WhichPage-GetPartialViewNoCache = 0
 
HeaderMain-GetPartialViewNoCache = 0,0019532
HeaderBreadcrumb-GetPartialViewNoCache = 0
ExMktPlaceAdUnit-GetPartialView = 0,0009764

I viaggi di Gigi: Uzbekistan (Samarcanda)  

Community: Diari di viaggio e Racconti I viaggi di Gigi: Uzbekistan (Samarcanda)

HeaderPageTitle-GetPartialViewNoCache = 0,0009772
Gigi
Scritto da: Gigi
Località: Samarcanda
Durata: 15 gg
Data partenza: dal 10/03/2011 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Gigi Oliviero - Stefano Carbone

Introduzione

Il nostro viaggio in Uzbekistan prosegue nella sua meta più famosa: Samarcanda.

Descrizione

In viaggio con Gigi: Uzbekistan - Samarcanda

Il nostro viaggio in Uzbekistan continua. Siamo ripartiti, io e Stefano, da Bukhara, con molte emozioni nel cuore e un momento di panico. La mattina presto, infatti, prima di lasciare la città, ho voluto fare l’ultima inquadratura alla luce del mattino alla città e la telecamera, che non si è accesa, ci ha lasciato di colpo nello sconforto. Sono troppo esperto del mio lavoro per non capire quando un guaio tecnico è davvero serio. Per fortuna, insieme a me c’era Stefano, una persona magica, come amico e come inarrivabile solutore di problemi. È un architetto genovese di simpatia inenarrabile, con l’eterno mezzo toscano in bocca (spesso spento), gli occhialini da presbite e una curiosità inarrestabile per la vita e i suoi problemi. Tutto questo, unito al dono di natura di saper affrontare (e quasi sempre risolvere) qualsiasi problema la vita gli ponga davanti, ne fanno una persona assolutamente unica.

Con lui ero stato in Iran (e ne riparleremo…), in Bahrein, due volte in Oman, a Zanzibar, e quindi non avevo dubbi che la prosecuzione della mia avventura di documentarista in Uzbekistan fosse ancora una volta affidata a lui. Mantenni la calma e tirai fuori il mio iPhone, il magico apparecchietto che aveva già cambiato la mia vita, quando avevo dedicato al suo App Store due anni del mio lavoro, per costruire la grande catena di applicazioni turistiche FILMCARDS (in cui sarebbe stata inserita l’esperienza dell’Uzbekistan). Una telefonata a Roma (chi se ne frega del costo certo spropositato…) e la voce amica di Claudio, il mio tecnico, che capisce al volo il problema e mi dà alcuni suggerimenti.

Partiamo quindi per Samarcanda con l’angoscia nel cuore e la lontana speranza che anche questa volta il mio magico amico sappia fare un ennesimo miracolo. Il viaggio in macchina, come il solito, è lungo e stressante. Una media di 50-60 Km l’ora ci portano davvero allo sfinimento, anche per l’inesistenza di panorami e attrattive da visitare e riprendere nel viaggio (e meno male, dato il problema della telecamera).

Sbarchiamo a Samarcanda in serata, sfiniti e stressati come non mai. La città ci appare subito splendente, un vero miraggio dopo ore di desolazione. L’albergo è carino e molto centrale. Ci dicono subito che laggiù, a 500 metri, c’è la tomba del mitico Tamerlano. Ma, mi sembra ovvio, a me e Stefano, adesso non ce ne frega proprio niente… Ci fiondiamo in camera e, senza neanche pensare ai bagagli e alla doccia, tiriamo fuori la telecamera per vedere che si può fare. Ve la faccio breve. Vedo Stefano (come tante altre volte aveva fatto) smontare lentamente lo chassis, guardare tutto con curiosità e attenzione (in fin dei conti è un architetto edile, abituato a fare alberghi…) e poi dirmi, come il solito: “Non ti preoccupare, Gigi, vai al bar, stai tranquillo, ci penso io…" Lo guardo smarrito, poi, naturalmente, vado al bar. Lui riappare mezz’ora dopo, tranquillo, il sigaro sempre acceso (ma quando lo consuma?). Mi porta in camera, dove ritrovo la telecamera rimontata, che lui mi invita ad accendere. Ho una nuova ondata di panico, poi mi controllo e accendo l’interruttore. Il miracolo: si accende tutto. Resto senza fiato, mentre lui sembra quasi abituato alla vittoria. Sei grande Stefano!

La mattina dopo partiamo, felici, alla scoperta e alle riprese della mitica città, che mai mi è apparsa così splendente. Samarcanda, (che i Greci chiamavano Marakanda) è la città più nota e antica dell’Asia centrale. Fondata nel VII-VI sec. a.C., vive da sempre in un’aura di leggenda e mito. Sorta nei pressi di un’oasi, la città divenne presto fiorente grazie alla Via della Seta, il lungo percorso carovaniero che portava carovane dalla Cina e dall’India all’odierna Turchia. Grazie alla sua strategica posizione e alla sua mitica bellezza, attrasse da sempre i grandi conquistatori, a cominciare da Alessandro Magno che la occupò nel 329 a.C., sottraendola al regno sogdiano di cui la città era capitale. Nei secoli successivi fu occupata dai Turchi, dagli Arabi, dai Persiani, fino alla sua distruzione avvenuta ad opera di Gengis Khan nel 1220.

La città rinacque per opera del grande Tamerlano (e in seguito di suo nipote Ulughbek, saggio e colto monarca), che nel 1370 la scelse come capitale del suo impero, riportandola agli antichi splendori. Il complesso del Registan (che in tagiko significa “Luogo sabbioso”) è sicuramente una delle immagini più splendide e celebri di tutta l’Asia. Si tratta di un’immensa piazza, su cui prospetta un grandioso complesso architettonico tardo-medievale di madrase e moschee. Nel XIV sec. il complesso era il centro commerciale della città, con la grande piazza adibita a bazar. Il complesso principale è formato da tre immense madrase, che svettano verso il cielo con le loro splendide decorazioni di piastrelle azzurre.

L’edificio sulla sinistra è la Madrasa di Ulughbek, la più antica, risalente ai primi anni del 1300, dove, si dice, lo stesso sovrano avrebbe insegnato matematica, mentre le altre lezioni riguardavano teologia, astronomia e filosofia. Sotto le piccole cupole poste ai lati vi erano le aule per i circa 100 studenti che vivevano nelle celle disposte all’interno su due piani e affacciate su un ampio cortile. Entrando, sulla sinistra del grande cortile, si accede a una splendida moschea, abbagliante di decorazioni e colori.

Di fronte alla Madrasa di Ulughbek spicca poi la Madrasa Sher Dor, cioè “tigre”, così chiamata per le figure di due felini che spiccano sulla cima del portale d’ingresso, una rappresentazione certo inconsueta e rara, poiché contraddice al divieto della religione islamica di rappresentare figure viventi.

Tra i due edifici sorge la Medressa Tilla-Kari, completata nel 1660 e dotata di un bel cortile con giardino. Il suo fiore all’occhiello è la moschea, caratterizzata da sofisticate decorazioni in oro che simboleggiano la ricchezza della Samarcanda dell’epoca.

Il complesso ospita spesso rappresentazioni tradizionali, mentre di sera si può assistere a un coinvolgente spettacolo di suoni e luci. Questo delizioso complesso, che oggi ospita le spoglie di Tamerlano, fu eretto nel 1404 ed è caratterizzato da una splendida cupola azzurra scanalata. Sembra che esso fosse destinato a tomba di un nipote, Mohammed Sultan, che Tamerlano avrebbe voluto come suo successore.

Il sovrano, invece, si era fatto costruire una semplice cripta a Shakhrisabz, la sua città natale, ma quando morì improvvisamente per una polmonite, nel 1405, si trovava in Kazakistan per pianificare una spedizione contro i cinesi, e fu sepolto a Samarcanda, poiché i passi invernali chiusi non consentirono di trasportare la salma. Il mausoleo sorge intorno alla tomba di Sheikh Syid Umar, il più venerabile fra i maestri di Tamerlano, che si diceva fosse un discendente del profeta Maometto. All’esterno una serie di reperti ricorda le costruzioni che sorgevano in questo luogo un secolo prima, e cioè una sala per meditazione e un rifugio per i mendicanti. L’ambiente in cui riposa Tamerlano è una grande sala ottagonale, sormontata da una splendida cupola rossa. Al centro sono situate molte lapidi (mentre le tombe vere e proprie sono situate nel seminterrato). Al centro vi è quella del sovrano, formata di un unico pezzo di giada verde scuro. Alla sua sinistra vediamo quella di Ulughbek, il nipote prediletto, a destra quella di Mersaid Baraka, uno dei maestri di Tamerlano, mentre di fronte è situata quella di Mohammed Sultan. Le altre lapidi sono quelle dei figli del re e, davanti a tutte, quella di Sheikh Umar.

Nel 1941 l’antropologo sovietico Mikhail Gerasimov riuscì ad aprire le tombe, scoprendo che Tamerlano era alto un metro e settanta ed era menomato alla gamba e al braccio destro per delle ferite di guerra. Scoprì pure che Ulughbek era morto decapitato. Tutte le guide raccontano che sulla tomba del grande sovrano c’era scritto che chiunque avesse osato violare la tomba stessa, sarebbe stato sconfitto da un nemico più terribile di lui. Il giorno dopo la scoperta, il 22 giugno, Hitler attaccava l’Unione Sovietica.

Il Mausoleo di Ismail Al-Bukhari si trova a Hoja Ismail, un villaggio a 20 Km a nord di Samarcanda ed è uno dei luoghi più sacri dell’Islam. Al Bukhari, infatti, nato a Bukhara nell’810, fu uno dei più grandi studiosi musulmani dell’hadith (cioè i fatti e i detti di Maometto) e la sua opera è considerata dai musulmani sunniti seconda solo al Corano, come fonte di norme religiose. Per aver rifiutato di impartire lezioni personali al governatore di Bukhara e alla sua famiglia fu esiliato in questo piccolo borgo, dove morì e fu sepolto nell’870. Il suo mausoleo è composto di una moschea, un piccolo museo e due cortili. In quello principale si trova la tomba del santo, in marmo giallo e decorazioni di maiolica.

Situato a poca distanza dal complesso di Guri Amir (la tomba di Tamerlano), si può visitare il piccolo mausoleo di Rukhobod, il più antico della città, risalente al 1380. Il complesso cimiteriale di Sha-I-Zinda è uno dei luoghi più suggestivi di Samarcanda ed è composto di fresche stanze che circondano la tomba di Qusam Ibn-Abbas, un cugino del profeta Maometto che si dice abbia portato l’Islam in questa regione nel VII secolo. Il complesso prese la forma attuale quando Tamerlano e il prediletto nipote Ulughbek decisero di seppellire qui i loro familiari. Le facciate delle varie tombe, restaurate dai sovietici e splendenti di piastrelle azzurre, rimangono una visita bellissima. La tomba più bella è la seconda da sinistra, il Mausoleo di Shadi Mulk Aka (1372), dove riposa una delle mogli di Tamerlano. Una curiosa leggenda vuole che si debbano contare i gradini della lunga scalinata iniziale, per confrontare il numero con gli stessi contati all’uscita. Se il numero non coincide significa che il visitatore non si è lavato completamente dei suoi peccati.

La moschea di Bibi Khanym fu ultimata poco prima della morte di Tamerlano (1405) e, nelle intenzioni dei costruttori, doveva risultare la moschea più gigantesca di tutto il mondo antico. A essa è legata una celebre leggenda, che racconta che fu proprio Bibi Khanym, la moglie cinese di Tamerlano, a volerne la costruzione, per fare una grandiosa sorpresa al marito lontano. Il caso volle però che l’architetto designato si innamorasse pazzamente della donna, e, sfidando la sorte, riuscì a strapparle un bacio, con la minaccia di non completare il lavoro. Il bacio, però, fu così appassionato da lasciare un segno, che rivelò al marito il fatto. La scoperta del “tradimento” portò, naturalmente, all’immediata uccisione dell’architetto e, si dice, all’ordine imposto da allora per tutte le donne, di indossare un velo per non istigare in tentazione gli uomini. L’aspetto attuale del monumento è purtroppo molto deludente, in quanto i terremoti e l’evidente ambizione architettonica non le hanno permesso di sfidare i secoli come tanti altri monumenti della città. Con un po’ di fantasia, comunque, non si può non apprezzare la gigantesca idea che era alla base del progetto. Finanche l’enorme leggio di marmo per il  corano, che campeggia al centro del cortile, dà un’idea delle dimensioni del progetto.

Accanto alla moschea di Bibi Khanim si può entrare nel più grande e animato mercato della città, la cui visita ci darà una bella idea delle tradizioni e degli usi locali. Nei pressi del Bazar, su una piccola collinetta, sorge la Moschea di Hazrat Hizr, un edificio che risale addirittura all’VIII sec. e che fu raso al suolo da Gengis Khan nel 1200. Restaurato di recente da un ricco cittadino di Bukhara, è oggi la moschea più bella della città, con un pregevole interno dal soffitto a cupola. Molto bella, da qui, la vista sulla città.

Sulle sponde del fiume Siob sorge, in un piccolo edificio alla sommità di una collinetta, la tomba del profeta Daniele, un sarcofago lungo ben 18 metri. Le sue dimensioni dipendono dalla leggenda che il corpo del santo cresce di un centimetro l’anno, per cui il sarcofago deve essere continuamente allungato. Le sue spoglie (che risalgono al V sec.) furono portate qui dallo stesso Tamerlano, in segno di buon auspicio, dalla località di Susa, in Iran, dove c’è quella che si sostiene essere la vera tomba del profeta.

Bene, anche per oggi ho finito. Se volte saperne di più e visionare tutti i filmati della città e del paese, potete, come il solito, scaricare da App Store l’applicazione dedicata all’Uzbekistan (basta cercare “FILMCARDS UZBEKISTAN”), oppure vedere i filmati inseriti su You Tube sempre nel sito FILMCARDS. La prossima volta vi porterò a Shakhrisabz, la città natale di Tamerlano. A presto.

www.filmcards.it - gigi.oliviero09@gmail.com

DiaryDetailTopContainer-GetPartialView = 0,0585982

Commenti

DiaryCommentList-GetPartialView = 0,0039064

Racconta il tuo viaggio

Condividi la tua esperienza con altri viaggiatori
I tuoi racconti di viaggio sono unici, raccontali con parole e immagini. In più, grazie alle tue storie accumuli sconti su vacanze e accessori per partire verso una nuova avventura!;
DiaryWriteDiary-GetPartialView = 0,0009768
DiaryListRelated_2xN-GetPartialView = 0,0462932
ExMktPlaceAdUnit-GetPartialView = 0,0009764

Scarica gratis

la guida pdf di Samarcanda
La guida perfetta ovunque tu sia
DiaryGuideList-GetPartialView = 0,0048831
DiaryList_1xN-GetPartialView = 0,9698041
AdvValica-GetPartialView = 0,0009768
ExMktPlaceAdUnit-GetPartialView = 0

paesionline.live è una testata giornalistica iscritta al Tribunale di Velletri al N. 1674 / 2018 | Direttore responsabile Filippo Massimo

Note Legali | Note redazionali | Privacy Policy | Cookie Policy | Cambia Impostazioni Privacy Policy

È vietata la riproduzione anche parziale - Valica Spa non è responsabile dei siti collegati.

Valica
©2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Vietata la riproduzione Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur
Footer-GetPartialView = 0,0009763
AdvValica-GetPartialView = 0,0009768