Il blogger tour #vivintensamente alla scoperta delle Madonie siciliane
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Introduzione
Descrizione
Raccontare le Madonie e racchiuderne l’essenza in poche parole non è semplice: si tratta di un territorio ricchissimo sotto tutti i punti di vista, che è stato capace di sorprendermi continuamente con attrazioni diverse e tutte assolutamente uniche. Dire che la Sicilia è una terra magnifica sembra un’ovvietà, eppure è un’ovvietà che ha trovato più che mai conferma durante il blogger tour #vivintensamente organizzato dal Distretto turistico di Cefalù e dei parchi delle Madonie e di Himera.
È stato facile innamorarsi di luoghi come quelli offerti dal distretto, grazie anche all’impareggiabile accoglienza che è stata riservata a me e agli altri blogger da parte di chi il territorio madonita lo vive ogni giorno e ogni giorno lo racconta con passione, dedizione ed un’eccezionale conoscenza del territorio stesso. Se dovessi infatti scegliere una parola, una sola, per descrivere questo viaggio, non avrei dubbio: entusiasmo, quell’entusiasmo che ha guidato tutte le persone che ci hanno accompagnato. Persone come Gioacchino di Garbo, Giuseppe Di Gesù e Tommaso Muscarella hanno reso il tour un’esperienza non solo geografica, ma anche e soprattutto un viaggio dell’anima.
Giorno 1 – 24 ottobre 2015
Alle 9.30 del mattino sono arrivata all’aeroporto di Palermo Punta Raisi, e ad accogliermi c’è subito lui: il mare, azzurro e infinito. Un ottimo modo di cominciare la giornata!
Prima tappa del tour: Termini Imerese, una deliziosa cittadina affacciata sul golfo ricchissima di attrazioni storiche, a partire dalla chiesa con il prezioso tetto maiolicato la cui cupola svetta al di sopra delle acque del mare. Termini Imerese è una città romana e si vede, poiché basta passeggiare nel centro storico per notare resti di antiche costruzioni romane, e ha alle spalle una lunga tradizione termale, come dimostra il pregevole edificio delle antiche terme che, purtroppo, ormai da anni è in disuso.
È al porto, tuttavia, che ci aspetta il primo incontro con le bellezze locali, poiché proprio qui saliamo a bordo della barca di Ignazio Artese, che gestisce la società Artemar e che ci porta in mare aperto regalandoci i primi, indimenticabili momenti del tour. Durante il giro in barca ho potuto ammirare le meraviglie della costa, con lo sguardo che spaziava dai borghi affacciati sull’acqua fino allo scoglio di Mongerbino, passando per antiche torri normanne e numerose formazioni rocciose che caratterizzano il paesaggio e lo imprimono negli occhi e nella mente di chi guarda.
Il giro in barca ha rappresentato anche il primo incontro con la tradizione culinaria siciliana, e posso assicurarvi che è stato solo il primo di una lunga serie: in Sicilia il cibo è una cosa seria, e ad aprire le danze in barca è stato un aperitivo rinforzato a base di pietanze tipiche della gastronomia marinara.
Giorno 2 – 25 ottobre 2015
Il secondo giorno del tour è stato davvero intenso e, per quanto mi riguarda, ricco di prime volte. Ebbene sì, perché le bellezze delle Madonie mi hanno coinvolta a tal punto che sono riuscita persino a salire a cavallo per la prima volta nella mia vita! Grazie ai consigli e alla preziosa assistenza di Amico Cavallo non sarà facile dimenticare le emozioni provate durante questa speciale passeggiata lungo il lago Rosamarina, uno specchio d’acqua artificiale nato dallo sbarramento del fiume per mezzo di una diga che è ancora oggi visibile. E quale modo migliore di vivere il lago se non attraverso un giro in barca? Stavolta ad accompagnarci è Mimmo Scimecca, un palermitano che è ormai madonita d’adozione e che ci ha raccontato tutte le attività che si possono fare sul lago, dalla vela alla pesca.
La barca, si sa, fa venire l’appetito, e in Sicilia ogni occasione è buona per mangiare, meglio se tutti insieme: questa l’atmosfera che abbiamo respirato al Rosamarina Lake, un’area attrezzata a ridosso del lago che ha accolto me e i miei compagni di viaggio con un pranzo che aveva il sapore di un pasto in famiglia.
A proposito di sapori: nel corso della giornata ho avuto la possibilità di immergervi nel mondo della produzione gastronomica locale, e vi posso assicurare che è un mondo di eccellenza. Le visita all’oleificio Ventura e alla macelleria Siragusa dove si produce la famosa e tipica ‘salsiccia pasqualora’ di Caccamo sono state estremamente istruttive, e hanno dato l’idea (davvero pratica!) di come nascono i migliori prodotti locali, frutto di una passione e un lavoro che si trasmettono di generazione in generazione.
L’immersione nei sapori del posto ha lasciato spazio ad un’altra immersione, quella che attendevo con impazienza e che mi ha portata nel cuore della storia e delle tradizioni di Caccamo, una splendida cittadina delle Madonie che ho trovato vestita a festa in occasione del Corteo Medievale, che ha riempito le strade e le piazzette di uomini, donne e bambini in costume d’epoca. Uno spettacolo che mi ha portata indietro nel tempo mentre mi aggiravo tra i vicoli del centro storico e che ha raggiunto il suo culmine durante la visita al castello. Caccamo è famosa proprio per il suo antichissimo castello, il più grande d’Italia e uno dei più grandi di tutta Europa. Una perla da record targata Madonie!
Giorno 3 – 26 ottobre 2015
Chi non conosce la mitica Targa Florio, che da più di cent’anni è un simbolo dei motori italiani? Il Museo della Targa è stata una delle tappe del blogger tour, resa ancora più speciale dall’esperienza unica di salire a bordo di un’autentica macchina d’epoca degli anni Venti. L’entusiasmo di Nuccio Salemi è stato a dir poco coinvolgente, e in ogni sua parola si sentiva perfettamente l’anima e il cuore che mette nel portare avanti la storia della Targa Florio. La stessa passione che ho trovato al Parco Letterario Giuseppe Giovanni Battaglia di Aliminusa, dedicato al poeta locale che, pur morto in giovane età, ha lasciato un notevole corpus di opere che nel parco si possono trovare ad ogni angolo. Letteralmente! Cartelli con stralci di poesia abbelliscono un parco che è, allo stesso tempo, un riuscito esperimento di fattoria didattica.
Il sole sta per tramontare, ed è questo il momento in cui arriva una delle più sorprendenti attrazioni del mio tour in Sicilia: la Grotta della Gurfa, uno straordinario monumento naturale di Alia che, se ad un primo sguardo colpisce per la sua maestosità, poco dopo stupisce con la sua storia e i suoi misteri. La Grotta della Gurfa è infatti uno scrigno che racchiude tesori di inestimabile valore: nel corso del tempo è stata una tana per i briganti, abitazione per la gente della montagna e, soprattutto, un luogo di conservazione dei defunti in epoca antichissima. La forma interna della grotta ricorda quella del Pantheon di Roma, con un foro in alto che lascia entrare la luce e che, soprattutto in occasione di solstizi ed equinozi, crea delle magie di luce che non è facile descrivere. Ho provato forti emozioni in questa immensa cavità naturale, e nessuno scatto o foto riuscirà mai a tradurre in immagini quello che si percepisce mettendovi piede per la prima volta.
Giorno 4 – 27 ottobre 2015
Il grande protagonista di questa quarta giornata? Tommaso Muscarella, appassionato conoscitore delle Madonie e di ogni angolo segreto di questa terra meravigliosa. È lui che con il suo 4x4 ci ha portati nei luoghi del territorio dove la natura ha davvero dato il meglio di sé, creando immagini che vanno al di là della semplice bellezza paesaggistica ma che sembrano raccontare storie lontane e celare misteri unici. È stato lui a portarci a Terravecchia, il punto panoramico per eccellenza del comune di Caltavuturo dal quale ho ammirato un panorama che non ha davvero niente da invidiare a quelli delle Dolomiti; sempre lui ci ha accompagnato nel cosiddetto bosco di pietra, una distesa di massi dal paesaggio lunare dove si nasconde la Grotta dei Briganti, così chiamata perché era proprio nelle sue profondità che in passato si nascondevano i briganti e tutti coloro che si davano alla macchia.
Ed è ancora lui che ci porta in un luogo che, ne sono sicura, mi rimarrà nel cuore per sempre. Sto parlando di Sclafani Bagni, un borghetto di nemmeno cinquecento abitanti a circa 750 metri d’altezza che mi ha conquistata per sempre con i suoi vicoletti dal fascino senza tempo e la sua atmosfera unica. Sarà per questo che lassù ho scattato foto a non finire?
Un’ultima, incredibile curiosità: lungo la strada che sale fino a Sclafani Bagni c’è una pozza di acqua termale che affaccia su un panorama unico, ed è completamente naturale. L’acqua sgorga ad una temperatura di circa 37°: che cosa aspettate ad andare e immergervi?
Giorno 5 – 28 ottobre 2015
Il giorno della partenza è arrivato, ma prima di risalire (con tanta tristezza) a bordo dell’aereo che mi riporta a casa, un’ultima, importantissima tappa: il parco archeologico di Himera, una delle colonie più antiche del territorio con annesso un prezioso museo che ne raccoglie reperti di fondamentale importanza. È stato come fare un tuffo nel passato, sensazione accentuata dalla rievocazione del discorso di Cicerone contro Verre in difesa dell’imerese Stenio, discorso che è contenuto in una delle celebri Verrinae del grande oratore del mondo latino.
È qui che finisce la nostra avventura nel territorio delle Madonie, ed è qui che nasce la voglia di tornare quanto prima in questa terra di indescrivibile bellezza che è stata una costante fonte di meravigliose sorprese!














