Sarteano: qui la vita passa più lentamente
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Introduzione
È un paesino del senese abbarbicato ai piedi di una collinetta su cui si erge una rocca medioevale. Il paese , a 575 mslm, si raggiunge uscendo dall’A1 al casello di Chiusi-Chianciano Terme e percorrendo i 6 km che salgono su in collina. Inoltrandosi nelle stradine del centro storico, tra le case in pietra ornate da tanti fiori, si respira profumo di tempi passati e il silenzio che ti accompagna sembra farti riassaporare esperienze che non si vivono più in città.
Descrizione
Sarteano: qui la vita passa più lentamente
Sarteano è un grazioso paesino del senese abbarbicato ai piedi di una collinetta su cui si erge una rocca medioevale. Il paese, a 575 metri sul livello del mare, si raggiunge uscendo dall’A1 al casello di Chiusi-Chianciano Terme e percorrendo i 6 km che salgono su in collina. Appena si arriva l’entrata del paese non sembra nulla di speciale, ma poi, inoltrandosi nelle stradine del centro storico, tra le case in pietra ornate da tanti fiori, si respira profumo di tempi passati e il silenzio che ti accompagna sembra farti riassaporare esperienze che non si vivono più in città.
Il centro storico è delimitato da due porte: porta Umbra e porta Monalda, che costituisco anche l’ingresso delle due contrade di S. Lorenzo e di S. Martino. Eh sì, perché come le altre città toscane, qui il territorio è diviso in contrade, cinque per la precisione. Oltre le due citate, abbiamo la SS. Trinità, S. Andrea, con la frazione storica di Castiglioncello del Trinoro, a 750 metri sul livello del mare, e S. Bartolomeo, che racchiude gran parte della parte nuova fuori le mura. Ma, essendoci le contrade, si fa qualcosa, chiederete? Ebbene sì, il 15 agosto si svolge la Giostra del Saracino, in cui dei cavalieri a cavallo con lancia, rappresentanti di ogni contrada, devono infilare un anello posto sullo scudo di un bersaglio mobile, rappresentante un saraceno. Chi infila più anelli su cinque carriere, vince l’ambito drappo, detto palio. Nei giorni precedenti, poi, si svolgono una serie di manifestazioni preparatorie, per lo più in costume, in cui si fa l’investitura dei cavalieri nel castello (acquistato anni fa dal Comune e reso agibile al pubblico!), la tratta dei bossoli, cioè il sorteggio per l’ordine di partenza, la provaccia, cioè una corsa di prova che si svolge il 14 agosto. La settimana successiva si svolge poi la festa della contrada vincitrice, con balli e cene in contrada.
Ma Sarteano non è solo questo: è anche arte e natura. Arte, grazie alle chiese e ai loro tesori, come la famosa Annunciazione del Beccafumi e due opere trecentesche di Jacopo di Mino del Pellicciaio, oppure il grazioso teatrino settecentesco tutto a palchetti, situato nel Municipio. La natura fa la parte del leone, grazie ai boschi, soprattutto faggete, che la circondano e nei quali si può andare a prendere l’acqua da due sorgenti, attraversando un ruscelletto e sentendosi un po’ esploratori. Un’acqua fresca dal notevole potere diuretico. Ma non è la sola: in via S. Lucia c’è la sorgente “Canalette”, la cui acqua è ottima per curare congiuntiviti, mentre al centro del paese c’è la sorgente “Bagno santo”, attorno alla quale si è sviluppato uno dei migliori campeggi d’Europa, con ampi spazi verdi e nel quale c’è anche una piscina termale riservata agli esterni, con una bella cascatella circondata da fiori.
D’inverno non è un paese morto, ma ci sono iniziative culturali, come la stagione teatrale, enogastronomiche, ecc., ma tutte... con calma, secondo la slow life, tanto cara anche ai turisti stranieri.



