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Primavera su due ruote, le più belle ciclabili perfette per il primo sole  

Su e giù per l'Italia, sempre ed esclusivamente in bicicletta: ecco quali sono i percorsi e le piste ciclopedonali migliori per una gita fuoriporta in primavera

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Pedalare, pedalare, pedalare. La primavera è sinonimo di gite fuoriporta, di picnic all’aria aperta e di giri in bicicletta immersi nella natura. Cosa c’è di più bello e di più rigenerante? Per gli amanti delle due ruote in versione green sono davvero tanti gli itinerari ‘da pedalare’ in tutta Italia, molti di questi attraversano aree paesaggistiche da favola, dai borghi storici agli scorci a picco sul mare.

Abbiamo provato a selezionare le piste ciclabili più belle da vivere in primavera. Pronti a partire?

Val di Sole, la pista ciclabile baciata dalla luce

Tra riserve protette e vette oltre i tremila metri con ghiacciai visibili tutto l’anno e le Dolomiti di Brenta a sovrastarla. Scenario spettacolare e mozzafiato quello della pista ciclabile che attraversa tutta la Val di Sole – chiamata così proprio perché baciata dal sole – inserita tra il Parco Naturale Adamello-Brenta e il Parco Nazionale dello Stelvio in Trentino.

Primavera su due ruote, le più belle ciclabili per il primo sole

Negli ultimi anni la valle ha puntato tutto sulla mobilità green diventando meta di ciclisti e rider provenienti da tutta Europa. Con i suoi trecento chilometri e i tre bike park con decine di percorsi per mountain bike, la Val di Sole racchiude una delle aree bike più grandi d’Italia totalmente immersa nella natura: dalle Dolomiti di Brenta ai ghiacciai dell’Adamello e della Presanella fino al Lago di Garda. Meta consigliata sia per chi cerca l’adrenalina in montagna o anche solo per chi punta ad un tranquillo percorso su due ruote insieme alla propria famiglia, ci sarà sicuramente un itinerario che farà a caso vostro.

Pedalare nel verde lungo i prati falciati e gli svariati meleti con il torrente Noce sempre a costeggiare il tracciato da Cogolo di Peio a Mostizzolo con un dislivello complessivo di 565 metri. La parte alta dell’itinerario ciclabile va da Cogolo a Ossana seguendo in discesa il tratto più selvaggio del fiume; la parte centrale prosegue da Ossana a Malé alternando borghi, tratti pianeggianti e discese tra verdi praterie.

Infine la parte bassa va dal capoluogo della Val di Sole Malé fino ai meleti della bassa valle di Mostizzolo: per chi volesse ‘smezzare’ il ritorno è possibile prendere il treno (la ferrovia è quella di Trento-Malé-Mezzana) caricando la bici fino al punto di partenza. 

Pista ciclopedonale ‘Giordano Cottur’, in bici da Trieste alla Slovenia

Punto di partenza via Orlandini nel centro di Trieste, punto di arrivo Draga Sant’Elia – in Val Rosandra - al confine con la Slovenia. Sono dodici chilometri (solo andata) quelli previsti dalla pista ciclabile ‘Giordano Cottur’, ribattezzata così in omaggio al ciclista triestino che gareggiava ai tempi di Coppi e Bartali arrivando sempre al seguito. L’itinerario friulano è stato inaugurato nel 2010 seguendo il tracciato della storica linea ferroviaria che, dal 1887 al 1959, collegava la stazione di Trieste/Campo Marzio a quella di Erpelle.

Primavera su due ruote, le più belle ciclabili per il primo sole

La città portuale veniva collegata alla ferrovia transalpina che univa l’Istria con Gorizia attraversando poi l’Impero Austro-Ungarico. Un carico storico e archeologico non di poco conto quello della ciclabile triestina che conserva ancora oggi molti dei tratti originari come alcune gallerie scavate nella roccia. Si parte dal rione di San Giacomo salendo fino alla Riserva naturale della Val Rosandra e arrivando a Draga Sant’Elia: il primo tratto è asfaltato mentre il secondo è sterrato.

Tutto il tracciato predispone diversi attraversamenti (e quindi più possibilità di ingressi) e una cornice paesaggistica ammirevole tra panorami, boschi, dirupi e le infinite variazioni del Carso. Una volta superata Trieste si arriva alla Strada di Fiume e alla suggestiva tappa di Villa Sartorio con i suoi pini d’Aleppo; più avanti costeggiando il Monte Stena si entra nella selvaggia Val Rosandra con il Cippo Comici e la Chiesa di Santa Maria in Siaris. Proseguendo in salita eccoci alla destinazione finale di Draga Sant’Elia dove ci si può ristorare da una fontana per poi decidere se continuare sul sentiero Salamandra con direzione ghiacciaie e stagni del Carso, oppure terminare la ciclabile alla Stazione di Draga.

Anello ciclabile dei colli Euganei, il giro più bello della pianura veneta

Anche detto anello dei castelli o dei canali che girano attorno ai colli Euganei, si tratta dell’itinerario ciclabile che attraversa una delle zone più belle del Veneto. Un giro su due ruote che consente di scoprire bucolici scorci di campagna sfruttando, per buona parte, gli argini dei canali artificiali che caratterizzano il gruppo collinare. Acqua uguale umidità, per questo la stagione ideale per un giro in bici sui colli Euganei è senza dubbio la primavera.

Primavera su due ruote, le più belle ciclabili per il primo sole

L’anello ciclabile dei colli Euganei – percorribile in senso orario o antiorario - attraversa un paesaggio che cambia di continuo tra campi coltivati e piccoli paesi, castelli e ville classiche lungo i canali oltre che varie aziende agricole.  Si tratta di un percorso facile e quasi del tutto pianeggiante fatta eccezione per una salita di circa un chilometro all’altezza del Monte Sereo; il fondo stradale è asfaltato anche se alcuni tratti sono sterrati e con alcune criticità.

Un giro che consente di fare deviazioni esterne o interne rispetto al tracciato così da vedere luoghi imperdibili pedalata dopo pedalata (non è necessario portarsi dietro scorte di cibo e acqua). Il consiglio è quello di prendersela comoda (anche se è possibile percorrere l’anello in 3-4 ore) magari con una sosta per il pranzo o in qualche locale tipico.

L’itinerario cicloturistico della provincia di Padova – con la sigla E2, giro escursionisti di un solo giorno - è stato inaugurato nel 2012 e copre una distanza di 63 chilometri che vede la presenza di ogni tipo di bicicletta anche se, visti i tratti di sentiero bianco privo di manutenzione, si consiglia l’uso di una bici ammortizzata. Punto di partenza e di arrivo Abano Terme per poi attraversare (tra criticità e deviazioni) Montegrotto, il centro storico di Battaglia, la città murata medievale di Monselice, il castello ad Este.

Ciclovia dei fiori, sulla Riviera ligure una delle eccellenze del cicloturismo italiano

Uno degli itinerari per il cicloturismo più conosciuti in Liguria e meglio realizzati in Italia. La pista ciclabile della Riviera dei fiori nasce da un progetto del 2008 che ha bonificato i binari della vecchia linea ferroviaria che collegava San Lorenzo al mare a Ospedaletti, in provincia di Imperia. Un esempio di rivalutazione ambientale e sostenibilità che ha avuto da subito un grande successo con migliaia di ciclo viaggiatori arrivati qui per godere del meraviglioso scenario paesaggistico tra mare e monti.

Primavera su due ruote, le più belle ciclabili per il primo sole

La ciclovia dei fiori rientra nel progetto ‘Dalle rotaie alle bici’ che punta a valorizzare il territorio attraverso il recupero delle ferrovie dismesse. Ad oggi copre soltanto 24 dei 60 chilometri totali – un percorso fattibile anche solo in una giornata – attraversando otto comuni, ma può vantare standard da Nord Europa: due grandi carreggiate in entrambi i sensi, segnaletiche e aree di sosta per rifornimenti vari con possibilità di noleggiare la bicicletta a dodici euro al giorno.

Visto il fondo asfaltato e pianeggiante, la ciclovia dei fiori è adatta a tutti con la possibilità di fare tappa nei suggestivi comuni della Riviera o magari fare un salto in qualche spiaggia.

Partendo da San Lorenzo al Mare (ma ci si può inoltrare nel tracciato da qualsiasi località attraversata) si inizia a pedalare lungo la costa e, prima di raggiungere Aregai di Cipressa, si attraversa una galleria di un chilometro e mezzo: non spaventatevi, è completamente illuminata con tanto di colonnine sos. Continuando per quattro chilometri in parallelo all’Aurelia si passa dal porticciolo di Santo Stefano al Mare per poi arrivare ad Arma di Taggia immersi nella natura selvaggia. Gli ultimi otto chilometri della pista ciclabile dei fiori portano dritti dritti al centro di Sanremo vicino all’ex stazione ferroviaria e da qui è possibile proseguire verso il comune di Ospedaletti.

La pista ciclabile più bella d’Italia? È la tratta Assisi-Spoleto-Norcia

Tra borghi suggestivi e natura incontaminata, l’Umbria è una delle regioni più caratteristiche del nostro Paese con i suoi colori e paesaggi mozzafiato. La pista ciclabile Assisi-Spoleto-Norcia attraversa uno degli itinerari più incantevoli lungo 102 chilometri di territorio ricco di fascino tanto da essere riconosciuta come la più bella d’Italia dagli appassionati di due ruote (il Cosmo Bike Show del 2015). E se non bastasse per convincervi la ciclabile umbra ha vinto anche il premio ‘Italian Green Road Award’ per essere la via verde più bella dello Stivale.

Primavera su due ruote, le più belle ciclabili per il primo sole

Questo perché lo scenario è green, tra pianure e colline che nella stagione primaverile offrono ai visitatori il loro aspetto migliore: è tutto un pedalare nel verde tra campi coltivati, vigneti e uliveti.  E poi i sentieri che portano alla scoperta dei piccoli borghi medievali umbri, diventa imprescindibile sostare in alcuni di questi come Trevi, Bevagna, Spello e Cannara senza dimenticare le rinomate città d’arte come Assisi e Spoleto.

Il tracciato della ciclabile Assisi-Spoleto-Norcia (103 chilometri) è adatto anche ai meno allenati perché interamente pianeggiante e lontano dal traffico in entrambe le direzioni. Assolutamente fattibile in una giornata si consiglia però ai meno allenati una sosta notturna a Spoleto così da concedersi con calma soste culturali (e mangerecce) nei borghi limitrofi. Ai nastri di partenza la Basilica di San Francesco che benedice l’itinerario a cui segue anche la Basilica di Rivotorto raggiungibile dopo sei chilometri per poi lasciare la zona più trafficata immettendosi nelle stradine secondarie.

Pedalando in tranquillità si arriva a Cannara e poi a Bevagna dove è necessaria una sosta per visitare il centro storico medioevale così come nel borgo di Trevi circondato da migliaia di ulivi. Dopo un totale di 51 chilometri si raggiunge la prima destinazione alle porte di Spoleto, il terminal ‘Le Mattonelle’ per poi decidere se proseguire in direzione Norcia o meno. Se la risposta è sì allora a questo punto la ciclabile umbra si congiunge all’itinerario dell’ex ferrovia Spoleto-Norcia dismessa nel 1968: è un tracciato fuoristrada che richiede un po’ di allenamento e una bici robusta viste le pendenze dell’alta montagna che attraversano la Valnerina.

Ciclabile della Martesana, dal caos di Milano alla campagna dei Navigli

Metropoli e pianura collegate all’insegna della sostenibilità ambientale. La ciclabile della Martesana parte dalla caotica stazione di Milano per inoltrarsi nella campagna lungo il Naviglio Piccolo attraversando la provincia del Nord-Est e raggiungendo il fiume Adda. Il Naviglio Martesana nasce nel 1471 come opera idraulica che consentiva il trasporto di merci e persone dai paesi in direzione della grande città: oggi non è più utilizzato come via di collegamento se non per le tartarughe che lo popolano attirando la curiosità dei ciclisti.

Primavera su due ruote, le più belle ciclabili per il primo sole

Al suo posto ora c’è una splendida pista ciclabile con 36 chilometri protetti e quasi per nulla trafficati: si va da Trezzo sull’Adda fino a Melchiorre Gioia con il tratto di Bellinzago che si muove parallelo alla metropolitana M2. Da Milano centro l’imbocco della ciclabile Martesana si trova presso la stazione centrale e da qui il tracciato corre veloce verso la periferia ritrovandosi in poco tempo all’altezza del ponte sul Lambro e, con un sottopassaggio sull’autostrada, fuori dal caos cittadino.

Iniziano così ad alternarsi paesi interessanti come Vimodrone, Cascina Burrona col suo laghetto, la ruota idraulica di Cernusco sul Naviglio, Villa Fiorita e il ponte pittoresco di Gorgonzola. E poi ancora Inzago, famosa perché custodisce la copia più antica della Sacra Sindone, la ruota ad acqua di Groppello e l’ex cotonificio di Vaprio d’Adda. Quando il tracciato della Martesana inizia a coincidere con il sentiero Parco dell’Adda ci si immerge in una dimensione quasi idilliaca tra boschetti, suono dell’acqua e vista sui borghi intorno.

Concesa segna la fine della ciclabile del Naviglio Piccolo anche se chi volesse può proseguire verso Lecco immettendosi in quella dell’Adda. Troppo stanchi per tornare in bici a Milano? Avete due opzioni: treno regionale a Paderno d’Adda o metropolitana Gessate (linea verde) a Bellinzago.

 
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