donne contemporaneamente. La cosa ha fatto pensare che queste terme potessero essere affiancate da un lupanare, cioè un bordello come ne incontreremo in città. Ma oggi si pensa che i quadretti fossero solo un modo gioioso e divertente per contrassegnare gli armadietti dove si riponevano i vestiti. Più avanti troviamo il frigidarium, la sala per i bagni freddi, e quindi il tepidarium e il calidarium, la sala per i bagni caldi, affacciata sul panorama tramite tre finestre.

TEMPIO DI APOLLO

Proseguiamo la strada che conduce verso il Foro e raggiungiamo, sulla sinistra, il tempio di Apollo, il più antico di Pompei, eretto in epoca sannitica, intorno alla prima metà del VI sec. a. C. Di fronte alle colonne del cortile erano collocate alcune statue di divinità, di cui oggi restano la statua di Apollo nell’atto di tendere l’arco e, sull'altro lato, quella di Diana, dea della caccia. Ai piedi della scala d’accesso c’è un altare in travertino, sul quale un'iscrizione attribuisce la costruzione del tempio ai quattuòrviri (cioè i governanti della città).

BASILICA

Proprio di fronte al tempio di Apollo entriamo nella Basilica, un ampio edificio che si affaccia sul Foro civile. Il nome basilica (il cui nome deriva dal greco e significa "casa del re", perché in epoca arcaica era il re a esercitare la giustizia) non deve trarci in inganno. Le basiliche romane non erano luoghi di culto, ma ampie costruzioni destinate alle contrattazioni d’affari e all’amministrazione della giustizia. Erano quindi i tribunali dell’epoca. Questa basilica è l’edificio pubblico più importante e antico della città. Risale al II sec a.C. ed è divisa in tre navate da 28 immense colonne, alte più di dieci metri. Sullo sfondo ci sono i resti del tribunale, cui i giudici accedevano da scale di legno. La sua altezza indicava una posizione gerarchica di superiorità, ma serviva anche a proteggere i magistrati stessi dalle frequenti ire dei condannati. I processi si svolgevano secondo criteri simili ai nostri, con l’accusa, la difesa, gli avvocati e un’ottima tutela per gli imputati. Testimonianza della grande modernità raggiunta dal diritto romano, che tanto ha contribuito a formare quello moderno

FORO GRANDE

Usciamo dalla Basilica sul lato meridionale del grande Foro. Si tratta di un'immensa piazza che era il centro della vita politica, amministrativa e religiosa di Pompei, ed era spesso utilizzata per spettacoli offerti da privati. Era circondato da un colonnato a due piani, e il suo accesso era vietato ai carri. Era cioè una grande isola pedonale. Abbellita con archi, statue e fontane, la piazza poteva accogliere tutta la popolazione della città, che si presume abbia raggiunto i 20.000 abitanti.

EDIFICIO DI EUMACHIA

Incamminandoci verso i resti del grande Tempio di Giove sullo sfondo (sovrastato dalla lontana immagine del Vesuvio), sulla destra scopriamo l’“Edificio di Eumàchia”, che prende nome da quello di una sacerdotessa di Venere, che apparteneva a una ricca famiglia di agricoltori e industriali e che doveva la sua fortuna al commercio della lana, attività che aveva ereditato dal marito. Si crede infatti che l'edificio fosse proprio la sede della Corporazione dei lanieri e dei tessili. Lo spazio interno è caratterizzato da un vasto cortile nel quale sono visibili i resti di un porticato a doppio ordine di colonne e di un'abside che conservava, su un podio, la statua della Concordia Augusta. In una nicchia alle spalle dell'abside è conservata una copia della statua della sacerdotessa, dedicatale dalla corporazione dei fullones, cioè i tessitori, tintori e lavandai, che costituivano la più importante industria pompeiana.

TEMPIO DI VESPASIANO

Accanto all'edificio di Eumachia scoprirete i resti di un tempio che sembra fosse dedicato al Genius di Ottaviano Augusto, il primo imperatore romano. Poi la dedica, di volta in volta, sarebbe stata fatta al Genio dei vari imperatori che seguirono, da ultimo, a Tito Flavio Vespasiano.

MACELLUM

Poco più avanti sorge il Macellum, l’area destinata al mercato della carne e del pesce, circondata da innumerevoli negozi. Al centro vi era una rotonda di 12 colonne, coperta con una cupola, con al centro una vasca destinata a vivaio di pesci, dove furono ritrovate lische, resti di frutta e cereali. Il vano a destra della parete di fondo era usato per la vendita di carne e pesce; quello a sinistra, per banchetti in onore dell’imperatore, una cui statua era esposta al centro. Sulla parete a sinistra dell'ingresso rimangono i resti degli affreschi in "quarto stile" che decoravano l’interno del cortile e rappresentanti quadri di soggetto mitologico. In due vetrine, infine, sono esposti i calchi in gesso di due persone morte durante l’eruzione.

TEMPIO DI GIOVE

La piazza del Foro è chiusa dal Tempio di Giove, il più importante edificio religioso della città. La costruzione risale al II sec. a.C. e il tempio era dedicato a Giove, il padre di tutti gli dei. Dinanzi al tempio sorgeva un grande altare, mentre ai lati vi erano due archi trionfali. Il tempio era posto su un alto podio, cui si accedeva con una imponente scalinata alla cui sommità erano situate sei colonne corinzie alte ben 12 metri. All’interno era custodita la statua del dio, della quale resta la testa, databile agli inizi del I sec. a.C. È in questo periodo che l’edificio fu trasformato in Capitòlium e dedicato al culto della "Triade Capitolina": Giove, Giunone e Minerva.

ARCO DI TIBERIO

Usciamo ora dal Grande Foro percorrendo la strada sulla destra del tempio di Giove. Di fronte a noi si eleva l’Arco di Tiberio, che rappresentava l’ingresso nel cuore della città. Fa parte dei numerosi archi eretti solitamente per glorificare gli imperatori. Erano rivestiti di marmi e adornati di statue e decorazioni e all’epoca dovevano essere molto spettacolari.

TERME DEL FORO

Poco più avanti, sulla sinistra, troviamo il primo dei quattro stabilimenti termali pubblici che esistevano in città: le Terme del Foro. Dopo uno spogliatoio, si accede al tepidarium, un locale con volte a botte, riscaldato da un grande braciere. Lungo le pareti corre una lunga mensola, adornata con statuine di terracotta, raffiguranti telamoni. Accanto entriamo nel calidarium, destinato ai bagni caldi e arredato con una grande vasca comune e un bacino per l’acqua fredda. Su questo si legge ancora un’iscrizione dei magistrati che lo fecero costruire, questa volta con denaro pubblico.

ARCO DI CALIGOLA - TEMPIO DELLA FORTUNA AUGUSTA

Di fronte alle Terme del Foro ci appaiono i resti del Tempio della Fortuna Augusta, costruito in epoca augustea su di un alto podio, e accessibile tramite due scalinate. La dedica alla dea Fortuna, forse la Fortuna Redux del ritorno di Augusto da una delle sue spedizioni, rientra in quell’aspetto della politica augustea che promuoveva il culto delle virtù del principe. Nella cella era situata la statua della Fortuna e, nelle nicchie laterali, quelle della famiglia imperiale.

Per oggi è tutto. Nelle prossime chiacchierate, continueremo a visitare questa magica città. Se volete saperne subito di più, però, oltre l’applicazione su App Store, potrete visionare numerosi filmati su YOUTUBE (nel sito “FILMCARDS”). Sul sito www.filmcards.it, inoltre, potrete scoprire tutte le altre applicazioni già disponibili (Todi, Orvieto, Capri, Ischia, Roma Antica, Assisi, Iran, Uzbekistan e Palermo). Aspetto i vostri giudizi e naturalmente anche i suggerimenti. A presto!

gigi.oliviero09@gmail.com - www.filmcards.it

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