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I viaggi di Gigi: TODI - La città  

Community: Diari di viaggio e Racconti I viaggi di Gigi: TODI - La città

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Gigi
Scritto da: Gigi
Località: Todi
Durata: 5 giorni
Data partenza: dal 02/04/2011 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Gigi Oliviero - Stefano Carbone

Introduzione

Oggi iniziamo la visita ad una delle più splendide cittadine umbre: Todi.

Descrizione

I viaggi di Gigi: TODI - La città

Oggi voglio parlarvi di uno dei più splendidi luoghi italiani, Todi, una piccola, meravigliosa cittadina adagiata su un dolce colle nel cuore dell'Umbria, un angolo di mondo che sembra essere sfuggito al degrado ambientale e dove tutto, dai colori alla storia, dal cibo alle tradizioni, invita alla pace e al benessere del corpo e della mente. Fu definita “Piccola città solitaria”, mentre l’unicità della sua posizione, la qualità della vita, il giusto equilibrio tra città e campagna hanno fatto sì che Todi venisse designata da un'Università statunitense, nel 1989, la “Città più vivibile del mondo”.

La  storia della città si perde nella notte dei tempi e la sua stessa origine, ovviamente, è legata alla leggenda: un’aquila, apparsa d’improvviso dal cielo, rubò la tovaglia che un gruppo di contadini aveva apparecchiato sull’erba per la colazione, portandola in volo con sé e lasciandola cadere sulla cima di un dolce e verde colle, nel cuore della campagna umbra. Un inequivocabile segno del destino, che avrebbe segnato, proprio in quel luogo, la nascita della città.

Il cuore della città è Piazza del Popolo, una delle più originali e suggestive realizzazioni comunali italiane, erede di un grande Foro Romano e splendida nella sua irregolarità. La piazza è dominata dalla severa mole del Duomo. Sull'altro lato, il Palazzo dei Priori, alla cui destra, a chiudere la piazza, il Palazzo del Popolo e quello del Capitano. Il Palazzo dei Priori fu eretto, in forme gotiche, nella metà del '300 e destinato appunto alla magistratura dei Priori. Ingloba una torre quadrangolare e mostra, nella facciata, la trasformazione che ne venne fatta nel '500.

Il Palazzo del Popolo e quello del Capitano sono oggi sede del Municipio cittadino. Il primo è uno dei più antichi d'Italia, e risale ai primi anni del 1200. È collegato all'altro da una poderosa scalinata che, pur rompendo apparentemente l'armonia delle costruzioni, rende in realtà i due complessi un insieme unitario, dimostrazione della classica libertà compositiva dell'architettura medievale. All'ultimo piano dei Palazzi Comunali è allestito l'importante Museo Pinacoteca, suddiviso in varie sezioni tipologiche contenenti reperti archeologici, monete, ceramiche medievali e rinascimentali, suppellettili liturgiche. La sezione dedicata alle opere pittoriche conserva tele, tavole e stendardi processionali databili tra il XVI e il XVII secolo fra cui spicca la grande tavola d’altare raffigurante “L’Assunzione della Vergine”, realizzata da Giovanni di Pietro detto Lo Spagna nel 1511.

In posizione dominante, sul lato più alto della piazza del Popolo, in spavalda contrapposizione ai Palazzi Pubblici (rappresentanti il potere temporale), spicca il maestoso Duomo, la cui costruzione attuale iniziò nel XII secolo, ma che già dall'anno 1000, col governo del Vescovo, faceva da fulcro della città. Monumentale e dominante dall’alto della sua ampia scalinata, la facciata della chiesa è impreziosita da tre rosoni e tre portali gotici. Quello centrale è riccamente decorato con bassorilievi lignei risalenti al XVI sec. L’interno, in stile  romanico, ampio e solenne, diviso a tre navate con l’aggiunta di una navatella laterale gotica, è arricchito da numerose opere d’arte.

Entrando, sulla destra, troviamo, dopo il fonte battesimale, la Trinità, parte di un affresco dello Spagna del 1525. Dello stesso autore sono le tavole conservate ai lati dell'abside. Una vetrata policroma, sempre sulla destra, rappresenta il Battesimo di Cristo ed è una copia di un dipinto del Perugino. Sempre del ‘500 il dipinto che arreda la Cappella Cesi, raffigurante S. Michele Arcangelo che vince il demonio. Di finissima fattura ancora due bellissime pale d’altare e il Crocefisso sopra l’altare centrale, opera di scuola umbra del XIII secolo. Vero capolavoro di ebanisteria è infine il suggestivo coro intarsiato del 1530. Sulla facciata dell'ingresso, infine, spicca lo spettacolare Giudizio Universale di Ferraù da Faenza, affrescato nel 1596.

Come ogni luogo italiano di antiche tradizioni, la città è ricca di storia. Per conoscerla meglio si potrebbe iniziare la sua visita dal sottosuolo: un dedalo di cunicoli infatti si snoda sotto tutta la superficie del colle, convogliando in parte le acque raccolte all’interno delle due cisterne, costituite da dodici ambienti ciascuna, che si trovano sotto Piazza del Popolo, antico Foro romano. I grandi vani comunicanti, risalenti al 1° secolo a.C., garantivano il perfetto approvvigionamento idrico della città e, opera di altissima ingegneria idraulica, potrebbero ancora funzionare. La Fontana Scannabecco fu fatta costruire nel 1241 dal podestà di Todi Scannabecco dei Fagnani da Bologna, per permettere l’approvvigionamento idrico. È costituita da un portico sostenuto da sette colonne.

Le splendide mura della città sono divise in tre cerchia concentriche, che delimitano, come un orologio di pietra, l’espansione avuta dal centro urbano attraverso i secoli. Quelle visibili attualmente risalgono al XIII secolo. I Nicchioni Romani, ennesima opera di contenimento strutturale per una città tormentata dalle frane, sono una monumentale costruzione realizzata a cavallo dell'era repubblicana con quella imperiale (intorno al I sec. a.C.). Dominano Piazza del Mercato Vecchio e fino al Medioevo si pensò che essi fossero gli avanzi di un tempio dedicato a Marte. Sulla destra di San Fortunato  si può salire alla maestosa Rocca trecentesca: demolita nel 1503 e oggi trasformata in un bellissimo giardino pubblico, situata sul punto più alto del colle, fa ancora immaginare la potenza difensiva di una città che non è stata mai veramente conquistata.

Nel prossimo articolo vi farò conoscere le splendide chiese della città. Se intanto volete visionare i nostri filmati di Todi, potete andare sul sito “FILMCARDS” di YouTube, oppure (se avete iPhone o iPad) scaricare da App Store l’applicazione dedicata, appunto, alla città (cercate FILMCARDS – TODI oppure al link http://itunes.apple.com/it/app/todi/id338223064?mt=8), comprendente centinaia di pagine di testi e foto e oltre un’ora di splendidi filmati originali.

gigi.oliviero09@gmail.com – www.filmcards.it

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Commenti

Francesco Rizza
Livello 68    
Grazie Gigi, Todi mi manca fra le città umbre. Le dedicherò una tappa la prossima volta che raggiungo l'Umbria dalla mia Calabria
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