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Madrid, viaggio al centro della Spagna  

Community: Diari di viaggio e Racconti Madrid, viaggio al centro della Spagna

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Ester
Scritto da: Ester
Località: Madrid
Durata: 6 giorni
Data partenza: dal 04/08/2005 al
Viaggiatori: Due
Nomi dei viaggiatori: Alberto Ester

Introduzione

Durante il giorno arte e cultura, la sera "tabernas y movida"

Le Tappe del Viaggio

Giovedì 4 Agosto

Arriviamo a Madrid in auto da Barcellona dopo aver percorso 630 chilometri, parte in autostrada fino a Saragoza, passando per Lleida, parte su una superstrada lunga e diritta, quasi in mezzo al nulla. Il residence che abbiamo scelto (soprattutto perché ha il garage) è appena fuori dal centro ma vicinissimo ad una fermata della metro Avenida de America che, cambiando a Principe de Vergara, porta direttamente nel cuore della città.

Dopo aver depositato i bagagli nel nostro piccolo mini appartamento, ansiosi di conoscere Madrid ci dirigiamo subito a piedi attraverso el Paseo della Castellana un lungo viale alberato arteria principale della Madrid moderna, verso la Puerta del Sol, uno dei luoghi più antichi di Madrid, nella cui piazza omonima si trova l'orso con pianta di fragola, simbolo della città.

Sono da poco passate le 17, quasi tutti i negozi sono ancora chiusi e poca gente cammina per le strade. Solo lungo el Paseo della Castellana, diverse persone, per lo più turisti, si rinfrescano bevendo qualcosa nei caffè che si susseguono per tutta la sua lunghezza. Proseguendo, arriviamo quindi sulla grande Plaza de Colon, luogo circondato dalle gran vie della moda Calle Serrano e Calle de Goya, che segna il confine tra el Paseo de la Castellana ed el Paseo di Recoletos, dove sorgono il Museo Arquelogico Nacional ed il monumento a Cristoforo Colombo.

A questo punto, ci sediamo anche noi a bere una birra ed una horchata nel più famoso locale del Paseo, il caffè Gijon, uno dei pochi ritrovi degli intellettuali degli inizi del XX secolo, prima della guerra civile, ad essere sopravvissuto. Non è tanto il suo aspetto che affascina (colonne bianche in ferro battuto e tavolini con ripiani bianchi e neri) quanto l'atmosfera che si respira. Mentre siamo seduti, vediamo le strade cominciare ad animarsi un po', evidentemente la calura estiva sconsiglia di uscire di casa prima delle 18. Finalmente, dopo tanto camminare arriviamo a Plaza de las Cibeles, dea dell'abbondanza, circondata dal Palazzo delle Comunicazioni sede della posta, dalla Casa de America, dal Palazzo Benvista e dal Banco de Espana, dove i sostenitori del Real Madrid usano festeggiare le loro vittorie calcistiche.

Da qui, prendiamo la calle di Alcalà e, abbastanza stanchi, giungiamo nel cuore della vecchia Madrid, Plaza del Sol. Da qui, percorrendo calle Mayor ci troviamo in una delle più belle piazze che io abbia mai visto: Plaza Mayor dove un tempo si tenevano i processi dell'Inquisizione e le esecuzioni capitali. Si presenta come una piazza rettangolare tutta balconi e pinnacoli, abbaini e tetti spioventi in ardesia. Al centro è posta la statua equestre di Filippo III, colui che ne commissionò la costruzione. La parte più interessante della Plaza è quella dove sorge la Casa de la Panaderia, decorata con dipinti allegorici.

Al giorno d'oggi la piazza è uno dei fulcri della vita madrilena poiché pullula di locali e ristoranti. L'uscita meridionale della piazza conduce al famoso mercatino delle pulci “El Rastro”, nato nel medioevo e che visiteremo domenica mattina.

Per questa sera ci fermiamo qui, a cena in uno dei ristoranti sotto i portici, per mangiare deliziosi Gambas al ajillo. Torniamo al residence prendendo la metro a Plaza del Sol, decisamente stupiti. è l'una di notte ed intere famiglie con passeggini salgono insieme a noi per tornare a casa.

Apro una parentesi per ciò che riguarda i mezzi di trasporto per muoversi in città. Esiste un abono turistico per 1/3 o 7 giorni che vi permette ad un prezzo unico di fare quanti viaggi volete. Dipende dalla vs voglia di camminare perché il centro di Madrid si gira bene anche a piedi. Potete anche prendere un carnet di 10 corse. Ricordatevi che esistono anche i bus turistici con tre traiettorie dai quali si può salire e scendere pagando sempre la stessa tariffa.


Venerdi 5 agosto

Dopo una abbondante prima colazione, ci dirigiamo verso la Puerta del Sol prendendo la metro. Abbiamo in mente di visitare il Monasterio de las Descalzas Reales (apre alle 10,30 ma vi consiglio di stare lì alle 10), il più bell'edificio religioso di Madrid ed uno dei rari esempi di arte cinquecentesca, una volta palazzo medievale trasformato nel 1560 dalla sorella di Filippo II, dona Juana, in convento per monache e dame di sangue reale. All'interno,oltre alla tomba della stessa dona Juana, si trovano opere di artisti come Bruegel il vecchio, Tiziano, Murillo, Ribeira e Zurbaran. Dopo una visita di circa 1 ora, ritorniamo verso la Calle de Alcalà che si apre poi nella splendida Plaza de las Cibeles, dea dell'abbondanza. Continuiamo la passeggiata svoltando a destra nel Paseo del Prado, un viale verde che conduce al Museo Thyssen Bornemisza e al Prado.

Considerati i pochi giorni a disposizione ci dirigiamo senz'altro verso il Prado dove passiamo almeno le prossime tre ore , pranzando anche al suo interno. Inutile dirvi che è un museo veramente fantastico che per sei euro (14,40 se fate la tessera per i tre musei Prado, Reina Sofia e Thyssen, ma tenete presente che il sabato pomeriggio e la domenica l'entrata ai primi due è gratuita) nei suoi tre piani di esposizione, vi farà finalmente vedere dal vivo opere immortali dei maestri del Rinascimento italiano, del Velazquez (La famiglia di Filippo IV per esempio….), del Goya (qui è esposto il famoso quadro della fucilazione del 3 maggio 1808 quando Napoleone entrò a Madrid) e di altri pittori, che io adoro, come Bosch (Il giardino delle delizie sul quale mi soffermo almeno venti minuti..), Rubens, Durer e Rembrandt, solo per citarne alcuni.

Dopo aver assaporato tanta cultura e tanta bellezza, ci dirigiamo verso Plaza S.Ana dove si affaccia il Teatro di Spagna e, dal lato opposto, la statua di Calderon de la Barca. Questa piazza è affollatissima e c'è molta atmosfera soprattutto verso sera e potete curiosare anche nei negozi tipici. Se gironzolate e poi rimanete a cena in questa piazza, vi consiglio la Cerveceria Alemana per mangiare buonissimi calamari fritti e crocchette di patate. Altrimenti, attraversando Plaza del Angel potete dirigervi dritti ,dritti a Plaza Benavante dove si trova un altro benemerito mastro churrero oppure girare a destra e tornare a Plaza del Sol dove potrete fare uno spuntino alla Mallorquina (ottime le Napolitanas al cioccolato).

Noi passeggiamo ancora un pò per le vie del centro piene di negozi tornando quindi a riposarci in albergo prima di uscire per cena a mangiare una bella paella a La Barraca in Calle de la Reina. Dopo cena, passeggiamo per i giardini intorno al Palazzo Reale, insieme a molti turisti ed altrettanti madrileni alla ricerca di un po' di aria fresca.

Sabato 6 agosto
E' sabato ed iniziamo la giornata sempre partendo dalla calle de Alcalà e, attraversando la famosa Porta de Alcalà, (il monumento più imponente realizzato da Carlo III in stile neoclassico), per poi raggiungere il bellissimo Parque del Retiro, nel '600 parco privato della famiglia reale ed aperto al pubblico solo nel 1869, dove, essendoci fatti preparare un bocadillo con jamon al Museo del jamon, facciamo uno spuntino su di una panchina, di fronte al laghetto. Visitiamo poi il famoso Palazzo di Cristallo in ferro e vetro che fu costruito come il vicino Palazzo del Velazquez, dall'architetto Velazquez Bosco, traendo ispirazione dal Crystal Palace di Londra, la fontana dell'angelo caduto (l'unico monumento al mondo dedicato al diavolo) ed infine anche il Real Jardin Botanico. Dalle 14,30 alle 21.00 il Museo Reina Sofia è gratuito, e per nulla al mondo ci perderemmo il famosissimo Guernica di Picasso! Il Museo Reina Sofia è dedicato all'arte del '900 ed ospita, negli antichi locali dell'Ospedale Generale di Madrid, capolavori di altri artisti come Mirò e Dalì. Uscendo dal museo torniamo verso Plaza de la Cibeles , percorrendo il Paseo di Recoletos (entrate nel più bel bar ristorante della città, El Espejo decorato in stile belle epoque, anche solo per visitarlo) e poi il Paseo della Castellana. Dirigendoci sempre avanti lungo la Castellana troviamo la bella torre Picasso, uno degli edifici più alti della Spagna, le torri Kio (due torri inclinate a 15 gradi che sovrastano Plaza de Castilla) ed il famoso stadio Bernabeu.

 

A questo punto, torniamo al residence per ritemprarci prima di unirci alla movida madrilena del sabato sera. A cena, decidiamo di provare la La Taberna de la Daniela vicino calle de Alcalà (esattamente calle General Perdidas 21) ricordandoci però di prenotare qualche ora prima, (a pranzo in questo ristorante viene servito solo cocido madrileno).

A parte il cocido (fatto con ceci, porri,patate, cavoli, carote e salsicce, carni di manzo e pollo e jamon serrano essiccato) il menù prevede diverse tapas buonissime.

Le “tabernas” a Madrid (alcune molto antiche e pittoresche) sono altrettanto degne di nota dei suoi magnifici musei. Qui si degustano le Tapas ed i piatti regionali spagnoli ad orari molto più “liberi” dei nostri

Per concludere la serata ci concediamo finalmente un flamenco, danza che io adoro, andando a Casa Patas, dove avremmo anche potuto cenare con tapas oppure a menù fisso (calle de Canizares 10)

 

Domenica 7 agosto
Domenica, giorno dei mercatini. Ci dirigiamo verso la zona sud di Madrid chiamata Rastro dove, lungo calle Ribera de Curtidores, si svolge il mercato del nuovo e dell'usato (fermata metro Latina, Embajadores). Passeggiamo divertiti tra bancarelle di vestiti usati ed oggetti di antiquariato e modernariato. Pranziamo in una tipica taverna rustica, la Viuda de Vacas (io ordino un gustoso baccalà ed il mio compagno una bistecca alla griglia), in calle de la Cava Alta, dove fanno classica cucina spagnola.

Comunque la pensiate sulla corrida, potete però andare a vedere dopo pranzo, la Plaza de Toros de la Ventas (fermata metro Ventas) che è una delle più belle arene per la corrida spagnole costruita nel 1929 in stile neo-mudejar. Altrimenti, potete riprendere la metro e scendere alla fermata Tribunal o Bilbao, come abbiamo fatto noi, per vedere il famoso quartiere Malasana, uno dei vecchi quartieri di Madrid, per alcuni anni, dopo la morte di Franco, centro della movida madrilena, per poi proseguire verso Plaza Dos de Mayo, uno dei centri della rivolta antifrancese e della dittatura, ora luogo ricco di caffè e locali.

Bella anche la Chiesa de San Antonio de los Alemanes in calle de la Puebla. Riprendiamo poi l'autobus ed ammiriamo le strade madrilene fino al Museo Thyssen dove rimaniamo fino alle 19, orario di chiusura. Questo museo, veramente stupendo contiene la collezione privata del barone Heinrich Thyssen Bornemisza e di suo figlio Hans Henrich entrambi deceduti. La vedova di Hans Henrich, la spagnola Carmen “Tita” Cervera, decise nel 1992 di esporre le opere, vendute poi alla città l'anno successivo, in questo palazzo settecentesco di tre piani, Villa Hermosa. La collezione, iniziata negli anni '20, spazia dai primi artisti italiani e fiamminghi agli impressionisti ed alla Pop Art. Contiene dei veri capolavori, alcuni acquistati anche dalla baronessa nel 2004.Ceniamo in un vicino ristorante la Finca de la Susana in calle Arlaban 4, dove preparano ottimi piatti della cucina classica spagnola.

Lunedì 8 agosto
Oggi ci dedichiamo alla visita del Palazzo Reale, (aperto dal lunedì al sabato dalle 9 ,30 alle 17), costruito sul sito di un originario alcazar moresco e diventato nel 1561 l'abitazione di Filippo II fino al completamento dei lavori de L'Escorial. Distrutto da un incendio la vigilia del Natale del 1734, fu ricostruito da Felipe V, il primo re borbonico, sul ricordo della Versailles della sua infanzia.
La costruzione del palazzo durò dal 1738 al 1764, per opera principalmente dell'architetto Giovanni Battista Sacchetti, ed il primo re che vi risiedette fu Carlo III, figlio di FilippoV morto nel 1746. Fu la residenza della famiglia reale spagnola sino all'esilio di Alfonso XIII nel 1931 ed anche Franco lo utilizzò, arringando la folla dal balcone prospiciente la Plaza de Oriente.

L'interno è molto lussuoso. Marmi di Toledo per il maestoso grande scalone d'ingresso, saloni maestosi con affreschi di illustri pittori, come il Tiepolo, alle pareti insieme ad arazzi tratti da disegni di Raffaello. Ogni sovrano che lo abitò arricchì il palazzo con opere e arredi. La Sala del Trono, in cremisi e oro, è abbellita da enormi specchi e splendidi lampadari di cristallo e le Sale di Carlo III (le stanze private del re) contengono quattro dipinti di Carlo IV e Maria Luisa di Parma fatti dal Goya.

Lussuosissima è la Sala da Pranzo, un tempo appartamento privato della regina, grande 400 mq ed arredata con arazzi fiamminghi, affreschi, lampadari e porcellane cinesi. Può ospitare ben 160 commensali alla sua tavola ed è un mirabile esempio del fastoso stile borbonico ed asburgico. Ci sono altre sale splendide da visitare e la Real Farmacia, fondata da Filippo II, che è un divertente dedalo di stanze pieno di boccettine e fialette di antichi medicamenti. Si trova, come anche il Palazzo e l'Armeria, sulla enorme Plaza de las Armas in cui, il primo mercoledì del mese a mezzogiorno, si può assistere al cambio della guardia.

Usciamo dal palazzo reale e ci dirigiamo ad est, verso la già nominata Plaza de Oriente, ornata da statue di re che originariamente erano destinate al soffitto del Palazzo Reale ma poi non utilizzate per la loro pesantezza. Al centro vi è la Statua equestre di Filippo IV dello scultore italiano Pietro Tacca, mentre più a sud, troviamo il Cafè de Oriente, con una splendida vista sulla piazza, dove ci fermiamo a prendere un aperitivo e a riposarci un po'.

Passiamo poi davanti al Teatro Real ed alla Plaza de Isabel II. Notiamo un ristorante molto carino che fa parte di una catena, La Vaca Argentina, e ce lo appuntiamo per la serata. Per pranzo invece, ci dirigiamo verso la Gran Via, passando per Calle de Arenal, dove si trova una delle chiese più antiche della città, San Gines, Plaza del Sol, dove compriamo, come ogni giorno, i giornali italiani e calle del Carmen.

Dopo un breve sguardo ai vari negozi, decidiamo di mangiare un boccone da quelle parti, in calle Tetuan dove c'è la taverna Casa Ladra (famosa per le tapas di crocchette e merluzzo fritto e perché qui è stato fondato il partito socialista spagnolo). Alberto sarebbe anche tentato di rimangiare il cocido a la Taberna de la Bola, in calle de la Bola (metro Santo Domingo) che ci è stata consigliata in hotel, poiché qui lo preparano solo a pranzo, ma poi la mia voglia di crocchette e merluzzo, prevale.

Dopo aver mangiato, torniamo per un paio d'ore in hotel perché il caldo ci ha veramente sfiancato. Nel pomeriggio, ritorniamo a visitare quanto ci manca della vecchia Madrid, ripercorrendo la stessa via della mattina verso il Palazzo Reale, ma visitando questa volta la Cattedrale de Nuestra Senora de Almudena ed i giardini del campo del Moro. Oltre i giardini del campo del Moro raggiungiamo poi la Glorieta de San Antonio de la Florida dove dalle 16 alle 20 è possibile visitare la Ermita de San Antonio de la Florida con la cappella e la tomba del Goya. Tornando verso Calle Mayor arriviamo a Plaza Mayor , ricca e affollatissima di bar e ristoranti.

Ci fermiamo a prendere un aperitivo dopo aver fatto merenda dal maestro churrero in Plaza San Gines, che è lì dal 1894. Churros caldi e cioccolata sono imperdibili! Per cena, torniamo a Plaza Isabel II e finalmente Alberto si gusta un grosso chuleton alla brace alla Vaca Argentina. Solito giro serale in Plaza de Oriente e poi a prendere la metro ad Opera per un meritato sonno ristoratore. Domani è l'ultimo giorno e si va a visitare l'Escorial.

Martedì 9 agosto

Ci alziamo di buon ora per andare verso ovest, nel paese di San Lorenzo El Escorial dove sorge il Palazzo-Monastero fatto costruire da Felipe II, ma prima, visitiamo anche la Valle de los Caidos, monumento alle vittime della guerra civile (almeno 40.000 soldati di entrambe le fazioni riposano qui), voluto da Francisco Franco. Un'enorme croce si staglia sulla valle, alta 150 metri e s'innalza su di una basilica scavata nella roccia a 250 metri di profondità dai prigionieri di guerra. La croce è imponente ma non si può non pensare, in questo luogo, al triste periodo della dittatura ed agli uomini che morirono a causa di essa.

Proseguiamo, dopo una doverosa preghiera, verso El Escorial che dista da qui solo 13 chilometri. Sono prossimi i festeggiamenti per San Lorenzo, il patrono del paese, e le vie sono riccamente addobbate. La prima impressione de El Escorial è veramente notevole. Un imponente, austero edificio, fatto costruire da Filippo II come ultima residenza per il padre Carlo I, eretto ai piedi della Sierra de Guadarrama, a nord ovest di Madrid, fu edificato tra il 1563 ed il 1584 in onore di San Lorenzo. Lo stile della facciata esterna, con circa 2600 finestre, è semplice, e “desornamentado”, cioè disadorno.

L'interno, più che un palazzo reale ricorda un luogo di contemplazione e di preghiera. Sono presenti molte opere d'arte, alcune delle quali appartenute alla collezione privata degli Asburgo, disseminate nei Musei (nel Museo d'Arte sono esposti dipinti italiani e fiamminghi), nelle Sale capitolari (arredate con panche di legno per i 100 monaci del monastero e con soffitti a volta decorati da dipinti del Tiziano), nella chiesa (splendida la pala d'altare), nella biblioteca (che arrivò a contenere ben 40.000 volumi) e nel pantheon reale (dove sono sepolti quasi tutti i re spagnoli a partire da Carlo I).

Gli Appartamenti del re, o Palacio de los Austrias, sono sobriamente arredati e collegati direttamente alla Basilica (infatti dal suo letto la figlia di Filippo II, la infanta Isabella Clara, riusciva a vedere l'altare maggiore). La stanza da letto di Felipe II aveva anch'essa la vista sull'altare maggiore e vi si trova ancora il letto dove il re morì nel 1598. In contrasto con la semplicità delle stanze del Palacio de los Austrias, gli appartamenti dei Borboni sono invece arredati sfarzosamente e decorati da arazzi, alcuni disegnati dal Goya.

La visita guidata del Palacio de los Austrias e del Pantheon dura circa 45 minuti, il resto si visita liberamente. Noi lo facciamo con molta calma, finendo dopo le 13, giusto in tempo per andare a pranzo in uno dei tanti ristoranti nei vicoli del paese di San Lorenzo. Dopo pranzo, decidiamo di esplorare ancora i dintorni di Madrid andando verso nord, attraverso la parte centrale della Sierra de Guadarrama, dove durante la stagione invernale i madrileni vengono a sciare in località come Navacerrada e Cercedilla. Arriviamo quindi all'ultima tappa del nostro viaggio a Madrid e dintorni, La Granja de San Idelfonso, vicino Segovia, per visitare il Palazzo Reale costruito su un antico casino di caccia edificato da Enrico IV nel XV secolo.

Nel 1720 Filippo V (che vi è sepolto con sua moglie nel Mausoleo Reale) iniziò il progetto ispirandosi alla Reggia di Versailles, compreso il meraviglioso giardino decorato con spettacolari fontane. L'interno è sontuoso, decorato con affreschi classici ed impreziosito da enormi lampadari. Ci piacerebbe proseguire verso Segovia per visitare la città spagnola dalla posizione più spettacolare ed il suo meraviglioso Alcazar abbarbicato sulla roccia come il castello delle fiabe. Purtroppo sono già le sei passate ed è troppo tardi, quindi decidiamo di tornare a Madrid.

Ceniamo al Museo del Jamon con sontuose porzioni di jamon serrano, queso manchego e pan y tomate. Siamo stanchissimi e rinunciamo alla solita passeggiata serale per guadagnare velocemente il letto. Domattina si torna in Costa Brava ed abbiamo 700 chilometri da macinare. Adios Madrid, hasta la proxima vez!

Giovedì 4 Agosto

Arriviamo a Madrid in auto da Barcellona dopo aver percorso 630 chilometri, parte in autostrada fino a Saragoza, passando per Lleida, parte su una superstrada lunga e diritta, quasi in mezzo al nulla. Il residence che abbiamo scelto (soprattutto perché ha il garage) è appena fuori dal centro ma vicinissimo ad una fermata della metro Avenida de America che, cambiando a Principe de Vergara, porta direttamente nel cuore della città.

Dopo aver depositato i bagagli nel nostro piccolo mini appartamento, ansiosi di conoscere Madrid ci dirigiamo subito a piedi attraverso el Paseo della Castellana un lungo viale alberato arteria principale della Madrid moderna, verso la Puerta del Sol, uno dei luoghi più antichi di Madrid, nella cui piazza omonima si trova l'orso con pianta di fragola, simbolo della città.

Sono da poco passate le 17, quasi tutti i negozi sono ancora chiusi e poca gente cammina per le strade. Solo lungo el Paseo della Castellana, diverse persone, per lo più turisti, si rinfrescano bevendo qualcosa nei caffè che si susseguono per tutta la sua lunghezza. Proseguendo, arriviamo quindi sulla grande Plaza de Colon, luogo circondato dalle gran vie della moda Calle Serrano e Calle de Goya, che segna il confine tra el Paseo de la Castellana ed el Paseo di Recoletos, dove sorgono il Museo Arquelogico Nacional ed il monumento a Cristoforo Colombo.

A questo punto, ci sediamo anche noi a bere una birra ed una horchata nel più famoso locale del Paseo, il caffè Gijon, uno dei pochi ritrovi degli intellettuali degli inizi del XX secolo, prima della guerra civile, ad essere sopravvissuto. Non è tanto il suo aspetto che affascina (colonne bianche in ferro battuto e tavolini con ripiani bianchi e neri) quanto l'atmosfera che si respira. Mentre siamo seduti, vediamo le strade cominciare ad animarsi un po', evidentemente la calura estiva sconsiglia di uscire di casa prima delle 18. Finalmente, dopo tanto camminare arriviamo a Plaza de las Cibeles, dea dell'abbondanza, circondata dal Palazzo delle Comunicazioni sede della posta, dalla Casa de America, dal Palazzo Benvista e dal Banco de Espana, dove i sostenitori del Real Madrid usano festeggiare le loro vittorie calcistiche.

Da qui, prendiamo la calle di Alcalà e, abbastanza stanchi, giungiamo nel cuore della vecchia Madrid, Plaza del Sol. Da qui, percorrendo calle Mayor ci troviamo in una delle più belle piazze che io abbia mai visto: Plaza Mayor dove un tempo si tenevano i processi dell'Inquisizione e le esecuzioni capitali. Si presenta come una piazza rettangolare tutta balconi e pinnacoli, abbaini e tetti spioventi in ardesia. Al centro è posta la statua equestre di Filippo III, colui che ne commissionò la costruzione. La parte più interessante della Plaza è quella dove sorge la Casa de la Panaderia, decorata con dipinti allegorici.

Al giorno d'oggi la piazza è uno dei fulcri della vita madrilena poiché pullula di locali e ristoranti. L'uscita meridionale della piazza conduce al famoso mercatino delle pulci “El Rastro”, nato nel medioevo e che visiteremo domenica mattina.

Per questa sera ci fermiamo qui, a cena in uno dei ristoranti sotto i portici, per mangiare deliziosi Gambas al ajillo. Torniamo al residence prendendo la metro a Plaza del Sol, decisamente stupiti. è l'una di notte ed intere famiglie con passeggini salgono insieme a noi per tornare a casa.

Apro una parentesi per ciò che riguarda i mezzi di trasporto per muoversi in città. Esiste un abono turistico per 1/3 o 7 giorni che vi permette ad un prezzo unico di fare quanti viaggi volete. Dipende dalla vs voglia di camminare perché il centro di Madrid si gira bene anche a piedi. Potete anche prendere un carnet di 10 corse. Ricordatevi che esistono anche i bus turistici con tre traiettorie dai quali si può salire e scendere pagando sempre la stessa tariffa.


Venerdi 5 agosto

Dopo una abbondante prima colazione, ci dirigiamo verso la Puerta del Sol prendendo la metro. Abbiamo in mente di visitare il Monasterio de las Descalzas Reales (apre alle 10,30 ma vi consiglio di stare lì alle 10), il più bell'edificio religioso di Madrid ed uno dei rari esempi di arte cinquecentesca, una volta palazzo medievale trasformato nel 1560 dalla sorella di Filippo II, dona Juana, in convento per monache e dame di sangue reale. All'interno,oltre alla tomba della stessa dona Juana, si trovano opere di artisti come Bruegel il vecchio, Tiziano, Murillo, Ribeira e Zurbaran. Dopo una visita di circa 1 ora, ritorniamo verso la Calle de Alcalà che si apre poi nella splendida Plaza de las Cibeles, dea dell'abbondanza. Continuiamo la passeggiata svoltando a destra nel Paseo del Prado, un viale verde che conduce al Museo Thyssen Bornemisza e al Prado.

Considerati i pochi giorni a disposizione ci dirigiamo senz'altro verso il Prado dove passiamo almeno le prossime tre ore , pranzando anche al suo interno. Inutile dirvi che è un museo veramente fantastico che per sei euro (14,40 se fate la tessera per i tre musei Prado, Reina Sofia e Thyssen, ma tenete presente che il sabato pomeriggio e la domenica l'entrata ai primi due è gratuita) nei suoi tre piani di esposizione, vi farà finalmente vedere dal vivo opere immortali dei maestri del Rinascimento italiano, del Velazquez (La famiglia di Filippo IV per esempio….), del Goya (qui è esposto il famoso quadro della fucilazione del 3 maggio 1808 quando Napoleone entrò a Madrid) e di altri pittori, che io adoro, come Bosch (Il giardino delle delizie sul quale mi soffermo almeno venti minuti..), Rubens, Durer e Rembrandt, solo per citarne alcuni.

Dopo aver assaporato tanta cultura e tanta bellezza, ci dirigiamo verso Plaza S.Ana dove si affaccia il Teatro di Spagna e, dal lato opposto, la statua di Calderon de la Barca. Questa piazza è affollatissima e c'è molta atmosfera soprattutto verso sera e potete curiosare anche nei negozi tipici. Se gironzolate e poi rimanete a cena in questa piazza, vi consiglio la Cerveceria Alemana per mangiare buonissimi calamari fritti e crocchette di patate. Altrimenti, attraversando Plaza del Angel potete dirigervi dritti ,dritti a Plaza Benavante dove si trova un altro benemerito mastro churrero oppure girare a destra e tornare a Plaza del Sol dove potrete fare uno spuntino alla Mallorquina (ottime le Napolitanas al cioccolato).

Noi passeggiamo ancora un pò per le vie del centro piene di negozi tornando quindi a riposarci in albergo prima di uscire per cena a mangiare una bella paella a La Barraca in Calle de la Reina. Dopo cena, passeggiamo per i giardini intorno al Palazzo Reale, insieme a molti turisti ed altrettanti madrileni alla ricerca di un po' di aria fresca.

Sabato 6 agosto
E' sabato ed iniziamo la giornata sempre partendo dalla calle de Alcalà e, attraversando la famosa Porta de Alcalà, (il monumento più imponente realizzato da Carlo III in stile neoclassico), per poi raggiungere il bellissimo Parque del Retiro, nel '600 parco privato della famiglia reale ed aperto al pubblico solo nel 1869, dove, essendoci fatti preparare un bocadillo con jamon al Museo del jamon, facciamo uno spuntino su di una panchina, di fronte al laghetto. Visitiamo poi il famoso Palazzo di Cristallo in ferro e vetro che fu costruito come il vicino Palazzo del Velazquez, dall'architetto Velazquez Bosco, traendo ispirazione dal Crystal Palace di Londra, la fontana dell'angelo caduto (l'unico monumento al mondo dedicato al diavolo) ed infine anche il Real Jardin Botanico. Dalle 14,30 alle 21.00 il Museo Reina Sofia è gratuito, e per nulla al mondo ci perderemmo il famosissimo Guernica di Picasso! Il Museo Reina Sofia è dedicato all'arte del '900 ed ospita, negli antichi locali dell'Ospedale Generale di Madrid, capolavori di altri artisti come Mirò e Dalì. Uscendo dal museo torniamo verso Plaza de la Cibeles , percorrendo il Paseo di Recoletos (entrate nel più bel bar ristorante della città, El Espejo decorato in stile belle epoque, anche solo per visitarlo) e poi il Paseo della Castellana. Dirigendoci sempre avanti lungo la Castellana troviamo la bella torre Picasso, uno degli edifici più alti della Spagna, le torri Kio (due torri inclinate a 15 gradi che sovrastano Plaza de Castilla) ed il famoso stadio Bernabeu.

 

A questo punto, torniamo al residence per ritemprarci prima di unirci alla movida madrilena del sabato sera. A cena, decidiamo di provare la La Taberna de la Daniela vicino calle de Alcalà (esattamente calle General Perdidas 21) ricordandoci però di prenotare qualche ora prima, (a pranzo in questo ristorante viene servito solo cocido madrileno).

A parte il cocido (fatto con ceci, porri,patate, cavoli, carote e salsicce, carni di manzo e pollo e jamon serrano essiccato) il menù prevede diverse tapas buonissime.

Le “tabernas” a Madrid (alcune molto antiche e pittoresche) sono altrettanto degne di nota dei suoi magnifici musei. Qui si degustano le Tapas ed i piatti regionali spagnoli ad orari molto più “liberi” dei nostri

Per concludere la serata ci concediamo finalmente un flamenco, danza che io adoro, andando a Casa Patas, dove avremmo anche potuto cenare con tapas oppure a menù fisso (calle de Canizares 10)

 

Domenica 7 agosto
Domenica, giorno dei mercatini. Ci dirigiamo verso la zona sud di Madrid chiamata Rastro dove, lungo calle Ribera de Curtidores, si svolge il mercato del nuovo e dell'usato (fermata metro Latina, Embajadores). Passeggiamo divertiti tra bancarelle di vestiti usati ed oggetti di antiquariato e modernariato. Pranziamo in una tipica taverna rustica, la Viuda de Vacas (io ordino un gustoso baccalà ed il mio compagno una bistecca alla griglia), in calle de la Cava Alta, dove fanno classica cucina spagnola.

Comunque la pensiate sulla corrida, potete però andare a vedere dopo pranzo, la Plaza de Toros de la Ventas (fermata metro Ventas) che è una delle più belle arene per la corrida spagnole costruita nel 1929 in stile neo-mudejar. Altrimenti, potete riprendere la metro e scendere alla fermata Tribunal o Bilbao, come abbiamo fatto noi, per vedere il famoso quartiere Malasana, uno dei vecchi quartieri di Madrid, per alcuni anni, dopo la morte di Franco, centro della movida madrilena, per poi proseguire verso Plaza Dos de Mayo, uno dei centri della rivolta antifrancese e della dittatura, ora luogo ricco di caffè e locali.

Bella anche la Chiesa de San Antonio de los Alemanes in calle de la Puebla. Riprendiamo poi l'autobus ed ammiriamo le strade madrilene fino al Museo Thyssen dove rimaniamo fino alle 19, orario di chiusura. Questo museo, veramente stupendo contiene la collezione privata del barone Heinrich Thyssen Bornemisza e di suo figlio Hans Henrich entrambi deceduti. La vedova di Hans Henrich, la spagnola Carmen “Tita” Cervera, decise nel 1992 di esporre le opere, vendute poi alla città l'anno successivo, in questo palazzo settecentesco di tre piani, Villa Hermosa. La collezione, iniziata negli anni '20, spazia dai primi artisti italiani e fiamminghi agli impressionisti ed alla Pop Art. Contiene dei veri capolavori, alcuni acquistati anche dalla baronessa nel 2004.Ceniamo in un vicino ristorante la Finca de la Susana in calle Arlaban 4, dove preparano ottimi piatti della cucina classica spagnola.

Lunedì 8 agosto
Oggi ci dedichiamo alla visita del Palazzo Reale, (aperto dal lunedì al sabato dalle 9 ,30 alle 17), costruito sul sito di un originario alcazar moresco e diventato nel 1561 l'abitazione di Filippo II fino al completamento dei lavori de L'Escorial. Distrutto da un incendio la vigilia del Natale del 1734, fu ricostruito da Felipe V, il primo re borbonico, sul ricordo della Versailles della sua infanzia.
La costruzione del palazzo durò dal 1738 al 1764, per opera principalmente dell'architetto Giovanni Battista Sacchetti, ed il primo re che vi risiedette fu Carlo III, figlio di FilippoV morto nel 1746. Fu la residenza della famiglia reale spagnola sino all'esilio di Alfonso XIII nel 1931 ed anche Franco lo utilizzò, arringando la folla dal balcone prospiciente la Plaza de Oriente.

L'interno è molto lussuoso. Marmi di Toledo per il maestoso grande scalone d'ingresso, saloni maestosi con affreschi di illustri pittori, come il Tiepolo, alle pareti insieme ad arazzi tratti da disegni di Raffaello. Ogni sovrano che lo abitò arricchì il palazzo con opere e arredi. La Sala del Trono, in cremisi e oro, è abbellita da enormi specchi e splendidi lampadari di cristallo e le Sale di Carlo III (le stanze private del re) contengono quattro dipinti di Carlo IV e Maria Luisa di Parma fatti dal Goya.

Lussuosissima è la Sala da Pranzo, un tempo appartamento privato della regina, grande 400 mq ed arredata con arazzi fiamminghi, affreschi, lampadari e porcellane cinesi. Può ospitare ben 160 commensali alla sua tavola ed è un mirabile esempio del fastoso stile borbonico ed asburgico. Ci sono altre sale splendide da visitare e la Real Farmacia, fondata da Filippo II, che è un divertente dedalo di stanze pieno di boccettine e fialette di antichi medicamenti. Si trova, come anche il Palazzo e l'Armeria, sulla enorme Plaza de las Armas in cui, il primo mercoledì del mese a mezzogiorno, si può assistere al cambio della guardia.

Usciamo dal palazzo reale e ci dirigiamo ad est, verso la già nominata Plaza de Oriente, ornata da statue di re che originariamente erano destinate al soffitto del Palazzo Reale ma poi non utilizzate per la loro pesantezza. Al centro vi è la Statua equestre di Filippo IV dello scultore italiano Pietro Tacca, mentre più a sud, troviamo il Cafè de Oriente, con una splendida vista sulla piazza, dove ci fermiamo a prendere un aperitivo e a riposarci un po'.

Passiamo poi davanti al Teatro Real ed alla Plaza de Isabel II. Notiamo un ristorante molto carino che fa parte di una catena, La Vaca Argentina, e ce lo appuntiamo per la serata. Per pranzo invece, ci dirigiamo verso la Gran Via, passando per Calle de Arenal, dove si trova una delle chiese più antiche della città, San Gines, Plaza del Sol, dove compriamo, come ogni giorno, i giornali italiani e calle del Carmen.

Dopo un breve sguardo ai vari negozi, decidiamo di mangiare un boccone da quelle parti, in calle Tetuan dove c'è la taverna Casa Ladra (famosa per le tapas di crocchette e merluzzo fritto e perché qui è stato fondato il partito socialista spagnolo). Alberto sarebbe anche tentato di rimangiare il cocido a la Taberna de la Bola, in calle de la Bola (metro Santo Domingo) che ci è stata consigliata in hotel, poiché qui lo preparano solo a pranzo, ma poi la mia voglia di crocchette e merluzzo, prevale.

Dopo aver mangiato, torniamo per un paio d'ore in hotel perché il caldo ci ha veramente sfiancato. Nel pomeriggio, ritorniamo a visitare quanto ci manca della vecchia Madrid, ripercorrendo la stessa via della mattina verso il Palazzo Reale, ma visitando questa volta la Cattedrale de Nuestra Senora de Almudena ed i giardini del campo del Moro. Oltre i giardini del campo del Moro raggiungiamo poi la Glorieta de San Antonio de la Florida dove dalle 16 alle 20 è possibile visitare la Ermita de San Antonio de la Florida con la cappella e la tomba del Goya. Tornando verso Calle Mayor arriviamo a Plaza Mayor , ricca e affollatissima di bar e ristoranti.

Ci fermiamo a prendere un aperitivo dopo aver fatto merenda dal maestro churrero in Plaza San Gines, che è lì dal 1894. Churros caldi e cioccolata sono imperdibili! Per cena, torniamo a Plaza Isabel II e finalmente Alberto si gusta un grosso chuleton alla brace alla Vaca Argentina. Solito giro serale in Plaza de Oriente e poi a prendere la metro ad Opera per un meritato sonno ristoratore. Domani è l'ultimo giorno e si va a visitare l'Escorial.

Martedì 9 agosto

Ci alziamo di buon ora per andare verso ovest, nel paese di San Lorenzo El Escorial dove sorge il Palazzo-Monastero fatto costruire da Felipe II, ma prima, visitiamo anche la Valle de los Caidos, monumento alle vittime della guerra civile (almeno 40.000 soldati di entrambe le fazioni riposano qui), voluto da Francisco Franco. Un'enorme croce si staglia sulla valle, alta 150 metri e s'innalza su di una basilica scavata nella roccia a 250 metri di profondità dai prigionieri di guerra. La croce è imponente ma non si può non pensare, in questo luogo, al triste periodo della dittatura ed agli uomini che morirono a causa di essa.

Proseguiamo, dopo una doverosa preghiera, verso El Escorial che dista da qui solo 13 chilometri. Sono prossimi i festeggiamenti per San Lorenzo, il patrono del paese, e le vie sono riccamente addobbate. La prima impressione de El Escorial è veramente notevole. Un imponente, austero edificio, fatto costruire da Filippo II come ultima residenza per il padre Carlo I, eretto ai piedi della Sierra de Guadarrama, a nord ovest di Madrid, fu edificato tra il 1563 ed il 1584 in onore di San Lorenzo. Lo stile della facciata esterna, con circa 2600 finestre, è semplice, e “desornamentado”, cioè disadorno.

L'interno, più che un palazzo reale ricorda un luogo di contemplazione e di preghiera. Sono presenti molte opere d'arte, alcune delle quali appartenute alla collezione privata degli Asburgo, disseminate nei Musei (nel Museo d'Arte sono esposti dipinti italiani e fiamminghi), nelle Sale capitolari (arredate con panche di legno per i 100 monaci del monastero e con soffitti a volta decorati da dipinti del Tiziano), nella chiesa (splendida la pala d'altare), nella biblioteca (che arrivò a contenere ben 40.000 volumi) e nel pantheon reale (dove sono sepolti quasi tutti i re spagnoli a partire da Carlo I).

Gli Appartamenti del re, o Palacio de los Austrias, sono sobriamente arredati e collegati direttamente alla Basilica (infatti dal suo letto la figlia di Filippo II, la infanta Isabella Clara, riusciva a vedere l'altare maggiore). La stanza da letto di Felipe II aveva anch'essa la vista sull'altare maggiore e vi si trova ancora il letto dove il re morì nel 1598. In contrasto con la semplicità delle stanze del Palacio de los Austrias, gli appartamenti dei Borboni sono invece arredati sfarzosamente e decorati da arazzi, alcuni disegnati dal Goya.

La visita guidata del Palacio de los Austrias e del Pantheon dura circa 45 minuti, il resto si visita liberamente. Noi lo facciamo con molta calma, finendo dopo le 13, giusto in tempo per andare a pranzo in uno dei tanti ristoranti nei vicoli del paese di San Lorenzo. Dopo pranzo, decidiamo di esplorare ancora i dintorni di Madrid andando verso nord, attraverso la parte centrale della Sierra de Guadarrama, dove durante la stagione invernale i madrileni vengono a sciare in località come Navacerrada e Cercedilla. Arriviamo quindi all'ultima tappa del nostro viaggio a Madrid e dintorni, La Granja de San Idelfonso, vicino Segovia, per visitare il Palazzo Reale costruito su un antico casino di caccia edificato da Enrico IV nel XV secolo.

Nel 1720 Filippo V (che vi è sepolto con sua moglie nel Mausoleo Reale) iniziò il progetto ispirandosi alla Reggia di Versailles, compreso il meraviglioso giardino decorato con spettacolari fontane. L'interno è sontuoso, decorato con affreschi classici ed impreziosito da enormi lampadari. Ci piacerebbe proseguire verso Segovia per visitare la città spagnola dalla posizione più spettacolare ed il suo meraviglioso Alcazar abbarbicato sulla roccia come il castello delle fiabe. Purtroppo sono già le sei passate ed è troppo tardi, quindi decidiamo di tornare a Madrid.

Ceniamo al Museo del Jamon con sontuose porzioni di jamon serrano, queso manchego e pan y tomate. Siamo stanchissimi e rinunciamo alla solita passeggiata serale per guadagnare velocemente il letto. Domattina si torna in Costa Brava ed abbiamo 700 chilometri da macinare. Adios Madrid, hasta la proxima vez!

Giovedì 4 Agosto

Arriviamo a Madrid in auto da Barcellona dopo aver percorso 630 chilometri, parte in autostrada fino a Saragoza, passando per Lleida, parte su una superstrada lunga e diritta, quasi in mezzo al nulla. Il residence che abbiamo scelto (soprattutto perché ha il garage) è appena fuori dal centro ma vicinissimo ad una fermata della metro Avenida de America che, cambiando a Principe de Vergara, porta direttamente nel cuore della città.

Dopo aver depositato i bagagli nel nostro piccolo mini appartamento, ansiosi di conoscere Madrid ci dirigiamo subito a piedi attraverso el Paseo della Castellana un lungo viale alberato arteria principale della Madrid moderna, verso la Puerta del Sol, uno dei luoghi più antichi di Madrid, nella cui piazza omonima si trova l'orso con pianta di fragola, simbolo della città.

Sono da poco passate le 17, quasi tutti i negozi sono ancora chiusi e poca gente cammina per le strade. Solo lungo el Paseo della Castellana, diverse persone, per lo più turisti, si rinfrescano bevendo qualcosa nei caffè che si susseguono per tutta la sua lunghezza. Proseguendo, arriviamo quindi sulla grande Plaza de Colon, luogo circondato dalle gran vie della moda Calle Serrano e Calle de Goya, che segna il confine tra el Paseo de la Castellana ed el Paseo di Recoletos, dove sorgono il Museo Arquelogico Nacional ed il monumento a Cristoforo Colombo.

A questo punto, ci sediamo anche noi a bere una birra ed una horchata nel più famoso locale del Paseo, il caffè Gijon, uno dei pochi ritrovi degli intellettuali degli inizi del XX secolo, prima della guerra civile, ad essere sopravvissuto. Non è tanto il suo aspetto che affascina (colonne bianche in ferro battuto e tavolini con ripiani bianchi e neri) quanto l'atmosfera che si respira. Mentre siamo seduti, vediamo le strade cominciare ad animarsi un po', evidentemente la calura estiva sconsiglia di uscire di casa prima delle 18. Finalmente, dopo tanto camminare arriviamo a Plaza de las Cibeles, dea dell'abbondanza, circondata dal Palazzo delle Comunicazioni sede della posta, dalla Casa de America, dal Palazzo Benvista e dal Banco de Espana, dove i sostenitori del Real Madrid usano festeggiare le loro vittorie calcistiche.

Da qui, prendiamo la calle di Alcalà e, abbastanza stanchi, giungiamo nel cuore della vecchia Madrid, Plaza del Sol. Da qui, percorrendo calle Mayor ci troviamo in una delle più belle piazze che io abbia mai visto: Plaza Mayor dove un tempo si tenevano i processi dell'Inquisizione e le esecuzioni capitali. Si presenta come una piazza rettangolare tutta balconi e pinnacoli, abbaini e tetti spioventi in ardesia. Al centro è posta la statua equestre di Filippo III, colui che ne commissionò la costruzione. La parte più interessante della Plaza è quella dove sorge la Casa de la Panaderia, decorata con dipinti allegorici.

Al giorno d'oggi la piazza è uno dei fulcri della vita madrilena poiché pullula di locali e ristoranti. L'uscita meridionale della piazza conduce al famoso mercatino delle pulci “El Rastro”, nato nel medioevo e che visiteremo domenica mattina.

Per questa sera ci fermiamo qui, a cena in uno dei ristoranti sotto i portici, per mangiare deliziosi Gambas al ajillo. Torniamo al residence prendendo la metro a Plaza del Sol, decisamente stupiti. è l'una di notte ed intere famiglie con passeggini salgono insieme a noi per tornare a casa.

Apro una parentesi per ciò che riguarda i mezzi di trasporto per muoversi in città. Esiste un abono turistico per 1/3 o 7 giorni che vi permette ad un prezzo unico di fare quanti viaggi volete. Dipende dalla vs voglia di camminare perché il centro di Madrid si gira bene anche a piedi. Potete anche prendere un carnet di 10 corse. Ricordatevi che esistono anche i bus turistici con tre traiettorie dai quali si può salire e scendere pagando sempre la stessa tariffa.


Venerdi 5 agosto

Dopo una abbondante prima colazione, ci dirigiamo verso la Puerta del Sol prendendo la metro. Abbiamo in mente di visitare il Monasterio de las Descalzas Reales (apre alle 10,30 ma vi consiglio di stare lì alle 10), il più bell'edificio religioso di Madrid ed uno dei rari esempi di arte cinquecentesca, una volta palazzo medievale trasformato nel 1560 dalla sorella di Filippo II, dona Juana, in convento per monache e dame di sangue reale. All'interno,oltre alla tomba della stessa dona Juana, si trovano opere di artisti come Bruegel il vecchio, Tiziano, Murillo, Ribeira e Zurbaran. Dopo una visita di circa 1 ora, ritorniamo verso la Calle de Alcalà che si apre poi nella splendida Plaza de las Cibeles, dea dell'abbondanza. Continuiamo la passeggiata svoltando a destra nel Paseo del Prado, un viale verde che conduce al Museo Thyssen Bornemisza e al Prado.

Considerati i pochi giorni a disposizione ci dirigiamo senz'altro verso il Prado dove passiamo almeno le prossime tre ore , pranzando anche al suo interno. Inutile dirvi che è un museo veramente fantastico che per sei euro (14,40 se fate la tessera per i tre musei Prado, Reina Sofia e Thyssen, ma tenete presente che il sabato pomeriggio e la domenica l'entrata ai primi due è gratuita) nei suoi tre piani di esposizione, vi farà finalmente vedere dal vivo opere immortali dei maestri del Rinascimento italiano, del Velazquez (La famiglia di Filippo IV per esempio….), del Goya (qui è esposto il famoso quadro della fucilazione del 3 maggio 1808 quando Napoleone entrò a Madrid) e di altri pittori, che io adoro, come Bosch (Il giardino delle delizie sul quale mi soffermo almeno venti minuti..), Rubens, Durer e Rembrandt, solo per citarne alcuni.

Dopo aver assaporato tanta cultura e tanta bellezza, ci dirigiamo verso Plaza S.Ana dove si affaccia il Teatro di Spagna e, dal lato opposto, la statua di Calderon de la Barca. Questa piazza è affollatissima e c'è molta atmosfera soprattutto verso sera e potete curiosare anche nei negozi tipici. Se gironzolate e poi rimanete a cena in questa piazza, vi consiglio la Cerveceria Alemana per mangiare buonissimi calamari fritti e crocchette di patate. Altrimenti, attraversando Plaza del Angel potete dirigervi dritti ,dritti a Plaza Benavante dove si trova un altro benemerito mastro churrero oppure girare a destra e tornare a Plaza del Sol dove potrete fare uno spuntino alla Mallorquina (ottime le Napolitanas al cioccolato).

Noi passeggiamo ancora un pò per le vie del centro piene di negozi tornando quindi a riposarci in albergo prima di uscire per cena a mangiare una bella paella a La Barraca in Calle de la Reina. Dopo cena, passeggiamo per i giardini intorno al Palazzo Reale, insieme a molti turisti ed altrettanti madrileni alla ricerca di un po' di aria fresca.

Sabato 6 agosto
E' sabato ed iniziamo la giornata sempre partendo dalla calle de Alcalà e, attraversando la famosa Porta de Alcalà, (il monumento più imponente realizzato da Carlo III in stile neoclassico), per poi raggiungere il bellissimo Parque del Retiro, nel '600 parco privato della famiglia reale ed aperto al pubblico solo nel 1869, dove, essendoci fatti preparare un bocadillo con jamon al Museo del jamon, facciamo uno spuntino su di una panchina, di fronte al laghetto. Visitiamo poi il famoso Palazzo di Cristallo in ferro e vetro che fu costruito come il vicino Palazzo del Velazquez, dall'architetto Velazquez Bosco, traendo ispirazione dal Crystal Palace di Londra, la fontana dell'angelo caduto (l'unico monumento al mondo dedicato al diavolo) ed infine anche il Real Jardin Botanico. Dalle 14,30 alle 21.00 il Museo Reina Sofia è gratuito, e per nulla al mondo ci perderemmo il famosissimo Guernica di Picasso! Il Museo Reina Sofia è dedicato all'arte del '900 ed ospita, negli antichi locali dell'Ospedale Generale di Madrid, capolavori di altri artisti come Mirò e Dalì. Uscendo dal museo torniamo verso Plaza de la Cibeles , percorrendo il Paseo di Recoletos (entrate nel più bel bar ristorante della città, El Espejo decorato in stile belle epoque, anche solo per visitarlo) e poi il Paseo della Castellana. Dirigendoci sempre avanti lungo la Castellana troviamo la bella torre Picasso, uno degli edifici più alti della Spagna, le torri Kio (due torri inclinate a 15 gradi che sovrastano Plaza de Castilla) ed il famoso stadio Bernabeu.

 

A questo punto, torniamo al residence per ritemprarci prima di unirci alla movida madrilena del sabato sera. A cena, decidiamo di provare la La Taberna de la Daniela vicino calle de Alcalà (esattamente calle General Perdidas 21) ricordandoci però di prenotare qualche ora prima, (a pranzo in questo ristorante viene servito solo cocido madrileno).

A parte il cocido (fatto con ceci, porri,patate, cavoli, carote e salsicce, carni di manzo e pollo e jamon serrano essiccato) il menù prevede diverse tapas buonissime.

Le “tabernas” a Madrid (alcune molto antiche e pittoresche) sono altrettanto degne di nota dei suoi magnifici musei. Qui si degustano le Tapas ed i piatti regionali spagnoli ad orari molto più “liberi” dei nostri

Per concludere la serata ci concediamo finalmente un flamenco, danza che io adoro, andando a Casa Patas, dove avremmo anche potuto cenare con tapas oppure a menù fisso (calle de Canizares 10)

 

Domenica 7 agosto
Domenica, giorno dei mercatini. Ci dirigiamo verso la zona sud di Madrid chiamata Rastro dove, lungo calle Ribera de Curtidores, si svolge il mercato del nuovo e dell'usato (fermata metro Latina, Embajadores). Passeggiamo divertiti tra bancarelle di vestiti usati ed oggetti di antiquariato e modernariato. Pranziamo in una tipica taverna rustica, la Viuda de Vacas (io ordino un gustoso baccalà ed il mio compagno una bistecca alla griglia), in calle de la Cava Alta, dove fanno classica cucina spagnola.

Comunque la pensiate sulla corrida, potete però andare a vedere dopo pranzo, la Plaza de Toros de la Ventas (fermata metro Ventas) che è una delle più belle arene per la corrida spagnole costruita nel 1929 in stile neo-mudejar. Altrimenti, potete riprendere la metro e scendere alla fermata Tribunal o Bilbao, come abbiamo fatto noi, per vedere il famoso quartiere Malasana, uno dei vecchi quartieri di Madrid, per alcuni anni, dopo la morte di Franco, centro della movida madrilena, per poi proseguire verso Plaza Dos de Mayo, uno dei centri della rivolta antifrancese e della dittatura, ora luogo ricco di caffè e locali.

Bella anche la Chiesa de San Antonio de los Alemanes in calle de la Puebla. Riprendiamo poi l'autobus ed ammiriamo le strade madrilene fino al Museo Thyssen dove rimaniamo fino alle 19, orario di chiusura. Questo museo, veramente stupendo contiene la collezione privata del barone Heinrich Thyssen Bornemisza e di suo figlio Hans Henrich entrambi deceduti. La vedova di Hans Henrich, la spagnola Carmen “Tita” Cervera, decise nel 1992 di esporre le opere, vendute poi alla città l'anno successivo, in questo palazzo settecentesco di tre piani, Villa Hermosa. La collezione, iniziata negli anni '20, spazia dai primi artisti italiani e fiamminghi agli impressionisti ed alla Pop Art. Contiene dei veri capolavori, alcuni acquistati anche dalla baronessa nel 2004.Ceniamo in un vicino ristorante la Finca de la Susana in calle Arlaban 4, dove preparano ottimi piatti della cucina classica spagnola.

Lunedì 8 agosto
Oggi ci dedichiamo alla visita del Palazzo Reale, (aperto dal lunedì al sabato dalle 9 ,30 alle 17), costruito sul sito di un originario alcazar moresco e diventato nel 1561 l'abitazione di Filippo II fino al completamento dei lavori de L'Escorial. Distrutto da un incendio la vigilia del Natale del 1734, fu ricostruito da Felipe V, il primo re borbonico, sul ricordo della Versailles della sua infanzia.
La costruzione del palazzo durò dal 1738 al 1764, per opera principalmente dell'architetto Giovanni Battista Sacchetti, ed il primo re che vi risiedette fu Carlo III, figlio di FilippoV morto nel 1746. Fu la residenza della famiglia reale spagnola sino all'esilio di Alfonso XIII nel 1931 ed anche Franco lo utilizzò, arringando la folla dal balcone prospiciente la Plaza de Oriente.

L'interno è molto lussuoso. Marmi di Toledo per il maestoso grande scalone d'ingresso, saloni maestosi con affreschi di illustri pittori, come il Tiepolo, alle pareti insieme ad arazzi tratti da disegni di Raffaello. Ogni sovrano che lo abitò arricchì il palazzo con opere e arredi. La Sala del Trono, in cremisi e oro, è abbellita da enormi specchi e splendidi lampadari di cristallo e le Sale di Carlo III (le stanze private del re) contengono quattro dipinti di Carlo IV e Maria Luisa di Parma fatti dal Goya.

Lussuosissima è la Sala da Pranzo, un tempo appartamento privato della regina, grande 400 mq ed arredata con arazzi fiamminghi, affreschi, lampadari e porcellane cinesi. Può ospitare ben 160 commensali alla sua tavola ed è un mirabile esempio del fastoso stile borbonico ed asburgico. Ci sono altre sale splendide da visitare e la Real Farmacia, fondata da Filippo II, che è un divertente dedalo di stanze pieno di boccettine e fialette di antichi medicamenti. Si trova, come anche il Palazzo e l'Armeria, sulla enorme Plaza de las Armas in cui, il primo mercoledì del mese a mezzogiorno, si può assistere al cambio della guardia.

Usciamo dal palazzo reale e ci dirigiamo ad est, verso la già nominata Plaza de Oriente, ornata da statue di re che originariamente erano destinate al soffitto del Palazzo Reale ma poi non utilizzate per la loro pesantezza. Al centro vi è la Statua equestre di Filippo IV dello scultore italiano Pietro Tacca, mentre più a sud, troviamo il Cafè de Oriente, con una splendida vista sulla piazza, dove ci fermiamo a prendere un aperitivo e a riposarci un po'.

Passiamo poi davanti al Teatro Real ed alla Plaza de Isabel II. Notiamo un ristorante molto carino che fa parte di una catena, La Vaca Argentina, e ce lo appuntiamo per la serata. Per pranzo invece, ci dirigiamo verso la Gran Via, passando per Calle de Arenal, dove si trova una delle chiese più antiche della città, San Gines, Plaza del Sol, dove compriamo, come ogni giorno, i giornali italiani e calle del Carmen.

Dopo un breve sguardo ai vari negozi, decidiamo di mangiare un boccone da quelle parti, in calle Tetuan dove c'è la taverna Casa Ladra (famosa per le tapas di crocchette e merluzzo fritto e perché qui è stato fondato il partito socialista spagnolo). Alberto sarebbe anche tentato di rimangiare il cocido a la Taberna de la Bola, in calle de la Bola (metro Santo Domingo) che ci è stata consigliata in hotel, poiché qui lo preparano solo a pranzo, ma poi la mia voglia di crocchette e merluzzo, prevale.

Dopo aver mangiato, torniamo per un paio d'ore in hotel perché il caldo ci ha veramente sfiancato. Nel pomeriggio, ritorniamo a visitare quanto ci manca della vecchia Madrid, ripercorrendo la stessa via della mattina verso il Palazzo Reale, ma visitando questa volta la Cattedrale de Nuestra Senora de Almudena ed i giardini del campo del Moro. Oltre i giardini del campo del Moro raggiungiamo poi la Glorieta de San Antonio de la Florida dove dalle 16 alle 20 è possibile visitare la Ermita de San Antonio de la Florida con la cappella e la tomba del Goya. Tornando verso Calle Mayor arriviamo a Plaza Mayor , ricca e affollatissima di bar e ristoranti.

Ci fermiamo a prendere un aperitivo dopo aver fatto merenda dal maestro churrero in Plaza San Gines, che è lì dal 1894. Churros caldi e cioccolata sono imperdibili! Per cena, torniamo a Plaza Isabel II e finalmente Alberto si gusta un grosso chuleton alla brace alla Vaca Argentina. Solito giro serale in Plaza de Oriente e poi a prendere la metro ad Opera per un meritato sonno ristoratore. Domani è l'ultimo giorno e si va a visitare l'Escorial.

Martedì 9 agosto

Ci alziamo di buon ora per andare verso ovest, nel paese di San Lorenzo El Escorial dove sorge il Palazzo-Monastero fatto costruire da Felipe II, ma prima, visitiamo anche la Valle de los Caidos, monumento alle vittime della guerra civile (almeno 40.000 soldati di entrambe le fazioni riposano qui), voluto da Francisco Franco. Un'enorme croce si staglia sulla valle, alta 150 metri e s'innalza su di una basilica scavata nella roccia a 250 metri di profondità dai prigionieri di guerra. La croce è imponente ma non si può non pensare, in questo luogo, al triste periodo della dittatura ed agli uomini che morirono a causa di essa.

Proseguiamo, dopo una doverosa preghiera, verso El Escorial che dista da qui solo 13 chilometri. Sono prossimi i festeggiamenti per San Lorenzo, il patrono del paese, e le vie sono riccamente addobbate. La prima impressione de El Escorial è veramente notevole. Un imponente, austero edificio, fatto costruire da Filippo II come ultima residenza per il padre Carlo I, eretto ai piedi della Sierra de Guadarrama, a nord ovest di Madrid, fu edificato tra il 1563 ed il 1584 in onore di San Lorenzo. Lo stile della facciata esterna, con circa 2600 finestre, è semplice, e “desornamentado”, cioè disadorno.

L'interno, più che un palazzo reale ricorda un luogo di contemplazione e di preghiera. Sono presenti molte opere d'arte, alcune delle quali appartenute alla collezione privata degli Asburgo, disseminate nei Musei (nel Museo d'Arte sono esposti dipinti italiani e fiamminghi), nelle Sale capitolari (arredate con panche di legno per i 100 monaci del monastero e con soffitti a volta decorati da dipinti del Tiziano), nella chiesa (splendida la pala d'altare), nella biblioteca (che arrivò a contenere ben 40.000 volumi) e nel pantheon reale (dove sono sepolti quasi tutti i re spagnoli a partire da Carlo I).

Gli Appartamenti del re, o Palacio de los Austrias, sono sobriamente arredati e collegati direttamente alla Basilica (infatti dal suo letto la figlia di Filippo II, la infanta Isabella Clara, riusciva a vedere l'altare maggiore). La stanza da letto di Felipe II aveva anch'essa la vista sull'altare maggiore e vi si trova ancora il letto dove il re morì nel 1598. In contrasto con la semplicità delle stanze del Palacio de los Austrias, gli appartamenti dei Borboni sono invece arredati sfarzosamente e decorati da arazzi, alcuni disegnati dal Goya.

La visita guidata del Palacio de los Austrias e del Pantheon dura circa 45 minuti, il resto si visita liberamente. Noi lo facciamo con molta calma, finendo dopo le 13, giusto in tempo per andare a pranzo in uno dei tanti ristoranti nei vicoli del paese di San Lorenzo. Dopo pranzo, decidiamo di esplorare ancora i dintorni di Madrid andando verso nord, attraverso la parte centrale della Sierra de Guadarrama, dove durante la stagione invernale i madrileni vengono a sciare in località come Navacerrada e Cercedilla. Arriviamo quindi all'ultima tappa del nostro viaggio a Madrid e dintorni, La Granja de San Idelfonso, vicino Segovia, per visitare il Palazzo Reale costruito su un antico casino di caccia edificato da Enrico IV nel XV secolo.

Nel 1720 Filippo V (che vi è sepolto con sua moglie nel Mausoleo Reale) iniziò il progetto ispirandosi alla Reggia di Versailles, compreso il meraviglioso giardino decorato con spettacolari fontane. L'interno è sontuoso, decorato con affreschi classici ed impreziosito da enormi lampadari. Ci piacerebbe proseguire verso Segovia per visitare la città spagnola dalla posizione più spettacolare ed il suo meraviglioso Alcazar abbarbicato sulla roccia come il castello delle fiabe. Purtroppo sono già le sei passate ed è troppo tardi, quindi decidiamo di tornare a Madrid.

Ceniamo al Museo del Jamon con sontuose porzioni di jamon serrano, queso manchego e pan y tomate. Siamo stanchissimi e rinunciamo alla solita passeggiata serale per guadagnare velocemente il letto. Domattina si torna in Costa Brava ed abbiamo 700 chilometri da macinare. Adios Madrid, hasta la proxima vez!

Giovedì 4 Agosto

Arriviamo a Madrid in auto da Barcellona dopo aver percorso 630 chilometri, parte in autostrada fino a Saragoza, passando per Lleida, parte su una superstrada lunga e diritta, quasi in mezzo al nulla. Il residence che abbiamo scelto (soprattutto perché ha il garage) è appena fuori dal centro ma vicinissimo ad una fermata della metro Avenida de America che, cambiando a Principe de Vergara, porta direttamente nel cuore della città.

Dopo aver depositato i bagagli nel nostro piccolo mini appartamento, ansiosi di conoscere Madrid ci dirigiamo subito a piedi attraverso el Paseo della Castellana un lungo viale alberato arteria principale della Madrid moderna, verso la Puerta del Sol, uno dei luoghi più antichi di Madrid, nella cui piazza omonima si trova l'orso con pianta di fragola, simbolo della città.

Sono da poco passate le 17, quasi tutti i negozi sono ancora chiusi e poca gente cammina per le strade. Solo lungo el Paseo della Castellana, diverse persone, per lo più turisti, si rinfrescano bevendo qualcosa nei caffè che si susseguono per tutta la sua lunghezza. Proseguendo, arriviamo quindi sulla grande Plaza de Colon, luogo circondato dalle gran vie della moda Calle Serrano e Calle de Goya, che segna il confine tra el Paseo de la Castellana ed el Paseo di Recoletos, dove sorgono il Museo Arquelogico Nacional ed il monumento a Cristoforo Colombo.

A questo punto, ci sediamo anche noi a bere una birra ed una horchata nel più famoso locale del Paseo, il caffè Gijon, uno dei pochi ritrovi degli intellettuali degli inizi del XX secolo, prima della guerra civile, ad essere sopravvissuto. Non è tanto il suo aspetto che affascina (colonne bianche in ferro battuto e tavolini con ripiani bianchi e neri) quanto l'atmosfera che si respira. Mentre siamo seduti, vediamo le strade cominciare ad animarsi un po', evidentemente la calura estiva sconsiglia di uscire di casa prima delle 18. Finalmente, dopo tanto camminare arriviamo a Plaza de las Cibeles, dea dell'abbondanza, circondata dal Palazzo delle Comunicazioni sede della posta, dalla Casa de America, dal Palazzo Benvista e dal Banco de Espana, dove i sostenitori del Real Madrid usano festeggiare le loro vittorie calcistiche.

Da qui, prendiamo la calle di Alcalà e, abbastanza stanchi, giungiamo nel cuore della vecchia Madrid, Plaza del Sol. Da qui, percorrendo calle Mayor ci troviamo in una delle più belle piazze che io abbia mai visto: Plaza Mayor dove un tempo si tenevano i processi dell'Inquisizione e le esecuzioni capitali. Si presenta come una piazza rettangolare tutta balconi e pinnacoli, abbaini e tetti spioventi in ardesia. Al centro è posta la statua equestre di Filippo III, colui che ne commissionò la costruzione. La parte più interessante della Plaza è quella dove sorge la Casa de la Panaderia, decorata con dipinti allegorici.

Al giorno d'oggi la piazza è uno dei fulcri della vita madrilena poiché pullula di locali e ristoranti. L'uscita meridionale della piazza conduce al famoso mercatino delle pulci “El Rastro”, nato nel medioevo e che visiteremo domenica mattina.

Per questa sera ci fermiamo qui, a cena in uno dei ristoranti sotto i portici, per mangiare deliziosi Gambas al ajillo. Torniamo al residence prendendo la metro a Plaza del Sol, decisamente stupiti. è l'una di notte ed intere famiglie con passeggini salgono insieme a noi per tornare a casa.

Apro una parentesi per ciò che riguarda i mezzi di trasporto per muoversi in città. Esiste un abono turistico per 1/3 o 7 giorni che vi permette ad un prezzo unico di fare quanti viaggi volete. Dipende dalla vs voglia di camminare perché il centro di Madrid si gira bene anche a piedi. Potete anche prendere un carnet di 10 corse. Ricordatevi che esistono anche i bus turistici con tre traiettorie dai quali si può salire e scendere pagando sempre la stessa tariffa.


Venerdi 5 agosto

Dopo una abbondante prima colazione, ci dirigiamo verso la Puerta del Sol prendendo la metro. Abbiamo in mente di visitare il Monasterio de las Descalzas Reales (apre alle 10,30 ma vi consiglio di stare lì alle 10), il più bell'edificio religioso di Madrid ed uno dei rari esempi di arte cinquecentesca, una volta palazzo medievale trasformato nel 1560 dalla sorella di Filippo II, dona Juana, in convento per monache e dame di sangue reale. All'interno,oltre alla tomba della stessa dona Juana, si trovano opere di artisti come Bruegel il vecchio, Tiziano, Murillo, Ribeira e Zurbaran. Dopo una visita di circa 1 ora, ritorniamo verso la Calle de Alcalà che si apre poi nella splendida Plaza de las Cibeles, dea dell'abbondanza. Continuiamo la passeggiata svoltando a destra nel Paseo del Prado, un viale verde che conduce al Museo Thyssen Bornemisza e al Prado.

Considerati i pochi giorni a disposizione ci dirigiamo senz'altro verso il Prado dove passiamo almeno le prossime tre ore , pranzando anche al suo interno. Inutile dirvi che è un museo veramente fantastico che per sei euro (14,40 se fate la tessera per i tre musei Prado, Reina Sofia e Thyssen, ma tenete presente che il sabato pomeriggio e la domenica l'entrata ai primi due è gratuita) nei suoi tre piani di esposizione, vi farà finalmente vedere dal vivo opere immortali dei maestri del Rinascimento italiano, del Velazquez (La famiglia di Filippo IV per esempio….), del Goya (qui è esposto il famoso quadro della fucilazione del 3 maggio 1808 quando Napoleone entrò a Madrid) e di altri pittori, che io adoro, come Bosch (Il giardino delle delizie sul quale mi soffermo almeno venti minuti..), Rubens, Durer e Rembrandt, solo per citarne alcuni.

Dopo aver assaporato tanta cultura e tanta bellezza, ci dirigiamo verso Plaza S.Ana dove si affaccia il Teatro di Spagna e, dal lato opposto, la statua di Calderon de la Barca. Questa piazza è affollatissima e c'è molta atmosfera soprattutto verso sera e potete curiosare anche nei negozi tipici. Se gironzolate e poi rimanete a cena in questa piazza, vi consiglio la Cerveceria Alemana per mangiare buonissimi calamari fritti e crocchette di patate. Altrimenti, attraversando Plaza del Angel potete dirigervi dritti ,dritti a Plaza Benavante dove si trova un altro benemerito mastro churrero oppure girare a destra e tornare a Plaza del Sol dove potrete fare uno spuntino alla Mallorquina (ottime le Napolitanas al cioccolato).

Noi passeggiamo ancora un pò per le vie del centro piene di negozi tornando quindi a riposarci in albergo prima di uscire per cena a mangiare una bella paella a La Barraca in Calle de la Reina. Dopo cena, passeggiamo per i giardini intorno al Palazzo Reale, insieme a molti turisti ed altrettanti madrileni alla ricerca di un po' di aria fresca.

Sabato 6 agosto
E' sabato ed iniziamo la giornata sempre partendo dalla calle de Alcalà e, attraversando la famosa Porta de Alcalà, (il monumento più imponente realizzato da Carlo III in stile neoclassico), per poi raggiungere il bellissimo Parque del Retiro, nel '600 parco privato della famiglia reale ed aperto al pubblico solo nel 1869, dove, essendoci fatti preparare un bocadillo con jamon al Museo del jamon, facciamo uno spuntino su di una panchina, di fronte al laghetto. Visitiamo poi il famoso Palazzo di Cristallo in ferro e vetro che fu costruito come il vicino Palazzo del Velazquez, dall'architetto Velazquez Bosco, traendo ispirazione dal Crystal Palace di Londra, la fontana dell'angelo caduto (l'unico monumento al mondo dedicato al diavolo) ed infine anche il Real Jardin Botanico. Dalle 14,30 alle 21.00 il Museo Reina Sofia è gratuito, e per nulla al mondo ci perderemmo il famosissimo Guernica di Picasso! Il Museo Reina Sofia è dedicato all'arte del '900 ed ospita, negli antichi locali dell'Ospedale Generale di Madrid, capolavori di altri artisti come Mirò e Dalì. Uscendo dal museo torniamo verso Plaza de la Cibeles , percorrendo il Paseo di Recoletos (entrate nel più bel bar ristorante della città, El Espejo decorato in stile belle epoque, anche solo per visitarlo) e poi il Paseo della Castellana. Dirigendoci sempre avanti lungo la Castellana troviamo la bella torre Picasso, uno degli edifici più alti della Spagna, le torri Kio (due torri inclinate a 15 gradi che sovrastano Plaza de Castilla) ed il famoso stadio Bernabeu.

 

A questo punto, torniamo al residence per ritemprarci prima di unirci alla movida madrilena del sabato sera. A cena, decidiamo di provare la La Taberna de la Daniela vicino calle de Alcalà (esattamente calle General Perdidas 21) ricordandoci però di prenotare qualche ora prima, (a pranzo in questo ristorante viene servito solo cocido madrileno).

A parte il cocido (fatto con ceci, porri,patate, cavoli, carote e salsicce, carni di manzo e pollo e jamon serrano essiccato) il menù prevede diverse tapas buonissime.

Le “tabernas” a Madrid (alcune molto antiche e pittoresche) sono altrettanto degne di nota dei suoi magnifici musei. Qui si degustano le Tapas ed i piatti regionali spagnoli ad orari molto più “liberi” dei nostri

Per concludere la serata ci concediamo finalmente un flamenco, danza che io adoro, andando a Casa Patas, dove avremmo anche potuto cenare con tapas oppure a menù fisso (calle de Canizares 10)

 

Domenica 7 agosto
Domenica, giorno dei mercatini. Ci dirigiamo verso la zona sud di Madrid chiamata Rastro dove, lungo calle Ribera de Curtidores, si svolge il mercato del nuovo e dell'usato (fermata metro Latina, Embajadores). Passeggiamo divertiti tra bancarelle di vestiti usati ed oggetti di antiquariato e modernariato. Pranziamo in una tipica taverna rustica, la Viuda de Vacas (io ordino un gustoso baccalà ed il mio compagno una bistecca alla griglia), in calle de la Cava Alta, dove fanno classica cucina spagnola.

Comunque la pensiate sulla corrida, potete però andare a vedere dopo pranzo, la Plaza de Toros de la Ventas (fermata metro Ventas) che è una delle più belle arene per la corrida spagnole costruita nel 1929 in stile neo-mudejar. Altrimenti, potete riprendere la metro e scendere alla fermata Tribunal o Bilbao, come abbiamo fatto noi, per vedere il famoso quartiere Malasana, uno dei vecchi quartieri di Madrid, per alcuni anni, dopo la morte di Franco, centro della movida madrilena, per poi proseguire verso Plaza Dos de Mayo, uno dei centri della rivolta antifrancese e della dittatura, ora luogo ricco di caffè e locali.

Bella anche la Chiesa de San Antonio de los Alemanes in calle de la Puebla. Riprendiamo poi l'autobus ed ammiriamo le strade madrilene fino al Museo Thyssen dove rimaniamo fino alle 19, orario di chiusura. Questo museo, veramente stupendo contiene la collezione privata del barone Heinrich Thyssen Bornemisza e di suo figlio Hans Henrich entrambi deceduti. La vedova di Hans Henrich, la spagnola Carmen “Tita” Cervera, decise nel 1992 di esporre le opere, vendute poi alla città l'anno successivo, in questo palazzo settecentesco di tre piani, Villa Hermosa. La collezione, iniziata negli anni '20, spazia dai primi artisti italiani e fiamminghi agli impressionisti ed alla Pop Art. Contiene dei veri capolavori, alcuni acquistati anche dalla baronessa nel 2004.Ceniamo in un vicino ristorante la Finca de la Susana in calle Arlaban 4, dove preparano ottimi piatti della cucina classica spagnola.

Lunedì 8 agosto
Oggi ci dedichiamo alla visita del Palazzo Reale, (aperto dal lunedì al sabato dalle 9 ,30 alle 17), costruito sul sito di un originario alcazar moresco e diventato nel 1561 l'abitazione di Filippo II fino al completamento dei lavori de L'Escorial. Distrutto da un incendio la vigilia del Natale del 1734, fu ricostruito da Felipe V, il primo re borbonico, sul ricordo della Versailles della sua infanzia.
La costruzione del palazzo durò dal 1738 al 1764, per opera principalmente dell'architetto Giovanni Battista Sacchetti, ed il primo re che vi risiedette fu Carlo III, figlio di FilippoV morto nel 1746. Fu la residenza della famiglia reale spagnola sino all'esilio di Alfonso XIII nel 1931 ed anche Franco lo utilizzò, arringando la folla dal balcone prospiciente la Plaza de Oriente.

L'interno è molto lussuoso. Marmi di Toledo per il maestoso grande scalone d'ingresso, saloni maestosi con affreschi di illustri pittori, come il Tiepolo, alle pareti insieme ad arazzi tratti da disegni di Raffaello. Ogni sovrano che lo abitò arricchì il palazzo con opere e arredi. La Sala del Trono, in cremisi e oro, è abbellita da enormi specchi e splendidi lampadari di cristallo e le Sale di Carlo III (le stanze private del re) contengono quattro dipinti di Carlo IV e Maria Luisa di Parma fatti dal Goya.

Lussuosissima è la Sala da Pranzo, un tempo appartamento privato della regina, grande 400 mq ed arredata con arazzi fiamminghi, affreschi, lampadari e porcellane cinesi. Può ospitare ben 160 commensali alla sua tavola ed è un mirabile esempio del fastoso stile borbonico ed asburgico. Ci sono altre sale splendide da visitare e la Real Farmacia, fondata da Filippo II, che è un divertente dedalo di stanze pieno di boccettine e fialette di antichi medicamenti. Si trova, come anche il Palazzo e l'Armeria, sulla enorme Plaza de las Armas in cui, il primo mercoledì del mese a mezzogiorno, si può assistere al cambio della guardia.

Usciamo dal palazzo reale e ci dirigiamo ad est, verso la già nominata Plaza de Oriente, ornata da statue di re che originariamente erano destinate al soffitto del Palazzo Reale ma poi non utilizzate per la loro pesantezza. Al centro vi è la Statua equestre di Filippo IV dello scultore italiano Pietro Tacca, mentre più a sud, troviamo il Cafè de Oriente, con una splendida vista sulla piazza, dove ci fermiamo a prendere un aperitivo e a riposarci un po'.

Passiamo poi davanti al Teatro Real ed alla Plaza de Isabel II. Notiamo un ristorante molto carino che fa parte di una catena, La Vaca Argentina, e ce lo appuntiamo per la serata. Per pranzo invece, ci dirigiamo verso la Gran Via, passando per Calle de Arenal, dove si trova una delle chiese più antiche della città, San Gines, Plaza del Sol, dove compriamo, come ogni giorno, i giornali italiani e calle del Carmen.

Dopo un breve sguardo ai vari negozi, decidiamo di mangiare un boccone da quelle parti, in calle Tetuan dove c'è la taverna Casa Ladra (famosa per le tapas di crocchette e merluzzo fritto e perché qui è stato fondato il partito socialista spagnolo). Alberto sarebbe anche tentato di rimangiare il cocido a la Taberna de la Bola, in calle de la Bola (metro Santo Domingo) che ci è stata consigliata in hotel, poiché qui lo preparano solo a pranzo, ma poi la mia voglia di crocchette e merluzzo, prevale.

Dopo aver mangiato, torniamo per un paio d'ore in hotel perché il caldo ci ha veramente sfiancato. Nel pomeriggio, ritorniamo a visitare quanto ci manca della vecchia Madrid, ripercorrendo la stessa via della mattina verso il Palazzo Reale, ma visitando questa volta la Cattedrale de Nuestra Senora de Almudena ed i giardini del campo del Moro. Oltre i giardini del campo del Moro raggiungiamo poi la Glorieta de San Antonio de la Florida dove dalle 16 alle 20 è possibile visitare la Ermita de San Antonio de la Florida con la cappella e la tomba del Goya. Tornando verso Calle Mayor arriviamo a Plaza Mayor , ricca e affollatissima di bar e ristoranti.

Ci fermiamo a prendere un aperitivo dopo aver fatto merenda dal maestro churrero in Plaza San Gines, che è lì dal 1894. Churros caldi e cioccolata sono imperdibili! Per cena, torniamo a Plaza Isabel II e finalmente Alberto si gusta un grosso chuleton alla brace alla Vaca Argentina. Solito giro serale in Plaza de Oriente e poi a prendere la metro ad Opera per un meritato sonno ristoratore. Domani è l'ultimo giorno e si va a visitare l'Escorial.

Martedì 9 agosto

Ci alziamo di buon ora per andare verso ovest, nel paese di San Lorenzo El Escorial dove sorge il Palazzo-Monastero fatto costruire da Felipe II, ma prima, visitiamo anche la Valle de los Caidos, monumento alle vittime della guerra civile (almeno 40.000 soldati di entrambe le fazioni riposano qui), voluto da Francisco Franco. Un'enorme croce si staglia sulla valle, alta 150 metri e s'innalza su di una basilica scavata nella roccia a 250 metri di profondità dai prigionieri di guerra. La croce è imponente ma non si può non pensare, in questo luogo, al triste periodo della dittatura ed agli uomini che morirono a causa di essa.

Proseguiamo, dopo una doverosa preghiera, verso El Escorial che dista da qui solo 13 chilometri. Sono prossimi i festeggiamenti per San Lorenzo, il patrono del paese, e le vie sono riccamente addobbate. La prima impressione de El Escorial è veramente notevole. Un imponente, austero edificio, fatto costruire da Filippo II come ultima residenza per il padre Carlo I, eretto ai piedi della Sierra de Guadarrama, a nord ovest di Madrid, fu edificato tra il 1563 ed il 1584 in onore di San Lorenzo. Lo stile della facciata esterna, con circa 2600 finestre, è semplice, e “desornamentado”, cioè disadorno.

L'interno, più che un palazzo reale ricorda un luogo di contemplazione e di preghiera. Sono presenti molte opere d'arte, alcune delle quali appartenute alla collezione privata degli Asburgo, disseminate nei Musei (nel Museo d'Arte sono esposti dipinti italiani e fiamminghi), nelle Sale capitolari (arredate con panche di legno per i 100 monaci del monastero e con soffitti a volta decorati da dipinti del Tiziano), nella chiesa (splendida la pala d'altare), nella biblioteca (che arrivò a contenere ben 40.000 volumi) e nel pantheon reale (dove sono sepolti quasi tutti i re spagnoli a partire da Carlo I).

Gli Appartamenti del re, o Palacio de los Austrias, sono sobriamente arredati e collegati direttamente alla Basilica (infatti dal suo letto la figlia di Filippo II, la infanta Isabella Clara, riusciva a vedere l'altare maggiore). La stanza da letto di Felipe II aveva anch'essa la vista sull'altare maggiore e vi si trova ancora il letto dove il re morì nel 1598. In contrasto con la semplicità delle stanze del Palacio de los Austrias, gli appartamenti dei Borboni sono invece arredati sfarzosamente e decorati da arazzi, alcuni disegnati dal Goya.

La visita guidata del Palacio de los Austrias e del Pantheon dura circa 45 minuti, il resto si visita liberamente. Noi lo facciamo con molta calma, finendo dopo le 13, giusto in tempo per andare a pranzo in uno dei tanti ristoranti nei vicoli del paese di San Lorenzo. Dopo pranzo, decidiamo di esplorare ancora i dintorni di Madrid andando verso nord, attraverso la parte centrale della Sierra de Guadarrama, dove durante la stagione invernale i madrileni vengono a sciare in località come Navacerrada e Cercedilla. Arriviamo quindi all'ultima tappa del nostro viaggio a Madrid e dintorni, La Granja de San Idelfonso, vicino Segovia, per visitare il Palazzo Reale costruito su un antico casino di caccia edificato da Enrico IV nel XV secolo.

Nel 1720 Filippo V (che vi è sepolto con sua moglie nel Mausoleo Reale) iniziò il progetto ispirandosi alla Reggia di Versailles, compreso il meraviglioso giardino decorato con spettacolari fontane. L'interno è sontuoso, decorato con affreschi classici ed impreziosito da enormi lampadari. Ci piacerebbe proseguire verso Segovia per visitare la città spagnola dalla posizione più spettacolare ed il suo meraviglioso Alcazar abbarbicato sulla roccia come il castello delle fiabe. Purtroppo sono già le sei passate ed è troppo tardi, quindi decidiamo di tornare a Madrid.

Ceniamo al Museo del Jamon con sontuose porzioni di jamon serrano, queso manchego e pan y tomate. Siamo stanchissimi e rinunciamo alla solita passeggiata serale per guadagnare velocemente il letto. Domattina si torna in Costa Brava ed abbiamo 700 chilometri da macinare. Adios Madrid, hasta la proxima vez!

Giovedì 4 Agosto

Arriviamo a Madrid in auto da Barcellona dopo aver percorso 630 chilometri, parte in autostrada fino a Saragoza, passando per Lleida, parte su una superstrada lunga e diritta, quasi in mezzo al nulla. Il residence che abbiamo scelto (soprattutto perché ha il garage) è appena fuori dal centro ma vicinissimo ad una fermata della metro Avenida de America che, cambiando a Principe de Vergara, porta direttamente nel cuore della città.

Dopo aver depositato i bagagli nel nostro piccolo mini appartamento, ansiosi di conoscere Madrid ci dirigiamo subito a piedi attraverso el Paseo della Castellana un lungo viale alberato arteria principale della Madrid moderna, verso la Puerta del Sol, uno dei luoghi più antichi di Madrid, nella cui piazza omonima si trova l'orso con pianta di fragola, simbolo della città.

Sono da poco passate le 17, quasi tutti i negozi sono ancora chiusi e poca gente cammina per le strade. Solo lungo el Paseo della Castellana, diverse persone, per lo più turisti, si rinfrescano bevendo qualcosa nei caffè che si susseguono per tutta la sua lunghezza. Proseguendo, arriviamo quindi sulla grande Plaza de Colon, luogo circondato dalle gran vie della moda Calle Serrano e Calle de Goya, che segna il confine tra el Paseo de la Castellana ed el Paseo di Recoletos, dove sorgono il Museo Arquelogico Nacional ed il monumento a Cristoforo Colombo.

A questo punto, ci sediamo anche noi a bere una birra ed una horchata nel più famoso locale del Paseo, il caffè Gijon, uno dei pochi ritrovi degli intellettuali degli inizi del XX secolo, prima della guerra civile, ad essere sopravvissuto. Non è tanto il suo aspetto che affascina (colonne bianche in ferro battuto e tavolini con ripiani bianchi e neri) quanto l'atmosfera che si respira. Mentre siamo seduti, vediamo le strade cominciare ad animarsi un po', evidentemente la calura estiva sconsiglia di uscire di casa prima delle 18. Finalmente, dopo tanto camminare arriviamo a Plaza de las Cibeles, dea dell'abbondanza, circondata dal Palazzo delle Comunicazioni sede della posta, dalla Casa de America, dal Palazzo Benvista e dal Banco de Espana, dove i sostenitori del Real Madrid usano festeggiare le loro vittorie calcistiche.

Da qui, prendiamo la calle di Alcalà e, abbastanza stanchi, giungiamo nel cuore della vecchia Madrid, Plaza del Sol. Da qui, percorrendo calle Mayor ci troviamo in una delle più belle piazze che io abbia mai visto: Plaza Mayor dove un tempo si tenevano i processi dell'Inquisizione e le esecuzioni capitali. Si presenta come una piazza rettangolare tutta balconi e pinnacoli, abbaini e tetti spioventi in ardesia. Al centro è posta la statua equestre di Filippo III, colui che ne commissionò la costruzione. La parte più interessante della Plaza è quella dove sorge la Casa de la Panaderia, decorata con dipinti allegorici.

Al giorno d'oggi la piazza è uno dei fulcri della vita madrilena poiché pullula di locali e ristoranti. L'uscita meridionale della piazza conduce al famoso mercatino delle pulci “El Rastro”, nato nel medioevo e che visiteremo domenica mattina.

Per questa sera ci fermiamo qui, a cena in uno dei ristoranti sotto i portici, per mangiare deliziosi Gambas al ajillo. Torniamo al residence prendendo la metro a Plaza del Sol, decisamente stupiti. è l'una di notte ed intere famiglie con passeggini salgono insieme a noi per tornare a casa.

Apro una parentesi per ciò che riguarda i mezzi di trasporto per muoversi in città. Esiste un abono turistico per 1/3 o 7 giorni che vi permette ad un prezzo unico di fare quanti viaggi volete. Dipende dalla vs voglia di camminare perché il centro di Madrid si gira bene anche a piedi. Potete anche prendere un carnet di 10 corse. Ricordatevi che esistono anche i bus turistici con tre traiettorie dai quali si può salire e scendere pagando sempre la stessa tariffa.


Venerdi 5 agosto

Dopo una abbondante prima colazione, ci dirigiamo verso la Puerta del Sol prendendo la metro. Abbiamo in mente di visitare il Monasterio de las Descalzas Reales (apre alle 10,30 ma vi consiglio di stare lì alle 10), il più bell'edificio religioso di Madrid ed uno dei rari esempi di arte cinquecentesca, una volta palazzo medievale trasformato nel 1560 dalla sorella di Filippo II, dona Juana, in convento per monache e dame di sangue reale. All'interno,oltre alla tomba della stessa dona Juana, si trovano opere di artisti come Bruegel il vecchio, Tiziano, Murillo, Ribeira e Zurbaran. Dopo una visita di circa 1 ora, ritorniamo verso la Calle de Alcalà che si apre poi nella splendida Plaza de las Cibeles, dea dell'abbondanza. Continuiamo la passeggiata svoltando a destra nel Paseo del Prado, un viale verde che conduce al Museo Thyssen Bornemisza e al Prado.

Considerati i pochi giorni a disposizione ci dirigiamo senz'altro verso il Prado dove passiamo almeno le prossime tre ore , pranzando anche al suo interno. Inutile dirvi che è un museo veramente fantastico che per sei euro (14,40 se fate la tessera per i tre musei Prado, Reina Sofia e Thyssen, ma tenete presente che il sabato pomeriggio e la domenica l'entrata ai primi due è gratuita) nei suoi tre piani di esposizione, vi farà finalmente vedere dal vivo opere immortali dei maestri del Rinascimento italiano, del Velazquez (La famiglia di Filippo IV per esempio….), del Goya (qui è esposto il famoso quadro della fucilazione del 3 maggio 1808 quando Napoleone entrò a Madrid) e di altri pittori, che io adoro, come Bosch (Il giardino delle delizie sul quale mi soffermo almeno venti minuti..), Rubens, Durer e Rembrandt, solo per citarne alcuni.

Dopo aver assaporato tanta cultura e tanta bellezza, ci dirigiamo verso Plaza S.Ana dove si affaccia il Teatro di Spagna e, dal lato opposto, la statua di Calderon de la Barca. Questa piazza è affollatissima e c'è molta atmosfera soprattutto verso sera e potete curiosare anche nei negozi tipici. Se gironzolate e poi rimanete a cena in questa piazza, vi consiglio la Cerveceria Alemana per mangiare buonissimi calamari fritti e crocchette di patate. Altrimenti, attraversando Plaza del Angel potete dirigervi dritti ,dritti a Plaza Benavante dove si trova un altro benemerito mastro churrero oppure girare a destra e tornare a Plaza del Sol dove potrete fare uno spuntino alla Mallorquina (ottime le Napolitanas al cioccolato).

Noi passeggiamo ancora un pò per le vie del centro piene di negozi tornando quindi a riposarci in albergo prima di uscire per cena a mangiare una bella paella a La Barraca in Calle de la Reina. Dopo cena, passeggiamo per i giardini intorno al Palazzo Reale, insieme a molti turisti ed altrettanti madrileni alla ricerca di un po' di aria fresca.

Sabato 6 agosto
E' sabato ed iniziamo la giornata sempre partendo dalla calle de Alcalà e, attraversando la famosa Porta de Alcalà, (il monumento più imponente realizzato da Carlo III in stile neoclassico), per poi raggiungere il bellissimo Parque del Retiro, nel '600 parco privato della famiglia reale ed aperto al pubblico solo nel 1869, dove, essendoci fatti preparare un bocadillo con jamon al Museo del jamon, facciamo uno spuntino su di una panchina, di fronte al laghetto. Visitiamo poi il famoso Palazzo di Cristallo in ferro e vetro che fu costruito come il vicino Palazzo del Velazquez, dall'architetto Velazquez Bosco, traendo ispirazione dal Crystal Palace di Londra, la fontana dell'angelo caduto (l'unico monumento al mondo dedicato al diavolo) ed infine anche il Real Jardin Botanico. Dalle 14,30 alle 21.00 il Museo Reina Sofia è gratuito, e per nulla al mondo ci perderemmo il famosissimo Guernica di Picasso! Il Museo Reina Sofia è dedicato all'arte del '900 ed ospita, negli antichi locali dell'Ospedale Generale di Madrid, capolavori di altri artisti come Mirò e Dalì. Uscendo dal museo torniamo verso Plaza de la Cibeles , percorrendo il Paseo di Recoletos (entrate nel più bel bar ristorante della città, El Espejo decorato in stile belle epoque, anche solo per visitarlo) e poi il Paseo della Castellana. Dirigendoci sempre avanti lungo la Castellana troviamo la bella torre Picasso, uno degli edifici più alti della Spagna, le torri Kio (due torri inclinate a 15 gradi che sovrastano Plaza de Castilla) ed il famoso stadio Bernabeu.

 

A questo punto, torniamo al residence per ritemprarci prima di unirci alla movida madrilena del sabato sera. A cena, decidiamo di provare la La Taberna de la Daniela vicino calle de Alcalà (esattamente calle General Perdidas 21) ricordandoci però di prenotare qualche ora prima, (a pranzo in questo ristorante viene servito solo cocido madrileno).

A parte il cocido (fatto con ceci, porri,patate, cavoli, carote e salsicce, carni di manzo e pollo e jamon serrano essiccato) il menù prevede diverse tapas buonissime.

Le “tabernas” a Madrid (alcune molto antiche e pittoresche) sono altrettanto degne di nota dei suoi magnifici musei. Qui si degustano le Tapas ed i piatti regionali spagnoli ad orari molto più “liberi” dei nostri

Per concludere la serata ci concediamo finalmente un flamenco, danza che io adoro, andando a Casa Patas, dove avremmo anche potuto cenare con tapas oppure a menù fisso (calle de Canizares 10)

 

Domenica 7 agosto
Domenica, giorno dei mercatini. Ci dirigiamo verso la zona sud di Madrid chiamata Rastro dove, lungo calle Ribera de Curtidores, si svolge il mercato del nuovo e dell'usato (fermata metro Latina, Embajadores). Passeggiamo divertiti tra bancarelle di vestiti usati ed oggetti di antiquariato e modernariato. Pranziamo in una tipica taverna rustica, la Viuda de Vacas (io ordino un gustoso baccalà ed il mio compagno una bistecca alla griglia), in calle de la Cava Alta, dove fanno classica cucina spagnola.

Comunque la pensiate sulla corrida, potete però andare a vedere dopo pranzo, la Plaza de Toros de la Ventas (fermata metro Ventas) che è una delle più belle arene per la corrida spagnole costruita nel 1929 in stile neo-mudejar. Altrimenti, potete riprendere la metro e scendere alla fermata Tribunal o Bilbao, come abbiamo fatto noi, per vedere il famoso quartiere Malasana, uno dei vecchi quartieri di Madrid, per alcuni anni, dopo la morte di Franco, centro della movida madrilena, per poi proseguire verso Plaza Dos de Mayo, uno dei centri della rivolta antifrancese e della dittatura, ora luogo ricco di caffè e locali.

Bella anche la Chiesa de San Antonio de los Alemanes in calle de la Puebla. Riprendiamo poi l'autobus ed ammiriamo le strade madrilene fino al Museo Thyssen dove rimaniamo fino alle 19, orario di chiusura. Questo museo, veramente stupendo contiene la collezione privata del barone Heinrich Thyssen Bornemisza e di suo figlio Hans Henrich entrambi deceduti. La vedova di Hans Henrich, la spagnola Carmen “Tita” Cervera, decise nel 1992 di esporre le opere, vendute poi alla città l'anno successivo, in questo palazzo settecentesco di tre piani, Villa Hermosa. La collezione, iniziata negli anni '20, spazia dai primi artisti italiani e fiamminghi agli impressionisti ed alla Pop Art. Contiene dei veri capolavori, alcuni acquistati anche dalla baronessa nel 2004.Ceniamo in un vicino ristorante la Finca de la Susana in calle Arlaban 4, dove preparano ottimi piatti della cucina classica spagnola.

Lunedì 8 agosto
Oggi ci dedichiamo alla visita del Palazzo Reale, (aperto dal lunedì al sabato dalle 9 ,30 alle 17), costruito sul sito di un originario alcazar moresco e diventato nel 1561 l'abitazione di Filippo II fino al completamento dei lavori de L'Escorial. Distrutto da un incendio la vigilia del Natale del 1734, fu ricostruito da Felipe V, il primo re borbonico, sul ricordo della Versailles della sua infanzia.
La costruzione del palazzo durò dal 1738 al 1764, per opera principalmente dell'architetto Giovanni Battista Sacchetti, ed il primo re che vi risiedette fu Carlo III, figlio di FilippoV morto nel 1746. Fu la residenza della famiglia reale spagnola sino all'esilio di Alfonso XIII nel 1931 ed anche Franco lo utilizzò, arringando la folla dal balcone prospiciente la Plaza de Oriente.

L'interno è molto lussuoso. Marmi di Toledo per il maestoso grande scalone d'ingresso, saloni maestosi con affreschi di illustri pittori, come il Tiepolo, alle pareti insieme ad arazzi tratti da disegni di Raffaello. Ogni sovrano che lo abitò arricchì il palazzo con opere e arredi. La Sala del Trono, in cremisi e oro, è abbellita da enormi specchi e splendidi lampadari di cristallo e le Sale di Carlo III (le stanze private del re) contengono quattro dipinti di Carlo IV e Maria Luisa di Parma fatti dal Goya.

Lussuosissima è la Sala da Pranzo, un tempo appartamento privato della regina, grande 400 mq ed arredata con arazzi fiamminghi, affreschi, lampadari e porcellane cinesi. Può ospitare ben 160 commensali alla sua tavola ed è un mirabile esempio del fastoso stile borbonico ed asburgico. Ci sono altre sale splendide da visitare e la Real Farmacia, fondata da Filippo II, che è un divertente dedalo di stanze pieno di boccettine e fialette di antichi medicamenti. Si trova, come anche il Palazzo e l'Armeria, sulla enorme Plaza de las Armas in cui, il primo mercoledì del mese a mezzogiorno, si può assistere al cambio della guardia.

Usciamo dal palazzo reale e ci dirigiamo ad est, verso la già nominata Plaza de Oriente, ornata da statue di re che originariamente erano destinate al soffitto del Palazzo Reale ma poi non utilizzate per la loro pesantezza. Al centro vi è la Statua equestre di Filippo IV dello scultore italiano Pietro Tacca, mentre più a sud, troviamo il Cafè de Oriente, con una splendida vista sulla piazza, dove ci fermiamo a prendere un aperitivo e a riposarci un po'.

Passiamo poi davanti al Teatro Real ed alla Plaza de Isabel II. Notiamo un ristorante molto carino che fa parte di una catena, La Vaca Argentina, e ce lo appuntiamo per la serata. Per pranzo invece, ci dirigiamo verso la Gran Via, passando per Calle de Arenal, dove si trova una delle chiese più antiche della città, San Gines, Plaza del Sol, dove compriamo, come ogni giorno, i giornali italiani e calle del Carmen.

Dopo un breve sguardo ai vari negozi, decidiamo di mangiare un boccone da quelle parti, in calle Tetuan dove c'è la taverna Casa Ladra (famosa per le tapas di crocchette e merluzzo fritto e perché qui è stato fondato il partito socialista spagnolo). Alberto sarebbe anche tentato di rimangiare il cocido a la Taberna de la Bola, in calle de la Bola (metro Santo Domingo) che ci è stata consigliata in hotel, poiché qui lo preparano solo a pranzo, ma poi la mia voglia di crocchette e merluzzo, prevale.

Dopo aver mangiato, torniamo per un paio d'ore in hotel perché il caldo ci ha veramente sfiancato. Nel pomeriggio, ritorniamo a visitare quanto ci manca della vecchia Madrid, ripercorrendo la stessa via della mattina verso il Palazzo Reale, ma visitando questa volta la Cattedrale de Nuestra Senora de Almudena ed i giardini del campo del Moro. Oltre i giardini del campo del Moro raggiungiamo poi la Glorieta de San Antonio de la Florida dove dalle 16 alle 20 è possibile visitare la Ermita de San Antonio de la Florida con la cappella e la tomba del Goya. Tornando verso Calle Mayor arriviamo a Plaza Mayor , ricca e affollatissima di bar e ristoranti.

Ci fermiamo a prendere un aperitivo dopo aver fatto merenda dal maestro churrero in Plaza San Gines, che è lì dal 1894. Churros caldi e cioccolata sono imperdibili! Per cena, torniamo a Plaza Isabel II e finalmente Alberto si gusta un grosso chuleton alla brace alla Vaca Argentina. Solito giro serale in Plaza de Oriente e poi a prendere la metro ad Opera per un meritato sonno ristoratore. Domani è l'ultimo giorno e si va a visitare l'Escorial.

Martedì 9 agosto

Ci alziamo di buon ora per andare verso ovest, nel paese di San Lorenzo El Escorial dove sorge il Palazzo-Monastero fatto costruire da Felipe II, ma prima, visitiamo anche la Valle de los Caidos, monumento alle vittime della guerra civile (almeno 40.000 soldati di entrambe le fazioni riposano qui), voluto da Francisco Franco. Un'enorme croce si staglia sulla valle, alta 150 metri e s'innalza su di una basilica scavata nella roccia a 250 metri di profondità dai prigionieri di guerra. La croce è imponente ma non si può non pensare, in questo luogo, al triste periodo della dittatura ed agli uomini che morirono a causa di essa.

Proseguiamo, dopo una doverosa preghiera, verso El Escorial che dista da qui solo 13 chilometri. Sono prossimi i festeggiamenti per San Lorenzo, il patrono del paese, e le vie sono riccamente addobbate. La prima impressione de El Escorial è veramente notevole. Un imponente, austero edificio, fatto costruire da Filippo II come ultima residenza per il padre Carlo I, eretto ai piedi della Sierra de Guadarrama, a nord ovest di Madrid, fu edificato tra il 1563 ed il 1584 in onore di San Lorenzo. Lo stile della facciata esterna, con circa 2600 finestre, è semplice, e “desornamentado”, cioè disadorno.

L'interno, più che un palazzo reale ricorda un luogo di contemplazione e di preghiera. Sono presenti molte opere d'arte, alcune delle quali appartenute alla collezione privata degli Asburgo, disseminate nei Musei (nel Museo d'Arte sono esposti dipinti italiani e fiamminghi), nelle Sale capitolari (arredate con panche di legno per i 100 monaci del monastero e con soffitti a volta decorati da dipinti del Tiziano), nella chiesa (splendida la pala d'altare), nella biblioteca (che arrivò a contenere ben 40.000 volumi) e nel pantheon reale (dove sono sepolti quasi tutti i re spagnoli a partire da Carlo I).

Gli Appartamenti del re, o Palacio de los Austrias, sono sobriamente arredati e collegati direttamente alla Basilica (infatti dal suo letto la figlia di Filippo II, la infanta Isabella Clara, riusciva a vedere l'altare maggiore). La stanza da letto di Felipe II aveva anch'essa la vista sull'altare maggiore e vi si trova ancora il letto dove il re morì nel 1598. In contrasto con la semplicità delle stanze del Palacio de los Austrias, gli appartamenti dei Borboni sono invece arredati sfarzosamente e decorati da arazzi, alcuni disegnati dal Goya.

La visita guidata del Palacio de los Austrias e del Pantheon dura circa 45 minuti, il resto si visita liberamente. Noi lo facciamo con molta calma, finendo dopo le 13, giusto in tempo per andare a pranzo in uno dei tanti ristoranti nei vicoli del paese di San Lorenzo. Dopo pranzo, decidiamo di esplorare ancora i dintorni di Madrid andando verso nord, attraverso la parte centrale della Sierra de Guadarrama, dove durante la stagione invernale i madrileni vengono a sciare in località come Navacerrada e Cercedilla. Arriviamo quindi all'ultima tappa del nostro viaggio a Madrid e dintorni, La Granja de San Idelfonso, vicino Segovia, per visitare il Palazzo Reale costruito su un antico casino di caccia edificato da Enrico IV nel XV secolo.

Nel 1720 Filippo V (che vi è sepolto con sua moglie nel Mausoleo Reale) iniziò il progetto ispirandosi alla Reggia di Versailles, compreso il meraviglioso giardino decorato con spettacolari fontane. L'interno è sontuoso, decorato con affreschi classici ed impreziosito da enormi lampadari. Ci piacerebbe proseguire verso Segovia per visitare la città spagnola dalla posizione più spettacolare ed il suo meraviglioso Alcazar abbarbicato sulla roccia come il castello delle fiabe. Purtroppo sono già le sei passate ed è troppo tardi, quindi decidiamo di tornare a Madrid.

Ceniamo al Museo del Jamon con sontuose porzioni di jamon serrano, queso manchego e pan y tomate. Siamo stanchissimi e rinunciamo alla solita passeggiata serale per guadagnare velocemente il letto. Domattina si torna in Costa Brava ed abbiamo 700 chilometri da macinare. Adios Madrid, hasta la proxima vez!

Giovedì 4 Agosto

Arriviamo a Madrid in auto da Barcellona dopo aver percorso 630 chilometri, parte in autostrada fino a Saragoza, passando per Lleida, parte su una superstrada lunga e diritta, quasi in mezzo al nulla. Il residence che abbiamo scelto (soprattutto perché ha il garage) è appena fuori dal centro ma vicinissimo ad una fermata della metro Avenida de America che, cambiando a Principe de Vergara, porta direttamente nel cuore della città.

Dopo aver depositato i bagagli nel nostro piccolo mini appartamento, ansiosi di conoscere Madrid ci dirigiamo subito a piedi attraverso el Paseo della Castellana un lungo viale alberato arteria principale della Madrid moderna, verso la Puerta del Sol, uno dei luoghi più antichi di Madrid, nella cui piazza omonima si trova l'orso con pianta di fragola, simbolo della città.

Sono da poco passate le 17, quasi tutti i negozi sono ancora chiusi e poca gente cammina per le strade. Solo lungo el Paseo della Castellana, diverse persone, per lo più turisti, si rinfrescano bevendo qualcosa nei caffè che si susseguono per tutta la sua lunghezza. Proseguendo, arriviamo quindi sulla grande Plaza de Colon, luogo circondato dalle gran vie della moda Calle Serrano e Calle de Goya, che segna il confine tra el Paseo de la Castellana ed el Paseo di Recoletos, dove sorgono il Museo Arquelogico Nacional ed il monumento a Cristoforo Colombo.

A questo punto, ci sediamo anche noi a bere una birra ed una horchata nel più famoso locale del Paseo, il caffè Gijon, uno dei pochi ritrovi degli intellettuali degli inizi del XX secolo, prima della guerra civile, ad essere sopravvissuto. Non è tanto il suo aspetto che affascina (colonne bianche in ferro battuto e tavolini con ripiani bianchi e neri) quanto l'atmosfera che si respira. Mentre siamo seduti, vediamo le strade cominciare ad animarsi un po', evidentemente la calura estiva sconsiglia di uscire di casa prima delle 18. Finalmente, dopo tanto camminare arriviamo a Plaza de las Cibeles, dea dell'abbondanza, circondata dal Palazzo delle Comunicazioni sede della posta, dalla Casa de America, dal Palazzo Benvista e dal Banco de Espana, dove i sostenitori del Real Madrid usano festeggiare le loro vittorie calcistiche.

Da qui, prendiamo la calle di Alcalà e, abbastanza stanchi, giungiamo nel cuore della vecchia Madrid, Plaza del Sol. Da qui, percorrendo calle Mayor ci troviamo in una delle più belle piazze che io abbia mai visto: Plaza Mayor dove un tempo si tenevano i processi dell'Inquisizione e le esecuzioni capitali. Si presenta come una piazza rettangolare tutta balconi e pinnacoli, abbaini e tetti spioventi in ardesia. Al centro è posta la statua equestre di Filippo III, colui che ne commissionò la costruzione. La parte più interessante della Plaza è quella dove sorge la Casa de la Panaderia, decorata con dipinti allegorici.

Al giorno d'oggi la piazza è uno dei fulcri della vita madrilena poiché pullula di locali e ristoranti. L'uscita meridionale della piazza conduce al famoso mercatino delle pulci “El Rastro”, nato nel medioevo e che visiteremo domenica mattina.

Per questa sera ci fermiamo qui, a cena in uno dei ristoranti sotto i portici, per mangiare deliziosi Gambas al ajillo. Torniamo al residence prendendo la metro a Plaza del Sol, decisamente stupiti. è l'una di notte ed intere famiglie con passeggini salgono insieme a noi per tornare a casa.

Apro una parentesi per ciò che riguarda i mezzi di trasporto per muoversi in città. Esiste un abono turistico per 1/3 o 7 giorni che vi permette ad un prezzo unico di fare quanti viaggi volete. Dipende dalla vs voglia di camminare perché il centro di Madrid si gira bene anche a piedi. Potete anche prendere un carnet di 10 corse. Ricordatevi che esistono anche i bus turistici con tre traiettorie dai quali si può salire e scendere pagando sempre la stessa tariffa.


Venerdi 5 agosto

Dopo una abbondante prima colazione, ci dirigiamo verso la Puerta del Sol prendendo la metro. Abbiamo in mente di visitare il Monasterio de las Descalzas Reales (apre alle 10,30 ma vi consiglio di stare lì alle 10), il più bell'edificio religioso di Madrid ed uno dei rari esempi di arte cinquecentesca, una volta palazzo medievale trasformato nel 1560 dalla sorella di Filippo II, dona Juana, in convento per monache e dame di sangue reale. All'interno,oltre alla tomba della stessa dona Juana, si trovano opere di artisti come Bruegel il vecchio, Tiziano, Murillo, Ribeira e Zurbaran. Dopo una visita di circa 1 ora, ritorniamo verso la Calle de Alcalà che si apre poi nella splendida Plaza de las Cibeles, dea dell'abbondanza. Continuiamo la passeggiata svoltando a destra nel Paseo del Prado, un viale verde che conduce al Museo Thyssen Bornemisza e al Prado.

Considerati i pochi giorni a disposizione ci dirigiamo senz'altro verso il Prado dove passiamo almeno le prossime tre ore , pranzando anche al suo interno. Inutile dirvi che è un museo veramente fantastico che per sei euro (14,40 se fate la tessera per i tre musei Prado, Reina Sofia e Thyssen, ma tenete presente che il sabato pomeriggio e la domenica l'entrata ai primi due è gratuita) nei suoi tre piani di esposizione, vi farà finalmente vedere dal vivo opere immortali dei maestri del Rinascimento italiano, del Velazquez (La famiglia di Filippo IV per esempio….), del Goya (qui è esposto il famoso quadro della fucilazione del 3 maggio 1808 quando Napoleone entrò a Madrid) e di altri pittori, che io adoro, come Bosch (Il giardino delle delizie sul quale mi soffermo almeno venti minuti..), Rubens, Durer e Rembrandt, solo per citarne alcuni.

Dopo aver assaporato tanta cultura e tanta bellezza, ci dirigiamo verso Plaza S.Ana dove si affaccia il Teatro di Spagna e, dal lato opposto, la statua di Calderon de la Barca. Questa piazza è affollatissima e c'è molta atmosfera soprattutto verso sera e potete curiosare anche nei negozi tipici. Se gironzolate e poi rimanete a cena in questa piazza, vi consiglio la Cerveceria Alemana per mangiare buonissimi calamari fritti e crocchette di patate. Altrimenti, attraversando Plaza del Angel potete dirigervi dritti ,dritti a Plaza Benavante dove si trova un altro benemerito mastro churrero oppure girare a destra e tornare a Plaza del Sol dove potrete fare uno spuntino alla Mallorquina (ottime le Napolitanas al cioccolato).

Noi passeggiamo ancora un pò per le vie del centro piene di negozi tornando quindi a riposarci in albergo prima di uscire per cena a mangiare una bella paella a La Barraca in Calle de la Reina. Dopo cena, passeggiamo per i giardini intorno al Palazzo Reale, insieme a molti turisti ed altrettanti madrileni alla ricerca di un po' di aria fresca.

Sabato 6 agosto
E' sabato ed iniziamo la giornata sempre partendo dalla calle de Alcalà e, attraversando la famosa Porta de Alcalà, (il monumento più imponente realizzato da Carlo III in stile neoclassico), per poi raggiungere il bellissimo Parque del Retiro, nel '600 parco privato della famiglia reale ed aperto al pubblico solo nel 1869, dove, essendoci fatti preparare un bocadillo con jamon al Museo del jamon, facciamo uno spuntino su di una panchina, di fronte al laghetto. Visitiamo poi il famoso Palazzo di Cristallo in ferro e vetro che fu costruito come il vicino Palazzo del Velazquez, dall'architetto Velazquez Bosco, traendo ispirazione dal Crystal Palace di Londra, la fontana dell'angelo caduto (l'unico monumento al mondo dedicato al diavolo) ed infine anche il Real Jardin Botanico. Dalle 14,30 alle 21.00 il Museo Reina Sofia è gratuito, e per nulla al mondo ci perderemmo il famosissimo Guernica di Picasso! Il Museo Reina Sofia è dedicato all'arte del '900 ed ospita, negli antichi locali dell'Ospedale Generale di Madrid, capolavori di altri artisti come Mirò e Dalì. Uscendo dal museo torniamo verso Plaza de la Cibeles , percorrendo il Paseo di Recoletos (entrate nel più bel bar ristorante della città, El Espejo decorato in stile belle epoque, anche solo per visitarlo) e poi il Paseo della Castellana. Dirigendoci sempre avanti lungo la Castellana troviamo la bella torre Picasso, uno degli edifici più alti della Spagna, le torri Kio (due torri inclinate a 15 gradi che sovrastano Plaza de Castilla) ed il famoso stadio Bernabeu.

 

A questo punto, torniamo al residence per ritemprarci prima di unirci alla movida madrilena del sabato sera. A cena, decidiamo di provare la La Taberna de la Daniela vicino calle de Alcalà (esattamente calle General Perdidas 21) ricordandoci però di prenotare qualche ora prima, (a pranzo in questo ristorante viene servito solo cocido madrileno).

A parte il cocido (fatto con ceci, porri,patate, cavoli, carote e salsicce, carni di manzo e pollo e jamon serrano essiccato) il menù prevede diverse tapas buonissime.

Le “tabernas” a Madrid (alcune molto antiche e pittoresche) sono altrettanto degne di nota dei suoi magnifici musei. Qui si degustano le Tapas ed i piatti regionali spagnoli ad orari molto più “liberi” dei nostri

Per concludere la serata ci concediamo finalmente un flamenco, danza che io adoro, andando a Casa Patas, dove avremmo anche potuto cenare con tapas oppure a menù fisso (calle de Canizares 10)

 

Domenica 7 agosto
Domenica, giorno dei mercatini. Ci dirigiamo verso la zona sud di Madrid chiamata Rastro dove, lungo calle Ribera de Curtidores, si svolge il mercato del nuovo e dell'usato (fermata metro Latina, Embajadores). Passeggiamo divertiti tra bancarelle di vestiti usati ed oggetti di antiquariato e modernariato. Pranziamo in una tipica taverna rustica, la Viuda de Vacas (io ordino un gustoso baccalà ed il mio compagno una bistecca alla griglia), in calle de la Cava Alta, dove fanno classica cucina spagnola.

Comunque la pensiate sulla corrida, potete però andare a vedere dopo pranzo, la Plaza de Toros de la Ventas (fermata metro Ventas) che è una delle più belle arene per la corrida spagnole costruita nel 1929 in stile neo-mudejar. Altrimenti, potete riprendere la metro e scendere alla fermata Tribunal o Bilbao, come abbiamo fatto noi, per vedere il famoso quartiere Malasana, uno dei vecchi quartieri di Madrid, per alcuni anni, dopo la morte di Franco, centro della movida madrilena, per poi proseguire verso Plaza Dos de Mayo, uno dei centri della rivolta antifrancese e della dittatura, ora luogo ricco di caffè e locali.

Bella anche la Chiesa de San Antonio de los Alemanes in calle de la Puebla. Riprendiamo poi l'autobus ed ammiriamo le strade madrilene fino al Museo Thyssen dove rimaniamo fino alle 19, orario di chiusura. Questo museo, veramente stupendo contiene la collezione privata del barone Heinrich Thyssen Bornemisza e di suo figlio Hans Henrich entrambi deceduti. La vedova di Hans Henrich, la spagnola Carmen “Tita” Cervera, decise nel 1992 di esporre le opere, vendute poi alla città l'anno successivo, in questo palazzo settecentesco di tre piani, Villa Hermosa. La collezione, iniziata negli anni '20, spazia dai primi artisti italiani e fiamminghi agli impressionisti ed alla Pop Art. Contiene dei veri capolavori, alcuni acquistati anche dalla baronessa nel 2004.Ceniamo in un vicino ristorante la Finca de la Susana in calle Arlaban 4, dove preparano ottimi piatti della cucina classica spagnola.

Lunedì 8 agosto
Oggi ci dedichiamo alla visita del Palazzo Reale, (aperto dal lunedì al sabato dalle 9 ,30 alle 17), costruito sul sito di un originario alcazar moresco e diventato nel 1561 l'abitazione di Filippo II fino al completamento dei lavori de L'Escorial. Distrutto da un incendio la vigilia del Natale del 1734, fu ricostruito da Felipe V, il primo re borbonico, sul ricordo della Versailles della sua infanzia.
La costruzione del palazzo durò dal 1738 al 1764, per opera principalmente dell'architetto Giovanni Battista Sacchetti, ed il primo re che vi risiedette fu Carlo III, figlio di FilippoV morto nel 1746. Fu la residenza della famiglia reale spagnola sino all'esilio di Alfonso XIII nel 1931 ed anche Franco lo utilizzò, arringando la folla dal balcone prospiciente la Plaza de Oriente.

L'interno è molto lussuoso. Marmi di Toledo per il maestoso grande scalone d'ingresso, saloni maestosi con affreschi di illustri pittori, come il Tiepolo, alle pareti insieme ad arazzi tratti da disegni di Raffaello. Ogni sovrano che lo abitò arricchì il palazzo con opere e arredi. La Sala del Trono, in cremisi e oro, è abbellita da enormi specchi e splendidi lampadari di cristallo e le Sale di Carlo III (le stanze private del re) contengono quattro dipinti di Carlo IV e Maria Luisa di Parma fatti dal Goya.

Lussuosissima è la Sala da Pranzo, un tempo appartamento privato della regina, grande 400 mq ed arredata con arazzi fiamminghi, affreschi, lampadari e porcellane cinesi. Può ospitare ben 160 commensali alla sua tavola ed è un mirabile esempio del fastoso stile borbonico ed asburgico. Ci sono altre sale splendide da visitare e la Real Farmacia, fondata da Filippo II, che è un divertente dedalo di stanze pieno di boccettine e fialette di antichi medicamenti. Si trova, come anche il Palazzo e l'Armeria, sulla enorme Plaza de las Armas in cui, il primo mercoledì del mese a mezzogiorno, si può assistere al cambio della guardia.

Usciamo dal palazzo reale e ci dirigiamo ad est, verso la già nominata Plaza de Oriente, ornata da statue di re che originariamente erano destinate al soffitto del Palazzo Reale ma poi non utilizzate per la loro pesantezza. Al centro vi è la Statua equestre di Filippo IV dello scultore italiano Pietro Tacca, mentre più a sud, troviamo il Cafè de Oriente, con una splendida vista sulla piazza, dove ci fermiamo a prendere un aperitivo e a riposarci un po'.

Passiamo poi davanti al Teatro Real ed alla Plaza de Isabel II. Notiamo un ristorante molto carino che fa parte di una catena, La Vaca Argentina, e ce lo appuntiamo per la serata. Per pranzo invece, ci dirigiamo verso la Gran Via, passando per Calle de Arenal, dove si trova una delle chiese più antiche della città, San Gines, Plaza del Sol, dove compriamo, come ogni giorno, i giornali italiani e calle del Carmen.

Dopo un breve sguardo ai vari negozi, decidiamo di mangiare un boccone da quelle parti, in calle Tetuan dove c'è la taverna Casa Ladra (famosa per le tapas di crocchette e merluzzo fritto e perché qui è stato fondato il partito socialista spagnolo). Alberto sarebbe anche tentato di rimangiare il cocido a la Taberna de la Bola, in calle de la Bola (metro Santo Domingo) che ci è stata consigliata in hotel, poiché qui lo preparano solo a pranzo, ma poi la mia voglia di crocchette e merluzzo, prevale.

Dopo aver mangiato, torniamo per un paio d'ore in hotel perché il caldo ci ha veramente sfiancato. Nel pomeriggio, ritorniamo a visitare quanto ci manca della vecchia Madrid, ripercorrendo la stessa via della mattina verso il Palazzo Reale, ma visitando questa volta la Cattedrale de Nuestra Senora de Almudena ed i giardini del campo del Moro. Oltre i giardini del campo del Moro raggiungiamo poi la Glorieta de San Antonio de la Florida dove dalle 16 alle 20 è possibile visitare la Ermita de San Antonio de la Florida con la cappella e la tomba del Goya. Tornando verso Calle Mayor arriviamo a Plaza Mayor , ricca e affollatissima di bar e ristoranti.

Ci fermiamo a prendere un aperitivo dopo aver fatto merenda dal maestro churrero in Plaza San Gines, che è lì dal 1894. Churros caldi e cioccolata sono imperdibili! Per cena, torniamo a Plaza Isabel II e finalmente Alberto si gusta un grosso chuleton alla brace alla Vaca Argentina. Solito giro serale in Plaza de Oriente e poi a prendere la metro ad Opera per un meritato sonno ristoratore. Domani è l'ultimo giorno e si va a visitare l'Escorial.

Martedì 9 agosto

Ci alziamo di buon ora per andare verso ovest, nel paese di San Lorenzo El Escorial dove sorge il Palazzo-Monastero fatto costruire da Felipe II, ma prima, visitiamo anche la Valle de los Caidos, monumento alle vittime della guerra civile (almeno 40.000 soldati di entrambe le fazioni riposano qui), voluto da Francisco Franco. Un'enorme croce si staglia sulla valle, alta 150 metri e s'innalza su di una basilica scavata nella roccia a 250 metri di profondità dai prigionieri di guerra. La croce è imponente ma non si può non pensare, in questo luogo, al triste periodo della dittatura ed agli uomini che morirono a causa di essa.

Proseguiamo, dopo una doverosa preghiera, verso El Escorial che dista da qui solo 13 chilometri. Sono prossimi i festeggiamenti per San Lorenzo, il patrono del paese, e le vie sono riccamente addobbate. La prima impressione de El Escorial è veramente notevole. Un imponente, austero edificio, fatto costruire da Filippo II come ultima residenza per il padre Carlo I, eretto ai piedi della Sierra de Guadarrama, a nord ovest di Madrid, fu edificato tra il 1563 ed il 1584 in onore di San Lorenzo. Lo stile della facciata esterna, con circa 2600 finestre, è semplice, e “desornamentado”, cioè disadorno.

L'interno, più che un palazzo reale ricorda un luogo di contemplazione e di preghiera. Sono presenti molte opere d'arte, alcune delle quali appartenute alla collezione privata degli Asburgo, disseminate nei Musei (nel Museo d'Arte sono esposti dipinti italiani e fiamminghi), nelle Sale capitolari (arredate con panche di legno per i 100 monaci del monastero e con soffitti a volta decorati da dipinti del Tiziano), nella chiesa (splendida la pala d'altare), nella biblioteca (che arrivò a contenere ben 40.000 volumi) e nel pantheon reale (dove sono sepolti quasi tutti i re spagnoli a partire da Carlo I).

Gli Appartamenti del re, o Palacio de los Austrias, sono sobriamente arredati e collegati direttamente alla Basilica (infatti dal suo letto la figlia di Filippo II, la infanta Isabella Clara, riusciva a vedere l'altare maggiore). La stanza da letto di Felipe II aveva anch'essa la vista sull'altare maggiore e vi si trova ancora il letto dove il re morì nel 1598. In contrasto con la semplicità delle stanze del Palacio de los Austrias, gli appartamenti dei Borboni sono invece arredati sfarzosamente e decorati da arazzi, alcuni disegnati dal Goya.

La visita guidata del Palacio de los Austrias e del Pantheon dura circa 45 minuti, il resto si visita liberamente. Noi lo facciamo con molta calma, finendo dopo le 13, giusto in tempo per andare a pranzo in uno dei tanti ristoranti nei vicoli del paese di San Lorenzo. Dopo pranzo, decidiamo di esplorare ancora i dintorni di Madrid andando verso nord, attraverso la parte centrale della Sierra de Guadarrama, dove durante la stagione invernale i madrileni vengono a sciare in località come Navacerrada e Cercedilla. Arriviamo quindi all'ultima tappa del nostro viaggio a Madrid e dintorni, La Granja de San Idelfonso, vicino Segovia, per visitare il Palazzo Reale costruito su un antico casino di caccia edificato da Enrico IV nel XV secolo.

Nel 1720 Filippo V (che vi è sepolto con sua moglie nel Mausoleo Reale) iniziò il progetto ispirandosi alla Reggia di Versailles, compreso il meraviglioso giardino decorato con spettacolari fontane. L'interno è sontuoso, decorato con affreschi classici ed impreziosito da enormi lampadari. Ci piacerebbe proseguire verso Segovia per visitare la città spagnola dalla posizione più spettacolare ed il suo meraviglioso Alcazar abbarbicato sulla roccia come il castello delle fiabe. Purtroppo sono già le sei passate ed è troppo tardi, quindi decidiamo di tornare a Madrid.

Ceniamo al Museo del Jamon con sontuose porzioni di jamon serrano, queso manchego e pan y tomate. Siamo stanchissimi e rinunciamo alla solita passeggiata serale per guadagnare velocemente il letto. Domattina si torna in Costa Brava ed abbiamo 700 chilometri da macinare. Adios Madrid, hasta la proxima vez!

Giovedì 4 Agosto

Arriviamo a Madrid in auto da Barcellona dopo aver percorso 630 chilometri, parte in autostrada fino a Saragoza, passando per Lleida, parte su una superstrada lunga e diritta, quasi in mezzo al nulla. Il residence che abbiamo scelto (soprattutto perché ha il garage) è appena fuori dal centro ma vicinissimo ad una fermata della metro Avenida de America che, cambiando a Principe de Vergara, porta direttamente nel cuore della città.

Dopo aver depositato i bagagli nel nostro piccolo mini appartamento, ansiosi di conoscere Madrid ci dirigiamo subito a piedi attraverso el Paseo della Castellana un lungo viale alberato arteria principale della Madrid moderna, verso la Puerta del Sol, uno dei luoghi più antichi di Madrid, nella cui piazza omonima si trova l'orso con pianta di fragola, simbolo della città.

Sono da poco passate le 17, quasi tutti i negozi sono ancora chiusi e poca gente cammina per le strade. Solo lungo el Paseo della Castellana, diverse persone, per lo più turisti, si rinfrescano bevendo qualcosa nei caffè che si susseguono per tutta la sua lunghezza. Proseguendo, arriviamo quindi sulla grande Plaza de Colon, luogo circondato dalle gran vie della moda Calle Serrano e Calle de Goya, che segna il confine tra el Paseo de la Castellana ed el Paseo di Recoletos, dove sorgono il Museo Arquelogico Nacional ed il monumento a Cristoforo Colombo.

A questo punto, ci sediamo anche noi a bere una birra ed una horchata nel più famoso locale del Paseo, il caffè Gijon, uno dei pochi ritrovi degli intellettuali degli inizi del XX secolo, prima della guerra civile, ad essere sopravvissuto. Non è tanto il suo aspetto che affascina (colonne bianche in ferro battuto e tavolini con ripiani bianchi e neri) quanto l'atmosfera che si respira. Mentre siamo seduti, vediamo le strade cominciare ad animarsi un po', evidentemente la calura estiva sconsiglia di uscire di casa prima delle 18. Finalmente, dopo tanto camminare arriviamo a Plaza de las Cibeles, dea dell'abbondanza, circondata dal Palazzo delle Comunicazioni sede della posta, dalla Casa de America, dal Palazzo Benvista e dal Banco de Espana, dove i sostenitori del Real Madrid usano festeggiare le loro vittorie calcistiche.

Da qui, prendiamo la calle di Alcalà e, abbastanza stanchi, giungiamo nel cuore della vecchia Madrid, Plaza del Sol. Da qui, percorrendo calle Mayor ci troviamo in una delle più belle piazze che io abbia mai visto: Plaza Mayor dove un tempo si tenevano i processi dell'Inquisizione e le esecuzioni capitali. Si presenta come una piazza rettangolare tutta balconi e pinnacoli, abbaini e tetti spioventi in ardesia. Al centro è posta la statua equestre di Filippo III, colui che ne commissionò la costruzione. La parte più interessante della Plaza è quella dove sorge la Casa de la Panaderia, decorata con dipinti allegorici.

Al giorno d'oggi la piazza è uno dei fulcri della vita madrilena poiché pullula di locali e ristoranti. L'uscita meridionale della piazza conduce al famoso mercatino delle pulci “El Rastro”, nato nel medioevo e che visiteremo domenica mattina.

Per questa sera ci fermiamo qui, a cena in uno dei ristoranti sotto i portici, per mangiare deliziosi Gambas al ajillo. Torniamo al residence prendendo la metro a Plaza del Sol, decisamente stupiti. è l'una di notte ed intere famiglie con passeggini salgono insieme a noi per tornare a casa.

Apro una parentesi per ciò che riguarda i mezzi di trasporto per muoversi in città. Esiste un abono turistico per 1/3 o 7 giorni che vi permette ad un prezzo unico di fare quanti viaggi volete. Dipende dalla vs voglia di camminare perché il centro di Madrid si gira bene anche a piedi. Potete anche prendere un carnet di 10 corse. Ricordatevi che esistono anche i bus turistici con tre traiettorie dai quali si può salire e scendere pagando sempre la stessa tariffa.


Venerdi 5 agosto

Dopo una abbondante prima colazione, ci dirigiamo verso la Puerta del Sol prendendo la metro. Abbiamo in mente di visitare il Monasterio de las Descalzas Reales (apre alle 10,30 ma vi consiglio di stare lì alle 10), il più bell'edificio religioso di Madrid ed uno dei rari esempi di arte cinquecentesca, una volta palazzo medievale trasformato nel 1560 dalla sorella di Filippo II, dona Juana, in convento per monache e dame di sangue reale. All'interno,oltre alla tomba della stessa dona Juana, si trovano opere di artisti come Bruegel il vecchio, Tiziano, Murillo, Ribeira e Zurbaran. Dopo una visita di circa 1 ora, ritorniamo verso la Calle de Alcalà che si apre poi nella splendida Plaza de las Cibeles, dea dell'abbondanza. Continuiamo la passeggiata svoltando a destra nel Paseo del Prado, un viale verde che conduce al Museo Thyssen Bornemisza e al Prado.

Considerati i pochi giorni a disposizione ci dirigiamo senz'altro verso il Prado dove passiamo almeno le prossime tre ore , pranzando anche al suo interno. Inutile dirvi che è un museo veramente fantastico che per sei euro (14,40 se fate la tessera per i tre musei Prado, Reina Sofia e Thyssen, ma tenete presente che il sabato pomeriggio e la domenica l'entrata ai primi due è gratuita) nei suoi tre piani di esposizione, vi farà finalmente vedere dal vivo opere immortali dei maestri del Rinascimento italiano, del Velazquez (La famiglia di Filippo IV per esempio….), del Goya (qui è esposto il famoso quadro della fucilazione del 3 maggio 1808 quando Napoleone entrò a Madrid) e di altri pittori, che io adoro, come Bosch (Il giardino delle delizie sul quale mi soffermo almeno venti minuti..), Rubens, Durer e Rembrandt, solo per citarne alcuni.

Dopo aver assaporato tanta cultura e tanta bellezza, ci dirigiamo verso Plaza S.Ana dove si affaccia il Teatro di Spagna e, dal lato opposto, la statua di Calderon de la Barca. Questa piazza è affollatissima e c'è molta atmosfera soprattutto verso sera e potete curiosare anche nei negozi tipici. Se gironzolate e poi rimanete a cena in questa piazza, vi consiglio la Cerveceria Alemana per mangiare buonissimi calamari fritti e crocchette di patate. Altrimenti, attraversando Plaza del Angel potete dirigervi dritti ,dritti a Plaza Benavante dove si trova un altro benemerito mastro churrero oppure girare a destra e tornare a Plaza del Sol dove potrete fare uno spuntino alla Mallorquina (ottime le Napolitanas al cioccolato).

Noi passeggiamo ancora un pò per le vie del centro piene di negozi tornando quindi a riposarci in albergo prima di uscire per cena a mangiare una bella paella a La Barraca in Calle de la Reina. Dopo cena, passeggiamo per i giardini intorno al Palazzo Reale, insieme a molti turisti ed altrettanti madrileni alla ricerca di un po' di aria fresca.

Sabato 6 agosto
E' sabato ed iniziamo la giornata sempre partendo dalla calle de Alcalà e, attraversando la famosa Porta de Alcalà, (il monumento più imponente realizzato da Carlo III in stile neoclassico), per poi raggiungere il bellissimo Parque del Retiro, nel '600 parco privato della famiglia reale ed aperto al pubblico solo nel 1869, dove, essendoci fatti preparare un bocadillo con jamon al Museo del jamon, facciamo uno spuntino su di una panchina, di fronte al laghetto. Visitiamo poi il famoso Palazzo di Cristallo in ferro e vetro che fu costruito come il vicino Palazzo del Velazquez, dall'architetto Velazquez Bosco, traendo ispirazione dal Crystal Palace di Londra, la fontana dell'angelo caduto (l'unico monumento al mondo dedicato al diavolo) ed infine anche il Real Jardin Botanico. Dalle 14,30 alle 21.00 il Museo Reina Sofia è gratuito, e per nulla al mondo ci perderemmo il famosissimo Guernica di Picasso! Il Museo Reina Sofia è dedicato all'arte del '900 ed ospita, negli antichi locali dell'Ospedale Generale di Madrid, capolavori di altri artisti come Mirò e Dalì. Uscendo dal museo torniamo verso Plaza de la Cibeles , percorrendo il Paseo di Recoletos (entrate nel più bel bar ristorante della città, El Espejo decorato in stile belle epoque, anche solo per visitarlo) e poi il Paseo della Castellana. Dirigendoci sempre avanti lungo la Castellana troviamo la bella torre Picasso, uno degli edifici più alti della Spagna, le torri Kio (due torri inclinate a 15 gradi che sovrastano Plaza de Castilla) ed il famoso stadio Bernabeu.

 

A questo punto, torniamo al residence per ritemprarci prima di unirci alla movida madrilena del sabato sera. A cena, decidiamo di provare la La Taberna de la Daniela vicino calle de Alcalà (esattamente calle General Perdidas 21) ricordandoci però di prenotare qualche ora prima, (a pranzo in questo ristorante viene servito solo cocido madrileno).

A parte il cocido (fatto con ceci, porri,patate, cavoli, carote e salsicce, carni di manzo e pollo e jamon serrano essiccato) il menù prevede diverse tapas buonissime.

Le “tabernas” a Madrid (alcune molto antiche e pittoresche) sono altrettanto degne di nota dei suoi magnifici musei. Qui si degustano le Tapas ed i piatti regionali spagnoli ad orari molto più “liberi” dei nostri

Per concludere la serata ci concediamo finalmente un flamenco, danza che io adoro, andando a Casa Patas, dove avremmo anche potuto cenare con tapas oppure a menù fisso (calle de Canizares 10)

 

Domenica 7 agosto
Domenica, giorno dei mercatini. Ci dirigiamo verso la zona sud di Madrid chiamata Rastro dove, lungo calle Ribera de Curtidores, si svolge il mercato del nuovo e dell'usato (fermata metro Latina, Embajadores). Passeggiamo divertiti tra bancarelle di vestiti usati ed oggetti di antiquariato e modernariato. Pranziamo in una tipica taverna rustica, la Viuda de Vacas (io ordino un gustoso baccalà ed il mio compagno una bistecca alla griglia), in calle de la Cava Alta, dove fanno classica cucina spagnola.

Comunque la pensiate sulla corrida, potete però andare a vedere dopo pranzo, la Plaza de Toros de la Ventas (fermata metro Ventas) che è una delle più belle arene per la corrida spagnole costruita nel 1929 in stile neo-mudejar. Altrimenti, potete riprendere la metro e scendere alla fermata Tribunal o Bilbao, come abbiamo fatto noi, per vedere il famoso quartiere Malasana, uno dei vecchi quartieri di Madrid, per alcuni anni, dopo la morte di Franco, centro della movida madrilena, per poi proseguire verso Plaza Dos de Mayo, uno dei centri della rivolta antifrancese e della dittatura, ora luogo ricco di caffè e locali.

Bella anche la Chiesa de San Antonio de los Alemanes in calle de la Puebla. Riprendiamo poi l'autobus ed ammiriamo le strade madrilene fino al Museo Thyssen dove rimaniamo fino alle 19, orario di chiusura. Questo museo, veramente stupendo contiene la collezione privata del barone Heinrich Thyssen Bornemisza e di suo figlio Hans Henrich entrambi deceduti. La vedova di Hans Henrich, la spagnola Carmen “Tita” Cervera, decise nel 1992 di esporre le opere, vendute poi alla città l'anno successivo, in questo palazzo settecentesco di tre piani, Villa Hermosa. La collezione, iniziata negli anni '20, spazia dai primi artisti italiani e fiamminghi agli impressionisti ed alla Pop Art. Contiene dei veri capolavori, alcuni acquistati anche dalla baronessa nel 2004.Ceniamo in un vicino ristorante la Finca de la Susana in calle Arlaban 4, dove preparano ottimi piatti della cucina classica spagnola.

Lunedì 8 agosto
Oggi ci dedichiamo alla visita del Palazzo Reale, (aperto dal lunedì al sabato dalle 9 ,30 alle 17), costruito sul sito di un originario alcazar moresco e diventato nel 1561 l'abitazione di Filippo II fino al completamento dei lavori de L'Escorial. Distrutto da un incendio la vigilia del Natale del 1734, fu ricostruito da Felipe V, il primo re borbonico, sul ricordo della Versailles della sua infanzia.
La costruzione del palazzo durò dal 1738 al 1764, per opera principalmente dell'architetto Giovanni Battista Sacchetti, ed il primo re che vi risiedette fu Carlo III, figlio di FilippoV morto nel 1746. Fu la residenza della famiglia reale spagnola sino all'esilio di Alfonso XIII nel 1931 ed anche Franco lo utilizzò, arringando la folla dal balcone prospiciente la Plaza de Oriente.

L'interno è molto lussuoso. Marmi di Toledo per il maestoso grande scalone d'ingresso, saloni maestosi con affreschi di illustri pittori, come il Tiepolo, alle pareti insieme ad arazzi tratti da disegni di Raffaello. Ogni sovrano che lo abitò arricchì il palazzo con opere e arredi. La Sala del Trono, in cremisi e oro, è abbellita da enormi specchi e splendidi lampadari di cristallo e le Sale di Carlo III (le stanze private del re) contengono quattro dipinti di Carlo IV e Maria Luisa di Parma fatti dal Goya.

Lussuosissima è la Sala da Pranzo, un tempo appartamento privato della regina, grande 400 mq ed arredata con arazzi fiamminghi, affreschi, lampadari e porcellane cinesi. Può ospitare ben 160 commensali alla sua tavola ed è un mirabile esempio del fastoso stile borbonico ed asburgico. Ci sono altre sale splendide da visitare e la Real Farmacia, fondata da Filippo II, che è un divertente dedalo di stanze pieno di boccettine e fialette di antichi medicamenti. Si trova, come anche il Palazzo e l'Armeria, sulla enorme Plaza de las Armas in cui, il primo mercoledì del mese a mezzogiorno, si può assistere al cambio della guardia.

Usciamo dal palazzo reale e ci dirigiamo ad est, verso la già nominata Plaza de Oriente, ornata da statue di re che originariamente erano destinate al soffitto del Palazzo Reale ma poi non utilizzate per la loro pesantezza. Al centro vi è la Statua equestre di Filippo IV dello scultore italiano Pietro Tacca, mentre più a sud, troviamo il Cafè de Oriente, con una splendida vista sulla piazza, dove ci fermiamo a prendere un aperitivo e a riposarci un po'.

Passiamo poi davanti al Teatro Real ed alla Plaza de Isabel II. Notiamo un ristorante molto carino che fa parte di una catena, La Vaca Argentina, e ce lo appuntiamo per la serata. Per pranzo invece, ci dirigiamo verso la Gran Via, passando per Calle de Arenal, dove si trova una delle chiese più antiche della città, San Gines, Plaza del Sol, dove compriamo, come ogni giorno, i giornali italiani e calle del Carmen.

Dopo un breve sguardo ai vari negozi, decidiamo di mangiare un boccone da quelle parti, in calle Tetuan dove c'è la taverna Casa Ladra (famosa per le tapas di crocchette e merluzzo fritto e perché qui è stato fondato il partito socialista spagnolo). Alberto sarebbe anche tentato di rimangiare il cocido a la Taberna de la Bola, in calle de la Bola (metro Santo Domingo) che ci è stata consigliata in hotel, poiché qui lo preparano solo a pranzo, ma poi la mia voglia di crocchette e merluzzo, prevale.

Dopo aver mangiato, torniamo per un paio d'ore in hotel perché il caldo ci ha veramente sfiancato. Nel pomeriggio, ritorniamo a visitare quanto ci manca della vecchia Madrid, ripercorrendo la stessa via della mattina verso il Palazzo Reale, ma visitando questa volta la Cattedrale de Nuestra Senora de Almudena ed i giardini del campo del Moro. Oltre i giardini del campo del Moro raggiungiamo poi la Glorieta de San Antonio de la Florida dove dalle 16 alle 20 è possibile visitare la Ermita de San Antonio de la Florida con la cappella e la tomba del Goya. Tornando verso Calle Mayor arriviamo a Plaza Mayor , ricca e affollatissima di bar e ristoranti.

Ci fermiamo a prendere un aperitivo dopo aver fatto merenda dal maestro churrero in Plaza San Gines, che è lì dal 1894. Churros caldi e cioccolata sono imperdibili! Per cena, torniamo a Plaza Isabel II e finalmente Alberto si gusta un grosso chuleton alla brace alla Vaca Argentina. Solito giro serale in Plaza de Oriente e poi a prendere la metro ad Opera per un meritato sonno ristoratore. Domani è l'ultimo giorno e si va a visitare l'Escorial.

Martedì 9 agosto

Ci alziamo di buon ora per andare verso ovest, nel paese di San Lorenzo El Escorial dove sorge il Palazzo-Monastero fatto costruire da Felipe II, ma prima, visitiamo anche la Valle de los Caidos, monumento alle vittime della guerra civile (almeno 40.000 soldati di entrambe le fazioni riposano qui), voluto da Francisco Franco. Un'enorme croce si staglia sulla valle, alta 150 metri e s'innalza su di una basilica scavata nella roccia a 250 metri di profondità dai prigionieri di guerra. La croce è imponente ma non si può non pensare, in questo luogo, al triste periodo della dittatura ed agli uomini che morirono a causa di essa.

Proseguiamo, dopo una doverosa preghiera, verso El Escorial che dista da qui solo 13 chilometri. Sono prossimi i festeggiamenti per San Lorenzo, il patrono del paese, e le vie sono riccamente addobbate. La prima impressione de El Escorial è veramente notevole. Un imponente, austero edificio, fatto costruire da Filippo II come ultima residenza per il padre Carlo I, eretto ai piedi della Sierra de Guadarrama, a nord ovest di Madrid, fu edificato tra il 1563 ed il 1584 in onore di San Lorenzo. Lo stile della facciata esterna, con circa 2600 finestre, è semplice, e “desornamentado”, cioè disadorno.

L'interno, più che un palazzo reale ricorda un luogo di contemplazione e di preghiera. Sono presenti molte opere d'arte, alcune delle quali appartenute alla collezione privata degli Asburgo, disseminate nei Musei (nel Museo d'Arte sono esposti dipinti italiani e fiamminghi), nelle Sale capitolari (arredate con panche di legno per i 100 monaci del monastero e con soffitti a volta decorati da dipinti del Tiziano), nella chiesa (splendida la pala d'altare), nella biblioteca (che arrivò a contenere ben 40.000 volumi) e nel pantheon reale (dove sono sepolti quasi tutti i re spagnoli a partire da Carlo I).

Gli Appartamenti del re, o Palacio de los Austrias, sono sobriamente arredati e collegati direttamente alla Basilica (infatti dal suo letto la figlia di Filippo II, la infanta Isabella Clara, riusciva a vedere l'altare maggiore). La stanza da letto di Felipe II aveva anch'essa la vista sull'altare maggiore e vi si trova ancora il letto dove il re morì nel 1598. In contrasto con la semplicità delle stanze del Palacio de los Austrias, gli appartamenti dei Borboni sono invece arredati sfarzosamente e decorati da arazzi, alcuni disegnati dal Goya.

La visita guidata del Palacio de los Austrias e del Pantheon dura circa 45 minuti, il resto si visita liberamente. Noi lo facciamo con molta calma, finendo dopo le 13, giusto in tempo per andare a pranzo in uno dei tanti ristoranti nei vicoli del paese di San Lorenzo. Dopo pranzo, decidiamo di esplorare ancora i dintorni di Madrid andando verso nord, attraverso la parte centrale della Sierra de Guadarrama, dove durante la stagione invernale i madrileni vengono a sciare in località come Navacerrada e Cercedilla. Arriviamo quindi all'ultima tappa del nostro viaggio a Madrid e dintorni, La Granja de San Idelfonso, vicino Segovia, per visitare il Palazzo Reale costruito su un antico casino di caccia edificato da Enrico IV nel XV secolo.

Nel 1720 Filippo V (che vi è sepolto con sua moglie nel Mausoleo Reale) iniziò il progetto ispirandosi alla Reggia di Versailles, compreso il meraviglioso giardino decorato con spettacolari fontane. L'interno è sontuoso, decorato con affreschi classici ed impreziosito da enormi lampadari. Ci piacerebbe proseguire verso Segovia per visitare la città spagnola dalla posizione più spettacolare ed il suo meraviglioso Alcazar abbarbicato sulla roccia come il castello delle fiabe. Purtroppo sono già le sei passate ed è troppo tardi, quindi decidiamo di tornare a Madrid.

Ceniamo al Museo del Jamon con sontuose porzioni di jamon serrano, queso manchego e pan y tomate. Siamo stanchissimi e rinunciamo alla solita passeggiata serale per guadagnare velocemente il letto. Domattina si torna in Costa Brava ed abbiamo 700 chilometri da macinare. Adios Madrid, hasta la proxima vez!

Giovedì 4 Agosto

Arriviamo a Madrid in auto da Barcellona dopo aver percorso 630 chilometri, parte in autostrada fino a Saragoza, passando per Lleida, parte su una superstrada lunga e diritta, quasi in mezzo al nulla. Il residence che abbiamo scelto (soprattutto perché ha il garage) è appena fuori dal centro ma vicinissimo ad una fermata della metro Avenida de America che, cambiando a Principe de Vergara, porta direttamente nel cuore della città.

Dopo aver depositato i bagagli nel nostro piccolo mini appartamento, ansiosi di conoscere Madrid ci dirigiamo subito a piedi attraverso el Paseo della Castellana un lungo viale alberato arteria principale della Madrid moderna, verso la Puerta del Sol, uno dei luoghi più antichi di Madrid, nella cui piazza omonima si trova l'orso con pianta di fragola, simbolo della città.

Sono da poco passate le 17, quasi tutti i negozi sono ancora chiusi e poca gente cammina per le strade. Solo lungo el Paseo della Castellana, diverse persone, per lo più turisti, si rinfrescano bevendo qualcosa nei caffè che si susseguono per tutta la sua lunghezza. Proseguendo, arriviamo quindi sulla grande Plaza de Colon, luogo circondato dalle gran vie della moda Calle Serrano e Calle de Goya, che segna il confine tra el Paseo de la Castellana ed el Paseo di Recoletos, dove sorgono il Museo Arquelogico Nacional ed il monumento a Cristoforo Colombo.

A questo punto, ci sediamo anche noi a bere una birra ed una horchata nel più famoso locale del Paseo, il caffè Gijon, uno dei pochi ritrovi degli intellettuali degli inizi del XX secolo, prima della guerra civile, ad essere sopravvissuto. Non è tanto il suo aspetto che affascina (colonne bianche in ferro battuto e tavolini con ripiani bianchi e neri) quanto l'atmosfera che si respira. Mentre siamo seduti, vediamo le strade cominciare ad animarsi un po', evidentemente la calura estiva sconsiglia di uscire di casa prima delle 18. Finalmente, dopo tanto camminare arriviamo a Plaza de las Cibeles, dea dell'abbondanza, circondata dal Palazzo delle Comunicazioni sede della posta, dalla Casa de America, dal Palazzo Benvista e dal Banco de Espana, dove i sostenitori del Real Madrid usano festeggiare le loro vittorie calcistiche.

Da qui, prendiamo la calle di Alcalà e, abbastanza stanchi, giungiamo nel cuore della vecchia Madrid, Plaza del Sol. Da qui, percorrendo calle Mayor ci troviamo in una delle più belle piazze che io abbia mai visto: Plaza Mayor dove un tempo si tenevano i processi dell'Inquisizione e le esecuzioni capitali. Si presenta come una piazza rettangolare tutta balconi e pinnacoli, abbaini e tetti spioventi in ardesia. Al centro è posta la statua equestre di Filippo III, colui che ne commissionò la costruzione. La parte più interessante della Plaza è quella dove sorge la Casa de la Panaderia, decorata con dipinti allegorici.

Al giorno d'oggi la piazza è uno dei fulcri della vita madrilena poiché pullula di locali e ristoranti. L'uscita meridionale della piazza conduce al famoso mercatino delle pulci “El Rastro”, nato nel medioevo e che visiteremo domenica mattina.

Per questa sera ci fermiamo qui, a cena in uno dei ristoranti sotto i portici, per mangiare deliziosi Gambas al ajillo. Torniamo al residence prendendo la metro a Plaza del Sol, decisamente stupiti. è l'una di notte ed intere famiglie con passeggini salgono insieme a noi per tornare a casa.

Apro una parentesi per ciò che riguarda i mezzi di trasporto per muoversi in città. Esiste un abono turistico per 1/3 o 7 giorni che vi permette ad un prezzo unico di fare quanti viaggi volete. Dipende dalla vs voglia di camminare perché il centro di Madrid si gira bene anche a piedi. Potete anche prendere un carnet di 10 corse. Ricordatevi che esistono anche i bus turistici con tre traiettorie dai quali si può salire e scendere pagando sempre la stessa tariffa.


Venerdi 5 agosto

Dopo una abbondante prima colazione, ci dirigiamo verso la Puerta del Sol prendendo la metro. Abbiamo in mente di visitare il Monasterio de las Descalzas Reales (apre alle 10,30 ma vi consiglio di stare lì alle 10), il più bell'edificio religioso di Madrid ed uno dei rari esempi di arte cinquecentesca, una volta palazzo medievale trasformato nel 1560 dalla sorella di Filippo II, dona Juana, in convento per monache e dame di sangue reale. All'interno,oltre alla tomba della stessa dona Juana, si trovano opere di artisti come Bruegel il vecchio, Tiziano, Murillo, Ribeira e Zurbaran. Dopo una visita di circa 1 ora, ritorniamo verso la Calle de Alcalà che si apre poi nella splendida Plaza de las Cibeles, dea dell'abbondanza. Continuiamo la passeggiata svoltando a destra nel Paseo del Prado, un viale verde che conduce al Museo Thyssen Bornemisza e al Prado.

Considerati i pochi giorni a disposizione ci dirigiamo senz'altro verso il Prado dove passiamo almeno le prossime tre ore , pranzando anche al suo interno. Inutile dirvi che è un museo veramente fantastico che per sei euro (14,40 se fate la tessera per i tre musei Prado, Reina Sofia e Thyssen, ma tenete presente che il sabato pomeriggio e la domenica l'entrata ai primi due è gratuita) nei suoi tre piani di esposizione, vi farà finalmente vedere dal vivo opere immortali dei maestri del Rinascimento italiano, del Velazquez (La famiglia di Filippo IV per esempio….), del Goya (qui è esposto il famoso quadro della fucilazione del 3 maggio 1808 quando Napoleone entrò a Madrid) e di altri pittori, che io adoro, come Bosch (Il giardino delle delizie sul quale mi soffermo almeno venti minuti..), Rubens, Durer e Rembrandt, solo per citarne alcuni.

Dopo aver assaporato tanta cultura e tanta bellezza, ci dirigiamo verso Plaza S.Ana dove si affaccia il Teatro di Spagna e, dal lato opposto, la statua di Calderon de la Barca. Questa piazza è affollatissima e c'è molta atmosfera soprattutto verso sera e potete curiosare anche nei negozi tipici. Se gironzolate e poi rimanete a cena in questa piazza, vi consiglio la Cerveceria Alemana per mangiare buonissimi calamari fritti e crocchette di patate. Altrimenti, attraversando Plaza del Angel potete dirigervi dritti ,dritti a Plaza Benavante dove si trova un altro benemerito mastro churrero oppure girare a destra e tornare a Plaza del Sol dove potrete fare uno spuntino alla Mallorquina (ottime le Napolitanas al cioccolato).

Noi passeggiamo ancora un pò per le vie del centro piene di negozi tornando quindi a riposarci in albergo prima di uscire per cena a mangiare una bella paella a La Barraca in Calle de la Reina. Dopo cena, passeggiamo per i giardini intorno al Palazzo Reale, insieme a molti turisti ed altrettanti madrileni alla ricerca di un po' di aria fresca.

Sabato 6 agosto
E' sabato ed iniziamo la giornata sempre partendo dalla calle de Alcalà e, attraversando la famosa Porta de Alcalà, (il monumento più imponente realizzato da Carlo III in stile neoclassico), per poi raggiungere il bellissimo Parque del Retiro, nel '600 parco privato della famiglia reale ed aperto al pubblico solo nel 1869, dove, essendoci fatti preparare un bocadillo con jamon al Museo del jamon, facciamo uno spuntino su di una panchina, di fronte al laghetto. Visitiamo poi il famoso Palazzo di Cristallo in ferro e vetro che fu costruito come il vicino Palazzo del Velazquez, dall'architetto Velazquez Bosco, traendo ispirazione dal Crystal Palace di Londra, la fontana dell'angelo caduto (l'unico monumento al mondo dedicato al diavolo) ed infine anche il Real Jardin Botanico. Dalle 14,30 alle 21.00 il Museo Reina Sofia è gratuito, e per nulla al mondo ci perderemmo il famosissimo Guernica di Picasso! Il Museo Reina Sofia è dedicato all'arte del '900 ed ospita, negli antichi locali dell'Ospedale Generale di Madrid, capolavori di altri artisti come Mirò e Dalì. Uscendo dal museo torniamo verso Plaza de la Cibeles , percorrendo il Paseo di Recoletos (entrate nel più bel bar ristorante della città, El Espejo decorato in stile belle epoque, anche solo per visitarlo) e poi il Paseo della Castellana. Dirigendoci sempre avanti lungo la Castellana troviamo la bella torre Picasso, uno degli edifici più alti della Spagna, le torri Kio (due torri inclinate a 15 gradi che sovrastano Plaza de Castilla) ed il famoso stadio Bernabeu.

 

A questo punto, torniamo al residence per ritemprarci prima di unirci alla movida madrilena del sabato sera. A cena, decidiamo di provare la La Taberna de la Daniela vicino calle de Alcalà (esattamente calle General Perdidas 21) ricordandoci però di prenotare qualche ora prima, (a pranzo in questo ristorante viene servito solo cocido madrileno).

A parte il cocido (fatto con ceci, porri,patate, cavoli, carote e salsicce, carni di manzo e pollo e jamon serrano essiccato) il menù prevede diverse tapas buonissime.

Le “tabernas” a Madrid (alcune molto antiche e pittoresche) sono altrettanto degne di nota dei suoi magnifici musei. Qui si degustano le Tapas ed i piatti regionali spagnoli ad orari molto più “liberi” dei nostri

Per concludere la serata ci concediamo finalmente un flamenco, danza che io adoro, andando a Casa Patas, dove avremmo anche potuto cenare con tapas oppure a menù fisso (calle de Canizares 10)

 

Domenica 7 agosto
Domenica, giorno dei mercatini. Ci dirigiamo verso la zona sud di Madrid chiamata Rastro dove, lungo calle Ribera de Curtidores, si svolge il mercato del nuovo e dell'usato (fermata metro Latina, Embajadores). Passeggiamo divertiti tra bancarelle di vestiti usati ed oggetti di antiquariato e modernariato. Pranziamo in una tipica taverna rustica, la Viuda de Vacas (io ordino un gustoso baccalà ed il mio compagno una bistecca alla griglia), in calle de la Cava Alta, dove fanno classica cucina spagnola.

Comunque la pensiate sulla corrida, potete però andare a vedere dopo pranzo, la Plaza de Toros de la Ventas (fermata metro Ventas) che è una delle più belle arene per la corrida spagnole costruita nel 1929 in stile neo-mudejar. Altrimenti, potete riprendere la metro e scendere alla fermata Tribunal o Bilbao, come abbiamo fatto noi, per vedere il famoso quartiere Malasana, uno dei vecchi quartieri di Madrid, per alcuni anni, dopo la morte di Franco, centro della movida madrilena, per poi proseguire verso Plaza Dos de Mayo, uno dei centri della rivolta antifrancese e della dittatura, ora luogo ricco di caffè e locali.

Bella anche la Chiesa de San Antonio de los Alemanes in calle de la Puebla. Riprendiamo poi l'autobus ed ammiriamo le strade madrilene fino al Museo Thyssen dove rimaniamo fino alle 19, orario di chiusura. Questo museo, veramente stupendo contiene la collezione privata del barone Heinrich Thyssen Bornemisza e di suo figlio Hans Henrich entrambi deceduti. La vedova di Hans Henrich, la spagnola Carmen “Tita” Cervera, decise nel 1992 di esporre le opere, vendute poi alla città l'anno successivo, in questo palazzo settecentesco di tre piani, Villa Hermosa. La collezione, iniziata negli anni '20, spazia dai primi artisti italiani e fiamminghi agli impressionisti ed alla Pop Art. Contiene dei veri capolavori, alcuni acquistati anche dalla baronessa nel 2004.Ceniamo in un vicino ristorante la Finca de la Susana in calle Arlaban 4, dove preparano ottimi piatti della cucina classica spagnola.

Lunedì 8 agosto
Oggi ci dedichiamo alla visita del Palazzo Reale, (aperto dal lunedì al sabato dalle 9 ,30 alle 17), costruito sul sito di un originario alcazar moresco e diventato nel 1561 l'abitazione di Filippo II fino al completamento dei lavori de L'Escorial. Distrutto da un incendio la vigilia del Natale del 1734, fu ricostruito da Felipe V, il primo re borbonico, sul ricordo della Versailles della sua infanzia.
La costruzione del palazzo durò dal 1738 al 1764, per opera principalmente dell'architetto Giovanni Battista Sacchetti, ed il primo re che vi risiedette fu Carlo III, figlio di FilippoV morto nel 1746. Fu la residenza della famiglia reale spagnola sino all'esilio di Alfonso XIII nel 1931 ed anche Franco lo utilizzò, arringando la folla dal balcone prospiciente la Plaza de Oriente.

L'interno è molto lussuoso. Marmi di Toledo per il maestoso grande scalone d'ingresso, saloni maestosi con affreschi di illustri pittori, come il Tiepolo, alle pareti insieme ad arazzi tratti da disegni di Raffaello. Ogni sovrano che lo abitò arricchì il palazzo con opere e arredi. La Sala del Trono, in cremisi e oro, è abbellita da enormi specchi e splendidi lampadari di cristallo e le Sale di Carlo III (le stanze private del re) contengono quattro dipinti di Carlo IV e Maria Luisa di Parma fatti dal Goya.

Lussuosissima è la Sala da Pranzo, un tempo appartamento privato della regina, grande 400 mq ed arredata con arazzi fiamminghi, affreschi, lampadari e porcellane cinesi. Può ospitare ben 160 commensali alla sua tavola ed è un mirabile esempio del fastoso stile borbonico ed asburgico. Ci sono altre sale splendide da visitare e la Real Farmacia, fondata da Filippo II, che è un divertente dedalo di stanze pieno di boccettine e fialette di antichi medicamenti. Si trova, come anche il Palazzo e l'Armeria, sulla enorme Plaza de las Armas in cui, il primo mercoledì del mese a mezzogiorno, si può assistere al cambio della guardia.

Usciamo dal palazzo reale e ci dirigiamo ad est, verso la già nominata Plaza de Oriente, ornata da statue di re che originariamente erano destinate al soffitto del Palazzo Reale ma poi non utilizzate per la loro pesantezza. Al centro vi è la Statua equestre di Filippo IV dello scultore italiano Pietro Tacca, mentre più a sud, troviamo il Cafè de Oriente, con una splendida vista sulla piazza, dove ci fermiamo a prendere un aperitivo e a riposarci un po'.

Passiamo poi davanti al Teatro Real ed alla Plaza de Isabel II. Notiamo un ristorante molto carino che fa parte di una catena, La Vaca Argentina, e ce lo appuntiamo per la serata. Per pranzo invece, ci dirigiamo verso la Gran Via, passando per Calle de Arenal, dove si trova una delle chiese più antiche della città, San Gines, Plaza del Sol, dove compriamo, come ogni giorno, i giornali italiani e calle del Carmen.

Dopo un breve sguardo ai vari negozi, decidiamo di mangiare un boccone da quelle parti, in calle Tetuan dove c'è la taverna Casa Ladra (famosa per le tapas di crocchette e merluzzo fritto e perché qui è stato fondato il partito socialista spagnolo). Alberto sarebbe anche tentato di rimangiare il cocido a la Taberna de la Bola, in calle de la Bola (metro Santo Domingo) che ci è stata consigliata in hotel, poiché qui lo preparano solo a pranzo, ma poi la mia voglia di crocchette e merluzzo, prevale.

Dopo aver mangiato, torniamo per un paio d'ore in hotel perché il caldo ci ha veramente sfiancato. Nel pomeriggio, ritorniamo a visitare quanto ci manca della vecchia Madrid, ripercorrendo la stessa via della mattina verso il Palazzo Reale, ma visitando questa volta la Cattedrale de Nuestra Senora de Almudena ed i giardini del campo del Moro. Oltre i giardini del campo del Moro raggiungiamo poi la Glorieta de San Antonio de la Florida dove dalle 16 alle 20 è possibile visitare la Ermita de San Antonio de la Florida con la cappella e la tomba del Goya. Tornando verso Calle Mayor arriviamo a Plaza Mayor , ricca e affollatissima di bar e ristoranti.

Ci fermiamo a prendere un aperitivo dopo aver fatto merenda dal maestro churrero in Plaza San Gines, che è lì dal 1894. Churros caldi e cioccolata sono imperdibili! Per cena, torniamo a Plaza Isabel II e finalmente Alberto si gusta un grosso chuleton alla brace alla Vaca Argentina. Solito giro serale in Plaza de Oriente e poi a prendere la metro ad Opera per un meritato sonno ristoratore. Domani è l'ultimo giorno e si va a visitare l'Escorial.

Martedì 9 agosto

Ci alziamo di buon ora per andare verso ovest, nel paese di San Lorenzo El Escorial dove sorge il Palazzo-Monastero fatto costruire da Felipe II, ma prima, visitiamo anche la Valle de los Caidos, monumento alle vittime della guerra civile (almeno 40.000 soldati di entrambe le fazioni riposano qui), voluto da Francisco Franco. Un'enorme croce si staglia sulla valle, alta 150 metri e s'innalza su di una basilica scavata nella roccia a 250 metri di profondità dai prigionieri di guerra. La croce è imponente ma non si può non pensare, in questo luogo, al triste periodo della dittatura ed agli uomini che morirono a causa di essa.

Proseguiamo, dopo una doverosa preghiera, verso El Escorial che dista da qui solo 13 chilometri. Sono prossimi i festeggiamenti per San Lorenzo, il patrono del paese, e le vie sono riccamente addobbate. La prima impressione de El Escorial è veramente notevole. Un imponente, austero edificio, fatto costruire da Filippo II come ultima residenza per il padre Carlo I, eretto ai piedi della Sierra de Guadarrama, a nord ovest di Madrid, fu edificato tra il 1563 ed il 1584 in onore di San Lorenzo. Lo stile della facciata esterna, con circa 2600 finestre, è semplice, e “desornamentado”, cioè disadorno.

L'interno, più che un palazzo reale ricorda un luogo di contemplazione e di preghiera. Sono presenti molte opere d'arte, alcune delle quali appartenute alla collezione privata degli Asburgo, disseminate nei Musei (nel Museo d'Arte sono esposti dipinti italiani e fiamminghi), nelle Sale capitolari (arredate con panche di legno per i 100 monaci del monastero e con soffitti a volta decorati da dipinti del Tiziano), nella chiesa (splendida la pala d'altare), nella biblioteca (che arrivò a contenere ben 40.000 volumi) e nel pantheon reale (dove sono sepolti quasi tutti i re spagnoli a partire da Carlo I).

Gli Appartamenti del re, o Palacio de los Austrias, sono sobriamente arredati e collegati direttamente alla Basilica (infatti dal suo letto la figlia di Filippo II, la infanta Isabella Clara, riusciva a vedere l'altare maggiore). La stanza da letto di Felipe II aveva anch'essa la vista sull'altare maggiore e vi si trova ancora il letto dove il re morì nel 1598. In contrasto con la semplicità delle stanze del Palacio de los Austrias, gli appartamenti dei Borboni sono invece arredati sfarzosamente e decorati da arazzi, alcuni disegnati dal Goya.

La visita guidata del Palacio de los Austrias e del Pantheon dura circa 45 minuti, il resto si visita liberamente. Noi lo facciamo con molta calma, finendo dopo le 13, giusto in tempo per andare a pranzo in uno dei tanti ristoranti nei vicoli del paese di San Lorenzo. Dopo pranzo, decidiamo di esplorare ancora i dintorni di Madrid andando verso nord, attraverso la parte centrale della Sierra de Guadarrama, dove durante la stagione invernale i madrileni vengono a sciare in località come Navacerrada e Cercedilla. Arriviamo quindi all'ultima tappa del nostro viaggio a Madrid e dintorni, La Granja de San Idelfonso, vicino Segovia, per visitare il Palazzo Reale costruito su un antico casino di caccia edificato da Enrico IV nel XV secolo.

Nel 1720 Filippo V (che vi è sepolto con sua moglie nel Mausoleo Reale) iniziò il progetto ispirandosi alla Reggia di Versailles, compreso il meraviglioso giardino decorato con spettacolari fontane. L'interno è sontuoso, decorato con affreschi classici ed impreziosito da enormi lampadari. Ci piacerebbe proseguire verso Segovia per visitare la città spagnola dalla posizione più spettacolare ed il suo meraviglioso Alcazar abbarbicato sulla roccia come il castello delle fiabe. Purtroppo sono già le sei passate ed è troppo tardi, quindi decidiamo di tornare a Madrid.

Ceniamo al Museo del Jamon con sontuose porzioni di jamon serrano, queso manchego e pan y tomate. Siamo stanchissimi e rinunciamo alla solita passeggiata serale per guadagnare velocemente il letto. Domattina si torna in Costa Brava ed abbiamo 700 chilometri da macinare. Adios Madrid, hasta la proxima vez!

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Commenti

Erika Napoletrano
Livello 32    
Descrizione molto dettagliata del vostro giro a Madrid. Complimenti! E grazie! Mi servirà per il mio prossimo soggiorno in questa bella cittò spagnola
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