I viaggi di Gigi: ASSISI (Basilica Inferiore di San Francesco - 2.a parte)
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Introduzione
Coninua la nostra visita alla Basilica Inferiore di San Francesco ad Assisi e ai suoi infiniti tesori artistici.
Descrizione
I viaggi di Gigi: ASSISI (Basilica Inferiore - 2.a parte)
Continuiamo nella visita della Basilica Inferiore di San Francesco ad Assisi, la parte più intima e raccolta del grandioso complesso fatto erigere dal papa Gregorio IX pochi anni dopo la morte del Santo.
Eravamo rimasti, nel precedente articolo, nel braccio destro della crociera, cioè la sezione della chiesa posta a destra dell'altare visto dall'ingresso, un altro leggendario museo di opere d’arte, con la volta interamente coperta di meravigliosi affreschi. Sulla prima fascia a destra ammiriamo la stupenda Maestà di Cimabue, dove spiccano i delicati e bellissimi volti della Madonna e degli angeli, con accanto la celebre immagine del frate che la tradizione vuole essere il più veritiero ritratto di S. Francesco. Sulla seconda fascia ecco la Crocifissione, sempre attribuita alla scuola giottesca. Più sotto, a destra, cinque santi, attribuiti a Simone Martini, fra i quali spicca la bellissima immagine di Santa Chiara.
E ancora altre celebri scene attribuite a Giotto: la natività, una splendida composizione, dove la scena è serena e felice. Solo Giuseppe appare pensoso in un angolo. Il bambino è ritratto due volte, sulle ginocchia della madre e, sotto, con altre due donne che si accingono a fargli il bagno. Curatissimi i gruppi di angeli, ritratti con funzioni diverse: alcuni cantano al Signore, altri parlano coi pastori, altri ancora adorano il bambino e la Vergine.
Ugualmente celebre è la Fuga in Egitto, scena lirica, distesa, narrativa, con personaggi ridotti all'essenziale e molti particolari che vivacizzano tutta la rappresentazione. Come sempre, in Giotto, il paesaggio è parte integrante del racconto: i monti sembrano declinare verso il gruppetto di santi, perfino gli alberi s'inchinano alla maestà di Gesù. Dietro, una delle due figure spinge l'asino, quasi a voler affrettare il passo, mentre anche uno dei due angeli che accompagnano il corteo si volge indietro, come a temere l'arrivo di Erode.
Scena di straordinaria drammaticità è la Strage degli innocenti, dove ogni personaggio partecipa in maniera diversa alla tragedia dell'evento: le madri, sconvolte dal terrore e dalla disperazione, i soldati, costretti a compiere controvoglia un orrendo misfatto, l'agghiacciante mucchio di piccoli corpicini massacrati. In fondo allo stesso transetto, poi, si apre la cappella di San Nicola, eretta su commissione di Napoleone Orsini verso la fine del '200 per ospitare la tomba gotica del fratello Giovanni Orsini.
Attraverso una porta, possiamo poi entrare nell'ambulacro che gira intorno al coro. Da qui si passa alla Sala capitolare del Palazzo pontificio, fatta costruire da Gregorio IX, sulla quale spicca un monumentale affresco di Puccio Capanna raffigurante la Crocifissione.
In varie vetrine, poi, si possono ammirare innumerevoli reliquie originali di Francesco, che ispirano una profonda commozione.
Torniamo quindi nel presbiterio, vicino all'altare maggiore, consacrato nel 1253. E' di stile gotico, riccamente decorato. La mensa, costituita di un solo pezzo di pietra bianca è, secondo la tradizione, un dono di Giovanni di Brienne, imperatore di Costantinopoli. Da una finestrella sulla gradinata anteriore è possibile vedere la sottostante tomba di Francesco.
Vele dell'Altare
Sopra l'altare possiamo quindi ammirare quattro celebri vele della volta, rappresentanti le Allegorie delle Virtù francescane e la Gloria di San Francesco. Il ciclo, generalmente attribuito a Giotto, è oggi considerato opera di vari aiuti del maestro, fra cui il celebre Maestro delle Vele, identificato da alcuni in Angeletto da Gubbio. La vela rivolta alla navata è quella dell'Allegoria della Povertà. Al centro la figura della Povertà, con ai piedi dei rovi che si tramutano in rose. Cristo le tiene la mano porgendola allo sposo San Francesco, che a sua volta le porge l'anello passato alla Speranza, mentre accanto la Carità, con il capo cinto di rose, porge agli sposi il suo cuore.
La vela di destra è quella dell'Allegoria della Castità. In una torre merlata, sormontata da uno stendardo bianco simbolo di purezza, sta la figura della Castità. Dalle mura la Purità e la Fortezza si sporgono per offrire una bandiera bianca e uno scudo dorato a un giovane.
All'angolo sinistro Francesco invita a entrare tre figure, un terziario (Dante), un frate minore e una clarissa. All'angolo destro la Penitenza mette in fuga Amore, accompagnato dalla Concupiscenza, dalla Immondizia e dalla Morte.
La vela di sinistra è l'Allegoria dell'Obbedienza, rappresentata sotto una loggia mentre impone il giogo a un frate che le sta davanti in ginocchio. Ai lati la Prudenza e l'Umiltà. Sul tetto della loggia, San Francesco, con un giogo sulle spalle sorretto, tramite una corda, dalle mani di Dio.
La vela verso l'abside rappresenta l'Apoteosi, o il Divinus Franciscus. Il Santo, con una splendida veste, è seduto in trono fra angeli osannanti. Al di sopra il pallio, simbolo della vittoria. Il tutto circondato da figure allegoriche e vari compagni del santo. Nell'abside semicircolare è situato un bellissimo coro ligneo in stile gotico, mentre alle pareti spicca un Giudizio finale affrescato dal Sermei nel 1623.
Bene, anche per oggi abbiamo finito. Nei prossimi articoli proseguiremo il nostro viaggio in questa magica chiesa. Se volete intanto vedervi i filmati di tutti i principali luoghi, andate pure su You Tube, dove li troverete nella nostra sezione FILMCARDS.
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