Trapani Erice e San Vito lo Capo
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Introduzione
Descrizione
Abbiamo viaggiato bene in Sicilia: non sono più strade brutte come ci dicevano, forse nel corso degli anni sono stati costruiti molti tratti di superstrada. L'unica zona dove in effetti si fatica un po' è proprio la zona di Trapani verso la Valderice e S.Vito. Arriviamo col sole delle ore calde, e non è il massimo. L'hotel, come già sapevo, non è granché. È in paese, non vicinissimo al mare ( occorre una bella passeggiata di venti minuti, oppure in bicicletta, noleggiandola a 2,5 euro al giorno, all'hotel) . Il parcheggio è a pagamento, 5 euro al giorno, in un piazzale sterrato e pieno di detriti, che si allaga quando piove. Già, perché siamo tra i pochi al mondo ad avere visto un diluvio a San Vito lo Capo. Ci dicevano che non dura mai più di due ore, ed è durato un giorno e mezzo. Era un grande ciclone che ha investito tutta l'Italia. Ha avuto il pregio di rinfrescare l'aria e renderla limpidissima, ma il mare si è agitato. Niente escursioni alla riserva dello Zingaro. E di mare, abbiamo fatto solo due mezze giornate. Ma di più, sinceramente, ci saremmo annoiati.
Il mare è bellissimo ma i colori sono piatti... fondale molto basso e quindi acqua celestina che solo all'orizzonte diventa blu.
Chi dice che è la spiaggia più bella d'Italia, sinceramente penso che non abbia visto altro. In Sardegna, quasi tutte le spiagge sono molto più belle. Comunque, è una bella spiaggia. Di certo non è sabbia bianca, ma dorata. Peccato che, almeno a settembre, sia invasa da allegre famigliole con bambini piccolissimi, entusiasti nel veder fare al pargolo il suo primo bagnetto. Un po' deprimente. È così facilmente raggiungibile che naturalmente risulta adattissima alle famiglie. Certo non ci si sente in un posto esclusivo. Sulla spiaggia non ci sono chioschi e per mangiare o bere qualcosa occorre uscire dalla spiaggia e rientrare in paese, che è alle spalle della spiaggia. Ci sono invece diverse ditte che noleggiano ombrelloni e lettini: i ragazzi efficientissimi smontano e rimontano tutto ogni sera e ogni mattina. Ci siamo chiesti come mai, probabilmente così facendo l'affitto del terreno demaniale risulta molto inferiore perché provvisorio.
Andiamo da Marino, convenzionato col nostro Hotel. I siciliani parlano sempre molto e sono piacevolissimi. Ci racconta di avere un fratello a Livorno, e uno zio che è stato in carcere ingiustamente (così dice lui) per 23 anni. Il fratello ha un negozio di ricambi auto a Livorno, dobbiamo ricordarcelo. La spiaggia appena arrivati ossia prima del fortunale, era piuttosto affollata, e ci chiediamo che cosa succede in luglio e agosto, o la settimana dopo quando c'è la Sagra del cous cous.
Il cous cous sanvitese è una prelibatezza, ma si trova buono anche a Palermo. Lì lo fanno con la semola di grano duro cotta e ricotta dentro apposite pentole insieme al suo condimento di pesce, a accompagnata da un brodetto caldo di pesce con dentro molluschi, che va versato man mano sul cous cous mentre lo si mangia. Per strada troviamo un cartellone con la ricetta. Lo fanno ovunque.
All'hotel, c'è una gentilezza incredibile da parte del personale. Quando è piovuto, è scomparsa l'acqua calda: eh già perché viene prodotta da pannelli solari, e la caldaia non funzionava. Abbiamo dovuto aspettare più di 24 ore per avere di nuovo l'acqua calda. La vista dall'hotel è semplicemente nulla, anche perché San Vito, a parte il Capo, è un paese fatto di strade a scacchiera con case a cubo tutte uguali. Ci si perde facilmente, perché è tutto uguale. Rimpiangiamo i bei paesi della Corsica a cui siamo abituati... Nel corso Savoia , il corso principale, e nelle stradine laterali, ci sono molti negozi di souvenir, con prezzi in stile Costa Smeralda. Invece per mangiare siamo sullo standard siciliano. Si mangia benissimo ovunque e si spende sempre intorno ai 30 euro. A pranzo ovviamente si fa solo uno spuntino.
Stanno allestendo la sagra del Cous cous che si tiene la settimana dopo. Immagino il caos e la confusione. Ci sono comunque molti stand di cianfrusaglie anche in questi giorni, e concertini all'aperto nella piazza della Chiesa. Stare in via Savoia è una condanna al rumore. Ci consigliano qualche ristorante tra cui 'A Lampara, con cui l'hotel è convenzionato. Non ne vale la pena. Ho mangiato un cous cous di mare buono ma freddo. E il proprietario di dimensioni colossali cammina su e giù sulla pavimentazione esterna di legno facendo tremare tutti i tavoli. Da non andarci anche se la posizione è privilegiata proprio nel piazzale del porticciolo. Molto meglio l'Agorà, specialmente andando a cenare all'interno. Fuori, i ristoranti sono tutti uguali, i tavolini compressi e la sensazione di essere in un fast food. Invece il ristorante è buono, si mangia pesce freschissimo e primi piatti originali , tutto nella tradizione siciliana. Ci torniamo anche la sera successiva.
L'ultima sera andiamo al ristorante La Carbonella, ottimo cous cous e incredibile antipasto di mare: non si riesce a finirlo. Fanno anche piatti espressi a richiesta, a seconda della disponibilità di pesce fresco. Da consigliare. Un cameriere moro moro e minuto, originario di Pantelleria, ci ha intrattenuto sulla coltivazione dell'uva destinata al Passito, e ci ha raccontato un po' la sua storia. In generale i camerieri sono molto ciarlieri, raccontano tante cose e sono felicissimi, come tutti i siciliani, di sentirsi dire che i posti e la gente di Sicilia sono fantastici.
A pranzo si fa un buon spuntino ovunque: dal Kebab alla zuppa di ceci con triangoli di focaccine calde, è tutto squisito. In una gelateria dove ci fermiamo per un caffè, vediamo servire dessert davvero invitanti: il cannolo disfatto è una coppetta di ripieno di cannolo con i pezzi della cialda intorno. e strisce di cioccolato fondente. Eccellente alla vista. Il maltempo ci impedisce di fare escursioni in barca: ce n'è per tutti i gusti, ma le barche sono tutte piccole, anche troppo piccole per escursioni di mezza giornata. Penso che siano escursioni un po' faticose. Fuori San Vito, dove c'è l'unico parcheggio gratuito (immaginiamo con orrore come deve essere affollato il paese in piena estate visto che ora quel parcheggio è completamente deserto e il paese ci sembra affollato), si arriva a una antica tonnara. L'edificio appare simile a una serie di box auto: è un basso parallelepipedo in muratura con dei buchi quadrati: erano i posti per le barche. Solo una curiosità. Tira un tale vento che non scendiamo neppure per fare una foto. La famosa pasticceria Capriccio consigliata dall'Hotel, è solo un piccolo negozietto, non ci attira per niente: magari poi la qualità è eccelsa, non lo sappiamo, ma pensavamo di trovare qualcosa come le pasticcerie di Taormina!
La sensazione conclusiva è che la tanto decantata San Vito lo Capo, vale giusto un assaggio. E ce lo hanno confermato a posteriori amici abituati, guarda caso, alla Corsica. Anche un amico siciliano mi dice che San Vito è cosa da famiglie, ma i posti belli sono altri. Abbiamo la sensazione che neppure i siciliani siano così entusiasti di San Vito, forse perché è davvero un posto molto turistico. I due giorni di maltempo ci hanno permesso di visitare altri bellissimi posti che sicuramente valgono molto di più.
Erice
Se non fosse stato brutto tempo non saremmo mai andati a Erice che invece vale una deviazione. Da San Vito ogni posto vicino è raggiungibile in almeno un'ora, perché bisogna sempre fare il giro della penisola per uscirne. Non esiste per esempio una strada diretta che costeggi la riserva dello Zingaro, e congiunga S. Vito e Scopello, che avremmo voluto vedere ma alla fine risultava troppo lontana pur essendo vicina in linea d'aria. Quando venne il diluvio e vedevamo fiumi di fango scendere dalle strade in salita, ci siamo chiesti che cosa potrebbe mai succedere se quell'unica strada che collega S. Vito al resto del mondo si bloccasse per una frana. Non era poi un pensiero troppo pessimistico visto che quest'estate un analogo diluvio aveva interrotto la strada da Auronzo a Cortina proprio mentre c'eravamo noi, ma esistendo un'alternativa se pur più lunga, non ci furono problemi. Per fortuna non è accaduto niente di grave, il terreno siciliano credo che sia molto solido.
Erice è su una collina, a 700 metri di altezza. fa fresco e il cielo è coperto, ma ci dicono che le nuvole a Erice ci sono sempre. Quella mattina ancora non pioveva, e però i panorami verso Trapani erano limitati dalle nuvole basse. Il paese comunque è bellissimo. Un borgo medievale ben tenuto (ogni monumento è visitabile solo a pagamento), con torri, castelli, diverse decine di chiese , e viuzze lastricate con negozi di artigianato locale e di gastronomia. La caratteristica di Erice è di avere la pianta perfettamente triangolare. Due castelli bellissimi, il castello di Pepoli e il medievale castello di Venere, insieme alla Torretta, grazioso castelletto che sembra un ricamo appoggiato in bilico sullo strapiombo, fanno da cornice al bel giardino del Balio. Un posto davvero unico.
Trapani
Una sorpresa. Pensavamo di andarci giusto per passare in qualche modo una giornata di pioggia, ed è stata una scoperta. Trapani è la provincia "di lusso" della Sicilia martoriata da mille problemi. E pensare che qualche decennio fa aveva come unica attività quella legata alle banche , dove confluivano soldi di dubbia provenienza. È una città bella e curata. La sua bellezza deriva non solo dai palazzi, dalle chiese, ma anche dalla sua disposizione su una penisola che finisce a punta, e che fa bagnare la città da "due mari", il mare di tramontana e il mare di mezzogiorno. Sulla punta della penisola, la bella torre di Ligny.
Il mare agitato ha reso il panorama ancora più affascinante. Abbiamo percorso i due lungomari fermandoci a fotografare le onde, le isole Egadi in lontananza, i gabbiani. L'interno della città è ricchissimo di monumenti e palazzi dal grande valore architettonico. Volendo fare un pranzo veloce, è davvero da consigliare il bar in via Garibaldi "Exclusive lounge bar". Frequentato per lo più da giovani, offrono dei piatti freddi gustosi e originali, io scelgo gli assaggi della cucina siciliana e ne sono entusiasta. Il servizio è ottimo e anche il prezzo. La gente di Trapani è un po' diversa da quella di Catania. Si vede che in Sicilia hanno confluito etnie molto diverse. Le ragazze di Trapani sono indubbiamente più simili alle belle siciliane che ci immaginiamo e che vediamo nei film. La città con quei due mari è ariosa, tanto che il tempo, davvero brutto quel giorno, ci ha risparmiato gli acquazzoni che hanno investito San Vito lo Capo. Abbiamo visto anche un po' di sole. Sapevamo da amici che vicino a trapani ci sono delle importanti saline,e decidiamo di andarle a cercare dopo aver visitato la bella basilica dell'Annunziata, dove, tanto per cambiare, si stava allestendo un matrimonio. All'interno, un carro per trasportare in processione la Madonna. A Palermo ne avremmo visti altri.
Le saline, anche sotto la pioggerellina insistente che durava ormai da molte ore, sono davvero interessanti. Si trovano lungo la strada, che divide in due gli specchi d'acqua. Su uno erano appoggiati decine di uccelli acquatici, mentre dall'altra parte gli operai lavoravano il sale. Con delle ruspe raccoglievano il sale scolandolo dall'acqua e facendolo scorrere dentro delle slitte che lo portavano verso l'alto dove, sopra una duna di sale, un operaio provvedeva a smistare il sale nuovo arrivato. C'erano tante dune di sale. In fondo, un mulino antico, che serviva alla macina del sale. Adesso la raffinazione avviene diversamente. Il sale accumulato sulle dune infatti è greggio, sporco di terra, e deve subire processi di raffinazione e di macinazione prima di diventare sale fino o grosso alimentare. Quello greggio può venire utilizzato per scopi industriali. Tutto molto interessante, e Trapani è davvero una bella città, viva, piena di giovani. Le ragazze, hanno di solito grandi chiome di ricci scuri, da vere bellezze mediterranee.










