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Lisbona e dintorni  

Community: Diari di viaggio e Racconti Lisbona e dintorni

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Giuseppe
Scritto da: Giuseppe
Durata: 6 giorni
Data partenza: dal 30/09/2014 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Grazia e Giuseppe

Introduzione

Una vacanza di relax ed emozioni

Descrizione

Pensando dove potere andare in vacanza a settembre già ad aprile si comincia a pensare a quale possibile destinazione. Dopo avere valutato Budapest, Madrid, Barcellona ed Edimburgo la scelta ricade su Lisbona. Mai scelta si è rilevata azzeccata.

A metà luglio si fanno i biglietti aerei e la prenotazione dell’hotel. La partenza è fissata per il 30 settembre e il ritorno per il 5 ottobre.

 1° giorno (30/09/2014)

Andiamo in macchina fino all’Aeroporto di Malpensa lasciando l’auto in un parcheggio privato nei pressi dell’aeroporto. È molto comodo e ti accompagnano gratuitamente all’aerostazione. Il volo è Easyjet con partenza dal terminal 2 alle ore 18,05. Partenza puntuale e dopo 2 ore e 45 minuti arrivo (anch’esso puntuale) a Lisbona. L’ora locale di arrivo è 19,50 (in Portogallo non vige l’ora legale), ore 20,50 ora italiana. All’uscita, non avendo ancora praticità con il posto, prendiamo un taxi per raggiungere l’albergo, l’Hotel Sana Rex in Rua Castilho, nei pressi della Piazza Marchese di Pombal, di fronte il Parco Eduardo VII. Entrati in albergo confermiamo la prenotazione e ci avviamo verso la camera

2° giorno

Alzati di buon mattino scendiamo a fare colazione. La sala è accogliente e il buffet è ricco. Dopo la colazione ci avviamo alla scoperta della città. Percorriamo la strada verso la Piazza Marchese di Pombal e da li proseguiamo per l’Avenida da Libertade (la via principale di Lisbona dove hanno sede eleganti negozi, alberghi e residenze). È una via molto larga e lunga e dopo averla percorsa per intero arriviamo nella prima grande piazza “Praça dos Restauradores”. Siamo già a Baixa (la zona bassa e la più elegante della città). Le piazze principali di Lisbona sono tutte vicine tra loro e in rapida successione. E infatti subito appresso arriviamo in Praça Dom Pedro IV, elegante e circondata da palazzi storici. Poi passiamo in Praça da Figueira (chiamata così perché in origine vi era un grande albero di fico). È una piazza importante perché da essa partono molti mezzi pubblici (comprese le caratteristiche moto ape) per le destinazioni turistiche. Torniamo verso Praça Dom Pedro IV e imbocchiamo la Rua Augusta, il salotto di Lisbona. La via è isola pedonale ed è pavimentata con ricchi decori. Alla fine della via attraversiamo l’Arco Trionfale e ci troviamo nella piazza principale della città: Praça do Comèrcio.

La piazza è circondata su tre lati da edifici maestosi e monumentali mentre il lato di fondo di affaccia sul fiume Tago (Tejo per i portoghesi). Dopo una sosta per ammirare la maestosità della foce del Tago torniamo indietro dirigendoci verso la Cattedrale “Se Patriarcal”. La facciata è maestosa con le due torri simmetriche. Entriamo e l’aspettativa non viene delusa. Anche all’interno è splendida. Dopo un’attenta visita torniamo alla Baixa, in Praça da Figueira. La prossima meta è il Castello. Ci informiamo quale biglietto fare. Alla fine decidiamo di fare il biglietto di 24 ore al prezzo di 6,00 euro a persona che consente di utilizzare tram, bus e metro senza limiti di corse e di fermate. Da Praça da Figueira prendiamo il tram 12. Salire sul tram a Lisbona è davvero suggestivo perché non è il classico tram che possiamo trovare a Milano, Torino o Praga. È d’epoca e s’inerpica per le strade in salita grazie all’abilità degli autisti che azionano leve, manubri e comandi di altri tempi. Arriviamo alla fermata nei pressi del castello dove affacciandosi dal belvedere si scorge una parte del quartiere Alfama (dove ci troviamo), il più alto della città. In primo piamo vediamo il Monastero di San Vincenzo fuori le mura. Proseguiamo e prima di salire al castello ci affacciamo dal famoso Miraduro di Santa Lucia, riccamente rivestito da azulejas (la tipica ceramica portoghese). Da una strada in salita ci dirigiamo verso il Castello di San Giorgio attraversando il caratteristico borgo che lo circonda. Dopo avere fatto il biglietto, euro 8,50 a persona, entriamo.

Il Castello è composto da torri, mura e cortili. Percorrendo le mura è possibile vedere Lisbona a 360°. Una caratteristica del castello è la camera oscura dove con un particolare gioco di specchi è possibile vedere luoghi della città in tempo reale. Dato che l’ingresso è a orari programmati avremmo dovuto aspettare 1 ora per entrare e così siamo andati via. Tornati alla fermata precedente del tram aspettiamo il mitico tram 28 per fare il caratteristico giro delle vie cittadine. Anche se molto decantato, alla fine del tragitto, non rimaniamo soddisfatti. Al ritorno scendiamo in Praça Luis de Camòes, nel quartiere del Chiado. È uno dei quartieri alti della città, teatro della vita notturna. Entriamo nel famoso “Cafè A Brasileira” (tanto caro a Fernando Pessoa) e consumiamo qualcosa. Dopo un rapido giro ci dirigiamo verso il quartiere “Bairro Alto”. Data l’ora tarda decidiamo di rimanere in zona e cercare un ristorante dove cenare. Dopo aver fatto un giro e consultato sul web i ristoranti di Lisbona decidiamo di cenare nel ristorante Sinal Vermelho in Rua das Gàveas al Bairro Alto. Aspettiamo un bel po’ in attesa che si liberi un tavolo all’aperto. Finalmente ci accomodiamo assistiti da un simpatico cameriere che parla italiano (e non solo). Ci servono gli antipasti e un buon vino bianco. Poi prendiamo un piatto di baccalà (ovviamente) arrostito e la “carne di porco all’alentejana” (piatto tipico portoghese-buonissimo). Alla fine il dolce per un totale di 63 euro (qualità prezzo ottimo). Soddisfatti della cena ci dirigiamo in piazza Cais do Sodrè e con il bus raggiungiamo prima Piazza Marchese di Pombal e poi a piedi (che fatica la salita) l’Hotel dove troviamo la nuova camera al piano più alto e con una vista migliore sulla città.

3° giorno

Dopo la solita abbondante colazione in Hotel andiamo in Avenida da Libertade a prendere il bus per Praça do Comèrcio e da lì il successivo per il quartiere di Belem. Alla fermata di arrivo la vista del Monastero di San Geronimo è mozzafiato. Il tanto enfatizzato stile manuelino (riferito al re Manuel I) non è un’esegarazione, è stupendo. In biglietteria facciamo il biglietto cumulativo monastero+torre al costo di 12 euro a persona. Così entriamo nel complesso seguendo il percorso guidato. La prima tappa è il Chiostro. Per quanto ci riguarda e per la nostra esperienza di viaggiatori questa è una delle cose più belle ed emozionanti mai viste. Il Chiostro è spettacolare sia per le proporzioni sia per la ricchezza e la bellezza di sculture ed elementi architettonici. Sotto i portici c’è la tomba di Fernando Pessoa. Dal piano superiore la vista è più completa. Da una porta entriamo nell’area del coro della Chiesa dal quale è possibile avere una vista completa della stessa. È la postazione ideale per vedere da vicino le splendide vetrate.

Uscendo dal chiostro entriamo in chiesa, anch’essa maestosa. A sinistra dell’ingresso c’è la tomba del celebre navigatore Vasco de Gama. Finita la visita proseguiamo in direzione della Torre di Belem. Lungo il tragitto incontriamo il moderno Centro Cultural de Belem ed il Jardim da Praça do Impeiro. Per continuare il percorso attraversiamo il sottopasso della ferrovia trovandoci, all’uscita, di fronte il Monumento alle Scoperte, a forma di prua di nave rivolto verso il fiume. Antistante il monumento, sul pavimento è raffigurata la rosa dei venti con la mappa del mondo dove sono indicate le scoperte dei navigatori portoghesi. Continuando arriviamo alla Torre di Belem, simbolo di Lisbona. A guardarla, splendida anch’essa in stile manuelino, sembra una bomboniera riccamente decorata. Entrando notiamo il contrasto tra lo stile maestoso dell’esterno e quello sobrio interno. Salire fino all’ultimo terrazzo è una fatica perché la scala elicoidale è stretta e si sale e scende a turno con i tempi dettati da un timer con display con segnalatore acustico. Comunque ne vale la pena perché si gode un panorama bellissimo, sia della città sia del fiume. Usciti dalla torre, dopo un breve riposo nel parco antistante torniamo in direzione opposta per prendere il bus di ritorno non prima di avere fatto visita alla famosa Pasteleira de Belem dove hanno inventato gli altrettanto famosi “Pasteis de nata” (dolci a pasta sfoglia ripieni di crema). Quando entriamo nel locale dobbiamo sgomitare data la folla. Ci sediamo e ordiniamo i pasteis che ci vengono serviti caldi (buonissimi quasi quanto le sfogliatelle napoletane). Torniamo in centro e dopo un giro tra i negozi della Baixa torniamo in albergo.

4° giorno

È il giorno della prevista escursione al Santuario di Fatima. Prima di uscire chiediamo al portiere dell’hotel di prenotarci la cena al ristorante A Severa, al Bairro Alto. Usciti dall’hotel prendiamo la metro in Piazza Marchese di Pombal, linea azul direzione Amadora Este. La fermata è Jardim zoologico. Usciti dalla metro, a pochi passi, arriviamo alla stazione degli autobus. La compagnia che effettua il servizio è la Rede Expressos. Il biglietto di andata e ritorno costa 22 euro a persona. Se si fa il biglietto andata e ritorno bisogna stabilire l’ora del ritorno. Comunque, nel caso non si possano rispettare i tempi è possibile cambiare l’orario alla biglietteria di Fatima senza costi aggiuntivi. Si parte alle 10,30 e dopo un comodo viaggio arriviamo al terminal di destinazione alle 12,00. Dal terminal al santuario percorriamo a piedi un viale di circa 600 metri.

Arrivati nell’area del santuario ci troviamo di fronte ad una struttura circolare molto grande che scopriamo essere la Basilica della SS. Trinità. Dopo si prospetta l’immensa piazza chiusa sullo sfondo dalla Basilica del santuario con ai lati i porticati che richiamano quelli del Bernini di Piazza San Pietro. È una vista cha da il senso di grandezza e che trasmette una forte emozione. Sulla sinistra c’è la Basilica delle apparizioni dove si celebra la messa (assistiamo per un po’, in lingua portoghese) e dove è custodita, in una teca di vetro, la statua della Madonna. La Basilica del santuario non è accessibile per intero, è possibile visitare solo le parti dove sono custodite le sepolture dei tre pastorelli Francisco, Jacinta e Lucia (vederle è emozionante). Dopo un rapido giro tra i negozi all’interno dell’area torniamo nei pressi della Basilica delle apparizioni. Incamminandoci verso l’uscita prima entriamo nella Basilica della SS. Trinità. L’interno è enorme ed in stile moderno. Usciamo e ci dirigiamo al terminal.

Il bus per il ritorno parte puntuale e altrettanto puntuale arriva a Lisbona. Prendiamo la metro a Jardin zoologico e scendiamo in Praça dos Restauradores. Si va in giro per i negozi della Baixa a comprare qualcosa e poi torniamo in hotel. Dopo un breve riposo raggiungiamo in taxi il Bairro Alto. A piedi ci dirigiamo verso Rua das Graveas, dove si trova il ristorante “A Severa”. Il locale lo avevamo visto nei giorni precedenti ed è tra quelli che propongono lo spettacolo del “Fado” (la musica e le canzoni della tradizione portoghese rese famose da Amalia Rodriguez). Il locale si presenta carino e ben curato. Ci accomodiamo e siamo serviti da un cameriere che parla italiano (a Lisbona li trovate ovunque, per fortuna). Ci vengono serviti gli antipasti della casa. Ordiniamo prima il “caldo verde”, una zuppa di cavolo con aglio a carne di maiale affumicato (non ingannino gli ingredienti, è buonissima e molto delicata), poi il polpo arrostito con contorno di verdure e il baccalà (immancabile) all’agrodolce con contorno di patatine fritte deliziose e una mezza bottiglia di vino bianco. Tra una portata e l’altra si esibiscono a turno gli artisti del fado. Durante l’esibizione vengono spente le luci e si cena a lume di candela. Non siamo esperti di fado ma il livello delle esibizioni ci ha soddisfatto. Alla fine paghiamo 105 euro (niente allarmi; nel prezzo delle portate è compreso la quota dello spettacolo. Tanti non capiscono e si lamentano). Torniamo in hotel con la metro.

5° giorno

Dopo la solita colazione decidiamo di andare a Sintra. A piedi raggiungiamo la Stazione del Rossio (splendida la facciata in stile) e facciamo i biglietti (A/R circa 5 euro a persona). Il treno impiega circa 35 minuti. Arrivati alla stazione ci informiamo cosa conviene prendere per andare in paese e ci consigliano di prendere il bus che al costo di 5 euro fa il giro di tutti i siti importanti. È possibile scendere e salire in qualsiasi momento. Il bus percorre le suggestive strade che passano dal centro e che raggiungono il Castello dei Mori, la Quinta da Regaleira e il Palazzo de la Pena. Decidiamo di scendere alla fermata della Quinta da Regaleira, per visitarla, ma distratti finiamo al Palazzo de Pena. Scendiamo e a quel punto optiamo per visitarlo (per fortuna). Il biglietto costa 14 euro a persona. Entriamo e dopo una breve salita a piedi (è possibile prendere una navetta con supplemento di 3 euro ma il percorso a piedi è più bello) arriviamo davanti al Palazzo. Meraviglioso, sembra una location di Disneyland. È un insieme di stili e di colori che mette allegria e stupore. Peccato che ci siano in atto dei lavori di manutenzione i cui ponteggi coprono parte delle facciate, ma non importa.

Prima facciamo un giro visitando la parte esterna. Dalle mura e dalle terrazze si domina il paesaggio circostante ed il parco de la Pena che contorna il Palazzo. Dopo entriamo visitando, secondo un percorso obbligato, gli ambienti interni. Il Palazzo è tanto eclettico all’esterno quanto serioso all’interno. Gli ambienti contengono arredi e suppellettili che testimoniano la presenza reale di chi l’ha utilizzato. L’ambiente più importante è la sala da ballo arredata sontuosamente. Usciti dal palazzo pensiamo di fare un giro per il parco ma desistiamo subito dato che comincia a fare un po’ di freddo. Usciamo e con il bus scendiamo in direzione del paese. Scendiamo in centro e di fronte la fermata troviamo il Palazzo Nazionale di Sintra. Lo guardiamo da fuori e poi cominciamo a girare per le vie della cittadina. Lo facciamo con molta calma visitando anche i tanti negozietti caratteristici. Girando ci rendiamo conto che, in effetti, Sintra merita assolutamente di essere un sito patrimonio dell’Unesco. Un consiglio: Sintra merita di essere visitata con calma e quindi non bisogna avere fretta e dedicare alla visita il tempo necessario. Soddisfatti ci dirigiamo alla fermata del bus per raggiungere la stazione.

Da lì prendiamo il treno per Lisbona. Arrivati alla stazione del Rossio ci incamminiamo per l’Avenida da Libertade, verso l’hotel. Dopo esserci rinfrescati decidiamo di andare a cenare al Bairro Alto. Con la metro scendiamo alla fermata del Chiado. Non abbiamo un’idea chiara su dove cenare e così tra le vie del Bairro chiediamo a un’anziana signora qualche consiglio. Ci indica il ristorante Alfaia, in Travessa de Queimada. Ci fidiamo ed entriamo nel locale. Carino e ordinato. Anche qui nessun problema con la lingua perché c’è sempre un cameriere che parla italiano. Cominciamo con gli antipasti e poi il baccalà (stavolta a fritto) e il polpo. Il servizio è buono e le portate sono abbondanti e ben cucinate. Alla fine il dolce. Compreso il vino (buono) paghiamo 60 euro. Ci dirigiamo poi verso il Chiado ed entriamo al Cafè a Brasileira per assaggiare la famosa “giginha”, un liquore tipico portoghese a base di amarene e ciliegie. Poi lasciamo (a malincuore) questa parte di Lisbona (è l’ultima sera, peccato) e con la metro torniamo in hotel. Prepariamo i bagagli perché al mattino dobbiamo lasciare la camera.

6° giorno

Ultima colazione in hotel. Il tempo è buono e decidiamo di andare a Cascais anziché al Parco delle Nazioni.  Lasciamo i bagagli e prendiamo la metro per la stazione di Cais do Sodrè. Facciamo i biglietti A/R al costo di 3,60 euro. I collegamenti con Cascais sono frequenti (ogni mezz’ora circa). Dopo circa mezz’ora arriviamo. La stazione è in centro e permette di arrivare subito in centro città. Dopo un giro tra le stradine arriviamo in piazza dove c’è il municipio con vista sul mare. Ci informiamo al centro turistico cosa poter visitare, oltre il centro città, e ci consigliano di arrivare fino alla Boca do Inferno (una gola naturale dove il mare s’infrange sulla scogliera dopo avere attraversato un arco naturale). Seguiamo la strada indicata che ci permette di vedere l’imponente Fortezza militare e poi il porto turistico. Proseguiamo per l’Avenida Re Humberto II Rei de Italia, elegante via con ville in stile da un lato e la scogliera sul mare dall’altro. Incontriamo Villa Italia (ex residenza di Umberto II, ultimo re d’Italia, ora lussuoso hotel) e poco dopo arriviamo alla meta. La vista da questo sito è incantevole. Superato un ponticciolo raggiungiamo la gola naturale da dove è possibile vedere, in lontananza, un tratto di scogliera portoghese a strapiombo sull’oceano. Suggestivo è l’arco naturale. Il posto è davvero incantevole.

A ridosso della gola c’è il ristorante “Mar do Inferno”, dove ci era stato detto che si mangiano pesci e crostacei dell’oceano buonissimi. Riusciamo a trovare un tavolo sulla terrazza. Ci accoglie, come ci è sempre capitato, un simpatico cameriere che parla italiano. Indecisi su cosa prendere ci porta a vedere il banco del pesce e così scegliamo delle triglie da arrostire e un’enorme portata di crostacei, accompagnati da un buon vino e preceduti da un antipasto. Il servizio è ottimo e le pietanze sono da leccarsi le dita (considerazione: in Portogallo mangiare pesce è una garanzia). Il conto è un po’ più alto della media ma la qualità è davvero eccellente. Lasciamo il ristorante e torniamo in città per fare qualche acquisto. Alle 16,30 lasciamo Cascais e col treno e poi la metro torniamo in hotel a ritirare i bagagli. Dalla metro di Marchese di Pombal, linea rossa, andiamo all’aeroporto. Raggiungiamo il terminal 2 e ci mettiamo in attesa del volo Easyjet delle ore 20,40. All’ora prevista ci imbarchiamo con destinazione Malpensa il cui arrivo è previsto per mezzanotte e 20 (ora italiana). Il decollo è puntuale e dall’alto con una punta di tristezza ammiriamo per l’ultima volta Lisbona. Grazie per l’accoglienza Lisbona. 

Considerazioni di viaggio

Lisbona non ha la maestosità di Roma, il fascino di Parigi, la grandezza di Londra, ma con la sua sobrietà ha certamente il dono dell’accoglienza e ogni suo angolo riesce a incuriosire ed emozionare. Per chi ama viaggiare questa penso debba essere una meta obbligatoria. Le persone sono simpatiche, i trasporti sono efficienti e puntuali, i costi accessibili e l’enogastronomia è tra le migliori in assoluto (per gli estimatori di vino e cucina è l’ideale, Italia a parte). Per chi va a Lisbona consiglio di organizzare il viaggio in modo da poter visitare i suoi dintorni e in particolare Cascais, Sintra e Fatima, dato che i collegamenti con la città sono frequenti ed efficienti. 

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