Il Gargano degli antichi mestieri, tra arte e quotidianità
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Introduzione
Descrizione
Terra di forte spiritualità nonché di interessanti riti pagani, il Gargano tramanda di generazione in generazione la sua storia ed i suoi costumi attraverso peculiari manifestazioni folcloristiche che affondano le radici in tradizioni secolari, tra un’enogastronomia d’eccellenza e un artigianato unico nel suo genere.
Diletto per il palato e stupore per gli occhi: il fascino dell’unione “impossibile” tra tradizione pagana e cristiana viene spesso ritrovato nei falò. Il fuoco, per questo motivo, è l’elemento cardine da cui si sprigiona la meraviglia di questa terra, e che costituisce l’elemento principe di molte feste, dove l’atmosfera autentica trova la sua massima promozione nella gastronomia, dall’olio agli agrumi, dalle paste ai secondi piatti.
Attraversando i comuni del territorio, da Cagnano Varano a Carpino, da Ischitella, passando per Mattinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rignano Garganico, Rodi Garganico fino a San Giovanni Rotondo e ancora arrivando a San Marco in Lamis e proseguendo per San Nicandro Garganico, Vico del Gargano e Vieste, senza dimenticare le Isole Tremiti, arte e musica incontrano gastronomia ed artigianato, dando vita a un crogiolo di tradizioni.
Gli antichi mestieri
Manualità e creatività sono virtù innate della gente del Gargano, che trovano la migliore espressione possibile negli antichi mestieri: la chitarra battente ed i tamburelli rappresentano degli strumenti tipici della tradizione popolare del Gargano, che ancora oggi possono essere scoperti, se non addirittura riscoperti, attraverso laboratori didattici aperti a tutti.
La vita agricola e la pastorizia trovano spazio nel mondo dell’artigianato, come ad esempio nelle opere dei maestri scalpellini di Monte Sant'Angelo e Vieste che con il loro lavoro arricchiscono da secoli il territorio di originali portali, colonne e bassorilievi. Spiccano inoltre produzioni originali, come quelle dei fischietti, delle acquasantiere, dei caratteristici oggetti in vimini o delle cruedde, cesti tipici di Ischitella.
Di sicuro interesse è la produzione di oggetti di ceramica e delle terracotte: ogni paese aveva i propri vasi dalle caratteristiche inconfondibili, che gli artigiani forgiavano (alla pari del ferro e del rame, utilizzati per gli scopi più disparati) per adattarli alle esigenze della casa e degli agricoltori, che vi conservavano il vino e l’olio, ma non solo.
Grazie agli usi e alle necessità delle famiglie, la tessitura a mano è anch’essa un patrimonio storico che trova spazio nella vita contemporanea: i merletti, ad esempio, con i suoi disegni ispirati dalla vita dei campi e del mare: fiori, spighe, conchiglie, grappoli, spine di pesce sono gli ornamenti più frequenti.
Dove la fede è molto sentita, vi è anche l'ispirazione religiosa, ricorrente anche nell’arte del ricamo o nelle creazioni di Carpino e Vico del Gargano, dove il telaio consente ancora oggi alle donne di produrre pregiati manufatti che tramandano tinte e forme tipiche dell’epoca saracena.
Monte S.Angelo - Li Sammecalére
Gli artigiani della pietra di Monte S. Angelo, i ’Sammecalere de Monte’ tramandano uno degli antichi mestieri legati al culto dell’arcangelo Michele, sul monte Gargano. Per decreto regio, al tempo del regno borbonico, i vecchi Sammecalere godevano dell’esclusiva nella riproduzione dell’immagine di S. Michele Arcangelo, così l’attività proliferò producendo statue e bassorilievi in pietra calcarea garganica (preta gentile), marmo e alabastro. Prezioso l’utilizzo della preta turchenedde, pietra pregiata che dopo la ripulitura e la lavorazione tendeva ad un pastoso grigio cenere con velature azzurre, mentre alcuni artigiani riproducevano la sacra effige nel legno.
Le botteghe degli statuari e i chioschi di vendita degli oggetti ricordo erano un tempo collocate all’interno della Basilica di San Michele, in seguito spostate all’esterno. L’attività dei Sammecalere è ben documentata dalle immagini preziose della fototeca Tancredi, che si possono ammirare presso il museo omonimo.
Il legno
Terra di boschi, selve e foresta, il Gargano vanta una grossa presenza di artigiani che lavorano il legno, forse la più importante delle produzioni artigianali del territorio, e in ogni caso la più rappresentativa. Da scoprire le cassapanche lavorate ad intarsio come pure gli oggetti legati alla vita contadina e pastorale: dal bastone ai vari suppellettili, il protagonista vivo ed essenziale di questa produzione è il legno di olivo, con le sue contorte venature e con la sua capacità di esaltare i manufatti finiti attraverso il suo pregiato olio, che penetra in profondità rendendo i lavorati elastici e lucenti.
Legno di rara bellezza e malleabilità artistica, l’ulivo permette di ottenere oggetti che conservano la stessa forza vitale della pianta: molti sono gli artisti che nei loro laboratori realizzano con questo materiale oggetti per l’uso quotidiano ma anche opere d'arte. Non mancheranno dunque nelle botteghe cucchiai, mestoli, coppe e contenitori di ogni forma e dimensione, maschere, oggetti d’arredamento e sculture, adatte per ogni uso e contesto.







