Alla scoperta della Val d'Orcia: Bagno Vignoni
Community: Diari di viaggio e Racconti Alla scoperta della Val d'Orcia: Bagno Vignoni
Introduzione
Descrizione
Siccome, a mio modesto parere, è il più posto più bello che io abbia mai visitato (dal punto di vista paesaggistico e culturale) spesso e volentieri parto alla scoperta della Val d'Orcia, la quale però, essendo davvero piena di luoghi spettacolari, è difficile vederla tutta in un solo giorno e quindi ieri, io e il mio ragazzo abbiamo deciso di andare a fare un giro a Bagno Vignoni.
Partendo da Torrita di Siena, si passa per Montefollonico, Pienza, si intravede Monticchiello e quindi si svolta per la Cassia in direzione Castiglion d'Orcia-Bagno Vignoni (notare che molti dei paesi che cito sono parte del comune di San Quirico d'Orcia). Già prima di arrivare a Pienza, si nota subito la differenza tra la Val di Chiana e la Val d'Orcia: la prima estremamente popolosa e industrializzata, la seconda praticamente deserta. E qui sta il bello: si lascia il caos e si entra nella pace di un luogo incontaminato dove il paesaggio offre soltanto la vista di colline attraversate di tanto in tanto da viali di cipressi, vigne e uliveti e sullo sfondo i paesini che distano chilometri l'uno dall'altro e tra i quali vi è solo la natura.
Lasciata la Cassia si sale per la ripida via che porta a Bagno Vignoni, località in cui il turismo non conosce stagioni: c'è sempre gente da ogni dove a visitarla, attratta dalle terme, dal centro storico unico al mondo o solo dal panorama spettacolare che si gode da quassù. Si parcheggia (rigorosamente a pagamento) e ci si trova nella piazza esterna del paese (recentemente ristrutturata) alla cui sinistra stanno gli scavi e a destra le terme e il parco.
Partiamo attraversando il parco e dirigendoci alle terme e al loro hotel (qui non ci sono mai stata a fare trattamenti ma non è detto che uno di questi giorni non prenoterò, data la fama che hanno) al cui esterno c'è una lastra in pietra che narra le vicende storiche dal punto di vista termale appunto: risalenti all'epoca romana, hanno ospitato celebrità del passato, che vanno da Santa Caterina da Siena, passando per Papa Pio II Piccolomini fino a Lorenzo dè Medici, le quali hanno favorito sicuramente il mantenimento in perfetto stato del paese.
Infatti entrando in uno dei borghi si nota subito come lo stato sia perfetto: per terra alternanza di pietre bianche e nere che costituiscono la passeggiata e che subito portano alla enorme vasca centrale del paese. E questa è appunto la caratteristica principale della cittadina: al posto della piazza c'è la vasca, in cui sgorgano dal terreno vulcanico sottostante, le acque calde e fumanti che la riempiono (vietato fare il bagno), con su un lato un meraviglioso loggiato con un altare e un'altra piccola vasca. Davanti si trova la chiesa di San Giovanni Battista e tutt'intorno negozi, ristoranti, bar e locande dove è possibile fare anche una merenda "alla toscana". E noi ovviamente approfittiamo subito: dietro il loggiato c'è, infatti, una piazzetta con un pozzo e la "locanda del Cacio" (mi sembra si chiami cosi) dove prendiamo bruschette con formaggio pecorino di Pienza, miele e prosciutto e due bicchieri di Morellino di Scansano (io) e Rosso di Montalcino (lui): ottimo!!!
Per smaltire il tutto andiamo poi a fare una passeggiata negli scavi esterni dove scorrono ruscelli di acqua calda in un fitto intreccio che va a sfociare lungo la scarpata sottostante, che porta alla grande vasca che si trova sotto il paese e dove invece si può fare il bagno (l'acqua, arrivando dopo un lungo percorso, non è più caldissima, ma di certo non fredda, buona quindi per le notti estive: l'ho fatto è fantastico!), e alcuni reperti storici in pietra.
Per finire facciamo una sosta al locale "Il Barrino" famoso nella zona perche ospita, durante il week-end, serate di musica dal vivo e bello da vedere con i suoi soppalchi e l'arredamento in stile liberty. Qui facciamo un aperitivo a base di vini tipici della Val d'Orcia (ma si può anche sorseggiare un tè o una cioccolata calda oppure bere cocktail) e dopo ripartiamo verso casa. Lungo la strada si incontrano la Torre di Nano e una bellissima quercia secolare dalle dimensioni gigantesche (la chioma è davvero enorme) che credo sia la più vecchia della Toscana (sicuramente della zona).


















































