L'incantevole Friuli-Venezia Giulia
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Introduzione
Le Tappe del Viaggio
Come prima giornata, il nostro obiettivo è quello di andare prima a visitare alcune città limitrofe a Pordenone, per poi giungere, sul far della sera, a Cordenons, nostro “campo base” per i prossimi giorni.
Ergo, ci alziamo di buon'ora, in modo tale che alle 11.00 siamo già pronti ad ammirare la nostra prima meta: Caneva, paese rinomato per le sue residenze signorili.
Lasciamo l’auto in un parcheggio gratuito e poi giriamo per il piccolo paese. Al di là della chiesa non ho trovato nulla di particolare.
Saliti di nuovo in auto, in pochi minuti raggiungiamo Sacile, un paese rinascimentale molto carino in quanto possiede vie e palazzi molto “veneziani”. Infatti per raggiungere il centro attraversiamo un ponte adornato di fiori e piante da cui si hanno degli scorgi del paesaggio decisamente meritevoli di una foto. Giungiamo poi in piazza del Popolo (carina) e poi percorriamo via San Liberale fino alla chiesa di San Liberale, particolare in quanto al suo interno si trovano i resti di un martire.
Poi torniamo sui nostri passi in piazza del Duomo e andiamo a visitare il duomo di San Nicolò. Bello, specialmente per gli affreschi in esso contenuti.
Un pranzo veloce accanto al ponte citato in precedenza e poi, recuperata l'auto, ci dirigiamo in una decina di minuti a Porcia. È un paese molto piccolo ma possiede un castello (nascosto e non accessibile), la Loggia Municipale, la parrocchia di San Giorgio Martire, la chiesa dei Santi Martino e Vigilio e la Torre dell’Orologio. È un paesino senza lode né infamia. Ma va bene per un pit-stop veloce.
Conclusa la visita ci dirigiamo all’appartamento da noi affittato a Cordenons.
Dopo un meritato riposo andiamo in auto a Pordenone. Essendo già le 19:30, in città tutti i parcheggi a pagamento sono gratuiti. Sostiamo in via Oberdan e da qui attraversiamo una viuzza per giungere in corso Garibaldi, uno dei corsi più importanti della città. Lo percorriamo fino ad arrivare in piazza Cavour e da qui prendiamo corso Vittorio Emanuele II fino a giungere al municipio e dietro ad esso al duomo. Entrambi sono decisamente d’impatto e meritano più di una foto. Proseguiamo poi fino al ponte che attraversa il fiume Noncello e andiamo oltre, raggiungendo la chiesa della Santissima Trinità. Poi torniamo sui nostri passi e ci fermiamo in uno dei bar di fronte al municipio a bere qualcosa. Scopriamo che, pur essendo in pieno centro storico, i prezzi sono ottimi. Ad esempio, uno spritz costa solo 2€!
Dopo averne bevuto uno andiamo a dormire.
Dedichiamo la mattinata all’esplorazione di Pordenone in modo da rivedere gli stessi monumenti di ieri sera ma aperti e alla luce del sole.
Innanzitutto ripercorriamo tutto corso Garibaldi fino a giungere in piazza Cavour. Qui si trova l'infopoint. Vi entriamo per recuperare alcune cartine e chiedere un paio di cose. Poi proseguiamo prendendo come ieri sera corso Vittorio Emanuele II fino al municipio, il quale anche di giorno merita ben più di una foto. Da qui raggiungiamo la chiesa della Santa Trinità (inaccessibile).
Torniamo in piazza San Marco per visitare il duomo. Devo ammettere che è bello, imponente e luminoso. Poi ripercorriamo corso Vittorio Emanuele II fino a prendere una via secondaria, via del Cristo, che termina davanti alla chiesa del Cristo (nulla di che, neppure internamente). Successivamente andiamo in corso Garibaldi e prendiamo via san Giorgio fino all’omonima chiesa (bello il campanile e l’interno).
Per la cronaca, c’è sfuggita a Pordenone la visita alla chiesa Beato Odorico e al parco Galvani (al cui interno si trova il Museo della Rosa e il Paff!, il Palazzo Arti Fumetto Friuli). Se vi capita, dateci un’occhiata; parrebbero interessanti.
Comunque, soddisfatti della città, andiamo alla nostra auto in quanto il pomeriggio lo vogliamo dedicare ai paesini. In primis visitiamo il nostro ‘campo base’, ovvero Cordenons, scoprendo che la parrocchia di Santa Maria Maggiore (in piazza della Vittoria) e la chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo sono inaspettatamente carine.
Poi andiamo a Spilimbergo, considerata una delle città più importanti del Friuli, in quanto durante il medioevo ha visto nascere fortificazioni, chiese e palazzi nobiliari di tutto rispetto.
Giuntivi, parcheggiamo l’auto in via Cavour e l’attraversiamo in modo da raggiungere la Torre Occidentale, da cui si ha accesso alla città vecchia.
Da qui parte corso Roma, dove si trovano molti negozi. Lo percorriamo per giungere in piazza Garibaldi (dove si trova il Palazzo Monaco) e in piazza Duomo (dove si trova il duomo di Santa Maria Maggiore). Quest’ultimo internamente ci ha piacevolmente colpito per: il tetto di legno, gli affreschi, l'organo del cinquecento e la cripta. Merita decisamente la visita.
Di fronte al duomo invece si trova il castello, famoso per la sua facciata affrescata. Dalla piazza Duomo intravediamo anche il Palazzo di Sopra.
Ci piacerebbe andare a vedere anche il Molino di Mezzo (in via Mazzini) e la Scuola Mosaicisti del Friuli (in viale Barbacane) ma sfortunatamente sono chiusi. Peccato soprattutto non poter visitare quest’ultima (la quale aveva chiuso alle 16).
Soddisfatti comunque del paese, gironzoliamo ancora un po’ per le sue viuzze e poi torniamo a Pordenone per cenare.
Oggi ci trasferiamo dal “campo base” di Pordenone a quello di Gorizia, dove resteremo per quattro giorni. Però prima di arrivare a destinazione vogliamo visitare alcuni paesi intermedi.
In primis, da Pordenone in una mezz’oretta raggiungiamo San Vito al Tagliamento, famoso per il suo castello.
Così parcheggiamo poco distante dalla cinta di mura del centro storico e a piedi attraversiamo una delle tre torri d’ingresso. Dopo alcuni passi ci troviamo nella piazza del Popolo, dove spicca il duomo. Vi entriamo per ammirarne gli affreschi (molto belli).
Poi proseguiamo fino a giungere all’Antico Teatro Sociale e al castello di San Vito, in via Guglielmo Marconi, il quale è un tutt’uno con le case del centro (ciò, secondo me, ne rovina l’impatto visivo).
Soddisfatti comunque della visita, proseguiamo in auto verso la nostra prossima meta, raggiungibile in una decina di minuti: Valvasone.
Lasciamo l’auto in un piccolo parcheggio gratuito in via Roma. Qui c’è la torre d’accesso al centro storico. Attraversandola ci si trova davanti la piazza con accanto il castello (per visitarlo bisogna chiedere all'infopoint). Da qui ci spostiamo attraverso via Erasmo fino alla piazza della Libertà dove scorgiamo il duomo, famoso per l'imponente organo cinquecentesco. Proseguendo oltre raggiungiamo piazza Mercato, dove si trova il comune e l’infopoint. Andando oltre invece troviamo la piccola chiesa di San Pietro e Paolo.
Torniamo poi in piazza della Libertà dove in una viuzza laterale ammiriamo il mulino (la ruota idraulica è ancora funzionante).
Tirando le somme, il paese merita più di altri una visita, anche solo per la sua atmosfera medievale.
Dopo un fugace pranzo in un ristorante dietro al duomo ripartiamo per la nostra prossima destinazione: Cordovado, un antico borgo a una ventina di minuti da qui.
Parcheggiamo in via Duomo e da qui in pochi passi incrociamo la chiesa di Sant’Andrea in cui si trovano dei dipinti decisamente originali e inquietanti (per una chiesa cristiana). Pochi metri e troviamo l’ingresso al castello (il quale non è nulla di che). Lo attraversiamo e ne usciamo. Da qui prendiamo la strada provinciale a destra fino a raggiungere a piedi in cinque minuti il santuario della Madonna delle Grazie. Sfortunatamente è chiuso.
A questo punto, essendo già le 15.00, decidiamo di dirigerci a Gorizia.
In un’oretta siamo a destinazione, ovvero in un appartamento vicino alla stazione.
Come per Pordenone, prima ci riposiamo e poi sul far della sera andiamo in centro.
La città è decisamente più piccola di Pordenone (circa 35.000 abitanti contro i 312.000 di quest’ultima) ma merita una visita per il suo castello sopraelevato e per alcuni monumenti in zona centro. Foto di rito (specialmente al castello illuminato) e poi si torna all’appartamento, tanto domani avremo modo di visitare la città con calma.
Decidiamo di passare la mattinata a Gorizia e spostarci nel pomeriggio a Palmanova (dato che ne parlano tutti bene).
Ma, prima di andare alla scoperta di Gorizia, raggiungiamo la stazione ferroviaria per informarci sui treni per Trieste, in quanto stiamo valutando se raggiungerla domani in auto o in treno. Prendiamo le informazioni che ci servono dalla biglietteria e poi, recuperata l’auto, andiamo in centro città.
Dato che i parcheggi limitrofi al centro sono tutti a pagamento (mentre quelli gratuiti sono distanti) decidiamo di parcheggiare l’auto al mercato coperto (in via G. Boccaccio), a pochi passi dalla piazza della Vittoria, in quanto qui la sosta costa solo 2€ per l’intera giornata. Vi lasciamo l’auto e poi attraversiamo corso Verdi fino a giungere al Teatro Verdi, dove si trova l’infopoint (in cui recupero alcune cartine ma soprattutto un foglio illustrativo di tutti i luoghi d’interesse della città con orari, prezzi e giorni di chiusura).
Da qui percorriamo un pezzo di corso Italia (per la cronaca, questa e corso Verdi sono le strade dove si trova la maggior parte dei negozi). Poi torniamo indietro fino a via Oberdan, la quale ci conduce direttamente in piazza della Vittoria dove si trova la chiesa di Sant'Ignazio (molto carina, con i suoi balconi e dipinti) e la fontana del Nettuno.
Dopodiché dalla piazza percorriamo via Carducci in modo da ammirare il palazzo della torre e poco più avanti il palazzo Attems (in cui si trova una pinacoteca visitabile pagando 6€ ma con 7€ c'è la combo pinacoteca+museo del castello). Dato che non c’interessa visitarlo, proseguiamo oltre fino a raggiungere il Museo Sinagoga Gerusalemme sull'Isonzo (dovrebbe essere aperto martedì e giovedì dalle 17 alle 19 ma un cartello avvisa che a causa del post lockdown non sanno quando riapriranno). Torniamo poi sui nostri passi fino a piazza della Vittoria e, prendendo via Rastello, raggiungiamo piazza Cavour e oltre piazza Sant'Antonio, dove si trova il Palazzo Strassoldo.
Da qui ci spostiamo in una strada laterale in modo da arrivare al duomo di Gorizia. Merita decisamente una visita, specialmente per i suoi balconi, l’altare e gli affreschi.
Ora ci manca il castello.
Per raggiungerlo non c'è nessun ascensore. Quindi, o si va a piedi (ma è una sfacchinata) o in auto. Optiamo per la seconda possibilità.
Al castello ci sono due parcheggi: uno è alla Porta Leopoldina (in realtà è solo una fila di posti auto accanto alla strada) mentre quello più ampio è all’interno delle mura. Parcheggiato il mezzo, ci dedichiamo subito a scattare qualche foto, dato che il castello è molto bello. Vorremmo anche entrare ma risulta chiuso (seppur la ragazza del museo ci ha detto che sarebbe rimasto aperto dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Boh).
Mangiamo qualcosa al bar vicino al castello e poi torniamo alla nostra automobile.
Destinazione Palmanova (è famosa in quanto è un’originale città/fortezza a forma di stella a nove punte).
Da Gorizia la si raggiunge in una mezz’oretta, a prescindere se si prende l’autostrada (il pedaggio è di 1,70€) o le strade provinciali.
Giuntivi, entriamo nel paese attraverso la Porta Cividale (vi ricordo che Palmanova è cinta da mura) e lasciamo l’auto in via Scamozzi (dove c'è un grosso parcheggio gratuito da duecento posti). Questa via è proprio vicina alla piazza Grande. Di conseguenza questa è la nostra prima destinazione (tra l’altro, tra il parcheggio e la piazza troviamo anche l'infopoint, in cui recupero alcuni deplian). Poi eccoci in piazza: decisamente imponente e d’effetto. Merita più di una foto.
Qui si trova anche il duomo (molto bello, anche internamente), la Loggia dei Mercanti (divenuta attualmente Loggia dei Caduti), la Loggia della Gran Guardia, il Palazzo del Provveditore generale e quello del Governatore delle Armi.
Poi andiamo verso la Porta Cividale. Vi saliamo sopra per poter ammirare il paesaggio circostante e per percorrerne un tratto.
Per la cronaca, ci sono altri luoghi d’interesse da visitare in questo paese: le altre due porte di accesso alla città (Porta Udine e Porta Aquileia), le fortificazioni, la caserma, le due polveriere, il teatro e il cimitero austro-ungarico.
Soddisfatti del paese, facciamo ritorno a Gorizia.
Dopo esserci riposati (e prima di andare a cena) decidiamo di andare in piazza Transalpina, a nord di Gorizia. Mi ha particolarmente colpito in quanto, dopo la seconda guerra mondiale, una recinzione divideva a metà la piazza (cosicché metà era italiana e metà slovena). Adesso la recinzione è stata tolta e sostituita da un monumento e alcune foto di quel passato di separazione. Però è curioso osservare tutt’oggi come esista una parte della piazza italiana e l’altra slovena. Decisamente un posto da non perdere.
Dopodiché andiamo a cenare in centro e poi a bere qualcosa in piazza della Vittoria.
Oggi si va a Trieste.
Ci sono vari modi per raggiungerla: in auto, in treno o in autobus. Quest’ultimo l’ho escluso per scomodità.
Riguardo invece al treno: ce n’è uno circa ogni mezz'ora (ad esempio, al mattino c’è alle 8.03, 8.39, 9.18, 10.09, ecc) sia all’andata che al ritorno (ad esempio, nel primo pomeriggio c’è alle 12.58, 13.28, 14.28, 14.58, 15.58, ecc) e c’impiega una cinquantina di minuti per giungere all’unica stazione presente a Trieste. Il biglietto A/R è di 10€.
In automobile il problema maggiore sono i parcheggi: la ragazza dell’infopoint di Gorizia ci ha avvisati che a Trieste, in zona centro, costano una decina di euro (a meno che non si voglia lasciarla in periferia ma è troppo distante dal centro). Quindi, facendo due conti, tra benzina, parcheggio a pagamento e autostrada andremmo a spendere quanto tre biglietti del treno ma con l’aggravante dello stress del viaggio. Ergo, si va in treno.
Quindi, dopo aver fatto colazione, prendiamo il treno delle 9:18 e dopo una cinquantina di minuti siamo a destinazione.
Usciti dalla stazione, raggiungiamo in pochi passi piazza Libertà. Da qui prendiamo corso Cavour, il quale costeggia il mare.
Sulla strada troviamo in primis a sinistra il Canal Grande. Lo costeggiamo in modo da ammirare il Civico Museo Teatrale, il Palazzo Carciotti, il Palazzo Hierschel e il Caffè Stella Polare (uno dei caffè più antichi della città). Alla fine del canale troviamo invece piazza Sant'Antonio, dove sono presenti la chiesa di Sant'Antonio Taumaturgo (particolare sia internamente che esternamente) e la chiesa serbo-ortodossa di San Spiridione (molto bella).
Torniamo poi in riva al mare e continuiamo la camminata fino a giungere alla chiesa greco-Ortodossa di San Nicolò dei Greci (anch’essa bella e singolare), al Caffè Tommaseo (un altro caffè storico triestino) e infine alla piazza Unità d'Italia, la quale è decisamente bella, grande e incantevole. Qui le foto fioccano (anche a causa di tutti i palazzi ivi presenti: Stratti, Modello, del Governo, della Prefettura, del Municipio, del Lloyd Triestino e l’ex Palazzo Vanoli). Poi visitiamo le viuzze limitrofe fino a giungere in piazza Cavana e piazza Hortis (dove pranziamo).
Dopodiché decidiamo di andare al castello di San Giusto. Per raggiungerlo, la ragazza dell’infopoint (presente in piazza Unità d’Italia) ci ha dato tre possibilità: andarci a piedi (ma ci vuole una ventina di minuti in salita), in autobus oppure usando l'ascensore di un parcheggio coperto che si trova in via del Teatro Romano (in teoria lo possono usare solo coloro che parcheggiano lì l’automobile, però noi non abbiamo trovato controlli per salire. Mi par di aver capito però che per scendere se non si ha la ricevuta del parcheggio non si può accedere all’ascensore). Comunque, nel parcheggio coperto seguiamo le indicazioni per l’ascensore per il castello San Giusto. Lo troviamo e vi accediamo. Clicchiamo “Zero” per raggiungere la cima, ovvero la nostra meta. Usciti all’aria aperta ci troviamo davanti un bello spettacolo, ovvero un prato con castello e cattedrale sullo sfondo. Si trovano anche alcuni chioschetti che vendono bevande, cibo e souvenir. Dopo le foto di rito al piazzale (in cui si trovano anche le rovine di San Giusto) entriamo nella cattedrale, la quale risulta molto carina, e successivamente saliamo sulla torre (spendendo 2€). Raggiungiamo la cima dove si trovano le campane ma soprattutto dove si può ammirare il paesaggio circostante, ovvero Trieste dall’alto.
Dopodiché ci spostiamo all’ingresso del castello. Qui la bigliettaia ci dice che l’accesso a tutti i musei (compreso il castello) è gratuito fino a Dicembre 2020. Quindi cogliamo l’occasione e vi accediamo.
Oltre al piazzale del castello ci sono da visitare le stanze con le armi e i bastioni (per la cronaca, il panorama è decisamente migliore rispetto a quello offerto dalla torre). La visita da autodidatta dura una mezz'oretta.
Poi usciamo dal castello e torniamo verso il lungomare. Ma questa volta non prendiamo l’ascensore ma percorriamo a piedi via Rota, in modo da raggiungere il Teatro Romano (merita una foto) e poco più avanti la piazza della Borsa. Da qui torniamo in piazza dell'Unità d'Italia per ammirarla un'ultima volta. Dopodiché raggiungiamo la stazione dei treni e prendiamo il primo che troviamo per Gorizia. In una cinquantina di minuti siamo a destinazione.
Come nei giorni precedenti, torniamo in appartamento per un riposino, poi cena in centro, relax in piazza e infine si va a dormire, dato che domani ci aspetta il rientro a casa.
Dopo aver fatto colazione, si parte per tornare nella nostra città natale. Ma prima vogliamo visitare un altro paio di posti allettanti.
In primis andiamo a Redipuglia per ammirare il famoso Sacrario Militare.
In una mezz’oretta raggiungiamo il paese.
Seguiamo le indicazioni e in via III° Armata ci troviamo il Sacrario a sinistra mentre a destra c’è un enorme parcheggio gratuito dove lasciamo l’auto. Qui c’è, immerso in un bosco, anche il Museo all’aperto della Grande Guerra. Peccato che l’accesso sia vietato (ma almeno intravediamo alcune mitragliatrici del passato).
Poi attraversiamo la strada per raggiungere il Sacrario. Imponente e maestoso, contiene le salme di centomila soldati della Prima Guerra Mondiale. Peccato non si possano salire le scalinate a piedi, dato che il passaggio è recintato.
Decidiamo allora di raggiungere la cima (dove si trovano le tre croci) per ammirare il monumento e il paesaggio dall’alto. Quindi con l’automobile torniamo sulla strada e prendiamo via del Carso, la quale ci conduce a destinazione. Peccato che anche qui il passaggio sia vietato, quindi addio foto dall’alto.
Comunque, al di là dei vari divieti, è un monumento che merita di essere visitato in quanto trasmette emozioni forti e riflessioni sconcertanti.
Ripartiti, siamo pronti per la nostra prossima meta, consigliata da più di un friulano: Cividale.
In una mezz’oretta siamo a destinazione.
Lasciamo l’auto nel parcheggio gratuito in piazzetta Chiarottini, a pochi passi dal fiume, e poi, prendendo via Borgo di Ponte, giungiamo al famoso Ponte del Diavolo, simbolo della città.
Molto carino e caratteristico.
Appena attraversato prendiamo la prima strada a destra, via del Monastero Maggiore, in modo tale da vedere l’Ipogeo Celtico (sfortunatamente chiuso). Percorriamo tutta la via fino al monastero di Santa Maria in Valle e al Tempietto Longobardo. Per accedervi bisogna pagare 4€. Non interessandoci, passiamo oltre. Quindi proseguiamo per la via fino a giungere alla Casa Medievale, la più antica dimora cividalese. Da qui, tagliando per Stretta Cerchiali, ci troviamo in piazza Duomo dove ovviamente si trova il duomo (l’interno è imponente ma ho trovato più interessanti altre chiese in questo viaggio). Accanto c’è il Museo Cristiano (ingresso 4€).
Dalla piazza prendiamo corso Mazzini fino a giungere in piazza Paolo Diacono, la quale è piena di locali e di bar. Da qui facciamo un giretto a zigzag per le vie del centro fino a che, fatta una certa ora, torniamo in auto e ripartiamo.
Destinazione casa.
INFO VARIE
-Depliant: durante il viaggio ho recuperato depliant, cartine e altro nei vari infopoint. Ma ciò che è stato fondamentale è aver potuto reperire i depliant prima di partire.
Innanzitutto c’è una versione digitale a questo indirizzo: https://www.turismofvg.it/info-utili/cataloghi. Qui ne troverete molti su città, luoghi d’interesse e attività varie. Se invece volete la versione cartacea, provate a chiederla chiamando l’infopoint di Pordenone o di Gorizia. Ci sono buone probabilità che ve le l’inviino per posta.
-Il Friuli Venezia Giulia è ricco di luoghi da ammirare e molti meritano sicuramente una visita. Noi abbiamo deciso di avere due “campi base”, Pordenone e Gorizia, in modo da visitare queste città ma anche i paesi limitrofi. Merita sicuramente anche (Trieste ma era troppo distante dagli altri luoghi di nostro interesse per diventare un “campo base”, quindi l’abbiamo visitata solo in giornata). Infine, non sottovalutate neppure Udine (c’ero già stato quindi non m’interessava tornarci. Ma di quella visita ho un bel ricordo).
Dalle mie ricerche (estrapolate dai depliant e da siti web) consiglio anche di valutare:
In provincia di Gorizia: Castelnuovo del Carso (per la villa museo di Ungaretti), Gradisca d’Isonzo (in quanto borgo fortificato), Grado (antico borgo con parco tematico sulla grande guerra), la zona sacra di San Michele del Carso e l’ossario di Oslavia (a una decina di minuti da Gorizia).
Senza contare in questa provincia i molti itinerari sulla Grande Guerra: Museo all’aperto del Monte San Michele e di San Martino del Carso, il parco tematico della Grande Guerra di Monfalcone, l’itinerario del Monte Calvario Podgora, il museo all’aperto “Comprensorio difensivo della Dolina del XV Bersaglieri”, il Parco della Pace del Monte Sabotino, il Percorso Storico del Brestovec e l’Ara Pacis Mundi di Medea.
In provincia di Pordenone: Andreis e Poffabro (due piccoli borghi), Montereale Valcellina (con l’ex centrale idroelettrica), Sesto al Reghena (per l’abbazia), Polcenigo (per il castello e le sorgenti del Gorgazzo), Casarsa della Delizia (famosa per il vino), Brugnera (per la Villa Varda e il suo parco) e Maniago (per il duomo e le rovine del castello).
In questa provincia è presente anche la Riserva della Forra del Cellina, nel paese di Barcis, dopo la diga di ponte Antoi. Oltre ad esserci una gola è presente anche un ponte tibetano. Entrare nella gola costa 3€ e altri 3€ per attraversare il ponte.
In provincia di Udine: Aquileia (per le rovine e la sua basilica), Camino al Tagliamento (per le ville e i mulini), Codroipo (per il parco delle risorgine), Lignano Sabbiadoro (per le spiagge), Pesariis (per la produzione di orologi), Sauris (per il borgo e il lago), Sutrio (per gli oggetti intagliati in legno), Tolmezzo (per i mulini funzionanti), Aiello del Friuli (per le meridiane), Venzone e Clauiano (due piccoli borghi).
In provincia di Trieste: Muggia (antico borgo), Sgonico (per la sua grotta enorme) e Miramare (per il suo castello).
Infine, sparse per la regione ci sono anche delle grotte: di San Giovanni d’Antro (a Pulfero, VD), di Villanova (a una mezz’oretta da Udine. 9€ per un’ora di visita) e Gigante (vicino a Trieste. 12€ per un’ora di visita). Per la cronaca, a leggere le recensioni pare che quest’ultima sia la migliore e la più spettacolare di tutte. A prescindere da quale scegliate, per tutte occhio alle chiusure perché a seconda della stagione cambiano.
-Cibo: il Friuli ha molti piatti tipici. Vi elenco ciò che ho trovato online (fermo restando che alcuni li potete trovare solo in certi periodi dell’anno e in certe zone).
Per quanto riguarda il cibo, i piatti sono: il frico (un tortino fatto con stz-form-stzaggio, patate, cipolla e con contorno di polenta), jota (minestra di fagioli), risotto con lo sclopit (ovvero con gli asparagi), risotto con urticcions (luppolo), brovada (rape inacidite con la vinaccia), stz-form-stzadi cjoc (stz-form-stzaggio “ubriaco”, ovvero immerso in mosti d’uva), carso (gnocchi di susine), scuote fumade (ricotta affumicata), gnocchi di prugne, lasagne al papavero, gulash (pezzetti di manzo stufati serviti asciutti o nella zuppa) e orzotto (ricorda un risotto ma fatto con l’orzo).
Come dolci ci sono: gli strucchi (fagottini di pasta fritti o lessi ripieni di frutta secca e pinoli) e la gubana (dolce arrotolato ripieno di noci, uvetta, pinoli, scorza di limone e grappa).
Come alcolici, da provare: la grappa friulana e lo Slivovitz (liquore di prugne).
Di vini c’è invece l’imbarazzo della scelta: friulano, Sauvignon, Ramandolo, Ribolla gialla, Verduzzo, Pinot Grigio, Prosecco, Cabernet, Merlon, Piglono, Schioppettino e tanti altri.
-Personalmente a Pordenone non ho trovato ristoranti tipici che offrissero questi piatti (ma probabilmente ho cercato male io) mentre a Gorizia è diventato il nostro “ristorante di fiducia” il Rebekin, in via Morelli 13/A. Qui abbiamo potuto assaggiare alcuni piatti tipici: il frico (buonissimo e leggero), il cjarsons (gnocchi con cannella e susine; da provare seppur insolito come piatto in quanto è un primo ma dolce), il gulash e l’orzotto (con i funghi è appetitoso).
Invece a Cividale ho assaggiato in un ristorante la gubana (discreto come dolce) e lo Sclivovitz (decisamente forte ma gustoso).
-Città e paesi visitati: come avete letto, abbiamo visitato tanti luoghi. Di questi, alcuni li ho trovati interessanti e altri un po’ meno. Col senno di poi, ecco la mia opinione.
Delle grandi città, Trieste è sicuramente la più bella, sia per i monumenti che per l’atmosfera che si respira. Secondo me una mezza giornata non basta per visitare tutto. Vi avrei passato almeno un paio di giorni, anche solo per ammirarla in versione notturna.
Pordenone è stata una piacevole sorpresa. Abbastanza grande ma per nulla caotica, piena di verde e soprattutto con un centro adorabile. La sera, seppur in settimana, si riempie di vita quindi è piacevole stare nelle vie del centro circondati da giovani e non.
Gorizia è una piccola città, a misura d’uomo, con poca vita notturna quindi adatta alle famiglie. Se cercate un “campo base” tranquillo, questa è la città per voi. Si visita in fretta ma riserva anche delle piacevoli sorprese (il castello ma soprattutto la piazza Transalpina).
Degli altri posti visitati:
Sicuramente quello più toccante è Redipuglia con il suo Sacrario Militare.
Ho trovato: adorabile per la sua atmosfera romantica Sacile, curiosa per la sua forma insolita Palmanova, per la sua storia Cividale e per il suo castello e il suo duomo Spilimbergo.
Caneva e Porcia col senno di poi le avrei evitate (se volete visitare un paesino solo perché possiede una chiesa particolare visitate piuttosto Cordenons).
San Vito al Tagliamento è carina ma se non avete tempo potreste farne anche a meno. Idem per Cordovado, anche se i dipinti della sua chiesa sono veramente insoliti e inaspettati.









