La via Francigena: la via dei pellegrini
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Introduzione
Quest’oggi esploro il territorio della Tuscia dal fascino intenso ed antico e come moderni viandanti ripercorriamo un tratto della via Francigena
Descrizione
Quest’oggi esploro il territorio della Tuscia dal fascino intenso e antico e come moderni viandanti ripercorriamo un tratto della via Francigena che da Canterbury si snodava fino a Roma, centro della cristianità, e poi proseguiva verso Brindisi e Gerusalemme, diventando la strada maestra per i pellegrini che, animati da fede religiosa, si recavano a venerare il luogo del martirio dei Santi Pietro e Paolo.
Sutri può ben rappresentare la nostra prima tappa. L’antica cittadina, dalle chiare origini etrusche e medioevali, presenta numerose opere d’arte, un suggestivo anfiteatro scavato completamente nel tufo e databile tra la fine del I secolo ed i primi anni di quello successivo, l’imponente Cattedrale, consacrata da Innocenzo III nel 1207 e costruita su di una preesistente basilica cristiana, e numerose pregevoli chiese. Capranica e Ronciglione sono due pittoreschi borghi medioevali: nel secondo, il castello della Rovere attesta, con la sua massiccia costruzione e le poderose torri, la sua funzione originaria di difesa della cittadina; interessante è la chiesa campestre di S. Eusebio, a 3 km dall’abitato. Rappresenta infatti uno dei più importanti monumenti paleocristiani della zona: edificato da monaci Basiliani fuggiti dalla Palestina nel sec. VII, contiene al suo interno graffiti lasciati dai pellegrini quale segno tangibile della loro devozione. Lungo il percorso incontriamo Viterbo, città antica Fortificata da Desiderio, re dei Longobardi, donata alla Chiesa da Pipino nel 755, e fin dal 1266 sede del Papa, che qui volle ritirarsi con tutta la sua corte per allontanarsi dalla turbolenta città di Roma. Nelle dimore di questa fortezza si tennero ben 5 conclavi, di cui l’ultimo, quello durato trentatré mesi, dal quale uscì eletto nel 1271 papa Gregorio X. La maggior parte dei monumenti di pregio si trova nel quartiere di S. Pellegrino, rimasto intatto nel suo aspetto medioevale, nei pressi dell’Ospedale dei Pellegrini, fondato da due coniugi, Guidone e Diletta, in un’età tra il 1150 e il 1200 e dato in dono al clero viterbese perché vi ospitasse i pellegrini.
Se lo desiderate e avete qualche giorno a disposizione, perdetevi nei viottoli antichi, ammirate gli antichi edifici, assaporate i colori e i profumi di Montefiascone, visitate la Rocca dei Papi, di origine etrusca e fortificata poi dai romani, immergetevi nei misteri di Bolsena ricordata, oltre che come meta turistica apprezzata, per il Miracolo del Corpus Domini, avvenuto nel 1263, quando durante la messa, al momento della elevazione, alcune gocce di sangue caddero dall’ostia sul corporale di lino e sui marmi dell’altare, che fin dal 1693 sono custoditi nella cappella del Miracolo della Chiesa di Santa Cristina. A seguito della bolla “transiturus” di papa Urbano IV venne istituita, per ricordare il miracolo, la festa del Corpus Domini. Concludiamo il nostro itinerario, alle soglie della Toscana, ad Acquapendente, cittadina ricca di storia e di testimonianze di una antica importanza dovuta alla posizione strategica lungo la via dei pellegrini.





