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Un Abruzzo che sorprende  

Community: Diari di viaggio e Racconti Un Abruzzo che sorprende

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Andrea
Scritto da: Andrea
Durata: 7
Data partenza: dal 10/05/2021 00:00:00 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Andrea, Gabriele

Introduzione

Un Abruzzo tutto da scoprire, tra borghi adorabili, natura incontaminata, città a misura d'uomo e monumenti che rimangono nella memoria.

Descrizione

Info varie

-Luoghi d’interesse. Come abbiamo fatto a scegliere queste mete, avendo avuto le ferie all’ultimo momento? Abbiamo semplicemente cercato su internet per ogni singola provincia i posti migliori, ovvero i classici “Dieci posti da visitare a…”. Così abbiamo stilato una lista di tutti quelli consigliati da ogni singolo sito, in modo tale da prendere in considerazione solo quelli citati più volte. Molti posti li abbiamo visitati (e ci sono pure piaciuti). Altri, per questione di tempo, li abbiamo dovuti lasciare indietro. Per evitarvi lo sbattimento di rifare le nostre stesse ricerche, vi elencherò qui sotto i luoghi, per provincia, che sono stati nominati: da più di quattro siti, da meno di quattro e/o da uno soltanto.

Partiamo. In provincia di L'Aquila hanno ricevuto più di quattro recensioni positive (alcune addirittura di sei, otto o dieci!): Castel del Monte, Alba Fucens Massa d’Albe, le grotte di Stiffe, Sulmona, Rocca Calascio, Santo Stefano di Sessano, lago di Scanno e Castello Piccolomini. Una o due recensioni: lago di Sinizzo, Fiume Tirino, Avversa degli Abruzzi, lago di Barrea, lago di Capodacqua, Confinio, Opi, Campo di Giove, Castellafiume, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequo, Introdacqua, Navelli, Avezzano, Pacentro, Pereto, Bominaco, Pescocostanzo, Pettorano sul Gizio, Sant’Onofrio al Morrone e Celano.

In provincia di Chieti hanno ricevuto più di quattro recensioni: Vasto e la Costa dei trabocchi. Meno di quattro: Canciano, Rocca Calegna e Crecchio. Solo una: Gessopalena, Guardiagrele, Lama dei Peligni, Montenerodomo, San Vito Chietino e l’Abbazia di San Giovanni in Venere. In Teramo più di quattro: Civitella del Tronto e Atri. Una soltanto: Silvi, Gele del Salinello, borgo di Montepagano, calanchi di Atri (è una riserva), Roseto degli Abruzzi e Castellalto.

In provincia di Pescara, più di quattro: Penne, l'Eremo di San Bartolomeo in Legio e Caramanico terme. Meno di quattro: Roccamorice, Abbateggio, Città Sant’Angelo e Valle dell’Orfento. Una recension: Montesilvano, Loreto Aprutino, Pineto, Manoppello e Popoli. Infine, merita assolutamente una visita Pescara. Noi l’abbiamo evitata semplicemente perché il mio amico c'era già stato ma se dovessi tornare in Abruzzo sarebbe la prima città che andrei a visitare.

-Posti che ci sarebbe piaciuto visitare. A ben guardare avremmo avuto bisogno di due settimane per visitare tutto ciò che ci interessava. Però abbiamo dovuto fare una cernita, sia per il meteo (il cielo era per lo più piovoso. Ciò ci ha limitato certe esperienze all’aperto) che per le distante tra un luogo e l’altro (abbiamo preferito posti che fossero distanti tra loro una mezz’oretta o poco più, in modo da ottimizzare i tempi di spostamento). Comunque, ciò che ci sarebbe piaciuto vedere erano: le grotte di Stiffe (una mezz’oretta da L’Aquila, 1km di percorso spendendo 10€ di biglietto), Alba Fucens (un sito archeologico quasi perfettamente conservato), Costa dei trabocchi (vicino a Chieti, sul mare. È famosa per le sue palafitte da pesca), Valle dell’Orfento (è scavata dal fiume omonimo ed è visitabile attraverso delle passerelle), il fiume Tirino (da attraversare in canoa), Castel del Monte (per il suo castello), Vasto (è considerata una ridente città marittima), Atri (per il suo centro storico), Caramanico Terme (per le sue terme), Guardiagrele (per il suo borgo) e Pescara (in quanto città sul mare).

-Classifica dei nostri luoghi preferiti. Difficile fare una lista dei posti che ci sono piaciuti. Ma, se proprio dobbiamo farla, innanzitutto è necessario dividere le preferenze tra borghi, città e luoghi naturalistici. Come borghi, abbiamo trovato adorabili: Santo Stefano di Sessanio, Civitella del Tronto, Offida e San Leo. Per quanto riguarda le città: L’Aquila primeggia. Ma anche Teramo e Sulmona hanno un loro perché. Sui luoghi naturalistici, torneremmo subito: all’Eremo di San Bartolomeo in Legio, a Campo Imperatore sul Gran Sasso, al lago di Scanno e alla rocca Calascio. Le gole di Aielli-Celano mi sono piaciute in quanto immerse nella natura ma il fatto che gli alberi ci impedivano di scorgere le imponenti rocce hanno limitato il fascino di questa escursione. Gli altri posti non mi sono dispiaciuti, ma col senno di poi li vedrei meglio come una “toccata e fuga” atta a visitare solo l’attrattiva principale (tipo, Celano per il suo castello e Chieti per la sua Cattedrale).

Le Tappe del Viaggio

Premetto che questo viaggio in Abruzzo l’abbiamo fatto in camper, quindi non ci saranno recensioni di alberghi, bed and breakfast o ristoranti ma solo luoghi che abbiamo visitato io e il mio amico.

Iniziamo. Partiamo a mattina inoltrata. Direzione: Abruzzo. Ma prima ci giungervi ci fermiamo a Offida, nelle Marche, per visitare velocemente il paese ma soprattutto per comprare dell’ottimo vino. Parcheggiamo così il camper fuori dalle mura, dove si trova l’ospedale, e poi entriamo a piedi nel borgo. Dopo una foto all'ospedale proseguiamo per Largo Sieber fino a raggiungere il centro del paese, ovvero dove si trova il Palazzo Comunale, la Chiesa dell’Addolorata e la Chiesa della Collegiata. Foto di rito alla piazza e poi entriamo nel negozio di vini lì presente per fare scorta.

Poi proseguiamo il giro passando per Via Roma in modo da ammirare il museo di Offida (solo l’esterno) e la Chiesa di San Marco. Proseguiamo per questa via fino a raggiungere la Chiesa di Santa Maria della Rocca, la quale merita decisamente più di una foto, sia dell’esterno che dell’interno, in quanto regna un’atmosfera gotica. Torniamo poi al camper constatando come il borgo, seppur piccolo, sia piacevole da visitare. Infine riprendiamo il viaggio.

In una mezz'oretta di strada siamo a Civitella del Tronto, famosa per la sua fortezza. Raggiunta la rotonda appena fuori dal paese, lasciamo il camper nel parcheggio sterrato. A sinistra si trova il Santuario di Santa Maria dei Lumi mentre a destra c’è una scalinata che conduce al borgo. In primis visitiamo il Santuario, il quale ha dei begli affreschi. Poi prendiamo la scalinata per raggiungere il borgo. Questo è molto carino in quanto si dipanano delle piccole strade e presenta degli splendidi scorci collinari. Qui si trova anche la famosa Ruetta, in Via della Ruetta 4, la quale è la via più stretta d’Italia. Zigzaghiamo per il paese troviamo anche: svariate chiese, il monumento a Matteo Wade, il Municipio e la piazza Filippi Pepe. A questo punto, a prescindere da dove vi trovate, prendete la prima strada in salita, tanto tutte conducono alla fortezza (famosa per la sua forma ellittica e considerata tra le più grandi e maestose d'Europa). Ha due ingressi: una da Porta Napoli e l’altra da Via Roma. Attualmente si può accedere alla fortezza solo da porta Napoli, la quale è l’entrata est (l’altra invece si trova a ovest). Raggiunto l'ingresso, paghiamo 6€ per accedervi. Insieme al biglietto ci viene consegnata la cartina della fortezza (e del paese). Appena entrati ci troviamo nella prima Piazza d'Armi. In un angolo, per chi ne avesse bisogno, c’è un bagno pubblico e svariate fontane con acqua potabile. Dalla parte opposta invece si trova la prima cisterna, ovvero una stanza (visitabile) piena d’acqua. Oltre la prima Piazza d’Armi c’è la seconda, dove si trova il bastione San Giovanni e la campana ai caduti (meritevole di essere fotografata). Proseguendo si arriva alla chiesa di San Giacomo (adibita però a sala convegni, quindi l’interno presenta solo un palco spoglio e qualche sedia). Proseguendo la camminata si raggiungono gli alloggi dei soldati. Di questi, solo uno è arredato con un letto e pochi, miseri, mobili (in quanto viene riprodotto il tipico alloggio dei tempi andati). Proseguendo l’esplorazione giungiamo al Museo delle Armi, il quale contiene non solo armi ma anche documenti e altri oggetti inerenti alla storia di questa fortezza. Poco più avanti, e a sinistra del museo, saliamo una scala in modo da fare una passeggiata sui bastioni, dai quali si scorge un panorama fantastico delle colline abruzzesi. Lo percorriamo fino in fondo e poi torniamo giù in modo da attraversare un piccolo cortile con sculture molto particolari ai lati.

Conclusa la bella visita della fortezza, torniamo al camper. L’intera visita di Civitella del Tronto è durata un paio di ore e dobbiamo ammettere che come borgo c’è piaciuto, specialmente per la fortezza e per i panorami scorti da essa. Ripartiamo e, passando attraverso stradine e panorami spettacolari, in una mezz’oretta arriviamo a Teramo. Ormai è tardi, quindi passeremo la notte in un’area di sosta e domani visiteremo la città.

Teramo è una città di cinquanta mila abitanti, quindi non ci aspettiamo certo l’atmosfera di un piccolo borgo. In primis andiamo a cercare l’infopoint ma ci è parso di capire che attualmente non ne esiste uno (seppur Google lo dava in via Guglielmo Oberdan, n.16). Rimediamo a questa mancanza sfruttando Google Maps per raggiungere Piazza Martiri della libertà, la quale risulta il centro del paese. La piazza si presenta piccola ma carina. Accanto c'è il Duomo, ovvero la Basilica di Santa Maria Assunta. È semplice, imponente e con un bel tetto di legno. Percorrendo fino in fondo Corso San Giorgio (pieno di negozi e di locali) raggiungiamo Piazza Giuseppe Garibaldi, dove si trova il Castello della Monica. Esternamente è piccolo ma d'impatto. Peccato che sia chiuso al pubblico. Poi torniamo indietro e, passando per via Cesare Battisti, raggiungiamo la chiesa di Sant'Agostino (anche questa la troviamo chiusa). Percorriamo verso sud il paese fino a raggiungere il Teatro Romano, il quale è piccolo e, a mio avviso, non particolarmente interessante. Zigzaghiamo per le vie in modo da passare un paio di ore a scoprire la città.

Tornati al camper, partiamo in direzione Castel del Monte. Peccato che a metà strada siamo dovuti tornare indietro in quanto la strada era chiusa a causa di una frana. Optiamo allora per andare a L’Aquila. Mentre ci avviciniamo al capoluogo della regione cerco di chiamare gli infopoint che ho trovato su Google ma senza risultato. Contatto allora il Comune e, parlando con varie persone, scopro che l'unico infopoint esistente è in Piazza Battaglione degli Alpini. Buono a sapersi. Giunti in zona Porta Tione, lasciamo il camper in un parcheggio. Sotto una fastidiosa pioggia, a piedi raggiungiamo Corso Federico II, una delle strade principale della città, e lo percorriamo verso nord fino a giungere in Piazza Duomo. Foto di rito e poi proseguiamo sempre per Corso Vittorio Emanuele, verso nord, fino a giungere a Piazza Battaglione degli Alpini dove troviamo l’infopoint aperto (è un chiosco alla destra della Fontana Luminosa). La signora dell’infopoint ci fornisce delle cartine (non solo della città ma anche dei paesi limitrofi). Prima che diventi buio decidiamo di visitare ancora qualcosa. Così, proprio accanto alla piazza, ammiriamo il parco dove si trova l’Auditorium e soprattutto il Forte Spagnolo (piccolo ma carino). Proseguiamo poi per Viale Duca degli Abruzzi fino a giungere alla Porta Branconio (nulla di speciale) e da qui scendiamo fino a Piazza San Silvestro, dove si trova la Chiesa di San Silvestro (piccola ma l’interno è interessante). Poi proseguiamo a sud fino a Piazza San Pietro a Coppito (dove si trova un'altra chiesa, chiusa al pubblico), Piazza San Domenico e Piazza Angioina. Tali piazze non offrono nulla di che. Proseguiamo ancora più a sud fino a Piazza Fontesecco. Da qui ci spostiamo a est per tornare in Piazza Duomo in modo da ammirarla nuovamente. È decisamente una bella piazza soprattutto perché si trova la Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio e la Chiesa di Santa Maria del suffragio. Essendo ormai chiuse, facciamo altre foto di rito e poi torniamo al camper. Però, prima di raggiungerlo, andiamo in Via Michele Iacobucci dove si trova il Palazzo dell’emiciclo, il quale è decisamente un curioso e degno d’essere immortalato. Mentre la pioggia continua a cadere incessante, corriamo al camper e ci prepariamo per la serata.

Apro una parentesi: ciò che ci ha (tristemente) spiazzato di più di questo zigzagare per le vie della città è trovare ancora palazzi e case in costruzione o con ancora i segni del terremoto del 2009.

 Considerato che oggi non piove decidiamo di visitare di nuovo la città ma godendocela sotto il sole. Quindi, cartina alla mano, in primis andiamo a sudest e raggiungiamo il Piazzale di Collemaggio, dove si trova il Parco del Sole ma soprattutto la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, la quale è piccola ma bella sia esternamente che internamente (soprattutto per il tetto di legno e le pareti bianche). Dopo pochi passi, a est del parco c’è un grande parcheggio e un edificio al cui interno si trova una scala mobile (non funzionante) che permette di raggiungere Piazza Duomo. Noi la percorriamo fino a destinazione. Facciamo di nuovo altre foto al Duomo ma soprattutto ne approfittiamo per entrare nella Chiesa di Santa Maria del Suffragio, la quale contiene una cappella dedicata alle vittime del terremoto, con tanto di nomi e foto. Questo ci fa percepire ancora di più la tragedia di quei giorni. Usciti dalla chiesa, andiamo alla Cattedrale ma la troviamo chiusa.

Dato che ci è venuto un certo languorino, decidiamo di fermarci al Bar Fratelli Nurzia, ovvero uno dei bar storici della città, dove fanno il caffè col torrone (decisamente da provare). Da qui ci spostiamo a nord-ovest prendendo prima Corso Vittorio Emanuele e poi Via San Bernardino, in modo da giungere alla Piazza omonima dove si trova la Basilica di San Bernardino (la quale merita una visita dato lo splendido soffitto, l’organo e più in generale la maestosità dell’ambiente). Poi decidiamo di tornare al camper.

Per la cronaca: alcuni monumenti ci sono sfuggiti o li abbiamo bypassati causa poco tempo a nostra disposizione. Sto parlando de: l’amphisculpture, il Munda, la fontana delle 99 cannelle, la statua di Sallustio e le svariate chiese e porte disseminate per la città. Se avete più tempo di noi da dedicare a questa città, non lasciateveli sfuggire!

Tornando al nostro viaggio: la nostra prossima meta è Campo Imperatore, soprannominato “il piccolo Tibet d'Abruzzo”, ovvero un altopiano sul Gran Sasso a 2130 metri di altezza. In una mezz’oretta di strada facile e scorrevole raggiungiamo Fonte Cerreto (a 1125 metri d’altezza), dove si trova la funivia. Qui c’è un grande parcheggio dove lasciamo il camper. Dopo aver preso una scalinata, arriviamo in uno spiazzo dove si trovano un albergo/ristorante e dei locali/negozi. Appena più su si scorge la funicolare. La raggiungiamo per informarci: il biglietto di A/R per Campo Imperatore costa 9€ e la corsa è ogni mezz’ora (ma oggi, essendo brutto tempo, è ogni ora, ovvero alle 13, 14, eccetera).

La signora ci avvisa che, raggiunto il Campo, ci sono vari percorsi che si possono affrontare. Il più breve permette di raggiungere un rifugio (lo si scorge appena usciti dalla funivia, sulla sinistra) dopo una salita a piedi di una quarantina di minuti mentre gli altri sono molto più lunghi. Dato che noi prenderemo la funivia alle tredici, sarebbe impensabile affrontare questi ultimi, quindi al massimo faremo quello al rifugio. Giunte le 13.00, prendiamo la funivia e in pochi minuti siamo a Campo Imperatore. A causa del brutto tempo, qui oggi fa decisamente freddo perché ci sono 8° ma soprattutto tira un vento gelido! Quindi, mio consiglio, se volete fare questa esperienza accertatevi prima delle condizioni meteo ad alta quota, cosicché saprete cosa indossare.

Comunque, usciti dalla funivia ci accoglie un panorama splendido. Oltre alla funivia ci sono altre costruzioni (tra cui l’Osservatorio Astronomico, chiuso, e una piccola chiesa, aperta). Per il resto ci sono solo montagne innevate e vallate spettacolari che meritano decine di foto. Per la cronaca, Campo Imperatore si può raggiungere anche in auto o in moto perché c’è un grosso parcheggio e una strada attigua alla funivia (la stessa che volevamo fare ieri, passando da Castel del Monte. Ma, come detto in precedenza, causa strada chiusa siamo dovuti tornare indietro). Poi c’incamminiamo per andare al rifugio ma non ci siamo arrivati per colpa del freddo e della stanchezza. Ci accontentiamo di fermarci a metà salita per fare altre foto del paesaggio. Poi torniamo alla funicolare e, all’ora stabilita, scendiamo di nuovo a Fonte Cerreto. Da qui riprendiamo il camper e in quaranta minuti raggiungiamo Santo Stefano di Sessanio, considerato uno tra i borghi più belli d'Italia. Ma la nostra vera meta è lì vicino, dove si trova il castello di Rocca Calascio, ovvero il castello più famoso d’Abruzzo in quanto sono stati girati alcuni film di successo, tra cui “Ladyhawke” e “Il nome della rosa”. Quindi in un unico colpo visiteremo entrambi. Parcheggiamo a Santo Stefano di Sessanio e poi incominciamo a visitare il borgo, il quale è piccolo ma non per questo meno suggestivo degli altri, in quanto mantiene ancora le case di roccia e l’atmosfera da borgo medievale. Ci sono molte viuzze e affranti caratteristici, qualche negozio e locale (chiuso) e una torre (non visitabile) che spicca tra le strade. Il borgo si visita velocemente ma devo ammettere che è molto caratteristico e merita decisamente. Recuperato il camper, ci spostiamo in pochi minuti a Calascio (dove appunto si trova anche la Rocca). Il piccolo borgo presenta alcune chiese, cappelle e il parco della Rimembranza. Lo visitiamo velocemente in quanto il tempo è tiranno (e, d’altro canto, il borgo non c’impressiona particolarmente). Prendiamo vie a caso, purché in salita, in modo da raggiungere Via di Pizzo Falcone, ovvero l’unica strada che porterà alla Rocca. Per la cronaca: se avete un’auto potete evitare gran parte di questa sfacchinata, in quanto potrete attraversare Via di Pizzo Falcone col vostro mezzo (la Strada Provinciale 7 del borgo vi conduce al parco della Rimembranza; qui parte Via di Pizzo Falcone, la quale vi condurrà a un parcheggio distante pochi minuti dalla Rocca). Sfortunatamente l’accesso è vietato ai camper. Se invece volete fare anche voi l’intero percorso a piedi, piuttosto che affrontare tutta la Via (asfaltata) di Pizzo Falcone, tagliate le sue curve prendendo i sentieri, contrassegnati dai simboli del CAI (rettangoli rossi e bianchi o frecce rosse dipinte sui sassi).

Ed ora torniamo alla nostra visita. Durante la camminata, durata un’oretta circa, tra Calascio e la Rocca, incontriamo un piccolo agglomerato di case. Da qui parte Via della Torre, la quale in un quarto d'ora conduce alla chiesa della Madonna della Pietà e alla Rocca. La chiesa non si può visitare ma la Rocca è gratuita e aperta al pubblico. Ovviamente qui le foto fioccano perché il paesaggio è spettacolare. Vi restiamo più di un’ora e quando il tramonto è ormai alle porte torniamo al camper, concludendo così la giornata.

L’idea è quella di passare la giornata a fare canoa, dato che sul fiume Tirino si può fare questa esperienza grazie alla cooperativa “Il Bosso”. Peccato che piove e quindi abbiamo dovuto optare per un’alternativa. Così abbiamo deciso di raggiungere Sulmona, famosa non solo per esser stata la città Natale di Ovidio ma anche per i suoi confetti Pelino, ovvero praline di diverso gusto usate per creare dei bouquet colorati. Partiamo dopo colazione e in una mezz’oretta siamo a destinazione.

All’infopoint di L’Aquila avevo recuperato un depliant della città (con le informazioni sui monumenti più importanti) quindi sapevamo già cosa vedere. Parcheggiamo il mezzo in periferia e poi c’incamminiamo verso il centro, usando il sempre presente Google Maps. In primis ci dirigiamo al palazzo della Santa Annunziata (carino), il quale è il palazzo più famoso della città. Da qui andiamo in Piazza XX Settembre, dove si trova la statua di Ovidio. Proseguiamo poi verso sud/est fino a raggiungere l'acquedotto medievale, dove si trova anche la Piazza Garibaldi (è piccola e circondata da montagne, quindi il panorama è decisamente suggestivo). Da qui ci spostiamo fino alla Cattedrale di San Panfilo (carina esternamente ma chiusa). Zigzagando per il centro ne approfittiamo anche per fermarci nei negozi di praline e comprare qualche souvenir “floreale”. Poi torniamo al camper per la nostra prossima meta. Per la cronaca: ci sarebbero altre cose da visitare in questa città ma a noi, causa sempre tempo tiranno, ci sono sfuggite. Ci sono infatti: varie chiese “minori”, il Palazzo Tabassi, quello Rinascimentale e quello della Sanità, il Museo Civico, la Fontana del Vecchio e il Vico dei Sardi. Tirando le somme, Sulmona è più una cittadina che un borgo, con tutto ciò che ne consegue. Ciò nonostante l'ho trovata carina (specialmente per i paesaggi montani che la circondano e per la sua piazza con acquedotto annesso).

Ripartiamo. Destinazione: Scanno. In una mezz’oretta vi giungiamo. Qui si trova il famoso lago, posto tra Villalago e Scanno. Innanzitutto ci fermiamo in quest’ultimo borgo per dargli un’occhiata, in quanto incuriositi dal fatto che viene soprannominato “La Perla d'Abruzzo”. In effetti è piccolo ma molto carino e caratteristico. Tra l’altro, qui si può trovare il “pan dell’Orso”, un dolce tradizionale. Sfortunatamente i negozi sono chiusi e quindi non abbiamo potuto assaggiarlo. Comunque, dopo aver visitato per un’oretta il borgo, col camper sostiamo in vari punti del lago per ammirarlo meglio. Il lago è famoso anche perché presenta un sentiero in salita che porta in una quarantina di minuti da Scanno a un punto panoramico inusuale, soprannominato “Cuore del lago di Scanno” in quanto da qui il lago sembra appunto un cuore. Per la cronaca, trovate questa dicitura anche su Google Maps, così se volete raggiungerlo potete fare affidamento anche sul navigatore. Invece noi abbiamo preso un altro sentiero che partiva dal lago di Scanno ma ve lo sconsigliamo in quanto a tratti dovevamo muoverci “alla cieca” dato che il percorso non era ben segnato. Quindi è stata una camminata di un’oretta abbondante impegnativa e all’insegna del “perderci tra le montagne sul far della sera”. Eppure, per fortuna siamo riusciti ad arrivare a destinazione e devo ammettere che il panorama è splendido e merita più di una foto. Ma, dato che è quasi ora di cena, prendiamo un nuovo sentiero che ci conduce inaspettatamente al camper.

Avendo parcheggiato il camper in riva al lago (in un grosso parcheggio a pagamento), e data la mattinata priva di nuvole, ne approfittiamo per fare qualche altra foto al paesaggio circostante. Dopodiché ripartiamo e nell'arco di un'ora e mezza raggiungiamo Celano, dove si trova il castello Piccolomini. Il borgo è su una pendice del monte Tino, quindi per raggiungere il castello bisogna salire attraversando le viuzze di Celano. Così col camper prendiamo la strada statale 696, la quale raggiunge l’ingresso del borgo. Per la cronaca, potete parcheggiare sia su questa strada che alla fine di essa, dove si trova una piccola piazza e la chiesa della Madonna del Carmine. Noi lasciamo il camper sulla statale e poi c’incamminiamo a piedi fino alla piazza sopraccitata. Da qui prendiamo Corso Umberto I, dove troviamo un piccolo infopoint. La ragazza ci spiega le attrattive del borgo e ci fornisce una cartina. Proseguiamo poi per questo corso raggiungendo infine il castello (piccolo ma meritevole di essere fotografato). Peccato che, a causa del covid, sia chiuso. Però anche solo costeggiare le mura esterne riserva delle piacevoli sorprese, soprattutto per il panorama che si scorge. Oltre al castello ci sono alcune chiese, un museo (Musè), un monumento ai santi martiri e uno a San Francesco d’Assisi.

In un paio d’ore visitiamo il borgo e infine torniamo al camper, in quanto in realtà siamo venuti qui non tanto per il paese ma per le gole di Aielli-Celano. Percorrendo in senso inverso la strada statale 696, appena fuori da Celano si trova una stradina a sinistra (è stretta e in salita, quindi ci passa per lo più solo un’auto). Questa conduce in una decina di minuti a un parcheggio sterrato. Qui troviamo un cartello con le linee guida per le gole, dato che proprio dal parcheggio si inizia l’escursione. La cosa più importante da ricordare è che il sentiero è contrassegnato dal numero 12 (scritto in rosso e bianco. Se non ci fosse il numero, seguite le due barre colorate). Ovviamente evitate di uscire dal percorso perché rischiereste di perdervi fra le montagne. Parcheggiamo il camper e si parte. Il percorso inizia passando attraverso un bosco, il quale conduce a uno spiazzo erboso (da cui si possono fare delle ottime foto). Poi si entra nelle gole. Dall’ingresso noi abbiamo camminato per una mezz'oretta seguendo il famoso sentiero 12. Non potevamo investire più tempo perché avevamo i minuti contati (e tra l’altro il cielo stava peggiorando, infatti più volte siamo stati raggiunti da alcune gocce di pioggia). Ma se voi avete più tempo a disposizione, un buon traguardo potrebbe essere raggiungere “la fonte degli innamorati”, ovvero una cascata a un’ora e mezza di cammino. Potenzialmente potreste anche andare oltre, in quanto il sentiero è molto lungo ma, proseguendo, anche più impegnativo. Da quel poco che abbiamo fatto noi possiamo dirvi che è alla portata di tutti e che basta indossare un paio di scarpe da tennis per affrontarlo.

Apro parentesi: viene consigliato d’indossare un caschetto perché a volte cadono dei pezzi di roccia dalle pareti. Noi non ce l’avevamo, quindi abbiamo fatto senza. Non ci è successo nulla, però se lo possedete, meglio non rischiare. Col senno di poi avremmo preferito dedicare più tempo a queste gole (magari raggiungendo la “fonte degli innamorati”). Non per altro, ma in questa mezz’oretta di camminata siamo stati perennemente immersi nella natura, quindi l’essere circondati da alberi ci ha privato della vista delle gole. Dalle foto su internet però si evince che più avanti ci siano scorci spettacolari. Ma, tengo a precisare, non ci siamo pentiti della nostra escursione: essere immersi nella natura è stato comunque rigenerante e il bosco era ricco di vita e di colori. Soddisfatti della visita (e in procinto di beccarci un bell’acquazzone), torniamo al camper e ripartiamo.

In un'ora e mezza arriviamo a Roccamorice. La nostra destinazione in realtà non è questo paesino ma è l’Eremo di San Bartolomeo in Legio. Questo è scavato all'interno di uno sperone roccioso immerso nella natura. Per raggiungerlo bisogna prendere un sentiero collocato tra due ristoranti: il “Macchie di Coco” e il “Terrae Eremis”. Lasciamo il camper in un piccolo parcheggio e raggiungiamo l’inizio del sentiero. In trenta minuti (per lo più in discesa e immersi tra montagne, boschi e panorami fantastici) giungiamo alla nostra meta. Il panorama boschivo circostante e l’Eremo stesso (visitabile gratuitamente) sono spettacolari quindi le foto fioccano. Volendo si può anche scendere da una scalinata di pietra, la quale conduce a un piccolo ponte da cui si può fotografare l’Eremo da un’altra prospettiva. Dopo un’oretta torniamo al nostro camper.

Per la cronaca: il tragitto per arrivare all’Eremo è fattibile anche se in un paio di punti bisogna stare un po’ attenti (in quanto bisogna costeggiare uno strapiombo) ma potete percorrerlo tranquillamente con le scarpe da tennis. Ricordatevi però che il ritorno è più impegnativo perché in salita!

Dopo colazione partiamo in direzione Chieti. In una mezz'oretta arriviamo a destinazione. Lasciamo il camper in un parcheggio nella città nuova e poi saliamo a visitare il centro storico. In primis raggiungiamo la Cattedrale di San Giustino (bella, sia esternamente che internamente. Presenta anche una cripta molto suggestiva adibita anche ai battesimi). Usciti dalla Cattedrale percorriamo Corso Marrucino dove si trovano molti negozi e locali. Zigzagando per la città troviamo altri luoghi interessanti da fotografare, tra cui il Teatro Marrucino, la Torre del Palazzo Arcivescovile e svariate chiese e palazzi. Ho trovato Chieti interessante, specialmente per la sua Cattedrale e il suo corso principale, anche se, essendo una città, non ha quell’atmosfera incantevole riscontrata nei borghi da me visitati precedentemente. Dopo un paio di ore in città torniamo al nostro camper e ripartiamo in direzione Penne.

In quaranta minuti vi giungiamo. Parcheggiamo a pochi passi dalla Porta di San Francesco e la raggiungiamo a piedi. Qui c’è un piccolo chiosco adibito a infopoint. Lo troviamo chiuso ma affissa c’è la cartina del borgo con tanto di luoghi d’interesse segnati. La fotografiamo e poi partiamo all’esplorazione. Attraversiamo la Porta di San Francesco e c’immettiamo nel borgo. Da qui facciamo zigzag per le vie scorgendo varie chiese e palazzi. Così facendo raggiungiamo la Cattedrale. Carina ma sfortunatamente chiusa. Continuiamo così a gironzolare per il borgo fotografando per lo più scorci del panorama. Per quanto abbia trovato Penne carina, la presenza di case moderne accanto a quelle medievali ha limitato il suo fascino. Peccato. Comunque, in un'ora e mezza visitiamo il paese e poi torniamo al camper.

A questo punto, essendo domani l’ultimo giorno di vacanza, decidiamo di dirigerci verso nord, in modo da accorciare la distanza dalla nostra città natale. Cosicché ne approfittiamo per raggiungere l'enoteca Emidio Pepe, a Torano Nuovo (in provincia di Teramo). L’idea è quella di fare una degustazione in questa famosa enoteca della zona. Sfortunatamente l’unica degustazione è alle 16.00 ma noi arriviamo un’ora dopo, quindi ci dobbiamo accontentare di bere un buon bicchiere di vino all'aperto, vista valle. Ciò nonostante devo ammettere che il vino e il panorama sono ottimi.

Torniamo poi a Numana sul far della sera con l’intenzione di passare lì la notte.

Per spezzare la monotonia del viaggio di ritorno (e le ore interminabili in autostrada), decidiamo di fare una sosta intermedia a San Leo, in provincia di Rimini. Dopo colazione, si parte da Numana e in un paio d’ore arriviamo a destinazione (passando accanto a San Marino, scorgendolo “sullo sfondo”). Fin da lontano San Leo si mostra come un borgo incantevole. Per parcheggiare entriamo direttamente nel paese e da lì seguiamo le indicazioni per un parcheggio (a pagamento: 1€ all’ora) situato a pochi passi dal centro. Paghiamo e poi partiamo a visitare il borgo. Innanzitutto entriamo nella Cattedrale (l’interno merita decisamente più di una foto in quanto presenta delle rocce sporgenti integrate nella Cattedrale stessa. Questa caratteristica stupisce al primo impatto. In più presenta un altare sopraelevato e una cripta piccola ma incantevole). Usciti dalla Cattedrale facciamo le foto nel piccolo piazzale circostante. Qui si trovano: la Pieve (un’altra chiesa, chiusa), una fontana e svariati negozi e locali.

Il nostro obiettivo però è raggiungere il forte. Così seguiamo le indicazioni e incominciamo a salire. Dopo pochi passi arriviamo a destinazione: l’ingresso è 9€ a persona. Non siamo molto interessati all’interno quindi ci limitiamo a fare delle foto al forte e al paesaggio circostante. Poi il tempo è tiranno, quindi torniamo indietro. Una volta raggiunto il camper, ripartiamo. Questa volta destinazione casa.

Premetto che questo viaggio in Abruzzo l’abbiamo fatto in camper, quindi non ci saranno recensioni di alberghi, bed and breakfast o ristoranti ma solo luoghi che abbiamo visitato io e il mio amico.

Iniziamo. Partiamo a mattina inoltrata. Direzione: Abruzzo. Ma prima ci giungervi ci fermiamo a Offida, nelle Marche, per visitare velocemente il paese ma soprattutto per comprare dell’ottimo vino. Parcheggiamo così il camper fuori dalle mura, dove si trova l’ospedale, e poi entriamo a piedi nel borgo. Dopo una foto all'ospedale proseguiamo per Largo Sieber fino a raggiungere il centro del paese, ovvero dove si trova il Palazzo Comunale, la Chiesa dell’Addolorata e la Chiesa della Collegiata. Foto di rito alla piazza e poi entriamo nel negozio di vini lì presente per fare scorta.

Poi proseguiamo il giro passando per Via Roma in modo da ammirare il museo di Offida (solo l’esterno) e la Chiesa di San Marco. Proseguiamo per questa via fino a raggiungere la Chiesa di Santa Maria della Rocca, la quale merita decisamente più di una foto, sia dell’esterno che dell’interno, in quanto regna un’atmosfera gotica. Torniamo poi al camper constatando come il borgo, seppur piccolo, sia piacevole da visitare. Infine riprendiamo il viaggio.

In una mezz'oretta di strada siamo a Civitella del Tronto, famosa per la sua fortezza. Raggiunta la rotonda appena fuori dal paese, lasciamo il camper nel parcheggio sterrato. A sinistra si trova il Santuario di Santa Maria dei Lumi mentre a destra c’è una scalinata che conduce al borgo. In primis visitiamo il Santuario, il quale ha dei begli affreschi. Poi prendiamo la scalinata per raggiungere il borgo. Questo è molto carino in quanto si dipanano delle piccole strade e presenta degli splendidi scorci collinari. Qui si trova anche la famosa Ruetta, in Via della Ruetta 4, la quale è la via più stretta d’Italia. Zigzaghiamo per il paese troviamo anche: svariate chiese, il monumento a Matteo Wade, il Municipio e la piazza Filippi Pepe. A questo punto, a prescindere da dove vi trovate, prendete la prima strada in salita, tanto tutte conducono alla fortezza (famosa per la sua forma ellittica e considerata tra le più grandi e maestose d'Europa). Ha due ingressi: una da Porta Napoli e l’altra da Via Roma. Attualmente si può accedere alla fortezza solo da porta Napoli, la quale è l’entrata est (l’altra invece si trova a ovest). Raggiunto l'ingresso, paghiamo 6€ per accedervi. Insieme al biglietto ci viene consegnata la cartina della fortezza (e del paese). Appena entrati ci troviamo nella prima Piazza d'Armi. In un angolo, per chi ne avesse bisogno, c’è un bagno pubblico e svariate fontane con acqua potabile. Dalla parte opposta invece si trova la prima cisterna, ovvero una stanza (visitabile) piena d’acqua. Oltre la prima Piazza d’Armi c’è la seconda, dove si trova il bastione San Giovanni e la campana ai caduti (meritevole di essere fotografata). Proseguendo si arriva alla chiesa di San Giacomo (adibita però a sala convegni, quindi l’interno presenta solo un palco spoglio e qualche sedia). Proseguendo la camminata si raggiungono gli alloggi dei soldati. Di questi, solo uno è arredato con un letto e pochi, miseri, mobili (in quanto viene riprodotto il tipico alloggio dei tempi andati). Proseguendo l’esplorazione giungiamo al Museo delle Armi, il quale contiene non solo armi ma anche documenti e altri oggetti inerenti alla storia di questa fortezza. Poco più avanti, e a sinistra del museo, saliamo una scala in modo da fare una passeggiata sui bastioni, dai quali si scorge un panorama fantastico delle colline abruzzesi. Lo percorriamo fino in fondo e poi torniamo giù in modo da attraversare un piccolo cortile con sculture molto particolari ai lati.

Conclusa la bella visita della fortezza, torniamo al camper. L’intera visita di Civitella del Tronto è durata un paio di ore e dobbiamo ammettere che come borgo c’è piaciuto, specialmente per la fortezza e per i panorami scorti da essa. Ripartiamo e, passando attraverso stradine e panorami spettacolari, in una mezz’oretta arriviamo a Teramo. Ormai è tardi, quindi passeremo la notte in un’area di sosta e domani visiteremo la città.

Teramo è una città di cinquanta mila abitanti, quindi non ci aspettiamo certo l’atmosfera di un piccolo borgo. In primis andiamo a cercare l’infopoint ma ci è parso di capire che attualmente non ne esiste uno (seppur Google lo dava in via Guglielmo Oberdan, n.16). Rimediamo a questa mancanza sfruttando Google Maps per raggiungere Piazza Martiri della libertà, la quale risulta il centro del paese. La piazza si presenta piccola ma carina. Accanto c'è il Duomo, ovvero la Basilica di Santa Maria Assunta. È semplice, imponente e con un bel tetto di legno. Percorrendo fino in fondo Corso San Giorgio (pieno di negozi e di locali) raggiungiamo Piazza Giuseppe Garibaldi, dove si trova il Castello della Monica. Esternamente è piccolo ma d'impatto. Peccato che sia chiuso al pubblico. Poi torniamo indietro e, passando per via Cesare Battisti, raggiungiamo la chiesa di Sant'Agostino (anche questa la troviamo chiusa). Percorriamo verso sud il paese fino a raggiungere il Teatro Romano, il quale è piccolo e, a mio avviso, non particolarmente interessante. Zigzaghiamo per le vie in modo da passare un paio di ore a scoprire la città.

Tornati al camper, partiamo in direzione Castel del Monte. Peccato che a metà strada siamo dovuti tornare indietro in quanto la strada era chiusa a causa di una frana. Optiamo allora per andare a L’Aquila. Mentre ci avviciniamo al capoluogo della regione cerco di chiamare gli infopoint che ho trovato su Google ma senza risultato. Contatto allora il Comune e, parlando con varie persone, scopro che l'unico infopoint esistente è in Piazza Battaglione degli Alpini. Buono a sapersi. Giunti in zona Porta Tione, lasciamo il camper in un parcheggio. Sotto una fastidiosa pioggia, a piedi raggiungiamo Corso Federico II, una delle strade principale della città, e lo percorriamo verso nord fino a giungere in Piazza Duomo. Foto di rito e poi proseguiamo sempre per Corso Vittorio Emanuele, verso nord, fino a giungere a Piazza Battaglione degli Alpini dove troviamo l’infopoint aperto (è un chiosco alla destra della Fontana Luminosa). La signora dell’infopoint ci fornisce delle cartine (non solo della città ma anche dei paesi limitrofi). Prima che diventi buio decidiamo di visitare ancora qualcosa. Così, proprio accanto alla piazza, ammiriamo il parco dove si trova l’Auditorium e soprattutto il Forte Spagnolo (piccolo ma carino). Proseguiamo poi per Viale Duca degli Abruzzi fino a giungere alla Porta Branconio (nulla di speciale) e da qui scendiamo fino a Piazza San Silvestro, dove si trova la Chiesa di San Silvestro (piccola ma l’interno è interessante). Poi proseguiamo a sud fino a Piazza San Pietro a Coppito (dove si trova un'altra chiesa, chiusa al pubblico), Piazza San Domenico e Piazza Angioina. Tali piazze non offrono nulla di che. Proseguiamo ancora più a sud fino a Piazza Fontesecco. Da qui ci spostiamo a est per tornare in Piazza Duomo in modo da ammirarla nuovamente. È decisamente una bella piazza soprattutto perché si trova la Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio e la Chiesa di Santa Maria del suffragio. Essendo ormai chiuse, facciamo altre foto di rito e poi torniamo al camper. Però, prima di raggiungerlo, andiamo in Via Michele Iacobucci dove si trova il Palazzo dell’emiciclo, il quale è decisamente un curioso e degno d’essere immortalato. Mentre la pioggia continua a cadere incessante, corriamo al camper e ci prepariamo per la serata.

Apro una parentesi: ciò che ci ha (tristemente) spiazzato di più di questo zigzagare per le vie della città è trovare ancora palazzi e case in costruzione o con ancora i segni del terremoto del 2009.

 Considerato che oggi non piove decidiamo di visitare di nuovo la città ma godendocela sotto il sole. Quindi, cartina alla mano, in primis andiamo a sudest e raggiungiamo il Piazzale di Collemaggio, dove si trova il Parco del Sole ma soprattutto la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, la quale è piccola ma bella sia esternamente che internamente (soprattutto per il tetto di legno e le pareti bianche). Dopo pochi passi, a est del parco c’è un grande parcheggio e un edificio al cui interno si trova una scala mobile (non funzionante) che permette di raggiungere Piazza Duomo. Noi la percorriamo fino a destinazione. Facciamo di nuovo altre foto al Duomo ma soprattutto ne approfittiamo per entrare nella Chiesa di Santa Maria del Suffragio, la quale contiene una cappella dedicata alle vittime del terremoto, con tanto di nomi e foto. Questo ci fa percepire ancora di più la tragedia di quei giorni. Usciti dalla chiesa, andiamo alla Cattedrale ma la troviamo chiusa.

Dato che ci è venuto un certo languorino, decidiamo di fermarci al Bar Fratelli Nurzia, ovvero uno dei bar storici della città, dove fanno il caffè col torrone (decisamente da provare). Da qui ci spostiamo a nord-ovest prendendo prima Corso Vittorio Emanuele e poi Via San Bernardino, in modo da giungere alla Piazza omonima dove si trova la Basilica di San Bernardino (la quale merita una visita dato lo splendido soffitto, l’organo e più in generale la maestosità dell’ambiente). Poi decidiamo di tornare al camper.

Per la cronaca: alcuni monumenti ci sono sfuggiti o li abbiamo bypassati causa poco tempo a nostra disposizione. Sto parlando de: l’amphisculpture, il Munda, la fontana delle 99 cannelle, la statua di Sallustio e le svariate chiese e porte disseminate per la città. Se avete più tempo di noi da dedicare a questa città, non lasciateveli sfuggire!

Tornando al nostro viaggio: la nostra prossima meta è Campo Imperatore, soprannominato “il piccolo Tibet d'Abruzzo”, ovvero un altopiano sul Gran Sasso a 2130 metri di altezza. In una mezz’oretta di strada facile e scorrevole raggiungiamo Fonte Cerreto (a 1125 metri d’altezza), dove si trova la funivia. Qui c’è un grande parcheggio dove lasciamo il camper. Dopo aver preso una scalinata, arriviamo in uno spiazzo dove si trovano un albergo/ristorante e dei locali/negozi. Appena più su si scorge la funicolare. La raggiungiamo per informarci: il biglietto di A/R per Campo Imperatore costa 9€ e la corsa è ogni mezz’ora (ma oggi, essendo brutto tempo, è ogni ora, ovvero alle 13, 14, eccetera).

La signora ci avvisa che, raggiunto il Campo, ci sono vari percorsi che si possono affrontare. Il più breve permette di raggiungere un rifugio (lo si scorge appena usciti dalla funivia, sulla sinistra) dopo una salita a piedi di una quarantina di minuti mentre gli altri sono molto più lunghi. Dato che noi prenderemo la funivia alle tredici, sarebbe impensabile affrontare questi ultimi, quindi al massimo faremo quello al rifugio. Giunte le 13.00, prendiamo la funivia e in pochi minuti siamo a Campo Imperatore. A causa del brutto tempo, qui oggi fa decisamente freddo perché ci sono 8° ma soprattutto tira un vento gelido! Quindi, mio consiglio, se volete fare questa esperienza accertatevi prima delle condizioni meteo ad alta quota, cosicché saprete cosa indossare.

Comunque, usciti dalla funivia ci accoglie un panorama splendido. Oltre alla funivia ci sono altre costruzioni (tra cui l’Osservatorio Astronomico, chiuso, e una piccola chiesa, aperta). Per il resto ci sono solo montagne innevate e vallate spettacolari che meritano decine di foto. Per la cronaca, Campo Imperatore si può raggiungere anche in auto o in moto perché c’è un grosso parcheggio e una strada attigua alla funivia (la stessa che volevamo fare ieri, passando da Castel del Monte. Ma, come detto in precedenza, causa strada chiusa siamo dovuti tornare indietro). Poi c’incamminiamo per andare al rifugio ma non ci siamo arrivati per colpa del freddo e della stanchezza. Ci accontentiamo di fermarci a metà salita per fare altre foto del paesaggio. Poi torniamo alla funicolare e, all’ora stabilita, scendiamo di nuovo a Fonte Cerreto. Da qui riprendiamo il camper e in quaranta minuti raggiungiamo Santo Stefano di Sessanio, considerato uno tra i borghi più belli d'Italia. Ma la nostra vera meta è lì vicino, dove si trova il castello di Rocca Calascio, ovvero il castello più famoso d’Abruzzo in quanto sono stati girati alcuni film di successo, tra cui “Ladyhawke” e “Il nome della rosa”. Quindi in un unico colpo visiteremo entrambi. Parcheggiamo a Santo Stefano di Sessanio e poi incominciamo a visitare il borgo, il quale è piccolo ma non per questo meno suggestivo degli altri, in quanto mantiene ancora le case di roccia e l’atmosfera da borgo medievale. Ci sono molte viuzze e affranti caratteristici, qualche negozio e locale (chiuso) e una torre (non visitabile) che spicca tra le strade. Il borgo si visita velocemente ma devo ammettere che è molto caratteristico e merita decisamente. Recuperato il camper, ci spostiamo in pochi minuti a Calascio (dove appunto si trova anche la Rocca). Il piccolo borgo presenta alcune chiese, cappelle e il parco della Rimembranza. Lo visitiamo velocemente in quanto il tempo è tiranno (e, d’altro canto, il borgo non c’impressiona particolarmente). Prendiamo vie a caso, purché in salita, in modo da raggiungere Via di Pizzo Falcone, ovvero l’unica strada che porterà alla Rocca. Per la cronaca: se avete un’auto potete evitare gran parte di questa sfacchinata, in quanto potrete attraversare Via di Pizzo Falcone col vostro mezzo (la Strada Provinciale 7 del borgo vi conduce al parco della Rimembranza; qui parte Via di Pizzo Falcone, la quale vi condurrà a un parcheggio distante pochi minuti dalla Rocca). Sfortunatamente l’accesso è vietato ai camper. Se invece volete fare anche voi l’intero percorso a piedi, piuttosto che affrontare tutta la Via (asfaltata) di Pizzo Falcone, tagliate le sue curve prendendo i sentieri, contrassegnati dai simboli del CAI (rettangoli rossi e bianchi o frecce rosse dipinte sui sassi).

Ed ora torniamo alla nostra visita. Durante la camminata, durata un’oretta circa, tra Calascio e la Rocca, incontriamo un piccolo agglomerato di case. Da qui parte Via della Torre, la quale in un quarto d'ora conduce alla chiesa della Madonna della Pietà e alla Rocca. La chiesa non si può visitare ma la Rocca è gratuita e aperta al pubblico. Ovviamente qui le foto fioccano perché il paesaggio è spettacolare. Vi restiamo più di un’ora e quando il tramonto è ormai alle porte torniamo al camper, concludendo così la giornata.

L’idea è quella di passare la giornata a fare canoa, dato che sul fiume Tirino si può fare questa esperienza grazie alla cooperativa “Il Bosso”. Peccato che piove e quindi abbiamo dovuto optare per un’alternativa. Così abbiamo deciso di raggiungere Sulmona, famosa non solo per esser stata la città Natale di Ovidio ma anche per i suoi confetti Pelino, ovvero praline di diverso gusto usate per creare dei bouquet colorati. Partiamo dopo colazione e in una mezz’oretta siamo a destinazione.

All’infopoint di L’Aquila avevo recuperato un depliant della città (con le informazioni sui monumenti più importanti) quindi sapevamo già cosa vedere. Parcheggiamo il mezzo in periferia e poi c’incamminiamo verso il centro, usando il sempre presente Google Maps. In primis ci dirigiamo al palazzo della Santa Annunziata (carino), il quale è il palazzo più famoso della città. Da qui andiamo in Piazza XX Settembre, dove si trova la statua di Ovidio. Proseguiamo poi verso sud/est fino a raggiungere l'acquedotto medievale, dove si trova anche la Piazza Garibaldi (è piccola e circondata da montagne, quindi il panorama è decisamente suggestivo). Da qui ci spostiamo fino alla Cattedrale di San Panfilo (carina esternamente ma chiusa). Zigzagando per il centro ne approfittiamo anche per fermarci nei negozi di praline e comprare qualche souvenir “floreale”. Poi torniamo al camper per la nostra prossima meta. Per la cronaca: ci sarebbero altre cose da visitare in questa città ma a noi, causa sempre tempo tiranno, ci sono sfuggite. Ci sono infatti: varie chiese “minori”, il Palazzo Tabassi, quello Rinascimentale e quello della Sanità, il Museo Civico, la Fontana del Vecchio e il Vico dei Sardi. Tirando le somme, Sulmona è più una cittadina che un borgo, con tutto ciò che ne consegue. Ciò nonostante l'ho trovata carina (specialmente per i paesaggi montani che la circondano e per la sua piazza con acquedotto annesso).

Ripartiamo. Destinazione: Scanno. In una mezz’oretta vi giungiamo. Qui si trova il famoso lago, posto tra Villalago e Scanno. Innanzitutto ci fermiamo in quest’ultimo borgo per dargli un’occhiata, in quanto incuriositi dal fatto che viene soprannominato “La Perla d'Abruzzo”. In effetti è piccolo ma molto carino e caratteristico. Tra l’altro, qui si può trovare il “pan dell’Orso”, un dolce tradizionale. Sfortunatamente i negozi sono chiusi e quindi non abbiamo potuto assaggiarlo. Comunque, dopo aver visitato per un’oretta il borgo, col camper sostiamo in vari punti del lago per ammirarlo meglio. Il lago è famoso anche perché presenta un sentiero in salita che porta in una quarantina di minuti da Scanno a un punto panoramico inusuale, soprannominato “Cuore del lago di Scanno” in quanto da qui il lago sembra appunto un cuore. Per la cronaca, trovate questa dicitura anche su Google Maps, così se volete raggiungerlo potete fare affidamento anche sul navigatore. Invece noi abbiamo preso un altro sentiero che partiva dal lago di Scanno ma ve lo sconsigliamo in quanto a tratti dovevamo muoverci “alla cieca” dato che il percorso non era ben segnato. Quindi è stata una camminata di un’oretta abbondante impegnativa e all’insegna del “perderci tra le montagne sul far della sera”. Eppure, per fortuna siamo riusciti ad arrivare a destinazione e devo ammettere che il panorama è splendido e merita più di una foto. Ma, dato che è quasi ora di cena, prendiamo un nuovo sentiero che ci conduce inaspettatamente al camper.

Avendo parcheggiato il camper in riva al lago (in un grosso parcheggio a pagamento), e data la mattinata priva di nuvole, ne approfittiamo per fare qualche altra foto al paesaggio circostante. Dopodiché ripartiamo e nell'arco di un'ora e mezza raggiungiamo Celano, dove si trova il castello Piccolomini. Il borgo è su una pendice del monte Tino, quindi per raggiungere il castello bisogna salire attraversando le viuzze di Celano. Così col camper prendiamo la strada statale 696, la quale raggiunge l’ingresso del borgo. Per la cronaca, potete parcheggiare sia su questa strada che alla fine di essa, dove si trova una piccola piazza e la chiesa della Madonna del Carmine. Noi lasciamo il camper sulla statale e poi c’incamminiamo a piedi fino alla piazza sopraccitata. Da qui prendiamo Corso Umberto I, dove troviamo un piccolo infopoint. La ragazza ci spiega le attrattive del borgo e ci fornisce una cartina. Proseguiamo poi per questo corso raggiungendo infine il castello (piccolo ma meritevole di essere fotografato). Peccato che, a causa del covid, sia chiuso. Però anche solo costeggiare le mura esterne riserva delle piacevoli sorprese, soprattutto per il panorama che si scorge. Oltre al castello ci sono alcune chiese, un museo (Musè), un monumento ai santi martiri e uno a San Francesco d’Assisi.

In un paio d’ore visitiamo il borgo e infine torniamo al camper, in quanto in realtà siamo venuti qui non tanto per il paese ma per le gole di Aielli-Celano. Percorrendo in senso inverso la strada statale 696, appena fuori da Celano si trova una stradina a sinistra (è stretta e in salita, quindi ci passa per lo più solo un’auto). Questa conduce in una decina di minuti a un parcheggio sterrato. Qui troviamo un cartello con le linee guida per le gole, dato che proprio dal parcheggio si inizia l’escursione. La cosa più importante da ricordare è che il sentiero è contrassegnato dal numero 12 (scritto in rosso e bianco. Se non ci fosse il numero, seguite le due barre colorate). Ovviamente evitate di uscire dal percorso perché rischiereste di perdervi fra le montagne. Parcheggiamo il camper e si parte. Il percorso inizia passando attraverso un bosco, il quale conduce a uno spiazzo erboso (da cui si possono fare delle ottime foto). Poi si entra nelle gole. Dall’ingresso noi abbiamo camminato per una mezz'oretta seguendo il famoso sentiero 12. Non potevamo investire più tempo perché avevamo i minuti contati (e tra l’altro il cielo stava peggiorando, infatti più volte siamo stati raggiunti da alcune gocce di pioggia). Ma se voi avete più tempo a disposizione, un buon traguardo potrebbe essere raggiungere “la fonte degli innamorati”, ovvero una cascata a un’ora e mezza di cammino. Potenzialmente potreste anche andare oltre, in quanto il sentiero è molto lungo ma, proseguendo, anche più impegnativo. Da quel poco che abbiamo fatto noi possiamo dirvi che è alla portata di tutti e che basta indossare un paio di scarpe da tennis per affrontarlo.

Apro parentesi: viene consigliato d’indossare un caschetto perché a volte cadono dei pezzi di roccia dalle pareti. Noi non ce l’avevamo, quindi abbiamo fatto senza. Non ci è successo nulla, però se lo possedete, meglio non rischiare. Col senno di poi avremmo preferito dedicare più tempo a queste gole (magari raggiungendo la “fonte degli innamorati”). Non per altro, ma in questa mezz’oretta di camminata siamo stati perennemente immersi nella natura, quindi l’essere circondati da alberi ci ha privato della vista delle gole. Dalle foto su internet però si evince che più avanti ci siano scorci spettacolari. Ma, tengo a precisare, non ci siamo pentiti della nostra escursione: essere immersi nella natura è stato comunque rigenerante e il bosco era ricco di vita e di colori. Soddisfatti della visita (e in procinto di beccarci un bell’acquazzone), torniamo al camper e ripartiamo.

In un'ora e mezza arriviamo a Roccamorice. La nostra destinazione in realtà non è questo paesino ma è l’Eremo di San Bartolomeo in Legio. Questo è scavato all'interno di uno sperone roccioso immerso nella natura. Per raggiungerlo bisogna prendere un sentiero collocato tra due ristoranti: il “Macchie di Coco” e il “Terrae Eremis”. Lasciamo il camper in un piccolo parcheggio e raggiungiamo l’inizio del sentiero. In trenta minuti (per lo più in discesa e immersi tra montagne, boschi e panorami fantastici) giungiamo alla nostra meta. Il panorama boschivo circostante e l’Eremo stesso (visitabile gratuitamente) sono spettacolari quindi le foto fioccano. Volendo si può anche scendere da una scalinata di pietra, la quale conduce a un piccolo ponte da cui si può fotografare l’Eremo da un’altra prospettiva. Dopo un’oretta torniamo al nostro camper.

Per la cronaca: il tragitto per arrivare all’Eremo è fattibile anche se in un paio di punti bisogna stare un po’ attenti (in quanto bisogna costeggiare uno strapiombo) ma potete percorrerlo tranquillamente con le scarpe da tennis. Ricordatevi però che il ritorno è più impegnativo perché in salita!

Dopo colazione partiamo in direzione Chieti. In una mezz'oretta arriviamo a destinazione. Lasciamo il camper in un parcheggio nella città nuova e poi saliamo a visitare il centro storico. In primis raggiungiamo la Cattedrale di San Giustino (bella, sia esternamente che internamente. Presenta anche una cripta molto suggestiva adibita anche ai battesimi). Usciti dalla Cattedrale percorriamo Corso Marrucino dove si trovano molti negozi e locali. Zigzagando per la città troviamo altri luoghi interessanti da fotografare, tra cui il Teatro Marrucino, la Torre del Palazzo Arcivescovile e svariate chiese e palazzi. Ho trovato Chieti interessante, specialmente per la sua Cattedrale e il suo corso principale, anche se, essendo una città, non ha quell’atmosfera incantevole riscontrata nei borghi da me visitati precedentemente. Dopo un paio di ore in città torniamo al nostro camper e ripartiamo in direzione Penne.

In quaranta minuti vi giungiamo. Parcheggiamo a pochi passi dalla Porta di San Francesco e la raggiungiamo a piedi. Qui c’è un piccolo chiosco adibito a infopoint. Lo troviamo chiuso ma affissa c’è la cartina del borgo con tanto di luoghi d’interesse segnati. La fotografiamo e poi partiamo all’esplorazione. Attraversiamo la Porta di San Francesco e c’immettiamo nel borgo. Da qui facciamo zigzag per le vie scorgendo varie chiese e palazzi. Così facendo raggiungiamo la Cattedrale. Carina ma sfortunatamente chiusa. Continuiamo così a gironzolare per il borgo fotografando per lo più scorci del panorama. Per quanto abbia trovato Penne carina, la presenza di case moderne accanto a quelle medievali ha limitato il suo fascino. Peccato. Comunque, in un'ora e mezza visitiamo il paese e poi torniamo al camper.

A questo punto, essendo domani l’ultimo giorno di vacanza, decidiamo di dirigerci verso nord, in modo da accorciare la distanza dalla nostra città natale. Cosicché ne approfittiamo per raggiungere l'enoteca Emidio Pepe, a Torano Nuovo (in provincia di Teramo). L’idea è quella di fare una degustazione in questa famosa enoteca della zona. Sfortunatamente l’unica degustazione è alle 16.00 ma noi arriviamo un’ora dopo, quindi ci dobbiamo accontentare di bere un buon bicchiere di vino all'aperto, vista valle. Ciò nonostante devo ammettere che il vino e il panorama sono ottimi.

Torniamo poi a Numana sul far della sera con l’intenzione di passare lì la notte.

Per spezzare la monotonia del viaggio di ritorno (e le ore interminabili in autostrada), decidiamo di fare una sosta intermedia a San Leo, in provincia di Rimini. Dopo colazione, si parte da Numana e in un paio d’ore arriviamo a destinazione (passando accanto a San Marino, scorgendolo “sullo sfondo”). Fin da lontano San Leo si mostra come un borgo incantevole. Per parcheggiare entriamo direttamente nel paese e da lì seguiamo le indicazioni per un parcheggio (a pagamento: 1€ all’ora) situato a pochi passi dal centro. Paghiamo e poi partiamo a visitare il borgo. Innanzitutto entriamo nella Cattedrale (l’interno merita decisamente più di una foto in quanto presenta delle rocce sporgenti integrate nella Cattedrale stessa. Questa caratteristica stupisce al primo impatto. In più presenta un altare sopraelevato e una cripta piccola ma incantevole). Usciti dalla Cattedrale facciamo le foto nel piccolo piazzale circostante. Qui si trovano: la Pieve (un’altra chiesa, chiusa), una fontana e svariati negozi e locali.

Il nostro obiettivo però è raggiungere il forte. Così seguiamo le indicazioni e incominciamo a salire. Dopo pochi passi arriviamo a destinazione: l’ingresso è 9€ a persona. Non siamo molto interessati all’interno quindi ci limitiamo a fare delle foto al forte e al paesaggio circostante. Poi il tempo è tiranno, quindi torniamo indietro. Una volta raggiunto il camper, ripartiamo. Questa volta destinazione casa.

Info varie

-Luoghi d’interesse. Come abbiamo fatto a scegliere queste mete, avendo avuto le ferie all’ultimo momento? Abbiamo semplicemente cercato su internet per ogni singola provincia i posti migliori, ovvero i classici “Dieci posti da visitare a…”. Così abbiamo stilato una lista di tutti quelli consigliati da ogni singolo sito, in modo tale da prendere in considerazione solo quelli citati più volte. Molti posti li abbiamo visitati (e ci sono pure piaciuti). Altri, per questione di tempo, li abbiamo dovuti lasciare indietro. Per evitarvi lo sbattimento di rifare le nostre stesse ricerche, vi elencherò qui sotto i luoghi, per provincia, che sono stati nominati: da più di quattro siti, da meno di quattro e/o da uno soltanto.

Partiamo. In provincia di L'Aquila hanno ricevuto più di quattro recensioni positive (alcune addirittura di sei, otto o dieci!): Castel del Monte, Alba Fucens Massa d’Albe, le grotte di Stiffe, Sulmona, Rocca Calascio, Santo Stefano di Sessano, lago di Scanno e Castello Piccolomini. Una o due recensioni: lago di Sinizzo, Fiume Tirino, Avversa degli Abruzzi, lago di Barrea, lago di Capodacqua, Confinio, Opi, Campo di Giove, Castellafiume, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequo, Introdacqua, Navelli, Avezzano, Pacentro, Pereto, Bominaco, Pescocostanzo, Pettorano sul Gizio, Sant’Onofrio al Morrone e Celano.

In provincia di Chieti hanno ricevuto più di quattro recensioni: Vasto e la Costa dei trabocchi. Meno di quattro: Canciano, Rocca Calegna e Crecchio. Solo una: Gessopalena, Guardiagrele, Lama dei Peligni, Montenerodomo, San Vito Chietino e l’Abbazia di San Giovanni in Venere. In Teramo più di quattro: Civitella del Tronto e Atri. Una soltanto: Silvi, Gele del Salinello, borgo di Montepagano, calanchi di Atri (è una riserva), Roseto degli Abruzzi e Castellalto.

In provincia di Pescara, più di quattro: Penne, l'Eremo di San Bartolomeo in Legio e Caramanico terme. Meno di quattro: Roccamorice, Abbateggio, Città Sant’Angelo e Valle dell’Orfento. Una recension: Montesilvano, Loreto Aprutino, Pineto, Manoppello e Popoli. Infine, merita assolutamente una visita Pescara. Noi l’abbiamo evitata semplicemente perché il mio amico c'era già stato ma se dovessi tornare in Abruzzo sarebbe la prima città che andrei a visitare.

-Posti che ci sarebbe piaciuto visitare. A ben guardare avremmo avuto bisogno di due settimane per visitare tutto ciò che ci interessava. Però abbiamo dovuto fare una cernita, sia per il meteo (il cielo era per lo più piovoso. Ciò ci ha limitato certe esperienze all’aperto) che per le distante tra un luogo e l’altro (abbiamo preferito posti che fossero distanti tra loro una mezz’oretta o poco più, in modo da ottimizzare i tempi di spostamento). Comunque, ciò che ci sarebbe piaciuto vedere erano: le grotte di Stiffe (una mezz’oretta da L’Aquila, 1km di percorso spendendo 10€ di biglietto), Alba Fucens (un sito archeologico quasi perfettamente conservato), Costa dei trabocchi (vicino a Chieti, sul mare. È famosa per le sue palafitte da pesca), Valle dell’Orfento (è scavata dal fiume omonimo ed è visitabile attraverso delle passerelle), il fiume Tirino (da attraversare in canoa), Castel del Monte (per il suo castello), Vasto (è considerata una ridente città marittima), Atri (per il suo centro storico), Caramanico Terme (per le sue terme), Guardiagrele (per il suo borgo) e Pescara (in quanto città sul mare).

-Classifica dei nostri luoghi preferiti. Difficile fare una lista dei posti che ci sono piaciuti. Ma, se proprio dobbiamo farla, innanzitutto è necessario dividere le preferenze tra borghi, città e luoghi naturalistici. Come borghi, abbiamo trovato adorabili: Santo Stefano di Sessanio, Civitella del Tronto, Offida e San Leo. Per quanto riguarda le città: L’Aquila primeggia. Ma anche Teramo e Sulmona hanno un loro perché. Sui luoghi naturalistici, torneremmo subito: all’Eremo di San Bartolomeo in Legio, a Campo Imperatore sul Gran Sasso, al lago di Scanno e alla rocca Calascio. Le gole di Aielli-Celano mi sono piaciute in quanto immerse nella natura ma il fatto che gli alberi ci impedivano di scorgere le imponenti rocce hanno limitato il fascino di questa escursione. Gli altri posti non mi sono dispiaciuti, ma col senno di poi li vedrei meglio come una “toccata e fuga” atta a visitare solo l’attrattiva principale (tipo, Celano per il suo castello e Chieti per la sua Cattedrale).

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