Siena e dintorni
Community: Diari di viaggio e Racconti Siena e dintorni
Introduzione
Descrizione
Ogni tanto mi viene voglia di evadere dalla solita routine che ti costringe a vedere e fare sempre le stesse cose. Ieri era uno di questi giorni e, siccome sono convinta che non è necessario prendere un'aereo per vedere posti nuovi e incantevoli, ho controllato le previsioni del tempo e sono partita alla volta di Siena con l'intenione di far vedere al mio compagno di avventura posti che io ho già visitato negli anni passati ma che rivedo più che volentieri. Inoltre sono attratta, oltre che dalle città d'arte in genere, da tutti quei luoghi che hanno un alone di mistero, sono paesaggisticamente bellissimi e molti dei quali, fortunatamente, si trovano a pochi passi da casa mia.
Partendo da Torrita ho quindi imboccato la statale che collega Perugia a Siena e, da lì, verso Grosseto a circa 20 km si trova l'uscita per Monticiano-Chiusdino. Strada diversa rispetto a quella precedente, decisamente meno affollata e piena di curve in mezzo al bosco e attraversata più volte dal fiume Merse (che in questo periodo si riempie di cercatori di funghi) la quale sembra non finire mai, quando all'improvviso ti ritrovi di fronte a questo spettacolo di posto che racconta la storia di San Galgano, realmente vissuto in pieno medioevo e forse ispiratore, a sua insaputa, della storia di Re Artù e della Spada nella Roccia.
Parcheggiamo nel bar che è stato aperto lì di fronte in un casolare, che credo faccia parte della fattoria, ed entriamo per prenderci un caffè prima di avventurarci verso l'abbazia. All'interno del bar si trova anche una zona dove si possono fare merende con prodotti tipici toscani (formaggi, salumi e focacce varie) e bere il vino tipico della zona: il vino di San Galgano appunto.
Volendo si può comprare qualche cartolina o souvenirs della zona (belle sono quelle in notturna dato che l'abbazia è completamente illuminata da luci artificiali visto che d'estate ospita concerti di musica classica...dev'essere davvero un bello spettacolo!). C'è davvero un sacco di gente considerando che non è il periodo più appropriato per fare vacanze, eppure sento parlare numerosi dialetti.
Avvicinandoci all'abbazia troviamo delle mappe del posto che raccontano la storia e ti indirizzano all'edificio a cui vuoi andare ma difficilmente ti soffermi troppo su queste...meglio guardare dal vero questo spettacolo! Prima di entrare percorriamo un vialetto, che costeggia l'abbazia e che porta al refettorio, al lato del quale si trova un pozzo con una Madonnina a cui sono stati donati oggetti vari e qualche monetina, quindi entriamo e, anche se non c'è nulla, non si possono non notare le volte del soffitto perfette (avranno sicuramente subito un restauro recente) e un'uscita posteriore che da su un giardino da cui si nota un panorama notevole.
Giriamo a sinistra ed entriamo nell'abbazia "a cielo aperto" dato che il soffitto è caduto...altro spettacolo! Poi abbassi gli occhi e vedi che manca il pavimento! Non so se ci sia mai stato, il che comunque è un fatto strano, ma ora ci sono solo sassi e prato qua e là. L'edificio è affollatissimo e non ti puoi muovere altrimenti disturbi le foto dei numerosi visitatori, quindi torniamo indietro e ci dirigiamo a vedere la famosa spada nella roccia. Il sentiero è ripidissimo e quando arriviamo alla sommità (stanchi) vediamo la Cappella di Montesiepi, anche questa affollatissima ma davvero molto bella: di forma circolare, è fatta di più materiali, e con colori che si alternano tipo Duomo di Firenze (meglio non so descriverla).
Entriamo e sulla destra c'è il negozietto di souvenirs, a sinistra la storia del santo, e in basso una statua di una madonna (?) che tiene in braccio il figlio (?). La chiesetta è davvero molto carina, con all'interno la stessa alternanza di colori che c'è all'esterno, alcune panche per pregare e al centro la spada ricoperta da un vetro per proteggerla dai vandali. Anche il leggio è a forma di spada. In fondo a sinistra si trova poi un'altra cappellina con il tetto a volte tutto affrescato della vita di San Galgano, i resti di due braccia mummificati, e un altare. Prima di andarcene compriamo al negozietto una bottiglia del liquore della zona fatto con limone, mirto, quercia e aromi vari.
Tornando verso casa e non essendo poi tanto tardi, propongo al mio ragazzo di andare a bere un bicchiere di vino ad Asciano, che tra tutti i paesini della zona è quello che ricordo di meno, e, sinceramente, rimango un pò delusa: ecco perchè non lo ricordavo bene, non è un gran chè! Però mentre giriamo per le vie, leggo l'indicazioni per l'abbazia di Monte Oliveto Maggiore e decidiamo di andare là. Ennesimo spettacolo!
C'è voluto un pò per arrivare ma ne è valsa decisamente la pena: isolata in mezzo alle crete senesi e circondata da un boschetto di cipressi, querce e pini, si presenta come un castello a cui si accede attraverso un ponte levatoio sormontato dalla figura della Madonna che è la regina di questo ordine religioso che è quello di San Benedetto. Il resto è da vedere dato che le parole non rendono l'idea. Il bicchiere di vino l'abbamo bevuto al bar che sta di fianco e ovviamente era quello dell' abbazia stessa: non male!


























