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Un posto nel mondo - Diario parigino  

Community: Diari di viaggio e Racconti Un posto nel mondo - Diario parigino

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Sabrina
Scritto da: Sabrina
Località: Parigi
Durata: 2 mesi
Data partenza: dal 29/05/2009 al
Viaggiatori: 1
Nomi dei viaggiatori: Sabrina

Introduzione

Un viaggio nella metropolitana Parigi, tra odori, curiosità e le mille sfaccettature di una Capitale europea multiculturale.

Descrizione

29 maggio: La Tour Eiffel mi accoglie illuminata...sono a Parigi dopo un viaggio di tutta una giornata...il display della digitale durante il volo si è rotto ma, pazienza, mi piace sapere che Elian, il fotografo bulgaro con cui ho intrattenuto una piacevole conversazione in inglese, anche se il mio un po’ più maccheronico, ora è a Barcellona...persone che si incontrano e poi non si rivedono più come Corinna con cui ho trascorso tutto il volo chiacchierando. Arrivo a casa, sono le 22.00 e il sole sta tramontando adesso, giuro! Un ambiente familiare, volti di colore e turisti, Parigi è anche questa, è una festa di sabato sera con le donne nere bellissime nei loro costumi tradizionali...gli Champs' che si allungano e sembrano non finire mai...prime impressioni, una prima messa in lingua francese che non guasta mai, una donna che mi si avvicina dandomi Paix e gli occhi le si illuminano...Parigi è così grande e io mi sento così piccola in confronto ma anche così in pace, nonostante le difficoltà. È questo il viaggio che volevo.

 

2 giugno: È stata una giornata piena e intensa, finalmente ho conosciuto lo studio legale, ma la realtà ha superato le aspettative...altro che Italia...purtroppo...una realtà organizzativa che noi ci sogniamo...ho il mio bureau! La mia posta elettronica dello studio, già mi hanno affidato una pratica da studiare (anche se l'ho solo leggiucchiata per oggi, è un fascicolo alto 5 cm!), mi saranno state presentate 40 persone tra avvocati, collaboratrici e stagiaires...ovviamente io sono l'unica italiana...ovviamente parlano solo francese. La mattinata passa veloce tra le presentazioni e il tour per lo studio che a momenti mi perdevo per quanto è grande, silenzioso, con la moquette per terra, la bibliò personale con gli stagiares chini sui pc...è l'ora del dejeuner: il capo viene a prenderci e ci porta a pranzo in un bistrot sul Foubourg st. Honorè...che pacchia, paga lui..ma è meglio non abituarsi perché vale solo per il primo giorno...da domani baguettes! Il tizio ci accoglie caloroso, è corso e quindi a stento mi spiccica qualche parola in italiano...la salade è buonissima e con l’abbiocco post abbuffata torniamo allo studio...solitamente a quest'ora sto a farmi la mia mezz'oretta a casa!!! Mais ici c'est different. Per fortuna nel mio bureau c'è Julie e chiacchieriamo un pò, il caffè lo posso prendere dai termos in cucina, alle 18.00 stacco! Via sugli Champ's, c'è il sole, l'aria è calda e io ho almeno quattro ore di luce ancora. Frappuccino da Starbuck’s e mi avventuro a Montmartre prima di rientrare a casa, c'è Saint Denis con la tomba di Jeanne d'Arc che voglio vedere ancora...basta devo cucinare sennò che mangio??? La salade ormai è digerita, ci vuole qualcosa di più sostanzioso...a casa trovo Kim a studiare, stasera serata tranquilla...una telefonata al mio amore che mi manca un sacco, un pò di pc e nanna. Domani si ricomincia.

 

7 giugno: Paradossalmente il week end per me a Parigi significa relax. Significa non avere la sveglia al mattino e fare tutto con calma, senza pensare alla coincidenza della metro, a quello che dovrai necessariamente fare quando tornerai la sera (piatti, un minimo di pulizie, la spesa ecc.) infatti al Bon prix ci sono stata un sacco, una delle poche volte in cui non andavo di fretta, e mi sono pure comprata una cordicella e le mollette per stendere che non so come ma appenderò in casa dato che non ho uno stendibiancheria :) Al volo raggiungo gli altri a rue du Bac, oggi mi sento la messa italiana con la missione: fa strano ritrovarsi tutti italiani in un angolo di Parigi :) E qui arriva la carrambata: Simona, che ho conosciuto un novembre di due anni fa a Foggia è qui!!! Lavora, settore enologia, da agosto scorso, ha iniziato a frequentare i ragazzi della missione...il mondo è proprio piccolo. Per festeggiare la nostra italianità andiamo in una gelateria italiana molto rinomata, l'Amorino, zona St. Michel...è veramente buona, i proprietari sono due emiliani che da una cosa piccola hanno creato un piccolo impero...infatti ora sono in varie zone di Parigi, d'Europa e perfino a Shangai, in franchising.
Da qui abbiamo iniziato a sparare cavolate su quello che potevamo fare noi tutti assieme, che siamo un bel gruppetto!!! Melania propone la vendita di arancini e specialità siciliane, un altro una rosticceria, ognuno si butta su qualcosa di regionale...il pomeriggio passa veloce e ci salutiamo alle metro, ognuno va verso la sua direzione...siamo tutti un pò sparsi per Parigi. Ma tanto ci vediamo presto!

Approfitto della luce per farmi un giretto del mio quartiere, sempre così multietnico, non a caso becco un concerto jam session (mi pareva) di musica balcanica...la folla si accalca nella piazzetta dietro casa, sono davvero bravi. In più a fine giugno si terrà una festa che prende il nome della via principale del mio quartiere, rue de la Goutte d'Or, che dura cinque giorni ed è un susseguirsi di concerti, danze, spettacoli multietnici. Ovviamente non me la perderò!

 

18 giugno: Il sole sta tramontando...un altro giorno a Parigi sta terminando...ormai ho le mie piccole routine, la città la sento mia, mi piace stare attenta a ogni minima cosa che mi circonda, gli odori di un quartiere, e nel mio ce ne sono tanti dato che praticamente sto in Marocco e tutte le strade sprigionano a ogni ora odore di couscous, kebab, incensi...in metro mi piace guardare la gente, non c'è da preoccuparsi, è che davvero ti trovi tutto un mondo dentro, dall'universitaria europea (ma chi sarà?!) alla signora di mezz'età, dal pakistano immigrato da anni al turista giapponese, dalle donne africane con i caftani variopinti alle arabe col velo. Molti sono uomini d'affari, li vedi incravattati dalla mattina con le valigette e il palmare, altre sono signore stanche che si trascinano con la spesa: noto che se rimangono per almeno due fermate tutti tendono a chiudere gli occhi, anche se sanno che è impossibile dormire col perenne trambusto che regna, ma questo evidentemente aiuta a staccare, a estraniarsi per un momento, a mettere in stand by il cervello. Ho iniziato a farlo anch'io.

Oggi Chatelèt, St. Jacques, Quoi de Megisserie che è molto particolare perché è sulla riva della Senna ed è un viale dove ci sono solo bancarelle di librai con libri anche antichi...suggestiva. E pensare che alla fine del secolo scorso questa era considerata una zona pestilenziale, di periferia, sporca e maleodorante. Oggi pullula di vita...ma è un'altra Parigi!

Mi spingo fino alla Samaritaine, che è un grandissimo centro commerciale aperto il secolo scorso, infatti ora è chiuso per dei lavori sulla sicurezza :) Ieri ho fatto anche una capatina all'Istituto Italiano di cultura (fa sempre piacere ritrovare la propria italianità!) dove c'era un tale, Piergiorgio Odifreddi, acclamato matematico (ma io che non sono una cima in materia non lo conoscevo, portate pazienza) che in occasione dell'anno internazionale dell'astronomia teneva un dibattito. Io dopo mezz'ora di Galileo, esperimenti, formule ecc. non ce l'ho fatta più ... L'Italianità media invece l’ho constatata al ritorno in metro: entra un tizio, senza parlare poggia il suo trolley sopra i sedili della metro (rivestiti quindi anche di una certa fattura)... ovviamente ho capito che fosse italiano prima ancora che aprisse bocca ... e sinceramente so che di difetti gli italiani ce ne hanno assai, come tutti, così come hanno anche tante qualità, ma essere visti maleducati, menefreghisti e superficiali dagli altri così come li ho visti io, mi ha dato fastidio. Perché ho dato ragione a loro, mica all'italiano medio.

 

24 giugno: Oggi poiché volevo visitare Place Vendome che è un altro mio pallino francese. Non ho badato al fatto che iniziassero i saldi...ergo ancora più gente (ovviamente più donne) si è riversata per i negozi che soprattutto in questa zona sono ancora più "chiccosi"... Cartier, Bulgari, Chanel, Chopard, Damiani, Yves St Laurent ecc. ecc. che poi con i saldi ugualmente costano un botto...anche se con un pò di fortuna qualcosa di davvero conveniente anche qui la riesci a trovare. A place Vendome mi accoglie la colonna che riempie tutta la piazza, che è particolare perché è circondata da palazzine che ospitano importanti uffici o banche o hotel (tra cui il Ritz!) e al di là della colonna cmq è permesso il traffico delle auto, infatti devi stare attento ad attraversarla ;) al Ritz ovviamente non potevo assistere da fuori senza entrarci anche solo un momento, anche perché volevo vedere il Bar Hemingway, appunto il bar dell'hotel che ha preso il nome dello scrittore che quando alloggiava all'albergo ne era un assiduo frequentatore. Dentro alte volte, stucchi, colonne, un profumo sottile ma intenso, luci accese dappertutto, anche se è pieno giorno. Il maitre mi dice che il bar non è visitabile dato che è solo per i clienti dell'hotel, che balle! Devo dire che se non fosse per il fatto che il Ritz abbia accolto personaggi del calibro di Coco Chanel che qui ha abitato diverso tempo e lo stesso Hemingway o ancora per il fatto che fu occupata dai tedeschi durante la II guerra mondiale e che Chanel fu poi obbligata a fuggire a Vichy per cercare le essenze per i suoi profumi, per la lotta che sempre ci fu tra quest'ultima e Elsa Schiaparelli (il cui negozio è ancora ben visibile nella piazza!) che però dovette soccombere dopo che ella mise in commercio Chanel n. 5 ... insomma se non fosse x questi avvenimenti qui non ci sarei proprio passata.

Straborda di lusso, di limousine lunghissime, di opulenza esagerata e anche di cattivo gusto, di superficialità, di spreco e di non equa distribuzione della ricchezza, dato che due traverse più in là ti ritrovi a guardare una barbona per terra.

 

3 luglio: Oggi è una giornata da ricordare, sono riuscita a partecipare alla masterclass con Claudia Cardinale alla Biblioteque F. Mitterrand! Esco dal lavoro, per fortuna oggi stacco un po' prima, ho consegnato una relazione a Richard e ne abbiamo discusso assieme, roba sempre di marchi e contraffazione con un cliente italiano … mi precipito alla metro e volo! Bellissima la 14, è la linea automatizzata, cioè funziona senza l'autista, si vede che è la linea più moderna, tutta nuova, solo che ovviamente copre un percorso più breve e rettilineo rispetto alle altre. Arrivo alla bibliò, pensavo di non farcela, che non mi avrebbero fatto entrare, invece tranquillamente, con molto ordine, passiamo attraverso il controllo delle borse ecc ed entriamo ... se fossi stata in Italia mi sarei dovuta muovere a colpi di gomiti e braccia, già provato! La sala è enorme e gremita, la Divina non si fa attendere, puntualissima. Il moderatore la conosce, tutto si svolge in un clima di grande complicità e informalità, lei inizia a raccontare della sua vita, di quello che voleva fare da grande (l'esploratrice) ma che poi alla fine ha fatto cmq diventando attrice, perché le ha permesso di conoscere tutto il mondo. È davvero alla mano e simpatica, fa battute, scherza col pubblico che interviene con domande sui film, i suoi partner di lavoro, i premi, l'Italia e la Francia. Lei molto semplicemente ricorda che ha preferito vivere qui perché voleva dare ai suoi figli un'educazione più internazionale, ma che non rinnega affatto la sua italianità (anche se è nata a Tunisi!); parla di Delon, di Belmondo, di Totò durante le riprese de I soliti Ignoti, di Sergio Leone e Di c'era una volta il West ... c'è una signora francese accanto a me che ogni tot si gira e mi fa: “C'est Super”! Sa che sono italiana e chiacchieriamo un po', vedo che in Francia lei è amatissima, e questo mi rende orgogliosa. Al termine ci accalchiamo verso il palco per un autografo, per vederla meglio (beh ha tutti i suoi anni!), lei non si nega a nessuno, mi avvicino, le dico che sono italiana, lei mi sorride e sulla brochure del festival accanto al suo autografo mi scrive Ciao :) che dire ... Divina Claudia.

 

16 luglio: Quest'ultimo weekend è stato perfetto, in tutto! Una volta di più ho riflettuto su quanto sia stata fortunata a vivere quest'esperienza in questo periodo, e sicuramente tra i miei ricordi, al primo posto ci saranno i fuochi che ho visto per il 14 luglio, presa della Bastiglia, alla Tour Eiffel. Al di là delle migliaia di persone che hanno invaso le strade, l'aria tiepida all'una di notte che ti sembravano le dieci, la sicurezza che ti davano tutti i poliziotti ad ogni angolo, le metro aperte fino alle due e le biglietterie aperte, la gente che ballava per strada .. .mi sembrava di stare alla Festa del mio paese! Sentire i botti d'avvertimento e correre verso il primo punto dove vederli meglio, assieme ad altri come te in ritardo ... ma soprattutto i fuochi stessi, e cosa essi rappresentano, la rivoluzione, i 120 anni della Tour, sono tanti ... giochi di luce abbinati alla musica, durano mezz'ora, ininterrottamente ... penso di non aver mai visto qualcosa del genere in vita mia (e dubito che ricapiterà)!

La mia avventura qui sta per terminare e sta arrivando il tempo dei bilanci, eppure fino a qualche mese fa la vedevo con un grande punto interrogativo, l'ignoto perenne che si avvicinava. Adesso è la mia normalità, anzi mi mancherà, dalle piccole cose, osservare le persone in metro, la multiculturalità della gente, i bambini e le loro risate, le pause caffè con Julie, i pomeriggi a girovagare per la città in ogni angolo, e mille altre ... fino alle grandi, la portata di questa esperienza, la portata di questa città, una capitale, il vivere da sola, il parlare una lingua straniera ma ormai familiare, la Tour Eiffel che mi guarda dall'alto qualsiasi cosa faccia ... di sicuro sarà un arrivederci, il mio, e non un addio, perché qua ci lascio una parte di me, della mia vita, di quel che sono diventata.

 

25 luglio: Valigia aperta sul letto. Ci ho messo quasi una giornata a tirarla fuori dall'armadio e a poggiarla lì. Non volevo farlo, perché significava che stavo per partire, anche se una parte di me non vede l'ora di essere a casa. Ma anche qui è casa ormai ... Mi ricordo appena arrivata, due mesi fa, avevo lasciato il trolley per due giorni sul pavimento, con la mia roba sparsa dappertutto alla rinfusa, era la mia autodifesa contro quella realtà che non mi apparteneva ancora. E sorrido al pensiero che ora è tutto il contrario, mi sembra un anno che sto qua, in questa casa, in questo quartiere, allo studio ieri per poco non mi emozionavo andandomene. Sarà che io sono il tipo che si affeziona abbastanza facilmente alle situazioni e agli ambienti, ma sarà un pò tutto, unito alla città magica che mi ha fatto vivere un'esperienza unica. Beh, questi ultimi giorni li ho vissuti in piena riflessione su quanto ho vissuto. L'ultima corsa in metro direzione St. Philippe, l'ultima mangiata da Nino che anche questa volta non si è smentito quando ordinando rigatoni mi ha presentato ravioli, con tanti saluti all'Italia.

Giuro che quando sono uscita dal palazzo mi è venuto il magone, lo so forse sono esagerata, ma sapevo che si chiudeva un cerchio, e un anello importante della mia vita, così come lo sarà domani quando saluterò dall'alto questa città che mi ha accolto ed ospitato senza lesinarmi niente e senza giudicarmi per il mio abbigliamento o la mia parlata non proprio perfetta senza la Erre moscia così francese, un mondo in una città per le differenze che ho visto. Una cosa sicuramente non farò più ... non avrò pregiudizi senza averli verificati di persona: prima di partire avevo una visione negativa dei francesi, nazionalisti e chiusi agli stranieri, soprattutto italiani, perché molti conoscenti mi avevano inculcato questa visione, così come quando agli italiani si associa solo la mafia, agli scozzesi la taccagneria, agli inglesi che si lavano poco ecc. Beh è una grande cavolata, è tutto molto soggettivo, e non si può fare un fascio racchiudendo una nazione intera in un'esperienza negativa che magari ti è capitata.

E così, improvvisamente com'è iniziato, questo diario volge al termine, esaurito questo periodo parigino e con sé tutte le avventure che mi sono capitate ... Vado a godermi la mia ultima notte parigina, tiepida e stellata, perché domani vedrò un altro cielo e, con esso, l'inizio di un nuovo viaggio ... Un sogno è stato realizzato, Parigi è mia e lo sarà sempre, adesso chissà, per l’America Latina, lungo la strada dei famosi diari del Che, un altro sogno che vorrei tanto vedere realizzato. Meno male che crederci non costa nulla. Peace.

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Commenti

GIANFRANCO romano
Livello 10    
Sono un assiduo lettore di diari e devo dire che questo è molto bello e originale, scritto con la passione e il sentimento di una persona che ama Parigi. Complimenti
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