ExMktPlaceAdUnit-GetPartialView = 0,0009764
Ritorno a Buenos Aires
Community: Diari di viaggio e Racconti Ritorno a Buenos Aires
HeaderPageTitle-GetPartialViewNoCache = 0,0019536
Scritto da: Manuele
Località:
Buenos Aires
Durata: 15 giorni
Data partenza: dal 12/04/2010 al
Viaggiatori: da 2 in su
Nomi dei viaggiatori: Manuele, Mario e tanti altri
Introduzione
A Buenos Aires non si può stare pochi giorni. All'inizio ti respinge poi ti innamora...
E, credo, questa è la prima motivazione per passare molti gioni nella capitale argentina. Sono tornato un mese fa per la seconda volta a causa di una forte e patologica dipendenza dal tango. Essendo già stato l'anno precedente credevo che mi avrebbe regalato strane sensazioni rivedere con nuovi occhi le vecchie vie. Invece no: il primo stupore è stata l'accoglinza. Baires mi aspettava proprio lì dove l'avevo lasciata. Appena ho rivisto la "mia zona" (Avenida Corrientes) mi sembrava di essere ritornato dopo 2 o 3 giorni, massimo una settimana. Sono riuscito a prendere per la seconda volta l'appartamento (un bb) immerso nella confusione del traffico quotidiano. In Italia non si ha idea fino a che punto può arrivare il rumore delle auto, dell'ambulanza, della polizia, del chiacchiericcio. Anche per questo è necessario un periodo di rodaggio. Perchè B.A. inizialmente ti respinge poi ti fa innamorare. D'impatto non è una città bella nel modo classico delle città europee. Ha una bellezza che va al di là della superficialità. E' la bellezza della malinconia di cete viuzze (calles) o di grandi e vitali strade (avenidas).
Alloggiavo su Pueyrredon, vicino Once. Quando ero a Roma avevo sentito storie terribili sul Barrio Once, tanto che non ho potuto fare a meno di avventurarmi nell'omonima piazza da solo un pomeriggio piovoso. E' un quartiere di immigrati peruviani che convivono accanto a poveri argentini. Stupisce che sono sempre tanti, il marciapiede è così pieno di persone a tutte le ore del giorno che si fatica a camminare per raggiungere la stazione. E verso Once tutti distribuiscono volantini a tutti; altri improvvisano lavori quali riparatore di cellulari con tanto di cartello in mano che li "qualifica". Un tassista si lamentava della criminalità che i peruviari hanno incrementato. Sicuramente si respira una malavita dell'ultimora ma tirando le somme non è mai successo niente (a parte uno scippo, ma questo succede ovunque se non si sta attenti). E' curiosa la capacità di truffare con fantasia e necassità. In un ristorante una apparentemente innocua vecchina, dopo aver indagato sulle mie origini di straniero, mi ha chiesto di cambiarle una banconota per facilitare il cameriere con il resto. La banconota da 50 pesos era falsa! Questa facilità nel truffare è ripagata però dalla facilità di socializzare e dai sorrisi degli argentini che, da buon popolo del sud, sanno essere accoglienti. Capita spesso di pensare che la miglior guida turistica siano i tassisti: sempre pronti a raccontare aneddoti, a esprimere opinioni e curiosare sulle origini comuni; perchè tutti hanno qualche parente italiano o sono immigrati italiani. Una notte un tassista armeno ha confessato che B.A. è la città migliore del mondo dove vivere se si ha un lavoro. Un altro, italiano ma residente lì da 50 anni, mi ha raccontato di quanto siano stati pronti all'integrazione gli argentini quando era arrivato giovanissimo da un paesino della Puglia.
Altro luogo dove può succedere di tutto sono le parrillas. Sono dei rozzissimi ristoranti che vendono carne alla brace. In questi locali non si conosce la parola igiene e non ho mai avuto l'onore di avere una tovaglia sul tavolo. In una, su Corrientes, ci sono carcasse di vacca appese ai muri (tipo macelleria) e schizzi di sangue ovunque. Però qui si trova la gente vera, operai, immigrati, studenti, impiegati e davvero pochi turisti. Accanto a queste meravigliose bettole ci sono lussuosi ristoranti che per 20 euro offrono un servizio eccellente e il miglior filetto mai mangiato. Un ristorante famoso è il "Siga la vaca": per 69 pesos (12-13 euro) offre carne a volontà e una bottiglia di vino a testa. Questo paradiso mangereccio si trova a Puerto Madero. In genere si fa un salto in questa zono dopo un po' che si sta a Baires. E fa un effetto strano: si passa dal Sud America a New York in 5 minuti. Costruzioni super moderne e locali alla moda lungo il fiume. Molto bello ma io ho sempre preferito l'atmosfera che cercavo: quella del sud. E da sud è sicuramente la notte. Calda nel clima (magari non d'inverno) e nell'aria; le case in stile francese o inglese o vittoriano a seconda della zona rendono vive le strade; i taxi sempre disponibili; i locali pieni anche nei giorni lavorativi; i negozi di bibete-tabacchi-caramelle-emanadas aperti a ogni ora (anche se protetti da una rete). E se si passeggia per San Telmo sembra di tornare in dietro nel tempo. Così come se si guardano le macchine vecchie di 400 mila chilometri! Se si finisce la serata a Palermo si torna ai giorni nostri, alla movida, a sorseggiare drink per noi a volte disgustosi (come il Fernet e Coca, che io adoro ma che so non riscuotere molto successo tra gli europei).
Non credo ci sia un motivo solo per andare a Buenos Aires. Non un monumento in particolare, non un museo. C'è il tango. Ma soprattutto ci sono gli occhi della gente e il colore del cielo. C'è Buenos Aires.
Descrizione
Quando si atterra a Buenos Aires ci si ricorda di essere in una città di mare. Non c'è niente di esplicito che rimandi al mare ma c'è l'aria, l'atmosfera da sud.E, credo, questa è la prima motivazione per passare molti gioni nella capitale argentina. Sono tornato un mese fa per la seconda volta a causa di una forte e patologica dipendenza dal tango. Essendo già stato l'anno precedente credevo che mi avrebbe regalato strane sensazioni rivedere con nuovi occhi le vecchie vie. Invece no: il primo stupore è stata l'accoglinza. Baires mi aspettava proprio lì dove l'avevo lasciata. Appena ho rivisto la "mia zona" (Avenida Corrientes) mi sembrava di essere ritornato dopo 2 o 3 giorni, massimo una settimana. Sono riuscito a prendere per la seconda volta l'appartamento (un bb) immerso nella confusione del traffico quotidiano. In Italia non si ha idea fino a che punto può arrivare il rumore delle auto, dell'ambulanza, della polizia, del chiacchiericcio. Anche per questo è necessario un periodo di rodaggio. Perchè B.A. inizialmente ti respinge poi ti fa innamorare. D'impatto non è una città bella nel modo classico delle città europee. Ha una bellezza che va al di là della superficialità. E' la bellezza della malinconia di cete viuzze (calles) o di grandi e vitali strade (avenidas).
Alloggiavo su Pueyrredon, vicino Once. Quando ero a Roma avevo sentito storie terribili sul Barrio Once, tanto che non ho potuto fare a meno di avventurarmi nell'omonima piazza da solo un pomeriggio piovoso. E' un quartiere di immigrati peruviani che convivono accanto a poveri argentini. Stupisce che sono sempre tanti, il marciapiede è così pieno di persone a tutte le ore del giorno che si fatica a camminare per raggiungere la stazione. E verso Once tutti distribuiscono volantini a tutti; altri improvvisano lavori quali riparatore di cellulari con tanto di cartello in mano che li "qualifica". Un tassista si lamentava della criminalità che i peruviari hanno incrementato. Sicuramente si respira una malavita dell'ultimora ma tirando le somme non è mai successo niente (a parte uno scippo, ma questo succede ovunque se non si sta attenti). E' curiosa la capacità di truffare con fantasia e necassità. In un ristorante una apparentemente innocua vecchina, dopo aver indagato sulle mie origini di straniero, mi ha chiesto di cambiarle una banconota per facilitare il cameriere con il resto. La banconota da 50 pesos era falsa! Questa facilità nel truffare è ripagata però dalla facilità di socializzare e dai sorrisi degli argentini che, da buon popolo del sud, sanno essere accoglienti. Capita spesso di pensare che la miglior guida turistica siano i tassisti: sempre pronti a raccontare aneddoti, a esprimere opinioni e curiosare sulle origini comuni; perchè tutti hanno qualche parente italiano o sono immigrati italiani. Una notte un tassista armeno ha confessato che B.A. è la città migliore del mondo dove vivere se si ha un lavoro. Un altro, italiano ma residente lì da 50 anni, mi ha raccontato di quanto siano stati pronti all'integrazione gli argentini quando era arrivato giovanissimo da un paesino della Puglia.
Altro luogo dove può succedere di tutto sono le parrillas. Sono dei rozzissimi ristoranti che vendono carne alla brace. In questi locali non si conosce la parola igiene e non ho mai avuto l'onore di avere una tovaglia sul tavolo. In una, su Corrientes, ci sono carcasse di vacca appese ai muri (tipo macelleria) e schizzi di sangue ovunque. Però qui si trova la gente vera, operai, immigrati, studenti, impiegati e davvero pochi turisti. Accanto a queste meravigliose bettole ci sono lussuosi ristoranti che per 20 euro offrono un servizio eccellente e il miglior filetto mai mangiato. Un ristorante famoso è il "Siga la vaca": per 69 pesos (12-13 euro) offre carne a volontà e una bottiglia di vino a testa. Questo paradiso mangereccio si trova a Puerto Madero. In genere si fa un salto in questa zono dopo un po' che si sta a Baires. E fa un effetto strano: si passa dal Sud America a New York in 5 minuti. Costruzioni super moderne e locali alla moda lungo il fiume. Molto bello ma io ho sempre preferito l'atmosfera che cercavo: quella del sud. E da sud è sicuramente la notte. Calda nel clima (magari non d'inverno) e nell'aria; le case in stile francese o inglese o vittoriano a seconda della zona rendono vive le strade; i taxi sempre disponibili; i locali pieni anche nei giorni lavorativi; i negozi di bibete-tabacchi-caramelle-emanadas aperti a ogni ora (anche se protetti da una rete). E se si passeggia per San Telmo sembra di tornare in dietro nel tempo. Così come se si guardano le macchine vecchie di 400 mila chilometri! Se si finisce la serata a Palermo si torna ai giorni nostri, alla movida, a sorseggiare drink per noi a volte disgustosi (come il Fernet e Coca, che io adoro ma che so non riscuotere molto successo tra gli europei).
Non credo ci sia un motivo solo per andare a Buenos Aires. Non un monumento in particolare, non un museo. C'è il tango. Ma soprattutto ci sono gli occhi della gente e il colore del cielo. C'è Buenos Aires.
DiaryDetailTopContainer-GetPartialView = 0,0126971
Commenti
Ciao! Mi ha fatto un immenso piacere leggere il tuo racconto su B.A... sono italiana, romagnola, ma vengo in Argentina da 5 anni perché sposata con un italo-argentino... vivo in Buenos Aires dove ormai mi sento a casa. Sì ...... vedi tutto è una città (megalopoli) davvero strana... all'inizio molte cose mi lasciavano di sasso poi mi sono innamorata di questa città che se non la vivi non puoi saprere quello che può darti... grazie del tuo commento!
DiaryCommentList-GetPartialView = 0,0048827
Racconta il tuo viaggio
Condividi la tua esperienza con altri viaggiatori
I tuoi racconti di viaggio sono unici, raccontali con parole e immagini. In più, grazie alle tue storie accumuli sconti su vacanze e accessori per partire verso una nuova avventura!;
DiaryWriteDiary-GetPartialView = 0,0009764
Altri diari sulle destinazioni vicine
ERROR
AdvAdSenseSearch
DiaryListRelated_2xN-GetPartialView = 0,0449256
ExMktPlaceAdUnit-GetPartialView = 0,0009772
La guida perfetta ovunque tu sia
DiaryGuideList-GetPartialView = 0,0029296
Ultimi diari
DiaryList_1xN-GetPartialView = 0,9473401
AdvValica-GetPartialView = 0
ExMktPlaceAdUnit-GetPartialView = 0,0009772




