I viaggi di Gigi: Uzbekistan: Shakhrisabz
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Introduzione
Descrizione
In viaggio con Gigi: Uzbekistan Shakhrisabz
Il nostro viaggio in Uzbekistan continua. Ho lasciato con Stefano Samarcanda, ubriaco di bellezze e grande storia. Capisco perché questo paese è considerato la vera perla fra le ex repubbliche sovietiche. In effetti da solo racchiude i ¾ delle testimonianze storiche e artistiche di tuta l’Asia centrale. Merito anche del suo personaggio forse più famoso, quel Tamerlano che, come tutti i grandi condottieri è stato spesso accusato di terribili atrocità e devastazioni, ma che ha saputo pure, in pochi decenni, portare questa terra ad essere la capitale di uno dei più grandi e potenti imperi del passato.
Per fortuna la telecamera che Stefano è riuscito a riparare funziona benissimo, e l’entusiasmo è tornato nella nostra microscopica troupe.
Altro vantaggio del viaggio è l’assistenza che ci sta fornendo la Sogda Tour (www.sogda-tour.com) l’agenzia tedesca che ci ha offerto il viaggio. Abbiamo sempre un’auto con l’autista a disposizione e soprattutto alcune guide (fra cui ragazze molto belle…) che parlano un ottimo italiano.
Ripartiamo quindi in auto verso Shakhrisabz, una piccola e tranquilla città a 80 Km a sud di Samarcanda, divenuta famosa per essere la città natale di Tamerlano. Il grande condottiero vi nacque il 9 aprile 1336, in una nobile famiglia locale.
Quando salì al potere, il monarca le dette il nome attuale, che significa “Città verde” e la trasformò in un grande monumento di famiglia.
Simbolo della città sono i resti del faraonico Palazzo Ak-Saray (Palazzo Bianco), l’immensa residenza del sovrano. Oggi ne rimane ben poca cosa, ma solo i laterali del portale d’ingresso (che doveva essere alto quasi 50 metri, come il Colosseo di Roma!), splendidamente decorati in piastrellato azzurro, danno l’idea dell’immensità del complesso. Il sovrano vi lavorò per 24 anni, destinandovi i più importanti artigiani dell’impero.
Volendo si può salire (anche se sono 116 gradini!) fin sulla sommità, per avere una bella panoramica della città.
Il centro dell’immensa piazza (che un tempo, ripetiamo, era occupata dall’intero palazzo) sorge una statua del sovrano.
Ci spostiamo poi verso la grande Moschea del Venerdì, ultimata da Ulughbek, il nipote prediletto di Tamerlano, nel 1437, in onore di suo padre Shah Rukh.
Fu un uomo di grandissima cultura, un vero mecenate del tempo, che agevolò le tante madrase del tempo, cioè le antiche scuole coraniche dove, oltre le materie religiose, si cominciò a studiare anche materie scientifiche, come la matematica e l’astronomia, di cui Ulughbek fu un grande seguace ed esperto, tanto da aver fondato addirittura un osservatorio i cui resti sono conservati ancor oggi a Samarcanda.
Il nome della moschea, sicuramente appropriato, significa “Cupola azzurra”, mentre le palme dipinte sulle pareti interne ricordano i progettisti indiani e iraniani dell’edificio originale.
Dietro la moschea sorge il complesso funerario degli antenati di Tamerlano. Entrando nel complesso, sulla sinistra, scopriamo il Mausoleo dello sceicco Shamseddin Kulyal, precettore spirituale di Tamerlano, e di suo padre Amir Taragay, completato nel 1374.
Sulla destra c’è la Gumbazi Seydan (Cupola dei seyydi), che Ulughbek fece ultimare nel 1438 come mausoleo per i suoi discendenti.
Dalla Kok-Gumbaz, un passaggio pedonale ci conduce ai resti di un altro mausoleo, chiamato Dorussiadat (cioè Seggio del Potere e della Forza), che Tamerlano terminò nel 1392 e che rivaleggiava in dimensioni con lo stesso Palazzo Ak-Saray.
Il principale edificio rimasto è l’alta tomba di Jehangir, il prediletto figlio maggiore di Tamerlano, morto a 22 anni.
In un vicolo dietro al mausoleo si può scendere in una piccola cripta, occupata da un unico sarcofago, con iscrizioni riguardanti il sovrano che fece pensare che questa fosse la sua reale tomba.
Ecco, tutto qui. La visita a questa piccola città si può completare facilmente in una giornata, ma vale davvero la deviazione.
Nel prossimo diario di viaggio vi porterò verso la Capitale, Tashkent per proseguire nella zona più verde e salubre del paese, la Valle di Fergana. E, come il solito, le sorprese e le meraviglie non mancheranno.
Se intanto volete consultare la guida multimediale che abbiamo realizzato in Uzbekistan, scaricatevi pure l’applicazione presente su App Store (cercate “Filmcards Uzbekistan” o il link http://itunes.apple.com/it/app/uzbekistan/id411457753?mt=8 ).
Si tratta di una vastissima guida con centinaia di testi e fotografie originali e oltre un’ora di filmati su tutto il Paese. Un modo completo di visitare questa terra senza muoversi da casa.
Su YOU TUBE, inoltre (sempre sul sito “FILMCARDS”), troverete moltissimi altri video su tutto il Paese. Arrivederci!
(gigi.oliviero09@gmail.com – www.filmcards.it)




