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Valencia e la Luna
Community: Diari di viaggio e Racconti Valencia e la Luna
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Scritto da: Ester
Località:
Valencia
Durata: tre giorni
Data partenza: dal 13/05/2007 al
Viaggiatori: due
Nomi dei viaggiatori: Alberto Ester
Introduzione
Questo è un particolarissimo diario di viaggio, lo chiamerei più che
altro “diario di bordo”, visto che riguarda un argomento ben specifico,
la vela.
Le Tappe del Viaggio
E' il resoconto di tre giorni passati al porto di Valencia a tifare Luna Rossa insieme a molti altri italiani, ed a vivere anche se brevemente, la splendida avventura della 32° America’s Cup, la prima del Mediterraneo in 156 anni di storia.
14 Maggio 2007 Lunedì
Siamo arrivati ieri sera intorno alle 22.00 con un volo della Ryan Air, il nostro Hotel, lo Zenit, è molto centrale, molto moderno (lo hanno inaugurato da poco) e molto minimalista.
La finestra della nostra stanza si affaccia sulla bella Estacion del Norte, costruita tra gli anni 1907 e 1917 in stile art decò, senza peraltro che questo ci procuri il minimo fastidio, grazie ai doppi vetri, a causa dei rumori della strada. Durante la giornata di ieri i valenciani hanno festeggiato la Virgen de los Desamparados, patrona della città, ed infatti, il sagrato di fronte alla sua Basilica (Plaza de la Virgen) è ancora incredibilmente adorno di composizioni floreali in onore della Madonna.
Facciamo chiaramente un doveroso giro per il centro, il Barrio del Carmen, visitando anche la Cattedrale con i suoi tre portali nei tre diversi stili (il più antico è il romanico Puerta del Palau ed il più recente è il barocco Puerta de los Hierros), la torre campanaria del Miguelete (uno dei simboli di Valencia dalla quale si gode una meravigliosa vista sulla città), ed il Tribunale de las Aguas.
Poco prima dell’ora di pranzo, prendiamo un autobus (ce ne sono diversi che arrivano al porto…) che ci porta attraverso le vie di Valencia, proprio davanti ad uno degli ingressi pedonali del Porto. Una piccola fila al controllo di zaini e borse, ed entriamo finalmente, con una certa emozione, nell’autentico tempio della Vela mondiale.
Per iniziare a farvi partecipi della nostra avventura, intanto è necessario darvi qualche informazione tecnica: il campo di regata è proprio di fronte al litorale di Valencia, ed è delimitato da boe separate tra loro da 2,5 miglia e situate in linea con la direzione del vento.
Le due barche competitrici (a tutt’oggi sono ancora in gara per la Louis Vutton Cup Luna Rossa vs Oracle e Desafio Espanol vs New Zeeland) navigano verso la prima boa con il vento contro, in seguito virano e tornano con il vento a favore. è necessario completare due giri. Il percorso totale è di 10 miglia nautiche (18 km) e dura qualcosa di più di un’ora.
Dal 3 al 7 di aprile, è iniziata la Pre-regatta della Louis Vutton Cup, con i dodici team (11 challengers ed un defender) che hanno navigato tutti insieme; purtroppo è mancato il vento per giorni, anche durante l’inizio della sfida vera e propria partita ufficialmente il 16 di aprile e che terminerà il 12 giugno per eleggere la vincitrice della Vuitton Cup nonché la sfidante di Alinghi, la detentrice dal 2003 della Coppa America (dal 23 giugno al meglio delle nove regate). La mancanza di vento ha determinato uno slittamento delle gare che ci aveva preoccupato un po’. Infatti io e Alberto volevamo assistere alle gare di Luna Rossa e, chiaramente avevamo prenotato volo e albergo molto tempo prima, senza sapere se poi il nostro desiderio sarebbe stato esaudito. Fortunatamente il vento, superato il primo difficile periodo, ha deciso di fare giudizio e siamo qui oggi, per assistere alla prima delle sfide (chiamata match-race) della semifinale tra Luna Rossa vs Oracle.
Ci sono diversi modi per assistere alla regata, e certamente il più comodo è quello di sedersi davanti al primo dei maxi schermi previsti dall’organizzazione, posto all’ombra di un enorme telone.
Ma la maggior parte degli italiani si riunisce dall’altra parte del porto, davanti al secondo maxi schermo, alcuni seduti sotto il gazebo di un ristorante (inutile dire che bisogna arrivare almeno due ore prima dell’orario di inizio della regata previsto per le 15), tutti gli altri sparsi alla meglio tra ombra e sole (che qui picchia duro……), in una mano un bicchiere di cerveza helada, nell’altra una sventolante bandiera tricolore. Il secondo modo per seguire la regata è sui barconi che salpano un po’ prima del suo inizio (intorno alle 12,30) ed offrono, a seconda, solo una visione privilegiata oppure anche il pranzo.
Bisogna prenotarsi qualche giorno prima però e costa abbastanza, dai 60 agli 80 euro solo per guardare. Per oggi comunque ci dobbiamo accontentare del maxi schermo (che fortuna, abbiamo trovato degli italiani che ci hanno ospitato al loro tavolo sotto il gazebo!) e di un panino con la tortilla (al prezzo di un piatto di ostriche e champagne...), unico mezzo di sostentamento rimasto nel giro di chilometri...A voler essere sinceri, esiste anche un ristorante non lontano da dove ci troviamo, che, oltre ai prezzi notevoli, ha però il pregio di avere una vista splendida sul porto e sulla spiaggia della Malvarosa. Purtroppo, anche qui, è tutto prenotato fino alla fine della competizione...
Il segnale di avviso (10’) di inizio regata è dato alle 14,50, la partenza del primo match race alle 15, subito dopo la procedura per l’altra semifinale. Il percorso è il più lungo previsto dalle nuove regole, 12,6 miglia marine se non diversamente deciso dal comitato. Luna Rossa ITA94 è l’espressione dello yacht club italiano fondato nel 1997, a capo del sindacato c’è Fabrizio Bertelli ed il team leader è Francesco De Angelis, soprannominato il Barone, che ha vinto da timoniere, nel 2000 ad Auckland la Louis Vutton Cup con Luna Rossa ITA48. Su ITA94 è stato provato il nuovo albero e, alla vigilia di questa prima regata l’equipaggio italiano ha vinto il sorteggio per l’ingresso in partenza.
Il suo avversario è Oracle, espressione del Golden Gate Yacht Club (USA) fondato nel 2000, il cui capo del sindacato è Larry Ellison ed il cui team leader è Chris Dickson, skipper neozelandese. Entrambe le barche sono arrivate alle semifinali dopo l’Act 13 (regata di flotta) che serve per stilare la classifica dal primo all’undicesimo posto sulla base dei rispettivi ranking point ed a determinare poi anche gli accoppiamenti per i due Round Robin effettuati dal 16 aprile al 7 maggio con gli altri nove consorzi, al fine di selezionare i quattro team che da oggi fino al 25 maggio avranno la possibilità di effettuare la finale della Vuitton Cup e conquistare il diritto di affrontare Alinghi, il team Defender, dal 23 giugno al 7 luglio.
Per iniziare, mi spiegano che il campo di regata (campo nord del golfo di Valencia) è costituito da una boa al vento da girare sempre a destra ed un cancello (un gate) che le barche possono invece passare a destra o a sinistra una volta finito il lato di poppa. Gli equipaggi finalmente partono, con vento sui 13 nodi (ma anche rafficato e che arriverà fino a 18), doppiano la boa al vento per poi ridiscendere verso il cancello con il vento in poppa e lo spinnaker. Luna Rossa comincia con un leggero vantaggio, quello di avere bandiera gialla, cioè di entrare da destra, mure a dritta, in zona di prepartenza. Una possibilità di precedenza e quindi di controllo iniziale. Ovviamente ad ogni regata il privilegio si inverte. “Ma, come ha spiegato il timoniere di Luna Rossa, James Spithill, è soltanto un dettaglio”. Oracle sembra volere la destra, va a mischiarsi alle barche degli spettatori per cercare di confondere le idee a Spithill. Spithill gli concede la destra perché il meteo ha dato la chiamata: lato sinistro favorito per tutta la regata. Mai previsione fu così azzeccata: nella prima bolina Luna Rossa arriva in boa con un grande margine di vantaggio, ben 52 secondi sul team di Larry Ellison.
Anche la velocità della barca è consolante ( sulla quale non è stato utilizzato il nuovo albero provato qualche giorno fa ). Quando Luna Rossa si piazza per tutto il primo e secondo bordo della bolina sulle vele di Oracle, resta incollata e anzi, guadagna qualcosa.
Per qualche minuto il maxi schermo interrompe le trasmissioni e le proteste diventano sempre più assordanti fino a quando il collegamento non viene ripristinato. Luna Rossa va fortissimo, la gara è spettacolare, condotta fianco a fianco per metà della prima bolina e poi in testa, anche con grande vantaggio.
Oracle è riuscita a recuperare nel primo lato di poppa. ITA94 stramba quasi subito, tenendo la destra mentre Oracle non la segue. La separazione procura vantaggio ad Oracle che trova più pressione e raggiunge Luna Rossa. Grande battaglia al cancello di poppa, dopo l’ultima strambata Oracle si avvicina fino a pochi metri, ma Luna Rossa si difende bene, Spithill tiene l’ingaggio e la regola gli dà precedenza. Chiamata di protesta di Luna Rossa ma gli Umpires danno il verde e ITA 94 prende la boa di destra, quella che voleva, per riportarsi a sinistra nella bolina. Luna Rossa gira la boa con 30 metri di vantaggio ed arriva alla fine della bolina stracciando Oracle con un vantaggio di un minuto e 21’’. Perfette (tranne che nella prima poppa) le scelte tattiche del pozzetto.
Mentre la sfida è serrata e l’incitamento (soprattutto per Luna Rossa) è alle stelle, ne approfitto quindi per guardarmi un po’ intorno e fare una breve passeggiata per scaricare la tensione. Non lontano da qui, ci sono in bella mostra alcuni scafi di team partecipanti alla scorsa edizione della America’s Cup ed io gli giro intorno ammirata scattando fotografie. Mi avvio poi verso il molo della Malvarrosa per ammirare la spiaggia che si estende ampia e lunghissima verso est. Mi giungono boati di gioia dalla zona del maxi schermo. Vedo sventolare bandiere tricolori e, guardando l’orologio, mi rendo conto che la regata sta giungendo praticamente al termine.
Nell’ultimo lato Oracle, cerca di ripetere il copione del secondo, ma senza esito, i salti di vento questa volta non aiutano il team di Ellison. Luna Rossa scende sulla destra verso la linea mentre Oracle torna verso il centro ed il vento continua a girare tanto che deve arrivare quasi al traverso. Devastante ed umiliante per Oracle il distacco finale: 2’ minuti e 19 secondi.
Gli italiani, euforici, si precipitano verso l’entrata del porto per veder passare le barche. Lo facciamo anche noi, muniti di macchina fotografica e tanto entusiasmo. Il percorso dal campo di regata non è brevissimo (forse avranno provato anche qualche manovra prima di tornare indietro…..) e quindi vediamo sfilare, prima delle due contendenti, i barconi degli spettatori che tornano salutando la folla, varie imbarcazioni private anche loro posizionate intorno al campo di regata ( e questo sarà motivo di perplessità da parte degli equipaggi dei team in competizione), i gommoni degli operatori televisivi (persino dagli elicotteri riprendono la gara), le barche degli umpires, le due barche d’appoggio di Luna Rossa e di Oracle con amici e parenti, e finalmente prima Oracle e poi, festeggiatissima, Luna Rossa. Fra poco, torneranno anche Desafio Espanol e New Zeeland, le altre due semifinaliste. Non ci sarà stata storia tra di loro, New Zeeland è veramente troppo forte.
Dopo aver scattato decine e decine di foto sgomitando tra connazionali tutti impazziti per la vela, decidiamo di bere qualcosa e fare un po’ di shopping. Il Porto della America’s Cup è affollatissimo ed attrezzatissimo. C’è persino un ristorante giapponese insieme ad altri due locali “più tradizionali” dove si mangia di tutto (specialmente pesce, è chiaro…) ed il famoso Porto Pasta, ristorante italiano punto di ritrovo dei nostri connazionali. Noi ci rechiamo a bere un caffè freddo da Nespresso ( e lo paghiamo ben euro 4,50…) per poi, andarci a fare un giro nel negozio di Louis Vuitton. Accanto, è stata allestita una piccola sala dove, sfilando con pazienza una persona alla volta, è possibile ammirare in tutto il loro fulgore la Louis Vutton Cup e la America’s Cup. Anche qui, Alberto ci tiene a farsi immortalare accanto ai due trofei.
Presi ancora dall’entusiasmo per la vittoria, superiamo the Team Bases (le basi degli equipaggi) che si susseguono per tutto l’arco del Porto, di Alinghi, +39 (che secondo me ha il negozio con gli indumenti dai colori più carini…), Shosoloza , BMW Oracle, fino a raggiungere la base di Luna Rossa dove, dopo una ragionevole fila, riusciamo ad entrare nel negozio ufficiale.
La ressa è pazzesca ( i prezzi anche….). Tutti vogliono accaparrarsi una maglietta, un paio di scarpe o semplicemente un cappellino con la piccola bandiera tricolore e la scritta Luna Rossa (gli indumenti con il logo Prada costano di più…..). Alberto (che è uno snob di questo sport….) compra una maglia grigia a maniche lunghe con la semplice scritta ITA86 (barca progettata un circa un anno prima di ITA94). Io mi limito ad un cappellino (anche se ci sono canottiere e felpe deliziose…….) grigio e rosso per proteggermi dal sole delle ore più calde. Ci danno in omaggio anche una piccola sacca argento con il logo del team e la solita bandierina, sarà apprezzatissima tra qualche mese per portare creme e cellulari in spiaggia.
Inutile dire che siamo un po’ stanchi. Usciamo dal Porto contenti ed anche un po’ affamati. Il nostro autobus ci riporta in albergo dove, dopo una breve doccia, ci cambiamo per avventarci su una bella paella valenciana, gustata in uno dei tanti ristoranti intorno alla Cattedrale. La passeggiata dopo cena per le vie del centro non offre molte attrattive, la movida valenciana, ci hanno spiegato, è altrove, soprattutto verso il mare e le zone dove vivono gli studenti universitari (che ogni giovedì a mezzanotte celebrano il rito del Botellon, dietro il piazzale dello stadio Mestalla, bevendo prima in compagnia le bottiglie portate da casa e poi passando il resto della notte in uno dei locali o delle discoteche della zona di Avenida de Argon e Blasco Ibanez). Noi però domani abbiamo una regata che ci aspetta, non possiamo fare tardi. Buona notte Valencia….
15 Maggio 2007 martedì
La giornata della nostra sconfitta, comincia bene, visitando la Lonja de la Seda, un meraviglioso edificio gotico splendidamente conservato e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che si compone internamente di un’aula a pianta quadrangolare con colonne tortili e soffitto con volte nervate. In passato era il luogo dove si svolgevano le contrattazioni dei mercanti. Sempre all’interno si trova un piccolo giardino con aranceti che è un vero gioiello. Uscendo da qui, attraversiamo la strada (dove si trova un negozio simpaticissimo che vende le tipiche padellone per la paella), ed entriamo per comprare un pezzo di torrone “artesano” (tipico torrone fatto con frutta, pasta di mandorle e cioccolato che si vende però tutto l’anno) nel colorato Mercato Central, un edificio in stile modernista terminato nel 1924 con la sua tipica struttura in ferro rivestita di ceramica e vetro dove sono in vendita pile e pile di succosissime arance (mai mangiate di così buone….) ed altre, appetitose primizie. Memori della fame patita a mezzogiorno di ieri, mangiamo qualche mini panino (qui ce sono di 100 tipi diversi) da Cien Montaditos, in Plaza de la Reina, una birreria tradizionale che offre anche bocadillos, i montaditos appunto, ad un euro l’uno.
Prendiamo poi il solito autobus per recarci al porto, dove arriviamo alle due, sotto un sole cocente ma fortunatamente con un vento gagliardo, pronti per assistere alla seconda regata.
Questa volta, prima di recarci davanti al maxi schermo di ieri, visitiamo anche gli altri Team Bases, quelli posti dall’altra parte della Casa de La America’s Cup (dove viene presentata con foto ed illustrazioni la storia della Coppa America), e dell ’Esposizione “No hay segundo” ovvero, “Non esiste un secondo”. Qui c’è la Base di New Zeeland, di Areva Challenge, di Victory, di Desafio Espanol 2007, di United Team Germany, di Mascalzone Latino e di China Team, con i loro relativi negozi.
Da questo lato, il primo maxi schermo è già super affollato ed anche qui si sente parlare e cantare in italiano.
Prima di raggiungere anche noi un posto davanti alla “pantalla” per tifare Luna Rossa, prenotiamo per 80 euro a testa due posti sul barcone degli spettatori (solo guardare…..) per domani. Un regalo ad Alberto, per il suo compleanno….
Purtroppo la seconda regata della semifinale non va bene come la prima. Luna Rossa parte alla grande ma si fa “fregare” incredibilmente nell’ultimo tratto dopo aver accumulato un considerevole vantaggio. Così come nella prima regata sono state esaltate le scelte di Grael e del pozzetto, questa volta saranno probabilmente criticate. Luna Rossa infatti, grazie alla splendida partenza di Spithill, aveva condotto una bella gara di testa nella prima bolina, girando la boa con 58 secondi di vantaggio su Oracle. è riuscita a perdere un tale margine fino a passare al cancello di poppa con soli 7 secondi su Oracle...
Nella seconda bolina le barche si allontanano: Luna Rossa tiene un lungo bordo più sulla destra. Oracle si allontana più sulla sinistra, guadagna ancora qualcosa ma non tanto. L’impressione è che Luna Rossa sia più forte di bolina e che Oracle sia più veloce di poppa. Ma, purtroppo Luna Rossa concede all’avversario troppa libertà, l’ultimo lato passa la boa con circa 40 metri di vantaggio ma viene pressata da USA98, il cui guadagno è inesorabile: a tre quarti dell’ultimo lato avviene il sorpasso, Luna Rossa cerca di poggiare più che può ma non ha più chance, Oracle vince per 13 secondi e pareggia i conti. Gli italiani intorno a noi, sembrano delusi ed un po’ contrariati ma poi salutano comunque calorosamente Luna Rossa quando sfila lungo il canale che la riporta alla base. (Seconda vittoria per New Zeeland su Desafio...)
Anche noi ce ne andiamo via mestamente, e decidiamo di fare un giro sul lungomare. Sono le cinque e la spiaggia è ancora affollata...Ah...aver portato il costume da bagno! Un bel tuffo lo avremmo fatto molto volentieri. Ci limitiamo a prendere un aperitivo davanti alla Malvarrosa e poi, sempre passeggiando, a spostarci più a nord, davanti alla spiaggia della Patacona dove persino Hemingway veniva a mangiare piatti a base di riso e di pesce da Pepica, sul Paseo Neptuno.
Noi, per consolarci e per festeggiare i quarantadue anni di Alberto, ci gustiamo un’altra paella (di mariscos però!) in Avenida Mare Nostrum, presso la famosa Casa Navarro. Una delizia! Non mancate di venirci se capitate a Valencia.
Dopo cena siamo stanchi ma curiosi di capire come si svolge la vita notturna della America’s Cup. Sono solo le 22 ma decidiamo di andare lo stesso all’Estrella Damm Lounge, un music bar che si trova al porto, di fronte al Foredeck. Fantastico! Via via, insieme alla gente comune, entrano per bere una birra vari componenti dei team che io riconosco dalle divise, Alberto persino dalle facce.
Che compleanno grandioso per lui! è felice come un bambino quando, un paio d’ore dopo, chiamiamo un taxi per tornare in albergo, distrutti ma veramente contenti di essere qui e prendere parte a questa avventura...
16 Maggio 2007 mercoledì
Per vedere la regata sul barcone degli spettatori bisogna arrivare al porto prima del solito. La mattina la passiamo facendo qualche acquisto nel centro della città ed al Corte Ingles. Lasciamo poi le nostre spese in hotel accanto alle valigie. Il nostro aereo partirà alle 21, abbiamo tempo per un’altra vittoria….
Al Porto, chiudiamo il capitolo pranzo con un frugale panino al prosciutto (comprato appena in tempo prima del totale esaurimento di qualsiasi tipo di cibo in tutta la zona) ed una birra.
Subito dopo, presentiamo il biglietto e ci imbarchiamo alla volta del Campo di Regata. Io, con il mio cappellino Luna Rossa fieramente calcato sulla testa……
Fortunatamente c’è un bel vento e questo ci permette di sopportare il sole che ci brucia le spalle e le braccia (ci siamo messi perfino la crema solare dopo la scottatura del primo giorno).
Siamo un nutrito gruppo di italiani su questo barcone, molti sono competenti, tutti sono agguerriti e decisi a riscattare la sconfitta di ieri. Certamente, è molto diverso seguire la regata da qui, sicuramente meno comodo ma molto più interessante ed appassionante. Dopo essere usciti dal canale, in una decina di minuti, ci posizioniamo intorno al campo di regata insieme a diverse altre imbarcazioni private ( ci sono molte agenzie che affittano catamarani e barche a vela o a motore con o senza equipaggio). Adesso capisco perché gli equipaggi in gara non gradiscono molto la troppa “folla” intorno a loro, effettivamente (tra barche d’appoggio, umpires, barconi di spettatori, barche di curiosi etc), siamo più di quanto potessi immaginare.
Quando inizia la gara iniziamo lentamente a spostarci, sempre a debita distanza però, per seguire dal punto più vicino consentito, le manovre dei due equipaggi. Spruzzi di schiuma, folate di vento, urla in un misto di inglese ed italiano, comunque tanta emozione e tensione……….
Nella terza regata l’atteggiamento tattico di ITA94 è completamente diverso….Sarà stato il briefing del mattino oppure la legittima sfuriata di Bertelli che ieri ha visto sfumare una sicura vittoria, ma questa volta la marcatura ad Oracle è stretta e non viene fatta nessuna concessione all’avversario, nemmeno sui tanto temuti lati di poppa. Oracle sembra leggermente più veloce ma Luna Rossa, marcandolo in quel modo, gli ha fatto guadagnare più o meno solo una quarantina di metri.
Ci sono circa 10-12 nodi di vento che consentono alla barca più veloce nel lato che conta nei match race, la bolina, di vincere la regata. Ed in questo, Luna Rossa è nettamente superiore ad Oracle, sia nelle prestazioni che nelle scelte del pozzetto. Perfetta la scelta del lato da parte di Torben Grael. Luna Rossa va a destra grazie a Spithill che prende la scia di Oracle in partenza per due volte. La prima volta Dickson riesce a fuggire ma si trova subito ITA94 a poppa che lo spinge verso la linea.
Di lì in due bordi lunghi Luna Rossa costruisce il vantaggio che difenderà sino alla fine: 29’ alla prima boa, 25’ al cancello di poppa, 45’ dopo la seconda bolina e 31’ alla fine.
I regali sono terminati, Luna Rossa finalmente dimostra a tutti che, senza distrazioni, la partita con Oracle sarebbe già praticamente chiusa con un 3-0 in favore degli italiani. Nell’altra semifinale, bella ed inattesa vittoria di Desafio contro New Zeeland, a dimostrazione che nella vela, a questi livelli, nulla può essere dato per scontato. Desafio non soltanto ha avuto la meglio su New Zeeland, ma è riuscito ad indurre il timoniere neo-zelandese all’errore, costringendolo alla penalità. Comunque, il team spagnolo ha vinto anche senza quella, tenendo la testa per tutta la regata e sfruttando, come Luna Rossa, il lato destro nella prima bolina.
Scendiamo dal barcone degli spettatori veramente felici e nello stesso tempo rammaricati di dover lasciare Valencia e la Coppa America. Luna Rossa vincerà la sfida con Oracle ed andrà alla finale della Louis Vutton Cup con New Zeeland, nettamente più forte di Desafio Espanol. Purtroppo la perderà e sarà l’equipaggio neozelandese a giocarsi la Coppa con Alinghi, il Defender.
Il 3 luglio del 2007 Alinghi conquisterà la Coppa America per 5 regate a due su New Zeeland e la competizione terminerà con la vittoria di un team europeo, capitanato dall’italo-svizzero Ernesto Bertarelli. La prossima Coppa America è ancora un enigma. Ma dovunque e comunque si gareggerà, se amate il mare ed i nostri colori, vi consiglio di esserci. è un’esperienza veramente unica ed entusiasmante.
14 Maggio 2007 Lunedì
Siamo arrivati ieri sera intorno alle 22.00 con un volo della Ryan Air, il nostro Hotel, lo Zenit, è molto centrale, molto moderno (lo hanno inaugurato da poco) e molto minimalista.
La finestra della nostra stanza si affaccia sulla bella Estacion del Norte, costruita tra gli anni 1907 e 1917 in stile art decò, senza peraltro che questo ci procuri il minimo fastidio, grazie ai doppi vetri, a causa dei rumori della strada. Durante la giornata di ieri i valenciani hanno festeggiato la Virgen de los Desamparados, patrona della città, ed infatti, il sagrato di fronte alla sua Basilica (Plaza de la Virgen) è ancora incredibilmente adorno di composizioni floreali in onore della Madonna.
Facciamo chiaramente un doveroso giro per il centro, il Barrio del Carmen, visitando anche la Cattedrale con i suoi tre portali nei tre diversi stili (il più antico è il romanico Puerta del Palau ed il più recente è il barocco Puerta de los Hierros), la torre campanaria del Miguelete (uno dei simboli di Valencia dalla quale si gode una meravigliosa vista sulla città), ed il Tribunale de las Aguas.
Poco prima dell’ora di pranzo, prendiamo un autobus (ce ne sono diversi che arrivano al porto…) che ci porta attraverso le vie di Valencia, proprio davanti ad uno degli ingressi pedonali del Porto. Una piccola fila al controllo di zaini e borse, ed entriamo finalmente, con una certa emozione, nell’autentico tempio della Vela mondiale.
Per iniziare a farvi partecipi della nostra avventura, intanto è necessario darvi qualche informazione tecnica: il campo di regata è proprio di fronte al litorale di Valencia, ed è delimitato da boe separate tra loro da 2,5 miglia e situate in linea con la direzione del vento.
Le due barche competitrici (a tutt’oggi sono ancora in gara per la Louis Vutton Cup Luna Rossa vs Oracle e Desafio Espanol vs New Zeeland) navigano verso la prima boa con il vento contro, in seguito virano e tornano con il vento a favore. è necessario completare due giri. Il percorso totale è di 10 miglia nautiche (18 km) e dura qualcosa di più di un’ora.
Dal 3 al 7 di aprile, è iniziata la Pre-regatta della Louis Vutton Cup, con i dodici team (11 challengers ed un defender) che hanno navigato tutti insieme; purtroppo è mancato il vento per giorni, anche durante l’inizio della sfida vera e propria partita ufficialmente il 16 di aprile e che terminerà il 12 giugno per eleggere la vincitrice della Vuitton Cup nonché la sfidante di Alinghi, la detentrice dal 2003 della Coppa America (dal 23 giugno al meglio delle nove regate). La mancanza di vento ha determinato uno slittamento delle gare che ci aveva preoccupato un po’. Infatti io e Alberto volevamo assistere alle gare di Luna Rossa e, chiaramente avevamo prenotato volo e albergo molto tempo prima, senza sapere se poi il nostro desiderio sarebbe stato esaudito. Fortunatamente il vento, superato il primo difficile periodo, ha deciso di fare giudizio e siamo qui oggi, per assistere alla prima delle sfide (chiamata match-race) della semifinale tra Luna Rossa vs Oracle.
Ci sono diversi modi per assistere alla regata, e certamente il più comodo è quello di sedersi davanti al primo dei maxi schermi previsti dall’organizzazione, posto all’ombra di un enorme telone.
Ma la maggior parte degli italiani si riunisce dall’altra parte del porto, davanti al secondo maxi schermo, alcuni seduti sotto il gazebo di un ristorante (inutile dire che bisogna arrivare almeno due ore prima dell’orario di inizio della regata previsto per le 15), tutti gli altri sparsi alla meglio tra ombra e sole (che qui picchia duro……), in una mano un bicchiere di cerveza helada, nell’altra una sventolante bandiera tricolore. Il secondo modo per seguire la regata è sui barconi che salpano un po’ prima del suo inizio (intorno alle 12,30) ed offrono, a seconda, solo una visione privilegiata oppure anche il pranzo.
Bisogna prenotarsi qualche giorno prima però e costa abbastanza, dai 60 agli 80 euro solo per guardare. Per oggi comunque ci dobbiamo accontentare del maxi schermo (che fortuna, abbiamo trovato degli italiani che ci hanno ospitato al loro tavolo sotto il gazebo!) e di un panino con la tortilla (al prezzo di un piatto di ostriche e champagne...), unico mezzo di sostentamento rimasto nel giro di chilometri...A voler essere sinceri, esiste anche un ristorante non lontano da dove ci troviamo, che, oltre ai prezzi notevoli, ha però il pregio di avere una vista splendida sul porto e sulla spiaggia della Malvarosa. Purtroppo, anche qui, è tutto prenotato fino alla fine della competizione...
Il segnale di avviso (10’) di inizio regata è dato alle 14,50, la partenza del primo match race alle 15, subito dopo la procedura per l’altra semifinale. Il percorso è il più lungo previsto dalle nuove regole, 12,6 miglia marine se non diversamente deciso dal comitato. Luna Rossa ITA94 è l’espressione dello yacht club italiano fondato nel 1997, a capo del sindacato c’è Fabrizio Bertelli ed il team leader è Francesco De Angelis, soprannominato il Barone, che ha vinto da timoniere, nel 2000 ad Auckland la Louis Vutton Cup con Luna Rossa ITA48. Su ITA94 è stato provato il nuovo albero e, alla vigilia di questa prima regata l’equipaggio italiano ha vinto il sorteggio per l’ingresso in partenza.
Il suo avversario è Oracle, espressione del Golden Gate Yacht Club (USA) fondato nel 2000, il cui capo del sindacato è Larry Ellison ed il cui team leader è Chris Dickson, skipper neozelandese. Entrambe le barche sono arrivate alle semifinali dopo l’Act 13 (regata di flotta) che serve per stilare la classifica dal primo all’undicesimo posto sulla base dei rispettivi ranking point ed a determinare poi anche gli accoppiamenti per i due Round Robin effettuati dal 16 aprile al 7 maggio con gli altri nove consorzi, al fine di selezionare i quattro team che da oggi fino al 25 maggio avranno la possibilità di effettuare la finale della Vuitton Cup e conquistare il diritto di affrontare Alinghi, il team Defender, dal 23 giugno al 7 luglio.
Per iniziare, mi spiegano che il campo di regata (campo nord del golfo di Valencia) è costituito da una boa al vento da girare sempre a destra ed un cancello (un gate) che le barche possono invece passare a destra o a sinistra una volta finito il lato di poppa. Gli equipaggi finalmente partono, con vento sui 13 nodi (ma anche rafficato e che arriverà fino a 18), doppiano la boa al vento per poi ridiscendere verso il cancello con il vento in poppa e lo spinnaker. Luna Rossa comincia con un leggero vantaggio, quello di avere bandiera gialla, cioè di entrare da destra, mure a dritta, in zona di prepartenza. Una possibilità di precedenza e quindi di controllo iniziale. Ovviamente ad ogni regata il privilegio si inverte. “Ma, come ha spiegato il timoniere di Luna Rossa, James Spithill, è soltanto un dettaglio”. Oracle sembra volere la destra, va a mischiarsi alle barche degli spettatori per cercare di confondere le idee a Spithill. Spithill gli concede la destra perché il meteo ha dato la chiamata: lato sinistro favorito per tutta la regata. Mai previsione fu così azzeccata: nella prima bolina Luna Rossa arriva in boa con un grande margine di vantaggio, ben 52 secondi sul team di Larry Ellison.
Anche la velocità della barca è consolante ( sulla quale non è stato utilizzato il nuovo albero provato qualche giorno fa ). Quando Luna Rossa si piazza per tutto il primo e secondo bordo della bolina sulle vele di Oracle, resta incollata e anzi, guadagna qualcosa.
Per qualche minuto il maxi schermo interrompe le trasmissioni e le proteste diventano sempre più assordanti fino a quando il collegamento non viene ripristinato. Luna Rossa va fortissimo, la gara è spettacolare, condotta fianco a fianco per metà della prima bolina e poi in testa, anche con grande vantaggio.
Oracle è riuscita a recuperare nel primo lato di poppa. ITA94 stramba quasi subito, tenendo la destra mentre Oracle non la segue. La separazione procura vantaggio ad Oracle che trova più pressione e raggiunge Luna Rossa. Grande battaglia al cancello di poppa, dopo l’ultima strambata Oracle si avvicina fino a pochi metri, ma Luna Rossa si difende bene, Spithill tiene l’ingaggio e la regola gli dà precedenza. Chiamata di protesta di Luna Rossa ma gli Umpires danno il verde e ITA 94 prende la boa di destra, quella che voleva, per riportarsi a sinistra nella bolina. Luna Rossa gira la boa con 30 metri di vantaggio ed arriva alla fine della bolina stracciando Oracle con un vantaggio di un minuto e 21’’. Perfette (tranne che nella prima poppa) le scelte tattiche del pozzetto.
Mentre la sfida è serrata e l’incitamento (soprattutto per Luna Rossa) è alle stelle, ne approfitto quindi per guardarmi un po’ intorno e fare una breve passeggiata per scaricare la tensione. Non lontano da qui, ci sono in bella mostra alcuni scafi di team partecipanti alla scorsa edizione della America’s Cup ed io gli giro intorno ammirata scattando fotografie. Mi avvio poi verso il molo della Malvarrosa per ammirare la spiaggia che si estende ampia e lunghissima verso est. Mi giungono boati di gioia dalla zona del maxi schermo. Vedo sventolare bandiere tricolori e, guardando l’orologio, mi rendo conto che la regata sta giungendo praticamente al termine.
Nell’ultimo lato Oracle, cerca di ripetere il copione del secondo, ma senza esito, i salti di vento questa volta non aiutano il team di Ellison. Luna Rossa scende sulla destra verso la linea mentre Oracle torna verso il centro ed il vento continua a girare tanto che deve arrivare quasi al traverso. Devastante ed umiliante per Oracle il distacco finale: 2’ minuti e 19 secondi.
Gli italiani, euforici, si precipitano verso l’entrata del porto per veder passare le barche. Lo facciamo anche noi, muniti di macchina fotografica e tanto entusiasmo. Il percorso dal campo di regata non è brevissimo (forse avranno provato anche qualche manovra prima di tornare indietro…..) e quindi vediamo sfilare, prima delle due contendenti, i barconi degli spettatori che tornano salutando la folla, varie imbarcazioni private anche loro posizionate intorno al campo di regata ( e questo sarà motivo di perplessità da parte degli equipaggi dei team in competizione), i gommoni degli operatori televisivi (persino dagli elicotteri riprendono la gara), le barche degli umpires, le due barche d’appoggio di Luna Rossa e di Oracle con amici e parenti, e finalmente prima Oracle e poi, festeggiatissima, Luna Rossa. Fra poco, torneranno anche Desafio Espanol e New Zeeland, le altre due semifinaliste. Non ci sarà stata storia tra di loro, New Zeeland è veramente troppo forte.
Dopo aver scattato decine e decine di foto sgomitando tra connazionali tutti impazziti per la vela, decidiamo di bere qualcosa e fare un po’ di shopping. Il Porto della America’s Cup è affollatissimo ed attrezzatissimo. C’è persino un ristorante giapponese insieme ad altri due locali “più tradizionali” dove si mangia di tutto (specialmente pesce, è chiaro…) ed il famoso Porto Pasta, ristorante italiano punto di ritrovo dei nostri connazionali. Noi ci rechiamo a bere un caffè freddo da Nespresso ( e lo paghiamo ben euro 4,50…) per poi, andarci a fare un giro nel negozio di Louis Vuitton. Accanto, è stata allestita una piccola sala dove, sfilando con pazienza una persona alla volta, è possibile ammirare in tutto il loro fulgore la Louis Vutton Cup e la America’s Cup. Anche qui, Alberto ci tiene a farsi immortalare accanto ai due trofei.
Presi ancora dall’entusiasmo per la vittoria, superiamo the Team Bases (le basi degli equipaggi) che si susseguono per tutto l’arco del Porto, di Alinghi, +39 (che secondo me ha il negozio con gli indumenti dai colori più carini…), Shosoloza , BMW Oracle, fino a raggiungere la base di Luna Rossa dove, dopo una ragionevole fila, riusciamo ad entrare nel negozio ufficiale.
La ressa è pazzesca ( i prezzi anche….). Tutti vogliono accaparrarsi una maglietta, un paio di scarpe o semplicemente un cappellino con la piccola bandiera tricolore e la scritta Luna Rossa (gli indumenti con il logo Prada costano di più…..). Alberto (che è uno snob di questo sport….) compra una maglia grigia a maniche lunghe con la semplice scritta ITA86 (barca progettata un circa un anno prima di ITA94). Io mi limito ad un cappellino (anche se ci sono canottiere e felpe deliziose…….) grigio e rosso per proteggermi dal sole delle ore più calde. Ci danno in omaggio anche una piccola sacca argento con il logo del team e la solita bandierina, sarà apprezzatissima tra qualche mese per portare creme e cellulari in spiaggia.
Inutile dire che siamo un po’ stanchi. Usciamo dal Porto contenti ed anche un po’ affamati. Il nostro autobus ci riporta in albergo dove, dopo una breve doccia, ci cambiamo per avventarci su una bella paella valenciana, gustata in uno dei tanti ristoranti intorno alla Cattedrale. La passeggiata dopo cena per le vie del centro non offre molte attrattive, la movida valenciana, ci hanno spiegato, è altrove, soprattutto verso il mare e le zone dove vivono gli studenti universitari (che ogni giovedì a mezzanotte celebrano il rito del Botellon, dietro il piazzale dello stadio Mestalla, bevendo prima in compagnia le bottiglie portate da casa e poi passando il resto della notte in uno dei locali o delle discoteche della zona di Avenida de Argon e Blasco Ibanez). Noi però domani abbiamo una regata che ci aspetta, non possiamo fare tardi. Buona notte Valencia….
15 Maggio 2007 martedì
La giornata della nostra sconfitta, comincia bene, visitando la Lonja de la Seda, un meraviglioso edificio gotico splendidamente conservato e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che si compone internamente di un’aula a pianta quadrangolare con colonne tortili e soffitto con volte nervate. In passato era il luogo dove si svolgevano le contrattazioni dei mercanti. Sempre all’interno si trova un piccolo giardino con aranceti che è un vero gioiello. Uscendo da qui, attraversiamo la strada (dove si trova un negozio simpaticissimo che vende le tipiche padellone per la paella), ed entriamo per comprare un pezzo di torrone “artesano” (tipico torrone fatto con frutta, pasta di mandorle e cioccolato che si vende però tutto l’anno) nel colorato Mercato Central, un edificio in stile modernista terminato nel 1924 con la sua tipica struttura in ferro rivestita di ceramica e vetro dove sono in vendita pile e pile di succosissime arance (mai mangiate di così buone….) ed altre, appetitose primizie. Memori della fame patita a mezzogiorno di ieri, mangiamo qualche mini panino (qui ce sono di 100 tipi diversi) da Cien Montaditos, in Plaza de la Reina, una birreria tradizionale che offre anche bocadillos, i montaditos appunto, ad un euro l’uno.
Prendiamo poi il solito autobus per recarci al porto, dove arriviamo alle due, sotto un sole cocente ma fortunatamente con un vento gagliardo, pronti per assistere alla seconda regata.
Questa volta, prima di recarci davanti al maxi schermo di ieri, visitiamo anche gli altri Team Bases, quelli posti dall’altra parte della Casa de La America’s Cup (dove viene presentata con foto ed illustrazioni la storia della Coppa America), e dell ’Esposizione “No hay segundo” ovvero, “Non esiste un secondo”. Qui c’è la Base di New Zeeland, di Areva Challenge, di Victory, di Desafio Espanol 2007, di United Team Germany, di Mascalzone Latino e di China Team, con i loro relativi negozi.
Da questo lato, il primo maxi schermo è già super affollato ed anche qui si sente parlare e cantare in italiano.
Prima di raggiungere anche noi un posto davanti alla “pantalla” per tifare Luna Rossa, prenotiamo per 80 euro a testa due posti sul barcone degli spettatori (solo guardare…..) per domani. Un regalo ad Alberto, per il suo compleanno….
Purtroppo la seconda regata della semifinale non va bene come la prima. Luna Rossa parte alla grande ma si fa “fregare” incredibilmente nell’ultimo tratto dopo aver accumulato un considerevole vantaggio. Così come nella prima regata sono state esaltate le scelte di Grael e del pozzetto, questa volta saranno probabilmente criticate. Luna Rossa infatti, grazie alla splendida partenza di Spithill, aveva condotto una bella gara di testa nella prima bolina, girando la boa con 58 secondi di vantaggio su Oracle. è riuscita a perdere un tale margine fino a passare al cancello di poppa con soli 7 secondi su Oracle...
Nella seconda bolina le barche si allontanano: Luna Rossa tiene un lungo bordo più sulla destra. Oracle si allontana più sulla sinistra, guadagna ancora qualcosa ma non tanto. L’impressione è che Luna Rossa sia più forte di bolina e che Oracle sia più veloce di poppa. Ma, purtroppo Luna Rossa concede all’avversario troppa libertà, l’ultimo lato passa la boa con circa 40 metri di vantaggio ma viene pressata da USA98, il cui guadagno è inesorabile: a tre quarti dell’ultimo lato avviene il sorpasso, Luna Rossa cerca di poggiare più che può ma non ha più chance, Oracle vince per 13 secondi e pareggia i conti. Gli italiani intorno a noi, sembrano delusi ed un po’ contrariati ma poi salutano comunque calorosamente Luna Rossa quando sfila lungo il canale che la riporta alla base. (Seconda vittoria per New Zeeland su Desafio...)
Anche noi ce ne andiamo via mestamente, e decidiamo di fare un giro sul lungomare. Sono le cinque e la spiaggia è ancora affollata...Ah...aver portato il costume da bagno! Un bel tuffo lo avremmo fatto molto volentieri. Ci limitiamo a prendere un aperitivo davanti alla Malvarrosa e poi, sempre passeggiando, a spostarci più a nord, davanti alla spiaggia della Patacona dove persino Hemingway veniva a mangiare piatti a base di riso e di pesce da Pepica, sul Paseo Neptuno.
Noi, per consolarci e per festeggiare i quarantadue anni di Alberto, ci gustiamo un’altra paella (di mariscos però!) in Avenida Mare Nostrum, presso la famosa Casa Navarro. Una delizia! Non mancate di venirci se capitate a Valencia.
Dopo cena siamo stanchi ma curiosi di capire come si svolge la vita notturna della America’s Cup. Sono solo le 22 ma decidiamo di andare lo stesso all’Estrella Damm Lounge, un music bar che si trova al porto, di fronte al Foredeck. Fantastico! Via via, insieme alla gente comune, entrano per bere una birra vari componenti dei team che io riconosco dalle divise, Alberto persino dalle facce.
Che compleanno grandioso per lui! è felice come un bambino quando, un paio d’ore dopo, chiamiamo un taxi per tornare in albergo, distrutti ma veramente contenti di essere qui e prendere parte a questa avventura...
16 Maggio 2007 mercoledì
Per vedere la regata sul barcone degli spettatori bisogna arrivare al porto prima del solito. La mattina la passiamo facendo qualche acquisto nel centro della città ed al Corte Ingles. Lasciamo poi le nostre spese in hotel accanto alle valigie. Il nostro aereo partirà alle 21, abbiamo tempo per un’altra vittoria….
Al Porto, chiudiamo il capitolo pranzo con un frugale panino al prosciutto (comprato appena in tempo prima del totale esaurimento di qualsiasi tipo di cibo in tutta la zona) ed una birra.
Subito dopo, presentiamo il biglietto e ci imbarchiamo alla volta del Campo di Regata. Io, con il mio cappellino Luna Rossa fieramente calcato sulla testa……
Fortunatamente c’è un bel vento e questo ci permette di sopportare il sole che ci brucia le spalle e le braccia (ci siamo messi perfino la crema solare dopo la scottatura del primo giorno).
Siamo un nutrito gruppo di italiani su questo barcone, molti sono competenti, tutti sono agguerriti e decisi a riscattare la sconfitta di ieri. Certamente, è molto diverso seguire la regata da qui, sicuramente meno comodo ma molto più interessante ed appassionante. Dopo essere usciti dal canale, in una decina di minuti, ci posizioniamo intorno al campo di regata insieme a diverse altre imbarcazioni private ( ci sono molte agenzie che affittano catamarani e barche a vela o a motore con o senza equipaggio). Adesso capisco perché gli equipaggi in gara non gradiscono molto la troppa “folla” intorno a loro, effettivamente (tra barche d’appoggio, umpires, barconi di spettatori, barche di curiosi etc), siamo più di quanto potessi immaginare.
Quando inizia la gara iniziamo lentamente a spostarci, sempre a debita distanza però, per seguire dal punto più vicino consentito, le manovre dei due equipaggi. Spruzzi di schiuma, folate di vento, urla in un misto di inglese ed italiano, comunque tanta emozione e tensione……….
Nella terza regata l’atteggiamento tattico di ITA94 è completamente diverso….Sarà stato il briefing del mattino oppure la legittima sfuriata di Bertelli che ieri ha visto sfumare una sicura vittoria, ma questa volta la marcatura ad Oracle è stretta e non viene fatta nessuna concessione all’avversario, nemmeno sui tanto temuti lati di poppa. Oracle sembra leggermente più veloce ma Luna Rossa, marcandolo in quel modo, gli ha fatto guadagnare più o meno solo una quarantina di metri.
Ci sono circa 10-12 nodi di vento che consentono alla barca più veloce nel lato che conta nei match race, la bolina, di vincere la regata. Ed in questo, Luna Rossa è nettamente superiore ad Oracle, sia nelle prestazioni che nelle scelte del pozzetto. Perfetta la scelta del lato da parte di Torben Grael. Luna Rossa va a destra grazie a Spithill che prende la scia di Oracle in partenza per due volte. La prima volta Dickson riesce a fuggire ma si trova subito ITA94 a poppa che lo spinge verso la linea.
Di lì in due bordi lunghi Luna Rossa costruisce il vantaggio che difenderà sino alla fine: 29’ alla prima boa, 25’ al cancello di poppa, 45’ dopo la seconda bolina e 31’ alla fine.
I regali sono terminati, Luna Rossa finalmente dimostra a tutti che, senza distrazioni, la partita con Oracle sarebbe già praticamente chiusa con un 3-0 in favore degli italiani. Nell’altra semifinale, bella ed inattesa vittoria di Desafio contro New Zeeland, a dimostrazione che nella vela, a questi livelli, nulla può essere dato per scontato. Desafio non soltanto ha avuto la meglio su New Zeeland, ma è riuscito ad indurre il timoniere neo-zelandese all’errore, costringendolo alla penalità. Comunque, il team spagnolo ha vinto anche senza quella, tenendo la testa per tutta la regata e sfruttando, come Luna Rossa, il lato destro nella prima bolina.
Scendiamo dal barcone degli spettatori veramente felici e nello stesso tempo rammaricati di dover lasciare Valencia e la Coppa America. Luna Rossa vincerà la sfida con Oracle ed andrà alla finale della Louis Vutton Cup con New Zeeland, nettamente più forte di Desafio Espanol. Purtroppo la perderà e sarà l’equipaggio neozelandese a giocarsi la Coppa con Alinghi, il Defender.
Il 3 luglio del 2007 Alinghi conquisterà la Coppa America per 5 regate a due su New Zeeland e la competizione terminerà con la vittoria di un team europeo, capitanato dall’italo-svizzero Ernesto Bertarelli. La prossima Coppa America è ancora un enigma. Ma dovunque e comunque si gareggerà, se amate il mare ed i nostri colori, vi consiglio di esserci. è un’esperienza veramente unica ed entusiasmante.
E' il resoconto di tre giorni passati al porto di Valencia a tifare Luna Rossa insieme a molti altri italiani, ed a vivere anche se brevemente, la splendida avventura della 32° America’s Cup, la prima del Mediterraneo in 156 anni di storia.
14 Maggio 2007 Lunedì
Siamo arrivati ieri sera intorno alle 22.00 con un volo della Ryan Air, il nostro Hotel, lo Zenit, è molto centrale, molto moderno (lo hanno inaugurato da poco) e molto minimalista.
La finestra della nostra stanza si affaccia sulla bella Estacion del Norte, costruita tra gli anni 1907 e 1917 in stile art decò, senza peraltro che questo ci procuri il minimo fastidio, grazie ai doppi vetri, a causa dei rumori della strada. Durante la giornata di ieri i valenciani hanno festeggiato la Virgen de los Desamparados, patrona della città, ed infatti, il sagrato di fronte alla sua Basilica (Plaza de la Virgen) è ancora incredibilmente adorno di composizioni floreali in onore della Madonna.
Facciamo chiaramente un doveroso giro per il centro, il Barrio del Carmen, visitando anche la Cattedrale con i suoi tre portali nei tre diversi stili (il più antico è il romanico Puerta del Palau ed il più recente è il barocco Puerta de los Hierros), la torre campanaria del Miguelete (uno dei simboli di Valencia dalla quale si gode una meravigliosa vista sulla città), ed il Tribunale de las Aguas.
Poco prima dell’ora di pranzo, prendiamo un autobus (ce ne sono diversi che arrivano al porto…) che ci porta attraverso le vie di Valencia, proprio davanti ad uno degli ingressi pedonali del Porto. Una piccola fila al controllo di zaini e borse, ed entriamo finalmente, con una certa emozione, nell’autentico tempio della Vela mondiale.
Per iniziare a farvi partecipi della nostra avventura, intanto è necessario darvi qualche informazione tecnica: il campo di regata è proprio di fronte al litorale di Valencia, ed è delimitato da boe separate tra loro da 2,5 miglia e situate in linea con la direzione del vento.
Le due barche competitrici (a tutt’oggi sono ancora in gara per la Louis Vutton Cup Luna Rossa vs Oracle e Desafio Espanol vs New Zeeland) navigano verso la prima boa con il vento contro, in seguito virano e tornano con il vento a favore. è necessario completare due giri. Il percorso totale è di 10 miglia nautiche (18 km) e dura qualcosa di più di un’ora.
Dal 3 al 7 di aprile, è iniziata la Pre-regatta della Louis Vutton Cup, con i dodici team (11 challengers ed un defender) che hanno navigato tutti insieme; purtroppo è mancato il vento per giorni, anche durante l’inizio della sfida vera e propria partita ufficialmente il 16 di aprile e che terminerà il 12 giugno per eleggere la vincitrice della Vuitton Cup nonché la sfidante di Alinghi, la detentrice dal 2003 della Coppa America (dal 23 giugno al meglio delle nove regate). La mancanza di vento ha determinato uno slittamento delle gare che ci aveva preoccupato un po’. Infatti io e Alberto volevamo assistere alle gare di Luna Rossa e, chiaramente avevamo prenotato volo e albergo molto tempo prima, senza sapere se poi il nostro desiderio sarebbe stato esaudito. Fortunatamente il vento, superato il primo difficile periodo, ha deciso di fare giudizio e siamo qui oggi, per assistere alla prima delle sfide (chiamata match-race) della semifinale tra Luna Rossa vs Oracle.
Ci sono diversi modi per assistere alla regata, e certamente il più comodo è quello di sedersi davanti al primo dei maxi schermi previsti dall’organizzazione, posto all’ombra di un enorme telone.
Ma la maggior parte degli italiani si riunisce dall’altra parte del porto, davanti al secondo maxi schermo, alcuni seduti sotto il gazebo di un ristorante (inutile dire che bisogna arrivare almeno due ore prima dell’orario di inizio della regata previsto per le 15), tutti gli altri sparsi alla meglio tra ombra e sole (che qui picchia duro……), in una mano un bicchiere di cerveza helada, nell’altra una sventolante bandiera tricolore. Il secondo modo per seguire la regata è sui barconi che salpano un po’ prima del suo inizio (intorno alle 12,30) ed offrono, a seconda, solo una visione privilegiata oppure anche il pranzo.
Bisogna prenotarsi qualche giorno prima però e costa abbastanza, dai 60 agli 80 euro solo per guardare. Per oggi comunque ci dobbiamo accontentare del maxi schermo (che fortuna, abbiamo trovato degli italiani che ci hanno ospitato al loro tavolo sotto il gazebo!) e di un panino con la tortilla (al prezzo di un piatto di ostriche e champagne...), unico mezzo di sostentamento rimasto nel giro di chilometri...A voler essere sinceri, esiste anche un ristorante non lontano da dove ci troviamo, che, oltre ai prezzi notevoli, ha però il pregio di avere una vista splendida sul porto e sulla spiaggia della Malvarosa. Purtroppo, anche qui, è tutto prenotato fino alla fine della competizione...
Il segnale di avviso (10’) di inizio regata è dato alle 14,50, la partenza del primo match race alle 15, subito dopo la procedura per l’altra semifinale. Il percorso è il più lungo previsto dalle nuove regole, 12,6 miglia marine se non diversamente deciso dal comitato. Luna Rossa ITA94 è l’espressione dello yacht club italiano fondato nel 1997, a capo del sindacato c’è Fabrizio Bertelli ed il team leader è Francesco De Angelis, soprannominato il Barone, che ha vinto da timoniere, nel 2000 ad Auckland la Louis Vutton Cup con Luna Rossa ITA48. Su ITA94 è stato provato il nuovo albero e, alla vigilia di questa prima regata l’equipaggio italiano ha vinto il sorteggio per l’ingresso in partenza.
Il suo avversario è Oracle, espressione del Golden Gate Yacht Club (USA) fondato nel 2000, il cui capo del sindacato è Larry Ellison ed il cui team leader è Chris Dickson, skipper neozelandese. Entrambe le barche sono arrivate alle semifinali dopo l’Act 13 (regata di flotta) che serve per stilare la classifica dal primo all’undicesimo posto sulla base dei rispettivi ranking point ed a determinare poi anche gli accoppiamenti per i due Round Robin effettuati dal 16 aprile al 7 maggio con gli altri nove consorzi, al fine di selezionare i quattro team che da oggi fino al 25 maggio avranno la possibilità di effettuare la finale della Vuitton Cup e conquistare il diritto di affrontare Alinghi, il team Defender, dal 23 giugno al 7 luglio.
Per iniziare, mi spiegano che il campo di regata (campo nord del golfo di Valencia) è costituito da una boa al vento da girare sempre a destra ed un cancello (un gate) che le barche possono invece passare a destra o a sinistra una volta finito il lato di poppa. Gli equipaggi finalmente partono, con vento sui 13 nodi (ma anche rafficato e che arriverà fino a 18), doppiano la boa al vento per poi ridiscendere verso il cancello con il vento in poppa e lo spinnaker. Luna Rossa comincia con un leggero vantaggio, quello di avere bandiera gialla, cioè di entrare da destra, mure a dritta, in zona di prepartenza. Una possibilità di precedenza e quindi di controllo iniziale. Ovviamente ad ogni regata il privilegio si inverte. “Ma, come ha spiegato il timoniere di Luna Rossa, James Spithill, è soltanto un dettaglio”. Oracle sembra volere la destra, va a mischiarsi alle barche degli spettatori per cercare di confondere le idee a Spithill. Spithill gli concede la destra perché il meteo ha dato la chiamata: lato sinistro favorito per tutta la regata. Mai previsione fu così azzeccata: nella prima bolina Luna Rossa arriva in boa con un grande margine di vantaggio, ben 52 secondi sul team di Larry Ellison.
Anche la velocità della barca è consolante ( sulla quale non è stato utilizzato il nuovo albero provato qualche giorno fa ). Quando Luna Rossa si piazza per tutto il primo e secondo bordo della bolina sulle vele di Oracle, resta incollata e anzi, guadagna qualcosa.
Per qualche minuto il maxi schermo interrompe le trasmissioni e le proteste diventano sempre più assordanti fino a quando il collegamento non viene ripristinato. Luna Rossa va fortissimo, la gara è spettacolare, condotta fianco a fianco per metà della prima bolina e poi in testa, anche con grande vantaggio.
Oracle è riuscita a recuperare nel primo lato di poppa. ITA94 stramba quasi subito, tenendo la destra mentre Oracle non la segue. La separazione procura vantaggio ad Oracle che trova più pressione e raggiunge Luna Rossa. Grande battaglia al cancello di poppa, dopo l’ultima strambata Oracle si avvicina fino a pochi metri, ma Luna Rossa si difende bene, Spithill tiene l’ingaggio e la regola gli dà precedenza. Chiamata di protesta di Luna Rossa ma gli Umpires danno il verde e ITA 94 prende la boa di destra, quella che voleva, per riportarsi a sinistra nella bolina. Luna Rossa gira la boa con 30 metri di vantaggio ed arriva alla fine della bolina stracciando Oracle con un vantaggio di un minuto e 21’’. Perfette (tranne che nella prima poppa) le scelte tattiche del pozzetto.
Mentre la sfida è serrata e l’incitamento (soprattutto per Luna Rossa) è alle stelle, ne approfitto quindi per guardarmi un po’ intorno e fare una breve passeggiata per scaricare la tensione. Non lontano da qui, ci sono in bella mostra alcuni scafi di team partecipanti alla scorsa edizione della America’s Cup ed io gli giro intorno ammirata scattando fotografie. Mi avvio poi verso il molo della Malvarrosa per ammirare la spiaggia che si estende ampia e lunghissima verso est. Mi giungono boati di gioia dalla zona del maxi schermo. Vedo sventolare bandiere tricolori e, guardando l’orologio, mi rendo conto che la regata sta giungendo praticamente al termine.
Nell’ultimo lato Oracle, cerca di ripetere il copione del secondo, ma senza esito, i salti di vento questa volta non aiutano il team di Ellison. Luna Rossa scende sulla destra verso la linea mentre Oracle torna verso il centro ed il vento continua a girare tanto che deve arrivare quasi al traverso. Devastante ed umiliante per Oracle il distacco finale: 2’ minuti e 19 secondi.
Gli italiani, euforici, si precipitano verso l’entrata del porto per veder passare le barche. Lo facciamo anche noi, muniti di macchina fotografica e tanto entusiasmo. Il percorso dal campo di regata non è brevissimo (forse avranno provato anche qualche manovra prima di tornare indietro…..) e quindi vediamo sfilare, prima delle due contendenti, i barconi degli spettatori che tornano salutando la folla, varie imbarcazioni private anche loro posizionate intorno al campo di regata ( e questo sarà motivo di perplessità da parte degli equipaggi dei team in competizione), i gommoni degli operatori televisivi (persino dagli elicotteri riprendono la gara), le barche degli umpires, le due barche d’appoggio di Luna Rossa e di Oracle con amici e parenti, e finalmente prima Oracle e poi, festeggiatissima, Luna Rossa. Fra poco, torneranno anche Desafio Espanol e New Zeeland, le altre due semifinaliste. Non ci sarà stata storia tra di loro, New Zeeland è veramente troppo forte.
Dopo aver scattato decine e decine di foto sgomitando tra connazionali tutti impazziti per la vela, decidiamo di bere qualcosa e fare un po’ di shopping. Il Porto della America’s Cup è affollatissimo ed attrezzatissimo. C’è persino un ristorante giapponese insieme ad altri due locali “più tradizionali” dove si mangia di tutto (specialmente pesce, è chiaro…) ed il famoso Porto Pasta, ristorante italiano punto di ritrovo dei nostri connazionali. Noi ci rechiamo a bere un caffè freddo da Nespresso ( e lo paghiamo ben euro 4,50…) per poi, andarci a fare un giro nel negozio di Louis Vuitton. Accanto, è stata allestita una piccola sala dove, sfilando con pazienza una persona alla volta, è possibile ammirare in tutto il loro fulgore la Louis Vutton Cup e la America’s Cup. Anche qui, Alberto ci tiene a farsi immortalare accanto ai due trofei.
Presi ancora dall’entusiasmo per la vittoria, superiamo the Team Bases (le basi degli equipaggi) che si susseguono per tutto l’arco del Porto, di Alinghi, +39 (che secondo me ha il negozio con gli indumenti dai colori più carini…), Shosoloza , BMW Oracle, fino a raggiungere la base di Luna Rossa dove, dopo una ragionevole fila, riusciamo ad entrare nel negozio ufficiale.
La ressa è pazzesca ( i prezzi anche….). Tutti vogliono accaparrarsi una maglietta, un paio di scarpe o semplicemente un cappellino con la piccola bandiera tricolore e la scritta Luna Rossa (gli indumenti con il logo Prada costano di più…..). Alberto (che è uno snob di questo sport….) compra una maglia grigia a maniche lunghe con la semplice scritta ITA86 (barca progettata un circa un anno prima di ITA94). Io mi limito ad un cappellino (anche se ci sono canottiere e felpe deliziose…….) grigio e rosso per proteggermi dal sole delle ore più calde. Ci danno in omaggio anche una piccola sacca argento con il logo del team e la solita bandierina, sarà apprezzatissima tra qualche mese per portare creme e cellulari in spiaggia.
Inutile dire che siamo un po’ stanchi. Usciamo dal Porto contenti ed anche un po’ affamati. Il nostro autobus ci riporta in albergo dove, dopo una breve doccia, ci cambiamo per avventarci su una bella paella valenciana, gustata in uno dei tanti ristoranti intorno alla Cattedrale. La passeggiata dopo cena per le vie del centro non offre molte attrattive, la movida valenciana, ci hanno spiegato, è altrove, soprattutto verso il mare e le zone dove vivono gli studenti universitari (che ogni giovedì a mezzanotte celebrano il rito del Botellon, dietro il piazzale dello stadio Mestalla, bevendo prima in compagnia le bottiglie portate da casa e poi passando il resto della notte in uno dei locali o delle discoteche della zona di Avenida de Argon e Blasco Ibanez). Noi però domani abbiamo una regata che ci aspetta, non possiamo fare tardi. Buona notte Valencia….
15 Maggio 2007 martedì
La giornata della nostra sconfitta, comincia bene, visitando la Lonja de la Seda, un meraviglioso edificio gotico splendidamente conservato e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che si compone internamente di un’aula a pianta quadrangolare con colonne tortili e soffitto con volte nervate. In passato era il luogo dove si svolgevano le contrattazioni dei mercanti. Sempre all’interno si trova un piccolo giardino con aranceti che è un vero gioiello. Uscendo da qui, attraversiamo la strada (dove si trova un negozio simpaticissimo che vende le tipiche padellone per la paella), ed entriamo per comprare un pezzo di torrone “artesano” (tipico torrone fatto con frutta, pasta di mandorle e cioccolato che si vende però tutto l’anno) nel colorato Mercato Central, un edificio in stile modernista terminato nel 1924 con la sua tipica struttura in ferro rivestita di ceramica e vetro dove sono in vendita pile e pile di succosissime arance (mai mangiate di così buone….) ed altre, appetitose primizie. Memori della fame patita a mezzogiorno di ieri, mangiamo qualche mini panino (qui ce sono di 100 tipi diversi) da Cien Montaditos, in Plaza de la Reina, una birreria tradizionale che offre anche bocadillos, i montaditos appunto, ad un euro l’uno.
Prendiamo poi il solito autobus per recarci al porto, dove arriviamo alle due, sotto un sole cocente ma fortunatamente con un vento gagliardo, pronti per assistere alla seconda regata.
Questa volta, prima di recarci davanti al maxi schermo di ieri, visitiamo anche gli altri Team Bases, quelli posti dall’altra parte della Casa de La America’s Cup (dove viene presentata con foto ed illustrazioni la storia della Coppa America), e dell ’Esposizione “No hay segundo” ovvero, “Non esiste un secondo”. Qui c’è la Base di New Zeeland, di Areva Challenge, di Victory, di Desafio Espanol 2007, di United Team Germany, di Mascalzone Latino e di China Team, con i loro relativi negozi.
Da questo lato, il primo maxi schermo è già super affollato ed anche qui si sente parlare e cantare in italiano.
Prima di raggiungere anche noi un posto davanti alla “pantalla” per tifare Luna Rossa, prenotiamo per 80 euro a testa due posti sul barcone degli spettatori (solo guardare…..) per domani. Un regalo ad Alberto, per il suo compleanno….
Purtroppo la seconda regata della semifinale non va bene come la prima. Luna Rossa parte alla grande ma si fa “fregare” incredibilmente nell’ultimo tratto dopo aver accumulato un considerevole vantaggio. Così come nella prima regata sono state esaltate le scelte di Grael e del pozzetto, questa volta saranno probabilmente criticate. Luna Rossa infatti, grazie alla splendida partenza di Spithill, aveva condotto una bella gara di testa nella prima bolina, girando la boa con 58 secondi di vantaggio su Oracle. è riuscita a perdere un tale margine fino a passare al cancello di poppa con soli 7 secondi su Oracle...
Nella seconda bolina le barche si allontanano: Luna Rossa tiene un lungo bordo più sulla destra. Oracle si allontana più sulla sinistra, guadagna ancora qualcosa ma non tanto. L’impressione è che Luna Rossa sia più forte di bolina e che Oracle sia più veloce di poppa. Ma, purtroppo Luna Rossa concede all’avversario troppa libertà, l’ultimo lato passa la boa con circa 40 metri di vantaggio ma viene pressata da USA98, il cui guadagno è inesorabile: a tre quarti dell’ultimo lato avviene il sorpasso, Luna Rossa cerca di poggiare più che può ma non ha più chance, Oracle vince per 13 secondi e pareggia i conti. Gli italiani intorno a noi, sembrano delusi ed un po’ contrariati ma poi salutano comunque calorosamente Luna Rossa quando sfila lungo il canale che la riporta alla base. (Seconda vittoria per New Zeeland su Desafio...)
Anche noi ce ne andiamo via mestamente, e decidiamo di fare un giro sul lungomare. Sono le cinque e la spiaggia è ancora affollata...Ah...aver portato il costume da bagno! Un bel tuffo lo avremmo fatto molto volentieri. Ci limitiamo a prendere un aperitivo davanti alla Malvarrosa e poi, sempre passeggiando, a spostarci più a nord, davanti alla spiaggia della Patacona dove persino Hemingway veniva a mangiare piatti a base di riso e di pesce da Pepica, sul Paseo Neptuno.
Noi, per consolarci e per festeggiare i quarantadue anni di Alberto, ci gustiamo un’altra paella (di mariscos però!) in Avenida Mare Nostrum, presso la famosa Casa Navarro. Una delizia! Non mancate di venirci se capitate a Valencia.
Dopo cena siamo stanchi ma curiosi di capire come si svolge la vita notturna della America’s Cup. Sono solo le 22 ma decidiamo di andare lo stesso all’Estrella Damm Lounge, un music bar che si trova al porto, di fronte al Foredeck. Fantastico! Via via, insieme alla gente comune, entrano per bere una birra vari componenti dei team che io riconosco dalle divise, Alberto persino dalle facce.
Che compleanno grandioso per lui! è felice come un bambino quando, un paio d’ore dopo, chiamiamo un taxi per tornare in albergo, distrutti ma veramente contenti di essere qui e prendere parte a questa avventura...
16 Maggio 2007 mercoledì
Per vedere la regata sul barcone degli spettatori bisogna arrivare al porto prima del solito. La mattina la passiamo facendo qualche acquisto nel centro della città ed al Corte Ingles. Lasciamo poi le nostre spese in hotel accanto alle valigie. Il nostro aereo partirà alle 21, abbiamo tempo per un’altra vittoria….
Al Porto, chiudiamo il capitolo pranzo con un frugale panino al prosciutto (comprato appena in tempo prima del totale esaurimento di qualsiasi tipo di cibo in tutta la zona) ed una birra.
Subito dopo, presentiamo il biglietto e ci imbarchiamo alla volta del Campo di Regata. Io, con il mio cappellino Luna Rossa fieramente calcato sulla testa……
Fortunatamente c’è un bel vento e questo ci permette di sopportare il sole che ci brucia le spalle e le braccia (ci siamo messi perfino la crema solare dopo la scottatura del primo giorno).
Siamo un nutrito gruppo di italiani su questo barcone, molti sono competenti, tutti sono agguerriti e decisi a riscattare la sconfitta di ieri. Certamente, è molto diverso seguire la regata da qui, sicuramente meno comodo ma molto più interessante ed appassionante. Dopo essere usciti dal canale, in una decina di minuti, ci posizioniamo intorno al campo di regata insieme a diverse altre imbarcazioni private ( ci sono molte agenzie che affittano catamarani e barche a vela o a motore con o senza equipaggio). Adesso capisco perché gli equipaggi in gara non gradiscono molto la troppa “folla” intorno a loro, effettivamente (tra barche d’appoggio, umpires, barconi di spettatori, barche di curiosi etc), siamo più di quanto potessi immaginare.
Quando inizia la gara iniziamo lentamente a spostarci, sempre a debita distanza però, per seguire dal punto più vicino consentito, le manovre dei due equipaggi. Spruzzi di schiuma, folate di vento, urla in un misto di inglese ed italiano, comunque tanta emozione e tensione……….
Nella terza regata l’atteggiamento tattico di ITA94 è completamente diverso….Sarà stato il briefing del mattino oppure la legittima sfuriata di Bertelli che ieri ha visto sfumare una sicura vittoria, ma questa volta la marcatura ad Oracle è stretta e non viene fatta nessuna concessione all’avversario, nemmeno sui tanto temuti lati di poppa. Oracle sembra leggermente più veloce ma Luna Rossa, marcandolo in quel modo, gli ha fatto guadagnare più o meno solo una quarantina di metri.
Ci sono circa 10-12 nodi di vento che consentono alla barca più veloce nel lato che conta nei match race, la bolina, di vincere la regata. Ed in questo, Luna Rossa è nettamente superiore ad Oracle, sia nelle prestazioni che nelle scelte del pozzetto. Perfetta la scelta del lato da parte di Torben Grael. Luna Rossa va a destra grazie a Spithill che prende la scia di Oracle in partenza per due volte. La prima volta Dickson riesce a fuggire ma si trova subito ITA94 a poppa che lo spinge verso la linea.
Di lì in due bordi lunghi Luna Rossa costruisce il vantaggio che difenderà sino alla fine: 29’ alla prima boa, 25’ al cancello di poppa, 45’ dopo la seconda bolina e 31’ alla fine.
I regali sono terminati, Luna Rossa finalmente dimostra a tutti che, senza distrazioni, la partita con Oracle sarebbe già praticamente chiusa con un 3-0 in favore degli italiani. Nell’altra semifinale, bella ed inattesa vittoria di Desafio contro New Zeeland, a dimostrazione che nella vela, a questi livelli, nulla può essere dato per scontato. Desafio non soltanto ha avuto la meglio su New Zeeland, ma è riuscito ad indurre il timoniere neo-zelandese all’errore, costringendolo alla penalità. Comunque, il team spagnolo ha vinto anche senza quella, tenendo la testa per tutta la regata e sfruttando, come Luna Rossa, il lato destro nella prima bolina.
Scendiamo dal barcone degli spettatori veramente felici e nello stesso tempo rammaricati di dover lasciare Valencia e la Coppa America. Luna Rossa vincerà la sfida con Oracle ed andrà alla finale della Louis Vutton Cup con New Zeeland, nettamente più forte di Desafio Espanol. Purtroppo la perderà e sarà l’equipaggio neozelandese a giocarsi la Coppa con Alinghi, il Defender.
Il 3 luglio del 2007 Alinghi conquisterà la Coppa America per 5 regate a due su New Zeeland e la competizione terminerà con la vittoria di un team europeo, capitanato dall’italo-svizzero Ernesto Bertarelli. La prossima Coppa America è ancora un enigma. Ma dovunque e comunque si gareggerà, se amate il mare ed i nostri colori, vi consiglio di esserci. è un’esperienza veramente unica ed entusiasmante.
14 Maggio 2007 Lunedì
Siamo arrivati ieri sera intorno alle 22.00 con un volo della Ryan Air, il nostro Hotel, lo Zenit, è molto centrale, molto moderno (lo hanno inaugurato da poco) e molto minimalista.
La finestra della nostra stanza si affaccia sulla bella Estacion del Norte, costruita tra gli anni 1907 e 1917 in stile art decò, senza peraltro che questo ci procuri il minimo fastidio, grazie ai doppi vetri, a causa dei rumori della strada. Durante la giornata di ieri i valenciani hanno festeggiato la Virgen de los Desamparados, patrona della città, ed infatti, il sagrato di fronte alla sua Basilica (Plaza de la Virgen) è ancora incredibilmente adorno di composizioni floreali in onore della Madonna.
Facciamo chiaramente un doveroso giro per il centro, il Barrio del Carmen, visitando anche la Cattedrale con i suoi tre portali nei tre diversi stili (il più antico è il romanico Puerta del Palau ed il più recente è il barocco Puerta de los Hierros), la torre campanaria del Miguelete (uno dei simboli di Valencia dalla quale si gode una meravigliosa vista sulla città), ed il Tribunale de las Aguas.
Poco prima dell’ora di pranzo, prendiamo un autobus (ce ne sono diversi che arrivano al porto…) che ci porta attraverso le vie di Valencia, proprio davanti ad uno degli ingressi pedonali del Porto. Una piccola fila al controllo di zaini e borse, ed entriamo finalmente, con una certa emozione, nell’autentico tempio della Vela mondiale.
Per iniziare a farvi partecipi della nostra avventura, intanto è necessario darvi qualche informazione tecnica: il campo di regata è proprio di fronte al litorale di Valencia, ed è delimitato da boe separate tra loro da 2,5 miglia e situate in linea con la direzione del vento.
Le due barche competitrici (a tutt’oggi sono ancora in gara per la Louis Vutton Cup Luna Rossa vs Oracle e Desafio Espanol vs New Zeeland) navigano verso la prima boa con il vento contro, in seguito virano e tornano con il vento a favore. è necessario completare due giri. Il percorso totale è di 10 miglia nautiche (18 km) e dura qualcosa di più di un’ora.
Dal 3 al 7 di aprile, è iniziata la Pre-regatta della Louis Vutton Cup, con i dodici team (11 challengers ed un defender) che hanno navigato tutti insieme; purtroppo è mancato il vento per giorni, anche durante l’inizio della sfida vera e propria partita ufficialmente il 16 di aprile e che terminerà il 12 giugno per eleggere la vincitrice della Vuitton Cup nonché la sfidante di Alinghi, la detentrice dal 2003 della Coppa America (dal 23 giugno al meglio delle nove regate). La mancanza di vento ha determinato uno slittamento delle gare che ci aveva preoccupato un po’. Infatti io e Alberto volevamo assistere alle gare di Luna Rossa e, chiaramente avevamo prenotato volo e albergo molto tempo prima, senza sapere se poi il nostro desiderio sarebbe stato esaudito. Fortunatamente il vento, superato il primo difficile periodo, ha deciso di fare giudizio e siamo qui oggi, per assistere alla prima delle sfide (chiamata match-race) della semifinale tra Luna Rossa vs Oracle.
Ci sono diversi modi per assistere alla regata, e certamente il più comodo è quello di sedersi davanti al primo dei maxi schermi previsti dall’organizzazione, posto all’ombra di un enorme telone.
Ma la maggior parte degli italiani si riunisce dall’altra parte del porto, davanti al secondo maxi schermo, alcuni seduti sotto il gazebo di un ristorante (inutile dire che bisogna arrivare almeno due ore prima dell’orario di inizio della regata previsto per le 15), tutti gli altri sparsi alla meglio tra ombra e sole (che qui picchia duro……), in una mano un bicchiere di cerveza helada, nell’altra una sventolante bandiera tricolore. Il secondo modo per seguire la regata è sui barconi che salpano un po’ prima del suo inizio (intorno alle 12,30) ed offrono, a seconda, solo una visione privilegiata oppure anche il pranzo.
Bisogna prenotarsi qualche giorno prima però e costa abbastanza, dai 60 agli 80 euro solo per guardare. Per oggi comunque ci dobbiamo accontentare del maxi schermo (che fortuna, abbiamo trovato degli italiani che ci hanno ospitato al loro tavolo sotto il gazebo!) e di un panino con la tortilla (al prezzo di un piatto di ostriche e champagne...), unico mezzo di sostentamento rimasto nel giro di chilometri...A voler essere sinceri, esiste anche un ristorante non lontano da dove ci troviamo, che, oltre ai prezzi notevoli, ha però il pregio di avere una vista splendida sul porto e sulla spiaggia della Malvarosa. Purtroppo, anche qui, è tutto prenotato fino alla fine della competizione...
Il segnale di avviso (10’) di inizio regata è dato alle 14,50, la partenza del primo match race alle 15, subito dopo la procedura per l’altra semifinale. Il percorso è il più lungo previsto dalle nuove regole, 12,6 miglia marine se non diversamente deciso dal comitato. Luna Rossa ITA94 è l’espressione dello yacht club italiano fondato nel 1997, a capo del sindacato c’è Fabrizio Bertelli ed il team leader è Francesco De Angelis, soprannominato il Barone, che ha vinto da timoniere, nel 2000 ad Auckland la Louis Vutton Cup con Luna Rossa ITA48. Su ITA94 è stato provato il nuovo albero e, alla vigilia di questa prima regata l’equipaggio italiano ha vinto il sorteggio per l’ingresso in partenza.
Il suo avversario è Oracle, espressione del Golden Gate Yacht Club (USA) fondato nel 2000, il cui capo del sindacato è Larry Ellison ed il cui team leader è Chris Dickson, skipper neozelandese. Entrambe le barche sono arrivate alle semifinali dopo l’Act 13 (regata di flotta) che serve per stilare la classifica dal primo all’undicesimo posto sulla base dei rispettivi ranking point ed a determinare poi anche gli accoppiamenti per i due Round Robin effettuati dal 16 aprile al 7 maggio con gli altri nove consorzi, al fine di selezionare i quattro team che da oggi fino al 25 maggio avranno la possibilità di effettuare la finale della Vuitton Cup e conquistare il diritto di affrontare Alinghi, il team Defender, dal 23 giugno al 7 luglio.
Per iniziare, mi spiegano che il campo di regata (campo nord del golfo di Valencia) è costituito da una boa al vento da girare sempre a destra ed un cancello (un gate) che le barche possono invece passare a destra o a sinistra una volta finito il lato di poppa. Gli equipaggi finalmente partono, con vento sui 13 nodi (ma anche rafficato e che arriverà fino a 18), doppiano la boa al vento per poi ridiscendere verso il cancello con il vento in poppa e lo spinnaker. Luna Rossa comincia con un leggero vantaggio, quello di avere bandiera gialla, cioè di entrare da destra, mure a dritta, in zona di prepartenza. Una possibilità di precedenza e quindi di controllo iniziale. Ovviamente ad ogni regata il privilegio si inverte. “Ma, come ha spiegato il timoniere di Luna Rossa, James Spithill, è soltanto un dettaglio”. Oracle sembra volere la destra, va a mischiarsi alle barche degli spettatori per cercare di confondere le idee a Spithill. Spithill gli concede la destra perché il meteo ha dato la chiamata: lato sinistro favorito per tutta la regata. Mai previsione fu così azzeccata: nella prima bolina Luna Rossa arriva in boa con un grande margine di vantaggio, ben 52 secondi sul team di Larry Ellison.
Anche la velocità della barca è consolante ( sulla quale non è stato utilizzato il nuovo albero provato qualche giorno fa ). Quando Luna Rossa si piazza per tutto il primo e secondo bordo della bolina sulle vele di Oracle, resta incollata e anzi, guadagna qualcosa.
Per qualche minuto il maxi schermo interrompe le trasmissioni e le proteste diventano sempre più assordanti fino a quando il collegamento non viene ripristinato. Luna Rossa va fortissimo, la gara è spettacolare, condotta fianco a fianco per metà della prima bolina e poi in testa, anche con grande vantaggio.
Oracle è riuscita a recuperare nel primo lato di poppa. ITA94 stramba quasi subito, tenendo la destra mentre Oracle non la segue. La separazione procura vantaggio ad Oracle che trova più pressione e raggiunge Luna Rossa. Grande battaglia al cancello di poppa, dopo l’ultima strambata Oracle si avvicina fino a pochi metri, ma Luna Rossa si difende bene, Spithill tiene l’ingaggio e la regola gli dà precedenza. Chiamata di protesta di Luna Rossa ma gli Umpires danno il verde e ITA 94 prende la boa di destra, quella che voleva, per riportarsi a sinistra nella bolina. Luna Rossa gira la boa con 30 metri di vantaggio ed arriva alla fine della bolina stracciando Oracle con un vantaggio di un minuto e 21’’. Perfette (tranne che nella prima poppa) le scelte tattiche del pozzetto.
Mentre la sfida è serrata e l’incitamento (soprattutto per Luna Rossa) è alle stelle, ne approfitto quindi per guardarmi un po’ intorno e fare una breve passeggiata per scaricare la tensione. Non lontano da qui, ci sono in bella mostra alcuni scafi di team partecipanti alla scorsa edizione della America’s Cup ed io gli giro intorno ammirata scattando fotografie. Mi avvio poi verso il molo della Malvarrosa per ammirare la spiaggia che si estende ampia e lunghissima verso est. Mi giungono boati di gioia dalla zona del maxi schermo. Vedo sventolare bandiere tricolori e, guardando l’orologio, mi rendo conto che la regata sta giungendo praticamente al termine.
Nell’ultimo lato Oracle, cerca di ripetere il copione del secondo, ma senza esito, i salti di vento questa volta non aiutano il team di Ellison. Luna Rossa scende sulla destra verso la linea mentre Oracle torna verso il centro ed il vento continua a girare tanto che deve arrivare quasi al traverso. Devastante ed umiliante per Oracle il distacco finale: 2’ minuti e 19 secondi.
Gli italiani, euforici, si precipitano verso l’entrata del porto per veder passare le barche. Lo facciamo anche noi, muniti di macchina fotografica e tanto entusiasmo. Il percorso dal campo di regata non è brevissimo (forse avranno provato anche qualche manovra prima di tornare indietro…..) e quindi vediamo sfilare, prima delle due contendenti, i barconi degli spettatori che tornano salutando la folla, varie imbarcazioni private anche loro posizionate intorno al campo di regata ( e questo sarà motivo di perplessità da parte degli equipaggi dei team in competizione), i gommoni degli operatori televisivi (persino dagli elicotteri riprendono la gara), le barche degli umpires, le due barche d’appoggio di Luna Rossa e di Oracle con amici e parenti, e finalmente prima Oracle e poi, festeggiatissima, Luna Rossa. Fra poco, torneranno anche Desafio Espanol e New Zeeland, le altre due semifinaliste. Non ci sarà stata storia tra di loro, New Zeeland è veramente troppo forte.
Dopo aver scattato decine e decine di foto sgomitando tra connazionali tutti impazziti per la vela, decidiamo di bere qualcosa e fare un po’ di shopping. Il Porto della America’s Cup è affollatissimo ed attrezzatissimo. C’è persino un ristorante giapponese insieme ad altri due locali “più tradizionali” dove si mangia di tutto (specialmente pesce, è chiaro…) ed il famoso Porto Pasta, ristorante italiano punto di ritrovo dei nostri connazionali. Noi ci rechiamo a bere un caffè freddo da Nespresso ( e lo paghiamo ben euro 4,50…) per poi, andarci a fare un giro nel negozio di Louis Vuitton. Accanto, è stata allestita una piccola sala dove, sfilando con pazienza una persona alla volta, è possibile ammirare in tutto il loro fulgore la Louis Vutton Cup e la America’s Cup. Anche qui, Alberto ci tiene a farsi immortalare accanto ai due trofei.
Presi ancora dall’entusiasmo per la vittoria, superiamo the Team Bases (le basi degli equipaggi) che si susseguono per tutto l’arco del Porto, di Alinghi, +39 (che secondo me ha il negozio con gli indumenti dai colori più carini…), Shosoloza , BMW Oracle, fino a raggiungere la base di Luna Rossa dove, dopo una ragionevole fila, riusciamo ad entrare nel negozio ufficiale.
La ressa è pazzesca ( i prezzi anche….). Tutti vogliono accaparrarsi una maglietta, un paio di scarpe o semplicemente un cappellino con la piccola bandiera tricolore e la scritta Luna Rossa (gli indumenti con il logo Prada costano di più…..). Alberto (che è uno snob di questo sport….) compra una maglia grigia a maniche lunghe con la semplice scritta ITA86 (barca progettata un circa un anno prima di ITA94). Io mi limito ad un cappellino (anche se ci sono canottiere e felpe deliziose…….) grigio e rosso per proteggermi dal sole delle ore più calde. Ci danno in omaggio anche una piccola sacca argento con il logo del team e la solita bandierina, sarà apprezzatissima tra qualche mese per portare creme e cellulari in spiaggia.
Inutile dire che siamo un po’ stanchi. Usciamo dal Porto contenti ed anche un po’ affamati. Il nostro autobus ci riporta in albergo dove, dopo una breve doccia, ci cambiamo per avventarci su una bella paella valenciana, gustata in uno dei tanti ristoranti intorno alla Cattedrale. La passeggiata dopo cena per le vie del centro non offre molte attrattive, la movida valenciana, ci hanno spiegato, è altrove, soprattutto verso il mare e le zone dove vivono gli studenti universitari (che ogni giovedì a mezzanotte celebrano il rito del Botellon, dietro il piazzale dello stadio Mestalla, bevendo prima in compagnia le bottiglie portate da casa e poi passando il resto della notte in uno dei locali o delle discoteche della zona di Avenida de Argon e Blasco Ibanez). Noi però domani abbiamo una regata che ci aspetta, non possiamo fare tardi. Buona notte Valencia….
15 Maggio 2007 martedì
La giornata della nostra sconfitta, comincia bene, visitando la Lonja de la Seda, un meraviglioso edificio gotico splendidamente conservato e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che si compone internamente di un’aula a pianta quadrangolare con colonne tortili e soffitto con volte nervate. In passato era il luogo dove si svolgevano le contrattazioni dei mercanti. Sempre all’interno si trova un piccolo giardino con aranceti che è un vero gioiello. Uscendo da qui, attraversiamo la strada (dove si trova un negozio simpaticissimo che vende le tipiche padellone per la paella), ed entriamo per comprare un pezzo di torrone “artesano” (tipico torrone fatto con frutta, pasta di mandorle e cioccolato che si vende però tutto l’anno) nel colorato Mercato Central, un edificio in stile modernista terminato nel 1924 con la sua tipica struttura in ferro rivestita di ceramica e vetro dove sono in vendita pile e pile di succosissime arance (mai mangiate di così buone….) ed altre, appetitose primizie. Memori della fame patita a mezzogiorno di ieri, mangiamo qualche mini panino (qui ce sono di 100 tipi diversi) da Cien Montaditos, in Plaza de la Reina, una birreria tradizionale che offre anche bocadillos, i montaditos appunto, ad un euro l’uno.
Prendiamo poi il solito autobus per recarci al porto, dove arriviamo alle due, sotto un sole cocente ma fortunatamente con un vento gagliardo, pronti per assistere alla seconda regata.
Questa volta, prima di recarci davanti al maxi schermo di ieri, visitiamo anche gli altri Team Bases, quelli posti dall’altra parte della Casa de La America’s Cup (dove viene presentata con foto ed illustrazioni la storia della Coppa America), e dell ’Esposizione “No hay segundo” ovvero, “Non esiste un secondo”. Qui c’è la Base di New Zeeland, di Areva Challenge, di Victory, di Desafio Espanol 2007, di United Team Germany, di Mascalzone Latino e di China Team, con i loro relativi negozi.
Da questo lato, il primo maxi schermo è già super affollato ed anche qui si sente parlare e cantare in italiano.
Prima di raggiungere anche noi un posto davanti alla “pantalla” per tifare Luna Rossa, prenotiamo per 80 euro a testa due posti sul barcone degli spettatori (solo guardare…..) per domani. Un regalo ad Alberto, per il suo compleanno….
Purtroppo la seconda regata della semifinale non va bene come la prima. Luna Rossa parte alla grande ma si fa “fregare” incredibilmente nell’ultimo tratto dopo aver accumulato un considerevole vantaggio. Così come nella prima regata sono state esaltate le scelte di Grael e del pozzetto, questa volta saranno probabilmente criticate. Luna Rossa infatti, grazie alla splendida partenza di Spithill, aveva condotto una bella gara di testa nella prima bolina, girando la boa con 58 secondi di vantaggio su Oracle. è riuscita a perdere un tale margine fino a passare al cancello di poppa con soli 7 secondi su Oracle...
Nella seconda bolina le barche si allontanano: Luna Rossa tiene un lungo bordo più sulla destra. Oracle si allontana più sulla sinistra, guadagna ancora qualcosa ma non tanto. L’impressione è che Luna Rossa sia più forte di bolina e che Oracle sia più veloce di poppa. Ma, purtroppo Luna Rossa concede all’avversario troppa libertà, l’ultimo lato passa la boa con circa 40 metri di vantaggio ma viene pressata da USA98, il cui guadagno è inesorabile: a tre quarti dell’ultimo lato avviene il sorpasso, Luna Rossa cerca di poggiare più che può ma non ha più chance, Oracle vince per 13 secondi e pareggia i conti. Gli italiani intorno a noi, sembrano delusi ed un po’ contrariati ma poi salutano comunque calorosamente Luna Rossa quando sfila lungo il canale che la riporta alla base. (Seconda vittoria per New Zeeland su Desafio...)
Anche noi ce ne andiamo via mestamente, e decidiamo di fare un giro sul lungomare. Sono le cinque e la spiaggia è ancora affollata...Ah...aver portato il costume da bagno! Un bel tuffo lo avremmo fatto molto volentieri. Ci limitiamo a prendere un aperitivo davanti alla Malvarrosa e poi, sempre passeggiando, a spostarci più a nord, davanti alla spiaggia della Patacona dove persino Hemingway veniva a mangiare piatti a base di riso e di pesce da Pepica, sul Paseo Neptuno.
Noi, per consolarci e per festeggiare i quarantadue anni di Alberto, ci gustiamo un’altra paella (di mariscos però!) in Avenida Mare Nostrum, presso la famosa Casa Navarro. Una delizia! Non mancate di venirci se capitate a Valencia.
Dopo cena siamo stanchi ma curiosi di capire come si svolge la vita notturna della America’s Cup. Sono solo le 22 ma decidiamo di andare lo stesso all’Estrella Damm Lounge, un music bar che si trova al porto, di fronte al Foredeck. Fantastico! Via via, insieme alla gente comune, entrano per bere una birra vari componenti dei team che io riconosco dalle divise, Alberto persino dalle facce.
Che compleanno grandioso per lui! è felice come un bambino quando, un paio d’ore dopo, chiamiamo un taxi per tornare in albergo, distrutti ma veramente contenti di essere qui e prendere parte a questa avventura...
16 Maggio 2007 mercoledì
Per vedere la regata sul barcone degli spettatori bisogna arrivare al porto prima del solito. La mattina la passiamo facendo qualche acquisto nel centro della città ed al Corte Ingles. Lasciamo poi le nostre spese in hotel accanto alle valigie. Il nostro aereo partirà alle 21, abbiamo tempo per un’altra vittoria….
Al Porto, chiudiamo il capitolo pranzo con un frugale panino al prosciutto (comprato appena in tempo prima del totale esaurimento di qualsiasi tipo di cibo in tutta la zona) ed una birra.
Subito dopo, presentiamo il biglietto e ci imbarchiamo alla volta del Campo di Regata. Io, con il mio cappellino Luna Rossa fieramente calcato sulla testa……
Fortunatamente c’è un bel vento e questo ci permette di sopportare il sole che ci brucia le spalle e le braccia (ci siamo messi perfino la crema solare dopo la scottatura del primo giorno).
Siamo un nutrito gruppo di italiani su questo barcone, molti sono competenti, tutti sono agguerriti e decisi a riscattare la sconfitta di ieri. Certamente, è molto diverso seguire la regata da qui, sicuramente meno comodo ma molto più interessante ed appassionante. Dopo essere usciti dal canale, in una decina di minuti, ci posizioniamo intorno al campo di regata insieme a diverse altre imbarcazioni private ( ci sono molte agenzie che affittano catamarani e barche a vela o a motore con o senza equipaggio). Adesso capisco perché gli equipaggi in gara non gradiscono molto la troppa “folla” intorno a loro, effettivamente (tra barche d’appoggio, umpires, barconi di spettatori, barche di curiosi etc), siamo più di quanto potessi immaginare.
Quando inizia la gara iniziamo lentamente a spostarci, sempre a debita distanza però, per seguire dal punto più vicino consentito, le manovre dei due equipaggi. Spruzzi di schiuma, folate di vento, urla in un misto di inglese ed italiano, comunque tanta emozione e tensione……….
Nella terza regata l’atteggiamento tattico di ITA94 è completamente diverso….Sarà stato il briefing del mattino oppure la legittima sfuriata di Bertelli che ieri ha visto sfumare una sicura vittoria, ma questa volta la marcatura ad Oracle è stretta e non viene fatta nessuna concessione all’avversario, nemmeno sui tanto temuti lati di poppa. Oracle sembra leggermente più veloce ma Luna Rossa, marcandolo in quel modo, gli ha fatto guadagnare più o meno solo una quarantina di metri.
Ci sono circa 10-12 nodi di vento che consentono alla barca più veloce nel lato che conta nei match race, la bolina, di vincere la regata. Ed in questo, Luna Rossa è nettamente superiore ad Oracle, sia nelle prestazioni che nelle scelte del pozzetto. Perfetta la scelta del lato da parte di Torben Grael. Luna Rossa va a destra grazie a Spithill che prende la scia di Oracle in partenza per due volte. La prima volta Dickson riesce a fuggire ma si trova subito ITA94 a poppa che lo spinge verso la linea.
Di lì in due bordi lunghi Luna Rossa costruisce il vantaggio che difenderà sino alla fine: 29’ alla prima boa, 25’ al cancello di poppa, 45’ dopo la seconda bolina e 31’ alla fine.
I regali sono terminati, Luna Rossa finalmente dimostra a tutti che, senza distrazioni, la partita con Oracle sarebbe già praticamente chiusa con un 3-0 in favore degli italiani. Nell’altra semifinale, bella ed inattesa vittoria di Desafio contro New Zeeland, a dimostrazione che nella vela, a questi livelli, nulla può essere dato per scontato. Desafio non soltanto ha avuto la meglio su New Zeeland, ma è riuscito ad indurre il timoniere neo-zelandese all’errore, costringendolo alla penalità. Comunque, il team spagnolo ha vinto anche senza quella, tenendo la testa per tutta la regata e sfruttando, come Luna Rossa, il lato destro nella prima bolina.
Scendiamo dal barcone degli spettatori veramente felici e nello stesso tempo rammaricati di dover lasciare Valencia e la Coppa America. Luna Rossa vincerà la sfida con Oracle ed andrà alla finale della Louis Vutton Cup con New Zeeland, nettamente più forte di Desafio Espanol. Purtroppo la perderà e sarà l’equipaggio neozelandese a giocarsi la Coppa con Alinghi, il Defender.
Il 3 luglio del 2007 Alinghi conquisterà la Coppa America per 5 regate a due su New Zeeland e la competizione terminerà con la vittoria di un team europeo, capitanato dall’italo-svizzero Ernesto Bertarelli. La prossima Coppa America è ancora un enigma. Ma dovunque e comunque si gareggerà, se amate il mare ed i nostri colori, vi consiglio di esserci. è un’esperienza veramente unica ed entusiasmante.
E' il resoconto di tre giorni passati al porto di Valencia a tifare Luna Rossa insieme a molti altri italiani, ed a vivere anche se brevemente, la splendida avventura della 32° America’s Cup, la prima del Mediterraneo in 156 anni di storia.
14 Maggio 2007 Lunedì
Siamo arrivati ieri sera intorno alle 22.00 con un volo della Ryan Air, il nostro Hotel, lo Zenit, è molto centrale, molto moderno (lo hanno inaugurato da poco) e molto minimalista.
La finestra della nostra stanza si affaccia sulla bella Estacion del Norte, costruita tra gli anni 1907 e 1917 in stile art decò, senza peraltro che questo ci procuri il minimo fastidio, grazie ai doppi vetri, a causa dei rumori della strada. Durante la giornata di ieri i valenciani hanno festeggiato la Virgen de los Desamparados, patrona della città, ed infatti, il sagrato di fronte alla sua Basilica (Plaza de la Virgen) è ancora incredibilmente adorno di composizioni floreali in onore della Madonna.
Facciamo chiaramente un doveroso giro per il centro, il Barrio del Carmen, visitando anche la Cattedrale con i suoi tre portali nei tre diversi stili (il più antico è il romanico Puerta del Palau ed il più recente è il barocco Puerta de los Hierros), la torre campanaria del Miguelete (uno dei simboli di Valencia dalla quale si gode una meravigliosa vista sulla città), ed il Tribunale de las Aguas.
Poco prima dell’ora di pranzo, prendiamo un autobus (ce ne sono diversi che arrivano al porto…) che ci porta attraverso le vie di Valencia, proprio davanti ad uno degli ingressi pedonali del Porto. Una piccola fila al controllo di zaini e borse, ed entriamo finalmente, con una certa emozione, nell’autentico tempio della Vela mondiale.
Per iniziare a farvi partecipi della nostra avventura, intanto è necessario darvi qualche informazione tecnica: il campo di regata è proprio di fronte al litorale di Valencia, ed è delimitato da boe separate tra loro da 2,5 miglia e situate in linea con la direzione del vento.
Le due barche competitrici (a tutt’oggi sono ancora in gara per la Louis Vutton Cup Luna Rossa vs Oracle e Desafio Espanol vs New Zeeland) navigano verso la prima boa con il vento contro, in seguito virano e tornano con il vento a favore. è necessario completare due giri. Il percorso totale è di 10 miglia nautiche (18 km) e dura qualcosa di più di un’ora.
Dal 3 al 7 di aprile, è iniziata la Pre-regatta della Louis Vutton Cup, con i dodici team (11 challengers ed un defender) che hanno navigato tutti insieme; purtroppo è mancato il vento per giorni, anche durante l’inizio della sfida vera e propria partita ufficialmente il 16 di aprile e che terminerà il 12 giugno per eleggere la vincitrice della Vuitton Cup nonché la sfidante di Alinghi, la detentrice dal 2003 della Coppa America (dal 23 giugno al meglio delle nove regate). La mancanza di vento ha determinato uno slittamento delle gare che ci aveva preoccupato un po’. Infatti io e Alberto volevamo assistere alle gare di Luna Rossa e, chiaramente avevamo prenotato volo e albergo molto tempo prima, senza sapere se poi il nostro desiderio sarebbe stato esaudito. Fortunatamente il vento, superato il primo difficile periodo, ha deciso di fare giudizio e siamo qui oggi, per assistere alla prima delle sfide (chiamata match-race) della semifinale tra Luna Rossa vs Oracle.
Ci sono diversi modi per assistere alla regata, e certamente il più comodo è quello di sedersi davanti al primo dei maxi schermi previsti dall’organizzazione, posto all’ombra di un enorme telone.
Ma la maggior parte degli italiani si riunisce dall’altra parte del porto, davanti al secondo maxi schermo, alcuni seduti sotto il gazebo di un ristorante (inutile dire che bisogna arrivare almeno due ore prima dell’orario di inizio della regata previsto per le 15), tutti gli altri sparsi alla meglio tra ombra e sole (che qui picchia duro……), in una mano un bicchiere di cerveza helada, nell’altra una sventolante bandiera tricolore. Il secondo modo per seguire la regata è sui barconi che salpano un po’ prima del suo inizio (intorno alle 12,30) ed offrono, a seconda, solo una visione privilegiata oppure anche il pranzo.
Bisogna prenotarsi qualche giorno prima però e costa abbastanza, dai 60 agli 80 euro solo per guardare. Per oggi comunque ci dobbiamo accontentare del maxi schermo (che fortuna, abbiamo trovato degli italiani che ci hanno ospitato al loro tavolo sotto il gazebo!) e di un panino con la tortilla (al prezzo di un piatto di ostriche e champagne...), unico mezzo di sostentamento rimasto nel giro di chilometri...A voler essere sinceri, esiste anche un ristorante non lontano da dove ci troviamo, che, oltre ai prezzi notevoli, ha però il pregio di avere una vista splendida sul porto e sulla spiaggia della Malvarosa. Purtroppo, anche qui, è tutto prenotato fino alla fine della competizione...
Il segnale di avviso (10’) di inizio regata è dato alle 14,50, la partenza del primo match race alle 15, subito dopo la procedura per l’altra semifinale. Il percorso è il più lungo previsto dalle nuove regole, 12,6 miglia marine se non diversamente deciso dal comitato. Luna Rossa ITA94 è l’espressione dello yacht club italiano fondato nel 1997, a capo del sindacato c’è Fabrizio Bertelli ed il team leader è Francesco De Angelis, soprannominato il Barone, che ha vinto da timoniere, nel 2000 ad Auckland la Louis Vutton Cup con Luna Rossa ITA48. Su ITA94 è stato provato il nuovo albero e, alla vigilia di questa prima regata l’equipaggio italiano ha vinto il sorteggio per l’ingresso in partenza.
Il suo avversario è Oracle, espressione del Golden Gate Yacht Club (USA) fondato nel 2000, il cui capo del sindacato è Larry Ellison ed il cui team leader è Chris Dickson, skipper neozelandese. Entrambe le barche sono arrivate alle semifinali dopo l’Act 13 (regata di flotta) che serve per stilare la classifica dal primo all’undicesimo posto sulla base dei rispettivi ranking point ed a determinare poi anche gli accoppiamenti per i due Round Robin effettuati dal 16 aprile al 7 maggio con gli altri nove consorzi, al fine di selezionare i quattro team che da oggi fino al 25 maggio avranno la possibilità di effettuare la finale della Vuitton Cup e conquistare il diritto di affrontare Alinghi, il team Defender, dal 23 giugno al 7 luglio.
Per iniziare, mi spiegano che il campo di regata (campo nord del golfo di Valencia) è costituito da una boa al vento da girare sempre a destra ed un cancello (un gate) che le barche possono invece passare a destra o a sinistra una volta finito il lato di poppa. Gli equipaggi finalmente partono, con vento sui 13 nodi (ma anche rafficato e che arriverà fino a 18), doppiano la boa al vento per poi ridiscendere verso il cancello con il vento in poppa e lo spinnaker. Luna Rossa comincia con un leggero vantaggio, quello di avere bandiera gialla, cioè di entrare da destra, mure a dritta, in zona di prepartenza. Una possibilità di precedenza e quindi di controllo iniziale. Ovviamente ad ogni regata il privilegio si inverte. “Ma, come ha spiegato il timoniere di Luna Rossa, James Spithill, è soltanto un dettaglio”. Oracle sembra volere la destra, va a mischiarsi alle barche degli spettatori per cercare di confondere le idee a Spithill. Spithill gli concede la destra perché il meteo ha dato la chiamata: lato sinistro favorito per tutta la regata. Mai previsione fu così azzeccata: nella prima bolina Luna Rossa arriva in boa con un grande margine di vantaggio, ben 52 secondi sul team di Larry Ellison.
Anche la velocità della barca è consolante ( sulla quale non è stato utilizzato il nuovo albero provato qualche giorno fa ). Quando Luna Rossa si piazza per tutto il primo e secondo bordo della bolina sulle vele di Oracle, resta incollata e anzi, guadagna qualcosa.
Per qualche minuto il maxi schermo interrompe le trasmissioni e le proteste diventano sempre più assordanti fino a quando il collegamento non viene ripristinato. Luna Rossa va fortissimo, la gara è spettacolare, condotta fianco a fianco per metà della prima bolina e poi in testa, anche con grande vantaggio.
Oracle è riuscita a recuperare nel primo lato di poppa. ITA94 stramba quasi subito, tenendo la destra mentre Oracle non la segue. La separazione procura vantaggio ad Oracle che trova più pressione e raggiunge Luna Rossa. Grande battaglia al cancello di poppa, dopo l’ultima strambata Oracle si avvicina fino a pochi metri, ma Luna Rossa si difende bene, Spithill tiene l’ingaggio e la regola gli dà precedenza. Chiamata di protesta di Luna Rossa ma gli Umpires danno il verde e ITA 94 prende la boa di destra, quella che voleva, per riportarsi a sinistra nella bolina. Luna Rossa gira la boa con 30 metri di vantaggio ed arriva alla fine della bolina stracciando Oracle con un vantaggio di un minuto e 21’’. Perfette (tranne che nella prima poppa) le scelte tattiche del pozzetto.
Mentre la sfida è serrata e l’incitamento (soprattutto per Luna Rossa) è alle stelle, ne approfitto quindi per guardarmi un po’ intorno e fare una breve passeggiata per scaricare la tensione. Non lontano da qui, ci sono in bella mostra alcuni scafi di team partecipanti alla scorsa edizione della America’s Cup ed io gli giro intorno ammirata scattando fotografie. Mi avvio poi verso il molo della Malvarrosa per ammirare la spiaggia che si estende ampia e lunghissima verso est. Mi giungono boati di gioia dalla zona del maxi schermo. Vedo sventolare bandiere tricolori e, guardando l’orologio, mi rendo conto che la regata sta giungendo praticamente al termine.
Nell’ultimo lato Oracle, cerca di ripetere il copione del secondo, ma senza esito, i salti di vento questa volta non aiutano il team di Ellison. Luna Rossa scende sulla destra verso la linea mentre Oracle torna verso il centro ed il vento continua a girare tanto che deve arrivare quasi al traverso. Devastante ed umiliante per Oracle il distacco finale: 2’ minuti e 19 secondi.
Gli italiani, euforici, si precipitano verso l’entrata del porto per veder passare le barche. Lo facciamo anche noi, muniti di macchina fotografica e tanto entusiasmo. Il percorso dal campo di regata non è brevissimo (forse avranno provato anche qualche manovra prima di tornare indietro…..) e quindi vediamo sfilare, prima delle due contendenti, i barconi degli spettatori che tornano salutando la folla, varie imbarcazioni private anche loro posizionate intorno al campo di regata ( e questo sarà motivo di perplessità da parte degli equipaggi dei team in competizione), i gommoni degli operatori televisivi (persino dagli elicotteri riprendono la gara), le barche degli umpires, le due barche d’appoggio di Luna Rossa e di Oracle con amici e parenti, e finalmente prima Oracle e poi, festeggiatissima, Luna Rossa. Fra poco, torneranno anche Desafio Espanol e New Zeeland, le altre due semifinaliste. Non ci sarà stata storia tra di loro, New Zeeland è veramente troppo forte.
Dopo aver scattato decine e decine di foto sgomitando tra connazionali tutti impazziti per la vela, decidiamo di bere qualcosa e fare un po’ di shopping. Il Porto della America’s Cup è affollatissimo ed attrezzatissimo. C’è persino un ristorante giapponese insieme ad altri due locali “più tradizionali” dove si mangia di tutto (specialmente pesce, è chiaro…) ed il famoso Porto Pasta, ristorante italiano punto di ritrovo dei nostri connazionali. Noi ci rechiamo a bere un caffè freddo da Nespresso ( e lo paghiamo ben euro 4,50…) per poi, andarci a fare un giro nel negozio di Louis Vuitton. Accanto, è stata allestita una piccola sala dove, sfilando con pazienza una persona alla volta, è possibile ammirare in tutto il loro fulgore la Louis Vutton Cup e la America’s Cup. Anche qui, Alberto ci tiene a farsi immortalare accanto ai due trofei.
Presi ancora dall’entusiasmo per la vittoria, superiamo the Team Bases (le basi degli equipaggi) che si susseguono per tutto l’arco del Porto, di Alinghi, +39 (che secondo me ha il negozio con gli indumenti dai colori più carini…), Shosoloza , BMW Oracle, fino a raggiungere la base di Luna Rossa dove, dopo una ragionevole fila, riusciamo ad entrare nel negozio ufficiale.
La ressa è pazzesca ( i prezzi anche….). Tutti vogliono accaparrarsi una maglietta, un paio di scarpe o semplicemente un cappellino con la piccola bandiera tricolore e la scritta Luna Rossa (gli indumenti con il logo Prada costano di più…..). Alberto (che è uno snob di questo sport….) compra una maglia grigia a maniche lunghe con la semplice scritta ITA86 (barca progettata un circa un anno prima di ITA94). Io mi limito ad un cappellino (anche se ci sono canottiere e felpe deliziose…….) grigio e rosso per proteggermi dal sole delle ore più calde. Ci danno in omaggio anche una piccola sacca argento con il logo del team e la solita bandierina, sarà apprezzatissima tra qualche mese per portare creme e cellulari in spiaggia.
Inutile dire che siamo un po’ stanchi. Usciamo dal Porto contenti ed anche un po’ affamati. Il nostro autobus ci riporta in albergo dove, dopo una breve doccia, ci cambiamo per avventarci su una bella paella valenciana, gustata in uno dei tanti ristoranti intorno alla Cattedrale. La passeggiata dopo cena per le vie del centro non offre molte attrattive, la movida valenciana, ci hanno spiegato, è altrove, soprattutto verso il mare e le zone dove vivono gli studenti universitari (che ogni giovedì a mezzanotte celebrano il rito del Botellon, dietro il piazzale dello stadio Mestalla, bevendo prima in compagnia le bottiglie portate da casa e poi passando il resto della notte in uno dei locali o delle discoteche della zona di Avenida de Argon e Blasco Ibanez). Noi però domani abbiamo una regata che ci aspetta, non possiamo fare tardi. Buona notte Valencia….
15 Maggio 2007 martedì
La giornata della nostra sconfitta, comincia bene, visitando la Lonja de la Seda, un meraviglioso edificio gotico splendidamente conservato e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che si compone internamente di un’aula a pianta quadrangolare con colonne tortili e soffitto con volte nervate. In passato era il luogo dove si svolgevano le contrattazioni dei mercanti. Sempre all’interno si trova un piccolo giardino con aranceti che è un vero gioiello. Uscendo da qui, attraversiamo la strada (dove si trova un negozio simpaticissimo che vende le tipiche padellone per la paella), ed entriamo per comprare un pezzo di torrone “artesano” (tipico torrone fatto con frutta, pasta di mandorle e cioccolato che si vende però tutto l’anno) nel colorato Mercato Central, un edificio in stile modernista terminato nel 1924 con la sua tipica struttura in ferro rivestita di ceramica e vetro dove sono in vendita pile e pile di succosissime arance (mai mangiate di così buone….) ed altre, appetitose primizie. Memori della fame patita a mezzogiorno di ieri, mangiamo qualche mini panino (qui ce sono di 100 tipi diversi) da Cien Montaditos, in Plaza de la Reina, una birreria tradizionale che offre anche bocadillos, i montaditos appunto, ad un euro l’uno.
Prendiamo poi il solito autobus per recarci al porto, dove arriviamo alle due, sotto un sole cocente ma fortunatamente con un vento gagliardo, pronti per assistere alla seconda regata.
Questa volta, prima di recarci davanti al maxi schermo di ieri, visitiamo anche gli altri Team Bases, quelli posti dall’altra parte della Casa de La America’s Cup (dove viene presentata con foto ed illustrazioni la storia della Coppa America), e dell ’Esposizione “No hay segundo” ovvero, “Non esiste un secondo”. Qui c’è la Base di New Zeeland, di Areva Challenge, di Victory, di Desafio Espanol 2007, di United Team Germany, di Mascalzone Latino e di China Team, con i loro relativi negozi.
Da questo lato, il primo maxi schermo è già super affollato ed anche qui si sente parlare e cantare in italiano.
Prima di raggiungere anche noi un posto davanti alla “pantalla” per tifare Luna Rossa, prenotiamo per 80 euro a testa due posti sul barcone degli spettatori (solo guardare…..) per domani. Un regalo ad Alberto, per il suo compleanno….
Purtroppo la seconda regata della semifinale non va bene come la prima. Luna Rossa parte alla grande ma si fa “fregare” incredibilmente nell’ultimo tratto dopo aver accumulato un considerevole vantaggio. Così come nella prima regata sono state esaltate le scelte di Grael e del pozzetto, questa volta saranno probabilmente criticate. Luna Rossa infatti, grazie alla splendida partenza di Spithill, aveva condotto una bella gara di testa nella prima bolina, girando la boa con 58 secondi di vantaggio su Oracle. è riuscita a perdere un tale margine fino a passare al cancello di poppa con soli 7 secondi su Oracle...
Nella seconda bolina le barche si allontanano: Luna Rossa tiene un lungo bordo più sulla destra. Oracle si allontana più sulla sinistra, guadagna ancora qualcosa ma non tanto. L’impressione è che Luna Rossa sia più forte di bolina e che Oracle sia più veloce di poppa. Ma, purtroppo Luna Rossa concede all’avversario troppa libertà, l’ultimo lato passa la boa con circa 40 metri di vantaggio ma viene pressata da USA98, il cui guadagno è inesorabile: a tre quarti dell’ultimo lato avviene il sorpasso, Luna Rossa cerca di poggiare più che può ma non ha più chance, Oracle vince per 13 secondi e pareggia i conti. Gli italiani intorno a noi, sembrano delusi ed un po’ contrariati ma poi salutano comunque calorosamente Luna Rossa quando sfila lungo il canale che la riporta alla base. (Seconda vittoria per New Zeeland su Desafio...)
Anche noi ce ne andiamo via mestamente, e decidiamo di fare un giro sul lungomare. Sono le cinque e la spiaggia è ancora affollata...Ah...aver portato il costume da bagno! Un bel tuffo lo avremmo fatto molto volentieri. Ci limitiamo a prendere un aperitivo davanti alla Malvarrosa e poi, sempre passeggiando, a spostarci più a nord, davanti alla spiaggia della Patacona dove persino Hemingway veniva a mangiare piatti a base di riso e di pesce da Pepica, sul Paseo Neptuno.
Noi, per consolarci e per festeggiare i quarantadue anni di Alberto, ci gustiamo un’altra paella (di mariscos però!) in Avenida Mare Nostrum, presso la famosa Casa Navarro. Una delizia! Non mancate di venirci se capitate a Valencia.
Dopo cena siamo stanchi ma curiosi di capire come si svolge la vita notturna della America’s Cup. Sono solo le 22 ma decidiamo di andare lo stesso all’Estrella Damm Lounge, un music bar che si trova al porto, di fronte al Foredeck. Fantastico! Via via, insieme alla gente comune, entrano per bere una birra vari componenti dei team che io riconosco dalle divise, Alberto persino dalle facce.
Che compleanno grandioso per lui! è felice come un bambino quando, un paio d’ore dopo, chiamiamo un taxi per tornare in albergo, distrutti ma veramente contenti di essere qui e prendere parte a questa avventura...
16 Maggio 2007 mercoledì
Per vedere la regata sul barcone degli spettatori bisogna arrivare al porto prima del solito. La mattina la passiamo facendo qualche acquisto nel centro della città ed al Corte Ingles. Lasciamo poi le nostre spese in hotel accanto alle valigie. Il nostro aereo partirà alle 21, abbiamo tempo per un’altra vittoria….
Al Porto, chiudiamo il capitolo pranzo con un frugale panino al prosciutto (comprato appena in tempo prima del totale esaurimento di qualsiasi tipo di cibo in tutta la zona) ed una birra.
Subito dopo, presentiamo il biglietto e ci imbarchiamo alla volta del Campo di Regata. Io, con il mio cappellino Luna Rossa fieramente calcato sulla testa……
Fortunatamente c’è un bel vento e questo ci permette di sopportare il sole che ci brucia le spalle e le braccia (ci siamo messi perfino la crema solare dopo la scottatura del primo giorno).
Siamo un nutrito gruppo di italiani su questo barcone, molti sono competenti, tutti sono agguerriti e decisi a riscattare la sconfitta di ieri. Certamente, è molto diverso seguire la regata da qui, sicuramente meno comodo ma molto più interessante ed appassionante. Dopo essere usciti dal canale, in una decina di minuti, ci posizioniamo intorno al campo di regata insieme a diverse altre imbarcazioni private ( ci sono molte agenzie che affittano catamarani e barche a vela o a motore con o senza equipaggio). Adesso capisco perché gli equipaggi in gara non gradiscono molto la troppa “folla” intorno a loro, effettivamente (tra barche d’appoggio, umpires, barconi di spettatori, barche di curiosi etc), siamo più di quanto potessi immaginare.
Quando inizia la gara iniziamo lentamente a spostarci, sempre a debita distanza però, per seguire dal punto più vicino consentito, le manovre dei due equipaggi. Spruzzi di schiuma, folate di vento, urla in un misto di inglese ed italiano, comunque tanta emozione e tensione……….
Nella terza regata l’atteggiamento tattico di ITA94 è completamente diverso….Sarà stato il briefing del mattino oppure la legittima sfuriata di Bertelli che ieri ha visto sfumare una sicura vittoria, ma questa volta la marcatura ad Oracle è stretta e non viene fatta nessuna concessione all’avversario, nemmeno sui tanto temuti lati di poppa. Oracle sembra leggermente più veloce ma Luna Rossa, marcandolo in quel modo, gli ha fatto guadagnare più o meno solo una quarantina di metri.
Ci sono circa 10-12 nodi di vento che consentono alla barca più veloce nel lato che conta nei match race, la bolina, di vincere la regata. Ed in questo, Luna Rossa è nettamente superiore ad Oracle, sia nelle prestazioni che nelle scelte del pozzetto. Perfetta la scelta del lato da parte di Torben Grael. Luna Rossa va a destra grazie a Spithill che prende la scia di Oracle in partenza per due volte. La prima volta Dickson riesce a fuggire ma si trova subito ITA94 a poppa che lo spinge verso la linea.
Di lì in due bordi lunghi Luna Rossa costruisce il vantaggio che difenderà sino alla fine: 29’ alla prima boa, 25’ al cancello di poppa, 45’ dopo la seconda bolina e 31’ alla fine.
I regali sono terminati, Luna Rossa finalmente dimostra a tutti che, senza distrazioni, la partita con Oracle sarebbe già praticamente chiusa con un 3-0 in favore degli italiani. Nell’altra semifinale, bella ed inattesa vittoria di Desafio contro New Zeeland, a dimostrazione che nella vela, a questi livelli, nulla può essere dato per scontato. Desafio non soltanto ha avuto la meglio su New Zeeland, ma è riuscito ad indurre il timoniere neo-zelandese all’errore, costringendolo alla penalità. Comunque, il team spagnolo ha vinto anche senza quella, tenendo la testa per tutta la regata e sfruttando, come Luna Rossa, il lato destro nella prima bolina.
Scendiamo dal barcone degli spettatori veramente felici e nello stesso tempo rammaricati di dover lasciare Valencia e la Coppa America. Luna Rossa vincerà la sfida con Oracle ed andrà alla finale della Louis Vutton Cup con New Zeeland, nettamente più forte di Desafio Espanol. Purtroppo la perderà e sarà l’equipaggio neozelandese a giocarsi la Coppa con Alinghi, il Defender.
Il 3 luglio del 2007 Alinghi conquisterà la Coppa America per 5 regate a due su New Zeeland e la competizione terminerà con la vittoria di un team europeo, capitanato dall’italo-svizzero Ernesto Bertarelli. La prossima Coppa America è ancora un enigma. Ma dovunque e comunque si gareggerà, se amate il mare ed i nostri colori, vi consiglio di esserci. è un’esperienza veramente unica ed entusiasmante.
14 Maggio 2007 Lunedì
Siamo arrivati ieri sera intorno alle 22.00 con un volo della Ryan Air, il nostro Hotel, lo Zenit, è molto centrale, molto moderno (lo hanno inaugurato da poco) e molto minimalista.
La finestra della nostra stanza si affaccia sulla bella Estacion del Norte, costruita tra gli anni 1907 e 1917 in stile art decò, senza peraltro che questo ci procuri il minimo fastidio, grazie ai doppi vetri, a causa dei rumori della strada. Durante la giornata di ieri i valenciani hanno festeggiato la Virgen de los Desamparados, patrona della città, ed infatti, il sagrato di fronte alla sua Basilica (Plaza de la Virgen) è ancora incredibilmente adorno di composizioni floreali in onore della Madonna.
Facciamo chiaramente un doveroso giro per il centro, il Barrio del Carmen, visitando anche la Cattedrale con i suoi tre portali nei tre diversi stili (il più antico è il romanico Puerta del Palau ed il più recente è il barocco Puerta de los Hierros), la torre campanaria del Miguelete (uno dei simboli di Valencia dalla quale si gode una meravigliosa vista sulla città), ed il Tribunale de las Aguas.
Poco prima dell’ora di pranzo, prendiamo un autobus (ce ne sono diversi che arrivano al porto…) che ci porta attraverso le vie di Valencia, proprio davanti ad uno degli ingressi pedonali del Porto. Una piccola fila al controllo di zaini e borse, ed entriamo finalmente, con una certa emozione, nell’autentico tempio della Vela mondiale.
Per iniziare a farvi partecipi della nostra avventura, intanto è necessario darvi qualche informazione tecnica: il campo di regata è proprio di fronte al litorale di Valencia, ed è delimitato da boe separate tra loro da 2,5 miglia e situate in linea con la direzione del vento.
Le due barche competitrici (a tutt’oggi sono ancora in gara per la Louis Vutton Cup Luna Rossa vs Oracle e Desafio Espanol vs New Zeeland) navigano verso la prima boa con il vento contro, in seguito virano e tornano con il vento a favore. è necessario completare due giri. Il percorso totale è di 10 miglia nautiche (18 km) e dura qualcosa di più di un’ora.
Dal 3 al 7 di aprile, è iniziata la Pre-regatta della Louis Vutton Cup, con i dodici team (11 challengers ed un defender) che hanno navigato tutti insieme; purtroppo è mancato il vento per giorni, anche durante l’inizio della sfida vera e propria partita ufficialmente il 16 di aprile e che terminerà il 12 giugno per eleggere la vincitrice della Vuitton Cup nonché la sfidante di Alinghi, la detentrice dal 2003 della Coppa America (dal 23 giugno al meglio delle nove regate). La mancanza di vento ha determinato uno slittamento delle gare che ci aveva preoccupato un po’. Infatti io e Alberto volevamo assistere alle gare di Luna Rossa e, chiaramente avevamo prenotato volo e albergo molto tempo prima, senza sapere se poi il nostro desiderio sarebbe stato esaudito. Fortunatamente il vento, superato il primo difficile periodo, ha deciso di fare giudizio e siamo qui oggi, per assistere alla prima delle sfide (chiamata match-race) della semifinale tra Luna Rossa vs Oracle.
Ci sono diversi modi per assistere alla regata, e certamente il più comodo è quello di sedersi davanti al primo dei maxi schermi previsti dall’organizzazione, posto all’ombra di un enorme telone.
Ma la maggior parte degli italiani si riunisce dall’altra parte del porto, davanti al secondo maxi schermo, alcuni seduti sotto il gazebo di un ristorante (inutile dire che bisogna arrivare almeno due ore prima dell’orario di inizio della regata previsto per le 15), tutti gli altri sparsi alla meglio tra ombra e sole (che qui picchia duro……), in una mano un bicchiere di cerveza helada, nell’altra una sventolante bandiera tricolore. Il secondo modo per seguire la regata è sui barconi che salpano un po’ prima del suo inizio (intorno alle 12,30) ed offrono, a seconda, solo una visione privilegiata oppure anche il pranzo.
Bisogna prenotarsi qualche giorno prima però e costa abbastanza, dai 60 agli 80 euro solo per guardare. Per oggi comunque ci dobbiamo accontentare del maxi schermo (che fortuna, abbiamo trovato degli italiani che ci hanno ospitato al loro tavolo sotto il gazebo!) e di un panino con la tortilla (al prezzo di un piatto di ostriche e champagne...), unico mezzo di sostentamento rimasto nel giro di chilometri...A voler essere sinceri, esiste anche un ristorante non lontano da dove ci troviamo, che, oltre ai prezzi notevoli, ha però il pregio di avere una vista splendida sul porto e sulla spiaggia della Malvarosa. Purtroppo, anche qui, è tutto prenotato fino alla fine della competizione...
Il segnale di avviso (10’) di inizio regata è dato alle 14,50, la partenza del primo match race alle 15, subito dopo la procedura per l’altra semifinale. Il percorso è il più lungo previsto dalle nuove regole, 12,6 miglia marine se non diversamente deciso dal comitato. Luna Rossa ITA94 è l’espressione dello yacht club italiano fondato nel 1997, a capo del sindacato c’è Fabrizio Bertelli ed il team leader è Francesco De Angelis, soprannominato il Barone, che ha vinto da timoniere, nel 2000 ad Auckland la Louis Vutton Cup con Luna Rossa ITA48. Su ITA94 è stato provato il nuovo albero e, alla vigilia di questa prima regata l’equipaggio italiano ha vinto il sorteggio per l’ingresso in partenza.
Il suo avversario è Oracle, espressione del Golden Gate Yacht Club (USA) fondato nel 2000, il cui capo del sindacato è Larry Ellison ed il cui team leader è Chris Dickson, skipper neozelandese. Entrambe le barche sono arrivate alle semifinali dopo l’Act 13 (regata di flotta) che serve per stilare la classifica dal primo all’undicesimo posto sulla base dei rispettivi ranking point ed a determinare poi anche gli accoppiamenti per i due Round Robin effettuati dal 16 aprile al 7 maggio con gli altri nove consorzi, al fine di selezionare i quattro team che da oggi fino al 25 maggio avranno la possibilità di effettuare la finale della Vuitton Cup e conquistare il diritto di affrontare Alinghi, il team Defender, dal 23 giugno al 7 luglio.
Per iniziare, mi spiegano che il campo di regata (campo nord del golfo di Valencia) è costituito da una boa al vento da girare sempre a destra ed un cancello (un gate) che le barche possono invece passare a destra o a sinistra una volta finito il lato di poppa. Gli equipaggi finalmente partono, con vento sui 13 nodi (ma anche rafficato e che arriverà fino a 18), doppiano la boa al vento per poi ridiscendere verso il cancello con il vento in poppa e lo spinnaker. Luna Rossa comincia con un leggero vantaggio, quello di avere bandiera gialla, cioè di entrare da destra, mure a dritta, in zona di prepartenza. Una possibilità di precedenza e quindi di controllo iniziale. Ovviamente ad ogni regata il privilegio si inverte. “Ma, come ha spiegato il timoniere di Luna Rossa, James Spithill, è soltanto un dettaglio”. Oracle sembra volere la destra, va a mischiarsi alle barche degli spettatori per cercare di confondere le idee a Spithill. Spithill gli concede la destra perché il meteo ha dato la chiamata: lato sinistro favorito per tutta la regata. Mai previsione fu così azzeccata: nella prima bolina Luna Rossa arriva in boa con un grande margine di vantaggio, ben 52 secondi sul team di Larry Ellison.
Anche la velocità della barca è consolante ( sulla quale non è stato utilizzato il nuovo albero provato qualche giorno fa ). Quando Luna Rossa si piazza per tutto il primo e secondo bordo della bolina sulle vele di Oracle, resta incollata e anzi, guadagna qualcosa.
Per qualche minuto il maxi schermo interrompe le trasmissioni e le proteste diventano sempre più assordanti fino a quando il collegamento non viene ripristinato. Luna Rossa va fortissimo, la gara è spettacolare, condotta fianco a fianco per metà della prima bolina e poi in testa, anche con grande vantaggio.
Oracle è riuscita a recuperare nel primo lato di poppa. ITA94 stramba quasi subito, tenendo la destra mentre Oracle non la segue. La separazione procura vantaggio ad Oracle che trova più pressione e raggiunge Luna Rossa. Grande battaglia al cancello di poppa, dopo l’ultima strambata Oracle si avvicina fino a pochi metri, ma Luna Rossa si difende bene, Spithill tiene l’ingaggio e la regola gli dà precedenza. Chiamata di protesta di Luna Rossa ma gli Umpires danno il verde e ITA 94 prende la boa di destra, quella che voleva, per riportarsi a sinistra nella bolina. Luna Rossa gira la boa con 30 metri di vantaggio ed arriva alla fine della bolina stracciando Oracle con un vantaggio di un minuto e 21’’. Perfette (tranne che nella prima poppa) le scelte tattiche del pozzetto.
Mentre la sfida è serrata e l’incitamento (soprattutto per Luna Rossa) è alle stelle, ne approfitto quindi per guardarmi un po’ intorno e fare una breve passeggiata per scaricare la tensione. Non lontano da qui, ci sono in bella mostra alcuni scafi di team partecipanti alla scorsa edizione della America’s Cup ed io gli giro intorno ammirata scattando fotografie. Mi avvio poi verso il molo della Malvarrosa per ammirare la spiaggia che si estende ampia e lunghissima verso est. Mi giungono boati di gioia dalla zona del maxi schermo. Vedo sventolare bandiere tricolori e, guardando l’orologio, mi rendo conto che la regata sta giungendo praticamente al termine.
Nell’ultimo lato Oracle, cerca di ripetere il copione del secondo, ma senza esito, i salti di vento questa volta non aiutano il team di Ellison. Luna Rossa scende sulla destra verso la linea mentre Oracle torna verso il centro ed il vento continua a girare tanto che deve arrivare quasi al traverso. Devastante ed umiliante per Oracle il distacco finale: 2’ minuti e 19 secondi.
Gli italiani, euforici, si precipitano verso l’entrata del porto per veder passare le barche. Lo facciamo anche noi, muniti di macchina fotografica e tanto entusiasmo. Il percorso dal campo di regata non è brevissimo (forse avranno provato anche qualche manovra prima di tornare indietro…..) e quindi vediamo sfilare, prima delle due contendenti, i barconi degli spettatori che tornano salutando la folla, varie imbarcazioni private anche loro posizionate intorno al campo di regata ( e questo sarà motivo di perplessità da parte degli equipaggi dei team in competizione), i gommoni degli operatori televisivi (persino dagli elicotteri riprendono la gara), le barche degli umpires, le due barche d’appoggio di Luna Rossa e di Oracle con amici e parenti, e finalmente prima Oracle e poi, festeggiatissima, Luna Rossa. Fra poco, torneranno anche Desafio Espanol e New Zeeland, le altre due semifinaliste. Non ci sarà stata storia tra di loro, New Zeeland è veramente troppo forte.
Dopo aver scattato decine e decine di foto sgomitando tra connazionali tutti impazziti per la vela, decidiamo di bere qualcosa e fare un po’ di shopping. Il Porto della America’s Cup è affollatissimo ed attrezzatissimo. C’è persino un ristorante giapponese insieme ad altri due locali “più tradizionali” dove si mangia di tutto (specialmente pesce, è chiaro…) ed il famoso Porto Pasta, ristorante italiano punto di ritrovo dei nostri connazionali. Noi ci rechiamo a bere un caffè freddo da Nespresso ( e lo paghiamo ben euro 4,50…) per poi, andarci a fare un giro nel negozio di Louis Vuitton. Accanto, è stata allestita una piccola sala dove, sfilando con pazienza una persona alla volta, è possibile ammirare in tutto il loro fulgore la Louis Vutton Cup e la America’s Cup. Anche qui, Alberto ci tiene a farsi immortalare accanto ai due trofei.
Presi ancora dall’entusiasmo per la vittoria, superiamo the Team Bases (le basi degli equipaggi) che si susseguono per tutto l’arco del Porto, di Alinghi, +39 (che secondo me ha il negozio con gli indumenti dai colori più carini…), Shosoloza , BMW Oracle, fino a raggiungere la base di Luna Rossa dove, dopo una ragionevole fila, riusciamo ad entrare nel negozio ufficiale.
La ressa è pazzesca ( i prezzi anche….). Tutti vogliono accaparrarsi una maglietta, un paio di scarpe o semplicemente un cappellino con la piccola bandiera tricolore e la scritta Luna Rossa (gli indumenti con il logo Prada costano di più…..). Alberto (che è uno snob di questo sport….) compra una maglia grigia a maniche lunghe con la semplice scritta ITA86 (barca progettata un circa un anno prima di ITA94). Io mi limito ad un cappellino (anche se ci sono canottiere e felpe deliziose…….) grigio e rosso per proteggermi dal sole delle ore più calde. Ci danno in omaggio anche una piccola sacca argento con il logo del team e la solita bandierina, sarà apprezzatissima tra qualche mese per portare creme e cellulari in spiaggia.
Inutile dire che siamo un po’ stanchi. Usciamo dal Porto contenti ed anche un po’ affamati. Il nostro autobus ci riporta in albergo dove, dopo una breve doccia, ci cambiamo per avventarci su una bella paella valenciana, gustata in uno dei tanti ristoranti intorno alla Cattedrale. La passeggiata dopo cena per le vie del centro non offre molte attrattive, la movida valenciana, ci hanno spiegato, è altrove, soprattutto verso il mare e le zone dove vivono gli studenti universitari (che ogni giovedì a mezzanotte celebrano il rito del Botellon, dietro il piazzale dello stadio Mestalla, bevendo prima in compagnia le bottiglie portate da casa e poi passando il resto della notte in uno dei locali o delle discoteche della zona di Avenida de Argon e Blasco Ibanez). Noi però domani abbiamo una regata che ci aspetta, non possiamo fare tardi. Buona notte Valencia….
15 Maggio 2007 martedì
La giornata della nostra sconfitta, comincia bene, visitando la Lonja de la Seda, un meraviglioso edificio gotico splendidamente conservato e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che si compone internamente di un’aula a pianta quadrangolare con colonne tortili e soffitto con volte nervate. In passato era il luogo dove si svolgevano le contrattazioni dei mercanti. Sempre all’interno si trova un piccolo giardino con aranceti che è un vero gioiello. Uscendo da qui, attraversiamo la strada (dove si trova un negozio simpaticissimo che vende le tipiche padellone per la paella), ed entriamo per comprare un pezzo di torrone “artesano” (tipico torrone fatto con frutta, pasta di mandorle e cioccolato che si vende però tutto l’anno) nel colorato Mercato Central, un edificio in stile modernista terminato nel 1924 con la sua tipica struttura in ferro rivestita di ceramica e vetro dove sono in vendita pile e pile di succosissime arance (mai mangiate di così buone….) ed altre, appetitose primizie. Memori della fame patita a mezzogiorno di ieri, mangiamo qualche mini panino (qui ce sono di 100 tipi diversi) da Cien Montaditos, in Plaza de la Reina, una birreria tradizionale che offre anche bocadillos, i montaditos appunto, ad un euro l’uno.
Prendiamo poi il solito autobus per recarci al porto, dove arriviamo alle due, sotto un sole cocente ma fortunatamente con un vento gagliardo, pronti per assistere alla seconda regata.
Questa volta, prima di recarci davanti al maxi schermo di ieri, visitiamo anche gli altri Team Bases, quelli posti dall’altra parte della Casa de La America’s Cup (dove viene presentata con foto ed illustrazioni la storia della Coppa America), e dell ’Esposizione “No hay segundo” ovvero, “Non esiste un secondo”. Qui c’è la Base di New Zeeland, di Areva Challenge, di Victory, di Desafio Espanol 2007, di United Team Germany, di Mascalzone Latino e di China Team, con i loro relativi negozi.
Da questo lato, il primo maxi schermo è già super affollato ed anche qui si sente parlare e cantare in italiano.
Prima di raggiungere anche noi un posto davanti alla “pantalla” per tifare Luna Rossa, prenotiamo per 80 euro a testa due posti sul barcone degli spettatori (solo guardare…..) per domani. Un regalo ad Alberto, per il suo compleanno….
Purtroppo la seconda regata della semifinale non va bene come la prima. Luna Rossa parte alla grande ma si fa “fregare” incredibilmente nell’ultimo tratto dopo aver accumulato un considerevole vantaggio. Così come nella prima regata sono state esaltate le scelte di Grael e del pozzetto, questa volta saranno probabilmente criticate. Luna Rossa infatti, grazie alla splendida partenza di Spithill, aveva condotto una bella gara di testa nella prima bolina, girando la boa con 58 secondi di vantaggio su Oracle. è riuscita a perdere un tale margine fino a passare al cancello di poppa con soli 7 secondi su Oracle...
Nella seconda bolina le barche si allontanano: Luna Rossa tiene un lungo bordo più sulla destra. Oracle si allontana più sulla sinistra, guadagna ancora qualcosa ma non tanto. L’impressione è che Luna Rossa sia più forte di bolina e che Oracle sia più veloce di poppa. Ma, purtroppo Luna Rossa concede all’avversario troppa libertà, l’ultimo lato passa la boa con circa 40 metri di vantaggio ma viene pressata da USA98, il cui guadagno è inesorabile: a tre quarti dell’ultimo lato avviene il sorpasso, Luna Rossa cerca di poggiare più che può ma non ha più chance, Oracle vince per 13 secondi e pareggia i conti. Gli italiani intorno a noi, sembrano delusi ed un po’ contrariati ma poi salutano comunque calorosamente Luna Rossa quando sfila lungo il canale che la riporta alla base. (Seconda vittoria per New Zeeland su Desafio...)
Anche noi ce ne andiamo via mestamente, e decidiamo di fare un giro sul lungomare. Sono le cinque e la spiaggia è ancora affollata...Ah...aver portato il costume da bagno! Un bel tuffo lo avremmo fatto molto volentieri. Ci limitiamo a prendere un aperitivo davanti alla Malvarrosa e poi, sempre passeggiando, a spostarci più a nord, davanti alla spiaggia della Patacona dove persino Hemingway veniva a mangiare piatti a base di riso e di pesce da Pepica, sul Paseo Neptuno.
Noi, per consolarci e per festeggiare i quarantadue anni di Alberto, ci gustiamo un’altra paella (di mariscos però!) in Avenida Mare Nostrum, presso la famosa Casa Navarro. Una delizia! Non mancate di venirci se capitate a Valencia.
Dopo cena siamo stanchi ma curiosi di capire come si svolge la vita notturna della America’s Cup. Sono solo le 22 ma decidiamo di andare lo stesso all’Estrella Damm Lounge, un music bar che si trova al porto, di fronte al Foredeck. Fantastico! Via via, insieme alla gente comune, entrano per bere una birra vari componenti dei team che io riconosco dalle divise, Alberto persino dalle facce.
Che compleanno grandioso per lui! è felice come un bambino quando, un paio d’ore dopo, chiamiamo un taxi per tornare in albergo, distrutti ma veramente contenti di essere qui e prendere parte a questa avventura...
16 Maggio 2007 mercoledì
Per vedere la regata sul barcone degli spettatori bisogna arrivare al porto prima del solito. La mattina la passiamo facendo qualche acquisto nel centro della città ed al Corte Ingles. Lasciamo poi le nostre spese in hotel accanto alle valigie. Il nostro aereo partirà alle 21, abbiamo tempo per un’altra vittoria….
Al Porto, chiudiamo il capitolo pranzo con un frugale panino al prosciutto (comprato appena in tempo prima del totale esaurimento di qualsiasi tipo di cibo in tutta la zona) ed una birra.
Subito dopo, presentiamo il biglietto e ci imbarchiamo alla volta del Campo di Regata. Io, con il mio cappellino Luna Rossa fieramente calcato sulla testa……
Fortunatamente c’è un bel vento e questo ci permette di sopportare il sole che ci brucia le spalle e le braccia (ci siamo messi perfino la crema solare dopo la scottatura del primo giorno).
Siamo un nutrito gruppo di italiani su questo barcone, molti sono competenti, tutti sono agguerriti e decisi a riscattare la sconfitta di ieri. Certamente, è molto diverso seguire la regata da qui, sicuramente meno comodo ma molto più interessante ed appassionante. Dopo essere usciti dal canale, in una decina di minuti, ci posizioniamo intorno al campo di regata insieme a diverse altre imbarcazioni private ( ci sono molte agenzie che affittano catamarani e barche a vela o a motore con o senza equipaggio). Adesso capisco perché gli equipaggi in gara non gradiscono molto la troppa “folla” intorno a loro, effettivamente (tra barche d’appoggio, umpires, barconi di spettatori, barche di curiosi etc), siamo più di quanto potessi immaginare.
Quando inizia la gara iniziamo lentamente a spostarci, sempre a debita distanza però, per seguire dal punto più vicino consentito, le manovre dei due equipaggi. Spruzzi di schiuma, folate di vento, urla in un misto di inglese ed italiano, comunque tanta emozione e tensione……….
Nella terza regata l’atteggiamento tattico di ITA94 è completamente diverso….Sarà stato il briefing del mattino oppure la legittima sfuriata di Bertelli che ieri ha visto sfumare una sicura vittoria, ma questa volta la marcatura ad Oracle è stretta e non viene fatta nessuna concessione all’avversario, nemmeno sui tanto temuti lati di poppa. Oracle sembra leggermente più veloce ma Luna Rossa, marcandolo in quel modo, gli ha fatto guadagnare più o meno solo una quarantina di metri.
Ci sono circa 10-12 nodi di vento che consentono alla barca più veloce nel lato che conta nei match race, la bolina, di vincere la regata. Ed in questo, Luna Rossa è nettamente superiore ad Oracle, sia nelle prestazioni che nelle scelte del pozzetto. Perfetta la scelta del lato da parte di Torben Grael. Luna Rossa va a destra grazie a Spithill che prende la scia di Oracle in partenza per due volte. La prima volta Dickson riesce a fuggire ma si trova subito ITA94 a poppa che lo spinge verso la linea.
Di lì in due bordi lunghi Luna Rossa costruisce il vantaggio che difenderà sino alla fine: 29’ alla prima boa, 25’ al cancello di poppa, 45’ dopo la seconda bolina e 31’ alla fine.
I regali sono terminati, Luna Rossa finalmente dimostra a tutti che, senza distrazioni, la partita con Oracle sarebbe già praticamente chiusa con un 3-0 in favore degli italiani. Nell’altra semifinale, bella ed inattesa vittoria di Desafio contro New Zeeland, a dimostrazione che nella vela, a questi livelli, nulla può essere dato per scontato. Desafio non soltanto ha avuto la meglio su New Zeeland, ma è riuscito ad indurre il timoniere neo-zelandese all’errore, costringendolo alla penalità. Comunque, il team spagnolo ha vinto anche senza quella, tenendo la testa per tutta la regata e sfruttando, come Luna Rossa, il lato destro nella prima bolina.
Scendiamo dal barcone degli spettatori veramente felici e nello stesso tempo rammaricati di dover lasciare Valencia e la Coppa America. Luna Rossa vincerà la sfida con Oracle ed andrà alla finale della Louis Vutton Cup con New Zeeland, nettamente più forte di Desafio Espanol. Purtroppo la perderà e sarà l’equipaggio neozelandese a giocarsi la Coppa con Alinghi, il Defender.
Il 3 luglio del 2007 Alinghi conquisterà la Coppa America per 5 regate a due su New Zeeland e la competizione terminerà con la vittoria di un team europeo, capitanato dall’italo-svizzero Ernesto Bertarelli. La prossima Coppa America è ancora un enigma. Ma dovunque e comunque si gareggerà, se amate il mare ed i nostri colori, vi consiglio di esserci. è un’esperienza veramente unica ed entusiasmante.
E' il resoconto di tre giorni passati al porto di Valencia a tifare Luna Rossa insieme a molti altri italiani, ed a vivere anche se brevemente, la splendida avventura della 32° America’s Cup, la prima del Mediterraneo in 156 anni di storia.
14 Maggio 2007 Lunedì
Siamo arrivati ieri sera intorno alle 22.00 con un volo della Ryan Air, il nostro Hotel, lo Zenit, è molto centrale, molto moderno (lo hanno inaugurato da poco) e molto minimalista.
La finestra della nostra stanza si affaccia sulla bella Estacion del Norte, costruita tra gli anni 1907 e 1917 in stile art decò, senza peraltro che questo ci procuri il minimo fastidio, grazie ai doppi vetri, a causa dei rumori della strada. Durante la giornata di ieri i valenciani hanno festeggiato la Virgen de los Desamparados, patrona della città, ed infatti, il sagrato di fronte alla sua Basilica (Plaza de la Virgen) è ancora incredibilmente adorno di composizioni floreali in onore della Madonna.
Facciamo chiaramente un doveroso giro per il centro, il Barrio del Carmen, visitando anche la Cattedrale con i suoi tre portali nei tre diversi stili (il più antico è il romanico Puerta del Palau ed il più recente è il barocco Puerta de los Hierros), la torre campanaria del Miguelete (uno dei simboli di Valencia dalla quale si gode una meravigliosa vista sulla città), ed il Tribunale de las Aguas.
Poco prima dell’ora di pranzo, prendiamo un autobus (ce ne sono diversi che arrivano al porto…) che ci porta attraverso le vie di Valencia, proprio davanti ad uno degli ingressi pedonali del Porto. Una piccola fila al controllo di zaini e borse, ed entriamo finalmente, con una certa emozione, nell’autentico tempio della Vela mondiale.
Per iniziare a farvi partecipi della nostra avventura, intanto è necessario darvi qualche informazione tecnica: il campo di regata è proprio di fronte al litorale di Valencia, ed è delimitato da boe separate tra loro da 2,5 miglia e situate in linea con la direzione del vento.
Le due barche competitrici (a tutt’oggi sono ancora in gara per la Louis Vutton Cup Luna Rossa vs Oracle e Desafio Espanol vs New Zeeland) navigano verso la prima boa con il vento contro, in seguito virano e tornano con il vento a favore. è necessario completare due giri. Il percorso totale è di 10 miglia nautiche (18 km) e dura qualcosa di più di un’ora.
Dal 3 al 7 di aprile, è iniziata la Pre-regatta della Louis Vutton Cup, con i dodici team (11 challengers ed un defender) che hanno navigato tutti insieme; purtroppo è mancato il vento per giorni, anche durante l’inizio della sfida vera e propria partita ufficialmente il 16 di aprile e che terminerà il 12 giugno per eleggere la vincitrice della Vuitton Cup nonché la sfidante di Alinghi, la detentrice dal 2003 della Coppa America (dal 23 giugno al meglio delle nove regate). La mancanza di vento ha determinato uno slittamento delle gare che ci aveva preoccupato un po’. Infatti io e Alberto volevamo assistere alle gare di Luna Rossa e, chiaramente avevamo prenotato volo e albergo molto tempo prima, senza sapere se poi il nostro desiderio sarebbe stato esaudito. Fortunatamente il vento, superato il primo difficile periodo, ha deciso di fare giudizio e siamo qui oggi, per assistere alla prima delle sfide (chiamata match-race) della semifinale tra Luna Rossa vs Oracle.
Ci sono diversi modi per assistere alla regata, e certamente il più comodo è quello di sedersi davanti al primo dei maxi schermi previsti dall’organizzazione, posto all’ombra di un enorme telone.
Ma la maggior parte degli italiani si riunisce dall’altra parte del porto, davanti al secondo maxi schermo, alcuni seduti sotto il gazebo di un ristorante (inutile dire che bisogna arrivare almeno due ore prima dell’orario di inizio della regata previsto per le 15), tutti gli altri sparsi alla meglio tra ombra e sole (che qui picchia duro……), in una mano un bicchiere di cerveza helada, nell’altra una sventolante bandiera tricolore. Il secondo modo per seguire la regata è sui barconi che salpano un po’ prima del suo inizio (intorno alle 12,30) ed offrono, a seconda, solo una visione privilegiata oppure anche il pranzo.
Bisogna prenotarsi qualche giorno prima però e costa abbastanza, dai 60 agli 80 euro solo per guardare. Per oggi comunque ci dobbiamo accontentare del maxi schermo (che fortuna, abbiamo trovato degli italiani che ci hanno ospitato al loro tavolo sotto il gazebo!) e di un panino con la tortilla (al prezzo di un piatto di ostriche e champagne...), unico mezzo di sostentamento rimasto nel giro di chilometri...A voler essere sinceri, esiste anche un ristorante non lontano da dove ci troviamo, che, oltre ai prezzi notevoli, ha però il pregio di avere una vista splendida sul porto e sulla spiaggia della Malvarosa. Purtroppo, anche qui, è tutto prenotato fino alla fine della competizione...
Il segnale di avviso (10’) di inizio regata è dato alle 14,50, la partenza del primo match race alle 15, subito dopo la procedura per l’altra semifinale. Il percorso è il più lungo previsto dalle nuove regole, 12,6 miglia marine se non diversamente deciso dal comitato. Luna Rossa ITA94 è l’espressione dello yacht club italiano fondato nel 1997, a capo del sindacato c’è Fabrizio Bertelli ed il team leader è Francesco De Angelis, soprannominato il Barone, che ha vinto da timoniere, nel 2000 ad Auckland la Louis Vutton Cup con Luna Rossa ITA48. Su ITA94 è stato provato il nuovo albero e, alla vigilia di questa prima regata l’equipaggio italiano ha vinto il sorteggio per l’ingresso in partenza.
Il suo avversario è Oracle, espressione del Golden Gate Yacht Club (USA) fondato nel 2000, il cui capo del sindacato è Larry Ellison ed il cui team leader è Chris Dickson, skipper neozelandese. Entrambe le barche sono arrivate alle semifinali dopo l’Act 13 (regata di flotta) che serve per stilare la classifica dal primo all’undicesimo posto sulla base dei rispettivi ranking point ed a determinare poi anche gli accoppiamenti per i due Round Robin effettuati dal 16 aprile al 7 maggio con gli altri nove consorzi, al fine di selezionare i quattro team che da oggi fino al 25 maggio avranno la possibilità di effettuare la finale della Vuitton Cup e conquistare il diritto di affrontare Alinghi, il team Defender, dal 23 giugno al 7 luglio.
Per iniziare, mi spiegano che il campo di regata (campo nord del golfo di Valencia) è costituito da una boa al vento da girare sempre a destra ed un cancello (un gate) che le barche possono invece passare a destra o a sinistra una volta finito il lato di poppa. Gli equipaggi finalmente partono, con vento sui 13 nodi (ma anche rafficato e che arriverà fino a 18), doppiano la boa al vento per poi ridiscendere verso il cancello con il vento in poppa e lo spinnaker. Luna Rossa comincia con un leggero vantaggio, quello di avere bandiera gialla, cioè di entrare da destra, mure a dritta, in zona di prepartenza. Una possibilità di precedenza e quindi di controllo iniziale. Ovviamente ad ogni regata il privilegio si inverte. “Ma, come ha spiegato il timoniere di Luna Rossa, James Spithill, è soltanto un dettaglio”. Oracle sembra volere la destra, va a mischiarsi alle barche degli spettatori per cercare di confondere le idee a Spithill. Spithill gli concede la destra perché il meteo ha dato la chiamata: lato sinistro favorito per tutta la regata. Mai previsione fu così azzeccata: nella prima bolina Luna Rossa arriva in boa con un grande margine di vantaggio, ben 52 secondi sul team di Larry Ellison.
Anche la velocità della barca è consolante ( sulla quale non è stato utilizzato il nuovo albero provato qualche giorno fa ). Quando Luna Rossa si piazza per tutto il primo e secondo bordo della bolina sulle vele di Oracle, resta incollata e anzi, guadagna qualcosa.
Per qualche minuto il maxi schermo interrompe le trasmissioni e le proteste diventano sempre più assordanti fino a quando il collegamento non viene ripristinato. Luna Rossa va fortissimo, la gara è spettacolare, condotta fianco a fianco per metà della prima bolina e poi in testa, anche con grande vantaggio.
Oracle è riuscita a recuperare nel primo lato di poppa. ITA94 stramba quasi subito, tenendo la destra mentre Oracle non la segue. La separazione procura vantaggio ad Oracle che trova più pressione e raggiunge Luna Rossa. Grande battaglia al cancello di poppa, dopo l’ultima strambata Oracle si avvicina fino a pochi metri, ma Luna Rossa si difende bene, Spithill tiene l’ingaggio e la regola gli dà precedenza. Chiamata di protesta di Luna Rossa ma gli Umpires danno il verde e ITA 94 prende la boa di destra, quella che voleva, per riportarsi a sinistra nella bolina. Luna Rossa gira la boa con 30 metri di vantaggio ed arriva alla fine della bolina stracciando Oracle con un vantaggio di un minuto e 21’’. Perfette (tranne che nella prima poppa) le scelte tattiche del pozzetto.
Mentre la sfida è serrata e l’incitamento (soprattutto per Luna Rossa) è alle stelle, ne approfitto quindi per guardarmi un po’ intorno e fare una breve passeggiata per scaricare la tensione. Non lontano da qui, ci sono in bella mostra alcuni scafi di team partecipanti alla scorsa edizione della America’s Cup ed io gli giro intorno ammirata scattando fotografie. Mi avvio poi verso il molo della Malvarrosa per ammirare la spiaggia che si estende ampia e lunghissima verso est. Mi giungono boati di gioia dalla zona del maxi schermo. Vedo sventolare bandiere tricolori e, guardando l’orologio, mi rendo conto che la regata sta giungendo praticamente al termine.
Nell’ultimo lato Oracle, cerca di ripetere il copione del secondo, ma senza esito, i salti di vento questa volta non aiutano il team di Ellison. Luna Rossa scende sulla destra verso la linea mentre Oracle torna verso il centro ed il vento continua a girare tanto che deve arrivare quasi al traverso. Devastante ed umiliante per Oracle il distacco finale: 2’ minuti e 19 secondi.
Gli italiani, euforici, si precipitano verso l’entrata del porto per veder passare le barche. Lo facciamo anche noi, muniti di macchina fotografica e tanto entusiasmo. Il percorso dal campo di regata non è brevissimo (forse avranno provato anche qualche manovra prima di tornare indietro…..) e quindi vediamo sfilare, prima delle due contendenti, i barconi degli spettatori che tornano salutando la folla, varie imbarcazioni private anche loro posizionate intorno al campo di regata ( e questo sarà motivo di perplessità da parte degli equipaggi dei team in competizione), i gommoni degli operatori televisivi (persino dagli elicotteri riprendono la gara), le barche degli umpires, le due barche d’appoggio di Luna Rossa e di Oracle con amici e parenti, e finalmente prima Oracle e poi, festeggiatissima, Luna Rossa. Fra poco, torneranno anche Desafio Espanol e New Zeeland, le altre due semifinaliste. Non ci sarà stata storia tra di loro, New Zeeland è veramente troppo forte.
Dopo aver scattato decine e decine di foto sgomitando tra connazionali tutti impazziti per la vela, decidiamo di bere qualcosa e fare un po’ di shopping. Il Porto della America’s Cup è affollatissimo ed attrezzatissimo. C’è persino un ristorante giapponese insieme ad altri due locali “più tradizionali” dove si mangia di tutto (specialmente pesce, è chiaro…) ed il famoso Porto Pasta, ristorante italiano punto di ritrovo dei nostri connazionali. Noi ci rechiamo a bere un caffè freddo da Nespresso ( e lo paghiamo ben euro 4,50…) per poi, andarci a fare un giro nel negozio di Louis Vuitton. Accanto, è stata allestita una piccola sala dove, sfilando con pazienza una persona alla volta, è possibile ammirare in tutto il loro fulgore la Louis Vutton Cup e la America’s Cup. Anche qui, Alberto ci tiene a farsi immortalare accanto ai due trofei.
Presi ancora dall’entusiasmo per la vittoria, superiamo the Team Bases (le basi degli equipaggi) che si susseguono per tutto l’arco del Porto, di Alinghi, +39 (che secondo me ha il negozio con gli indumenti dai colori più carini…), Shosoloza , BMW Oracle, fino a raggiungere la base di Luna Rossa dove, dopo una ragionevole fila, riusciamo ad entrare nel negozio ufficiale.
La ressa è pazzesca ( i prezzi anche….). Tutti vogliono accaparrarsi una maglietta, un paio di scarpe o semplicemente un cappellino con la piccola bandiera tricolore e la scritta Luna Rossa (gli indumenti con il logo Prada costano di più…..). Alberto (che è uno snob di questo sport….) compra una maglia grigia a maniche lunghe con la semplice scritta ITA86 (barca progettata un circa un anno prima di ITA94). Io mi limito ad un cappellino (anche se ci sono canottiere e felpe deliziose…….) grigio e rosso per proteggermi dal sole delle ore più calde. Ci danno in omaggio anche una piccola sacca argento con il logo del team e la solita bandierina, sarà apprezzatissima tra qualche mese per portare creme e cellulari in spiaggia.
Inutile dire che siamo un po’ stanchi. Usciamo dal Porto contenti ed anche un po’ affamati. Il nostro autobus ci riporta in albergo dove, dopo una breve doccia, ci cambiamo per avventarci su una bella paella valenciana, gustata in uno dei tanti ristoranti intorno alla Cattedrale. La passeggiata dopo cena per le vie del centro non offre molte attrattive, la movida valenciana, ci hanno spiegato, è altrove, soprattutto verso il mare e le zone dove vivono gli studenti universitari (che ogni giovedì a mezzanotte celebrano il rito del Botellon, dietro il piazzale dello stadio Mestalla, bevendo prima in compagnia le bottiglie portate da casa e poi passando il resto della notte in uno dei locali o delle discoteche della zona di Avenida de Argon e Blasco Ibanez). Noi però domani abbiamo una regata che ci aspetta, non possiamo fare tardi. Buona notte Valencia….
15 Maggio 2007 martedì
La giornata della nostra sconfitta, comincia bene, visitando la Lonja de la Seda, un meraviglioso edificio gotico splendidamente conservato e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che si compone internamente di un’aula a pianta quadrangolare con colonne tortili e soffitto con volte nervate. In passato era il luogo dove si svolgevano le contrattazioni dei mercanti. Sempre all’interno si trova un piccolo giardino con aranceti che è un vero gioiello. Uscendo da qui, attraversiamo la strada (dove si trova un negozio simpaticissimo che vende le tipiche padellone per la paella), ed entriamo per comprare un pezzo di torrone “artesano” (tipico torrone fatto con frutta, pasta di mandorle e cioccolato che si vende però tutto l’anno) nel colorato Mercato Central, un edificio in stile modernista terminato nel 1924 con la sua tipica struttura in ferro rivestita di ceramica e vetro dove sono in vendita pile e pile di succosissime arance (mai mangiate di così buone….) ed altre, appetitose primizie. Memori della fame patita a mezzogiorno di ieri, mangiamo qualche mini panino (qui ce sono di 100 tipi diversi) da Cien Montaditos, in Plaza de la Reina, una birreria tradizionale che offre anche bocadillos, i montaditos appunto, ad un euro l’uno.
Prendiamo poi il solito autobus per recarci al porto, dove arriviamo alle due, sotto un sole cocente ma fortunatamente con un vento gagliardo, pronti per assistere alla seconda regata.
Questa volta, prima di recarci davanti al maxi schermo di ieri, visitiamo anche gli altri Team Bases, quelli posti dall’altra parte della Casa de La America’s Cup (dove viene presentata con foto ed illustrazioni la storia della Coppa America), e dell ’Esposizione “No hay segundo” ovvero, “Non esiste un secondo”. Qui c’è la Base di New Zeeland, di Areva Challenge, di Victory, di Desafio Espanol 2007, di United Team Germany, di Mascalzone Latino e di China Team, con i loro relativi negozi.
Da questo lato, il primo maxi schermo è già super affollato ed anche qui si sente parlare e cantare in italiano.
Prima di raggiungere anche noi un posto davanti alla “pantalla” per tifare Luna Rossa, prenotiamo per 80 euro a testa due posti sul barcone degli spettatori (solo guardare…..) per domani. Un regalo ad Alberto, per il suo compleanno….
Purtroppo la seconda regata della semifinale non va bene come la prima. Luna Rossa parte alla grande ma si fa “fregare” incredibilmente nell’ultimo tratto dopo aver accumulato un considerevole vantaggio. Così come nella prima regata sono state esaltate le scelte di Grael e del pozzetto, questa volta saranno probabilmente criticate. Luna Rossa infatti, grazie alla splendida partenza di Spithill, aveva condotto una bella gara di testa nella prima bolina, girando la boa con 58 secondi di vantaggio su Oracle. è riuscita a perdere un tale margine fino a passare al cancello di poppa con soli 7 secondi su Oracle...
Nella seconda bolina le barche si allontanano: Luna Rossa tiene un lungo bordo più sulla destra. Oracle si allontana più sulla sinistra, guadagna ancora qualcosa ma non tanto. L’impressione è che Luna Rossa sia più forte di bolina e che Oracle sia più veloce di poppa. Ma, purtroppo Luna Rossa concede all’avversario troppa libertà, l’ultimo lato passa la boa con circa 40 metri di vantaggio ma viene pressata da USA98, il cui guadagno è inesorabile: a tre quarti dell’ultimo lato avviene il sorpasso, Luna Rossa cerca di poggiare più che può ma non ha più chance, Oracle vince per 13 secondi e pareggia i conti. Gli italiani intorno a noi, sembrano delusi ed un po’ contrariati ma poi salutano comunque calorosamente Luna Rossa quando sfila lungo il canale che la riporta alla base. (Seconda vittoria per New Zeeland su Desafio...)
Anche noi ce ne andiamo via mestamente, e decidiamo di fare un giro sul lungomare. Sono le cinque e la spiaggia è ancora affollata...Ah...aver portato il costume da bagno! Un bel tuffo lo avremmo fatto molto volentieri. Ci limitiamo a prendere un aperitivo davanti alla Malvarrosa e poi, sempre passeggiando, a spostarci più a nord, davanti alla spiaggia della Patacona dove persino Hemingway veniva a mangiare piatti a base di riso e di pesce da Pepica, sul Paseo Neptuno.
Noi, per consolarci e per festeggiare i quarantadue anni di Alberto, ci gustiamo un’altra paella (di mariscos però!) in Avenida Mare Nostrum, presso la famosa Casa Navarro. Una delizia! Non mancate di venirci se capitate a Valencia.
Dopo cena siamo stanchi ma curiosi di capire come si svolge la vita notturna della America’s Cup. Sono solo le 22 ma decidiamo di andare lo stesso all’Estrella Damm Lounge, un music bar che si trova al porto, di fronte al Foredeck. Fantastico! Via via, insieme alla gente comune, entrano per bere una birra vari componenti dei team che io riconosco dalle divise, Alberto persino dalle facce.
Che compleanno grandioso per lui! è felice come un bambino quando, un paio d’ore dopo, chiamiamo un taxi per tornare in albergo, distrutti ma veramente contenti di essere qui e prendere parte a questa avventura...
16 Maggio 2007 mercoledì
Per vedere la regata sul barcone degli spettatori bisogna arrivare al porto prima del solito. La mattina la passiamo facendo qualche acquisto nel centro della città ed al Corte Ingles. Lasciamo poi le nostre spese in hotel accanto alle valigie. Il nostro aereo partirà alle 21, abbiamo tempo per un’altra vittoria….
Al Porto, chiudiamo il capitolo pranzo con un frugale panino al prosciutto (comprato appena in tempo prima del totale esaurimento di qualsiasi tipo di cibo in tutta la zona) ed una birra.
Subito dopo, presentiamo il biglietto e ci imbarchiamo alla volta del Campo di Regata. Io, con il mio cappellino Luna Rossa fieramente calcato sulla testa……
Fortunatamente c’è un bel vento e questo ci permette di sopportare il sole che ci brucia le spalle e le braccia (ci siamo messi perfino la crema solare dopo la scottatura del primo giorno).
Siamo un nutrito gruppo di italiani su questo barcone, molti sono competenti, tutti sono agguerriti e decisi a riscattare la sconfitta di ieri. Certamente, è molto diverso seguire la regata da qui, sicuramente meno comodo ma molto più interessante ed appassionante. Dopo essere usciti dal canale, in una decina di minuti, ci posizioniamo intorno al campo di regata insieme a diverse altre imbarcazioni private ( ci sono molte agenzie che affittano catamarani e barche a vela o a motore con o senza equipaggio). Adesso capisco perché gli equipaggi in gara non gradiscono molto la troppa “folla” intorno a loro, effettivamente (tra barche d’appoggio, umpires, barconi di spettatori, barche di curiosi etc), siamo più di quanto potessi immaginare.
Quando inizia la gara iniziamo lentamente a spostarci, sempre a debita distanza però, per seguire dal punto più vicino consentito, le manovre dei due equipaggi. Spruzzi di schiuma, folate di vento, urla in un misto di inglese ed italiano, comunque tanta emozione e tensione……….
Nella terza regata l’atteggiamento tattico di ITA94 è completamente diverso….Sarà stato il briefing del mattino oppure la legittima sfuriata di Bertelli che ieri ha visto sfumare una sicura vittoria, ma questa volta la marcatura ad Oracle è stretta e non viene fatta nessuna concessione all’avversario, nemmeno sui tanto temuti lati di poppa. Oracle sembra leggermente più veloce ma Luna Rossa, marcandolo in quel modo, gli ha fatto guadagnare più o meno solo una quarantina di metri.
Ci sono circa 10-12 nodi di vento che consentono alla barca più veloce nel lato che conta nei match race, la bolina, di vincere la regata. Ed in questo, Luna Rossa è nettamente superiore ad Oracle, sia nelle prestazioni che nelle scelte del pozzetto. Perfetta la scelta del lato da parte di Torben Grael. Luna Rossa va a destra grazie a Spithill che prende la scia di Oracle in partenza per due volte. La prima volta Dickson riesce a fuggire ma si trova subito ITA94 a poppa che lo spinge verso la linea.
Di lì in due bordi lunghi Luna Rossa costruisce il vantaggio che difenderà sino alla fine: 29’ alla prima boa, 25’ al cancello di poppa, 45’ dopo la seconda bolina e 31’ alla fine.
I regali sono terminati, Luna Rossa finalmente dimostra a tutti che, senza distrazioni, la partita con Oracle sarebbe già praticamente chiusa con un 3-0 in favore degli italiani. Nell’altra semifinale, bella ed inattesa vittoria di Desafio contro New Zeeland, a dimostrazione che nella vela, a questi livelli, nulla può essere dato per scontato. Desafio non soltanto ha avuto la meglio su New Zeeland, ma è riuscito ad indurre il timoniere neo-zelandese all’errore, costringendolo alla penalità. Comunque, il team spagnolo ha vinto anche senza quella, tenendo la testa per tutta la regata e sfruttando, come Luna Rossa, il lato destro nella prima bolina.
Scendiamo dal barcone degli spettatori veramente felici e nello stesso tempo rammaricati di dover lasciare Valencia e la Coppa America. Luna Rossa vincerà la sfida con Oracle ed andrà alla finale della Louis Vutton Cup con New Zeeland, nettamente più forte di Desafio Espanol. Purtroppo la perderà e sarà l’equipaggio neozelandese a giocarsi la Coppa con Alinghi, il Defender.
Il 3 luglio del 2007 Alinghi conquisterà la Coppa America per 5 regate a due su New Zeeland e la competizione terminerà con la vittoria di un team europeo, capitanato dall’italo-svizzero Ernesto Bertarelli. La prossima Coppa America è ancora un enigma. Ma dovunque e comunque si gareggerà, se amate il mare ed i nostri colori, vi consiglio di esserci. è un’esperienza veramente unica ed entusiasmante.
14 Maggio 2007 Lunedì
Siamo arrivati ieri sera intorno alle 22.00 con un volo della Ryan Air, il nostro Hotel, lo Zenit, è molto centrale, molto moderno (lo hanno inaugurato da poco) e molto minimalista.
La finestra della nostra stanza si affaccia sulla bella Estacion del Norte, costruita tra gli anni 1907 e 1917 in stile art decò, senza peraltro che questo ci procuri il minimo fastidio, grazie ai doppi vetri, a causa dei rumori della strada. Durante la giornata di ieri i valenciani hanno festeggiato la Virgen de los Desamparados, patrona della città, ed infatti, il sagrato di fronte alla sua Basilica (Plaza de la Virgen) è ancora incredibilmente adorno di composizioni floreali in onore della Madonna.
Facciamo chiaramente un doveroso giro per il centro, il Barrio del Carmen, visitando anche la Cattedrale con i suoi tre portali nei tre diversi stili (il più antico è il romanico Puerta del Palau ed il più recente è il barocco Puerta de los Hierros), la torre campanaria del Miguelete (uno dei simboli di Valencia dalla quale si gode una meravigliosa vista sulla città), ed il Tribunale de las Aguas.
Poco prima dell’ora di pranzo, prendiamo un autobus (ce ne sono diversi che arrivano al porto…) che ci porta attraverso le vie di Valencia, proprio davanti ad uno degli ingressi pedonali del Porto. Una piccola fila al controllo di zaini e borse, ed entriamo finalmente, con una certa emozione, nell’autentico tempio della Vela mondiale.
Per iniziare a farvi partecipi della nostra avventura, intanto è necessario darvi qualche informazione tecnica: il campo di regata è proprio di fronte al litorale di Valencia, ed è delimitato da boe separate tra loro da 2,5 miglia e situate in linea con la direzione del vento.
Le due barche competitrici (a tutt’oggi sono ancora in gara per la Louis Vutton Cup Luna Rossa vs Oracle e Desafio Espanol vs New Zeeland) navigano verso la prima boa con il vento contro, in seguito virano e tornano con il vento a favore. è necessario completare due giri. Il percorso totale è di 10 miglia nautiche (18 km) e dura qualcosa di più di un’ora.
Dal 3 al 7 di aprile, è iniziata la Pre-regatta della Louis Vutton Cup, con i dodici team (11 challengers ed un defender) che hanno navigato tutti insieme; purtroppo è mancato il vento per giorni, anche durante l’inizio della sfida vera e propria partita ufficialmente il 16 di aprile e che terminerà il 12 giugno per eleggere la vincitrice della Vuitton Cup nonché la sfidante di Alinghi, la detentrice dal 2003 della Coppa America (dal 23 giugno al meglio delle nove regate). La mancanza di vento ha determinato uno slittamento delle gare che ci aveva preoccupato un po’. Infatti io e Alberto volevamo assistere alle gare di Luna Rossa e, chiaramente avevamo prenotato volo e albergo molto tempo prima, senza sapere se poi il nostro desiderio sarebbe stato esaudito. Fortunatamente il vento, superato il primo difficile periodo, ha deciso di fare giudizio e siamo qui oggi, per assistere alla prima delle sfide (chiamata match-race) della semifinale tra Luna Rossa vs Oracle.
Ci sono diversi modi per assistere alla regata, e certamente il più comodo è quello di sedersi davanti al primo dei maxi schermi previsti dall’organizzazione, posto all’ombra di un enorme telone.
Ma la maggior parte degli italiani si riunisce dall’altra parte del porto, davanti al secondo maxi schermo, alcuni seduti sotto il gazebo di un ristorante (inutile dire che bisogna arrivare almeno due ore prima dell’orario di inizio della regata previsto per le 15), tutti gli altri sparsi alla meglio tra ombra e sole (che qui picchia duro……), in una mano un bicchiere di cerveza helada, nell’altra una sventolante bandiera tricolore. Il secondo modo per seguire la regata è sui barconi che salpano un po’ prima del suo inizio (intorno alle 12,30) ed offrono, a seconda, solo una visione privilegiata oppure anche il pranzo.
Bisogna prenotarsi qualche giorno prima però e costa abbastanza, dai 60 agli 80 euro solo per guardare. Per oggi comunque ci dobbiamo accontentare del maxi schermo (che fortuna, abbiamo trovato degli italiani che ci hanno ospitato al loro tavolo sotto il gazebo!) e di un panino con la tortilla (al prezzo di un piatto di ostriche e champagne...), unico mezzo di sostentamento rimasto nel giro di chilometri...A voler essere sinceri, esiste anche un ristorante non lontano da dove ci troviamo, che, oltre ai prezzi notevoli, ha però il pregio di avere una vista splendida sul porto e sulla spiaggia della Malvarosa. Purtroppo, anche qui, è tutto prenotato fino alla fine della competizione...
Il segnale di avviso (10’) di inizio regata è dato alle 14,50, la partenza del primo match race alle 15, subito dopo la procedura per l’altra semifinale. Il percorso è il più lungo previsto dalle nuove regole, 12,6 miglia marine se non diversamente deciso dal comitato. Luna Rossa ITA94 è l’espressione dello yacht club italiano fondato nel 1997, a capo del sindacato c’è Fabrizio Bertelli ed il team leader è Francesco De Angelis, soprannominato il Barone, che ha vinto da timoniere, nel 2000 ad Auckland la Louis Vutton Cup con Luna Rossa ITA48. Su ITA94 è stato provato il nuovo albero e, alla vigilia di questa prima regata l’equipaggio italiano ha vinto il sorteggio per l’ingresso in partenza.
Il suo avversario è Oracle, espressione del Golden Gate Yacht Club (USA) fondato nel 2000, il cui capo del sindacato è Larry Ellison ed il cui team leader è Chris Dickson, skipper neozelandese. Entrambe le barche sono arrivate alle semifinali dopo l’Act 13 (regata di flotta) che serve per stilare la classifica dal primo all’undicesimo posto sulla base dei rispettivi ranking point ed a determinare poi anche gli accoppiamenti per i due Round Robin effettuati dal 16 aprile al 7 maggio con gli altri nove consorzi, al fine di selezionare i quattro team che da oggi fino al 25 maggio avranno la possibilità di effettuare la finale della Vuitton Cup e conquistare il diritto di affrontare Alinghi, il team Defender, dal 23 giugno al 7 luglio.
Per iniziare, mi spiegano che il campo di regata (campo nord del golfo di Valencia) è costituito da una boa al vento da girare sempre a destra ed un cancello (un gate) che le barche possono invece passare a destra o a sinistra una volta finito il lato di poppa. Gli equipaggi finalmente partono, con vento sui 13 nodi (ma anche rafficato e che arriverà fino a 18), doppiano la boa al vento per poi ridiscendere verso il cancello con il vento in poppa e lo spinnaker. Luna Rossa comincia con un leggero vantaggio, quello di avere bandiera gialla, cioè di entrare da destra, mure a dritta, in zona di prepartenza. Una possibilità di precedenza e quindi di controllo iniziale. Ovviamente ad ogni regata il privilegio si inverte. “Ma, come ha spiegato il timoniere di Luna Rossa, James Spithill, è soltanto un dettaglio”. Oracle sembra volere la destra, va a mischiarsi alle barche degli spettatori per cercare di confondere le idee a Spithill. Spithill gli concede la destra perché il meteo ha dato la chiamata: lato sinistro favorito per tutta la regata. Mai previsione fu così azzeccata: nella prima bolina Luna Rossa arriva in boa con un grande margine di vantaggio, ben 52 secondi sul team di Larry Ellison.
Anche la velocità della barca è consolante ( sulla quale non è stato utilizzato il nuovo albero provato qualche giorno fa ). Quando Luna Rossa si piazza per tutto il primo e secondo bordo della bolina sulle vele di Oracle, resta incollata e anzi, guadagna qualcosa.
Per qualche minuto il maxi schermo interrompe le trasmissioni e le proteste diventano sempre più assordanti fino a quando il collegamento non viene ripristinato. Luna Rossa va fortissimo, la gara è spettacolare, condotta fianco a fianco per metà della prima bolina e poi in testa, anche con grande vantaggio.
Oracle è riuscita a recuperare nel primo lato di poppa. ITA94 stramba quasi subito, tenendo la destra mentre Oracle non la segue. La separazione procura vantaggio ad Oracle che trova più pressione e raggiunge Luna Rossa. Grande battaglia al cancello di poppa, dopo l’ultima strambata Oracle si avvicina fino a pochi metri, ma Luna Rossa si difende bene, Spithill tiene l’ingaggio e la regola gli dà precedenza. Chiamata di protesta di Luna Rossa ma gli Umpires danno il verde e ITA 94 prende la boa di destra, quella che voleva, per riportarsi a sinistra nella bolina. Luna Rossa gira la boa con 30 metri di vantaggio ed arriva alla fine della bolina stracciando Oracle con un vantaggio di un minuto e 21’’. Perfette (tranne che nella prima poppa) le scelte tattiche del pozzetto.
Mentre la sfida è serrata e l’incitamento (soprattutto per Luna Rossa) è alle stelle, ne approfitto quindi per guardarmi un po’ intorno e fare una breve passeggiata per scaricare la tensione. Non lontano da qui, ci sono in bella mostra alcuni scafi di team partecipanti alla scorsa edizione della America’s Cup ed io gli giro intorno ammirata scattando fotografie. Mi avvio poi verso il molo della Malvarrosa per ammirare la spiaggia che si estende ampia e lunghissima verso est. Mi giungono boati di gioia dalla zona del maxi schermo. Vedo sventolare bandiere tricolori e, guardando l’orologio, mi rendo conto che la regata sta giungendo praticamente al termine.
Nell’ultimo lato Oracle, cerca di ripetere il copione del secondo, ma senza esito, i salti di vento questa volta non aiutano il team di Ellison. Luna Rossa scende sulla destra verso la linea mentre Oracle torna verso il centro ed il vento continua a girare tanto che deve arrivare quasi al traverso. Devastante ed umiliante per Oracle il distacco finale: 2’ minuti e 19 secondi.
Gli italiani, euforici, si precipitano verso l’entrata del porto per veder passare le barche. Lo facciamo anche noi, muniti di macchina fotografica e tanto entusiasmo. Il percorso dal campo di regata non è brevissimo (forse avranno provato anche qualche manovra prima di tornare indietro…..) e quindi vediamo sfilare, prima delle due contendenti, i barconi degli spettatori che tornano salutando la folla, varie imbarcazioni private anche loro posizionate intorno al campo di regata ( e questo sarà motivo di perplessità da parte degli equipaggi dei team in competizione), i gommoni degli operatori televisivi (persino dagli elicotteri riprendono la gara), le barche degli umpires, le due barche d’appoggio di Luna Rossa e di Oracle con amici e parenti, e finalmente prima Oracle e poi, festeggiatissima, Luna Rossa. Fra poco, torneranno anche Desafio Espanol e New Zeeland, le altre due semifinaliste. Non ci sarà stata storia tra di loro, New Zeeland è veramente troppo forte.
Dopo aver scattato decine e decine di foto sgomitando tra connazionali tutti impazziti per la vela, decidiamo di bere qualcosa e fare un po’ di shopping. Il Porto della America’s Cup è affollatissimo ed attrezzatissimo. C’è persino un ristorante giapponese insieme ad altri due locali “più tradizionali” dove si mangia di tutto (specialmente pesce, è chiaro…) ed il famoso Porto Pasta, ristorante italiano punto di ritrovo dei nostri connazionali. Noi ci rechiamo a bere un caffè freddo da Nespresso ( e lo paghiamo ben euro 4,50…) per poi, andarci a fare un giro nel negozio di Louis Vuitton. Accanto, è stata allestita una piccola sala dove, sfilando con pazienza una persona alla volta, è possibile ammirare in tutto il loro fulgore la Louis Vutton Cup e la America’s Cup. Anche qui, Alberto ci tiene a farsi immortalare accanto ai due trofei.
Presi ancora dall’entusiasmo per la vittoria, superiamo the Team Bases (le basi degli equipaggi) che si susseguono per tutto l’arco del Porto, di Alinghi, +39 (che secondo me ha il negozio con gli indumenti dai colori più carini…), Shosoloza , BMW Oracle, fino a raggiungere la base di Luna Rossa dove, dopo una ragionevole fila, riusciamo ad entrare nel negozio ufficiale.
La ressa è pazzesca ( i prezzi anche….). Tutti vogliono accaparrarsi una maglietta, un paio di scarpe o semplicemente un cappellino con la piccola bandiera tricolore e la scritta Luna Rossa (gli indumenti con il logo Prada costano di più…..). Alberto (che è uno snob di questo sport….) compra una maglia grigia a maniche lunghe con la semplice scritta ITA86 (barca progettata un circa un anno prima di ITA94). Io mi limito ad un cappellino (anche se ci sono canottiere e felpe deliziose…….) grigio e rosso per proteggermi dal sole delle ore più calde. Ci danno in omaggio anche una piccola sacca argento con il logo del team e la solita bandierina, sarà apprezzatissima tra qualche mese per portare creme e cellulari in spiaggia.
Inutile dire che siamo un po’ stanchi. Usciamo dal Porto contenti ed anche un po’ affamati. Il nostro autobus ci riporta in albergo dove, dopo una breve doccia, ci cambiamo per avventarci su una bella paella valenciana, gustata in uno dei tanti ristoranti intorno alla Cattedrale. La passeggiata dopo cena per le vie del centro non offre molte attrattive, la movida valenciana, ci hanno spiegato, è altrove, soprattutto verso il mare e le zone dove vivono gli studenti universitari (che ogni giovedì a mezzanotte celebrano il rito del Botellon, dietro il piazzale dello stadio Mestalla, bevendo prima in compagnia le bottiglie portate da casa e poi passando il resto della notte in uno dei locali o delle discoteche della zona di Avenida de Argon e Blasco Ibanez). Noi però domani abbiamo una regata che ci aspetta, non possiamo fare tardi. Buona notte Valencia….
15 Maggio 2007 martedì
La giornata della nostra sconfitta, comincia bene, visitando la Lonja de la Seda, un meraviglioso edificio gotico splendidamente conservato e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che si compone internamente di un’aula a pianta quadrangolare con colonne tortili e soffitto con volte nervate. In passato era il luogo dove si svolgevano le contrattazioni dei mercanti. Sempre all’interno si trova un piccolo giardino con aranceti che è un vero gioiello. Uscendo da qui, attraversiamo la strada (dove si trova un negozio simpaticissimo che vende le tipiche padellone per la paella), ed entriamo per comprare un pezzo di torrone “artesano” (tipico torrone fatto con frutta, pasta di mandorle e cioccolato che si vende però tutto l’anno) nel colorato Mercato Central, un edificio in stile modernista terminato nel 1924 con la sua tipica struttura in ferro rivestita di ceramica e vetro dove sono in vendita pile e pile di succosissime arance (mai mangiate di così buone….) ed altre, appetitose primizie. Memori della fame patita a mezzogiorno di ieri, mangiamo qualche mini panino (qui ce sono di 100 tipi diversi) da Cien Montaditos, in Plaza de la Reina, una birreria tradizionale che offre anche bocadillos, i montaditos appunto, ad un euro l’uno.
Prendiamo poi il solito autobus per recarci al porto, dove arriviamo alle due, sotto un sole cocente ma fortunatamente con un vento gagliardo, pronti per assistere alla seconda regata.
Questa volta, prima di recarci davanti al maxi schermo di ieri, visitiamo anche gli altri Team Bases, quelli posti dall’altra parte della Casa de La America’s Cup (dove viene presentata con foto ed illustrazioni la storia della Coppa America), e dell ’Esposizione “No hay segundo” ovvero, “Non esiste un secondo”. Qui c’è la Base di New Zeeland, di Areva Challenge, di Victory, di Desafio Espanol 2007, di United Team Germany, di Mascalzone Latino e di China Team, con i loro relativi negozi.
Da questo lato, il primo maxi schermo è già super affollato ed anche qui si sente parlare e cantare in italiano.
Prima di raggiungere anche noi un posto davanti alla “pantalla” per tifare Luna Rossa, prenotiamo per 80 euro a testa due posti sul barcone degli spettatori (solo guardare…..) per domani. Un regalo ad Alberto, per il suo compleanno….
Purtroppo la seconda regata della semifinale non va bene come la prima. Luna Rossa parte alla grande ma si fa “fregare” incredibilmente nell’ultimo tratto dopo aver accumulato un considerevole vantaggio. Così come nella prima regata sono state esaltate le scelte di Grael e del pozzetto, questa volta saranno probabilmente criticate. Luna Rossa infatti, grazie alla splendida partenza di Spithill, aveva condotto una bella gara di testa nella prima bolina, girando la boa con 58 secondi di vantaggio su Oracle. è riuscita a perdere un tale margine fino a passare al cancello di poppa con soli 7 secondi su Oracle...
Nella seconda bolina le barche si allontanano: Luna Rossa tiene un lungo bordo più sulla destra. Oracle si allontana più sulla sinistra, guadagna ancora qualcosa ma non tanto. L’impressione è che Luna Rossa sia più forte di bolina e che Oracle sia più veloce di poppa. Ma, purtroppo Luna Rossa concede all’avversario troppa libertà, l’ultimo lato passa la boa con circa 40 metri di vantaggio ma viene pressata da USA98, il cui guadagno è inesorabile: a tre quarti dell’ultimo lato avviene il sorpasso, Luna Rossa cerca di poggiare più che può ma non ha più chance, Oracle vince per 13 secondi e pareggia i conti. Gli italiani intorno a noi, sembrano delusi ed un po’ contrariati ma poi salutano comunque calorosamente Luna Rossa quando sfila lungo il canale che la riporta alla base. (Seconda vittoria per New Zeeland su Desafio...)
Anche noi ce ne andiamo via mestamente, e decidiamo di fare un giro sul lungomare. Sono le cinque e la spiaggia è ancora affollata...Ah...aver portato il costume da bagno! Un bel tuffo lo avremmo fatto molto volentieri. Ci limitiamo a prendere un aperitivo davanti alla Malvarrosa e poi, sempre passeggiando, a spostarci più a nord, davanti alla spiaggia della Patacona dove persino Hemingway veniva a mangiare piatti a base di riso e di pesce da Pepica, sul Paseo Neptuno.
Noi, per consolarci e per festeggiare i quarantadue anni di Alberto, ci gustiamo un’altra paella (di mariscos però!) in Avenida Mare Nostrum, presso la famosa Casa Navarro. Una delizia! Non mancate di venirci se capitate a Valencia.
Dopo cena siamo stanchi ma curiosi di capire come si svolge la vita notturna della America’s Cup. Sono solo le 22 ma decidiamo di andare lo stesso all’Estrella Damm Lounge, un music bar che si trova al porto, di fronte al Foredeck. Fantastico! Via via, insieme alla gente comune, entrano per bere una birra vari componenti dei team che io riconosco dalle divise, Alberto persino dalle facce.
Che compleanno grandioso per lui! è felice come un bambino quando, un paio d’ore dopo, chiamiamo un taxi per tornare in albergo, distrutti ma veramente contenti di essere qui e prendere parte a questa avventura...
16 Maggio 2007 mercoledì
Per vedere la regata sul barcone degli spettatori bisogna arrivare al porto prima del solito. La mattina la passiamo facendo qualche acquisto nel centro della città ed al Corte Ingles. Lasciamo poi le nostre spese in hotel accanto alle valigie. Il nostro aereo partirà alle 21, abbiamo tempo per un’altra vittoria….
Al Porto, chiudiamo il capitolo pranzo con un frugale panino al prosciutto (comprato appena in tempo prima del totale esaurimento di qualsiasi tipo di cibo in tutta la zona) ed una birra.
Subito dopo, presentiamo il biglietto e ci imbarchiamo alla volta del Campo di Regata. Io, con il mio cappellino Luna Rossa fieramente calcato sulla testa……
Fortunatamente c’è un bel vento e questo ci permette di sopportare il sole che ci brucia le spalle e le braccia (ci siamo messi perfino la crema solare dopo la scottatura del primo giorno).
Siamo un nutrito gruppo di italiani su questo barcone, molti sono competenti, tutti sono agguerriti e decisi a riscattare la sconfitta di ieri. Certamente, è molto diverso seguire la regata da qui, sicuramente meno comodo ma molto più interessante ed appassionante. Dopo essere usciti dal canale, in una decina di minuti, ci posizioniamo intorno al campo di regata insieme a diverse altre imbarcazioni private ( ci sono molte agenzie che affittano catamarani e barche a vela o a motore con o senza equipaggio). Adesso capisco perché gli equipaggi in gara non gradiscono molto la troppa “folla” intorno a loro, effettivamente (tra barche d’appoggio, umpires, barconi di spettatori, barche di curiosi etc), siamo più di quanto potessi immaginare.
Quando inizia la gara iniziamo lentamente a spostarci, sempre a debita distanza però, per seguire dal punto più vicino consentito, le manovre dei due equipaggi. Spruzzi di schiuma, folate di vento, urla in un misto di inglese ed italiano, comunque tanta emozione e tensione……….
Nella terza regata l’atteggiamento tattico di ITA94 è completamente diverso….Sarà stato il briefing del mattino oppure la legittima sfuriata di Bertelli che ieri ha visto sfumare una sicura vittoria, ma questa volta la marcatura ad Oracle è stretta e non viene fatta nessuna concessione all’avversario, nemmeno sui tanto temuti lati di poppa. Oracle sembra leggermente più veloce ma Luna Rossa, marcandolo in quel modo, gli ha fatto guadagnare più o meno solo una quarantina di metri.
Ci sono circa 10-12 nodi di vento che consentono alla barca più veloce nel lato che conta nei match race, la bolina, di vincere la regata. Ed in questo, Luna Rossa è nettamente superiore ad Oracle, sia nelle prestazioni che nelle scelte del pozzetto. Perfetta la scelta del lato da parte di Torben Grael. Luna Rossa va a destra grazie a Spithill che prende la scia di Oracle in partenza per due volte. La prima volta Dickson riesce a fuggire ma si trova subito ITA94 a poppa che lo spinge verso la linea.
Di lì in due bordi lunghi Luna Rossa costruisce il vantaggio che difenderà sino alla fine: 29’ alla prima boa, 25’ al cancello di poppa, 45’ dopo la seconda bolina e 31’ alla fine.
I regali sono terminati, Luna Rossa finalmente dimostra a tutti che, senza distrazioni, la partita con Oracle sarebbe già praticamente chiusa con un 3-0 in favore degli italiani. Nell’altra semifinale, bella ed inattesa vittoria di Desafio contro New Zeeland, a dimostrazione che nella vela, a questi livelli, nulla può essere dato per scontato. Desafio non soltanto ha avuto la meglio su New Zeeland, ma è riuscito ad indurre il timoniere neo-zelandese all’errore, costringendolo alla penalità. Comunque, il team spagnolo ha vinto anche senza quella, tenendo la testa per tutta la regata e sfruttando, come Luna Rossa, il lato destro nella prima bolina.
Scendiamo dal barcone degli spettatori veramente felici e nello stesso tempo rammaricati di dover lasciare Valencia e la Coppa America. Luna Rossa vincerà la sfida con Oracle ed andrà alla finale della Louis Vutton Cup con New Zeeland, nettamente più forte di Desafio Espanol. Purtroppo la perderà e sarà l’equipaggio neozelandese a giocarsi la Coppa con Alinghi, il Defender.
Il 3 luglio del 2007 Alinghi conquisterà la Coppa America per 5 regate a due su New Zeeland e la competizione terminerà con la vittoria di un team europeo, capitanato dall’italo-svizzero Ernesto Bertarelli. La prossima Coppa America è ancora un enigma. Ma dovunque e comunque si gareggerà, se amate il mare ed i nostri colori, vi consiglio di esserci. è un’esperienza veramente unica ed entusiasmante.
E' il resoconto di tre giorni passati al porto di Valencia a tifare Luna Rossa insieme a molti altri italiani, ed a vivere anche se brevemente, la splendida avventura della 32° America’s Cup, la prima del Mediterraneo in 156 anni di storia.
14 Maggio 2007 Lunedì
Siamo arrivati ieri sera intorno alle 22.00 con un volo della Ryan Air, il nostro Hotel, lo Zenit, è molto centrale, molto moderno (lo hanno inaugurato da poco) e molto minimalista.
La finestra della nostra stanza si affaccia sulla bella Estacion del Norte, costruita tra gli anni 1907 e 1917 in stile art decò, senza peraltro che questo ci procuri il minimo fastidio, grazie ai doppi vetri, a causa dei rumori della strada. Durante la giornata di ieri i valenciani hanno festeggiato la Virgen de los Desamparados, patrona della città, ed infatti, il sagrato di fronte alla sua Basilica (Plaza de la Virgen) è ancora incredibilmente adorno di composizioni floreali in onore della Madonna.
Facciamo chiaramente un doveroso giro per il centro, il Barrio del Carmen, visitando anche la Cattedrale con i suoi tre portali nei tre diversi stili (il più antico è il romanico Puerta del Palau ed il più recente è il barocco Puerta de los Hierros), la torre campanaria del Miguelete (uno dei simboli di Valencia dalla quale si gode una meravigliosa vista sulla città), ed il Tribunale de las Aguas.
Poco prima dell’ora di pranzo, prendiamo un autobus (ce ne sono diversi che arrivano al porto…) che ci porta attraverso le vie di Valencia, proprio davanti ad uno degli ingressi pedonali del Porto. Una piccola fila al controllo di zaini e borse, ed entriamo finalmente, con una certa emozione, nell’autentico tempio della Vela mondiale.
Per iniziare a farvi partecipi della nostra avventura, intanto è necessario darvi qualche informazione tecnica: il campo di regata è proprio di fronte al litorale di Valencia, ed è delimitato da boe separate tra loro da 2,5 miglia e situate in linea con la direzione del vento.
Le due barche competitrici (a tutt’oggi sono ancora in gara per la Louis Vutton Cup Luna Rossa vs Oracle e Desafio Espanol vs New Zeeland) navigano verso la prima boa con il vento contro, in seguito virano e tornano con il vento a favore. è necessario completare due giri. Il percorso totale è di 10 miglia nautiche (18 km) e dura qualcosa di più di un’ora.
Dal 3 al 7 di aprile, è iniziata la Pre-regatta della Louis Vutton Cup, con i dodici team (11 challengers ed un defender) che hanno navigato tutti insieme; purtroppo è mancato il vento per giorni, anche durante l’inizio della sfida vera e propria partita ufficialmente il 16 di aprile e che terminerà il 12 giugno per eleggere la vincitrice della Vuitton Cup nonché la sfidante di Alinghi, la detentrice dal 2003 della Coppa America (dal 23 giugno al meglio delle nove regate). La mancanza di vento ha determinato uno slittamento delle gare che ci aveva preoccupato un po’. Infatti io e Alberto volevamo assistere alle gare di Luna Rossa e, chiaramente avevamo prenotato volo e albergo molto tempo prima, senza sapere se poi il nostro desiderio sarebbe stato esaudito. Fortunatamente il vento, superato il primo difficile periodo, ha deciso di fare giudizio e siamo qui oggi, per assistere alla prima delle sfide (chiamata match-race) della semifinale tra Luna Rossa vs Oracle.
Ci sono diversi modi per assistere alla regata, e certamente il più comodo è quello di sedersi davanti al primo dei maxi schermi previsti dall’organizzazione, posto all’ombra di un enorme telone.
Ma la maggior parte degli italiani si riunisce dall’altra parte del porto, davanti al secondo maxi schermo, alcuni seduti sotto il gazebo di un ristorante (inutile dire che bisogna arrivare almeno due ore prima dell’orario di inizio della regata previsto per le 15), tutti gli altri sparsi alla meglio tra ombra e sole (che qui picchia duro……), in una mano un bicchiere di cerveza helada, nell’altra una sventolante bandiera tricolore. Il secondo modo per seguire la regata è sui barconi che salpano un po’ prima del suo inizio (intorno alle 12,30) ed offrono, a seconda, solo una visione privilegiata oppure anche il pranzo.
Bisogna prenotarsi qualche giorno prima però e costa abbastanza, dai 60 agli 80 euro solo per guardare. Per oggi comunque ci dobbiamo accontentare del maxi schermo (che fortuna, abbiamo trovato degli italiani che ci hanno ospitato al loro tavolo sotto il gazebo!) e di un panino con la tortilla (al prezzo di un piatto di ostriche e champagne...), unico mezzo di sostentamento rimasto nel giro di chilometri...A voler essere sinceri, esiste anche un ristorante non lontano da dove ci troviamo, che, oltre ai prezzi notevoli, ha però il pregio di avere una vista splendida sul porto e sulla spiaggia della Malvarosa. Purtroppo, anche qui, è tutto prenotato fino alla fine della competizione...
Il segnale di avviso (10’) di inizio regata è dato alle 14,50, la partenza del primo match race alle 15, subito dopo la procedura per l’altra semifinale. Il percorso è il più lungo previsto dalle nuove regole, 12,6 miglia marine se non diversamente deciso dal comitato. Luna Rossa ITA94 è l’espressione dello yacht club italiano fondato nel 1997, a capo del sindacato c’è Fabrizio Bertelli ed il team leader è Francesco De Angelis, soprannominato il Barone, che ha vinto da timoniere, nel 2000 ad Auckland la Louis Vutton Cup con Luna Rossa ITA48. Su ITA94 è stato provato il nuovo albero e, alla vigilia di questa prima regata l’equipaggio italiano ha vinto il sorteggio per l’ingresso in partenza.
Il suo avversario è Oracle, espressione del Golden Gate Yacht Club (USA) fondato nel 2000, il cui capo del sindacato è Larry Ellison ed il cui team leader è Chris Dickson, skipper neozelandese. Entrambe le barche sono arrivate alle semifinali dopo l’Act 13 (regata di flotta) che serve per stilare la classifica dal primo all’undicesimo posto sulla base dei rispettivi ranking point ed a determinare poi anche gli accoppiamenti per i due Round Robin effettuati dal 16 aprile al 7 maggio con gli altri nove consorzi, al fine di selezionare i quattro team che da oggi fino al 25 maggio avranno la possibilità di effettuare la finale della Vuitton Cup e conquistare il diritto di affrontare Alinghi, il team Defender, dal 23 giugno al 7 luglio.
Per iniziare, mi spiegano che il campo di regata (campo nord del golfo di Valencia) è costituito da una boa al vento da girare sempre a destra ed un cancello (un gate) che le barche possono invece passare a destra o a sinistra una volta finito il lato di poppa. Gli equipaggi finalmente partono, con vento sui 13 nodi (ma anche rafficato e che arriverà fino a 18), doppiano la boa al vento per poi ridiscendere verso il cancello con il vento in poppa e lo spinnaker. Luna Rossa comincia con un leggero vantaggio, quello di avere bandiera gialla, cioè di entrare da destra, mure a dritta, in zona di prepartenza. Una possibilità di precedenza e quindi di controllo iniziale. Ovviamente ad ogni regata il privilegio si inverte. “Ma, come ha spiegato il timoniere di Luna Rossa, James Spithill, è soltanto un dettaglio”. Oracle sembra volere la destra, va a mischiarsi alle barche degli spettatori per cercare di confondere le idee a Spithill. Spithill gli concede la destra perché il meteo ha dato la chiamata: lato sinistro favorito per tutta la regata. Mai previsione fu così azzeccata: nella prima bolina Luna Rossa arriva in boa con un grande margine di vantaggio, ben 52 secondi sul team di Larry Ellison.
Anche la velocità della barca è consolante ( sulla quale non è stato utilizzato il nuovo albero provato qualche giorno fa ). Quando Luna Rossa si piazza per tutto il primo e secondo bordo della bolina sulle vele di Oracle, resta incollata e anzi, guadagna qualcosa.
Per qualche minuto il maxi schermo interrompe le trasmissioni e le proteste diventano sempre più assordanti fino a quando il collegamento non viene ripristinato. Luna Rossa va fortissimo, la gara è spettacolare, condotta fianco a fianco per metà della prima bolina e poi in testa, anche con grande vantaggio.
Oracle è riuscita a recuperare nel primo lato di poppa. ITA94 stramba quasi subito, tenendo la destra mentre Oracle non la segue. La separazione procura vantaggio ad Oracle che trova più pressione e raggiunge Luna Rossa. Grande battaglia al cancello di poppa, dopo l’ultima strambata Oracle si avvicina fino a pochi metri, ma Luna Rossa si difende bene, Spithill tiene l’ingaggio e la regola gli dà precedenza. Chiamata di protesta di Luna Rossa ma gli Umpires danno il verde e ITA 94 prende la boa di destra, quella che voleva, per riportarsi a sinistra nella bolina. Luna Rossa gira la boa con 30 metri di vantaggio ed arriva alla fine della bolina stracciando Oracle con un vantaggio di un minuto e 21’’. Perfette (tranne che nella prima poppa) le scelte tattiche del pozzetto.
Mentre la sfida è serrata e l’incitamento (soprattutto per Luna Rossa) è alle stelle, ne approfitto quindi per guardarmi un po’ intorno e fare una breve passeggiata per scaricare la tensione. Non lontano da qui, ci sono in bella mostra alcuni scafi di team partecipanti alla scorsa edizione della America’s Cup ed io gli giro intorno ammirata scattando fotografie. Mi avvio poi verso il molo della Malvarrosa per ammirare la spiaggia che si estende ampia e lunghissima verso est. Mi giungono boati di gioia dalla zona del maxi schermo. Vedo sventolare bandiere tricolori e, guardando l’orologio, mi rendo conto che la regata sta giungendo praticamente al termine.
Nell’ultimo lato Oracle, cerca di ripetere il copione del secondo, ma senza esito, i salti di vento questa volta non aiutano il team di Ellison. Luna Rossa scende sulla destra verso la linea mentre Oracle torna verso il centro ed il vento continua a girare tanto che deve arrivare quasi al traverso. Devastante ed umiliante per Oracle il distacco finale: 2’ minuti e 19 secondi.
Gli italiani, euforici, si precipitano verso l’entrata del porto per veder passare le barche. Lo facciamo anche noi, muniti di macchina fotografica e tanto entusiasmo. Il percorso dal campo di regata non è brevissimo (forse avranno provato anche qualche manovra prima di tornare indietro…..) e quindi vediamo sfilare, prima delle due contendenti, i barconi degli spettatori che tornano salutando la folla, varie imbarcazioni private anche loro posizionate intorno al campo di regata ( e questo sarà motivo di perplessità da parte degli equipaggi dei team in competizione), i gommoni degli operatori televisivi (persino dagli elicotteri riprendono la gara), le barche degli umpires, le due barche d’appoggio di Luna Rossa e di Oracle con amici e parenti, e finalmente prima Oracle e poi, festeggiatissima, Luna Rossa. Fra poco, torneranno anche Desafio Espanol e New Zeeland, le altre due semifinaliste. Non ci sarà stata storia tra di loro, New Zeeland è veramente troppo forte.
Dopo aver scattato decine e decine di foto sgomitando tra connazionali tutti impazziti per la vela, decidiamo di bere qualcosa e fare un po’ di shopping. Il Porto della America’s Cup è affollatissimo ed attrezzatissimo. C’è persino un ristorante giapponese insieme ad altri due locali “più tradizionali” dove si mangia di tutto (specialmente pesce, è chiaro…) ed il famoso Porto Pasta, ristorante italiano punto di ritrovo dei nostri connazionali. Noi ci rechiamo a bere un caffè freddo da Nespresso ( e lo paghiamo ben euro 4,50…) per poi, andarci a fare un giro nel negozio di Louis Vuitton. Accanto, è stata allestita una piccola sala dove, sfilando con pazienza una persona alla volta, è possibile ammirare in tutto il loro fulgore la Louis Vutton Cup e la America’s Cup. Anche qui, Alberto ci tiene a farsi immortalare accanto ai due trofei.
Presi ancora dall’entusiasmo per la vittoria, superiamo the Team Bases (le basi degli equipaggi) che si susseguono per tutto l’arco del Porto, di Alinghi, +39 (che secondo me ha il negozio con gli indumenti dai colori più carini…), Shosoloza , BMW Oracle, fino a raggiungere la base di Luna Rossa dove, dopo una ragionevole fila, riusciamo ad entrare nel negozio ufficiale.
La ressa è pazzesca ( i prezzi anche….). Tutti vogliono accaparrarsi una maglietta, un paio di scarpe o semplicemente un cappellino con la piccola bandiera tricolore e la scritta Luna Rossa (gli indumenti con il logo Prada costano di più…..). Alberto (che è uno snob di questo sport….) compra una maglia grigia a maniche lunghe con la semplice scritta ITA86 (barca progettata un circa un anno prima di ITA94). Io mi limito ad un cappellino (anche se ci sono canottiere e felpe deliziose…….) grigio e rosso per proteggermi dal sole delle ore più calde. Ci danno in omaggio anche una piccola sacca argento con il logo del team e la solita bandierina, sarà apprezzatissima tra qualche mese per portare creme e cellulari in spiaggia.
Inutile dire che siamo un po’ stanchi. Usciamo dal Porto contenti ed anche un po’ affamati. Il nostro autobus ci riporta in albergo dove, dopo una breve doccia, ci cambiamo per avventarci su una bella paella valenciana, gustata in uno dei tanti ristoranti intorno alla Cattedrale. La passeggiata dopo cena per le vie del centro non offre molte attrattive, la movida valenciana, ci hanno spiegato, è altrove, soprattutto verso il mare e le zone dove vivono gli studenti universitari (che ogni giovedì a mezzanotte celebrano il rito del Botellon, dietro il piazzale dello stadio Mestalla, bevendo prima in compagnia le bottiglie portate da casa e poi passando il resto della notte in uno dei locali o delle discoteche della zona di Avenida de Argon e Blasco Ibanez). Noi però domani abbiamo una regata che ci aspetta, non possiamo fare tardi. Buona notte Valencia….
15 Maggio 2007 martedì
La giornata della nostra sconfitta, comincia bene, visitando la Lonja de la Seda, un meraviglioso edificio gotico splendidamente conservato e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che si compone internamente di un’aula a pianta quadrangolare con colonne tortili e soffitto con volte nervate. In passato era il luogo dove si svolgevano le contrattazioni dei mercanti. Sempre all’interno si trova un piccolo giardino con aranceti che è un vero gioiello. Uscendo da qui, attraversiamo la strada (dove si trova un negozio simpaticissimo che vende le tipiche padellone per la paella), ed entriamo per comprare un pezzo di torrone “artesano” (tipico torrone fatto con frutta, pasta di mandorle e cioccolato che si vende però tutto l’anno) nel colorato Mercato Central, un edificio in stile modernista terminato nel 1924 con la sua tipica struttura in ferro rivestita di ceramica e vetro dove sono in vendita pile e pile di succosissime arance (mai mangiate di così buone….) ed altre, appetitose primizie. Memori della fame patita a mezzogiorno di ieri, mangiamo qualche mini panino (qui ce sono di 100 tipi diversi) da Cien Montaditos, in Plaza de la Reina, una birreria tradizionale che offre anche bocadillos, i montaditos appunto, ad un euro l’uno.
Prendiamo poi il solito autobus per recarci al porto, dove arriviamo alle due, sotto un sole cocente ma fortunatamente con un vento gagliardo, pronti per assistere alla seconda regata.
Questa volta, prima di recarci davanti al maxi schermo di ieri, visitiamo anche gli altri Team Bases, quelli posti dall’altra parte della Casa de La America’s Cup (dove viene presentata con foto ed illustrazioni la storia della Coppa America), e dell ’Esposizione “No hay segundo” ovvero, “Non esiste un secondo”. Qui c’è la Base di New Zeeland, di Areva Challenge, di Victory, di Desafio Espanol 2007, di United Team Germany, di Mascalzone Latino e di China Team, con i loro relativi negozi.
Da questo lato, il primo maxi schermo è già super affollato ed anche qui si sente parlare e cantare in italiano.
Prima di raggiungere anche noi un posto davanti alla “pantalla” per tifare Luna Rossa, prenotiamo per 80 euro a testa due posti sul barcone degli spettatori (solo guardare…..) per domani. Un regalo ad Alberto, per il suo compleanno….
Purtroppo la seconda regata della semifinale non va bene come la prima. Luna Rossa parte alla grande ma si fa “fregare” incredibilmente nell’ultimo tratto dopo aver accumulato un considerevole vantaggio. Così come nella prima regata sono state esaltate le scelte di Grael e del pozzetto, questa volta saranno probabilmente criticate. Luna Rossa infatti, grazie alla splendida partenza di Spithill, aveva condotto una bella gara di testa nella prima bolina, girando la boa con 58 secondi di vantaggio su Oracle. è riuscita a perdere un tale margine fino a passare al cancello di poppa con soli 7 secondi su Oracle...
Nella seconda bolina le barche si allontanano: Luna Rossa tiene un lungo bordo più sulla destra. Oracle si allontana più sulla sinistra, guadagna ancora qualcosa ma non tanto. L’impressione è che Luna Rossa sia più forte di bolina e che Oracle sia più veloce di poppa. Ma, purtroppo Luna Rossa concede all’avversario troppa libertà, l’ultimo lato passa la boa con circa 40 metri di vantaggio ma viene pressata da USA98, il cui guadagno è inesorabile: a tre quarti dell’ultimo lato avviene il sorpasso, Luna Rossa cerca di poggiare più che può ma non ha più chance, Oracle vince per 13 secondi e pareggia i conti. Gli italiani intorno a noi, sembrano delusi ed un po’ contrariati ma poi salutano comunque calorosamente Luna Rossa quando sfila lungo il canale che la riporta alla base. (Seconda vittoria per New Zeeland su Desafio...)
Anche noi ce ne andiamo via mestamente, e decidiamo di fare un giro sul lungomare. Sono le cinque e la spiaggia è ancora affollata...Ah...aver portato il costume da bagno! Un bel tuffo lo avremmo fatto molto volentieri. Ci limitiamo a prendere un aperitivo davanti alla Malvarrosa e poi, sempre passeggiando, a spostarci più a nord, davanti alla spiaggia della Patacona dove persino Hemingway veniva a mangiare piatti a base di riso e di pesce da Pepica, sul Paseo Neptuno.
Noi, per consolarci e per festeggiare i quarantadue anni di Alberto, ci gustiamo un’altra paella (di mariscos però!) in Avenida Mare Nostrum, presso la famosa Casa Navarro. Una delizia! Non mancate di venirci se capitate a Valencia.
Dopo cena siamo stanchi ma curiosi di capire come si svolge la vita notturna della America’s Cup. Sono solo le 22 ma decidiamo di andare lo stesso all’Estrella Damm Lounge, un music bar che si trova al porto, di fronte al Foredeck. Fantastico! Via via, insieme alla gente comune, entrano per bere una birra vari componenti dei team che io riconosco dalle divise, Alberto persino dalle facce.
Che compleanno grandioso per lui! è felice come un bambino quando, un paio d’ore dopo, chiamiamo un taxi per tornare in albergo, distrutti ma veramente contenti di essere qui e prendere parte a questa avventura...
16 Maggio 2007 mercoledì
Per vedere la regata sul barcone degli spettatori bisogna arrivare al porto prima del solito. La mattina la passiamo facendo qualche acquisto nel centro della città ed al Corte Ingles. Lasciamo poi le nostre spese in hotel accanto alle valigie. Il nostro aereo partirà alle 21, abbiamo tempo per un’altra vittoria….
Al Porto, chiudiamo il capitolo pranzo con un frugale panino al prosciutto (comprato appena in tempo prima del totale esaurimento di qualsiasi tipo di cibo in tutta la zona) ed una birra.
Subito dopo, presentiamo il biglietto e ci imbarchiamo alla volta del Campo di Regata. Io, con il mio cappellino Luna Rossa fieramente calcato sulla testa……
Fortunatamente c’è un bel vento e questo ci permette di sopportare il sole che ci brucia le spalle e le braccia (ci siamo messi perfino la crema solare dopo la scottatura del primo giorno).
Siamo un nutrito gruppo di italiani su questo barcone, molti sono competenti, tutti sono agguerriti e decisi a riscattare la sconfitta di ieri. Certamente, è molto diverso seguire la regata da qui, sicuramente meno comodo ma molto più interessante ed appassionante. Dopo essere usciti dal canale, in una decina di minuti, ci posizioniamo intorno al campo di regata insieme a diverse altre imbarcazioni private ( ci sono molte agenzie che affittano catamarani e barche a vela o a motore con o senza equipaggio). Adesso capisco perché gli equipaggi in gara non gradiscono molto la troppa “folla” intorno a loro, effettivamente (tra barche d’appoggio, umpires, barconi di spettatori, barche di curiosi etc), siamo più di quanto potessi immaginare.
Quando inizia la gara iniziamo lentamente a spostarci, sempre a debita distanza però, per seguire dal punto più vicino consentito, le manovre dei due equipaggi. Spruzzi di schiuma, folate di vento, urla in un misto di inglese ed italiano, comunque tanta emozione e tensione……….
Nella terza regata l’atteggiamento tattico di ITA94 è completamente diverso….Sarà stato il briefing del mattino oppure la legittima sfuriata di Bertelli che ieri ha visto sfumare una sicura vittoria, ma questa volta la marcatura ad Oracle è stretta e non viene fatta nessuna concessione all’avversario, nemmeno sui tanto temuti lati di poppa. Oracle sembra leggermente più veloce ma Luna Rossa, marcandolo in quel modo, gli ha fatto guadagnare più o meno solo una quarantina di metri.
Ci sono circa 10-12 nodi di vento che consentono alla barca più veloce nel lato che conta nei match race, la bolina, di vincere la regata. Ed in questo, Luna Rossa è nettamente superiore ad Oracle, sia nelle prestazioni che nelle scelte del pozzetto. Perfetta la scelta del lato da parte di Torben Grael. Luna Rossa va a destra grazie a Spithill che prende la scia di Oracle in partenza per due volte. La prima volta Dickson riesce a fuggire ma si trova subito ITA94 a poppa che lo spinge verso la linea.
Di lì in due bordi lunghi Luna Rossa costruisce il vantaggio che difenderà sino alla fine: 29’ alla prima boa, 25’ al cancello di poppa, 45’ dopo la seconda bolina e 31’ alla fine.
I regali sono terminati, Luna Rossa finalmente dimostra a tutti che, senza distrazioni, la partita con Oracle sarebbe già praticamente chiusa con un 3-0 in favore degli italiani. Nell’altra semifinale, bella ed inattesa vittoria di Desafio contro New Zeeland, a dimostrazione che nella vela, a questi livelli, nulla può essere dato per scontato. Desafio non soltanto ha avuto la meglio su New Zeeland, ma è riuscito ad indurre il timoniere neo-zelandese all’errore, costringendolo alla penalità. Comunque, il team spagnolo ha vinto anche senza quella, tenendo la testa per tutta la regata e sfruttando, come Luna Rossa, il lato destro nella prima bolina.
Scendiamo dal barcone degli spettatori veramente felici e nello stesso tempo rammaricati di dover lasciare Valencia e la Coppa America. Luna Rossa vincerà la sfida con Oracle ed andrà alla finale della Louis Vutton Cup con New Zeeland, nettamente più forte di Desafio Espanol. Purtroppo la perderà e sarà l’equipaggio neozelandese a giocarsi la Coppa con Alinghi, il Defender.
Il 3 luglio del 2007 Alinghi conquisterà la Coppa America per 5 regate a due su New Zeeland e la competizione terminerà con la vittoria di un team europeo, capitanato dall’italo-svizzero Ernesto Bertarelli. La prossima Coppa America è ancora un enigma. Ma dovunque e comunque si gareggerà, se amate il mare ed i nostri colori, vi consiglio di esserci. è un’esperienza veramente unica ed entusiasmante.
14 Maggio 2007 Lunedì
Siamo arrivati ieri sera intorno alle 22.00 con un volo della Ryan Air, il nostro Hotel, lo Zenit, è molto centrale, molto moderno (lo hanno inaugurato da poco) e molto minimalista.
La finestra della nostra stanza si affaccia sulla bella Estacion del Norte, costruita tra gli anni 1907 e 1917 in stile art decò, senza peraltro che questo ci procuri il minimo fastidio, grazie ai doppi vetri, a causa dei rumori della strada. Durante la giornata di ieri i valenciani hanno festeggiato la Virgen de los Desamparados, patrona della città, ed infatti, il sagrato di fronte alla sua Basilica (Plaza de la Virgen) è ancora incredibilmente adorno di composizioni floreali in onore della Madonna.
Facciamo chiaramente un doveroso giro per il centro, il Barrio del Carmen, visitando anche la Cattedrale con i suoi tre portali nei tre diversi stili (il più antico è il romanico Puerta del Palau ed il più recente è il barocco Puerta de los Hierros), la torre campanaria del Miguelete (uno dei simboli di Valencia dalla quale si gode una meravigliosa vista sulla città), ed il Tribunale de las Aguas.
Poco prima dell’ora di pranzo, prendiamo un autobus (ce ne sono diversi che arrivano al porto…) che ci porta attraverso le vie di Valencia, proprio davanti ad uno degli ingressi pedonali del Porto. Una piccola fila al controllo di zaini e borse, ed entriamo finalmente, con una certa emozione, nell’autentico tempio della Vela mondiale.
Per iniziare a farvi partecipi della nostra avventura, intanto è necessario darvi qualche informazione tecnica: il campo di regata è proprio di fronte al litorale di Valencia, ed è delimitato da boe separate tra loro da 2,5 miglia e situate in linea con la direzione del vento.
Le due barche competitrici (a tutt’oggi sono ancora in gara per la Louis Vutton Cup Luna Rossa vs Oracle e Desafio Espanol vs New Zeeland) navigano verso la prima boa con il vento contro, in seguito virano e tornano con il vento a favore. è necessario completare due giri. Il percorso totale è di 10 miglia nautiche (18 km) e dura qualcosa di più di un’ora.
Dal 3 al 7 di aprile, è iniziata la Pre-regatta della Louis Vutton Cup, con i dodici team (11 challengers ed un defender) che hanno navigato tutti insieme; purtroppo è mancato il vento per giorni, anche durante l’inizio della sfida vera e propria partita ufficialmente il 16 di aprile e che terminerà il 12 giugno per eleggere la vincitrice della Vuitton Cup nonché la sfidante di Alinghi, la detentrice dal 2003 della Coppa America (dal 23 giugno al meglio delle nove regate). La mancanza di vento ha determinato uno slittamento delle gare che ci aveva preoccupato un po’. Infatti io e Alberto volevamo assistere alle gare di Luna Rossa e, chiaramente avevamo prenotato volo e albergo molto tempo prima, senza sapere se poi il nostro desiderio sarebbe stato esaudito. Fortunatamente il vento, superato il primo difficile periodo, ha deciso di fare giudizio e siamo qui oggi, per assistere alla prima delle sfide (chiamata match-race) della semifinale tra Luna Rossa vs Oracle.
Ci sono diversi modi per assistere alla regata, e certamente il più comodo è quello di sedersi davanti al primo dei maxi schermi previsti dall’organizzazione, posto all’ombra di un enorme telone.
Ma la maggior parte degli italiani si riunisce dall’altra parte del porto, davanti al secondo maxi schermo, alcuni seduti sotto il gazebo di un ristorante (inutile dire che bisogna arrivare almeno due ore prima dell’orario di inizio della regata previsto per le 15), tutti gli altri sparsi alla meglio tra ombra e sole (che qui picchia duro……), in una mano un bicchiere di cerveza helada, nell’altra una sventolante bandiera tricolore. Il secondo modo per seguire la regata è sui barconi che salpano un po’ prima del suo inizio (intorno alle 12,30) ed offrono, a seconda, solo una visione privilegiata oppure anche il pranzo.
Bisogna prenotarsi qualche giorno prima però e costa abbastanza, dai 60 agli 80 euro solo per guardare. Per oggi comunque ci dobbiamo accontentare del maxi schermo (che fortuna, abbiamo trovato degli italiani che ci hanno ospitato al loro tavolo sotto il gazebo!) e di un panino con la tortilla (al prezzo di un piatto di ostriche e champagne...), unico mezzo di sostentamento rimasto nel giro di chilometri...A voler essere sinceri, esiste anche un ristorante non lontano da dove ci troviamo, che, oltre ai prezzi notevoli, ha però il pregio di avere una vista splendida sul porto e sulla spiaggia della Malvarosa. Purtroppo, anche qui, è tutto prenotato fino alla fine della competizione...
Il segnale di avviso (10’) di inizio regata è dato alle 14,50, la partenza del primo match race alle 15, subito dopo la procedura per l’altra semifinale. Il percorso è il più lungo previsto dalle nuove regole, 12,6 miglia marine se non diversamente deciso dal comitato. Luna Rossa ITA94 è l’espressione dello yacht club italiano fondato nel 1997, a capo del sindacato c’è Fabrizio Bertelli ed il team leader è Francesco De Angelis, soprannominato il Barone, che ha vinto da timoniere, nel 2000 ad Auckland la Louis Vutton Cup con Luna Rossa ITA48. Su ITA94 è stato provato il nuovo albero e, alla vigilia di questa prima regata l’equipaggio italiano ha vinto il sorteggio per l’ingresso in partenza.
Il suo avversario è Oracle, espressione del Golden Gate Yacht Club (USA) fondato nel 2000, il cui capo del sindacato è Larry Ellison ed il cui team leader è Chris Dickson, skipper neozelandese. Entrambe le barche sono arrivate alle semifinali dopo l’Act 13 (regata di flotta) che serve per stilare la classifica dal primo all’undicesimo posto sulla base dei rispettivi ranking point ed a determinare poi anche gli accoppiamenti per i due Round Robin effettuati dal 16 aprile al 7 maggio con gli altri nove consorzi, al fine di selezionare i quattro team che da oggi fino al 25 maggio avranno la possibilità di effettuare la finale della Vuitton Cup e conquistare il diritto di affrontare Alinghi, il team Defender, dal 23 giugno al 7 luglio.
Per iniziare, mi spiegano che il campo di regata (campo nord del golfo di Valencia) è costituito da una boa al vento da girare sempre a destra ed un cancello (un gate) che le barche possono invece passare a destra o a sinistra una volta finito il lato di poppa. Gli equipaggi finalmente partono, con vento sui 13 nodi (ma anche rafficato e che arriverà fino a 18), doppiano la boa al vento per poi ridiscendere verso il cancello con il vento in poppa e lo spinnaker. Luna Rossa comincia con un leggero vantaggio, quello di avere bandiera gialla, cioè di entrare da destra, mure a dritta, in zona di prepartenza. Una possibilità di precedenza e quindi di controllo iniziale. Ovviamente ad ogni regata il privilegio si inverte. “Ma, come ha spiegato il timoniere di Luna Rossa, James Spithill, è soltanto un dettaglio”. Oracle sembra volere la destra, va a mischiarsi alle barche degli spettatori per cercare di confondere le idee a Spithill. Spithill gli concede la destra perché il meteo ha dato la chiamata: lato sinistro favorito per tutta la regata. Mai previsione fu così azzeccata: nella prima bolina Luna Rossa arriva in boa con un grande margine di vantaggio, ben 52 secondi sul team di Larry Ellison.
Anche la velocità della barca è consolante ( sulla quale non è stato utilizzato il nuovo albero provato qualche giorno fa ). Quando Luna Rossa si piazza per tutto il primo e secondo bordo della bolina sulle vele di Oracle, resta incollata e anzi, guadagna qualcosa.
Per qualche minuto il maxi schermo interrompe le trasmissioni e le proteste diventano sempre più assordanti fino a quando il collegamento non viene ripristinato. Luna Rossa va fortissimo, la gara è spettacolare, condotta fianco a fianco per metà della prima bolina e poi in testa, anche con grande vantaggio.
Oracle è riuscita a recuperare nel primo lato di poppa. ITA94 stramba quasi subito, tenendo la destra mentre Oracle non la segue. La separazione procura vantaggio ad Oracle che trova più pressione e raggiunge Luna Rossa. Grande battaglia al cancello di poppa, dopo l’ultima strambata Oracle si avvicina fino a pochi metri, ma Luna Rossa si difende bene, Spithill tiene l’ingaggio e la regola gli dà precedenza. Chiamata di protesta di Luna Rossa ma gli Umpires danno il verde e ITA 94 prende la boa di destra, quella che voleva, per riportarsi a sinistra nella bolina. Luna Rossa gira la boa con 30 metri di vantaggio ed arriva alla fine della bolina stracciando Oracle con un vantaggio di un minuto e 21’’. Perfette (tranne che nella prima poppa) le scelte tattiche del pozzetto.
Mentre la sfida è serrata e l’incitamento (soprattutto per Luna Rossa) è alle stelle, ne approfitto quindi per guardarmi un po’ intorno e fare una breve passeggiata per scaricare la tensione. Non lontano da qui, ci sono in bella mostra alcuni scafi di team partecipanti alla scorsa edizione della America’s Cup ed io gli giro intorno ammirata scattando fotografie. Mi avvio poi verso il molo della Malvarrosa per ammirare la spiaggia che si estende ampia e lunghissima verso est. Mi giungono boati di gioia dalla zona del maxi schermo. Vedo sventolare bandiere tricolori e, guardando l’orologio, mi rendo conto che la regata sta giungendo praticamente al termine.
Nell’ultimo lato Oracle, cerca di ripetere il copione del secondo, ma senza esito, i salti di vento questa volta non aiutano il team di Ellison. Luna Rossa scende sulla destra verso la linea mentre Oracle torna verso il centro ed il vento continua a girare tanto che deve arrivare quasi al traverso. Devastante ed umiliante per Oracle il distacco finale: 2’ minuti e 19 secondi.
Gli italiani, euforici, si precipitano verso l’entrata del porto per veder passare le barche. Lo facciamo anche noi, muniti di macchina fotografica e tanto entusiasmo. Il percorso dal campo di regata non è brevissimo (forse avranno provato anche qualche manovra prima di tornare indietro…..) e quindi vediamo sfilare, prima delle due contendenti, i barconi degli spettatori che tornano salutando la folla, varie imbarcazioni private anche loro posizionate intorno al campo di regata ( e questo sarà motivo di perplessità da parte degli equipaggi dei team in competizione), i gommoni degli operatori televisivi (persino dagli elicotteri riprendono la gara), le barche degli umpires, le due barche d’appoggio di Luna Rossa e di Oracle con amici e parenti, e finalmente prima Oracle e poi, festeggiatissima, Luna Rossa. Fra poco, torneranno anche Desafio Espanol e New Zeeland, le altre due semifinaliste. Non ci sarà stata storia tra di loro, New Zeeland è veramente troppo forte.
Dopo aver scattato decine e decine di foto sgomitando tra connazionali tutti impazziti per la vela, decidiamo di bere qualcosa e fare un po’ di shopping. Il Porto della America’s Cup è affollatissimo ed attrezzatissimo. C’è persino un ristorante giapponese insieme ad altri due locali “più tradizionali” dove si mangia di tutto (specialmente pesce, è chiaro…) ed il famoso Porto Pasta, ristorante italiano punto di ritrovo dei nostri connazionali. Noi ci rechiamo a bere un caffè freddo da Nespresso ( e lo paghiamo ben euro 4,50…) per poi, andarci a fare un giro nel negozio di Louis Vuitton. Accanto, è stata allestita una piccola sala dove, sfilando con pazienza una persona alla volta, è possibile ammirare in tutto il loro fulgore la Louis Vutton Cup e la America’s Cup. Anche qui, Alberto ci tiene a farsi immortalare accanto ai due trofei.
Presi ancora dall’entusiasmo per la vittoria, superiamo the Team Bases (le basi degli equipaggi) che si susseguono per tutto l’arco del Porto, di Alinghi, +39 (che secondo me ha il negozio con gli indumenti dai colori più carini…), Shosoloza , BMW Oracle, fino a raggiungere la base di Luna Rossa dove, dopo una ragionevole fila, riusciamo ad entrare nel negozio ufficiale.
La ressa è pazzesca ( i prezzi anche….). Tutti vogliono accaparrarsi una maglietta, un paio di scarpe o semplicemente un cappellino con la piccola bandiera tricolore e la scritta Luna Rossa (gli indumenti con il logo Prada costano di più…..). Alberto (che è uno snob di questo sport….) compra una maglia grigia a maniche lunghe con la semplice scritta ITA86 (barca progettata un circa un anno prima di ITA94). Io mi limito ad un cappellino (anche se ci sono canottiere e felpe deliziose…….) grigio e rosso per proteggermi dal sole delle ore più calde. Ci danno in omaggio anche una piccola sacca argento con il logo del team e la solita bandierina, sarà apprezzatissima tra qualche mese per portare creme e cellulari in spiaggia.
Inutile dire che siamo un po’ stanchi. Usciamo dal Porto contenti ed anche un po’ affamati. Il nostro autobus ci riporta in albergo dove, dopo una breve doccia, ci cambiamo per avventarci su una bella paella valenciana, gustata in uno dei tanti ristoranti intorno alla Cattedrale. La passeggiata dopo cena per le vie del centro non offre molte attrattive, la movida valenciana, ci hanno spiegato, è altrove, soprattutto verso il mare e le zone dove vivono gli studenti universitari (che ogni giovedì a mezzanotte celebrano il rito del Botellon, dietro il piazzale dello stadio Mestalla, bevendo prima in compagnia le bottiglie portate da casa e poi passando il resto della notte in uno dei locali o delle discoteche della zona di Avenida de Argon e Blasco Ibanez). Noi però domani abbiamo una regata che ci aspetta, non possiamo fare tardi. Buona notte Valencia….
15 Maggio 2007 martedì
La giornata della nostra sconfitta, comincia bene, visitando la Lonja de la Seda, un meraviglioso edificio gotico splendidamente conservato e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che si compone internamente di un’aula a pianta quadrangolare con colonne tortili e soffitto con volte nervate. In passato era il luogo dove si svolgevano le contrattazioni dei mercanti. Sempre all’interno si trova un piccolo giardino con aranceti che è un vero gioiello. Uscendo da qui, attraversiamo la strada (dove si trova un negozio simpaticissimo che vende le tipiche padellone per la paella), ed entriamo per comprare un pezzo di torrone “artesano” (tipico torrone fatto con frutta, pasta di mandorle e cioccolato che si vende però tutto l’anno) nel colorato Mercato Central, un edificio in stile modernista terminato nel 1924 con la sua tipica struttura in ferro rivestita di ceramica e vetro dove sono in vendita pile e pile di succosissime arance (mai mangiate di così buone….) ed altre, appetitose primizie. Memori della fame patita a mezzogiorno di ieri, mangiamo qualche mini panino (qui ce sono di 100 tipi diversi) da Cien Montaditos, in Plaza de la Reina, una birreria tradizionale che offre anche bocadillos, i montaditos appunto, ad un euro l’uno.
Prendiamo poi il solito autobus per recarci al porto, dove arriviamo alle due, sotto un sole cocente ma fortunatamente con un vento gagliardo, pronti per assistere alla seconda regata.
Questa volta, prima di recarci davanti al maxi schermo di ieri, visitiamo anche gli altri Team Bases, quelli posti dall’altra parte della Casa de La America’s Cup (dove viene presentata con foto ed illustrazioni la storia della Coppa America), e dell ’Esposizione “No hay segundo” ovvero, “Non esiste un secondo”. Qui c’è la Base di New Zeeland, di Areva Challenge, di Victory, di Desafio Espanol 2007, di United Team Germany, di Mascalzone Latino e di China Team, con i loro relativi negozi.
Da questo lato, il primo maxi schermo è già super affollato ed anche qui si sente parlare e cantare in italiano.
Prima di raggiungere anche noi un posto davanti alla “pantalla” per tifare Luna Rossa, prenotiamo per 80 euro a testa due posti sul barcone degli spettatori (solo guardare…..) per domani. Un regalo ad Alberto, per il suo compleanno….
Purtroppo la seconda regata della semifinale non va bene come la prima. Luna Rossa parte alla grande ma si fa “fregare” incredibilmente nell’ultimo tratto dopo aver accumulato un considerevole vantaggio. Così come nella prima regata sono state esaltate le scelte di Grael e del pozzetto, questa volta saranno probabilmente criticate. Luna Rossa infatti, grazie alla splendida partenza di Spithill, aveva condotto una bella gara di testa nella prima bolina, girando la boa con 58 secondi di vantaggio su Oracle. è riuscita a perdere un tale margine fino a passare al cancello di poppa con soli 7 secondi su Oracle...
Nella seconda bolina le barche si allontanano: Luna Rossa tiene un lungo bordo più sulla destra. Oracle si allontana più sulla sinistra, guadagna ancora qualcosa ma non tanto. L’impressione è che Luna Rossa sia più forte di bolina e che Oracle sia più veloce di poppa. Ma, purtroppo Luna Rossa concede all’avversario troppa libertà, l’ultimo lato passa la boa con circa 40 metri di vantaggio ma viene pressata da USA98, il cui guadagno è inesorabile: a tre quarti dell’ultimo lato avviene il sorpasso, Luna Rossa cerca di poggiare più che può ma non ha più chance, Oracle vince per 13 secondi e pareggia i conti. Gli italiani intorno a noi, sembrano delusi ed un po’ contrariati ma poi salutano comunque calorosamente Luna Rossa quando sfila lungo il canale che la riporta alla base. (Seconda vittoria per New Zeeland su Desafio...)
Anche noi ce ne andiamo via mestamente, e decidiamo di fare un giro sul lungomare. Sono le cinque e la spiaggia è ancora affollata...Ah...aver portato il costume da bagno! Un bel tuffo lo avremmo fatto molto volentieri. Ci limitiamo a prendere un aperitivo davanti alla Malvarrosa e poi, sempre passeggiando, a spostarci più a nord, davanti alla spiaggia della Patacona dove persino Hemingway veniva a mangiare piatti a base di riso e di pesce da Pepica, sul Paseo Neptuno.
Noi, per consolarci e per festeggiare i quarantadue anni di Alberto, ci gustiamo un’altra paella (di mariscos però!) in Avenida Mare Nostrum, presso la famosa Casa Navarro. Una delizia! Non mancate di venirci se capitate a Valencia.
Dopo cena siamo stanchi ma curiosi di capire come si svolge la vita notturna della America’s Cup. Sono solo le 22 ma decidiamo di andare lo stesso all’Estrella Damm Lounge, un music bar che si trova al porto, di fronte al Foredeck. Fantastico! Via via, insieme alla gente comune, entrano per bere una birra vari componenti dei team che io riconosco dalle divise, Alberto persino dalle facce.
Che compleanno grandioso per lui! è felice come un bambino quando, un paio d’ore dopo, chiamiamo un taxi per tornare in albergo, distrutti ma veramente contenti di essere qui e prendere parte a questa avventura...
16 Maggio 2007 mercoledì
Per vedere la regata sul barcone degli spettatori bisogna arrivare al porto prima del solito. La mattina la passiamo facendo qualche acquisto nel centro della città ed al Corte Ingles. Lasciamo poi le nostre spese in hotel accanto alle valigie. Il nostro aereo partirà alle 21, abbiamo tempo per un’altra vittoria….
Al Porto, chiudiamo il capitolo pranzo con un frugale panino al prosciutto (comprato appena in tempo prima del totale esaurimento di qualsiasi tipo di cibo in tutta la zona) ed una birra.
Subito dopo, presentiamo il biglietto e ci imbarchiamo alla volta del Campo di Regata. Io, con il mio cappellino Luna Rossa fieramente calcato sulla testa……
Fortunatamente c’è un bel vento e questo ci permette di sopportare il sole che ci brucia le spalle e le braccia (ci siamo messi perfino la crema solare dopo la scottatura del primo giorno).
Siamo un nutrito gruppo di italiani su questo barcone, molti sono competenti, tutti sono agguerriti e decisi a riscattare la sconfitta di ieri. Certamente, è molto diverso seguire la regata da qui, sicuramente meno comodo ma molto più interessante ed appassionante. Dopo essere usciti dal canale, in una decina di minuti, ci posizioniamo intorno al campo di regata insieme a diverse altre imbarcazioni private ( ci sono molte agenzie che affittano catamarani e barche a vela o a motore con o senza equipaggio). Adesso capisco perché gli equipaggi in gara non gradiscono molto la troppa “folla” intorno a loro, effettivamente (tra barche d’appoggio, umpires, barconi di spettatori, barche di curiosi etc), siamo più di quanto potessi immaginare.
Quando inizia la gara iniziamo lentamente a spostarci, sempre a debita distanza però, per seguire dal punto più vicino consentito, le manovre dei due equipaggi. Spruzzi di schiuma, folate di vento, urla in un misto di inglese ed italiano, comunque tanta emozione e tensione……….
Nella terza regata l’atteggiamento tattico di ITA94 è completamente diverso….Sarà stato il briefing del mattino oppure la legittima sfuriata di Bertelli che ieri ha visto sfumare una sicura vittoria, ma questa volta la marcatura ad Oracle è stretta e non viene fatta nessuna concessione all’avversario, nemmeno sui tanto temuti lati di poppa. Oracle sembra leggermente più veloce ma Luna Rossa, marcandolo in quel modo, gli ha fatto guadagnare più o meno solo una quarantina di metri.
Ci sono circa 10-12 nodi di vento che consentono alla barca più veloce nel lato che conta nei match race, la bolina, di vincere la regata. Ed in questo, Luna Rossa è nettamente superiore ad Oracle, sia nelle prestazioni che nelle scelte del pozzetto. Perfetta la scelta del lato da parte di Torben Grael. Luna Rossa va a destra grazie a Spithill che prende la scia di Oracle in partenza per due volte. La prima volta Dickson riesce a fuggire ma si trova subito ITA94 a poppa che lo spinge verso la linea.
Di lì in due bordi lunghi Luna Rossa costruisce il vantaggio che difenderà sino alla fine: 29’ alla prima boa, 25’ al cancello di poppa, 45’ dopo la seconda bolina e 31’ alla fine.
I regali sono terminati, Luna Rossa finalmente dimostra a tutti che, senza distrazioni, la partita con Oracle sarebbe già praticamente chiusa con un 3-0 in favore degli italiani. Nell’altra semifinale, bella ed inattesa vittoria di Desafio contro New Zeeland, a dimostrazione che nella vela, a questi livelli, nulla può essere dato per scontato. Desafio non soltanto ha avuto la meglio su New Zeeland, ma è riuscito ad indurre il timoniere neo-zelandese all’errore, costringendolo alla penalità. Comunque, il team spagnolo ha vinto anche senza quella, tenendo la testa per tutta la regata e sfruttando, come Luna Rossa, il lato destro nella prima bolina.
Scendiamo dal barcone degli spettatori veramente felici e nello stesso tempo rammaricati di dover lasciare Valencia e la Coppa America. Luna Rossa vincerà la sfida con Oracle ed andrà alla finale della Louis Vutton Cup con New Zeeland, nettamente più forte di Desafio Espanol. Purtroppo la perderà e sarà l’equipaggio neozelandese a giocarsi la Coppa con Alinghi, il Defender.
Il 3 luglio del 2007 Alinghi conquisterà la Coppa America per 5 regate a due su New Zeeland e la competizione terminerà con la vittoria di un team europeo, capitanato dall’italo-svizzero Ernesto Bertarelli. La prossima Coppa America è ancora un enigma. Ma dovunque e comunque si gareggerà, se amate il mare ed i nostri colori, vi consiglio di esserci. è un’esperienza veramente unica ed entusiasmante.
E' il resoconto di tre giorni passati al porto di Valencia a tifare Luna Rossa insieme a molti altri italiani, ed a vivere anche se brevemente, la splendida avventura della 32° America’s Cup, la prima del Mediterraneo in 156 anni di storia.
14 Maggio 2007 Lunedì
Siamo arrivati ieri sera intorno alle 22.00 con un volo della Ryan Air, il nostro Hotel, lo Zenit, è molto centrale, molto moderno (lo hanno inaugurato da poco) e molto minimalista.
La finestra della nostra stanza si affaccia sulla bella Estacion del Norte, costruita tra gli anni 1907 e 1917 in stile art decò, senza peraltro che questo ci procuri il minimo fastidio, grazie ai doppi vetri, a causa dei rumori della strada. Durante la giornata di ieri i valenciani hanno festeggiato la Virgen de los Desamparados, patrona della città, ed infatti, il sagrato di fronte alla sua Basilica (Plaza de la Virgen) è ancora incredibilmente adorno di composizioni floreali in onore della Madonna.
Facciamo chiaramente un doveroso giro per il centro, il Barrio del Carmen, visitando anche la Cattedrale con i suoi tre portali nei tre diversi stili (il più antico è il romanico Puerta del Palau ed il più recente è il barocco Puerta de los Hierros), la torre campanaria del Miguelete (uno dei simboli di Valencia dalla quale si gode una meravigliosa vista sulla città), ed il Tribunale de las Aguas.
Poco prima dell’ora di pranzo, prendiamo un autobus (ce ne sono diversi che arrivano al porto…) che ci porta attraverso le vie di Valencia, proprio davanti ad uno degli ingressi pedonali del Porto. Una piccola fila al controllo di zaini e borse, ed entriamo finalmente, con una certa emozione, nell’autentico tempio della Vela mondiale.
Per iniziare a farvi partecipi della nostra avventura, intanto è necessario darvi qualche informazione tecnica: il campo di regata è proprio di fronte al litorale di Valencia, ed è delimitato da boe separate tra loro da 2,5 miglia e situate in linea con la direzione del vento.
Le due barche competitrici (a tutt’oggi sono ancora in gara per la Louis Vutton Cup Luna Rossa vs Oracle e Desafio Espanol vs New Zeeland) navigano verso la prima boa con il vento contro, in seguito virano e tornano con il vento a favore. è necessario completare due giri. Il percorso totale è di 10 miglia nautiche (18 km) e dura qualcosa di più di un’ora.
Dal 3 al 7 di aprile, è iniziata la Pre-regatta della Louis Vutton Cup, con i dodici team (11 challengers ed un defender) che hanno navigato tutti insieme; purtroppo è mancato il vento per giorni, anche durante l’inizio della sfida vera e propria partita ufficialmente il 16 di aprile e che terminerà il 12 giugno per eleggere la vincitrice della Vuitton Cup nonché la sfidante di Alinghi, la detentrice dal 2003 della Coppa America (dal 23 giugno al meglio delle nove regate). La mancanza di vento ha determinato uno slittamento delle gare che ci aveva preoccupato un po’. Infatti io e Alberto volevamo assistere alle gare di Luna Rossa e, chiaramente avevamo prenotato volo e albergo molto tempo prima, senza sapere se poi il nostro desiderio sarebbe stato esaudito. Fortunatamente il vento, superato il primo difficile periodo, ha deciso di fare giudizio e siamo qui oggi, per assistere alla prima delle sfide (chiamata match-race) della semifinale tra Luna Rossa vs Oracle.
Ci sono diversi modi per assistere alla regata, e certamente il più comodo è quello di sedersi davanti al primo dei maxi schermi previsti dall’organizzazione, posto all’ombra di un enorme telone.
Ma la maggior parte degli italiani si riunisce dall’altra parte del porto, davanti al secondo maxi schermo, alcuni seduti sotto il gazebo di un ristorante (inutile dire che bisogna arrivare almeno due ore prima dell’orario di inizio della regata previsto per le 15), tutti gli altri sparsi alla meglio tra ombra e sole (che qui picchia duro……), in una mano un bicchiere di cerveza helada, nell’altra una sventolante bandiera tricolore. Il secondo modo per seguire la regata è sui barconi che salpano un po’ prima del suo inizio (intorno alle 12,30) ed offrono, a seconda, solo una visione privilegiata oppure anche il pranzo.
Bisogna prenotarsi qualche giorno prima però e costa abbastanza, dai 60 agli 80 euro solo per guardare. Per oggi comunque ci dobbiamo accontentare del maxi schermo (che fortuna, abbiamo trovato degli italiani che ci hanno ospitato al loro tavolo sotto il gazebo!) e di un panino con la tortilla (al prezzo di un piatto di ostriche e champagne...), unico mezzo di sostentamento rimasto nel giro di chilometri...A voler essere sinceri, esiste anche un ristorante non lontano da dove ci troviamo, che, oltre ai prezzi notevoli, ha però il pregio di avere una vista splendida sul porto e sulla spiaggia della Malvarosa. Purtroppo, anche qui, è tutto prenotato fino alla fine della competizione...
Il segnale di avviso (10’) di inizio regata è dato alle 14,50, la partenza del primo match race alle 15, subito dopo la procedura per l’altra semifinale. Il percorso è il più lungo previsto dalle nuove regole, 12,6 miglia marine se non diversamente deciso dal comitato. Luna Rossa ITA94 è l’espressione dello yacht club italiano fondato nel 1997, a capo del sindacato c’è Fabrizio Bertelli ed il team leader è Francesco De Angelis, soprannominato il Barone, che ha vinto da timoniere, nel 2000 ad Auckland la Louis Vutton Cup con Luna Rossa ITA48. Su ITA94 è stato provato il nuovo albero e, alla vigilia di questa prima regata l’equipaggio italiano ha vinto il sorteggio per l’ingresso in partenza.
Il suo avversario è Oracle, espressione del Golden Gate Yacht Club (USA) fondato nel 2000, il cui capo del sindacato è Larry Ellison ed il cui team leader è Chris Dickson, skipper neozelandese. Entrambe le barche sono arrivate alle semifinali dopo l’Act 13 (regata di flotta) che serve per stilare la classifica dal primo all’undicesimo posto sulla base dei rispettivi ranking point ed a determinare poi anche gli accoppiamenti per i due Round Robin effettuati dal 16 aprile al 7 maggio con gli altri nove consorzi, al fine di selezionare i quattro team che da oggi fino al 25 maggio avranno la possibilità di effettuare la finale della Vuitton Cup e conquistare il diritto di affrontare Alinghi, il team Defender, dal 23 giugno al 7 luglio.
Per iniziare, mi spiegano che il campo di regata (campo nord del golfo di Valencia) è costituito da una boa al vento da girare sempre a destra ed un cancello (un gate) che le barche possono invece passare a destra o a sinistra una volta finito il lato di poppa. Gli equipaggi finalmente partono, con vento sui 13 nodi (ma anche rafficato e che arriverà fino a 18), doppiano la boa al vento per poi ridiscendere verso il cancello con il vento in poppa e lo spinnaker. Luna Rossa comincia con un leggero vantaggio, quello di avere bandiera gialla, cioè di entrare da destra, mure a dritta, in zona di prepartenza. Una possibilità di precedenza e quindi di controllo iniziale. Ovviamente ad ogni regata il privilegio si inverte. “Ma, come ha spiegato il timoniere di Luna Rossa, James Spithill, è soltanto un dettaglio”. Oracle sembra volere la destra, va a mischiarsi alle barche degli spettatori per cercare di confondere le idee a Spithill. Spithill gli concede la destra perché il meteo ha dato la chiamata: lato sinistro favorito per tutta la regata. Mai previsione fu così azzeccata: nella prima bolina Luna Rossa arriva in boa con un grande margine di vantaggio, ben 52 secondi sul team di Larry Ellison.
Anche la velocità della barca è consolante ( sulla quale non è stato utilizzato il nuovo albero provato qualche giorno fa ). Quando Luna Rossa si piazza per tutto il primo e secondo bordo della bolina sulle vele di Oracle, resta incollata e anzi, guadagna qualcosa.
Per qualche minuto il maxi schermo interrompe le trasmissioni e le proteste diventano sempre più assordanti fino a quando il collegamento non viene ripristinato. Luna Rossa va fortissimo, la gara è spettacolare, condotta fianco a fianco per metà della prima bolina e poi in testa, anche con grande vantaggio.
Oracle è riuscita a recuperare nel primo lato di poppa. ITA94 stramba quasi subito, tenendo la destra mentre Oracle non la segue. La separazione procura vantaggio ad Oracle che trova più pressione e raggiunge Luna Rossa. Grande battaglia al cancello di poppa, dopo l’ultima strambata Oracle si avvicina fino a pochi metri, ma Luna Rossa si difende bene, Spithill tiene l’ingaggio e la regola gli dà precedenza. Chiamata di protesta di Luna Rossa ma gli Umpires danno il verde e ITA 94 prende la boa di destra, quella che voleva, per riportarsi a sinistra nella bolina. Luna Rossa gira la boa con 30 metri di vantaggio ed arriva alla fine della bolina stracciando Oracle con un vantaggio di un minuto e 21’’. Perfette (tranne che nella prima poppa) le scelte tattiche del pozzetto.
Mentre la sfida è serrata e l’incitamento (soprattutto per Luna Rossa) è alle stelle, ne approfitto quindi per guardarmi un po’ intorno e fare una breve passeggiata per scaricare la tensione. Non lontano da qui, ci sono in bella mostra alcuni scafi di team partecipanti alla scorsa edizione della America’s Cup ed io gli giro intorno ammirata scattando fotografie. Mi avvio poi verso il molo della Malvarrosa per ammirare la spiaggia che si estende ampia e lunghissima verso est. Mi giungono boati di gioia dalla zona del maxi schermo. Vedo sventolare bandiere tricolori e, guardando l’orologio, mi rendo conto che la regata sta giungendo praticamente al termine.
Nell’ultimo lato Oracle, cerca di ripetere il copione del secondo, ma senza esito, i salti di vento questa volta non aiutano il team di Ellison. Luna Rossa scende sulla destra verso la linea mentre Oracle torna verso il centro ed il vento continua a girare tanto che deve arrivare quasi al traverso. Devastante ed umiliante per Oracle il distacco finale: 2’ minuti e 19 secondi.
Gli italiani, euforici, si precipitano verso l’entrata del porto per veder passare le barche. Lo facciamo anche noi, muniti di macchina fotografica e tanto entusiasmo. Il percorso dal campo di regata non è brevissimo (forse avranno provato anche qualche manovra prima di tornare indietro…..) e quindi vediamo sfilare, prima delle due contendenti, i barconi degli spettatori che tornano salutando la folla, varie imbarcazioni private anche loro posizionate intorno al campo di regata ( e questo sarà motivo di perplessità da parte degli equipaggi dei team in competizione), i gommoni degli operatori televisivi (persino dagli elicotteri riprendono la gara), le barche degli umpires, le due barche d’appoggio di Luna Rossa e di Oracle con amici e parenti, e finalmente prima Oracle e poi, festeggiatissima, Luna Rossa. Fra poco, torneranno anche Desafio Espanol e New Zeeland, le altre due semifinaliste. Non ci sarà stata storia tra di loro, New Zeeland è veramente troppo forte.
Dopo aver scattato decine e decine di foto sgomitando tra connazionali tutti impazziti per la vela, decidiamo di bere qualcosa e fare un po’ di shopping. Il Porto della America’s Cup è affollatissimo ed attrezzatissimo. C’è persino un ristorante giapponese insieme ad altri due locali “più tradizionali” dove si mangia di tutto (specialmente pesce, è chiaro…) ed il famoso Porto Pasta, ristorante italiano punto di ritrovo dei nostri connazionali. Noi ci rechiamo a bere un caffè freddo da Nespresso ( e lo paghiamo ben euro 4,50…) per poi, andarci a fare un giro nel negozio di Louis Vuitton. Accanto, è stata allestita una piccola sala dove, sfilando con pazienza una persona alla volta, è possibile ammirare in tutto il loro fulgore la Louis Vutton Cup e la America’s Cup. Anche qui, Alberto ci tiene a farsi immortalare accanto ai due trofei.
Presi ancora dall’entusiasmo per la vittoria, superiamo the Team Bases (le basi degli equipaggi) che si susseguono per tutto l’arco del Porto, di Alinghi, +39 (che secondo me ha il negozio con gli indumenti dai colori più carini…), Shosoloza , BMW Oracle, fino a raggiungere la base di Luna Rossa dove, dopo una ragionevole fila, riusciamo ad entrare nel negozio ufficiale.
La ressa è pazzesca ( i prezzi anche….). Tutti vogliono accaparrarsi una maglietta, un paio di scarpe o semplicemente un cappellino con la piccola bandiera tricolore e la scritta Luna Rossa (gli indumenti con il logo Prada costano di più…..). Alberto (che è uno snob di questo sport….) compra una maglia grigia a maniche lunghe con la semplice scritta ITA86 (barca progettata un circa un anno prima di ITA94). Io mi limito ad un cappellino (anche se ci sono canottiere e felpe deliziose…….) grigio e rosso per proteggermi dal sole delle ore più calde. Ci danno in omaggio anche una piccola sacca argento con il logo del team e la solita bandierina, sarà apprezzatissima tra qualche mese per portare creme e cellulari in spiaggia.
Inutile dire che siamo un po’ stanchi. Usciamo dal Porto contenti ed anche un po’ affamati. Il nostro autobus ci riporta in albergo dove, dopo una breve doccia, ci cambiamo per avventarci su una bella paella valenciana, gustata in uno dei tanti ristoranti intorno alla Cattedrale. La passeggiata dopo cena per le vie del centro non offre molte attrattive, la movida valenciana, ci hanno spiegato, è altrove, soprattutto verso il mare e le zone dove vivono gli studenti universitari (che ogni giovedì a mezzanotte celebrano il rito del Botellon, dietro il piazzale dello stadio Mestalla, bevendo prima in compagnia le bottiglie portate da casa e poi passando il resto della notte in uno dei locali o delle discoteche della zona di Avenida de Argon e Blasco Ibanez). Noi però domani abbiamo una regata che ci aspetta, non possiamo fare tardi. Buona notte Valencia….
15 Maggio 2007 martedì
La giornata della nostra sconfitta, comincia bene, visitando la Lonja de la Seda, un meraviglioso edificio gotico splendidamente conservato e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che si compone internamente di un’aula a pianta quadrangolare con colonne tortili e soffitto con volte nervate. In passato era il luogo dove si svolgevano le contrattazioni dei mercanti. Sempre all’interno si trova un piccolo giardino con aranceti che è un vero gioiello. Uscendo da qui, attraversiamo la strada (dove si trova un negozio simpaticissimo che vende le tipiche padellone per la paella), ed entriamo per comprare un pezzo di torrone “artesano” (tipico torrone fatto con frutta, pasta di mandorle e cioccolato che si vende però tutto l’anno) nel colorato Mercato Central, un edificio in stile modernista terminato nel 1924 con la sua tipica struttura in ferro rivestita di ceramica e vetro dove sono in vendita pile e pile di succosissime arance (mai mangiate di così buone….) ed altre, appetitose primizie. Memori della fame patita a mezzogiorno di ieri, mangiamo qualche mini panino (qui ce sono di 100 tipi diversi) da Cien Montaditos, in Plaza de la Reina, una birreria tradizionale che offre anche bocadillos, i montaditos appunto, ad un euro l’uno.
Prendiamo poi il solito autobus per recarci al porto, dove arriviamo alle due, sotto un sole cocente ma fortunatamente con un vento gagliardo, pronti per assistere alla seconda regata.
Questa volta, prima di recarci davanti al maxi schermo di ieri, visitiamo anche gli altri Team Bases, quelli posti dall’altra parte della Casa de La America’s Cup (dove viene presentata con foto ed illustrazioni la storia della Coppa America), e dell ’Esposizione “No hay segundo” ovvero, “Non esiste un secondo”. Qui c’è la Base di New Zeeland, di Areva Challenge, di Victory, di Desafio Espanol 2007, di United Team Germany, di Mascalzone Latino e di China Team, con i loro relativi negozi.
Da questo lato, il primo maxi schermo è già super affollato ed anche qui si sente parlare e cantare in italiano.
Prima di raggiungere anche noi un posto davanti alla “pantalla” per tifare Luna Rossa, prenotiamo per 80 euro a testa due posti sul barcone degli spettatori (solo guardare…..) per domani. Un regalo ad Alberto, per il suo compleanno….
Purtroppo la seconda regata della semifinale non va bene come la prima. Luna Rossa parte alla grande ma si fa “fregare” incredibilmente nell’ultimo tratto dopo aver accumulato un considerevole vantaggio. Così come nella prima regata sono state esaltate le scelte di Grael e del pozzetto, questa volta saranno probabilmente criticate. Luna Rossa infatti, grazie alla splendida partenza di Spithill, aveva condotto una bella gara di testa nella prima bolina, girando la boa con 58 secondi di vantaggio su Oracle. è riuscita a perdere un tale margine fino a passare al cancello di poppa con soli 7 secondi su Oracle...
Nella seconda bolina le barche si allontanano: Luna Rossa tiene un lungo bordo più sulla destra. Oracle si allontana più sulla sinistra, guadagna ancora qualcosa ma non tanto. L’impressione è che Luna Rossa sia più forte di bolina e che Oracle sia più veloce di poppa. Ma, purtroppo Luna Rossa concede all’avversario troppa libertà, l’ultimo lato passa la boa con circa 40 metri di vantaggio ma viene pressata da USA98, il cui guadagno è inesorabile: a tre quarti dell’ultimo lato avviene il sorpasso, Luna Rossa cerca di poggiare più che può ma non ha più chance, Oracle vince per 13 secondi e pareggia i conti. Gli italiani intorno a noi, sembrano delusi ed un po’ contrariati ma poi salutano comunque calorosamente Luna Rossa quando sfila lungo il canale che la riporta alla base. (Seconda vittoria per New Zeeland su Desafio...)
Anche noi ce ne andiamo via mestamente, e decidiamo di fare un giro sul lungomare. Sono le cinque e la spiaggia è ancora affollata...Ah...aver portato il costume da bagno! Un bel tuffo lo avremmo fatto molto volentieri. Ci limitiamo a prendere un aperitivo davanti alla Malvarrosa e poi, sempre passeggiando, a spostarci più a nord, davanti alla spiaggia della Patacona dove persino Hemingway veniva a mangiare piatti a base di riso e di pesce da Pepica, sul Paseo Neptuno.
Noi, per consolarci e per festeggiare i quarantadue anni di Alberto, ci gustiamo un’altra paella (di mariscos però!) in Avenida Mare Nostrum, presso la famosa Casa Navarro. Una delizia! Non mancate di venirci se capitate a Valencia.
Dopo cena siamo stanchi ma curiosi di capire come si svolge la vita notturna della America’s Cup. Sono solo le 22 ma decidiamo di andare lo stesso all’Estrella Damm Lounge, un music bar che si trova al porto, di fronte al Foredeck. Fantastico! Via via, insieme alla gente comune, entrano per bere una birra vari componenti dei team che io riconosco dalle divise, Alberto persino dalle facce.
Che compleanno grandioso per lui! è felice come un bambino quando, un paio d’ore dopo, chiamiamo un taxi per tornare in albergo, distrutti ma veramente contenti di essere qui e prendere parte a questa avventura...
16 Maggio 2007 mercoledì
Per vedere la regata sul barcone degli spettatori bisogna arrivare al porto prima del solito. La mattina la passiamo facendo qualche acquisto nel centro della città ed al Corte Ingles. Lasciamo poi le nostre spese in hotel accanto alle valigie. Il nostro aereo partirà alle 21, abbiamo tempo per un’altra vittoria….
Al Porto, chiudiamo il capitolo pranzo con un frugale panino al prosciutto (comprato appena in tempo prima del totale esaurimento di qualsiasi tipo di cibo in tutta la zona) ed una birra.
Subito dopo, presentiamo il biglietto e ci imbarchiamo alla volta del Campo di Regata. Io, con il mio cappellino Luna Rossa fieramente calcato sulla testa……
Fortunatamente c’è un bel vento e questo ci permette di sopportare il sole che ci brucia le spalle e le braccia (ci siamo messi perfino la crema solare dopo la scottatura del primo giorno).
Siamo un nutrito gruppo di italiani su questo barcone, molti sono competenti, tutti sono agguerriti e decisi a riscattare la sconfitta di ieri. Certamente, è molto diverso seguire la regata da qui, sicuramente meno comodo ma molto più interessante ed appassionante. Dopo essere usciti dal canale, in una decina di minuti, ci posizioniamo intorno al campo di regata insieme a diverse altre imbarcazioni private ( ci sono molte agenzie che affittano catamarani e barche a vela o a motore con o senza equipaggio). Adesso capisco perché gli equipaggi in gara non gradiscono molto la troppa “folla” intorno a loro, effettivamente (tra barche d’appoggio, umpires, barconi di spettatori, barche di curiosi etc), siamo più di quanto potessi immaginare.
Quando inizia la gara iniziamo lentamente a spostarci, sempre a debita distanza però, per seguire dal punto più vicino consentito, le manovre dei due equipaggi. Spruzzi di schiuma, folate di vento, urla in un misto di inglese ed italiano, comunque tanta emozione e tensione……….
Nella terza regata l’atteggiamento tattico di ITA94 è completamente diverso….Sarà stato il briefing del mattino oppure la legittima sfuriata di Bertelli che ieri ha visto sfumare una sicura vittoria, ma questa volta la marcatura ad Oracle è stretta e non viene fatta nessuna concessione all’avversario, nemmeno sui tanto temuti lati di poppa. Oracle sembra leggermente più veloce ma Luna Rossa, marcandolo in quel modo, gli ha fatto guadagnare più o meno solo una quarantina di metri.
Ci sono circa 10-12 nodi di vento che consentono alla barca più veloce nel lato che conta nei match race, la bolina, di vincere la regata. Ed in questo, Luna Rossa è nettamente superiore ad Oracle, sia nelle prestazioni che nelle scelte del pozzetto. Perfetta la scelta del lato da parte di Torben Grael. Luna Rossa va a destra grazie a Spithill che prende la scia di Oracle in partenza per due volte. La prima volta Dickson riesce a fuggire ma si trova subito ITA94 a poppa che lo spinge verso la linea.
Di lì in due bordi lunghi Luna Rossa costruisce il vantaggio che difenderà sino alla fine: 29’ alla prima boa, 25’ al cancello di poppa, 45’ dopo la seconda bolina e 31’ alla fine.
I regali sono terminati, Luna Rossa finalmente dimostra a tutti che, senza distrazioni, la partita con Oracle sarebbe già praticamente chiusa con un 3-0 in favore degli italiani. Nell’altra semifinale, bella ed inattesa vittoria di Desafio contro New Zeeland, a dimostrazione che nella vela, a questi livelli, nulla può essere dato per scontato. Desafio non soltanto ha avuto la meglio su New Zeeland, ma è riuscito ad indurre il timoniere neo-zelandese all’errore, costringendolo alla penalità. Comunque, il team spagnolo ha vinto anche senza quella, tenendo la testa per tutta la regata e sfruttando, come Luna Rossa, il lato destro nella prima bolina.
Scendiamo dal barcone degli spettatori veramente felici e nello stesso tempo rammaricati di dover lasciare Valencia e la Coppa America. Luna Rossa vincerà la sfida con Oracle ed andrà alla finale della Louis Vutton Cup con New Zeeland, nettamente più forte di Desafio Espanol. Purtroppo la perderà e sarà l’equipaggio neozelandese a giocarsi la Coppa con Alinghi, il Defender.
Il 3 luglio del 2007 Alinghi conquisterà la Coppa America per 5 regate a due su New Zeeland e la competizione terminerà con la vittoria di un team europeo, capitanato dall’italo-svizzero Ernesto Bertarelli. La prossima Coppa America è ancora un enigma. Ma dovunque e comunque si gareggerà, se amate il mare ed i nostri colori, vi consiglio di esserci. è un’esperienza veramente unica ed entusiasmante.
14 Maggio 2007 Lunedì
Siamo arrivati ieri sera intorno alle 22.00 con un volo della Ryan Air, il nostro Hotel, lo Zenit, è molto centrale, molto moderno (lo hanno inaugurato da poco) e molto minimalista.
La finestra della nostra stanza si affaccia sulla bella Estacion del Norte, costruita tra gli anni 1907 e 1917 in stile art decò, senza peraltro che questo ci procuri il minimo fastidio, grazie ai doppi vetri, a causa dei rumori della strada. Durante la giornata di ieri i valenciani hanno festeggiato la Virgen de los Desamparados, patrona della città, ed infatti, il sagrato di fronte alla sua Basilica (Plaza de la Virgen) è ancora incredibilmente adorno di composizioni floreali in onore della Madonna.
Facciamo chiaramente un doveroso giro per il centro, il Barrio del Carmen, visitando anche la Cattedrale con i suoi tre portali nei tre diversi stili (il più antico è il romanico Puerta del Palau ed il più recente è il barocco Puerta de los Hierros), la torre campanaria del Miguelete (uno dei simboli di Valencia dalla quale si gode una meravigliosa vista sulla città), ed il Tribunale de las Aguas.
Poco prima dell’ora di pranzo, prendiamo un autobus (ce ne sono diversi che arrivano al porto…) che ci porta attraverso le vie di Valencia, proprio davanti ad uno degli ingressi pedonali del Porto. Una piccola fila al controllo di zaini e borse, ed entriamo finalmente, con una certa emozione, nell’autentico tempio della Vela mondiale.
Per iniziare a farvi partecipi della nostra avventura, intanto è necessario darvi qualche informazione tecnica: il campo di regata è proprio di fronte al litorale di Valencia, ed è delimitato da boe separate tra loro da 2,5 miglia e situate in linea con la direzione del vento.
Le due barche competitrici (a tutt’oggi sono ancora in gara per la Louis Vutton Cup Luna Rossa vs Oracle e Desafio Espanol vs New Zeeland) navigano verso la prima boa con il vento contro, in seguito virano e tornano con il vento a favore. è necessario completare due giri. Il percorso totale è di 10 miglia nautiche (18 km) e dura qualcosa di più di un’ora.
Dal 3 al 7 di aprile, è iniziata la Pre-regatta della Louis Vutton Cup, con i dodici team (11 challengers ed un defender) che hanno navigato tutti insieme; purtroppo è mancato il vento per giorni, anche durante l’inizio della sfida vera e propria partita ufficialmente il 16 di aprile e che terminerà il 12 giugno per eleggere la vincitrice della Vuitton Cup nonché la sfidante di Alinghi, la detentrice dal 2003 della Coppa America (dal 23 giugno al meglio delle nove regate). La mancanza di vento ha determinato uno slittamento delle gare che ci aveva preoccupato un po’. Infatti io e Alberto volevamo assistere alle gare di Luna Rossa e, chiaramente avevamo prenotato volo e albergo molto tempo prima, senza sapere se poi il nostro desiderio sarebbe stato esaudito. Fortunatamente il vento, superato il primo difficile periodo, ha deciso di fare giudizio e siamo qui oggi, per assistere alla prima delle sfide (chiamata match-race) della semifinale tra Luna Rossa vs Oracle.
Ci sono diversi modi per assistere alla regata, e certamente il più comodo è quello di sedersi davanti al primo dei maxi schermi previsti dall’organizzazione, posto all’ombra di un enorme telone.
Ma la maggior parte degli italiani si riunisce dall’altra parte del porto, davanti al secondo maxi schermo, alcuni seduti sotto il gazebo di un ristorante (inutile dire che bisogna arrivare almeno due ore prima dell’orario di inizio della regata previsto per le 15), tutti gli altri sparsi alla meglio tra ombra e sole (che qui picchia duro……), in una mano un bicchiere di cerveza helada, nell’altra una sventolante bandiera tricolore. Il secondo modo per seguire la regata è sui barconi che salpano un po’ prima del suo inizio (intorno alle 12,30) ed offrono, a seconda, solo una visione privilegiata oppure anche il pranzo.
Bisogna prenotarsi qualche giorno prima però e costa abbastanza, dai 60 agli 80 euro solo per guardare. Per oggi comunque ci dobbiamo accontentare del maxi schermo (che fortuna, abbiamo trovato degli italiani che ci hanno ospitato al loro tavolo sotto il gazebo!) e di un panino con la tortilla (al prezzo di un piatto di ostriche e champagne...), unico mezzo di sostentamento rimasto nel giro di chilometri...A voler essere sinceri, esiste anche un ristorante non lontano da dove ci troviamo, che, oltre ai prezzi notevoli, ha però il pregio di avere una vista splendida sul porto e sulla spiaggia della Malvarosa. Purtroppo, anche qui, è tutto prenotato fino alla fine della competizione...
Il segnale di avviso (10’) di inizio regata è dato alle 14,50, la partenza del primo match race alle 15, subito dopo la procedura per l’altra semifinale. Il percorso è il più lungo previsto dalle nuove regole, 12,6 miglia marine se non diversamente deciso dal comitato. Luna Rossa ITA94 è l’espressione dello yacht club italiano fondato nel 1997, a capo del sindacato c’è Fabrizio Bertelli ed il team leader è Francesco De Angelis, soprannominato il Barone, che ha vinto da timoniere, nel 2000 ad Auckland la Louis Vutton Cup con Luna Rossa ITA48. Su ITA94 è stato provato il nuovo albero e, alla vigilia di questa prima regata l’equipaggio italiano ha vinto il sorteggio per l’ingresso in partenza.
Il suo avversario è Oracle, espressione del Golden Gate Yacht Club (USA) fondato nel 2000, il cui capo del sindacato è Larry Ellison ed il cui team leader è Chris Dickson, skipper neozelandese. Entrambe le barche sono arrivate alle semifinali dopo l’Act 13 (regata di flotta) che serve per stilare la classifica dal primo all’undicesimo posto sulla base dei rispettivi ranking point ed a determinare poi anche gli accoppiamenti per i due Round Robin effettuati dal 16 aprile al 7 maggio con gli altri nove consorzi, al fine di selezionare i quattro team che da oggi fino al 25 maggio avranno la possibilità di effettuare la finale della Vuitton Cup e conquistare il diritto di affrontare Alinghi, il team Defender, dal 23 giugno al 7 luglio.
Per iniziare, mi spiegano che il campo di regata (campo nord del golfo di Valencia) è costituito da una boa al vento da girare sempre a destra ed un cancello (un gate) che le barche possono invece passare a destra o a sinistra una volta finito il lato di poppa. Gli equipaggi finalmente partono, con vento sui 13 nodi (ma anche rafficato e che arriverà fino a 18), doppiano la boa al vento per poi ridiscendere verso il cancello con il vento in poppa e lo spinnaker. Luna Rossa comincia con un leggero vantaggio, quello di avere bandiera gialla, cioè di entrare da destra, mure a dritta, in zona di prepartenza. Una possibilità di precedenza e quindi di controllo iniziale. Ovviamente ad ogni regata il privilegio si inverte. “Ma, come ha spiegato il timoniere di Luna Rossa, James Spithill, è soltanto un dettaglio”. Oracle sembra volere la destra, va a mischiarsi alle barche degli spettatori per cercare di confondere le idee a Spithill. Spithill gli concede la destra perché il meteo ha dato la chiamata: lato sinistro favorito per tutta la regata. Mai previsione fu così azzeccata: nella prima bolina Luna Rossa arriva in boa con un grande margine di vantaggio, ben 52 secondi sul team di Larry Ellison.
Anche la velocità della barca è consolante ( sulla quale non è stato utilizzato il nuovo albero provato qualche giorno fa ). Quando Luna Rossa si piazza per tutto il primo e secondo bordo della bolina sulle vele di Oracle, resta incollata e anzi, guadagna qualcosa.
Per qualche minuto il maxi schermo interrompe le trasmissioni e le proteste diventano sempre più assordanti fino a quando il collegamento non viene ripristinato. Luna Rossa va fortissimo, la gara è spettacolare, condotta fianco a fianco per metà della prima bolina e poi in testa, anche con grande vantaggio.
Oracle è riuscita a recuperare nel primo lato di poppa. ITA94 stramba quasi subito, tenendo la destra mentre Oracle non la segue. La separazione procura vantaggio ad Oracle che trova più pressione e raggiunge Luna Rossa. Grande battaglia al cancello di poppa, dopo l’ultima strambata Oracle si avvicina fino a pochi metri, ma Luna Rossa si difende bene, Spithill tiene l’ingaggio e la regola gli dà precedenza. Chiamata di protesta di Luna Rossa ma gli Umpires danno il verde e ITA 94 prende la boa di destra, quella che voleva, per riportarsi a sinistra nella bolina. Luna Rossa gira la boa con 30 metri di vantaggio ed arriva alla fine della bolina stracciando Oracle con un vantaggio di un minuto e 21’’. Perfette (tranne che nella prima poppa) le scelte tattiche del pozzetto.
Mentre la sfida è serrata e l’incitamento (soprattutto per Luna Rossa) è alle stelle, ne approfitto quindi per guardarmi un po’ intorno e fare una breve passeggiata per scaricare la tensione. Non lontano da qui, ci sono in bella mostra alcuni scafi di team partecipanti alla scorsa edizione della America’s Cup ed io gli giro intorno ammirata scattando fotografie. Mi avvio poi verso il molo della Malvarrosa per ammirare la spiaggia che si estende ampia e lunghissima verso est. Mi giungono boati di gioia dalla zona del maxi schermo. Vedo sventolare bandiere tricolori e, guardando l’orologio, mi rendo conto che la regata sta giungendo praticamente al termine.
Nell’ultimo lato Oracle, cerca di ripetere il copione del secondo, ma senza esito, i salti di vento questa volta non aiutano il team di Ellison. Luna Rossa scende sulla destra verso la linea mentre Oracle torna verso il centro ed il vento continua a girare tanto che deve arrivare quasi al traverso. Devastante ed umiliante per Oracle il distacco finale: 2’ minuti e 19 secondi.
Gli italiani, euforici, si precipitano verso l’entrata del porto per veder passare le barche. Lo facciamo anche noi, muniti di macchina fotografica e tanto entusiasmo. Il percorso dal campo di regata non è brevissimo (forse avranno provato anche qualche manovra prima di tornare indietro…..) e quindi vediamo sfilare, prima delle due contendenti, i barconi degli spettatori che tornano salutando la folla, varie imbarcazioni private anche loro posizionate intorno al campo di regata ( e questo sarà motivo di perplessità da parte degli equipaggi dei team in competizione), i gommoni degli operatori televisivi (persino dagli elicotteri riprendono la gara), le barche degli umpires, le due barche d’appoggio di Luna Rossa e di Oracle con amici e parenti, e finalmente prima Oracle e poi, festeggiatissima, Luna Rossa. Fra poco, torneranno anche Desafio Espanol e New Zeeland, le altre due semifinaliste. Non ci sarà stata storia tra di loro, New Zeeland è veramente troppo forte.
Dopo aver scattato decine e decine di foto sgomitando tra connazionali tutti impazziti per la vela, decidiamo di bere qualcosa e fare un po’ di shopping. Il Porto della America’s Cup è affollatissimo ed attrezzatissimo. C’è persino un ristorante giapponese insieme ad altri due locali “più tradizionali” dove si mangia di tutto (specialmente pesce, è chiaro…) ed il famoso Porto Pasta, ristorante italiano punto di ritrovo dei nostri connazionali. Noi ci rechiamo a bere un caffè freddo da Nespresso ( e lo paghiamo ben euro 4,50…) per poi, andarci a fare un giro nel negozio di Louis Vuitton. Accanto, è stata allestita una piccola sala dove, sfilando con pazienza una persona alla volta, è possibile ammirare in tutto il loro fulgore la Louis Vutton Cup e la America’s Cup. Anche qui, Alberto ci tiene a farsi immortalare accanto ai due trofei.
Presi ancora dall’entusiasmo per la vittoria, superiamo the Team Bases (le basi degli equipaggi) che si susseguono per tutto l’arco del Porto, di Alinghi, +39 (che secondo me ha il negozio con gli indumenti dai colori più carini…), Shosoloza , BMW Oracle, fino a raggiungere la base di Luna Rossa dove, dopo una ragionevole fila, riusciamo ad entrare nel negozio ufficiale.
La ressa è pazzesca ( i prezzi anche….). Tutti vogliono accaparrarsi una maglietta, un paio di scarpe o semplicemente un cappellino con la piccola bandiera tricolore e la scritta Luna Rossa (gli indumenti con il logo Prada costano di più…..). Alberto (che è uno snob di questo sport….) compra una maglia grigia a maniche lunghe con la semplice scritta ITA86 (barca progettata un circa un anno prima di ITA94). Io mi limito ad un cappellino (anche se ci sono canottiere e felpe deliziose…….) grigio e rosso per proteggermi dal sole delle ore più calde. Ci danno in omaggio anche una piccola sacca argento con il logo del team e la solita bandierina, sarà apprezzatissima tra qualche mese per portare creme e cellulari in spiaggia.
Inutile dire che siamo un po’ stanchi. Usciamo dal Porto contenti ed anche un po’ affamati. Il nostro autobus ci riporta in albergo dove, dopo una breve doccia, ci cambiamo per avventarci su una bella paella valenciana, gustata in uno dei tanti ristoranti intorno alla Cattedrale. La passeggiata dopo cena per le vie del centro non offre molte attrattive, la movida valenciana, ci hanno spiegato, è altrove, soprattutto verso il mare e le zone dove vivono gli studenti universitari (che ogni giovedì a mezzanotte celebrano il rito del Botellon, dietro il piazzale dello stadio Mestalla, bevendo prima in compagnia le bottiglie portate da casa e poi passando il resto della notte in uno dei locali o delle discoteche della zona di Avenida de Argon e Blasco Ibanez). Noi però domani abbiamo una regata che ci aspetta, non possiamo fare tardi. Buona notte Valencia….
15 Maggio 2007 martedì
La giornata della nostra sconfitta, comincia bene, visitando la Lonja de la Seda, un meraviglioso edificio gotico splendidamente conservato e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che si compone internamente di un’aula a pianta quadrangolare con colonne tortili e soffitto con volte nervate. In passato era il luogo dove si svolgevano le contrattazioni dei mercanti. Sempre all’interno si trova un piccolo giardino con aranceti che è un vero gioiello. Uscendo da qui, attraversiamo la strada (dove si trova un negozio simpaticissimo che vende le tipiche padellone per la paella), ed entriamo per comprare un pezzo di torrone “artesano” (tipico torrone fatto con frutta, pasta di mandorle e cioccolato che si vende però tutto l’anno) nel colorato Mercato Central, un edificio in stile modernista terminato nel 1924 con la sua tipica struttura in ferro rivestita di ceramica e vetro dove sono in vendita pile e pile di succosissime arance (mai mangiate di così buone….) ed altre, appetitose primizie. Memori della fame patita a mezzogiorno di ieri, mangiamo qualche mini panino (qui ce sono di 100 tipi diversi) da Cien Montaditos, in Plaza de la Reina, una birreria tradizionale che offre anche bocadillos, i montaditos appunto, ad un euro l’uno.
Prendiamo poi il solito autobus per recarci al porto, dove arriviamo alle due, sotto un sole cocente ma fortunatamente con un vento gagliardo, pronti per assistere alla seconda regata.
Questa volta, prima di recarci davanti al maxi schermo di ieri, visitiamo anche gli altri Team Bases, quelli posti dall’altra parte della Casa de La America’s Cup (dove viene presentata con foto ed illustrazioni la storia della Coppa America), e dell ’Esposizione “No hay segundo” ovvero, “Non esiste un secondo”. Qui c’è la Base di New Zeeland, di Areva Challenge, di Victory, di Desafio Espanol 2007, di United Team Germany, di Mascalzone Latino e di China Team, con i loro relativi negozi.
Da questo lato, il primo maxi schermo è già super affollato ed anche qui si sente parlare e cantare in italiano.
Prima di raggiungere anche noi un posto davanti alla “pantalla” per tifare Luna Rossa, prenotiamo per 80 euro a testa due posti sul barcone degli spettatori (solo guardare…..) per domani. Un regalo ad Alberto, per il suo compleanno….
Purtroppo la seconda regata della semifinale non va bene come la prima. Luna Rossa parte alla grande ma si fa “fregare” incredibilmente nell’ultimo tratto dopo aver accumulato un considerevole vantaggio. Così come nella prima regata sono state esaltate le scelte di Grael e del pozzetto, questa volta saranno probabilmente criticate. Luna Rossa infatti, grazie alla splendida partenza di Spithill, aveva condotto una bella gara di testa nella prima bolina, girando la boa con 58 secondi di vantaggio su Oracle. è riuscita a perdere un tale margine fino a passare al cancello di poppa con soli 7 secondi su Oracle...
Nella seconda bolina le barche si allontanano: Luna Rossa tiene un lungo bordo più sulla destra. Oracle si allontana più sulla sinistra, guadagna ancora qualcosa ma non tanto. L’impressione è che Luna Rossa sia più forte di bolina e che Oracle sia più veloce di poppa. Ma, purtroppo Luna Rossa concede all’avversario troppa libertà, l’ultimo lato passa la boa con circa 40 metri di vantaggio ma viene pressata da USA98, il cui guadagno è inesorabile: a tre quarti dell’ultimo lato avviene il sorpasso, Luna Rossa cerca di poggiare più che può ma non ha più chance, Oracle vince per 13 secondi e pareggia i conti. Gli italiani intorno a noi, sembrano delusi ed un po’ contrariati ma poi salutano comunque calorosamente Luna Rossa quando sfila lungo il canale che la riporta alla base. (Seconda vittoria per New Zeeland su Desafio...)
Anche noi ce ne andiamo via mestamente, e decidiamo di fare un giro sul lungomare. Sono le cinque e la spiaggia è ancora affollata...Ah...aver portato il costume da bagno! Un bel tuffo lo avremmo fatto molto volentieri. Ci limitiamo a prendere un aperitivo davanti alla Malvarrosa e poi, sempre passeggiando, a spostarci più a nord, davanti alla spiaggia della Patacona dove persino Hemingway veniva a mangiare piatti a base di riso e di pesce da Pepica, sul Paseo Neptuno.
Noi, per consolarci e per festeggiare i quarantadue anni di Alberto, ci gustiamo un’altra paella (di mariscos però!) in Avenida Mare Nostrum, presso la famosa Casa Navarro. Una delizia! Non mancate di venirci se capitate a Valencia.
Dopo cena siamo stanchi ma curiosi di capire come si svolge la vita notturna della America’s Cup. Sono solo le 22 ma decidiamo di andare lo stesso all’Estrella Damm Lounge, un music bar che si trova al porto, di fronte al Foredeck. Fantastico! Via via, insieme alla gente comune, entrano per bere una birra vari componenti dei team che io riconosco dalle divise, Alberto persino dalle facce.
Che compleanno grandioso per lui! è felice come un bambino quando, un paio d’ore dopo, chiamiamo un taxi per tornare in albergo, distrutti ma veramente contenti di essere qui e prendere parte a questa avventura...
16 Maggio 2007 mercoledì
Per vedere la regata sul barcone degli spettatori bisogna arrivare al porto prima del solito. La mattina la passiamo facendo qualche acquisto nel centro della città ed al Corte Ingles. Lasciamo poi le nostre spese in hotel accanto alle valigie. Il nostro aereo partirà alle 21, abbiamo tempo per un’altra vittoria….
Al Porto, chiudiamo il capitolo pranzo con un frugale panino al prosciutto (comprato appena in tempo prima del totale esaurimento di qualsiasi tipo di cibo in tutta la zona) ed una birra.
Subito dopo, presentiamo il biglietto e ci imbarchiamo alla volta del Campo di Regata. Io, con il mio cappellino Luna Rossa fieramente calcato sulla testa……
Fortunatamente c’è un bel vento e questo ci permette di sopportare il sole che ci brucia le spalle e le braccia (ci siamo messi perfino la crema solare dopo la scottatura del primo giorno).
Siamo un nutrito gruppo di italiani su questo barcone, molti sono competenti, tutti sono agguerriti e decisi a riscattare la sconfitta di ieri. Certamente, è molto diverso seguire la regata da qui, sicuramente meno comodo ma molto più interessante ed appassionante. Dopo essere usciti dal canale, in una decina di minuti, ci posizioniamo intorno al campo di regata insieme a diverse altre imbarcazioni private ( ci sono molte agenzie che affittano catamarani e barche a vela o a motore con o senza equipaggio). Adesso capisco perché gli equipaggi in gara non gradiscono molto la troppa “folla” intorno a loro, effettivamente (tra barche d’appoggio, umpires, barconi di spettatori, barche di curiosi etc), siamo più di quanto potessi immaginare.
Quando inizia la gara iniziamo lentamente a spostarci, sempre a debita distanza però, per seguire dal punto più vicino consentito, le manovre dei due equipaggi. Spruzzi di schiuma, folate di vento, urla in un misto di inglese ed italiano, comunque tanta emozione e tensione……….
Nella terza regata l’atteggiamento tattico di ITA94 è completamente diverso….Sarà stato il briefing del mattino oppure la legittima sfuriata di Bertelli che ieri ha visto sfumare una sicura vittoria, ma questa volta la marcatura ad Oracle è stretta e non viene fatta nessuna concessione all’avversario, nemmeno sui tanto temuti lati di poppa. Oracle sembra leggermente più veloce ma Luna Rossa, marcandolo in quel modo, gli ha fatto guadagnare più o meno solo una quarantina di metri.
Ci sono circa 10-12 nodi di vento che consentono alla barca più veloce nel lato che conta nei match race, la bolina, di vincere la regata. Ed in questo, Luna Rossa è nettamente superiore ad Oracle, sia nelle prestazioni che nelle scelte del pozzetto. Perfetta la scelta del lato da parte di Torben Grael. Luna Rossa va a destra grazie a Spithill che prende la scia di Oracle in partenza per due volte. La prima volta Dickson riesce a fuggire ma si trova subito ITA94 a poppa che lo spinge verso la linea.
Di lì in due bordi lunghi Luna Rossa costruisce il vantaggio che difenderà sino alla fine: 29’ alla prima boa, 25’ al cancello di poppa, 45’ dopo la seconda bolina e 31’ alla fine.
I regali sono terminati, Luna Rossa finalmente dimostra a tutti che, senza distrazioni, la partita con Oracle sarebbe già praticamente chiusa con un 3-0 in favore degli italiani. Nell’altra semifinale, bella ed inattesa vittoria di Desafio contro New Zeeland, a dimostrazione che nella vela, a questi livelli, nulla può essere dato per scontato. Desafio non soltanto ha avuto la meglio su New Zeeland, ma è riuscito ad indurre il timoniere neo-zelandese all’errore, costringendolo alla penalità. Comunque, il team spagnolo ha vinto anche senza quella, tenendo la testa per tutta la regata e sfruttando, come Luna Rossa, il lato destro nella prima bolina.
Scendiamo dal barcone degli spettatori veramente felici e nello stesso tempo rammaricati di dover lasciare Valencia e la Coppa America. Luna Rossa vincerà la sfida con Oracle ed andrà alla finale della Louis Vutton Cup con New Zeeland, nettamente più forte di Desafio Espanol. Purtroppo la perderà e sarà l’equipaggio neozelandese a giocarsi la Coppa con Alinghi, il Defender.
Il 3 luglio del 2007 Alinghi conquisterà la Coppa America per 5 regate a due su New Zeeland e la competizione terminerà con la vittoria di un team europeo, capitanato dall’italo-svizzero Ernesto Bertarelli. La prossima Coppa America è ancora un enigma. Ma dovunque e comunque si gareggerà, se amate il mare ed i nostri colori, vi consiglio di esserci. è un’esperienza veramente unica ed entusiasmante.
E' il resoconto di tre giorni passati al porto di Valencia a tifare Luna Rossa insieme a molti altri italiani, ed a vivere anche se brevemente, la splendida avventura della 32° America’s Cup, la prima del Mediterraneo in 156 anni di storia.
14 Maggio 2007 Lunedì
Siamo arrivati ieri sera intorno alle 22.00 con un volo della Ryan Air, il nostro Hotel, lo Zenit, è molto centrale, molto moderno (lo hanno inaugurato da poco) e molto minimalista.
La finestra della nostra stanza si affaccia sulla bella Estacion del Norte, costruita tra gli anni 1907 e 1917 in stile art decò, senza peraltro che questo ci procuri il minimo fastidio, grazie ai doppi vetri, a causa dei rumori della strada. Durante la giornata di ieri i valenciani hanno festeggiato la Virgen de los Desamparados, patrona della città, ed infatti, il sagrato di fronte alla sua Basilica (Plaza de la Virgen) è ancora incredibilmente adorno di composizioni floreali in onore della Madonna.
Facciamo chiaramente un doveroso giro per il centro, il Barrio del Carmen, visitando anche la Cattedrale con i suoi tre portali nei tre diversi stili (il più antico è il romanico Puerta del Palau ed il più recente è il barocco Puerta de los Hierros), la torre campanaria del Miguelete (uno dei simboli di Valencia dalla quale si gode una meravigliosa vista sulla città), ed il Tribunale de las Aguas.
Poco prima dell’ora di pranzo, prendiamo un autobus (ce ne sono diversi che arrivano al porto…) che ci porta attraverso le vie di Valencia, proprio davanti ad uno degli ingressi pedonali del Porto. Una piccola fila al controllo di zaini e borse, ed entriamo finalmente, con una certa emozione, nell’autentico tempio della Vela mondiale.
Per iniziare a farvi partecipi della nostra avventura, intanto è necessario darvi qualche informazione tecnica: il campo di regata è proprio di fronte al litorale di Valencia, ed è delimitato da boe separate tra loro da 2,5 miglia e situate in linea con la direzione del vento.
Le due barche competitrici (a tutt’oggi sono ancora in gara per la Louis Vutton Cup Luna Rossa vs Oracle e Desafio Espanol vs New Zeeland) navigano verso la prima boa con il vento contro, in seguito virano e tornano con il vento a favore. è necessario completare due giri. Il percorso totale è di 10 miglia nautiche (18 km) e dura qualcosa di più di un’ora.
Dal 3 al 7 di aprile, è iniziata la Pre-regatta della Louis Vutton Cup, con i dodici team (11 challengers ed un defender) che hanno navigato tutti insieme; purtroppo è mancato il vento per giorni, anche durante l’inizio della sfida vera e propria partita ufficialmente il 16 di aprile e che terminerà il 12 giugno per eleggere la vincitrice della Vuitton Cup nonché la sfidante di Alinghi, la detentrice dal 2003 della Coppa America (dal 23 giugno al meglio delle nove regate). La mancanza di vento ha determinato uno slittamento delle gare che ci aveva preoccupato un po’. Infatti io e Alberto volevamo assistere alle gare di Luna Rossa e, chiaramente avevamo prenotato volo e albergo molto tempo prima, senza sapere se poi il nostro desiderio sarebbe stato esaudito. Fortunatamente il vento, superato il primo difficile periodo, ha deciso di fare giudizio e siamo qui oggi, per assistere alla prima delle sfide (chiamata match-race) della semifinale tra Luna Rossa vs Oracle.
Ci sono diversi modi per assistere alla regata, e certamente il più comodo è quello di sedersi davanti al primo dei maxi schermi previsti dall’organizzazione, posto all’ombra di un enorme telone.
Ma la maggior parte degli italiani si riunisce dall’altra parte del porto, davanti al secondo maxi schermo, alcuni seduti sotto il gazebo di un ristorante (inutile dire che bisogna arrivare almeno due ore prima dell’orario di inizio della regata previsto per le 15), tutti gli altri sparsi alla meglio tra ombra e sole (che qui picchia duro……), in una mano un bicchiere di cerveza helada, nell’altra una sventolante bandiera tricolore. Il secondo modo per seguire la regata è sui barconi che salpano un po’ prima del suo inizio (intorno alle 12,30) ed offrono, a seconda, solo una visione privilegiata oppure anche il pranzo.
Bisogna prenotarsi qualche giorno prima però e costa abbastanza, dai 60 agli 80 euro solo per guardare. Per oggi comunque ci dobbiamo accontentare del maxi schermo (che fortuna, abbiamo trovato degli italiani che ci hanno ospitato al loro tavolo sotto il gazebo!) e di un panino con la tortilla (al prezzo di un piatto di ostriche e champagne...), unico mezzo di sostentamento rimasto nel giro di chilometri...A voler essere sinceri, esiste anche un ristorante non lontano da dove ci troviamo, che, oltre ai prezzi notevoli, ha però il pregio di avere una vista splendida sul porto e sulla spiaggia della Malvarosa. Purtroppo, anche qui, è tutto prenotato fino alla fine della competizione...
Il segnale di avviso (10’) di inizio regata è dato alle 14,50, la partenza del primo match race alle 15, subito dopo la procedura per l’altra semifinale. Il percorso è il più lungo previsto dalle nuove regole, 12,6 miglia marine se non diversamente deciso dal comitato. Luna Rossa ITA94 è l’espressione dello yacht club italiano fondato nel 1997, a capo del sindacato c’è Fabrizio Bertelli ed il team leader è Francesco De Angelis, soprannominato il Barone, che ha vinto da timoniere, nel 2000 ad Auckland la Louis Vutton Cup con Luna Rossa ITA48. Su ITA94 è stato provato il nuovo albero e, alla vigilia di questa prima regata l’equipaggio italiano ha vinto il sorteggio per l’ingresso in partenza.
Il suo avversario è Oracle, espressione del Golden Gate Yacht Club (USA) fondato nel 2000, il cui capo del sindacato è Larry Ellison ed il cui team leader è Chris Dickson, skipper neozelandese. Entrambe le barche sono arrivate alle semifinali dopo l’Act 13 (regata di flotta) che serve per stilare la classifica dal primo all’undicesimo posto sulla base dei rispettivi ranking point ed a determinare poi anche gli accoppiamenti per i due Round Robin effettuati dal 16 aprile al 7 maggio con gli altri nove consorzi, al fine di selezionare i quattro team che da oggi fino al 25 maggio avranno la possibilità di effettuare la finale della Vuitton Cup e conquistare il diritto di affrontare Alinghi, il team Defender, dal 23 giugno al 7 luglio.
Per iniziare, mi spiegano che il campo di regata (campo nord del golfo di Valencia) è costituito da una boa al vento da girare sempre a destra ed un cancello (un gate) che le barche possono invece passare a destra o a sinistra una volta finito il lato di poppa. Gli equipaggi finalmente partono, con vento sui 13 nodi (ma anche rafficato e che arriverà fino a 18), doppiano la boa al vento per poi ridiscendere verso il cancello con il vento in poppa e lo spinnaker. Luna Rossa comincia con un leggero vantaggio, quello di avere bandiera gialla, cioè di entrare da destra, mure a dritta, in zona di prepartenza. Una possibilità di precedenza e quindi di controllo iniziale. Ovviamente ad ogni regata il privilegio si inverte. “Ma, come ha spiegato il timoniere di Luna Rossa, James Spithill, è soltanto un dettaglio”. Oracle sembra volere la destra, va a mischiarsi alle barche degli spettatori per cercare di confondere le idee a Spithill. Spithill gli concede la destra perché il meteo ha dato la chiamata: lato sinistro favorito per tutta la regata. Mai previsione fu così azzeccata: nella prima bolina Luna Rossa arriva in boa con un grande margine di vantaggio, ben 52 secondi sul team di Larry Ellison.
Anche la velocità della barca è consolante ( sulla quale non è stato utilizzato il nuovo albero provato qualche giorno fa ). Quando Luna Rossa si piazza per tutto il primo e secondo bordo della bolina sulle vele di Oracle, resta incollata e anzi, guadagna qualcosa.
Per qualche minuto il maxi schermo interrompe le trasmissioni e le proteste diventano sempre più assordanti fino a quando il collegamento non viene ripristinato. Luna Rossa va fortissimo, la gara è spettacolare, condotta fianco a fianco per metà della prima bolina e poi in testa, anche con grande vantaggio.
Oracle è riuscita a recuperare nel primo lato di poppa. ITA94 stramba quasi subito, tenendo la destra mentre Oracle non la segue. La separazione procura vantaggio ad Oracle che trova più pressione e raggiunge Luna Rossa. Grande battaglia al cancello di poppa, dopo l’ultima strambata Oracle si avvicina fino a pochi metri, ma Luna Rossa si difende bene, Spithill tiene l’ingaggio e la regola gli dà precedenza. Chiamata di protesta di Luna Rossa ma gli Umpires danno il verde e ITA 94 prende la boa di destra, quella che voleva, per riportarsi a sinistra nella bolina. Luna Rossa gira la boa con 30 metri di vantaggio ed arriva alla fine della bolina stracciando Oracle con un vantaggio di un minuto e 21’’. Perfette (tranne che nella prima poppa) le scelte tattiche del pozzetto.
Mentre la sfida è serrata e l’incitamento (soprattutto per Luna Rossa) è alle stelle, ne approfitto quindi per guardarmi un po’ intorno e fare una breve passeggiata per scaricare la tensione. Non lontano da qui, ci sono in bella mostra alcuni scafi di team partecipanti alla scorsa edizione della America’s Cup ed io gli giro intorno ammirata scattando fotografie. Mi avvio poi verso il molo della Malvarrosa per ammirare la spiaggia che si estende ampia e lunghissima verso est. Mi giungono boati di gioia dalla zona del maxi schermo. Vedo sventolare bandiere tricolori e, guardando l’orologio, mi rendo conto che la regata sta giungendo praticamente al termine.
Nell’ultimo lato Oracle, cerca di ripetere il copione del secondo, ma senza esito, i salti di vento questa volta non aiutano il team di Ellison. Luna Rossa scende sulla destra verso la linea mentre Oracle torna verso il centro ed il vento continua a girare tanto che deve arrivare quasi al traverso. Devastante ed umiliante per Oracle il distacco finale: 2’ minuti e 19 secondi.
Gli italiani, euforici, si precipitano verso l’entrata del porto per veder passare le barche. Lo facciamo anche noi, muniti di macchina fotografica e tanto entusiasmo. Il percorso dal campo di regata non è brevissimo (forse avranno provato anche qualche manovra prima di tornare indietro…..) e quindi vediamo sfilare, prima delle due contendenti, i barconi degli spettatori che tornano salutando la folla, varie imbarcazioni private anche loro posizionate intorno al campo di regata ( e questo sarà motivo di perplessità da parte degli equipaggi dei team in competizione), i gommoni degli operatori televisivi (persino dagli elicotteri riprendono la gara), le barche degli umpires, le due barche d’appoggio di Luna Rossa e di Oracle con amici e parenti, e finalmente prima Oracle e poi, festeggiatissima, Luna Rossa. Fra poco, torneranno anche Desafio Espanol e New Zeeland, le altre due semifinaliste. Non ci sarà stata storia tra di loro, New Zeeland è veramente troppo forte.
Dopo aver scattato decine e decine di foto sgomitando tra connazionali tutti impazziti per la vela, decidiamo di bere qualcosa e fare un po’ di shopping. Il Porto della America’s Cup è affollatissimo ed attrezzatissimo. C’è persino un ristorante giapponese insieme ad altri due locali “più tradizionali” dove si mangia di tutto (specialmente pesce, è chiaro…) ed il famoso Porto Pasta, ristorante italiano punto di ritrovo dei nostri connazionali. Noi ci rechiamo a bere un caffè freddo da Nespresso ( e lo paghiamo ben euro 4,50…) per poi, andarci a fare un giro nel negozio di Louis Vuitton. Accanto, è stata allestita una piccola sala dove, sfilando con pazienza una persona alla volta, è possibile ammirare in tutto il loro fulgore la Louis Vutton Cup e la America’s Cup. Anche qui, Alberto ci tiene a farsi immortalare accanto ai due trofei.
Presi ancora dall’entusiasmo per la vittoria, superiamo the Team Bases (le basi degli equipaggi) che si susseguono per tutto l’arco del Porto, di Alinghi, +39 (che secondo me ha il negozio con gli indumenti dai colori più carini…), Shosoloza , BMW Oracle, fino a raggiungere la base di Luna Rossa dove, dopo una ragionevole fila, riusciamo ad entrare nel negozio ufficiale.
La ressa è pazzesca ( i prezzi anche….). Tutti vogliono accaparrarsi una maglietta, un paio di scarpe o semplicemente un cappellino con la piccola bandiera tricolore e la scritta Luna Rossa (gli indumenti con il logo Prada costano di più…..). Alberto (che è uno snob di questo sport….) compra una maglia grigia a maniche lunghe con la semplice scritta ITA86 (barca progettata un circa un anno prima di ITA94). Io mi limito ad un cappellino (anche se ci sono canottiere e felpe deliziose…….) grigio e rosso per proteggermi dal sole delle ore più calde. Ci danno in omaggio anche una piccola sacca argento con il logo del team e la solita bandierina, sarà apprezzatissima tra qualche mese per portare creme e cellulari in spiaggia.
Inutile dire che siamo un po’ stanchi. Usciamo dal Porto contenti ed anche un po’ affamati. Il nostro autobus ci riporta in albergo dove, dopo una breve doccia, ci cambiamo per avventarci su una bella paella valenciana, gustata in uno dei tanti ristoranti intorno alla Cattedrale. La passeggiata dopo cena per le vie del centro non offre molte attrattive, la movida valenciana, ci hanno spiegato, è altrove, soprattutto verso il mare e le zone dove vivono gli studenti universitari (che ogni giovedì a mezzanotte celebrano il rito del Botellon, dietro il piazzale dello stadio Mestalla, bevendo prima in compagnia le bottiglie portate da casa e poi passando il resto della notte in uno dei locali o delle discoteche della zona di Avenida de Argon e Blasco Ibanez). Noi però domani abbiamo una regata che ci aspetta, non possiamo fare tardi. Buona notte Valencia….
15 Maggio 2007 martedì
La giornata della nostra sconfitta, comincia bene, visitando la Lonja de la Seda, un meraviglioso edificio gotico splendidamente conservato e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che si compone internamente di un’aula a pianta quadrangolare con colonne tortili e soffitto con volte nervate. In passato era il luogo dove si svolgevano le contrattazioni dei mercanti. Sempre all’interno si trova un piccolo giardino con aranceti che è un vero gioiello. Uscendo da qui, attraversiamo la strada (dove si trova un negozio simpaticissimo che vende le tipiche padellone per la paella), ed entriamo per comprare un pezzo di torrone “artesano” (tipico torrone fatto con frutta, pasta di mandorle e cioccolato che si vende però tutto l’anno) nel colorato Mercato Central, un edificio in stile modernista terminato nel 1924 con la sua tipica struttura in ferro rivestita di ceramica e vetro dove sono in vendita pile e pile di succosissime arance (mai mangiate di così buone….) ed altre, appetitose primizie. Memori della fame patita a mezzogiorno di ieri, mangiamo qualche mini panino (qui ce sono di 100 tipi diversi) da Cien Montaditos, in Plaza de la Reina, una birreria tradizionale che offre anche bocadillos, i montaditos appunto, ad un euro l’uno.
Prendiamo poi il solito autobus per recarci al porto, dove arriviamo alle due, sotto un sole cocente ma fortunatamente con un vento gagliardo, pronti per assistere alla seconda regata.
Questa volta, prima di recarci davanti al maxi schermo di ieri, visitiamo anche gli altri Team Bases, quelli posti dall’altra parte della Casa de La America’s Cup (dove viene presentata con foto ed illustrazioni la storia della Coppa America), e dell ’Esposizione “No hay segundo” ovvero, “Non esiste un secondo”. Qui c’è la Base di New Zeeland, di Areva Challenge, di Victory, di Desafio Espanol 2007, di United Team Germany, di Mascalzone Latino e di China Team, con i loro relativi negozi.
Da questo lato, il primo maxi schermo è già super affollato ed anche qui si sente parlare e cantare in italiano.
Prima di raggiungere anche noi un posto davanti alla “pantalla” per tifare Luna Rossa, prenotiamo per 80 euro a testa due posti sul barcone degli spettatori (solo guardare…..) per domani. Un regalo ad Alberto, per il suo compleanno….
Purtroppo la seconda regata della semifinale non va bene come la prima. Luna Rossa parte alla grande ma si fa “fregare” incredibilmente nell’ultimo tratto dopo aver accumulato un considerevole vantaggio. Così come nella prima regata sono state esaltate le scelte di Grael e del pozzetto, questa volta saranno probabilmente criticate. Luna Rossa infatti, grazie alla splendida partenza di Spithill, aveva condotto una bella gara di testa nella prima bolina, girando la boa con 58 secondi di vantaggio su Oracle. è riuscita a perdere un tale margine fino a passare al cancello di poppa con soli 7 secondi su Oracle...
Nella seconda bolina le barche si allontanano: Luna Rossa tiene un lungo bordo più sulla destra. Oracle si allontana più sulla sinistra, guadagna ancora qualcosa ma non tanto. L’impressione è che Luna Rossa sia più forte di bolina e che Oracle sia più veloce di poppa. Ma, purtroppo Luna Rossa concede all’avversario troppa libertà, l’ultimo lato passa la boa con circa 40 metri di vantaggio ma viene pressata da USA98, il cui guadagno è inesorabile: a tre quarti dell’ultimo lato avviene il sorpasso, Luna Rossa cerca di poggiare più che può ma non ha più chance, Oracle vince per 13 secondi e pareggia i conti. Gli italiani intorno a noi, sembrano delusi ed un po’ contrariati ma poi salutano comunque calorosamente Luna Rossa quando sfila lungo il canale che la riporta alla base. (Seconda vittoria per New Zeeland su Desafio...)
Anche noi ce ne andiamo via mestamente, e decidiamo di fare un giro sul lungomare. Sono le cinque e la spiaggia è ancora affollata...Ah...aver portato il costume da bagno! Un bel tuffo lo avremmo fatto molto volentieri. Ci limitiamo a prendere un aperitivo davanti alla Malvarrosa e poi, sempre passeggiando, a spostarci più a nord, davanti alla spiaggia della Patacona dove persino Hemingway veniva a mangiare piatti a base di riso e di pesce da Pepica, sul Paseo Neptuno.
Noi, per consolarci e per festeggiare i quarantadue anni di Alberto, ci gustiamo un’altra paella (di mariscos però!) in Avenida Mare Nostrum, presso la famosa Casa Navarro. Una delizia! Non mancate di venirci se capitate a Valencia.
Dopo cena siamo stanchi ma curiosi di capire come si svolge la vita notturna della America’s Cup. Sono solo le 22 ma decidiamo di andare lo stesso all’Estrella Damm Lounge, un music bar che si trova al porto, di fronte al Foredeck. Fantastico! Via via, insieme alla gente comune, entrano per bere una birra vari componenti dei team che io riconosco dalle divise, Alberto persino dalle facce.
Che compleanno grandioso per lui! è felice come un bambino quando, un paio d’ore dopo, chiamiamo un taxi per tornare in albergo, distrutti ma veramente contenti di essere qui e prendere parte a questa avventura...
16 Maggio 2007 mercoledì
Per vedere la regata sul barcone degli spettatori bisogna arrivare al porto prima del solito. La mattina la passiamo facendo qualche acquisto nel centro della città ed al Corte Ingles. Lasciamo poi le nostre spese in hotel accanto alle valigie. Il nostro aereo partirà alle 21, abbiamo tempo per un’altra vittoria….
Al Porto, chiudiamo il capitolo pranzo con un frugale panino al prosciutto (comprato appena in tempo prima del totale esaurimento di qualsiasi tipo di cibo in tutta la zona) ed una birra.
Subito dopo, presentiamo il biglietto e ci imbarchiamo alla volta del Campo di Regata. Io, con il mio cappellino Luna Rossa fieramente calcato sulla testa……
Fortunatamente c’è un bel vento e questo ci permette di sopportare il sole che ci brucia le spalle e le braccia (ci siamo messi perfino la crema solare dopo la scottatura del primo giorno).
Siamo un nutrito gruppo di italiani su questo barcone, molti sono competenti, tutti sono agguerriti e decisi a riscattare la sconfitta di ieri. Certamente, è molto diverso seguire la regata da qui, sicuramente meno comodo ma molto più interessante ed appassionante. Dopo essere usciti dal canale, in una decina di minuti, ci posizioniamo intorno al campo di regata insieme a diverse altre imbarcazioni private ( ci sono molte agenzie che affittano catamarani e barche a vela o a motore con o senza equipaggio). Adesso capisco perché gli equipaggi in gara non gradiscono molto la troppa “folla” intorno a loro, effettivamente (tra barche d’appoggio, umpires, barconi di spettatori, barche di curiosi etc), siamo più di quanto potessi immaginare.
Quando inizia la gara iniziamo lentamente a spostarci, sempre a debita distanza però, per seguire dal punto più vicino consentito, le manovre dei due equipaggi. Spruzzi di schiuma, folate di vento, urla in un misto di inglese ed italiano, comunque tanta emozione e tensione……….
Nella terza regata l’atteggiamento tattico di ITA94 è completamente diverso….Sarà stato il briefing del mattino oppure la legittima sfuriata di Bertelli che ieri ha visto sfumare una sicura vittoria, ma questa volta la marcatura ad Oracle è stretta e non viene fatta nessuna concessione all’avversario, nemmeno sui tanto temuti lati di poppa. Oracle sembra leggermente più veloce ma Luna Rossa, marcandolo in quel modo, gli ha fatto guadagnare più o meno solo una quarantina di metri.
Ci sono circa 10-12 nodi di vento che consentono alla barca più veloce nel lato che conta nei match race, la bolina, di vincere la regata. Ed in questo, Luna Rossa è nettamente superiore ad Oracle, sia nelle prestazioni che nelle scelte del pozzetto. Perfetta la scelta del lato da parte di Torben Grael. Luna Rossa va a destra grazie a Spithill che prende la scia di Oracle in partenza per due volte. La prima volta Dickson riesce a fuggire ma si trova subito ITA94 a poppa che lo spinge verso la linea.
Di lì in due bordi lunghi Luna Rossa costruisce il vantaggio che difenderà sino alla fine: 29’ alla prima boa, 25’ al cancello di poppa, 45’ dopo la seconda bolina e 31’ alla fine.
I regali sono terminati, Luna Rossa finalmente dimostra a tutti che, senza distrazioni, la partita con Oracle sarebbe già praticamente chiusa con un 3-0 in favore degli italiani. Nell’altra semifinale, bella ed inattesa vittoria di Desafio contro New Zeeland, a dimostrazione che nella vela, a questi livelli, nulla può essere dato per scontato. Desafio non soltanto ha avuto la meglio su New Zeeland, ma è riuscito ad indurre il timoniere neo-zelandese all’errore, costringendolo alla penalità. Comunque, il team spagnolo ha vinto anche senza quella, tenendo la testa per tutta la regata e sfruttando, come Luna Rossa, il lato destro nella prima bolina.
Scendiamo dal barcone degli spettatori veramente felici e nello stesso tempo rammaricati di dover lasciare Valencia e la Coppa America. Luna Rossa vincerà la sfida con Oracle ed andrà alla finale della Louis Vutton Cup con New Zeeland, nettamente più forte di Desafio Espanol. Purtroppo la perderà e sarà l’equipaggio neozelandese a giocarsi la Coppa con Alinghi, il Defender.
Il 3 luglio del 2007 Alinghi conquisterà la Coppa America per 5 regate a due su New Zeeland e la competizione terminerà con la vittoria di un team europeo, capitanato dall’italo-svizzero Ernesto Bertarelli. La prossima Coppa America è ancora un enigma. Ma dovunque e comunque si gareggerà, se amate il mare ed i nostri colori, vi consiglio di esserci. è un’esperienza veramente unica ed entusiasmante.
14 Maggio 2007 Lunedì
Siamo arrivati ieri sera intorno alle 22.00 con un volo della Ryan Air, il nostro Hotel, lo Zenit, è molto centrale, molto moderno (lo hanno inaugurato da poco) e molto minimalista.
La finestra della nostra stanza si affaccia sulla bella Estacion del Norte, costruita tra gli anni 1907 e 1917 in stile art decò, senza peraltro che questo ci procuri il minimo fastidio, grazie ai doppi vetri, a causa dei rumori della strada. Durante la giornata di ieri i valenciani hanno festeggiato la Virgen de los Desamparados, patrona della città, ed infatti, il sagrato di fronte alla sua Basilica (Plaza de la Virgen) è ancora incredibilmente adorno di composizioni floreali in onore della Madonna.
Facciamo chiaramente un doveroso giro per il centro, il Barrio del Carmen, visitando anche la Cattedrale con i suoi tre portali nei tre diversi stili (il più antico è il romanico Puerta del Palau ed il più recente è il barocco Puerta de los Hierros), la torre campanaria del Miguelete (uno dei simboli di Valencia dalla quale si gode una meravigliosa vista sulla città), ed il Tribunale de las Aguas.
Poco prima dell’ora di pranzo, prendiamo un autobus (ce ne sono diversi che arrivano al porto…) che ci porta attraverso le vie di Valencia, proprio davanti ad uno degli ingressi pedonali del Porto. Una piccola fila al controllo di zaini e borse, ed entriamo finalmente, con una certa emozione, nell’autentico tempio della Vela mondiale.
Per iniziare a farvi partecipi della nostra avventura, intanto è necessario darvi qualche informazione tecnica: il campo di regata è proprio di fronte al litorale di Valencia, ed è delimitato da boe separate tra loro da 2,5 miglia e situate in linea con la direzione del vento.
Le due barche competitrici (a tutt’oggi sono ancora in gara per la Louis Vutton Cup Luna Rossa vs Oracle e Desafio Espanol vs New Zeeland) navigano verso la prima boa con il vento contro, in seguito virano e tornano con il vento a favore. è necessario completare due giri. Il percorso totale è di 10 miglia nautiche (18 km) e dura qualcosa di più di un’ora.
Dal 3 al 7 di aprile, è iniziata la Pre-regatta della Louis Vutton Cup, con i dodici team (11 challengers ed un defender) che hanno navigato tutti insieme; purtroppo è mancato il vento per giorni, anche durante l’inizio della sfida vera e propria partita ufficialmente il 16 di aprile e che terminerà il 12 giugno per eleggere la vincitrice della Vuitton Cup nonché la sfidante di Alinghi, la detentrice dal 2003 della Coppa America (dal 23 giugno al meglio delle nove regate). La mancanza di vento ha determinato uno slittamento delle gare che ci aveva preoccupato un po’. Infatti io e Alberto volevamo assistere alle gare di Luna Rossa e, chiaramente avevamo prenotato volo e albergo molto tempo prima, senza sapere se poi il nostro desiderio sarebbe stato esaudito. Fortunatamente il vento, superato il primo difficile periodo, ha deciso di fare giudizio e siamo qui oggi, per assistere alla prima delle sfide (chiamata match-race) della semifinale tra Luna Rossa vs Oracle.
Ci sono diversi modi per assistere alla regata, e certamente il più comodo è quello di sedersi davanti al primo dei maxi schermi previsti dall’organizzazione, posto all’ombra di un enorme telone.
Ma la maggior parte degli italiani si riunisce dall’altra parte del porto, davanti al secondo maxi schermo, alcuni seduti sotto il gazebo di un ristorante (inutile dire che bisogna arrivare almeno due ore prima dell’orario di inizio della regata previsto per le 15), tutti gli altri sparsi alla meglio tra ombra e sole (che qui picchia duro……), in una mano un bicchiere di cerveza helada, nell’altra una sventolante bandiera tricolore. Il secondo modo per seguire la regata è sui barconi che salpano un po’ prima del suo inizio (intorno alle 12,30) ed offrono, a seconda, solo una visione privilegiata oppure anche il pranzo.
Bisogna prenotarsi qualche giorno prima però e costa abbastanza, dai 60 agli 80 euro solo per guardare. Per oggi comunque ci dobbiamo accontentare del maxi schermo (che fortuna, abbiamo trovato degli italiani che ci hanno ospitato al loro tavolo sotto il gazebo!) e di un panino con la tortilla (al prezzo di un piatto di ostriche e champagne...), unico mezzo di sostentamento rimasto nel giro di chilometri...A voler essere sinceri, esiste anche un ristorante non lontano da dove ci troviamo, che, oltre ai prezzi notevoli, ha però il pregio di avere una vista splendida sul porto e sulla spiaggia della Malvarosa. Purtroppo, anche qui, è tutto prenotato fino alla fine della competizione...
Il segnale di avviso (10’) di inizio regata è dato alle 14,50, la partenza del primo match race alle 15, subito dopo la procedura per l’altra semifinale. Il percorso è il più lungo previsto dalle nuove regole, 12,6 miglia marine se non diversamente deciso dal comitato. Luna Rossa ITA94 è l’espressione dello yacht club italiano fondato nel 1997, a capo del sindacato c’è Fabrizio Bertelli ed il team leader è Francesco De Angelis, soprannominato il Barone, che ha vinto da timoniere, nel 2000 ad Auckland la Louis Vutton Cup con Luna Rossa ITA48. Su ITA94 è stato provato il nuovo albero e, alla vigilia di questa prima regata l’equipaggio italiano ha vinto il sorteggio per l’ingresso in partenza.
Il suo avversario è Oracle, espressione del Golden Gate Yacht Club (USA) fondato nel 2000, il cui capo del sindacato è Larry Ellison ed il cui team leader è Chris Dickson, skipper neozelandese. Entrambe le barche sono arrivate alle semifinali dopo l’Act 13 (regata di flotta) che serve per stilare la classifica dal primo all’undicesimo posto sulla base dei rispettivi ranking point ed a determinare poi anche gli accoppiamenti per i due Round Robin effettuati dal 16 aprile al 7 maggio con gli altri nove consorzi, al fine di selezionare i quattro team che da oggi fino al 25 maggio avranno la possibilità di effettuare la finale della Vuitton Cup e conquistare il diritto di affrontare Alinghi, il team Defender, dal 23 giugno al 7 luglio.
Per iniziare, mi spiegano che il campo di regata (campo nord del golfo di Valencia) è costituito da una boa al vento da girare sempre a destra ed un cancello (un gate) che le barche possono invece passare a destra o a sinistra una volta finito il lato di poppa. Gli equipaggi finalmente partono, con vento sui 13 nodi (ma anche rafficato e che arriverà fino a 18), doppiano la boa al vento per poi ridiscendere verso il cancello con il vento in poppa e lo spinnaker. Luna Rossa comincia con un leggero vantaggio, quello di avere bandiera gialla, cioè di entrare da destra, mure a dritta, in zona di prepartenza. Una possibilità di precedenza e quindi di controllo iniziale. Ovviamente ad ogni regata il privilegio si inverte. “Ma, come ha spiegato il timoniere di Luna Rossa, James Spithill, è soltanto un dettaglio”. Oracle sembra volere la destra, va a mischiarsi alle barche degli spettatori per cercare di confondere le idee a Spithill. Spithill gli concede la destra perché il meteo ha dato la chiamata: lato sinistro favorito per tutta la regata. Mai previsione fu così azzeccata: nella prima bolina Luna Rossa arriva in boa con un grande margine di vantaggio, ben 52 secondi sul team di Larry Ellison.
Anche la velocità della barca è consolante ( sulla quale non è stato utilizzato il nuovo albero provato qualche giorno fa ). Quando Luna Rossa si piazza per tutto il primo e secondo bordo della bolina sulle vele di Oracle, resta incollata e anzi, guadagna qualcosa.
Per qualche minuto il maxi schermo interrompe le trasmissioni e le proteste diventano sempre più assordanti fino a quando il collegamento non viene ripristinato. Luna Rossa va fortissimo, la gara è spettacolare, condotta fianco a fianco per metà della prima bolina e poi in testa, anche con grande vantaggio.
Oracle è riuscita a recuperare nel primo lato di poppa. ITA94 stramba quasi subito, tenendo la destra mentre Oracle non la segue. La separazione procura vantaggio ad Oracle che trova più pressione e raggiunge Luna Rossa. Grande battaglia al cancello di poppa, dopo l’ultima strambata Oracle si avvicina fino a pochi metri, ma Luna Rossa si difende bene, Spithill tiene l’ingaggio e la regola gli dà precedenza. Chiamata di protesta di Luna Rossa ma gli Umpires danno il verde e ITA 94 prende la boa di destra, quella che voleva, per riportarsi a sinistra nella bolina. Luna Rossa gira la boa con 30 metri di vantaggio ed arriva alla fine della bolina stracciando Oracle con un vantaggio di un minuto e 21’’. Perfette (tranne che nella prima poppa) le scelte tattiche del pozzetto.
Mentre la sfida è serrata e l’incitamento (soprattutto per Luna Rossa) è alle stelle, ne approfitto quindi per guardarmi un po’ intorno e fare una breve passeggiata per scaricare la tensione. Non lontano da qui, ci sono in bella mostra alcuni scafi di team partecipanti alla scorsa edizione della America’s Cup ed io gli giro intorno ammirata scattando fotografie. Mi avvio poi verso il molo della Malvarrosa per ammirare la spiaggia che si estende ampia e lunghissima verso est. Mi giungono boati di gioia dalla zona del maxi schermo. Vedo sventolare bandiere tricolori e, guardando l’orologio, mi rendo conto che la regata sta giungendo praticamente al termine.
Nell’ultimo lato Oracle, cerca di ripetere il copione del secondo, ma senza esito, i salti di vento questa volta non aiutano il team di Ellison. Luna Rossa scende sulla destra verso la linea mentre Oracle torna verso il centro ed il vento continua a girare tanto che deve arrivare quasi al traverso. Devastante ed umiliante per Oracle il distacco finale: 2’ minuti e 19 secondi.
Gli italiani, euforici, si precipitano verso l’entrata del porto per veder passare le barche. Lo facciamo anche noi, muniti di macchina fotografica e tanto entusiasmo. Il percorso dal campo di regata non è brevissimo (forse avranno provato anche qualche manovra prima di tornare indietro…..) e quindi vediamo sfilare, prima delle due contendenti, i barconi degli spettatori che tornano salutando la folla, varie imbarcazioni private anche loro posizionate intorno al campo di regata ( e questo sarà motivo di perplessità da parte degli equipaggi dei team in competizione), i gommoni degli operatori televisivi (persino dagli elicotteri riprendono la gara), le barche degli umpires, le due barche d’appoggio di Luna Rossa e di Oracle con amici e parenti, e finalmente prima Oracle e poi, festeggiatissima, Luna Rossa. Fra poco, torneranno anche Desafio Espanol e New Zeeland, le altre due semifinaliste. Non ci sarà stata storia tra di loro, New Zeeland è veramente troppo forte.
Dopo aver scattato decine e decine di foto sgomitando tra connazionali tutti impazziti per la vela, decidiamo di bere qualcosa e fare un po’ di shopping. Il Porto della America’s Cup è affollatissimo ed attrezzatissimo. C’è persino un ristorante giapponese insieme ad altri due locali “più tradizionali” dove si mangia di tutto (specialmente pesce, è chiaro…) ed il famoso Porto Pasta, ristorante italiano punto di ritrovo dei nostri connazionali. Noi ci rechiamo a bere un caffè freddo da Nespresso ( e lo paghiamo ben euro 4,50…) per poi, andarci a fare un giro nel negozio di Louis Vuitton. Accanto, è stata allestita una piccola sala dove, sfilando con pazienza una persona alla volta, è possibile ammirare in tutto il loro fulgore la Louis Vutton Cup e la America’s Cup. Anche qui, Alberto ci tiene a farsi immortalare accanto ai due trofei.
Presi ancora dall’entusiasmo per la vittoria, superiamo the Team Bases (le basi degli equipaggi) che si susseguono per tutto l’arco del Porto, di Alinghi, +39 (che secondo me ha il negozio con gli indumenti dai colori più carini…), Shosoloza , BMW Oracle, fino a raggiungere la base di Luna Rossa dove, dopo una ragionevole fila, riusciamo ad entrare nel negozio ufficiale.
La ressa è pazzesca ( i prezzi anche….). Tutti vogliono accaparrarsi una maglietta, un paio di scarpe o semplicemente un cappellino con la piccola bandiera tricolore e la scritta Luna Rossa (gli indumenti con il logo Prada costano di più…..). Alberto (che è uno snob di questo sport….) compra una maglia grigia a maniche lunghe con la semplice scritta ITA86 (barca progettata un circa un anno prima di ITA94). Io mi limito ad un cappellino (anche se ci sono canottiere e felpe deliziose…….) grigio e rosso per proteggermi dal sole delle ore più calde. Ci danno in omaggio anche una piccola sacca argento con il logo del team e la solita bandierina, sarà apprezzatissima tra qualche mese per portare creme e cellulari in spiaggia.
Inutile dire che siamo un po’ stanchi. Usciamo dal Porto contenti ed anche un po’ affamati. Il nostro autobus ci riporta in albergo dove, dopo una breve doccia, ci cambiamo per avventarci su una bella paella valenciana, gustata in uno dei tanti ristoranti intorno alla Cattedrale. La passeggiata dopo cena per le vie del centro non offre molte attrattive, la movida valenciana, ci hanno spiegato, è altrove, soprattutto verso il mare e le zone dove vivono gli studenti universitari (che ogni giovedì a mezzanotte celebrano il rito del Botellon, dietro il piazzale dello stadio Mestalla, bevendo prima in compagnia le bottiglie portate da casa e poi passando il resto della notte in uno dei locali o delle discoteche della zona di Avenida de Argon e Blasco Ibanez). Noi però domani abbiamo una regata che ci aspetta, non possiamo fare tardi. Buona notte Valencia….
15 Maggio 2007 martedì
La giornata della nostra sconfitta, comincia bene, visitando la Lonja de la Seda, un meraviglioso edificio gotico splendidamente conservato e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che si compone internamente di un’aula a pianta quadrangolare con colonne tortili e soffitto con volte nervate. In passato era il luogo dove si svolgevano le contrattazioni dei mercanti. Sempre all’interno si trova un piccolo giardino con aranceti che è un vero gioiello. Uscendo da qui, attraversiamo la strada (dove si trova un negozio simpaticissimo che vende le tipiche padellone per la paella), ed entriamo per comprare un pezzo di torrone “artesano” (tipico torrone fatto con frutta, pasta di mandorle e cioccolato che si vende però tutto l’anno) nel colorato Mercato Central, un edificio in stile modernista terminato nel 1924 con la sua tipica struttura in ferro rivestita di ceramica e vetro dove sono in vendita pile e pile di succosissime arance (mai mangiate di così buone….) ed altre, appetitose primizie. Memori della fame patita a mezzogiorno di ieri, mangiamo qualche mini panino (qui ce sono di 100 tipi diversi) da Cien Montaditos, in Plaza de la Reina, una birreria tradizionale che offre anche bocadillos, i montaditos appunto, ad un euro l’uno.
Prendiamo poi il solito autobus per recarci al porto, dove arriviamo alle due, sotto un sole cocente ma fortunatamente con un vento gagliardo, pronti per assistere alla seconda regata.
Questa volta, prima di recarci davanti al maxi schermo di ieri, visitiamo anche gli altri Team Bases, quelli posti dall’altra parte della Casa de La America’s Cup (dove viene presentata con foto ed illustrazioni la storia della Coppa America), e dell ’Esposizione “No hay segundo” ovvero, “Non esiste un secondo”. Qui c’è la Base di New Zeeland, di Areva Challenge, di Victory, di Desafio Espanol 2007, di United Team Germany, di Mascalzone Latino e di China Team, con i loro relativi negozi.
Da questo lato, il primo maxi schermo è già super affollato ed anche qui si sente parlare e cantare in italiano.
Prima di raggiungere anche noi un posto davanti alla “pantalla” per tifare Luna Rossa, prenotiamo per 80 euro a testa due posti sul barcone degli spettatori (solo guardare…..) per domani. Un regalo ad Alberto, per il suo compleanno….
Purtroppo la seconda regata della semifinale non va bene come la prima. Luna Rossa parte alla grande ma si fa “fregare” incredibilmente nell’ultimo tratto dopo aver accumulato un considerevole vantaggio. Così come nella prima regata sono state esaltate le scelte di Grael e del pozzetto, questa volta saranno probabilmente criticate. Luna Rossa infatti, grazie alla splendida partenza di Spithill, aveva condotto una bella gara di testa nella prima bolina, girando la boa con 58 secondi di vantaggio su Oracle. è riuscita a perdere un tale margine fino a passare al cancello di poppa con soli 7 secondi su Oracle...
Nella seconda bolina le barche si allontanano: Luna Rossa tiene un lungo bordo più sulla destra. Oracle si allontana più sulla sinistra, guadagna ancora qualcosa ma non tanto. L’impressione è che Luna Rossa sia più forte di bolina e che Oracle sia più veloce di poppa. Ma, purtroppo Luna Rossa concede all’avversario troppa libertà, l’ultimo lato passa la boa con circa 40 metri di vantaggio ma viene pressata da USA98, il cui guadagno è inesorabile: a tre quarti dell’ultimo lato avviene il sorpasso, Luna Rossa cerca di poggiare più che può ma non ha più chance, Oracle vince per 13 secondi e pareggia i conti. Gli italiani intorno a noi, sembrano delusi ed un po’ contrariati ma poi salutano comunque calorosamente Luna Rossa quando sfila lungo il canale che la riporta alla base. (Seconda vittoria per New Zeeland su Desafio...)
Anche noi ce ne andiamo via mestamente, e decidiamo di fare un giro sul lungomare. Sono le cinque e la spiaggia è ancora affollata...Ah...aver portato il costume da bagno! Un bel tuffo lo avremmo fatto molto volentieri. Ci limitiamo a prendere un aperitivo davanti alla Malvarrosa e poi, sempre passeggiando, a spostarci più a nord, davanti alla spiaggia della Patacona dove persino Hemingway veniva a mangiare piatti a base di riso e di pesce da Pepica, sul Paseo Neptuno.
Noi, per consolarci e per festeggiare i quarantadue anni di Alberto, ci gustiamo un’altra paella (di mariscos però!) in Avenida Mare Nostrum, presso la famosa Casa Navarro. Una delizia! Non mancate di venirci se capitate a Valencia.
Dopo cena siamo stanchi ma curiosi di capire come si svolge la vita notturna della America’s Cup. Sono solo le 22 ma decidiamo di andare lo stesso all’Estrella Damm Lounge, un music bar che si trova al porto, di fronte al Foredeck. Fantastico! Via via, insieme alla gente comune, entrano per bere una birra vari componenti dei team che io riconosco dalle divise, Alberto persino dalle facce.
Che compleanno grandioso per lui! è felice come un bambino quando, un paio d’ore dopo, chiamiamo un taxi per tornare in albergo, distrutti ma veramente contenti di essere qui e prendere parte a questa avventura...
16 Maggio 2007 mercoledì
Per vedere la regata sul barcone degli spettatori bisogna arrivare al porto prima del solito. La mattina la passiamo facendo qualche acquisto nel centro della città ed al Corte Ingles. Lasciamo poi le nostre spese in hotel accanto alle valigie. Il nostro aereo partirà alle 21, abbiamo tempo per un’altra vittoria….
Al Porto, chiudiamo il capitolo pranzo con un frugale panino al prosciutto (comprato appena in tempo prima del totale esaurimento di qualsiasi tipo di cibo in tutta la zona) ed una birra.
Subito dopo, presentiamo il biglietto e ci imbarchiamo alla volta del Campo di Regata. Io, con il mio cappellino Luna Rossa fieramente calcato sulla testa……
Fortunatamente c’è un bel vento e questo ci permette di sopportare il sole che ci brucia le spalle e le braccia (ci siamo messi perfino la crema solare dopo la scottatura del primo giorno).
Siamo un nutrito gruppo di italiani su questo barcone, molti sono competenti, tutti sono agguerriti e decisi a riscattare la sconfitta di ieri. Certamente, è molto diverso seguire la regata da qui, sicuramente meno comodo ma molto più interessante ed appassionante. Dopo essere usciti dal canale, in una decina di minuti, ci posizioniamo intorno al campo di regata insieme a diverse altre imbarcazioni private ( ci sono molte agenzie che affittano catamarani e barche a vela o a motore con o senza equipaggio). Adesso capisco perché gli equipaggi in gara non gradiscono molto la troppa “folla” intorno a loro, effettivamente (tra barche d’appoggio, umpires, barconi di spettatori, barche di curiosi etc), siamo più di quanto potessi immaginare.
Quando inizia la gara iniziamo lentamente a spostarci, sempre a debita distanza però, per seguire dal punto più vicino consentito, le manovre dei due equipaggi. Spruzzi di schiuma, folate di vento, urla in un misto di inglese ed italiano, comunque tanta emozione e tensione……….
Nella terza regata l’atteggiamento tattico di ITA94 è completamente diverso….Sarà stato il briefing del mattino oppure la legittima sfuriata di Bertelli che ieri ha visto sfumare una sicura vittoria, ma questa volta la marcatura ad Oracle è stretta e non viene fatta nessuna concessione all’avversario, nemmeno sui tanto temuti lati di poppa. Oracle sembra leggermente più veloce ma Luna Rossa, marcandolo in quel modo, gli ha fatto guadagnare più o meno solo una quarantina di metri.
Ci sono circa 10-12 nodi di vento che consentono alla barca più veloce nel lato che conta nei match race, la bolina, di vincere la regata. Ed in questo, Luna Rossa è nettamente superiore ad Oracle, sia nelle prestazioni che nelle scelte del pozzetto. Perfetta la scelta del lato da parte di Torben Grael. Luna Rossa va a destra grazie a Spithill che prende la scia di Oracle in partenza per due volte. La prima volta Dickson riesce a fuggire ma si trova subito ITA94 a poppa che lo spinge verso la linea.
Di lì in due bordi lunghi Luna Rossa costruisce il vantaggio che difenderà sino alla fine: 29’ alla prima boa, 25’ al cancello di poppa, 45’ dopo la seconda bolina e 31’ alla fine.
I regali sono terminati, Luna Rossa finalmente dimostra a tutti che, senza distrazioni, la partita con Oracle sarebbe già praticamente chiusa con un 3-0 in favore degli italiani. Nell’altra semifinale, bella ed inattesa vittoria di Desafio contro New Zeeland, a dimostrazione che nella vela, a questi livelli, nulla può essere dato per scontato. Desafio non soltanto ha avuto la meglio su New Zeeland, ma è riuscito ad indurre il timoniere neo-zelandese all’errore, costringendolo alla penalità. Comunque, il team spagnolo ha vinto anche senza quella, tenendo la testa per tutta la regata e sfruttando, come Luna Rossa, il lato destro nella prima bolina.
Scendiamo dal barcone degli spettatori veramente felici e nello stesso tempo rammaricati di dover lasciare Valencia e la Coppa America. Luna Rossa vincerà la sfida con Oracle ed andrà alla finale della Louis Vutton Cup con New Zeeland, nettamente più forte di Desafio Espanol. Purtroppo la perderà e sarà l’equipaggio neozelandese a giocarsi la Coppa con Alinghi, il Defender.
Il 3 luglio del 2007 Alinghi conquisterà la Coppa America per 5 regate a due su New Zeeland e la competizione terminerà con la vittoria di un team europeo, capitanato dall’italo-svizzero Ernesto Bertarelli. La prossima Coppa America è ancora un enigma. Ma dovunque e comunque si gareggerà, se amate il mare ed i nostri colori, vi consiglio di esserci. è un’esperienza veramente unica ed entusiasmante.
E' il resoconto di tre giorni passati al porto di Valencia a tifare Luna Rossa insieme a molti altri italiani, ed a vivere anche se brevemente, la splendida avventura della 32° America’s Cup, la prima del Mediterraneo in 156 anni di storia.
14 Maggio 2007 Lunedì
Siamo arrivati ieri sera intorno alle 22.00 con un volo della Ryan Air, il nostro Hotel, lo Zenit, è molto centrale, molto moderno (lo hanno inaugurato da poco) e molto minimalista.
La finestra della nostra stanza si affaccia sulla bella Estacion del Norte, costruita tra gli anni 1907 e 1917 in stile art decò, senza peraltro che questo ci procuri il minimo fastidio, grazie ai doppi vetri, a causa dei rumori della strada. Durante la giornata di ieri i valenciani hanno festeggiato la Virgen de los Desamparados, patrona della città, ed infatti, il sagrato di fronte alla sua Basilica (Plaza de la Virgen) è ancora incredibilmente adorno di composizioni floreali in onore della Madonna.
Facciamo chiaramente un doveroso giro per il centro, il Barrio del Carmen, visitando anche la Cattedrale con i suoi tre portali nei tre diversi stili (il più antico è il romanico Puerta del Palau ed il più recente è il barocco Puerta de los Hierros), la torre campanaria del Miguelete (uno dei simboli di Valencia dalla quale si gode una meravigliosa vista sulla città), ed il Tribunale de las Aguas.
Poco prima dell’ora di pranzo, prendiamo un autobus (ce ne sono diversi che arrivano al porto…) che ci porta attraverso le vie di Valencia, proprio davanti ad uno degli ingressi pedonali del Porto. Una piccola fila al controllo di zaini e borse, ed entriamo finalmente, con una certa emozione, nell’autentico tempio della Vela mondiale.
Per iniziare a farvi partecipi della nostra avventura, intanto è necessario darvi qualche informazione tecnica: il campo di regata è proprio di fronte al litorale di Valencia, ed è delimitato da boe separate tra loro da 2,5 miglia e situate in linea con la direzione del vento.
Le due barche competitrici (a tutt’oggi sono ancora in gara per la Louis Vutton Cup Luna Rossa vs Oracle e Desafio Espanol vs New Zeeland) navigano verso la prima boa con il vento contro, in seguito virano e tornano con il vento a favore. è necessario completare due giri. Il percorso totale è di 10 miglia nautiche (18 km) e dura qualcosa di più di un’ora.
Dal 3 al 7 di aprile, è iniziata la Pre-regatta della Louis Vutton Cup, con i dodici team (11 challengers ed un defender) che hanno navigato tutti insieme; purtroppo è mancato il vento per giorni, anche durante l’inizio della sfida vera e propria partita ufficialmente il 16 di aprile e che terminerà il 12 giugno per eleggere la vincitrice della Vuitton Cup nonché la sfidante di Alinghi, la detentrice dal 2003 della Coppa America (dal 23 giugno al meglio delle nove regate). La mancanza di vento ha determinato uno slittamento delle gare che ci aveva preoccupato un po’. Infatti io e Alberto volevamo assistere alle gare di Luna Rossa e, chiaramente avevamo prenotato volo e albergo molto tempo prima, senza sapere se poi il nostro desiderio sarebbe stato esaudito. Fortunatamente il vento, superato il primo difficile periodo, ha deciso di fare giudizio e siamo qui oggi, per assistere alla prima delle sfide (chiamata match-race) della semifinale tra Luna Rossa vs Oracle.
Ci sono diversi modi per assistere alla regata, e certamente il più comodo è quello di sedersi davanti al primo dei maxi schermi previsti dall’organizzazione, posto all’ombra di un enorme telone.
Ma la maggior parte degli italiani si riunisce dall’altra parte del porto, davanti al secondo maxi schermo, alcuni seduti sotto il gazebo di un ristorante (inutile dire che bisogna arrivare almeno due ore prima dell’orario di inizio della regata previsto per le 15), tutti gli altri sparsi alla meglio tra ombra e sole (che qui picchia duro……), in una mano un bicchiere di cerveza helada, nell’altra una sventolante bandiera tricolore. Il secondo modo per seguire la regata è sui barconi che salpano un po’ prima del suo inizio (intorno alle 12,30) ed offrono, a seconda, solo una visione privilegiata oppure anche il pranzo.
Bisogna prenotarsi qualche giorno prima però e costa abbastanza, dai 60 agli 80 euro solo per guardare. Per oggi comunque ci dobbiamo accontentare del maxi schermo (che fortuna, abbiamo trovato degli italiani che ci hanno ospitato al loro tavolo sotto il gazebo!) e di un panino con la tortilla (al prezzo di un piatto di ostriche e champagne...), unico mezzo di sostentamento rimasto nel giro di chilometri...A voler essere sinceri, esiste anche un ristorante non lontano da dove ci troviamo, che, oltre ai prezzi notevoli, ha però il pregio di avere una vista splendida sul porto e sulla spiaggia della Malvarosa. Purtroppo, anche qui, è tutto prenotato fino alla fine della competizione...
Il segnale di avviso (10’) di inizio regata è dato alle 14,50, la partenza del primo match race alle 15, subito dopo la procedura per l’altra semifinale. Il percorso è il più lungo previsto dalle nuove regole, 12,6 miglia marine se non diversamente deciso dal comitato. Luna Rossa ITA94 è l’espressione dello yacht club italiano fondato nel 1997, a capo del sindacato c’è Fabrizio Bertelli ed il team leader è Francesco De Angelis, soprannominato il Barone, che ha vinto da timoniere, nel 2000 ad Auckland la Louis Vutton Cup con Luna Rossa ITA48. Su ITA94 è stato provato il nuovo albero e, alla vigilia di questa prima regata l’equipaggio italiano ha vinto il sorteggio per l’ingresso in partenza.
Il suo avversario è Oracle, espressione del Golden Gate Yacht Club (USA) fondato nel 2000, il cui capo del sindacato è Larry Ellison ed il cui team leader è Chris Dickson, skipper neozelandese. Entrambe le barche sono arrivate alle semifinali dopo l’Act 13 (regata di flotta) che serve per stilare la classifica dal primo all’undicesimo posto sulla base dei rispettivi ranking point ed a determinare poi anche gli accoppiamenti per i due Round Robin effettuati dal 16 aprile al 7 maggio con gli altri nove consorzi, al fine di selezionare i quattro team che da oggi fino al 25 maggio avranno la possibilità di effettuare la finale della Vuitton Cup e conquistare il diritto di affrontare Alinghi, il team Defender, dal 23 giugno al 7 luglio.
Per iniziare, mi spiegano che il campo di regata (campo nord del golfo di Valencia) è costituito da una boa al vento da girare sempre a destra ed un cancello (un gate) che le barche possono invece passare a destra o a sinistra una volta finito il lato di poppa. Gli equipaggi finalmente partono, con vento sui 13 nodi (ma anche rafficato e che arriverà fino a 18), doppiano la boa al vento per poi ridiscendere verso il cancello con il vento in poppa e lo spinnaker. Luna Rossa comincia con un leggero vantaggio, quello di avere bandiera gialla, cioè di entrare da destra, mure a dritta, in zona di prepartenza. Una possibilità di precedenza e quindi di controllo iniziale. Ovviamente ad ogni regata il privilegio si inverte. “Ma, come ha spiegato il timoniere di Luna Rossa, James Spithill, è soltanto un dettaglio”. Oracle sembra volere la destra, va a mischiarsi alle barche degli spettatori per cercare di confondere le idee a Spithill. Spithill gli concede la destra perché il meteo ha dato la chiamata: lato sinistro favorito per tutta la regata. Mai previsione fu così azzeccata: nella prima bolina Luna Rossa arriva in boa con un grande margine di vantaggio, ben 52 secondi sul team di Larry Ellison.
Anche la velocità della barca è consolante ( sulla quale non è stato utilizzato il nuovo albero provato qualche giorno fa ). Quando Luna Rossa si piazza per tutto il primo e secondo bordo della bolina sulle vele di Oracle, resta incollata e anzi, guadagna qualcosa.
Per qualche minuto il maxi schermo interrompe le trasmissioni e le proteste diventano sempre più assordanti fino a quando il collegamento non viene ripristinato. Luna Rossa va fortissimo, la gara è spettacolare, condotta fianco a fianco per metà della prima bolina e poi in testa, anche con grande vantaggio.
Oracle è riuscita a recuperare nel primo lato di poppa. ITA94 stramba quasi subito, tenendo la destra mentre Oracle non la segue. La separazione procura vantaggio ad Oracle che trova più pressione e raggiunge Luna Rossa. Grande battaglia al cancello di poppa, dopo l’ultima strambata Oracle si avvicina fino a pochi metri, ma Luna Rossa si difende bene, Spithill tiene l’ingaggio e la regola gli dà precedenza. Chiamata di protesta di Luna Rossa ma gli Umpires danno il verde e ITA 94 prende la boa di destra, quella che voleva, per riportarsi a sinistra nella bolina. Luna Rossa gira la boa con 30 metri di vantaggio ed arriva alla fine della bolina stracciando Oracle con un vantaggio di un minuto e 21’’. Perfette (tranne che nella prima poppa) le scelte tattiche del pozzetto.
Mentre la sfida è serrata e l’incitamento (soprattutto per Luna Rossa) è alle stelle, ne approfitto quindi per guardarmi un po’ intorno e fare una breve passeggiata per scaricare la tensione. Non lontano da qui, ci sono in bella mostra alcuni scafi di team partecipanti alla scorsa edizione della America’s Cup ed io gli giro intorno ammirata scattando fotografie. Mi avvio poi verso il molo della Malvarrosa per ammirare la spiaggia che si estende ampia e lunghissima verso est. Mi giungono boati di gioia dalla zona del maxi schermo. Vedo sventolare bandiere tricolori e, guardando l’orologio, mi rendo conto che la regata sta giungendo praticamente al termine.
Nell’ultimo lato Oracle, cerca di ripetere il copione del secondo, ma senza esito, i salti di vento questa volta non aiutano il team di Ellison. Luna Rossa scende sulla destra verso la linea mentre Oracle torna verso il centro ed il vento continua a girare tanto che deve arrivare quasi al traverso. Devastante ed umiliante per Oracle il distacco finale: 2’ minuti e 19 secondi.
Gli italiani, euforici, si precipitano verso l’entrata del porto per veder passare le barche. Lo facciamo anche noi, muniti di macchina fotografica e tanto entusiasmo. Il percorso dal campo di regata non è brevissimo (forse avranno provato anche qualche manovra prima di tornare indietro…..) e quindi vediamo sfilare, prima delle due contendenti, i barconi degli spettatori che tornano salutando la folla, varie imbarcazioni private anche loro posizionate intorno al campo di regata ( e questo sarà motivo di perplessità da parte degli equipaggi dei team in competizione), i gommoni degli operatori televisivi (persino dagli elicotteri riprendono la gara), le barche degli umpires, le due barche d’appoggio di Luna Rossa e di Oracle con amici e parenti, e finalmente prima Oracle e poi, festeggiatissima, Luna Rossa. Fra poco, torneranno anche Desafio Espanol e New Zeeland, le altre due semifinaliste. Non ci sarà stata storia tra di loro, New Zeeland è veramente troppo forte.
Dopo aver scattato decine e decine di foto sgomitando tra connazionali tutti impazziti per la vela, decidiamo di bere qualcosa e fare un po’ di shopping. Il Porto della America’s Cup è affollatissimo ed attrezzatissimo. C’è persino un ristorante giapponese insieme ad altri due locali “più tradizionali” dove si mangia di tutto (specialmente pesce, è chiaro…) ed il famoso Porto Pasta, ristorante italiano punto di ritrovo dei nostri connazionali. Noi ci rechiamo a bere un caffè freddo da Nespresso ( e lo paghiamo ben euro 4,50…) per poi, andarci a fare un giro nel negozio di Louis Vuitton. Accanto, è stata allestita una piccola sala dove, sfilando con pazienza una persona alla volta, è possibile ammirare in tutto il loro fulgore la Louis Vutton Cup e la America’s Cup. Anche qui, Alberto ci tiene a farsi immortalare accanto ai due trofei.
Presi ancora dall’entusiasmo per la vittoria, superiamo the Team Bases (le basi degli equipaggi) che si susseguono per tutto l’arco del Porto, di Alinghi, +39 (che secondo me ha il negozio con gli indumenti dai colori più carini…), Shosoloza , BMW Oracle, fino a raggiungere la base di Luna Rossa dove, dopo una ragionevole fila, riusciamo ad entrare nel negozio ufficiale.
La ressa è pazzesca ( i prezzi anche….). Tutti vogliono accaparrarsi una maglietta, un paio di scarpe o semplicemente un cappellino con la piccola bandiera tricolore e la scritta Luna Rossa (gli indumenti con il logo Prada costano di più…..). Alberto (che è uno snob di questo sport….) compra una maglia grigia a maniche lunghe con la semplice scritta ITA86 (barca progettata un circa un anno prima di ITA94). Io mi limito ad un cappellino (anche se ci sono canottiere e felpe deliziose…….) grigio e rosso per proteggermi dal sole delle ore più calde. Ci danno in omaggio anche una piccola sacca argento con il logo del team e la solita bandierina, sarà apprezzatissima tra qualche mese per portare creme e cellulari in spiaggia.
Inutile dire che siamo un po’ stanchi. Usciamo dal Porto contenti ed anche un po’ affamati. Il nostro autobus ci riporta in albergo dove, dopo una breve doccia, ci cambiamo per avventarci su una bella paella valenciana, gustata in uno dei tanti ristoranti intorno alla Cattedrale. La passeggiata dopo cena per le vie del centro non offre molte attrattive, la movida valenciana, ci hanno spiegato, è altrove, soprattutto verso il mare e le zone dove vivono gli studenti universitari (che ogni giovedì a mezzanotte celebrano il rito del Botellon, dietro il piazzale dello stadio Mestalla, bevendo prima in compagnia le bottiglie portate da casa e poi passando il resto della notte in uno dei locali o delle discoteche della zona di Avenida de Argon e Blasco Ibanez). Noi però domani abbiamo una regata che ci aspetta, non possiamo fare tardi. Buona notte Valencia….
15 Maggio 2007 martedì
La giornata della nostra sconfitta, comincia bene, visitando la Lonja de la Seda, un meraviglioso edificio gotico splendidamente conservato e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che si compone internamente di un’aula a pianta quadrangolare con colonne tortili e soffitto con volte nervate. In passato era il luogo dove si svolgevano le contrattazioni dei mercanti. Sempre all’interno si trova un piccolo giardino con aranceti che è un vero gioiello. Uscendo da qui, attraversiamo la strada (dove si trova un negozio simpaticissimo che vende le tipiche padellone per la paella), ed entriamo per comprare un pezzo di torrone “artesano” (tipico torrone fatto con frutta, pasta di mandorle e cioccolato che si vende però tutto l’anno) nel colorato Mercato Central, un edificio in stile modernista terminato nel 1924 con la sua tipica struttura in ferro rivestita di ceramica e vetro dove sono in vendita pile e pile di succosissime arance (mai mangiate di così buone….) ed altre, appetitose primizie. Memori della fame patita a mezzogiorno di ieri, mangiamo qualche mini panino (qui ce sono di 100 tipi diversi) da Cien Montaditos, in Plaza de la Reina, una birreria tradizionale che offre anche bocadillos, i montaditos appunto, ad un euro l’uno.
Prendiamo poi il solito autobus per recarci al porto, dove arriviamo alle due, sotto un sole cocente ma fortunatamente con un vento gagliardo, pronti per assistere alla seconda regata.
Questa volta, prima di recarci davanti al maxi schermo di ieri, visitiamo anche gli altri Team Bases, quelli posti dall’altra parte della Casa de La America’s Cup (dove viene presentata con foto ed illustrazioni la storia della Coppa America), e dell ’Esposizione “No hay segundo” ovvero, “Non esiste un secondo”. Qui c’è la Base di New Zeeland, di Areva Challenge, di Victory, di Desafio Espanol 2007, di United Team Germany, di Mascalzone Latino e di China Team, con i loro relativi negozi.
Da questo lato, il primo maxi schermo è già super affollato ed anche qui si sente parlare e cantare in italiano.
Prima di raggiungere anche noi un posto davanti alla “pantalla” per tifare Luna Rossa, prenotiamo per 80 euro a testa due posti sul barcone degli spettatori (solo guardare…..) per domani. Un regalo ad Alberto, per il suo compleanno….
Purtroppo la seconda regata della semifinale non va bene come la prima. Luna Rossa parte alla grande ma si fa “fregare” incredibilmente nell’ultimo tratto dopo aver accumulato un considerevole vantaggio. Così come nella prima regata sono state esaltate le scelte di Grael e del pozzetto, questa volta saranno probabilmente criticate. Luna Rossa infatti, grazie alla splendida partenza di Spithill, aveva condotto una bella gara di testa nella prima bolina, girando la boa con 58 secondi di vantaggio su Oracle. è riuscita a perdere un tale margine fino a passare al cancello di poppa con soli 7 secondi su Oracle...
Nella seconda bolina le barche si allontanano: Luna Rossa tiene un lungo bordo più sulla destra. Oracle si allontana più sulla sinistra, guadagna ancora qualcosa ma non tanto. L’impressione è che Luna Rossa sia più forte di bolina e che Oracle sia più veloce di poppa. Ma, purtroppo Luna Rossa concede all’avversario troppa libertà, l’ultimo lato passa la boa con circa 40 metri di vantaggio ma viene pressata da USA98, il cui guadagno è inesorabile: a tre quarti dell’ultimo lato avviene il sorpasso, Luna Rossa cerca di poggiare più che può ma non ha più chance, Oracle vince per 13 secondi e pareggia i conti. Gli italiani intorno a noi, sembrano delusi ed un po’ contrariati ma poi salutano comunque calorosamente Luna Rossa quando sfila lungo il canale che la riporta alla base. (Seconda vittoria per New Zeeland su Desafio...)
Anche noi ce ne andiamo via mestamente, e decidiamo di fare un giro sul lungomare. Sono le cinque e la spiaggia è ancora affollata...Ah...aver portato il costume da bagno! Un bel tuffo lo avremmo fatto molto volentieri. Ci limitiamo a prendere un aperitivo davanti alla Malvarrosa e poi, sempre passeggiando, a spostarci più a nord, davanti alla spiaggia della Patacona dove persino Hemingway veniva a mangiare piatti a base di riso e di pesce da Pepica, sul Paseo Neptuno.
Noi, per consolarci e per festeggiare i quarantadue anni di Alberto, ci gustiamo un’altra paella (di mariscos però!) in Avenida Mare Nostrum, presso la famosa Casa Navarro. Una delizia! Non mancate di venirci se capitate a Valencia.
Dopo cena siamo stanchi ma curiosi di capire come si svolge la vita notturna della America’s Cup. Sono solo le 22 ma decidiamo di andare lo stesso all’Estrella Damm Lounge, un music bar che si trova al porto, di fronte al Foredeck. Fantastico! Via via, insieme alla gente comune, entrano per bere una birra vari componenti dei team che io riconosco dalle divise, Alberto persino dalle facce.
Che compleanno grandioso per lui! è felice come un bambino quando, un paio d’ore dopo, chiamiamo un taxi per tornare in albergo, distrutti ma veramente contenti di essere qui e prendere parte a questa avventura...
16 Maggio 2007 mercoledì
Per vedere la regata sul barcone degli spettatori bisogna arrivare al porto prima del solito. La mattina la passiamo facendo qualche acquisto nel centro della città ed al Corte Ingles. Lasciamo poi le nostre spese in hotel accanto alle valigie. Il nostro aereo partirà alle 21, abbiamo tempo per un’altra vittoria….
Al Porto, chiudiamo il capitolo pranzo con un frugale panino al prosciutto (comprato appena in tempo prima del totale esaurimento di qualsiasi tipo di cibo in tutta la zona) ed una birra.
Subito dopo, presentiamo il biglietto e ci imbarchiamo alla volta del Campo di Regata. Io, con il mio cappellino Luna Rossa fieramente calcato sulla testa……
Fortunatamente c’è un bel vento e questo ci permette di sopportare il sole che ci brucia le spalle e le braccia (ci siamo messi perfino la crema solare dopo la scottatura del primo giorno).
Siamo un nutrito gruppo di italiani su questo barcone, molti sono competenti, tutti sono agguerriti e decisi a riscattare la sconfitta di ieri. Certamente, è molto diverso seguire la regata da qui, sicuramente meno comodo ma molto più interessante ed appassionante. Dopo essere usciti dal canale, in una decina di minuti, ci posizioniamo intorno al campo di regata insieme a diverse altre imbarcazioni private ( ci sono molte agenzie che affittano catamarani e barche a vela o a motore con o senza equipaggio). Adesso capisco perché gli equipaggi in gara non gradiscono molto la troppa “folla” intorno a loro, effettivamente (tra barche d’appoggio, umpires, barconi di spettatori, barche di curiosi etc), siamo più di quanto potessi immaginare.
Quando inizia la gara iniziamo lentamente a spostarci, sempre a debita distanza però, per seguire dal punto più vicino consentito, le manovre dei due equipaggi. Spruzzi di schiuma, folate di vento, urla in un misto di inglese ed italiano, comunque tanta emozione e tensione……….
Nella terza regata l’atteggiamento tattico di ITA94 è completamente diverso….Sarà stato il briefing del mattino oppure la legittima sfuriata di Bertelli che ieri ha visto sfumare una sicura vittoria, ma questa volta la marcatura ad Oracle è stretta e non viene fatta nessuna concessione all’avversario, nemmeno sui tanto temuti lati di poppa. Oracle sembra leggermente più veloce ma Luna Rossa, marcandolo in quel modo, gli ha fatto guadagnare più o meno solo una quarantina di metri.
Ci sono circa 10-12 nodi di vento che consentono alla barca più veloce nel lato che conta nei match race, la bolina, di vincere la regata. Ed in questo, Luna Rossa è nettamente superiore ad Oracle, sia nelle prestazioni che nelle scelte del pozzetto. Perfetta la scelta del lato da parte di Torben Grael. Luna Rossa va a destra grazie a Spithill che prende la scia di Oracle in partenza per due volte. La prima volta Dickson riesce a fuggire ma si trova subito ITA94 a poppa che lo spinge verso la linea.
Di lì in due bordi lunghi Luna Rossa costruisce il vantaggio che difenderà sino alla fine: 29’ alla prima boa, 25’ al cancello di poppa, 45’ dopo la seconda bolina e 31’ alla fine.
I regali sono terminati, Luna Rossa finalmente dimostra a tutti che, senza distrazioni, la partita con Oracle sarebbe già praticamente chiusa con un 3-0 in favore degli italiani. Nell’altra semifinale, bella ed inattesa vittoria di Desafio contro New Zeeland, a dimostrazione che nella vela, a questi livelli, nulla può essere dato per scontato. Desafio non soltanto ha avuto la meglio su New Zeeland, ma è riuscito ad indurre il timoniere neo-zelandese all’errore, costringendolo alla penalità. Comunque, il team spagnolo ha vinto anche senza quella, tenendo la testa per tutta la regata e sfruttando, come Luna Rossa, il lato destro nella prima bolina.
Scendiamo dal barcone degli spettatori veramente felici e nello stesso tempo rammaricati di dover lasciare Valencia e la Coppa America. Luna Rossa vincerà la sfida con Oracle ed andrà alla finale della Louis Vutton Cup con New Zeeland, nettamente più forte di Desafio Espanol. Purtroppo la perderà e sarà l’equipaggio neozelandese a giocarsi la Coppa con Alinghi, il Defender.
Il 3 luglio del 2007 Alinghi conquisterà la Coppa America per 5 regate a due su New Zeeland e la competizione terminerà con la vittoria di un team europeo, capitanato dall’italo-svizzero Ernesto Bertarelli. La prossima Coppa America è ancora un enigma. Ma dovunque e comunque si gareggerà, se amate il mare ed i nostri colori, vi consiglio di esserci. è un’esperienza veramente unica ed entusiasmante.
14 Maggio 2007 Lunedì
Siamo arrivati ieri sera intorno alle 22.00 con un volo della Ryan Air, il nostro Hotel, lo Zenit, è molto centrale, molto moderno (lo hanno inaugurato da poco) e molto minimalista.
La finestra della nostra stanza si affaccia sulla bella Estacion del Norte, costruita tra gli anni 1907 e 1917 in stile art decò, senza peraltro che questo ci procuri il minimo fastidio, grazie ai doppi vetri, a causa dei rumori della strada. Durante la giornata di ieri i valenciani hanno festeggiato la Virgen de los Desamparados, patrona della città, ed infatti, il sagrato di fronte alla sua Basilica (Plaza de la Virgen) è ancora incredibilmente adorno di composizioni floreali in onore della Madonna.
Facciamo chiaramente un doveroso giro per il centro, il Barrio del Carmen, visitando anche la Cattedrale con i suoi tre portali nei tre diversi stili (il più antico è il romanico Puerta del Palau ed il più recente è il barocco Puerta de los Hierros), la torre campanaria del Miguelete (uno dei simboli di Valencia dalla quale si gode una meravigliosa vista sulla città), ed il Tribunale de las Aguas.
Poco prima dell’ora di pranzo, prendiamo un autobus (ce ne sono diversi che arrivano al porto…) che ci porta attraverso le vie di Valencia, proprio davanti ad uno degli ingressi pedonali del Porto. Una piccola fila al controllo di zaini e borse, ed entriamo finalmente, con una certa emozione, nell’autentico tempio della Vela mondiale.
Per iniziare a farvi partecipi della nostra avventura, intanto è necessario darvi qualche informazione tecnica: il campo di regata è proprio di fronte al litorale di Valencia, ed è delimitato da boe separate tra loro da 2,5 miglia e situate in linea con la direzione del vento.
Le due barche competitrici (a tutt’oggi sono ancora in gara per la Louis Vutton Cup Luna Rossa vs Oracle e Desafio Espanol vs New Zeeland) navigano verso la prima boa con il vento contro, in seguito virano e tornano con il vento a favore. è necessario completare due giri. Il percorso totale è di 10 miglia nautiche (18 km) e dura qualcosa di più di un’ora.
Dal 3 al 7 di aprile, è iniziata la Pre-regatta della Louis Vutton Cup, con i dodici team (11 challengers ed un defender) che hanno navigato tutti insieme; purtroppo è mancato il vento per giorni, anche durante l’inizio della sfida vera e propria partita ufficialmente il 16 di aprile e che terminerà il 12 giugno per eleggere la vincitrice della Vuitton Cup nonché la sfidante di Alinghi, la detentrice dal 2003 della Coppa America (dal 23 giugno al meglio delle nove regate). La mancanza di vento ha determinato uno slittamento delle gare che ci aveva preoccupato un po’. Infatti io e Alberto volevamo assistere alle gare di Luna Rossa e, chiaramente avevamo prenotato volo e albergo molto tempo prima, senza sapere se poi il nostro desiderio sarebbe stato esaudito. Fortunatamente il vento, superato il primo difficile periodo, ha deciso di fare giudizio e siamo qui oggi, per assistere alla prima delle sfide (chiamata match-race) della semifinale tra Luna Rossa vs Oracle.
Ci sono diversi modi per assistere alla regata, e certamente il più comodo è quello di sedersi davanti al primo dei maxi schermi previsti dall’organizzazione, posto all’ombra di un enorme telone.
Ma la maggior parte degli italiani si riunisce dall’altra parte del porto, davanti al secondo maxi schermo, alcuni seduti sotto il gazebo di un ristorante (inutile dire che bisogna arrivare almeno due ore prima dell’orario di inizio della regata previsto per le 15), tutti gli altri sparsi alla meglio tra ombra e sole (che qui picchia duro……), in una mano un bicchiere di cerveza helada, nell’altra una sventolante bandiera tricolore. Il secondo modo per seguire la regata è sui barconi che salpano un po’ prima del suo inizio (intorno alle 12,30) ed offrono, a seconda, solo una visione privilegiata oppure anche il pranzo.
Bisogna prenotarsi qualche giorno prima però e costa abbastanza, dai 60 agli 80 euro solo per guardare. Per oggi comunque ci dobbiamo accontentare del maxi schermo (che fortuna, abbiamo trovato degli italiani che ci hanno ospitato al loro tavolo sotto il gazebo!) e di un panino con la tortilla (al prezzo di un piatto di ostriche e champagne...), unico mezzo di sostentamento rimasto nel giro di chilometri...A voler essere sinceri, esiste anche un ristorante non lontano da dove ci troviamo, che, oltre ai prezzi notevoli, ha però il pregio di avere una vista splendida sul porto e sulla spiaggia della Malvarosa. Purtroppo, anche qui, è tutto prenotato fino alla fine della competizione...
Il segnale di avviso (10’) di inizio regata è dato alle 14,50, la partenza del primo match race alle 15, subito dopo la procedura per l’altra semifinale. Il percorso è il più lungo previsto dalle nuove regole, 12,6 miglia marine se non diversamente deciso dal comitato. Luna Rossa ITA94 è l’espressione dello yacht club italiano fondato nel 1997, a capo del sindacato c’è Fabrizio Bertelli ed il team leader è Francesco De Angelis, soprannominato il Barone, che ha vinto da timoniere, nel 2000 ad Auckland la Louis Vutton Cup con Luna Rossa ITA48. Su ITA94 è stato provato il nuovo albero e, alla vigilia di questa prima regata l’equipaggio italiano ha vinto il sorteggio per l’ingresso in partenza.
Il suo avversario è Oracle, espressione del Golden Gate Yacht Club (USA) fondato nel 2000, il cui capo del sindacato è Larry Ellison ed il cui team leader è Chris Dickson, skipper neozelandese. Entrambe le barche sono arrivate alle semifinali dopo l’Act 13 (regata di flotta) che serve per stilare la classifica dal primo all’undicesimo posto sulla base dei rispettivi ranking point ed a determinare poi anche gli accoppiamenti per i due Round Robin effettuati dal 16 aprile al 7 maggio con gli altri nove consorzi, al fine di selezionare i quattro team che da oggi fino al 25 maggio avranno la possibilità di effettuare la finale della Vuitton Cup e conquistare il diritto di affrontare Alinghi, il team Defender, dal 23 giugno al 7 luglio.
Per iniziare, mi spiegano che il campo di regata (campo nord del golfo di Valencia) è costituito da una boa al vento da girare sempre a destra ed un cancello (un gate) che le barche possono invece passare a destra o a sinistra una volta finito il lato di poppa. Gli equipaggi finalmente partono, con vento sui 13 nodi (ma anche rafficato e che arriverà fino a 18), doppiano la boa al vento per poi ridiscendere verso il cancello con il vento in poppa e lo spinnaker. Luna Rossa comincia con un leggero vantaggio, quello di avere bandiera gialla, cioè di entrare da destra, mure a dritta, in zona di prepartenza. Una possibilità di precedenza e quindi di controllo iniziale. Ovviamente ad ogni regata il privilegio si inverte. “Ma, come ha spiegato il timoniere di Luna Rossa, James Spithill, è soltanto un dettaglio”. Oracle sembra volere la destra, va a mischiarsi alle barche degli spettatori per cercare di confondere le idee a Spithill. Spithill gli concede la destra perché il meteo ha dato la chiamata: lato sinistro favorito per tutta la regata. Mai previsione fu così azzeccata: nella prima bolina Luna Rossa arriva in boa con un grande margine di vantaggio, ben 52 secondi sul team di Larry Ellison.
Anche la velocità della barca è consolante ( sulla quale non è stato utilizzato il nuovo albero provato qualche giorno fa ). Quando Luna Rossa si piazza per tutto il primo e secondo bordo della bolina sulle vele di Oracle, resta incollata e anzi, guadagna qualcosa.
Per qualche minuto il maxi schermo interrompe le trasmissioni e le proteste diventano sempre più assordanti fino a quando il collegamento non viene ripristinato. Luna Rossa va fortissimo, la gara è spettacolare, condotta fianco a fianco per metà della prima bolina e poi in testa, anche con grande vantaggio.
Oracle è riuscita a recuperare nel primo lato di poppa. ITA94 stramba quasi subito, tenendo la destra mentre Oracle non la segue. La separazione procura vantaggio ad Oracle che trova più pressione e raggiunge Luna Rossa. Grande battaglia al cancello di poppa, dopo l’ultima strambata Oracle si avvicina fino a pochi metri, ma Luna Rossa si difende bene, Spithill tiene l’ingaggio e la regola gli dà precedenza. Chiamata di protesta di Luna Rossa ma gli Umpires danno il verde e ITA 94 prende la boa di destra, quella che voleva, per riportarsi a sinistra nella bolina. Luna Rossa gira la boa con 30 metri di vantaggio ed arriva alla fine della bolina stracciando Oracle con un vantaggio di un minuto e 21’’. Perfette (tranne che nella prima poppa) le scelte tattiche del pozzetto.
Mentre la sfida è serrata e l’incitamento (soprattutto per Luna Rossa) è alle stelle, ne approfitto quindi per guardarmi un po’ intorno e fare una breve passeggiata per scaricare la tensione. Non lontano da qui, ci sono in bella mostra alcuni scafi di team partecipanti alla scorsa edizione della America’s Cup ed io gli giro intorno ammirata scattando fotografie. Mi avvio poi verso il molo della Malvarrosa per ammirare la spiaggia che si estende ampia e lunghissima verso est. Mi giungono boati di gioia dalla zona del maxi schermo. Vedo sventolare bandiere tricolori e, guardando l’orologio, mi rendo conto che la regata sta giungendo praticamente al termine.
Nell’ultimo lato Oracle, cerca di ripetere il copione del secondo, ma senza esito, i salti di vento questa volta non aiutano il team di Ellison. Luna Rossa scende sulla destra verso la linea mentre Oracle torna verso il centro ed il vento continua a girare tanto che deve arrivare quasi al traverso. Devastante ed umiliante per Oracle il distacco finale: 2’ minuti e 19 secondi.
Gli italiani, euforici, si precipitano verso l’entrata del porto per veder passare le barche. Lo facciamo anche noi, muniti di macchina fotografica e tanto entusiasmo. Il percorso dal campo di regata non è brevissimo (forse avranno provato anche qualche manovra prima di tornare indietro…..) e quindi vediamo sfilare, prima delle due contendenti, i barconi degli spettatori che tornano salutando la folla, varie imbarcazioni private anche loro posizionate intorno al campo di regata ( e questo sarà motivo di perplessità da parte degli equipaggi dei team in competizione), i gommoni degli operatori televisivi (persino dagli elicotteri riprendono la gara), le barche degli umpires, le due barche d’appoggio di Luna Rossa e di Oracle con amici e parenti, e finalmente prima Oracle e poi, festeggiatissima, Luna Rossa. Fra poco, torneranno anche Desafio Espanol e New Zeeland, le altre due semifinaliste. Non ci sarà stata storia tra di loro, New Zeeland è veramente troppo forte.
Dopo aver scattato decine e decine di foto sgomitando tra connazionali tutti impazziti per la vela, decidiamo di bere qualcosa e fare un po’ di shopping. Il Porto della America’s Cup è affollatissimo ed attrezzatissimo. C’è persino un ristorante giapponese insieme ad altri due locali “più tradizionali” dove si mangia di tutto (specialmente pesce, è chiaro…) ed il famoso Porto Pasta, ristorante italiano punto di ritrovo dei nostri connazionali. Noi ci rechiamo a bere un caffè freddo da Nespresso ( e lo paghiamo ben euro 4,50…) per poi, andarci a fare un giro nel negozio di Louis Vuitton. Accanto, è stata allestita una piccola sala dove, sfilando con pazienza una persona alla volta, è possibile ammirare in tutto il loro fulgore la Louis Vutton Cup e la America’s Cup. Anche qui, Alberto ci tiene a farsi immortalare accanto ai due trofei.
Presi ancora dall’entusiasmo per la vittoria, superiamo the Team Bases (le basi degli equipaggi) che si susseguono per tutto l’arco del Porto, di Alinghi, +39 (che secondo me ha il negozio con gli indumenti dai colori più carini…), Shosoloza , BMW Oracle, fino a raggiungere la base di Luna Rossa dove, dopo una ragionevole fila, riusciamo ad entrare nel negozio ufficiale.
La ressa è pazzesca ( i prezzi anche….). Tutti vogliono accaparrarsi una maglietta, un paio di scarpe o semplicemente un cappellino con la piccola bandiera tricolore e la scritta Luna Rossa (gli indumenti con il logo Prada costano di più…..). Alberto (che è uno snob di questo sport….) compra una maglia grigia a maniche lunghe con la semplice scritta ITA86 (barca progettata un circa un anno prima di ITA94). Io mi limito ad un cappellino (anche se ci sono canottiere e felpe deliziose…….) grigio e rosso per proteggermi dal sole delle ore più calde. Ci danno in omaggio anche una piccola sacca argento con il logo del team e la solita bandierina, sarà apprezzatissima tra qualche mese per portare creme e cellulari in spiaggia.
Inutile dire che siamo un po’ stanchi. Usciamo dal Porto contenti ed anche un po’ affamati. Il nostro autobus ci riporta in albergo dove, dopo una breve doccia, ci cambiamo per avventarci su una bella paella valenciana, gustata in uno dei tanti ristoranti intorno alla Cattedrale. La passeggiata dopo cena per le vie del centro non offre molte attrattive, la movida valenciana, ci hanno spiegato, è altrove, soprattutto verso il mare e le zone dove vivono gli studenti universitari (che ogni giovedì a mezzanotte celebrano il rito del Botellon, dietro il piazzale dello stadio Mestalla, bevendo prima in compagnia le bottiglie portate da casa e poi passando il resto della notte in uno dei locali o delle discoteche della zona di Avenida de Argon e Blasco Ibanez). Noi però domani abbiamo una regata che ci aspetta, non possiamo fare tardi. Buona notte Valencia….
15 Maggio 2007 martedì
La giornata della nostra sconfitta, comincia bene, visitando la Lonja de la Seda, un meraviglioso edificio gotico splendidamente conservato e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che si compone internamente di un’aula a pianta quadrangolare con colonne tortili e soffitto con volte nervate. In passato era il luogo dove si svolgevano le contrattazioni dei mercanti. Sempre all’interno si trova un piccolo giardino con aranceti che è un vero gioiello. Uscendo da qui, attraversiamo la strada (dove si trova un negozio simpaticissimo che vende le tipiche padellone per la paella), ed entriamo per comprare un pezzo di torrone “artesano” (tipico torrone fatto con frutta, pasta di mandorle e cioccolato che si vende però tutto l’anno) nel colorato Mercato Central, un edificio in stile modernista terminato nel 1924 con la sua tipica struttura in ferro rivestita di ceramica e vetro dove sono in vendita pile e pile di succosissime arance (mai mangiate di così buone….) ed altre, appetitose primizie. Memori della fame patita a mezzogiorno di ieri, mangiamo qualche mini panino (qui ce sono di 100 tipi diversi) da Cien Montaditos, in Plaza de la Reina, una birreria tradizionale che offre anche bocadillos, i montaditos appunto, ad un euro l’uno.
Prendiamo poi il solito autobus per recarci al porto, dove arriviamo alle due, sotto un sole cocente ma fortunatamente con un vento gagliardo, pronti per assistere alla seconda regata.
Questa volta, prima di recarci davanti al maxi schermo di ieri, visitiamo anche gli altri Team Bases, quelli posti dall’altra parte della Casa de La America’s Cup (dove viene presentata con foto ed illustrazioni la storia della Coppa America), e dell ’Esposizione “No hay segundo” ovvero, “Non esiste un secondo”. Qui c’è la Base di New Zeeland, di Areva Challenge, di Victory, di Desafio Espanol 2007, di United Team Germany, di Mascalzone Latino e di China Team, con i loro relativi negozi.
Da questo lato, il primo maxi schermo è già super affollato ed anche qui si sente parlare e cantare in italiano.
Prima di raggiungere anche noi un posto davanti alla “pantalla” per tifare Luna Rossa, prenotiamo per 80 euro a testa due posti sul barcone degli spettatori (solo guardare…..) per domani. Un regalo ad Alberto, per il suo compleanno….
Purtroppo la seconda regata della semifinale non va bene come la prima. Luna Rossa parte alla grande ma si fa “fregare” incredibilmente nell’ultimo tratto dopo aver accumulato un considerevole vantaggio. Così come nella prima regata sono state esaltate le scelte di Grael e del pozzetto, questa volta saranno probabilmente criticate. Luna Rossa infatti, grazie alla splendida partenza di Spithill, aveva condotto una bella gara di testa nella prima bolina, girando la boa con 58 secondi di vantaggio su Oracle. è riuscita a perdere un tale margine fino a passare al cancello di poppa con soli 7 secondi su Oracle...
Nella seconda bolina le barche si allontanano: Luna Rossa tiene un lungo bordo più sulla destra. Oracle si allontana più sulla sinistra, guadagna ancora qualcosa ma non tanto. L’impressione è che Luna Rossa sia più forte di bolina e che Oracle sia più veloce di poppa. Ma, purtroppo Luna Rossa concede all’avversario troppa libertà, l’ultimo lato passa la boa con circa 40 metri di vantaggio ma viene pressata da USA98, il cui guadagno è inesorabile: a tre quarti dell’ultimo lato avviene il sorpasso, Luna Rossa cerca di poggiare più che può ma non ha più chance, Oracle vince per 13 secondi e pareggia i conti. Gli italiani intorno a noi, sembrano delusi ed un po’ contrariati ma poi salutano comunque calorosamente Luna Rossa quando sfila lungo il canale che la riporta alla base. (Seconda vittoria per New Zeeland su Desafio...)
Anche noi ce ne andiamo via mestamente, e decidiamo di fare un giro sul lungomare. Sono le cinque e la spiaggia è ancora affollata...Ah...aver portato il costume da bagno! Un bel tuffo lo avremmo fatto molto volentieri. Ci limitiamo a prendere un aperitivo davanti alla Malvarrosa e poi, sempre passeggiando, a spostarci più a nord, davanti alla spiaggia della Patacona dove persino Hemingway veniva a mangiare piatti a base di riso e di pesce da Pepica, sul Paseo Neptuno.
Noi, per consolarci e per festeggiare i quarantadue anni di Alberto, ci gustiamo un’altra paella (di mariscos però!) in Avenida Mare Nostrum, presso la famosa Casa Navarro. Una delizia! Non mancate di venirci se capitate a Valencia.
Dopo cena siamo stanchi ma curiosi di capire come si svolge la vita notturna della America’s Cup. Sono solo le 22 ma decidiamo di andare lo stesso all’Estrella Damm Lounge, un music bar che si trova al porto, di fronte al Foredeck. Fantastico! Via via, insieme alla gente comune, entrano per bere una birra vari componenti dei team che io riconosco dalle divise, Alberto persino dalle facce.
Che compleanno grandioso per lui! è felice come un bambino quando, un paio d’ore dopo, chiamiamo un taxi per tornare in albergo, distrutti ma veramente contenti di essere qui e prendere parte a questa avventura...
16 Maggio 2007 mercoledì
Per vedere la regata sul barcone degli spettatori bisogna arrivare al porto prima del solito. La mattina la passiamo facendo qualche acquisto nel centro della città ed al Corte Ingles. Lasciamo poi le nostre spese in hotel accanto alle valigie. Il nostro aereo partirà alle 21, abbiamo tempo per un’altra vittoria….
Al Porto, chiudiamo il capitolo pranzo con un frugale panino al prosciutto (comprato appena in tempo prima del totale esaurimento di qualsiasi tipo di cibo in tutta la zona) ed una birra.
Subito dopo, presentiamo il biglietto e ci imbarchiamo alla volta del Campo di Regata. Io, con il mio cappellino Luna Rossa fieramente calcato sulla testa……
Fortunatamente c’è un bel vento e questo ci permette di sopportare il sole che ci brucia le spalle e le braccia (ci siamo messi perfino la crema solare dopo la scottatura del primo giorno).
Siamo un nutrito gruppo di italiani su questo barcone, molti sono competenti, tutti sono agguerriti e decisi a riscattare la sconfitta di ieri. Certamente, è molto diverso seguire la regata da qui, sicuramente meno comodo ma molto più interessante ed appassionante. Dopo essere usciti dal canale, in una decina di minuti, ci posizioniamo intorno al campo di regata insieme a diverse altre imbarcazioni private ( ci sono molte agenzie che affittano catamarani e barche a vela o a motore con o senza equipaggio). Adesso capisco perché gli equipaggi in gara non gradiscono molto la troppa “folla” intorno a loro, effettivamente (tra barche d’appoggio, umpires, barconi di spettatori, barche di curiosi etc), siamo più di quanto potessi immaginare.
Quando inizia la gara iniziamo lentamente a spostarci, sempre a debita distanza però, per seguire dal punto più vicino consentito, le manovre dei due equipaggi. Spruzzi di schiuma, folate di vento, urla in un misto di inglese ed italiano, comunque tanta emozione e tensione……….
Nella terza regata l’atteggiamento tattico di ITA94 è completamente diverso….Sarà stato il briefing del mattino oppure la legittima sfuriata di Bertelli che ieri ha visto sfumare una sicura vittoria, ma questa volta la marcatura ad Oracle è stretta e non viene fatta nessuna concessione all’avversario, nemmeno sui tanto temuti lati di poppa. Oracle sembra leggermente più veloce ma Luna Rossa, marcandolo in quel modo, gli ha fatto guadagnare più o meno solo una quarantina di metri.
Ci sono circa 10-12 nodi di vento che consentono alla barca più veloce nel lato che conta nei match race, la bolina, di vincere la regata. Ed in questo, Luna Rossa è nettamente superiore ad Oracle, sia nelle prestazioni che nelle scelte del pozzetto. Perfetta la scelta del lato da parte di Torben Grael. Luna Rossa va a destra grazie a Spithill che prende la scia di Oracle in partenza per due volte. La prima volta Dickson riesce a fuggire ma si trova subito ITA94 a poppa che lo spinge verso la linea.
Di lì in due bordi lunghi Luna Rossa costruisce il vantaggio che difenderà sino alla fine: 29’ alla prima boa, 25’ al cancello di poppa, 45’ dopo la seconda bolina e 31’ alla fine.
I regali sono terminati, Luna Rossa finalmente dimostra a tutti che, senza distrazioni, la partita con Oracle sarebbe già praticamente chiusa con un 3-0 in favore degli italiani. Nell’altra semifinale, bella ed inattesa vittoria di Desafio contro New Zeeland, a dimostrazione che nella vela, a questi livelli, nulla può essere dato per scontato. Desafio non soltanto ha avuto la meglio su New Zeeland, ma è riuscito ad indurre il timoniere neo-zelandese all’errore, costringendolo alla penalità. Comunque, il team spagnolo ha vinto anche senza quella, tenendo la testa per tutta la regata e sfruttando, come Luna Rossa, il lato destro nella prima bolina.
Scendiamo dal barcone degli spettatori veramente felici e nello stesso tempo rammaricati di dover lasciare Valencia e la Coppa America. Luna Rossa vincerà la sfida con Oracle ed andrà alla finale della Louis Vutton Cup con New Zeeland, nettamente più forte di Desafio Espanol. Purtroppo la perderà e sarà l’equipaggio neozelandese a giocarsi la Coppa con Alinghi, il Defender.
Il 3 luglio del 2007 Alinghi conquisterà la Coppa America per 5 regate a due su New Zeeland e la competizione terminerà con la vittoria di un team europeo, capitanato dall’italo-svizzero Ernesto Bertarelli. La prossima Coppa America è ancora un enigma. Ma dovunque e comunque si gareggerà, se amate il mare ed i nostri colori, vi consiglio di esserci. è un’esperienza veramente unica ed entusiasmante.
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Commenti
Veramente è già diviso in tappe (anche se le date non sono evidenziate in neretto), cioè in giornate di viaggio visto che la tappa è unica,ossia Valencia....
Per quanto riguarda la lunghezza del diario, dipende dalle cose che vedi viaggiando e... vedi tutto da come le vivi,io cerco di vedere e vivere il più possibile e di farne partecipe, con entusiasmo e passione,chi può condividere i miei stessi interessi.
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